Atlante (mitologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Atlante
MAN Atlante fronte 1040572.JPG
Atlante Farnese, statua del II secolo conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Nome orig.Ατλας (Atlas)
SpecieTitano
SessoMaschio
ProfessioneRe della Mauritania

Atlante (in greco antico: Ἄτλας, Atlas) è un personaggio della mitologia greca: fu un Re della Mauritania, corrispondente al noto sostenitore della Terra entrato nella cultura popolare; questo Atlante é un titano di seconda generazione e non va confuso con il figlio di Poseidone e Clito citato nell'opera Timeo e Crizia di Platone.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del titano Giapeto[1] ebbe per madre l'oceanina Climene[2] oppure l'oceanina Asia[1], sposò la sorella Pleione[3] e con lei generò le Pleiadi[3], le Iadi[4][5], Iante[4].

A volte viene citato anche come padre delle Esperidi[6] e di Calipso[7].

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Atlante era re della Mauritania e molto versato nell'astrologia; era considerato il primo ad aver studiato la scienza dell'astronomia. Diodoro Siculo scrive che Atlante fu il primo a rappresentare il mondo per mezzo di una sfera e per questo motivo si diceva che portasse il cielo sulle spalle, alludendo alla sua invenzione[8].

Esiodo narra che Atlante fu costretto a tenere sulle spalle l'intera volta celeste per volere di Zeus che decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell'Olimpo. Nell'Odissea (libro I) viene descritto poeticamente come uno dei pilastri del cielo e sempre nell'Odissea, viene indicato come padre di Calipso.

Atlante riuscì a convincere Eracle a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione offrendosi di poter raccogliere i pomi d'oro dall'albero del giardino delle Esperidi[9] al suo posto. Ottenuto lo scambio però Eracle riuscì a convincerlo di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia e quando Atlante sollevò la volta del cielo dalle spalle di Eracle, questi raccolse le tre mele lasciate a terra e se ne andò.

Secondo una tradizione il titano fu pietrificato da Perseo che gli mostrò la testa di Medusa per punirlo di non averlo ospitato e così Atlante si trasformò nell'omonima catena montuosa che si trova nel nord dell'Africa[9][10]. La prima vertebra della colonna vertebrale, atlante, deve il suo nome a questo personaggio, poiché essa sostiene il cranio così come il titano regge la sfera celeste.

Nella cultura moderna[modifica | modifica wikitesto]

Atlante è l'antagonista principale del libro Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: la maledizione del Titano (2007) e il protagonista del brano La caduta di Atlante dell'album Prisoner 709 (2017) del rapper Caparezza. Ad Atlante è inoltre dedicata la canzone dei Metallica Atlas, rise! dell'album Hardwired... to Self-Destruct (2016).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro I. 2. 3 su theoi.com. (In inglese)
  2. ^ Esiodo, Teogonia 507 su theoi.com. (In inglese)
  3. ^ a b Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro III. 10. 1 su theoi.com. (In inglese)
  4. ^ a b Ovidio, Fasti, V, 164.
  5. ^ Gaio Giulio Igino, Favole, CXCII.
  6. ^ Pierre Grimal, Dictionnaire de la mythologie grecque et romaine, 11e éd, Presses universitaires de France, 1991, ©1951, p. 59, ISBN 2130444466, OCLC 25666661. URL consultato il 13 ottobre 2018.
  7. ^ Omero, Odissea, libro I, 14-51-54 ; libro VII, 245.
  8. ^ F. S. Villarosa, Dizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, p. 51.
  9. ^ a b (FR) Annie Collognat (a cura di), Dictionnaire de la mythologie gréco-romaine, Place des éditeurs, 18 ottobre 2012, pp. 174-175, ISBN 9782258099340. URL consultato il 13 ottobre 2018.
  10. ^ Erodoto, IV, 184.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN5728390 · LCCN (ENno2018137016 · GND (DE11884847X · BNF (FRcb12246100b (data) · CERL cnp00540189 · WorldCat Identities (ENlccn-no2018137016