Europa (figlia di Agenore)

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Europa
Martin de Vos - The Rape of Europa - Google Art Project.jpg
Il ratto di Europa, opera di Maarten de Vos, 1590.
Lingua orig.Európē
SessoFemmina

Europa (in greco antico: Εὐρώπη, Európē) è una figura della mitologia greca.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome Εὐρώπη è ignota:[1] può derivare da eu-rope, "ben irrigata"; oppure dall'unione di εὐρύς (eurus), "ampio",[2] e ὤψ (ops), "occhio", con significato di "ampio sguardo"[3]; questa interpretazione era anche un appellativo della luna piena, associata presso diversi popoli antichi alla divinità primordiale nota come Grande Madre.[senza fonte]

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del ratto di Europa, in un cratere custodito nel Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino

Europa era figlia di Agenore, re di Tiro, antica città fenicia. Zeus se ne innamorò, vedendola insieme ad altre coetanee raccogliere dei fiori nei pressi della spiaggia. Zeus allora inventò uno dei suoi molteplici travestimenti: ordinò a Ermes di guidare i buoi del padre di Europa verso quella spiaggia. Zeus quindi prese le sembianze di un toro bianco, le si avvicinò e si stese ai suoi piedi. Europa salì sul dorso del toro, e questi la portò attraverso il mare fino all'isola di Creta.

Zeus rivelò quindi la sua vera identità e tentò di usarle violenza, ma Europa resistette. Zeus si trasformò quindi in aquila e riuscì a sopraffare Europa in un boschetto di salici o, secondo altri, sotto un platano sempre verde.

Agenore mandò i suoi figli in cerca della sorella. Il fratello Fenix, dopo varie peregrinazioni, divenne il capostipite dei fenici. Un altro fratello, Celix, si instaurò in un'area sulla costa sudorientale dell'Asia Minore a nord di Cipro e divenne il capostipite dei cilici. Cadmo, il fratello più famoso, arrivò fino in Grecia dove fondò la città di Tebe.

Europa divenne la prima regina di Creta (isola greca). Ebbe da Zeus quattro figli: Minosse, Radamanto, Sarpedonte e forse Carno[senza fonte], che vennero in seguito adottati da suo marito Asterione re di Creta.

Zeus fece a Europa tre doni: Talo, l'uomo di bronzo che sorvegliava le coste cretesi, Laelaps, un cane molto addestrato e un giavellotto che non sbagliava mai il bersaglio. Il padre degli dei successivamente ricreò la forma del toro bianco nelle stelle che compongono la Costellazione del Toro.

Dopo la morte di Asterione, Minosse diventò re di Creta. In onore del padre e della madre di quest'ultimo, i Greci diedero il nome "Europa" al continente che si trova a nord di Creta.

Tutto ciò accadde cinque generazioni prima che nascesse in Grecia Eracle.

La stirpe[modifica | modifica wikitesto]

AGENORE
Re di Tiro
Telefassa
Ares
Afrodite
Europa (figlia di Agenore)
Cilice
Re di Cilicia
Fenice
Re di Fenicia
CADMO
Re di Tebe
Armonia
POLIDORO
Re
di Tebe

Autonoe
Ino
Semele
Agave
LABDACO
Re
di Tebe

Atteone
Melicerte
Dioniso
PENTEO
Re
di Tebe
OCLASO
Meneceo
LAIO
Re
di Tebe
GIOCASTA
Euridice
CREONTE
Reggente 2 volte
EDIPO
Re
di Tebe

GIOCASTA
EMONE
MENECEO
ETEOCLE
Re
di Tebe
POLINICE
ANTIGONE
ISMENE

Esegesi[modifica | modifica wikitesto]

Il volto di Europa è ritratto sulle banconote della moneta unica europea, l'Euro.

La raffigurazione di Europa su di un toro si trova in diversi dipinti pre-ellenici, che probabilmente raccontano della Dea Luna trionfante in groppa al toro solare, sua vittima.

Il mito pare raccontare di un'invasione di Creta da parte di stirpi elleniche. E Zeus che si trasforma in aquila per conquistare Europa ricorda la storia di Zeus trasformato in cuculo per sedurre Era. Ma può anche darsi che il mito racconti di scorrerie compiute dagli elleni di Creta in Fenicia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Questa narrazione è riprodotta sulle monete di conio greco da €2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almut-Barbara Renger / Roland Alexander Ißler (Hrsg.): Europa – Stier und Sternenkranz. Von der Union mit Zeus zum Staatenverbund, Göttingen: V&R unipress, 2009 (Gründungsmythen Europas in Literatur, Musik und Kunst, 1), ISBN 978-3-89971-566-8, 656 S., [1].
  • D'Europe à l'Europe, I. Le mythe d'Europe dans l'art et la culture de l'antiquité au XVIIIe s. (colloque de Paris, ENS – Ulm, 24-26.04.1997), éd. R. Poignault et O. Wattel - de Croizant, coll. Caesarodunum, n° XXXI bis, 1998.
  • D'Europe à l'Europe, II. Mythe et identité du XIXe s. à nos jours (colloque de Caen, 30.09-02.10.1999), éd. R. Poignault, F. Lecocq et O. Wattel – de Croizant, coll. Caesarodunum, n° XXXIII bis, 2000.
  • D'Europe à l'Europe, III. La dimension politique et religieuse du mythe d'Europe de l'Antiquité à nos jours (colloque de Paris, ENS-Ulm, 29-30.11.2001), éd. O. Wattel - De Croizant, coll. Caesarodunum, n° hors-série, 2002.
  • D'Europe à l'Europe, IV. Entre Orient et Occident, du mythe à la géopolitique (colloque de Paris, ENS-Ulm, 18-20.05.2006), dir. O. Wattel - de Croizant & G. de Montifroy, Éditions L'Âge d'Homme, Lausanne – Paris, 2007.
  • D'Europe à l'Europe, V. État des connaissances (colloque de Bruxelles, 21-22.10.2010), dir. O. Wattel - de Croizant & A. Roba, Bruxelles, éd. Métamorphoses d'Europe asbl, 2011.

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