Poesia neoterica

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La poesia neoterica è un movimento letterario che si sviluppa a Roma nell'età di Cesare.

Questo tipo di poesia era composta dai neoteroi (o poetae novi), così chiamati da Cicerone che coniò queste espressioni usandole in modo ironico e dispregiativo, per designare questo gruppo di poeti, poiché disapprovava per ragioni ideologiche il marcato distacco dalla tradizione della poesia romana arcaica (i poeti prendevano dunque le distanze da quello che era chiamato mos maiorum).

Influenze dalla poesia ellenistica[modifica | modifica wikitesto]

La poesia neoterica è chiaramente ispirata alle concezioni alessandrine. Il maggior esponente dell'estetica alessandrina è Callimaco. Egli in una sua elegia collocata all'inizio degli Aitia esprime una polemica contro i poeti tradizionali dicendo:

«"...Contro la mia poesia mormorano i Telchini-gente ignorante che della musa non è amica- poiché su re o eroi un poema unico e continuato non ho realizzato in molti versi...ma in breve svolgo il mio canto come un bambino, anche se non poche sono le decine dei miei anni..."»

Famosa è anche l'espressione "Mega biblìon, mega kakòn" (grande libro, grande male). In queste espressioni è chiaramente e completamente riscontrabile il manifesto della poetica alessandrina. Questa aveva quindi una chiara avversione verso i tradizionali poemi epici che narravano di eroi poiché erano una lunga narrazione in versi esametri, e in quanto tale secondo Callimaco il poeta (aedo o rapsodo) non poteva curarne l'eleganza e la raffinatezza.

La poesia secondo Callimaco doveva essere una creazione lieve, delicata, breve nell'estensione (oligóstichos) ma estremamente rifinita e raffinata, rifiutando la grandiosità e la magniloquenza dell'epos (la poesia epica, per esempio quella di Omero).

La poesia alessandrina era così composta in forme più agili e meno impegnative dell'epos: epigramma, giambo, elegia e epillio (poemetto mitologico, con cui Callimaco aveva tentato di rinnovare l'epica tradizionale).

Il manifesto poetico callimacheo fu pienamente assunto anche dai neoteroi.

Caratteristiche della poesia neoterica[modifica | modifica wikitesto]

Così la poesia neoterica si basa su:

  • Brevitas: Componimenti molto brevi, erano convinti che solamente un carme di piccole dimensioni potesse esser composto con la necessaria cura per farne un'opera veramente raffinata;
  • Labor limae: Componimenti molto ricercati e raffinati stilisticamente, e quindi "leggeri e disimpegnati" solamente nei contenuti, ma non nella forma poiché veniva impiegato il massimo impegno. Questa tecnica consisteva in una continua ed accurata revisione dei propri componimenti, con lo scopo di raggiungere l'estrema perfezione dal punto di vista stilistico e letterario;
  • Doctrina: Conoscenza di tutto un patrimonio di conoscenze mitologiche, letterarie, geografiche, linguistiche del mondo greco. Per questo saranno anche detti docti (dotti)
  • Individualismo: I neoterici tendono ad astrarsi dalla vita politica e a concentrarsi su se stessi.

Programma poetico neoterico[modifica | modifica wikitesto]

Nel carme 95 di Gaio Valerio Catullo emerge chiaramente il programma poetico dei neoteroi:

(LA)

«Zmyrna mei Cinnae nonam post denique messem
quam coepta est nonamque edita post hiemem,
milia cum interea quingenta Hortensius uno
. . . . . . .
Zmyrna cavas Satrachi penitus mittetur ad undas,
Zmyrnam cana diu saecula pervoluent.
at Volusi annales Paduam morientur ad ipsam
et laxas scombris saepe dabunt tunicas.
Parva mei mihi sint cordi monimenta...,
at populus tumido gaudeat Antimacho."»

(IT)

«La Zmyrna del mio Cinna dopo nove estati e nove inverni
che è stata cominciata infine è stata pubblicata,
mentre Ortensio (ha scritto) 500 mila versi (in un anno)
. . . . . . .
la Zmyrna giungerà ben addentro fino alle profonde acque del Satraco,
a lungo i secoli canuti leggeranno la Zmyrna.
Ma gli Annali di Volusio finiranno sulle rive del Po
e spesso forniranno ampi involucri per gli sgombri.
I piccoli capolavori del mio (amico) mi stiano a cuore
invece il popolo si rallegri con il presuntuoso Antimaco.»

Il titolo stesso del componimento (Zmyrna) è indice della ricercatezza formale, Zmyrna è una variante più rara per Myrrha. Il mito stesso è raro e poco conosciuto. Del carme Zmyrna si conservano solo tre versi, le testimonianze più antiche lo presentano come un componimento così dotto da risultare astruso e oscuro, che necessita di approfonditi commenti filologici per esser compreso.

Esponenti della poesia neoterica[modifica | modifica wikitesto]

Il maggior esponente della poesia neoterica è Gaio Valerio Catullo. Gli altri sono:

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]