Leida

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Leida
comune
(NL) Leiden
Leida – Stemma Leida – Bandiera
Leida – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
ProvinciaFlag of South Holland.svg Olanda Meridionale
Amministrazione
CapoluogoLeida
Territorio
Coordinate
del capoluogo
52°09′25.99″N 4°29′33″E / 52.15722°N 4.4925°E52.15722; 4.4925 (Leida)Coordinate: 52°09′25.99″N 4°29′33″E / 52.15722°N 4.4925°E52.15722; 4.4925 (Leida)
Altitudinem s.l.m.
Superficie23,16 km²
Abitanti117 342 (2010)
Densità5 066,58 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale2300–2334
Prefisso071
Fuso orarioUTC+1
Codice CBS0546
Cartografia
Mappa di localizzazione: Paesi Bassi
Leida
Leida
Leida – Mappa
Sito istituzionale

Leida (AFI: /ˈlɛida/[1]; Leiden in olandese, Leyden in forma arcaica) è una delle città dei Paesi Bassi. È situata nella provincia dell'Olanda meridionale, e ha circa 117 mila abitanti. La città è sede dell'università più antica dell'Olanda, fondata nel 1575. Conosciuta anche come "città della chiave" (Sleutelstad), la città si trova sull'Oude Rijn, tra L'Aia e Haarlem.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La città sorge sul luogo dove era situato il castrum di Matilo ai tempi dell'impero romano: dall'anno 47, al III secolo. Matilo e il suo circondario appartenevano alla provincia della Germania inferiore, lungo il settore del limes basso renano.

Nell'anno 860 viene nominata per la prima volta una "Leithon", in una antica cronaca. Si tratta un villaggio situato alla confluenza tra l'Vecchio Reno e il Nuovo Reno, due rami del fiume Reno. In questi anni fu uno dei feudi del vescovo di Utrecht. Il vescovo risiedeva nel castello,chiamato "Burcht", che si trova nel cuore della città.

Durante il medioevo, e fino al 1575, fu erroneamente utilizzato il nome Lugdunum per indicare la città di Leida. Il nome Leida deriva in effetti dal piccolo fiume vicino alla città, il Leede.

La vera Lugdunum corrispondeva invece alla città che sorgeva dove attualmente sorge la città di Lione.

I Conti d'Olanda[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 1100 Leida viene conquistata da Floris II, conte d'Olanda. In seguito, la popolazione della città iniziò a crescere, e con essa la parte edificata.

La città era in posizione strategica: vicino al mare e alla confluenza tra i principali fiumi e strade. All'inizio del Duecento ottenne finalmente il titolo di città[2].

Dal Trecento in poi, Leida è città produttrice di tessuti, dei quali è testimone ancora oggi la pinacoteca "Lakenhal", che ospita una buona raccolta di arte, soprattutto quadri, del periodo dal Cinquecento all'Ottocento.

Nel 1389 la città aveva ben quattromila abitanti, e fu costretta ad allargarsi nuovamente. Le maggiori chiese di Leida, la Hooglandse Kerk e San Pietro, furono costruite in quegli anni. La Chiesa di San Pietro era dotata di una delle torri più alte d'Europa (più di cento metri). Durante un temporale, nel 1512, purtroppo crollò, e non venne più ricostruita. Secondo la tradizione, il nome del Kloksteeg (letteralmente: "Vicolo della Campana") è legato al fatto che quando la torre crollò la campana atterrò in questo punto.

Le Sette Province Unite[modifica | modifica wikitesto]

Otto van Veen: Liberazione di Leida (1574). I campi inondati permettono alla flotta olandese di raggiungere le posizioni della fanteria spagnola.

Durante la Guerra degli ottant'anni (1568-1648), combattuta dalla Repubblica delle Sette Province Unite per ottenere la propria indipendenza dagli spagnoli, Leida scelse la parte dei ribelli e per questa ragione venne assediata dal generale spagnolo Luis de Zúñiga y Requesens. Dopo che altri ribelli fuori della città avevano però fatto saltare alcune dighe, gli spagnoli se ne andarono e l'assedio (durato parecchi mesi) fu finalmente tolto il 3 ottobre 1574. Ancora oggi il 3 ottobre è festa cittadina.

Per ringraziare e premiare la popolazione per la sua resistenza agli spagnoli, il principe d'Orange (e leader dell'insurrezione) donò alla città un'Università. Fondata ufficialmente nel 1575, l'Università di Leida è la più antica dei Paesi Bassi, e la seconda dei Paesi Bassi storici (che comprenderebbero l'attuale Belgio e Lussemburgo) dopo quella di Lovanio.

Durante il Seicento e il Settecento Leida crebbe di nuovo grazie agli incentivi dalle Fiandre al livello dell'industria dei tessuti.

Durante l'aggressione spagnola aveva una popolazione cittadina di circa 15.000 abitanti (un terzo dei quali morì durante l'assedio), mentre nel 1670 la quota degli abitanti toccava addirittura 70.000.

Decadenza[modifica | modifica wikitesto]

il Disastro della nave-polveriera del 1807.

Con il declino dell'industria dei tessuti nel tardo Settecento, (causato dalle manovre protezionistiche della Francia a favore della propria industria), l'economia iniziò a crollare e Leida si svuotò fino a scendere a 27.000 abitanti nel 1815. In questo stesso periodo vi si trovava ciò nonostante una piccola ma crescente industria di editoria: alcuni degli editori più famosi (come la Plantijn, Brill e gli antenati della casa Elsevier - all'epoca Elzevir), vi hanno lavorato per anni, sviluppando nuove tecniche e producendo innumerevoli volumi accademici per l'università.

Durante l'occupazione francese, il 12 gennaio 1807 alle 4:15 del pomeriggio, si verificò una grande esplosione in città, detta il Disastro della nave-polveriera. Una nave che andava da Haarlem a Delft con un carico di 17.760 kg di polvere da sparo esplose nel bel mezzo della città, nel fienile in pietra in linea con il Rapenburg.

Il disastro ha causato 151 morti e 2.000 feriti. Circa 220 case sono state completamente distrutte. Finestre o tegole del tetto, anche nei distretti più remoti a Leida sono stati spazzati via. Il botto è stato sentito fino a L'Aia[3][4][5].

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'Ottocento e il Novecento sono stati fortemente segnati dall'università e dalla vita scientifica. Alcuni professori di Leida hanno addirittura vinto un premio Nobel, tra cui il famoso fisico Heike Kamerlingh Onnes e lo scienziato Willem Einthoven, che inventò (tra le altre cose) un apparecchio per registrare il battito del cuore. Albert Einstein insegnò all'Università in qualità di "Bijzonder Professor" (professore speciale) per poche settimane ogni anno dal 1920 al 1933.

Leida è poi famosa per aver dato i natali al grande maestro Rembrandt, uno dei più grandi pittori olandesi (e non solo) di tutti tempi. Anche altri grandi maestri vi hanno lavorato, come per esempio Jan Steen.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Porta est di Leida, la Zijlpoort

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dell'Altopiano è un grande edificio gotico, il migliore esempio in città, terminato nel XVI secolo. Fu la prima cattedrale di Leida, prima dell'avvento del protestantesimo. Poi il titolo passò alla Chiesa Grande di Haarlem.
  • Pieterskerk, la "Chiesa di San Pietro" è una grandiosa basilica gotica eretta a più riprese fra la fine del XIV secolo e l'inizio del XVI. Presentava un'altissima torre sulla facciata, che crollata nel 1512, non venne più rifatta.
  • Marekerk, Chiesa protestante a pianta centrale opera del 1639-49 di A. van s'Gravesande.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Edifici militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Burcht sorge su una collinetta artificiale. Venne eretta a forma circolare nel XIII secolo, oggi ne resta la cinta muraria con cammino di ronda.
  • La Morspoort è la porta occidentale della città, edificata nel 1669.
  • La Zijlpoort è la porta orientale cittadina con caratteristica copertura lignea, del 1667.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Vita culturale[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica di Leida è la vita culturale: un progetto iniziato negli anni novanta pubblica alcuni dei brani, sonetti e poesie più famosi della storia, riportati sui muri delle case del centro storico. Tutte le poesie sono state peraltro scritte in lingua originale, con un piccolo cartello che traduce il testo in olandese e inglese: tra Shakespeare e alcuni famosi poeti giapponesi, spagnoli e russi, troviamo anche Orazio (Libro I Ode XIV, Cleveringaplaats), Cesare Simonetti (Treno in corsa, Pelikaanstraat, angolo Oude Vest), Marinetti (Zang Tumb Tumb, Hoge Rijndijk) e Montale (Non chiederci, Oude Rijn, angolo Pelikaanstraat). Della vita culturale riveste enorme importanza l'università, che attrae migliaia di studenti da tutto il mondo.

Università[modifica | modifica wikitesto]

l'Università di Leida è la più antica università dei Paesi Bassi, essendo stata fondata nel 1575 da Guglielmo I d'Orange. Ad essa sono collegati l'Orto botanico di Leida del 1587 e l'osservatorio astronomico del 1633.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il Museum De Lakenhal

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Leiden Jazz and Blues week (gennaio)
  • Werfpop, concerto pop (luglio)
  • Rapenburg Festival, concerto sul canale (agosto)
  • Leidens Ontzet, cioè la liberazione di Leiden dall'assedio spagnolo (2-3 ottobre)
  • Leids Film Festival (fine ottobre)
Porta ovest di Leida, la Morspoort

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Leida", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ "Olanda", Guida TCI, 1996
  3. ^ L. Knappert, De Ramp van Leiden na honderd jaar herdacht. Schoonhoven, 1906
  4. ^ Arti Ponsen, Ed van der Vlist, Het fataal evenement. De buskruitramp van Leiden in 1807. Uitgeverij Gingko. ISBN 9789080700987.
  5. ^ Cor van der Heijden, Rampen en plagen in Nederland, 1400-1940. Pestbacillen, paalwormen en plunderende Moskovieters. Kempen Uitgevers, Zaltbommel, 2004. ISBN 9066572329

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A Leida ha sede la Stichting INGKA Foundation, proprietaria del Gruppo IKEA, e la INGKA Holding B.V., la casa madre del Gruppo[1][2].

Poesie[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN143615766 · ISNI (EN0000 0004 0405 3310 · GND (DE4074118-7 · BNF (FRcb11945024w (data) · WorldCat Identities (EN143615766
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