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Antimaco di Colofone

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Antimaco di Colofone (in greco antico Ἀντίμαχος, traslitterato in Antímachos; Colofone, 430 a.C. circa – 340 a.C. circa) è stato un poeta e retore greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa molto della vita di Antimaco di Colofone, e anche delle sue opere non si posseggono che scarsissimi frammenti. Non siamo in grado, pertanto, di farci un'idea sicura della qualità della sua poesia e della sua biografia.

Quantomeno, risulta certa la nascita a Colofone, in Asia Minore, da un certo Iparco, che lo indirizzò agli studi di retorica con il grammatico Stesimbroto di Taso.

Risulta, inoltre, sicura la sua attività come poeta rapsodico, visto che, dalla biografia di Lisandro scritta da Plutarco apprendiamo che Antimaco venne sconfitto in un concorso poetico svoltosi a Samo attorno al 400 a.C. da un certo Nicerato di Eraclea:

« Quando Antimaco di Claros e un certo Nicerato di Eraclea erano in competizione al Lysandreia con poesie in suo onore, Lisandro diede il premio a Nicerato e Antimaco, per la rabbia, distrusse la sua composizione. Ma Platone, che allora era un giovane uomo e ammirava la sua poesia, cercò di addolcirne l'amarezza della sconfitta dicendo che è l'ignorante che soffre per la sua ignoranza, come i ciechi per la loro cecità. »
(Plutarco, Lisandro, 18)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il capolavoro antimacheo era la Tebaide, un lungo e dotto poema epico di imitazione omerica in 24 libri[1]. Sembra che Antimaco iniziasse il poema (di cui abbiamo 56 frammenti attestati) ab ovo, cosa che gli venne rimproverata da molti studiosi antichi: in effetti, iniziò le vicende legate a Tebe a partire dalla generazione precedente i Sette, iniziando con Tideo e le storie di suo fratello Meleagro. Lo stile "gonfio" dell'autore era visibile fin dal roboante incipit:

« E ora ditemi, o Muse, figlie del grande Cronide Zeus »
(fr. 1 K.)

Escludendo Deltoi e Artemide, di cui non conosciamo che i titoli, più nota è, ancora, la Lyde, una raccolta di elegie intitolata alla donna amata. Un giudizio positivo veniva invece dato su queste elegie, elogiate, per esempio, da Asclepiade di Samo, ma non da Callimaco e Catullo[2]. La Lyde, comunque, ha grande importanza nello sviluppo della poesia elegiaca greca: la vicenda personale, cioè la morte della donna amata, offre ad Antimaco l'occasione per narrare diversi miti di amore tragico, istituendo la connessione fra autobiografia e mito, per cui Antimaco è considerato il primo poeta doctus.

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Dai 114 frammenti rimasti e, soprattutto, dai giudizi degli autori antichi, Antimaco è considerato un precursore della poesia erudita alessandrina. In età ellenistica tuttavia fu giudicato in modo differente. Callimaco e i neoteroi, amanti di opere brevi, giudicarono negativamente la prolissa Tebaide; Eutichio Proclo, tuttavia, inseriva Antimaco fra i cinque maggiori poeti epici[3] .

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si osservi che un altro poeta di nome Antimaco, Antimaco di Teo, ha scritto un poema sullo stesso argomento: "Gli Epigoni", chiamato tuttavia anche "Tebaide".
  2. ^ Catullo nel carme 95, dedicato alla Zmyrna di Cinna, giudica "gonfio" Antimaco (tumido ...Antimacho)
  3. ^ Fozio cod. 239, = 318b.22-322a.40 ed. Bekker

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN15573814 · LCCN: (ENn87829370 · ISNI: (EN0000 0000 8704 9405 · GND: (DE119169649 · BNF: (FRcb12360094c (data)