Dispositio
Nel canone della retorica di tradizione culturale occidentale, la dispositio (in greco τάξις, taxis, dal verbo τάσσω, tassō, 'dispongo', o anche οἰκονομία, oikonomìa) è il modo in cui un autore dispone le argomentazioni oratorie. Al di fuori dell'ambito oratorio, si riferisce anche al modo in cui, in una produzione letteraria (narrativa, saggistica...), l'autore dispone i materiali argomentativi, narrativi, e poetici, che compongono un testo letterario, saggistico, o di altro tipo.
Il termine latino dispositio, per significato, è da mettere in relazione con l'atto del "disporre" (disposizione), "organizzare".
Fasi canoniche dell'esercizio oratorio
[modifica | modifica wikitesto]La dispositio, nella retorica occidentale, è la seconda delle cinque fasi canoniche codificate da Cicerone nelle sue Partitiones oratoriae (inventio, dispositio, elocutio, memoria e actio).
La prima parte dell'esercizio retorico consiste nel trovare gli argomenti adatti da utilizzare, che veniva fatto con il metodo formalizzato dell'inventio. Il problema che si pone subito dopo all'Orator (all'oratore o all'autore) è di scegliere i vari argomenti e di organizzarli in un'esposizione discorsiva o in un testo.
Secondo Quintiliano (Institutio oratoria, I, premio, 2), la prima caratteristica della dispositio è la libertà nell'organizzare il discorso, dotando un registro adeguato agli interlocutori e alle circostanze. Ferma restando questa necessaria flessibilità, secondo Cicerone, la disposizione ideale di un discorso si compone di:[1]
- Exordium (in greco:prooimion, inizio retorico): " l'esordio ciò che rende l'animo degli ascoltatori idoneo a ricevere il resto del discorso". Il suo scopo è in qualche modo quello di catturare l'attenzione di chi ascolta e di rendersi benevolo attento e arrendevole l'ascoltatore ( Quintiliano) ;
- Propositio: enuncia la tesi che si cercherà di dimostrare e chiarisce ciò che sarà sviluppato nel resto del discorso ;
- Partitio (detta anche divisio): è una specie di indice che elenca i punti o le parti che saranno sviluppate;
- Narratio (in greco: diegesis): richiama i fatti su cui si deve discutere, selezionando quelli più utili alla propria strategia retorica. " la narrazione dei fatti e dei su di essi che ci si basa e appoggia per le parti seguenti" (Cicerone) ;
- Probationes (in greco: misteis, argomenti e prove) : si distinguono le prove portate per dimostrare la propria tesi (confirmatatio) e quelle portate per demolire la tesi dell'avversario (confutatio) ;
- Peroratio (detta anche epilogos,anachefalaiosis, conclusio, recapitulatio) : è la ripresa ho ricapitolazione in cui si riassume tutto quello che è stato detto perché sia di aiuto alla memoria dell'interlocutore e persuaderlo con l'ultima strategica presentazione del caso.
Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Chaim Perelman e Lucie Olbrechts-Tyteca, Trattato dell'argomentazione, Torino, Einaudi, 1966.
- (EN) Sharon Crowley e Debra Hawhee, Ancient Rhetorics for Contemporary Students, New York, Pearson Education, 2004.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- dispositio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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