Ecatonchiri

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Gli Ecatonchiri (in greco antico: Ἑκατόγχειρες, Hekatóncheires, "che hanno cento mani"; in latino: Hecatonchīres o Centimanī) sono figure della mitologia greca.

Erano figli di Urano (il cielo) e di Gea (la terra), che venne fecondata dalla pioggia che Urano fece cadere dal cielo.

Gli Ecatonchiri furono tre, di nome Cotto, Briareo e Gige. Ognuno di loro aveva cento braccia e cinquanta teste che sputavano fuoco.

Il padre, che temeva la loro forza, li gettò nel Tartaro, ovvero la parte più remota ed oscura degli inferi, assieme ai Ciclopi, loro fratelli, controllati dal terribile mostro Campe (servitrice di Crono, re dei Titani). Da qui furono liberati da Zeus che dopo averli rifocillati con nettare e ambrosia, li coinvolge nella Titanomachia, dove diverranno così decisivi, e che si concluderà con la sconfitta dei titani alleati di Crono e la loro segregazione nel Tartaro, chiuso da mura e da porte di bronzo costruite appositamente da Poseidone e guardati a vista dagli stessi tre Centimani.

In seguito si ribellarono anch'essi a Zeus, come racconta la Gigantomachia, ma non riuscirono a sopraffare gli Olimpi.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel romanzo Lunedì inizia sabato dei fratelli Strugatskij (1965), Briareo, Cotto e Gige vivono nel vivarium dell'istituto di ricerca per la magia e la stregoneria di Solovets e alle volte vengono impiegati per lavori di fatica, come trasportare e caricare sui camion le attrezzature scientifiche.
  • Nel videogioco per PlayStation 3 God of War: Ascension l'ecatonchiro Briareo si ribella a Zeus, con il quale era stato alleato nel corso della Titanomachia. Avendo tradito il suo patto di alleanza con Zeus, Briareo scatena l'intervento delle Erinni, che lo catturano, lo torturano e trasformano il suo corpo in una gigantesca fortezza vivente nella quale rinchiudono i traditori da loro puniti. In questa fortezza verrà anche rinchiuso per breve periodo il protagonista Kratos per avere violato il suo patto di fedeltà con Ares.

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