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Esiodo

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"Pseudo-Seneca", poi identificato come busto di Esiodo

Esiodo (in greco antico: Ἡσίοδος, Hēsíodos; Ascra, VIII secolo a.C.VII secolo a.C.) è stato un poeta greco antico, le cui opere sono fatte risalire al periodo tra la fine dell'VIII secolo e l'inizio del VII secolo a.C.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esiodo nasce ad Ascra, città della Beozia (regione della Grecia antica) situata nei pressi del monte Elicone, luogo dove il poeta riceve nel proemio del suo poema Teogonia dalle Muse l'investitura da poeta. Esiodo ci ha lasciato all'interno dei suoi poemi moltissime tracce autobiografiche che ci aiutano a ricostruire le sue origini. Il padre del celebre poeta greco si trasferisce dalla Cuma Eolica ad Ascra per per sfuggire alla povertà. Ad Ascra diventa contadino e così pure Esiodo che, infatti, soprattutto nel suo poema Opere e giorni attua con le sue parole una vera nobilizzazione del lavoro manuale e dà consigli molto utili riguardanti l'agricoltura. Esiodo ci dice di aver compiuto un solo viaggio nella sua vita per dirigersi in Calcide ad assistere ai giochi funebri in onore dell'eroe Amfidamante; nonostante ciò il poeta si rivela un un conoscitore della vita sul mare e, all'interno del suo celebre poema Opere e giorni, dà cosigli a suo fratello Perse su come essere prudente se viaggia per mare. Per quanto riguarda la data di nascita, fin dall'antichità non si sa con precisione se porlo come precedente, contemporaneo o posteriore a Omero. Erodoto risolse il problema considerandoli contemporanei. Egli tuttavia prese parte alle feste in onore del principe Anfidamante nell'isola di Eubea[1], dove partecipò a un agone in cui ottenne la vittoria ed un tripode in premio. È quindi riconosciuta dai critici moderni la collocazione di Esiodo intorno al principio del VII secolo a.C. (nettamente successivo a Omero). L'Agone di Omero ed Esiodo dà invece una testimonianza del tutto sospetta della contemporaneità dei due poeti. Esido introduce nella poetica greca diverse novità:

- E' il primo poeta della poesia arcaica greca che ci lascia il suo nome (nel proemio della Teogonia). - E' il primo che racconta ai suoi ascoltatori (infatti ai tempi di Esiodo la poesia faceva parte di una lunga tradizione orale) tracce autobiografiche.

Alla morte del padre, il patrimonio viene diviso tra lui e il fratello, Perse, che dopo avere dilapidato tutta la sua parte, riesce tramite un raggiro ad impossessarsi della parte di Esiodo (grazie a un processo giudiziario in cui corrompe i giudici). Plutarco ci informa della sua morte violenta, ucciso dai fratelli di una donna che sedusse o tentò di sedurre.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Si narra che ai ludi funebri in onore di Anfidamante, vinse e superò persino in bravura Omero stesso. Tuttavia questo dato non è storicamente attendibile, poiché il certamen che lo attesta, l'Agone di Omero ed Esiodo, viene guardato con sospetto, sembrando ai critici un'invenzione del sofista Alcidamante.

Oltre alle Opere e i giorni, è possibile attribuire con certezza ad Esiodo anche la Teogonia, il primo poema religioso greco che tenta di stabilire un ordine nella genealogia delle divinità adorate in Grecia (teogonia è esattamente questo, cioè la nascita delle divinità). Quest'opera nasce dall'esigenza da parte dell'autore di "definire" e riorganizzare la fluttuante materia mitologica che, a causa delle diverse tradizioni locali dell'Ellade, presentava differenti leggende o addirittura differenti "genealogie" per il medesimo dio o dea. Essa, inoltre, contiene numerose informazioni sulle origini dell'universo e sulle divinità primordiali che contribuirono alla sua formazione e proprio per tale ragione si ritiene che la Teogonia fu il testo che garantì la vittoria di Esiodo alle feste Calcidiche, e che quindi vada ritenuto precedente alle Opere.

Oltre alle due celeberrime opere a noi arrivate per intero, del corpus esiodeo dovevano far parte anche Il catalogo delle donne o Eoie, conservato in forma frammentaria, Lo scudo di Eracle e una serie di opere minori, tutte conservate in modo frammentario, della cui autenticità gli stessi antichi già dubitavano. Non è per nulla chiaro cosa fossero le Grandi Eoie, di cui sono attestati a malapena il titolo e qualche frammento.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Esiodo e una Musa, di Gustave Moreau (1891).

Esiodo si occupò per primo di una nuova poesia: la poesia "didascalica" cioè tesa ad insegnare. Essendo una grandissima personalità, come avvenne per Omero, attirò a sé una discreta quantità di opere non sue. Si riporta di seguito la lista completa delle opere minori, di cui però, come si è detto, spesso è diffuso il sospetto (o la certezza) che si tratti di scritti apocrifi.

Le caratteristiche dell'opera esiodea sono tre:

  • Ideologia: la proposta di Esiodo si colloca nell'VIII secolo a.C. e dobbiamo quindi proiettare la sua opera nel pensiero del tempo; è il primo autore greco a tentare di mettere per iscritto l'antica mitologia teologica e a farlo con la consapevolezza di essere un poeta vate. Fino ad allora nessuno aveva provato ad introdurre un concetto teologico e teogonico (Teogonia), affiancandolo ad un complemento etico (Le Opere e i Giorni). Ciò pone in risalto l'evidente complementarità delle due opere principali di Esiodo.
  • Sociologia: Esiodo è stato giustamente definito da alcuni il poeta degli umili. Egli infatti compone un'opera, Le Opere e i Giorni, che suona come una critica contro l'inerte oziosità dell'aristocrazia; inoltre, è la prima volta che i ceti inferiori trovano spazio nella poesia epica greca.
  • Poetica: Esiodo configura in modo assolutamente inedito l'attività poetica. Mentre l'epica tradizionale era oggettiva e impersonale, senza un autore dichiarato, Esiodo porta l'epica verso un orizzonte a noi più consono: egli si dichiara e rende la poesia soggettiva e personale, le conferisce un'individualità storica. Inoltre, se l'epica tradizionale aveva una funzione edonistico-pedagogica, in Esiodo la poesia acquista un timbro schiettamente didascalico: Esiodo si fa maestro di sapienza, poeta vate; la poesia diviene magistero sapienziale, ponendo le basi di una radice ineliminabile nella cultura occidentale.

Lingua, stile e metrica[modifica | modifica wikitesto]

Carmina

Esiodo è un poeta epico, e quindi la sua lingua è quella dell'epos, condizionata già dall'uso dell'esametro. Esiste tuttavia qualche eccezione, spesso forme che rimandano ai dialettismi locali, più presenti nelle Opere. Ovviamente, data la posizione eolica della Beozia (dove le opere esiodee sono composte), sono più presenti gli eolismi in confronto all'epos omerico. Da parte di quei critici che vogliono Esiodo come un rappresentante di una tradizione poetica indipendente, sono stati considerati con maggiore attenzione quegli aspetti linguistici estranei totalmente ad Omero, come alcuni infiniti brevi e accusativi plurali brevi della prima declinazione.

Lo stile formulare invece, è variegato. Molte difatti le formule prettamente omeriche o costruite su di esse. Omero, inoltre, non poteva essere presente come modello (a differenza di quello che avvenne nell'epica più tarda), bensì come rappresentante di un genere letterario ancora vivo e attivo, e la cultura a cui apparteneva Esiodo, quella Beotica, era diversa da quella che aveva prodotto l'epos.

Lo stile epico tradizionale ha una tonalità uniforme, senza frastagliature. Invece lo stile di Esiodo è versicolore, pericolosamente oscillante fra una tonalità ieratica e una tonalità popolareggiante. Comunque nel suo complesso ha un andamento icastico, lapidario, tendenzialmente caustico, ellittico. La grandezza di Esiodo è testimoniata dal fatto che egli è parimenti abile nel delineare scene di genere, magari tracciate con una sorta di gusto oleografico ottocentesco, quanto nel condensare affreschi tipicamente epici.

Esiodo sostanzialmente transcodifica il linguaggio omerico, manipola quindi il testo omerico in rapporto alle sue necessità contingenti, oppure, essendo un innovatore, segue la strada della neoformazione, inventa cioè un nuovo lessico e nuove immagini. Da alcuni, per questo suo spirito innovativo, è stato paragonato ad un Leopardi dell'epoca.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si tratta del re di Calcide morto nel 730 a.C. in una guerra epicorica, la guerra lelantina.
  2. ^ Salvatore Rizzo, Premessa al testo-Le opere, in Le opere e i giorni, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1979, p. 32, 32.
  3. ^ Rousseau, Le confessioni, ed. Mondadori, 1990, p. 362 e p. 405

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alcuni singoli dati tratti da Biblio.Net
  • Liberamente tratto da Storia e testi della letteratura greca, L. E. Rossi e R. Nicolai, edizioni Le Monnier
  • Jaeger Werner - PAIDEIA - L'età arcaica. Apogeo e crisi dello spirito attico. La Nuova Italia 1953 vol. I e Bompiani vol. unico 2006 - pagg. 120-154.
  • Esiodo -Opere e giorni- Testo a fronte-Introduzione, saggio, traduzione e commento di Graziano Arrighetti. Garzanti 2010
  • Poetae minores graeci, vol. I, Hesiodi carmina; vol. 2, Scholia ad Hesiodum e codd. mss., Lipsiae in bibliopolio kuehniano, 1823.
  • Hesiodus, Carmina, Lipsiae, Kuehn, 1823. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  • Hesiodus, [Opere], Lipsiae, Teubner, Benedictus Gotthelf, 1870. URL consultato il 19 febbraio 2015.

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