Orator

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Oratore
Titolo originaleOrator
Cicero - Musei Capitolini.JPG
Busto di Marco Tullio Cicerone (Musei Capitolini)
AutoreMarco Tullio Cicerone
1ª ed. originale46 a.C.
Generetrattato
Sottogenerepolitico-retorico
Lingua originale latino

Orator (in italiano Oratore) è un'opera di genere retorico-politica scritta da Cicerone nel 46 a.C., dedicata a Marco Giunio Bruto. Il trattato, facente parte di una trilogia assieme al De oratore e al Brutus, è sempre incentrata sul tema della ricerca del perfetto oratore. L'Orator è assai importante anche nel campo storico perché fu una delle prime opere italiane ad essere state pubblicate mediante la tecnica della stampa a caratteri mobili inventata da Johann Gutenberg.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è divisa in due libri.
I libro: qui Cicerone riassume gran parte delle tesi confutate da Lucio Licinio Crasso e Marco Antonio nel De oratore. Mentre Antonio si limita a dichiarare che l'oratore dovrebbe solo usare il suo intelletto e le sue capacità d'improvvisazione per comporre e soprattutto pronunciare la sua orazione in pubblico, analizzando solo le tre parti introduttive della creazione di un'orazione: inventio, dispositio, memoria; Crasso formula la sua contraddizione finale. Infatti un bravo ed eccellente oratore deve prima di tutto rispettare tutti i canoni per l'invenzione della sua orazione, di seguito analizzare particolarmente l'elocutio e ancor di più essere assai perspicace durante l'actio, ovvero l'apparizione in pubblico e la pronunciazione a memoria della causa. Sul primo piano Crasso sostiene che un oratore si distingue tra molti per il suo stile e linguaggio assai ricercati e ben elaborati, in secondo luogo l'oratore deve essere ben preparato per affrontare un discorso pubblico che dura ore, ricordando le sue tesi a memoria, e in particolar caso cercando di essere più credibile e convincente usando il gesto e il movimento degli arti del corpo.

II libro: Cicerone qui analizza le tre finalità di un'orazione: probare, delectare, flectere. Mediante questi tre schemi un oratore riesce perfettamente a guadagnarsi il consenso del popolo e dei giudici ottenendo grande fama. Nel primo caso l'oratore usando le sue doti (spesso rafforzate anche prendendo lezioni di dizione e di interpretazione da parte di attori teatrali) riesce a provare e a far capire allo spettatore le sue tesi e i suoi argomenti riguardo alla causa e all'imputato. Nel secondo l'oratore facendo numerosi esempi e citazioni, e usando anche il suo linguaggio ben architettato, riesce a creare emozioni e sensazioni positive nello spettatore; e nell'ultimo l'oratore convince definitivamente i presenti con le sue parole e con allusioni e discorsi patriottici ad accettare la sua causa e a promuoverla col massimo dei voti.

In questo libro Cicerone per rendere più credibili e vere le sue tesi cita molti oratori e personaggi importanti che hanno segnato la storia già a quei tempi. Il più importante è Demostene, oratore greco vissuto nel III secolo a.C. che già da giovane per avere buone qualità parlamentari si esercitò a parlare con dei sassolini infilati in bocca per allenare i muscoli delle mascelle e delle mandibole. Per Cicerone la parola è uno strumento importantissimo per l'essere umano, dato che con essa l'individuo oltre ad esprimere le proprie voglie e sensazioni, si può dimostrare grande possessore dell'eloquenza. Grazie all'eloquenza l'uomo riesce a infilarsi nel gruppo dei suoi simili e a convincerli delle sue idee; tuttavia deve stare molto attento a padroneggiare questo uso. Infatti molti uomini avendo grandi capacità nel parlare si sono approfittati di queste per i loro crudeli scopi di lucro e di potere, ingannando il popolo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Rawson, L'aristocrazia ciceroniana e le sue proprietà, in M.I. Finley (a cura di). La proprietà a Roma, Bari, Laterza, 1980.
  • D. L. Stockton, Cicerone. Biografia politica, Milano, Rusconi Libri, 1984. ISBN 8818180029
  • Wilfried Stroh, Cicerone, Bologna, Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137661
  • Giusto Traina, Marco Antonio, Laterza, 2003. ISBN 8842067377
  • S. C. Utcenko, Cicerone e il suo tempo, Editori Riuniti, 1975. ISBN 883590854X
  • J. Vogt, La repubblica romana, Bari, Laterza, 1975.

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