Quinto Smirneo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Quinto Smirneo, noto anche come Quinto Calabro (Smirne ?, ... – ...), è stato un poeta greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ebbe anche il nome di Quinto Calabro perché un suo codice fu scoperto a Otranto, nell'antica Calabria dal cardinale Bessarione[1].

Della sua vita non si ha nessuna notizia certa oltre al luogo di nascita, appunto Smirne, in Asia Minore; in discussione anche la cronologia, oscillante tra il III e il IV secolo d.C., visti i mancati riferimenti al millenario di Roma, nel 248 d.C., o alla fondazione di Costantinopoli, nel 330. In questo arco, dunque, andrebbe ristretta l'attività di Quinto.

I Posthomerica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Posthomerica.

L'unica opera giuntaci di Quinto Smirneo è il poema epico comunemente noto come Posthomerica (Τὰ μεϑ' Ὅμηρον, I fatti successivi a Omero), in 14 libri.

I Posthomerica contengono il racconto degli avvenimenti successivi ai funerali di Ettore, con cui si conclude l’Iliade, fino alla partenza degli eroi greci. Quinto Smirneo narra così i duelli di Achille con Pentesilea, da lui uccisa e onorevolmente restituita a Priamo per la sepoltura (libro I), e con Memnone, nipote di Priamo, giunto dall'Asia.

L'eroe viene, poi, ucciso da Apollo e pianto dall'esercito e dai più grandi eroi achei (libro III), che celebrano i giochi funebri in suo onore (libro IV). Dopo i ludi funebri, sorge la contesa tra Aiace e Odisseo per il possesso delle sue armi, con la follia e il suicidio di Aiace (libro V).

Giunge, intanto, in aiuto dei Troiani Euripilo, figlio di Telefo, che mette in serie difficoltà gli achei, costretti, dai vaticini di Calcante, ad andare a prendere, a Sciro, Neottolemo, figlio di Achille, che sconfigge Euripilo in un truce duello (libri VI-VIII).

Dopo una serie di duelli e battaglie di sapore omerico che occupano i libri centrali (libri IX-XI), con la morte di Paride(libro X), si giunge all’inganno del cavallo di legno e alla presa di Troia (libri XII-XIII) e al travagliato ritorno dei greci (libro XIV).

Analisi del poema[modifica | modifica wikitesto]

L’opera di Quinto Smirneo si inserisce in quella particolare forma di rielaborazione tarda del materiale epico a cui sono legati anche i nomi di Nestore di Laranda, Trifiodoro e Colluto. Non più fenomeno socio-culturale come in epoca arcaica e classica, né genere letterario prezioso e raffinato destinato ad una fruizione colta da parte di chi sia in grado di coglierne il sottile gioco di rimandi testuali interni (come in epoca ellenistica con Apollonio Rodio), l’epica diventa, nell’età di Quinto Smirneo, puro esercizio scolastico basato sulla ripetizione di scene e temi omerici.

Le fonti di questa operazione sono rappresentate in genere principalmente, oltre che dall’epica arcaica, da repertori e compendi mitografici, che consentivano a Quinto di completare il racconto epico con abbondanza di dettagli ed episodi, accumulati per la verità senza eccessive preoccupazioni di coerenza narrativa. La pretesa pratica centonaria di Quinto rispetto a Omero, comunque, evidenzia che "dietro l'apparente uniformità dello stile di Quinto (...) si cela in realtà un complesso lavoro di variazione finalizzato a differenziare il poema dal modello omerico, pur nella sostanziale continuità rispetto ad esso" [2].

Un aspetto della sua opera differenzia, però, Quinto Smirneo dagli altri versificatori coevi: nel testo dei Posthomerica sono stati, infatti, evidenziati dal filologo tedesco Richard Heinze elementi che, in certi episodi e soprattutto nell’enfatizzazione patetica di alcune atmosfere e nella rielaborazione retorica dei toni, sembrerebbero mostrare l’influsso dell’epica romana, soprattutto di Virgilio. I Posthomerica di Quinto Smirneo rivelerebbero, dunque, secondo quest’interpretazione, una diffusione di almeno alcuni testi della letteratura latina in certi strati della cultura greca, il che si accorda con la simpatia attestata dal suo poema nei confronti dell’impero romano.

Edizioni dei Posthomerica[modifica | modifica wikitesto]

  • Francis Vian, La suite d'Homère. Texte établi et traduit par Francis Vian, I-III, Paris 1963-9.
  • Giuseppe Pompella, Le Postomeriche, I-II, Napoli 1979; III-VII, Cassino 1987, VIII-XIV, Cassino 1993.
  • Giuseppe Pompella, Quinti Smyrnaei Posthomerica, Olms-Weidmann, Hildesheim & New York 2002.
  • Quinto di Smirne, Il seguito dell'Iliade, Bompiani, Milano, 2013 (traduzioni di Lorenzo Bergerard, Cristiana Bernaschi, Nicoletta Canzio, Bruna Capuzza, Enrico Cerroni, Lorenzo Ciolfi, Graziamaria Gagliarde, Daniele Mazza, Eleonora Mazzotti, Antonino Nastasi, Enrico Maria Polizzano, Shanna Rossi e Valentina Zanusso, revisione di Emanuele Lelli).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quinto Smirneo su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ Introduzione a Quinto di Smirne, Il seguito dell'Iliade di Omero, Bompiani, Milano, 2013, p. LXVII.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN76294608 · LCCN: (ENn84058406 · ISNI: (EN0000 0001 2139 9856 · GND: (DE11859740X · BNF: (FRcb12947679f (data) · ULAN: (EN500057141 · BAV: ADV12285472