Pegaso (mitologia)

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Pegaso
Bellerofon och Pegasus, Nordisk familjebok.png
Bellerofonte e Pegaso
SagaMitologia greca
SpecieCavallo alato
PoteriCavallo volante, in grado di far sgorgare fonti con lo zoccolo

Pegaso (pronuncia /ˈpɛɡazo/[1]; in greco antico: Πήγασος, Pḗgasos) è una figura della mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo di Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato del mostro, insieme a Crisaore.[2]

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Animale selvaggio e libero, Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Grazie alle briglie avute in dono da Atena, viene successivamente addomesticato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei.

Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene.

Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione, tuttora chiamata Pegaso.

Con il nome di Pegaso sono definite numerose figure mitologiche minori, tutte deformazioni del Pegaso greco. Nella letteratura latina, Plinio descrive come Pegasi degli uccelli dell'Etiopia con teste di cavallo. Sempre Plinio descrive sotto lo stesso nome un cavallo dotato di ali e corna. Per Giulio Solino e Pomponio Mela sarebbe invece un uccello con orecchie di cavallo.

La cattura di Pegaso[modifica | modifica wikitesto]

Polido disse a Bellerofonte che avrebbe avuto bisogno di Pegaso. Per ottenere i servizi del cavallo alato selvatico, Polido suggerì a Bellerofonte di dormire presso il tempio di Atena. Mentre Bellerofonte dormiva, sognò che Atena metteva una briglia d'oro accanto a lui, dicendo: "Dormi, principe della casa di Aiolo? Vieni, prendi questo incantesimo per il destriero e mostralo al Domatore tuo padre e come sacrificio ponigli un toro bianco."[3] Quando si svegliò trovò effettivamente la briglia d'oro. Per catturarlo Bellerofonte avrebbe dovuto avvicinarsi a Pegaso mentre beveva da una fonte; Polido gli disse quale fonte, ossia quella di Pirene nulla cittadella di Corinto, la città di nascita di Bellerofonte.

Altri racconti dicono che Atena portò Pegaso già domato e imbrigliato, o che fu Poseidone come domatore di cavalli, segretamente il padre di Bellerofonte che gli portò Pegaso, come affermava Pausania.[4]

In araldica, il cavallo alato si dice pegaso (nome comune).

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Caos
Gea
Urano
Etere
Ponto
Crono
Rea
Poseidone
Forco
Ceto
Medusa
Pegaso

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di un cavallo alato è molto antica e proviene dall'Asia Minore. La vitalità e la forza del cavallo, unite alla capacità di volare e quindi di svincolarsi dal peso della gravità fanno di Pegaso un simbolo della vita spirituale del poeta e della sua ispirazione che si eleva indomabile, incurante di qualsiasi ostacolo terreno.

Personificazione dell'acqua[modifica | modifica wikitesto]

La fontana di Pirene inferiore a Corinto, luogo in cui Pegaso viene catturato secondo il mito.

Il legame tra Pegaso e l'acqua è noto da molto tempo poiché alla fine del XII secolo, un mitografo del Vaticano assicura che il nome di Pegaso si applicava a tutti i fiumi perché evoca la velocità della corsa dei cavalli[5]. Nel 1857, Louis-Ferdinand-Alfred Maury accostò Pegaso a "una personificazione di acqua sorgiva che precipita e muore", come tutti i cavalli dell'antica Grecia. Gli antichi greci simboleggiano l'acqua e le fontane sotto l'emblema del cavallo, motivo per cui questo animale è dedicato a Poseidone che lo ha creato con il suo tridente. Il fulmine, cioè "l'arma d'oro di Zeus", nasce, come Pegaso, dalle acque fluenti, rappresentate dal sangue di Medusa, e si precipita in cielo.[6]

Nel XX secolo, il Dizionario dei Simboli evidenzia questo legame tra Pegaso e l'acqua: il lampo e il tuono che trasporta per Zeus creano le tempeste, quindi la pioggia. È il figlio del dio del mare Poseidone, il suo nome è preso dalla parola "fonte", è nato alle "fonti dell'oceano", può creare fonti con uno zoccolo e viene catturato da Bellerofonte mentre beve alla fontana di Pirene (questo episodio presenta una relazione tra la fertilità e l'elevazione[7]). Il libro conclude che è una "fonte alata" e una "nuvola che trasporta acqua fertile"[8].

Carl Gustav Jung vede nello zoccolo del cavallo Pegaso "il dispensatore del fluido fertile"[9], che Jean-Paul Clébert interpreta come il sesso maschile, mentre il ferro di cavallo rappresenta a suo parere la vagina femminile[10]. Il piede di Pegaso, creatore di fonti, avrebbe potuto essere un simbolo dell'atto riproduttivo, fonte di ogni vita.

In Le bestiaire divin, Jacques Duchaussoy vede nelle fonti create da Pegaso e dal cavallo Bayard un calcio alle "fonti di conoscenza spirituale" che finiscono per diventare l'acqua pura destinata a dissetare il pellegrino o il viaggiatore lungo il cammino[11].

Analisi del mito di Bellerofonte[modifica | modifica wikitesto]

Bellerofonte e Pegaso secondo Nordisk familjebok.

Bellerofonte e Pegaso condividono un'origine comune poiché secondo Pindaro, Poseidone era il padre divino di Bellerofonte. Sono quindi fratellastri. Jacques Desautels aggiunge che l'associazione di Bellerofonte e Pegaso inizia con la storia delle Odi di Pindaro, vicino alla fonte di Pirene a Corinto, mentre l'eroe fa più tentativi per catturare il cavallo alato. Succede solo grazie alle briglie d'oro fornite da Atena[12].

Nella versione della storia di Bellerofonte fornita dall'Iliade, Pegaso non è menzionato. Robert Graves presume tuttavia che l'eroe abbia adempiuto agli altri compiti imposti dopo la morte della Chimera con l'aiuto del cavallo alato. Quindi, secondo lui, Bellerofonte sconfigge le Amazzoni e i Solimi volando lontano sopra di loro, fuori dalla portata delle loro frecce e superando i molti proiettili. Per sconfiggere i pirati di Caria e la guardia reale licia, Bellerofonte non fa appello all'aiuto di Pegaso[13].

Poseidone e Atena[modifica | modifica wikitesto]

Un altro punto che rileva Jacques Desautels sta nel rapporto tra le divinità Atena e Poseidone con il cavallo nella mitologia greca. Poseidone è associato all'epiteto hippio, "equestre" o "equestre", e condivide la sua imprevedibilità con il suo animale preferito che ha creato con un colpo di tridente (questo primo cavallo[14], apparso alla fondazione di Atene che viene facilmente confuso con Pegaso[15]). È lui che rimane l'unico dio in grado di controllare e dominare i corrieri prima dell'invenzione del morso da parte della sua rivale, Atena, che porta l'epiteto "al morso"[16] e forse, quindi, sovrapposto a Pegaso[17]. Pertanto, dopo aver donato il morso a Bellerofonte, la dea gli avrebbe chiesto di sacrificare il dio del mare per placarlo, prima di insegnargli l'arte di condurre un cavallo in guerra. La città di Corinto, dove si svolse l'addomesticamento di Pegaso da parte di Bellerofonte, era famosa per il culto di queste due divinità[16].

Antiche fonti archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Rotella con Pegaso e Chimera, probabilmente un orecchino d'oro con decorazione a filigrana, granulazione e stampaggio, inizio del IV secolo a.C. Origine incerta: la forma si riferisce al sud Italia, ma il decoro della granulazione è particolare della gioielleria etrusca.

I più antichi cavalli alati rappresentati sembrano essere di origine orientale. Appaiono sui sigilli assiri nel XIII secolo a.C., ma in assenza di altri elementi, è impossibile sapere se hanno una qualche relazione con Pegaso[18]. La prima rappresentazione attestata di Pegaso risale al VII secolo a.C.: è una lotta a terra contro la Chimera. Dalla metà del VII secolo a.C., Pegaso è rappresentato in volo, che rimane la regola fino al periodo arcaico, dove è spesso solo a combattere contro la Chimera[19]. Nelle vecchie rappresentazioni può apparire senza ali, il che rende difficile l'identificazione[20]. La sua iconografia potrebbe essere stata influenzata da quella di Ippogallo, creatura ibrida mezzo gallo e mezzo cavallo[21].

Pegaso è rappresentato principalmente da solo, o accompagnato da Bellerofonte che combatte la Chimera, nel qual caso la più classica illustrazione mostra l'eroe in sella, brandendo una lancia di fronte al mostro[22]. Una tradizione dell'era arcaica vuole che l'eroe scenda da cavallo prima di combattere. Troviamo rappresentazioni nell'antica arte greca mettendo in scena la lotta contro la Chimera[23]. Pegaso è rappresentato anche accanto alle Muse, quando è nato da Medusa, catturato vicino alla fontana di Pirene o ancora abbeveratosi da quest'ultima[24]. La Periegesi della Grecia di Pausania attesta che Pegaso era una figura ornamentale nell'antica arte: a Corinto, dove ne avevano reso un culto eroico di Bellerofonte, una statua dell'eroe e il cavallo Pegaso che decorava il tempio di Poseidone[25]. "La fontana più importante di Corinto" era un Bellerofonte posto vicino ad Artemide, montato su Pegaso, con l'acqua che usciva da uno zoccolo del cavallo.

Il mito fu ripreso dai Romani che ne fecero delle aggiunte prima dell'ascesa del cristianesimo, specialmente nel simbolismo psicopompico e nella sua associazione con l'imperatore Augusto. Il cavallo alato è anche l'emblema di diverse legioni romane come Legio II Adiutrix o Legio II Augusta.[26]

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • Perseo uccide Medusa sotto gli occhi di Atena, metopa da Selinunte, 540 a.C., Museo Archeologico di Palermo.
  • Le statue gemelle di Pegaso sulla facciata della stazione Centrale di Milano (verso piazza Duca d'Aosta).
  • Si trova sul dritto della moneta da 10 Lire coniata dalla Repubblica Italiana dal 1946 al 1950.

Nel cinema e nell'animazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella serie animata My Little Pony - L'amicizia è magica il pegaso è rappresentato come una delle tre razze in cui si dividono i pony, assieme agli unicorni e ai pony di terra; ai pegasi è affidata la manipolazione delle condizioni atmosferiche.
  • Pegaso è presente nel film Scontro di titani e nel remake Scontro tra titani.
  • Pegaso è presente nel film d'animazione Hercules della Walt Disney
  • Pegaso è presente nel cartone animato I Cavalieri dello zodiaco come la costellazione di riferimento (oltre che armatura) dell'eroe principale della serie, Seiya.
  • Pegaso è presente nel cartone animato Pollon.
  • Pegaso è presente nel cartone animato Sailor Moon SuperS come uno dei personaggi principali, Helios, il guardiano dei sogni che tramite le sembianze del mitico cavallo alato si rifugia nei sogni di una delle protagoniste, Chibiusa.
  • Nel cartone animato Digimon Adventure 02 il Digimon Pegasusmon si ispira a Pegaso.
  • Nel cartone animato Yu-Gi-Oh! GX e nel relativo gioco di carte collezionabili di Yu-Gi-Oh!, la carta "Bestia Cristallo Pegaso Zaffiro" è una delle "Bestie di cristallo" utilizzate da Jesse Anderson.
  • Pegaso è presente come 'bit power' e come 'beyblade' su tutte le serie animate di Beyblade Metal Fusion.
  • Pegaso è presente nel videogame Age of Mythology.
  • Pegaso è presente nel videogame God of War II.
  • La cantante australiana Kylie Minogue, durante il suo tour "Aphrodite Les Folies 2011" appare seduta su una statua dorata di Pegaso mentre intona il brano "Illusion".

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

  • La bandiera della Regione Toscana ha il Pegaso al centro del vessillo. Pegaso è anche il call-sign degli elicotteri del servizio HEMS regionale: Pegaso 1 (base Firenze), Pegaso 2 (base Massa-Cinquale) e Pegaso 3 (base Grosseto),Sul terrazzo dell'ospedale di Cisanello a Pisa è stata costruita la pista di atterraggio di Pegaso che spesso trasporta anche organi da trapiantare nel suddetto ospedale.
  • Pegaso è il logo, anche animato, della casa di produzione cinematografica e televisiva hollywoodiana Tristar, branca della Sony Pictures (ex Columbia Pictures).
  • Pegaso è il simbolo del logo della Buell Motorcycle Company
  • Pegaso è il logo dell'associazione Arcigay[27], nonché il nome della rivista dell'associazione[28] e di un premio annuale[29]
  • Pegaso è il logo della omonima Università telematica napoletana.
  • Pegaso è il simbolo del logo del Secondo Gruppo Elicotteri della Marina Militare Italiana
  • Pegaso è il nome del teatro fondato da Antonia e Giusy Di Francesco nel 2004 a Roma
  • Pegaso è il nome di un modello di moto dell'Aprilia casa motociclistica italiana
  • Pegaso (Pegasus) è il nome dato al motore del velivolo VTOL McDonnell Douglas-BAe AV-8B Harrier II

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luciano Canepari, Pegaso, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  2. ^ Esiodo, Teogonia, 280-283. In questo passo Esiodo sostiene che il nome Pegaso derivi da πηγή (pēgé), "sorgente", perché sarebbe nato presso le sorgenti di Oceano.
  3. ^ Kerenyi 1959, citando Apollodo Mythographus, 2.7.4.
  4. ^ Description of Greece II 4.6.
  5. ^ (FR) Philippe Dain, Mythographe du Vatican III, Presses Univ. Franche-Comté, 2005, ISBN 9782846270809. URL consultato il 29 giugno 2018.
  6. ^ (FR) Louis-Ferdinand-Alfred Maury, Histoire des religions de la Grèce antique depuis leur origine jusqu'à leur complète constitution, Librairie philosophique de Ladrange, 1857. URL consultato il 29 giugno 2018.
  7. ^ Moindrot 1999, p. 237.
  8. ^ Jean Chevalier e Alain Gheerbrant, Dictionnaire des symboles, 1982 (1re éd. 1969) p. 736-737.
  9. ^ (EN) C. G. Jung e Beatrice M. Hinkle, Psychology of the Unconscious, BiblioBazaar, 2009-10, ISBN 9781116007121. URL consultato il 29 giugno 2018.
  10. ^ Jean-Paul Clébert, Bestiaire fabuleux, Albin Michel, 1971, 459 p., p. 109.
  11. ^ Jacques Duchaussoy, Le bestiaire divin: ou, La symbolique des animaux, Le Courrier du livre, 1973, 2e éd., 219 p., p. 23.
  12. ^ (FR) Jacques Desautels, Dieux et mythes de la Grèce ancienne: la mythologie gréco-romaine, Presses Université Laval, 1988, ISBN 9782763771533. URL consultato il 29 giugno 2018.
  13. ^ (EN) Michael Vannoy Adams, The Mythological Unconscious, Karnac Books, 2001, ISBN 9781892746962. URL consultato il 29 giugno 2018.
  14. ^ Marina Milićević-Bradač, Greek mythological horses and the world's boundary, in Opuscula Archaeologica Radovi Arheološkog zavoda, vol. 27, nº 1, 2003, pp. 379-392 (archiviato dall'originale).
  15. ^ (FR) F. Joseph Cardini, Dictionnaire d'hippiatrique et d'équitation: ouvrage où se trouvent réunies toutes les connaissances hippiques, Bouchard-Huzard, 1848. URL consultato il 29 giugno 2018.
  16. ^ a b Desautels, p. 276
  17. ^ (EN) Patricia Turner e Charles Russell Coulter, Dictionary of Ancient Deities, Oxford University Press, 2001, ISBN 9780195145045. URL consultato il 29 giugno 2018.
  18. ^ (en) D. Matthews, «The Random Pegasus: Loss of Meaning in Middle Assyrian Seals», Cambridge Archaeological Journal, vol. 2, 1992, p. 191-210 (sito)
  19. ^ Monstres et héros... Promenade dans des poteries : 14-03-2006 - Batiweb.com, su www.batiweb.com. URL consultato il 28 giugno 2018.
  20. ^ (EN) Paul Carus, The History of the Devil and the Idea of Evil: From the Earliest Times to the Present Day, Open Court Publishing Company, 1899, pp. 149-150, ISBN 9781615361519. URL consultato il 29 giugno 2018.
  21. ^ (EN) HIPPALECTRYON (Hippalektryon) - Rooster-Horse of Greek Mythology, su www.theoi.com. URL consultato il 28 giugno 2018.
  22. ^ (FR) Jacques Aymard, La légende de Bellérophon sur un sacorphage du musée d'Alger, in Mélanges d'archéologie et d'histoire, vol. 52, nº 1, 1935, pp. 143–184, DOI:10.3406/mefr.1935.7260. URL consultato il 28 giugno 2018.
  23. ^ (FR) Alexander Cambitoglou, Jacques Chamay e Nathalie Sabato, Céramique de Grande Grèce: la collection de fragments Herbert A. Cahn, Librairie Droz, 1997, ISBN 9783905083118. URL consultato il 28 giugno 2018.
  24. ^ (FR) Jean Pierre Darmon, Nymfarum Domus: les pavements de la maison des Nymphes à Néapolis (Nabeul, Tunisie) et leur lecture, Brill Archive, 1980, ISBN 9004059784. URL consultato il 28 giugno 2018.
  25. ^ Pausania, Periegesi della Grecia, I 1
  26. ^ (EN) L. J. F. Keppie, Legions and Veterans: Roman Army Papers 1971-2000, Franz Steiner Verlag, 2000, ISBN 9783515077446. URL consultato il 28 giugno 2018.
  27. ^ Lo statuto di Arcigay — Arcigay
  28. ^ Pegaso 02 — Arcigay Archiviato il 27 luglio 2010 in Internet Archive.
  29. ^ Copia archiviata, su arcigay.it. URL consultato il 4 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2010).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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