Museo egizio (Torino)

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Museo egizio di Torino
Museo Egizio e Galleria sabauda, Torino.jpg
Tipo Archeologico, egittologico
Data fondazione 1824
Fondatori Carlo Felice di Savoia
Indirizzo Via Accademia delle Scienze 6, 10123 Torino
Direttore Christian Greco
Visitatori 567.688[1] (2014)
Sito http://www.museoegizio.it

Coordinate: 45°04′06.02″N 7°41′04.23″E / 45.068339°N 7.684508°E45.068339; 7.684508

Il Museo egizio di Torino, è considerato, per il valore dei reperti, il più importante del mondo dopo quello del Cairo[2] ed è il più antico museo egizio del mondo[senza fonte].

Il museo è stato, nel 2014, l'ottavo tra i siti statali italiani più visitati, con 567.688 visitatori e un incasso totale di 1.896.303 Euro[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« La strada per Menfi e Tebe passa da Torino »
(Jean-François Champollion[3])

Nel 1759 un appassionato egittologo di Padova, Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuarvi scavi e ritrovò vari reperti, che furono inviati a Torino.[4] All'inizio dell'800, all'indomani delle campagne napoleoniche in Egitto, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, piemontese, console generale di Francia durante l'occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo oltre 8000 pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Nel 1824 il re Carlo Felice acquistò questa grande collezione per la cifra simbolica di 4.000 lire[4] ed unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, tra cui la collezione Donati, diede vita al primo Museo Egizio del mondo[senza fonte].[2]

Sul finire dell'Ottocento il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto. In questo modo, intorno agli anni trenta del '900, la collezione arrivò a contare oltre 30 000 pezzi in grado di testimoniare ed illustrare tutti i più importanti aspetti dell'Antico Egitto, dagli splendori delle arti agli oggetti comuni di uso quotidiano.[2]

Il museo è dedicato esclusivamente all'arte egizia. Al suo interno si possono trovare mummie, papiri e tutto ciò che riguarda l'antico Egitto (compresi animali imbalsamati).

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo.[5]

Dopo lavori di ristrutturazione e ampliamento, il 1º aprile 2015 il museo, con un'estensione di 60mila mq, completamente ristrutturato è stato nuovamente inaugurato con una superficie espositiva più che raddoppiata, una sala mostre, e aree per la didattica. Il museo risulta suddiviso in quattro piani (tre piani fuori terra e uno sotterraneo) con un percorso di visita cronologico.

Inoltre il museo è fornito di un'importante biblioteca, spazi di restauro e studio di mummie e papiri e dal Giugno 2015 partecipa a una spedizione archeologica internazionale in Egitto.

Collezione[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo sono presenti più di 37 000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all'epoca copta. I più importanti sono:

Sede e attività[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nello storico Palazzo dell'Accademia delle Scienze, sede dell'omonima Accademia, che ha ospitato anche la Galleria Sabauda fino all'aprile 2012, eretto nel XVII secolo dall'architetto Guarino Guarini.

Il 6 ottobre 2004 è stato firmato un accordo trentennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per conferire i beni del museo alla Fondazione di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. In tal modo il Museo egizio verrà gestito dalle istituzioni locali e godrà dei finanziamenti delle fondazioni bancarie, godendo al tempo stesso di ampia autonomia gestionale.

Nel 2006, l'anno dei giochi olimpici, è stato visitato da 554.911 persone, con un aumento del 93,8% rispetto al 2005[6].

Nel 2008 il raggruppamento Isolarchitetti vince la gara internazionale per scegliere i progettisti del nuovo museo con un progetto firmato insieme a Dante Ferretti.

Dal 2012 la presidente della fondazione è Evelina Christillin. Dal 2014 il direttore della fondazione è Christian Greco.

Il 1º aprile 2015 è stato riaperto il museo dopo 3 anni e mezzo di lavori.[7]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene del film A/R Andata + Ritorno sono ambientate all'interno del museo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei (PDF), statistica.beniculturali.it. URL consultato il 16 novembre 2015.
  2. ^ a b c Torino e il suo territorio: le piazze, le regge, i musei, il Po, la collina e le Alpi, Milano, Touring Editore, 2010, pp. 74-76, ISBN 978-88-365-4965-8.
    «Il più importante al mondo dopo quello del Cairo, il Museo Egizio è un dei luoghi più celebri della città».
  3. ^ Storia del Museo Egizio di Torino, museoegizio.it. URL consultato l'11 novembre 2012.
  4. ^ a b AA.VV., Egittomania, vol. II, p. 58
  5. ^ Museo dell'Automobile e l'Egizio tra i migliori del mondo per il Times
  6. ^ Centro Studi TCI (a cura di), Dossier Musei 2007 (PDF), Touring Club Italiano, 2007, p. 12. URL consultato l'11 novembre 2012.
  7. ^ È nato il nuovo museo, LaStampa.it, 2015. URL consultato il 31 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Egittomania, vol. II, De Agostini
  • Wolfgang Kosack: Schenute von Atripe De judicio finale. Papyruskodex 63000.IV im Museo Egizio di Torino. Einleitung, Textbearbeitung und Übersetzung herausgegeben von Wolfgang Kosack. Brunner, Berlin 2013. ISBN 978-3-9524018-5-9
  • Wolfgang Kosack: Basilios "De archangelo Michael": sahidice Pseudo - Euhodios "De resurrectione": sahidice Pseudo - Euhodios "De dormitione Mariae virginis": sahidice & bohairice : < Papyruskodex Turin, Mus. Egizio Cat. 63000 XI. > nebst Varianten und Fragmente. In Parallelzeilen ediert, kommentiert und übersetzt von Wolfgang Kosack. Verlag Christoph Brunner, Berlin 2014. ISBN 978-3-906206-02-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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