Ossirinco

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Ossirinco
Localizzazione di Ossirinco in Egitto
Localizzazione di Ossirinco in Egitto
Civiltà Antico Egitto
Localizzazione
Stato Egitto Egitto

Coordinate: 28°32′N 30°40′E / 28.533333°N 30.666667°E28.533333; 30.666667 Ossirinco (in greco antico Ὀξύρυγχος, "dal naso aguzzo"; egizio Per-Medjed; arabo el-Bahnasa) fu la capitale del XIX distretto dell’Alto Egitto.

Il sito archeologico è famoso per l’enorme collezione di documenti e testi papiracei di epoca greco-romana rinvenuti nella zona.

La città, che si trova a circa 160 km a sud-ovest del Cairo, prende nome da una specie di pesce del Nilo, che riveste un’importanza particolare nella mitologia egizia, in quanto fu il pesce che mangiò il pene di Osiride.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Al tempo degli antichi Egizi la città era chiamata Per-Medjed e, dopo la conquista dell’Egitto da parte di Alessandro Magno, il nome della città greca divenne Oxyrhynchon Polis ("città del pesce dal naso aguzzo").

Durante l’Ellenismo Ossirinco fu la capitale di una prospera regione, la terza città più grande d’Egitto. In età cristiana divenne un centro monastico di notevole importanza. Dopo la conquista araba dell’Egitto nel 641, il sistema idrico dal quale la città dipendeva andò in rovina ed Ossirinco fu abbandonata. Oggi la moderna città di el-Behnasa occupa gran parte della città antica.

Missioni archeologiche italiane ed inglesi hanno portato alla luce tracce di edifici templari, di un teatro, di un ippodromo, di impianti termali ed alcuni edifici pubblici di epoca greco-romana. Di notevole pregio sono anche i numerosi frammenti architettonici di arte copta.

Papiri di Ossirinco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Papiro di Ossirinco 90, Papiri di Ossirinco 840 e 1224 e Elleniche di Ossirinco.
Una lettera privata su un papiro trovato ad Ossirinco

Nel 1896 due giovani filologi dell'Università di Oxford, Bernard Grenfell ed Arthur Hunt, iniziarono gli scavi nell'area della città. Grazie alle particolari condizioni climatiche ed ambientali della zona esaminata, come l’assenza di inondazioni ed il clima secco e ventoso, che favorirono la conservazione dei papiri, Granfell e Hunt, nel corso di cinque campagne di scavo, portarono alla luce un'enorme mole di papiri.

La maggior parte dei manoscritti rinvenuti ad Ossirinco sono documenti pubblici e privati, come codici, editti, registri, inventari, atti di compravendita e lettere. Accanto a questi vi sono importanti papiri letterari, che oltre a passi di opere già note, contengono numerosi testi greci sconosciuti nella tradizione manoscritta medievale. Tra le opere rinvenute nell’area sono degni di menzione poemi di Pindaro, frammenti di Saffo, Alceo, Archiloco e Simonide, brani di drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide ed una cospicua porzione delle opere di Menandro. Furono anche trovati i più antichi e completi diagrammi di Euclide. Tra i papiri storici un’ampia sezione delle Elleniche di Ossirinco, opera anonima relativa agli anni 396-395 a.C. Tra i testi cristiani greci e latini, frammenti del Vangelo di Tommaso, dell'Apocalisse di Baruc, del Vangelo degli Ebrei e di un'opera di Ireneo di Lione.

I papiri rinvenuti sono custoditi per la maggior parte presso la Sackler Library di Oxford (un tempo biblioteca dell'Ashmolean Museum), ma alcuni manoscritti sono conservati alla British Library di Londra ed in altre collezioni. La pubblicazione degli Oxyrhyncus papyri, iniziata nel 1898, continua tuttora ed ha superato i settanta volumi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5

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