Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Monismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine monismo si riferisce ad una concezione dell'essere che si oppone a quella del pluralismo, o più spesso a quella del dualismo, con la conseguenza che il significato di monismo ha assunto per lo più la valenza di non-dualismo. Ciò perché la dualità, quale opposizione dicotomica, è stata frequente oggetto della critica teorica monista.

Concezione[modifica | modifica wikitesto]

Il monismo esprime il concetto filosofico (in particolare metafisico) o teologico della sostanziale unità dell'essere (Essere un tutt'uno). Con ciò viene postulata l'esistenza di un unico principio ontologico, essenza, sostanza o energia divina in questo universo e in altre dimensioni metafisiche. Un caso particolare del monismo è l'olismo fisico che è tipico delle filosofia orientali come il Vedanta indiano e il Taoismo cinese.

Le concezioni monistiche dell'essere non negano la molteplicità, ma la considerano manifestazione "non sostanziale" di un unico essere che ne è origine e fine. Quindi, per il monismo nemmeno l'esserci della molteplicità nega di per sé l'unità del tutto. In estrema sintesi, secondo una visione monistica, la molteplicità fenomenica e il dualismo percepiti dagli esseri umani sono solo il frutto di una parvenza illusoria.

Accompagna sempre il monismo il determinismo per il fatto ineluttabile che le parti dipendono necessariamente dal tutto a cui sono legate ontologicamente come suoi aspetti non sostanziali. Solo l'unità, che è nel contempo totalità, ha infatti sostanza.

Il concetto di monismo è antichissimo, ed è stato espresso in modo chiaro e univoco da Parmenide. Il termine si considera però coniato solo nel 1734 ad opera del filosofo tedesco Christian Wolff (1679 - 1754). Questi, nella sua opera Psicologia razionale (Psychologia rationalis, § 32) aveva infatti definito "monisti" coloro che: "ammettono un unico genere di sostanza".

Il monismo si distingue dal dualismo, secondo cui il tutto è riconducibile a due soli generi di sostanze, o dal pluralismo, che postula l'esistenza di più tipi. Esempi di dicotomie dualiste sono:

  • uno/molti;
  • mente/materia, e in particolare
  • mente/corpo;
  • il Sé/gli altri;
  • oggetto/soggetto;
  • osservatore/osservato.

Talune prospettive (religiose o filosofiche) non-dualiste sostengono che nella natura della realtà non esiste una fondamentale distinzione tra mente e materia, e che l'intera realtà è una costruzione illusoria, essendo costituita essenzialmente dalla "mente divina".

L'Induismo, il Buddhismo, il Taoismo, lo Zen, il Panteismo, il Panenteismo e altri similari sistemi filosofici-religiosi (in particolare orientali) condividono elementi mistici e spirituali monistici. Alcune teorie post-moderne e visioni new age del mondo si rifanno a questi concetti in maniera sincretistica.

Tipi di monismo[modifica | modifica wikitesto]

Il monismo è spesso suddiviso sotto tre aspetti differenti:

  1. Il Materialismo, secondo cui solo tutto ciò che è fisico è reale, e la mente è riconducibile a un mero processo fisico.
  2. L'Idealismo o mentalismo, secondo cui solo l'aspetto mentale è reale; questa è esattamente il contrario della posizione precedente.
  3. Il Monismo neutrale, dove entrambi gli aspetti, fisico e mentale si possono ridurre a una non meglio definita terza sostanza o forma di energia.

Il monismo nella religione[modifica | modifica wikitesto]

Per alcuni, il monismo può avere implicazioni spirituali; infatti, coloro che criticano il "pericolo monismo" affermano che nel tentativo di definire tutte le cose come un'unica sostanza, si rischia persino di dissolvere Dio nel processo. Altri al contrario affermano che nel processo di dissolvimento si riconosce che l'essenza finale è Dio e che Dio è l'unica sostanza.

Nella Teologia cristiana il monismo fu oggetto di discussioni, per esempio nella dottrina cattolica della "divina semplicità", così come in altre religioni come l'Indù e il giudaismo in particolare.

Storicamente e in diverse occasioni il monismo è stato promosso in particolar luogo da Ernst Haeckel in termini spirituali. Tra lo sconcerto di alcuni moderni osservatori alcune idee di Haeckel sul monismo avevano implicazioni nel darwinismo sociale e nel razzismo scientifico.

Secondo il non-dualismo la realtà non è né fisica né prettamente mentale, ma piuttosto consiste in un ineffabile ed indescrivibile stato di realizzazione superiore. Infatti non è possibile esperire e descrivere la non-dualità in maniera oggettiva (perché sarebbe in sé un atto dualistico di relazione soggetto-oggetto o osservatore-osservato); è possibile però cercare uno stato soggettivo di consapevolezza non-dualistica, mediante percorsi filosofici, religiosi e mistici come ad esempio lo yoga e la meditazione. Le terminologie utilizzate quindi per definire l'essenza della realtà sono le più diverse: "Spirito" (Aurobindo), "Brahman", "Dio", "L'Uno", "Il tutto" (Plotino), "Il " (Ramana Maharshi), "Dao" (Lao Zi), "L'Assoluto" (Schelling), "la volontà" (Schopenhauer).

Advaita e Induismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Advaita Vedānta.
« Come il movimento di un tizzone ardente sembra avere una linea dritta o curva, così la coscienza in movimento appare essere il conoscitore ed il conosciuto.
Come il tizzone ardente quando non è in moto diviene libero dalle apparenze e dalla nascita, così la coscienza quando non è in movimento rimane libera dalle apparenze e dalla nascita. »
(Mandukya Upanisad, IV, 47-48)

L'Advaita è forse la tradizione non-duale per eccellenza (il termine "non-dualismo" è infatti la traduzione di advaita, in sanscrito: a, alfa privativo e dvaita, duale), nata in India intorno all'VIII secolo dall'interpretazione del filosofo Adi Shankara dei sacri testi Vedānta. Questi sono parte dei sei sistemi filosofici induisti (detti Darshana), basati sui Veda e sulle Upaniṣad che definiscono l'ultima monade come senza forma, pura completezza e beatitudine, impersonale, senza parti né parzialità, l'ineffabile substrato metafisico di tutto ciò che esiste: il Brahman. È tuttavia importante notare come non tutte le interpretazioni dei Vedānta siano di tipo non-duale.

Secondo questa filosofia l'Ātman (il Sé individuale) e il Brahman (la realtà trascendente) sono indivisibili "come l'aria entro la brocca è identica e indivisibile dall'aria fuori della brocca" (Mandukya Upaniṣad).

Ma l'Induismo è monistico anche al di là del non-dualismo Advaita, fino ad arrivare al Rig Veda nel quale si inneggia ad un essere-non-essere, ad un respiro privo di respiro, dal quale una forza immanente viene auto proiettata nell'esistenza cosmica. Tale pensiero monistico si estende anche ad altri sistemi spirituali come lo Yoga ed il Tantra.

Un altro tipo di monismo viene definito monismo qualificato, insegnato dalla scuola di Ramanuja o Vishishtadvaita, che considera l'universo come parte di Dio o Narayana, un tipo di Panteismo, popolato da una pluralità di anime all'interno di questo "Essere supremo". In altre parole, questo tipo di monismo o teismo monistico è un tipo di monoteismo prevalente presso la cultura Indù, (con rispetto verso la cultura dualista Dvaita, che include il concetto panteistico e monistico di Dio personale inteso come Essere supremo, universale e onnipotente). Nel teismo monistico Dio è sia immanente che trascendente. In alcune tradizioni occidentali monoteistiche, Dio è visto solo come essere trascendente; è così assente il concetto di Divinità come essere presente in tutte le cose.

Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Buddhismo (e in particolar modo il Buddhismo Mahayana) è una filosofia non-duale. Tale prospettiva è evidente ad esempio nel Sutra del diamante e nel Madhyamaka.[senza fonte]

Zen[modifica | modifica wikitesto]

Lo Zen in sostanza è una antica tradizione non-dualistica. Oltre che una religione può essere considerato come una filosofia o una pratica di vita quotidiana che tende alla realizzazione dello stato di consapevolezza non-dualistica.

Taoismo[modifica | modifica wikitesto]

Anche il Taoismo può essere considerato non-dualista. Ad esempio il termine wu wei (dal cinese wu, non e wei, fare) può avere diverse interpretazioni e traduzioni come "inazione" o "non-azione", cioè il rifiuto un'azione oggettiva da parte di un soggetto agente, in modo da agire senza un fine senza attaccamento e intenzionalità, e trascendere il dualismo.

Sufismo[modifica | modifica wikitesto]

La dottrina sufista nota come Wahdat al-Wujud (unità dell'Essere) è l'interpretazione sufista del Tawhid (il monoteismo islamico). Anche secondo questa visione tutti i fenomeni sono la manifestazione di una unica realtà (Wujud) al contempo sia materiale che spirituale e divina (al-Haq).

Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'inizio la religione della cristianità, pur basata sul Dio unico e sull'unicità della sua Creazione, si è caratterizzata con la presenza perlopiù eretica di dicotomie dualistiche e perfino manichee. In ogni caso, con poche differenze, sia la chiesa cattolica, sia quelle riformate e sia quella ortodossa, condividono che il cristianesimo è non-dualistico.

Il Monismo olistico[modifica | modifica wikitesto]

Secondo certuni i paradossi della fisica moderna, soprattutto nel Modello Standard che ha per base la Meccanica Quantistica, fondata sul pluralismo delle particelle elementari, sono superabili col monismo. Questa visione fisico-religiosa, che ha avuto origine e si è appoggiata nella filosofia orientale, e specificamente indiana, ha avuto in Fritjof Capra il suo profeta riconosciuto. Le sue idee hanno alimentato le concezioni New Age fiorite tra gli anni '70 e '80 del Novecento.

Filosofi monisti[modifica | modifica wikitesto]

Mistici[modifica | modifica wikitesto]

Occidentali[modifica | modifica wikitesto]

Orientali[modifica | modifica wikitesto]

Autori[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: 4170453-8