The Prosopography of the Later Roman Empire

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Prosopography of the Later Roman Empire
Autore Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale, John Morris
1ª ed. originale 1971, 1980, 1992
Genere dizionario biografico
Sottogenere storico
Lingua originale inglese

The Prosopography of the Later Roman EmpireProsopografia del tardo impero romano»), spesso abbreviato in PLRE, è un'opera in tre volumi, che descrive ogni persona attestata dalle fonti storiche che sia vissuta nel mondo dell'impero romano tra il 260 e il 641.[1]

Le fonti utilizzate sono storie, opere letterarie, epigrafi e altre fonti scritte. Le figure citate solo da fonti inaffidabili come l'Historia Augusta o quelle di cui è andato perso il nome sono accluse accompagnate da segni che ne indicano l'affidabilità.

I tre volumi sono stati pubblicati dalla Cambridge University Press. Il Volume 1, pubblicato nel 1971, è di 1176 pagine, e copre il periodo dal 260 al 395; il Volume 2, pubblicato nel 1980, è di 1355 pagine e copre gli anni dal 395 al 527; il Volume 3, pubblicato nel 1992, è diviso in due volumi, per un totale di 1626 pagine, che copre gli anni dal 527 al 641.

Il progetto nacque sotto l'egida di Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale e John Morris; è stato poi completato da Edward Arthur Thompson, Alan D.E. Cameron e Philip Grierson.

Successore della PLRE è la Prosopography of the Byzantine World, che copre il mondo bizantino dal 642 al 1265; l'ultima fase dell'Impero bizantino, dal 1261 al 1453, è coperta dalla Prosopographisches Lexikon der Palaiologenzeit.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il principale progetto prosopografico sull'Impero romano, il Prosopographia Imperii Romani (PIR) diretto da Theodor Mommsen, fu completato alla fine del XIX secolo e copriva l'intervallo di tempo che andava da Augusto all'inizio del regno di Diocleziano. All'inizio del XX secolo, dietro suggerimento dello stesso Mommsen, Adolf Harnack propose una prosecuzione del PIR dall'inizio del regno di Diocleziano alla morte di Giustiniano I (565); questa Prosopography of Late Antiquity (PLA) avrebbe dovuto includere sia le figure secolari che quelle ecclesiastiche. Il progetto della PLA, iniziato prima della Grande Guerra, fu da questa rallentato, e andò poi a morire nel 1933, quando erano state raccolte circa 75.000 citazioni.[2]

Nel 1948, Arnold Hugh Martin Jones e sir Idris Bell chiesero alla British Academy una sovvenzione per creare un corpus di «tutte le persone che ebbero un titolo civile o militare»; ricevuto il sovvenzionamento di £50, il 4 ottobre 1949 si riunì un il primo comitato, presieduto da Jones, con John Morris come segretario e Bell, Norman H. Baynes e Edward Arthur Thompson come membri. Nel 1950 si tenne a Parigi il Primo Congresso Internazionale di Studi Classici; un gruppo di studiosi inglesi guidati da Jones incontrò degli studiosi francesi guidati da Henri-Irénée Marrou, e stabilirono che gli inglesi avrebbero lavorato alla stesura di una prosopografia dei civili e dei militari, la Prosopography of the Later Roman Empire, e i francesi a quella dei religiosi, la Prosopographie chrétienne du Bas-Empire (PCBE). Nel 1951 l'Accademia di Berlino, che aveva supervisionato il lavoro per la PLA, concesse ai britannici e ai francesi di accedere al materiale già preparato; nel 1953 esisteva un Comitato di supervisione della PLRE che includeva Jones, Baynes, Thompson, Bell, Morris e Colin Henderson Roberts. Una delle prime decisioni del Comitato fu quello di anticipare la data di inizio della prosopografia al 260, anno dell'inizio del regno di Gallieno, per permettere una migliore visione dell'evoluzione della struttura civile e militare sotto il regno di Diocleziano; si decise anche di estendere l'intervallo coperto al 641, anno della morte di Eraclio e di una serie di eventi nella porzione occidentale dell'Europa. Tali date divennero poi quelle tradizionalmente accettate per la Tarda Antichità.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sono state tralasciate le figure religiose, in quanto oggetto dell'opera francese Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, di André Mandouze, mentre il periodo precedente è coperto dalla Prosopographia Imperii Romani.
  2. ^ Mathisen, p. 23.
  3. ^ Mathisen, pp. 23–26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

The Prosopography of the later Roman Empire. Cambridge University Press, Cambridge 1971–1992

  • Ralph W. Mathisen, «The Prosopography of the Later Roman Empire: Yesterday, Today, and Tomorrow», in Averil Cameron (a cura di), Fifty Years of Prosopography: The Later Roman Empire, Byzantium and Beyond, OUP/British Academy, pp. 23–40.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]