Die Fragmente der griechischen Historiker

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Die Fragmente der griechischen Historiker
Altri titoli FGrHist
Autore Felix Jacoby
1ª ed. originale 19231958
Genere edizione critica
Lingua originale greco antico, tedesco

Die Fragmente der griechischen Historiker ("I frammenti degli storici greci"), noti soprattutto con le abbreviazioni FGrH o FGrHist, è una raccolta in 16 volumi di frammenti di opere di storici greci, pubblicata a cura del filologo tedesco Felix Jacoby, a partire dal 1923, prima a Berlino e poi a Leida.

Storia e strutturazione[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, in grande parte fondata sui Fragmenta historicorum graecorum pubblicati da Karl Müller tra il 1841 e il 1870, era stata progettata inizialmente da Jacoby in cinque parti. Essa avrebbe dovuto razionalizzare l'edizione dei frammenti di Müller, con un nuovo, più rigoroso, apparato critico, la citazione del frammento nel contesto della fonte e un commentario riferentesi anche ad eventuali loci paralleli, in modo da offrire un'edizione critica dei quasi mille storiografi greci di cui si avevano notizie, ma non opere complete. Nell'opera Jacoby intendeva comprendere anche eruditi, periegeti e antiquari, storici di tipo politico (sul modello di Strabone), obliterando, in un certo qual modo, anche i precedenti Geographi Graeci Minores.
Alla sua morte (1958), dopo trentasei anni di lavoro, erano apparsi 15 volumi, ma erano state completate solo tre parti:

  • Teil 1. Genealogie und Mythographie ("Parte 1. Genealogia e mitografia")[1]
    • A. Vorrede, Text, Addenda, Konkordanz ("Prefazione, testo, addenda, concordanze") [nn. 1-63], Weidmann, Berlin 1923; Neudr. verm. um Addenda zum Text, Nachtr. zum Kommentar, Corrigenda u. Konkordanz ("Ristampa con addenda al testo, aggiunte al commento, rettifiche e concordanze"). Leiden, Brill, 1957.
  • Teil 2. Zeitgeschichte ("Parte 2. Storia universale")[2]
    • A. Universalgeschichte und Hellenika ("Storia universale e Hellenikà") [nn. 64-105], Berlin, Weidmann, 1926.
    • B. Spezialgeschichten, Autobiographien und Memoiren, Zeittafeln ("Storie speciali, autobiografie e memorie, tavole cronologiche") [nn. 106-261], Berlin, Weidmann, 1926-1930.
    • C. Kommentar zu Nr. 64 - 105 ("Commento ai nn. 64 - 105"). Berlin, Weidmann, 1926.
    • D. Kommentar zu Nr. 106 - 261 ("Commento ai nn. 106 - 261"). Berlin, Weidmann, 1930.
  • Teil 3. Geschichte von Städten und Völkern (Horographie und Ethnographie) ("Parte 3. Storia di città e popoli (orografia ed etnografia)")[3]
    • A. Autoren über verschiedene Städte (Länder) ("Autori su varie città (paesi)") [nn. 262-296]. Leiden, Brill, 1940.
    • A. Kommentar zu Nr. 262 - 296 ("Commento ai nn. 262 - 296"). Leiden, Brill, 1943.
    • B. Autoren über einzelne Städte (Länder) ("Autori su singole città (paesi)") [nn. 297-607]. Leiden, Brill, 1954.
    • B (Suppl.) A commentary on the ancient historians of Athens ("Commento sugli antichi storici di Atene") - Vol 1. Testo. Leiden, Brill, 1954.
    • B (Suppl.) A commentary on the ancient historians of Athens ("Commento sugli antichi storici di Atene") - Vol 2. Note, addenda, rettifiche, indice. Leiden, Brill, 1954.
    • B. Kommentar zu Nr. 297 - 607. Text - Noten ("Commento ai nn. 297 - 607. Testo - Note"). Leiden, Brill, 1955.
    • C. Autoren über einzelne Länder. - Bd. 1. Ägypten - Geten ("Autori su singoli paesi. - Vol 1 Egitto - Geti") [nn. 608A - 708]. Leiden, Brill, 1958.
    • C. Autoren über einzelne Länder. - Bd. 2. Illyrien - Thrakien ("Autori su singoli paesi. - Vol 2 Illiria - Tracia") [nn. 709-856]. Leiden, Brill, 1958.

L'opera, rimasta incompiuta per la morte di Jacoby, prevedeva, come detto, una quarta parte, che avrebbe dovuto essere dedicata alle biografie e alla letteratura antiquaria e una quinta alla geografia storica.
Nel 1991, un gruppo di filologi coordinati da G. A. Lehmann (Colonia, poi Gottinga) e da Guido Schepens (Lovanio), si è dedicato al completamento del progetto, sotto l'egida dell'Università Cattolica di Lovanio (Belgio). Pierre Bonnechère ha pubblicato, inoltre, tre volumi di indici[4]. Esiste, inoltre, una versione digitale dell'opera disponibile su CD-Rom e consultabile on-line[5].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Di ogni antico storico sono riportati Testimoni (T) e Frammenti (F), oltre ad un commento. Gli autori ed i testi portano un numero, per cui, per esempio, il riferimento bibliografico al frammento 13 di Teopompo di Chio che porta il numero 115 nell'elenco degli storici antichi, assumerà in genere in questa forma:

« FGrHist 115, F 13 J »

I commenti, in tedesco o in inglese, sono così ampi che qualche volta è stato necessario stampare le note in un volume separato. L'opera è di consultazione difficile; per esempio, i frammenti sono dotati di un apparato critico, sono annotati e commentati brevemente, ma non è fornita nessuna traduzione. Ciononostante, i FGrHist restano un riferimento irrinunciabile per i ricercatori in storia greca. Hanno permesso anche di rivelare delle fonti fino ad allora misconosciute, come gli attidografi, ossia gli autori di storie locali che riguardano l'Attica e Atene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Autori 1-63: autori di genealogie e di mitografie
  2. ^ Autori 64-261: autori di monografie: di storie universali e di storia greca.
  3. ^ Autori 262-856: autori di autobiografie, storie locali e storie di argomento non greco.
  4. ^ P. Bonnechère, Indexes of ancient authors, I: Introduction, alphabetical list of authors conserving, Testimonia & fragments; II: Concordance Jacoby source; III: Alphabetical list of fragmentary historians with alphabetical list of source-authors for each, Leiden, Brill, 1999, ISBN 90-04-11392-4.
  5. ^ Brill's New Jacoby, referenceworks.brillonline.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Jacoby, Über die Entwicklung der griechischen Historiographie und den Plan einer neuen Sammlung der griechischen Historikerfragmente, in "Klio", nº 9, 1909, pp. 80–123, ISSN 0075-6334.
  • G. Schepens, Jacoby's FGrHist. Problems, Methods, Prospects, in G. W. Most (a cura di), Collecting Fragments. Fragmente sammeln, Gottinga, Vandenhoeck & Ruprecht, 1996, pp. 144–172, ISBN 3-525-25900-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]