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Editio princeps

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Incunabolo conservato all'Archivio Trivulziano,[1] realizzato nel 1473 per il centenario della morte di Francesco Petrarca: "Canzoniere, Trionfi, Memorabilia de Laura" nella Vita di Petrarca, probabilmente di Pier Candido Decembrio ed erroneamente attribuita ad Antonio da Tempo.[2]

Una editio princeps (dal latino, plurale editiones principes) è, in filologia, la prima edizione a stampa di un testo.

L'espressione è usata soprattutto per i testi dell'antichità e del Medioevo, che prima di essere stampati (spesso in incunaboli o cinquecentine) erano stati tramandati attraverso manoscritti.

L'editio princeps non è necessariamente la versione più attendibile di un testo, per vari motivi:

  • Se il testo ha una lunga tradizione di versioni manoscritte, è possibile (e piuttosto probabile) che la prima versione a stampa sia stata realizzata senza un accurato confronto delle fonti.
  • Se l'editio princeps è pubblicata quando l'autore è ancora in vita, è possibile che quest'ultimo sia successivamente intervenuto sul testo: vedi postillati d'autore.

Molte opere sono pervenute solo in editio princeps perché spesso i tipografi distruggevano il manoscritto, resosi inutile ai loro occhi.

Gli editori ristampano sovente l'editio princeps di un testo per non dover risalire al manoscritto, introducendo inevitabilmente ulteriori errori nel testo, poiché i filologi ritengono che le copie senza alcun errore, in quanto opere dell'uomo (fallace), non esistano.

Qui di seguito un elenco di editiones principes suddivise per lingua.[3]

Opere latine[modifica | modifica wikitesto]

Incunaboli[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo di edizione Commenti sull'edizione
1452-1455 Biblia Sacra Latina Johann Gutenberg e Peter Schöffer Magonza Conosciuta come Bibbia di Gutenberg, fu impressa in due edizioni: 42 righe e 36 righe. È il primo incunabolo. In tre anni di lavoro Gutenberg produsse 180 copie, di cui quaranta su pergamena e centoquaranta su carta[4].
Nel 1462 Peter Schöffer e Johannes Fust realizzarono una loro edizione a 48 linee in due volumi. La Bibbia latina fu ristampata da Schöffer nel 1472.
1457 Psalmorum Codex
(Libro dei Salmi della Bibbia)
Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza Conosciuto come “Salterio di Magonza” (Psalterium Moguntinum) è il secondo incunabolo più antico mai stampato. È il primo libro dotato di colophon: reca il luogo di stampa e la data del 15 agosto 1457. È anche il primo realizzato con inchiostri di colori diversi: rosso, viola chiaro e blu[5].
ca. 1458 Missale. Canon Missae[6] Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza
1459 Psalterium Benedictinum cum canticis et hymnis
(della Bibbia)
Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza Pubblicato il 29 agosto 1459, una seconda edizione uscì nel 1490.
1459 Guglielmo Durante, Rationale divinorum officiorum Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza Pubblicato il 6 ottobre 1459
1460 Constitutiones[7] di papa Clemente V, (dette Clementinae) Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza Peter Schöffer pubblicò una seconda edizione nel 1471.
1460/65 Pseudo-Agostino d'Ippona, De vita christiana Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza
1463[8] Martinus Bracarensis, Formula vitae honestae[8] Peter Schöffer e Johannes Fust[8] Magonza[8]
1465 Papa Bonifacio VIII, Liber sextus decretalium Domini Bonifacii Papae VIII cum glossae Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza
1465[9] Cicerone, De officiis e Paradoxa stoicorum[9] Peter Schöffer e Johannes Fust Magonza Il De Officiis fu stampato anche a Colonia da Ulrich Zell; tuttavia la sua edizione non riporta alcuna indicazione di data.[9]
1465[9] Cicerone, De Oratore[9] Schweynheym e Pannartz[9] Subiaco[9] Questa edizione fu pubblicata senza data, ma si crede che risalga a prima dell'ottobre 1465.[9]
1465[10] Tre opere di Lattanzio: De divinis institutionibus adversus gentes, De ira Dei e De opificio hominis[11] Schweynheym e Pannartz[10] Subiaco[10] Il colophon reca il luogo (Santa Scolastica di Subiaco) e la data: 29 ottobre 1465. È il primo libro in Italia con data e luogo di stampa.
Fu impresso in 275 esemplari; oggi in Italia se ne conservano ancora 17 copie (a Subiaco se ne conserva una copia).
circa 1465[12] Agostino d'Ippona, De doctrina christiana[12] Johannes Mentelin[12] Strasburgo[12] Si pensa sia questa la prima edizione di un'opera agostiniana. Il volume è incompleto, poiché include solo gli ultimi quattro libri che formano De doctrina christiana.[12]
Johannes Mentelin (n. 1410 a Schlettstadt - m. 1478 a Strasburgo) fu uno dei pionieri tedeschi della stampa oltre della vendita di libri al tempo degli incunaboli.

Peter Schöffer e Johannes Fust pubblicarono un'edizione dell'opera (con il titolo De arte praedicandi. De doctrina christiana, Lib. 4) a Magonza nel 1467.

1465-1470[13] Agostino d'Ippona, Confessiones[13] Johannes Mentelin[14] Strasburgo[13] La seconda edizione uscì a Milano nel 1475, seguita dalle edizioni del 1482 e 1483. Altri due incunaboli provennero da Strasburgo nel 1489 e 1491, ma il libro non fu ristampato separatamente fino al 1531.[15]
1466[16] Rabano Mauro, De rerum naturis[16] Adolf Rusch[16] Strasburgo[16] Adolf Rusch von Ingweiler (1435 - 26 maggio a Strasburgo) fu un noto tipografo ed editore tedesco[17].
1466-1467[18] Girolamo, Epistulae[18] Sixtus Riessinger[18] Roma[18] A cura di Teodoro de' Lelli. La data della editio princeps rimane d'incerta attribuzione: l'incunabolo di Riessinger è senza data, sebbene si creda appartenga al 1467 circa; quindi l'edizione romana delle Epistulae[19] stampata nel 1468 da Schweynheym e Pannartz e curata da Giovanni Andrea Bussi potrebbe anch'essa essere considerata una prima edizione.[18][20] A Roma nulla è rimasto di ciò che fu impresso prima del 1466. Questa è la prima opera conosciuta apparsa nell'Urbe dopo tale data[21]. Peter Schöffer pubblicò una propria edizione a Magonza nel 1470.
1467 Tommaso d'Aquino, Summa Theologiæ Peter Schöffer Magonza Pubblicato il 6 marzo 1467. Ristampato in due volumi (Prima pars; Pars secunda) nel 1471.
1467[22] Agostino d'Ippona, De Civitate Dei[22] Schweynheym e Pannartz[23] Subiaco[22] L'anno successivo il tipografo tedesco Johannes Mentelin stampò a Strasburgo un'altra edizione; conteneva il primo commentario testuale[non chiaro], di Thomas Valois e Nicholas Trevet[22]. Inoltre, nel 1470 uscì un'edizione veneziana stampata da Vindelino da Spira.

Per i successivi due secoli, il De Civitate fu l'opera di Sant'Agostino più stampata; 17 edizioni apparvero nel XV secolo e otto nel XVI secolo.[24]

1467[25] Cicerone, Epistulae ad familiares[25] Schweynheym e Pannartz[25] Roma[25] Giovanni e Vindelino da Spira pubblicarono una nuova edizione nel 1469 a Venezia.[25]
1467 Juan de Torquemada, Meditationes[11] Ulrich Han Roma
1467-1469[26][27] Giovenale, Satire (?) Ulrich Han[27] Roma[27]
circa 1468[28] Papa Gregorio I, Magna Moralia (Commentario su Giobbe)[28] Berthold Ruppel[28] Basilea[28] Senza data, potrebbe essere prima del 1468, ma non dopo.[28]
1468[29] Rufio Festo[29] Sixtus Riessinger[29] Roma[29]
1468 Giustiniano, Corpus iuris civilis Peter Schöffer Magonza A cura di Francesco Accursio, pubblicato il 24 maggio 1468
1468 Giovanni Crisostomo, Homiliae in evangelium S. Matthei Peter Schöffer Magonza Traduzione di Giorgio di Trebisonda
1468[30] Pseudo Lattanzio, De Ave Phoenice[30] Schweynheym e Pannartz[30] Roma[30] Questa è la seconda edizione delle opere di Lattanzio: ristampa le sue opere e contiene anche Carmen de Pascha di Venanzio Fortunato e un estratto dalle Metamorfosi di Ovidio.[30]
1468[31] Girolamo, De viris illustribus[31] Schweynheym e Pannartz[32] Roma[31] Curato da G. A. Bussi insieme alle Epistulae dello stesso autore. Giovanni Andrea Bussi (1417–1475), noto anche come Giovan de' Bussi o Joannes Andreae, fu un umanista rinascimentale italiano, vescovo di Aleria (dal 1469) e importante curatore di testi classici. Produsse molti incunaboli come editio principes. Con lui la "Prefazione" si ampliò, passando da semplice lettera personale al patrono, diventando una lezione pubblica o anche omelia.[31]
1469[33] Cicerone, Brutus e Orator[34] Schweynheym e Pannartz[34] Roma[33] Stampato insieme a De Oratore.[33]
1469[35] Apuleio[20][35] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[35] A cura di Giovanni Andrea Bussi[20] Insieme alle opere di Apuleio, questa edizione contiene un falso Asclepius e una traduzione latina di Epitoma disciplinarum Platonis di Alcino.[36]
Pseudo Apuleio, Asclepius[36][37]
1469[38][39] Tito Livio[38] Schweynheym e Pannartz[38] Roma[38] A cura di Giovanni Andrea Bussi.[20] L'edizione romana includeva solo i Libri 1-10, 21-32, 34-39 e una porzione del 40. In una edizione di Magonza del 1518, fu pubblicato il resto del Libro 40 e parte del 33, mentre in un'edizione del 1531 a Basilea furono pubblicati i Libri 41-45, curati da Simon Grynaeus, che nel 1527 aveva scoperto l'unico manoscritto sopravvissuto della prima decina nell'Abbazia di Lorsch (Germania). Nel 1616 la parte rimanente del Libro 33 fu pubblicata a Roma, dopodiché tutte le opere esistenti di Livio erano state messe in stampa.[39][40]
Periochae[41]
1469[42] Marco Anneo Lucano[20][42] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[42] A cura di Giovanni Andrea Bussi[20]
1469[43][44][45] Virgilio[20] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[43] A cura di Giovanni Andrea Bussi.[20] Insieme alle tre principali opere virgiliane (Bucoliche, Eneide e Georgiche), Bussi incluse Appendix Vergiliana e Vita Vergilii di Elio Donato. Incluse anche i Priapea, all'epoca attribuiti a Virgilio.[44][45]
Priapea[45]
Appendix Vergiliana[44]
Elio Donato, Vita Vergilii[44]
1469[46] Giulio Cesare[20][46] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[46] A cura di Giovanni Andrea Bussi.[20]
1469[47] Plinio il Giovane, Epistularum libri Giovanni e Vindelino da Spira[47] Venezia[47] I fratelli Giovanni e Vindelino, originari di Spira (Germania) furono i primi tipografi a lavorare a Venezia. Furono attivi dal 1468 al 1477.
1469[48] Cicerone, Tusculanae disputationes[48] Ulrich Han[49] Roma[48]
1469[50] Aulo Gellio[20][50] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[20] A cura di Giovanni Andrea Bussi.[20][50]
1469[51]-1470[52] Terenzio[52] Johannes Mentelin[51] Strasburgo[52] È in dubbio, poiché altri credono che l'edizione veneziana stampata da Giovanni e Vindelino da Spira possa essere la prima.[51]
1469-1470[53] Aulo Persio Flacco[53] Ulrich Han[53] Roma[53]
circa 1470[54] Isidoro di Siviglia, Sententiae[54] Johann Sensenschmidt[54] Norimberga[54] Senza data, non stampato dopo l'aprile del 1470.[54]
circa 1470[55] Isidoro di Siviglia, De Fide Catholica contra Iudaeos[55] Georgius Herolt[55] Roma[55]
circa 1470[56] Ambrogio di Milano, De Officiis Ministrorum[56] Ulrich Zell[56] Colonia[56]
1470 Leonardo Bruni, De duobus amantibus Peter Schöffer Magonza
1470 Gasparino Barzizza, Compendiosus de arte punctandi dialogus[57] Jean Heynlin Parigi Fu il primo libro stampato in Francia.
1470 Plutarco, Vitae illustrium virorum Ulrich Han Roma
1470 Lorenzo Valla, De elegantia linguae latinae Ulrich Han Roma Stampato su commissione di Giovanni Filippo De Lignamine.
1470[58] Prisciano[59] Giovanni e Vindelino da Spira[59] Venezia[59] Curato da Benedetto Brugnolo.[60]
circa 1470[61][62] Publio Papinio Stazio, Thebais e Achilleis[61][63] Roma[61]
1470[64] Agostino d'Ippona, Sermones[64] Colonia[64] Questa edizione è composta da 50 sermoni. Le opere agostiniane complete stampate nel 1683 dalla Congregazione di San Mauro: 394 sermoni, dei quali 364 si attribuiscono ad Agostino; altri ritrovamenti vi hanno aggiunto 175 sermoni. Tra le scoperte più recenti, lo storico Germain Morin nel 1917 aggiunse 34 sermoni, dal Codex Guelferbytani; il benedettino medievalista Dom André Wilmart nel 1921-1930 vi aggiunse 15 sermoni dal Codex Wilmart; Dom Cyrille Lambot rinvenne 24 nuovi sermoni, sette in frammenti, nel Codex Lambot. L'ultimo ritrovamento fu nel 1990, quando François Dolbeau scoprì a Magonza un manoscritto con 26 sermoni.[65]
circa 1470[66][67] Cicerone, Philippicae[66] Ulrich Han[66] Roma[66] A cura di Giovanni Antonio Campani, chiamato Campanus[68] (1429 — 1477). Protetto dal cardinal Bessarione, fu un umanista napoletano alla corte di Papa Pio II, del quale scrisse l'orazione funebre,[69] seguita da una biografia adulatoria ma ricolma di ricordi personali, scritta verso gli anni 1470-77. Il Campani fu famoso per le sue orazioni latine, poesie e lettere.[66]
circa 1470[70] Cicerone, De finibus bonorum et malorum[70] Colonia[70]
circa 1470[71] Papa Gregorio I, Cura Pastoralis[71] Colonia[71]
circa 1470[70] Cicerone, De legibus[70] Venezia[70]
1470[72] Sallustio, Bellum Catilinae e Bullum Iugurthinum[73] Giovanni e Vindelino da Spira[72][73] Venezia[72] Un'edizione di Sallustio fu stampata nello stesso anno a Parigi.[72]
1470[74] Cornelio Nepote, Vita Attici[74] Nicolas Jenson[74] Venezia[74] La biografia di Nepote fu unita a Epistulae ad Quintum Fratrem, Ad Atticum e Ad Brutum di Cicerone.[74][75]
Nicholas Jenson (1420 Sommevoire, Francia – 1480 Venezia, Italia) fu un incisore francese, pioniere tipografo e creatore di caratteri che lavorò più che altro a Venezia. A lui viene attribuita la creazione del primo modello di carattere romano.
1470[76] Svetonio, De Vita Caesarum[77] Giovanni Filippo De Lignamine[77] Roma[76] A cura di Giovanni Antonio Campani.[34][76]
1470[78][79] Quintiliano[78] Giovanni Filippo De Lignamine[77] Roma[79] Curato da Giovanni Antonio Campani. Nello stesso anno e sempre a Roma, un'altra edizione fu stampata da Schweynheym e Pannartz e curata da Giovanni Andrea Bussi, quindi non si può affermare con certezza che l'edizione di Campani sia stata veramente la editio princeps. In merito alla qualità dei rispettivi lavori, quella di campani fu sicuramente di qualità superiore.[77][79][80]
1470[75] Cicerone, De Inventione[75] Nicolas Jenson[75] Venezia[75]
c. 1470[81] Servio Mario Onorato, Commentarii in Vergilii opera[81] Ulrich Han[81] Roma[81] Con 125 edizioni tra il 1470 ed il 1599, questo fu il commentario virgiliano più popolare della prima età moderna.[82]
1470[75] Cicerone o Cornificio, Rhetorica ad Herennium[75] Nicolas Jenson[75] Venezia[75]
1470[75] Marco Giuniano Giustino[75] Nicolas Jenson[75] Venezia[75]
1470[75] Cicerone, Epistulae ad Brutum, Ad Quintum fratrem, e Ad Atticum[75] Nicolas Jenson[75] Venezia[75] È quasi certo che questa pubblicazione sia stata preceduta dall'edizione dello stesso anno delle lettere di Cicerone stampata a Roma da Schweynheym e Pannartz e curata da Giovanni Andrea Bussi[20][75] Sono quindi entrambe considerate editiones principes.[83]
circa 1470[84][85] Tacito, Historiae, Annales, Germania e Dialogus[84] Giovanni e Vindelino da Spira[85] Venezia[85] Solo questa edizione contiene i libri 11-16 degli Annales. Libri 1-6 furono ritrovati nel 1508 nell'Abbazia di Corvey (ora in Germania) e portati a Roma, ove furono stampati da Étienne Guillery nel 1515 insieme agli altri libri degli Annales - la redazione fu preparata da Filippo Beroaldo.[84][86][87]
circa 1470[88] Orazio[88] Italia[88]
circa 1470[89] Papa Leone I, Sermones e Epistulae[89] Giovanni Filippo De Lignamine[89] Roma[89] Senza data. Un'altra edizione del volume fu stampata a Roma nello stesso anno da Schweynheym e Pannartz; esiste quindi qualche difficoltà nello stabilire quale sia la vera editio princeps. In entrambi i casi, il curatore appare sempre come Giovanni Andrea Bussi.[20][90] Entrambe le edizioni sono incomplete, dato che presentano 92 dei 96 sermoni esistenti di Leone I e solo 5 delle sue 173 lettere sopravvissute.[91]
circa 1470[92] Ilias Latina[92] Utrecht[92] L'edizione olandese stampò solo estratti per un totale di 500 righe delle 1070 righe che compongono la Ilias Latina. La prima edizione completa fu invece stampata da Filippo di Pietro a Venezia nel 1476 circa.[93]
circa 1470[94] Pseudo Aurelio Vittore, De Viris Illustribus[94] Sixtus Riessinger[94] Napoli[94] Senza data e luogo, il libro potrebbe anche esser stato stampato a Roma.[94] L'edizione omette 9 vite (Giulio Cesare, Ottaviano, Catone Uticense, Cicerone, Bruto, Sesto Pompeo, Marco Antonio, Cleopatra) che furono prima pubblicate da André Schott nel 1577.[95]
1470-1471 Sallustio Jean Heynlin Parigi (Sorbona)
1470-1471[96] Quinto Curzio Rufo[96] Giovanni e Vindelino da Spira[96] Venezia[97]
1470[98]-1471[99] Sesto Pompeo Festo[98][99] Georg Lauer[100] Roma[100] Non l'originale De verborum significatu ma l'epitome medievale fatta da Paolo Diacono.[99] curato da Pomponio Leto, il volume è senza data, rendendo quindi controverso il problema della primogenitura, poiché si asserisce che il tipo di carattere usato risale al 1472.[100] Ciò lo posticiperebbe all'edizione stampata da Panfilo Castaldi a Milano nell'agosto del 1471, il che è rimarchevole dato che sarebbe il primo libro mai stampato in quella città.[101] Tuttavia la prima pubblicazione autentica del testo esistente di Festo avvenne a Milano nel 1500, stampata da Gabriel Conagus e curata da Johannes Baptista Pius, messa insieme a Nonio Marcello e a Marco Terenzio Varrone. Fu ristampata molte volte, nuovamente a Milano nel 1505, poi a Parigi nel 1509 e un'edizione Aldina a Venezia nel 1513.[102][103]
1470-1471[104] Isidoro di Siviglia, Synonyma[104] Johann Sensenschmidt[105] Norimberga[105] 21 edizioni del testo sono uscite tra il 1470 e il 1566.[104]
1470-1475[106] Pseudo Ditti Cretese[106] Ulrich Zell[106] Colonia[106] Un'antica traduzione latina fatta da L. Septimius di un originale greco andato perduto.[106]
1470[107]-1475[100] Nonio Marcello[107] Georg Lauer[100] Roma[107] A cura di Pomponio Leto. Edizione senza data, l'anno di stampa è molto discusso: spesso attribuito all'anno 1470 circa, si controbatte che i caratteri usati non precedono il 1474. A parte questo, il testo presentato è incompleto, dato che manca il Libro III di De compendiosa doctrina, una lacuna che fu ripetuta nella successiva edizione veneziana stampata da Nicolaus Jenson nel 1476. Questa fu stampata per la prima volta nel 1511 a Pesaro e curata da Johannes Baptista Pius.[100][107]
1471-1472[108][109] Elio Donato, Ars Maior[108][109] Christophorus Valdarfer[109] o Paulus Butzbach e Georgius de Augusta[108] Venezia o Verona[108] Libro III o De barbarismo era stato stampato precedentemente da un tipografo sconosciuto a Venezia verso il 1471.[109] Non c'è certezza sul tipografo: secondo un'interpretazione, fu eseguit da Valdarfer a Venezia, secondo altri da Butzbach e Georgius de Augusta a Verona.[108]
1471[73] Pseudo Sallustio, Invectiva in Ciceronem[73] Giovanni e Vindelino da Spira[73] Venezia[73] Queste due antiche orazioni apocrife furono incluse da Vindelino nella sua seconda edizione delle opere sallustiane.[73] La primogenitura dell'edizione di Venezia è contestata, siccome la vera editio princeps per entrambi i testi potrebbe essere un'edizione stampata a Colonia forse nello stesso anno. A differenza dell'edizione veneziana, quella di Colonia non include Catilina e Iugurtha.[110]
Pseudo Cicerone, Invectiva in Sallustium[73]
1471 Sacra Bibbia in (volgare italiano)[111] Giovanni e Vindelino da Spira[73] Venezia[73] Prima traduzione italiana a stampa della Bibbia.
circa 1471[112] Agostino d'Ippona, Epistulae[112] Johannes Mentelin[112] Strasburgo[112]
1471[67][113] Cicerone, Orationes[20] Schweynheym e Pannartz[113] Roma[113] A cura di Giovanni Andrea Bussi, furono stampati un totale di 32 discorsi.[20][113]
1471[114] Cicerone, Opera philosophica[20][114] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[115] A cura di Giovanni Andrea Bussi.[20] Mentre tutte le opere politiche e filosofiche venivano stampate, questa è la editio princeps di Academici libri quattuor e di De natura deorum.[116]
1471[117] Opera omnia di Cipriano[117] Schweynheym e Pannartz[20] Roma[117] A cura di Giovanni Andrea Bussi. L'edizione successiva delle opere di Cipriano fu prodotta a Basilea nel 1520 e curata da Erasmo da Rotterdam.[20][117]
1471[118][119] Floro[118] Ulrich Gering, Michael Friburger e Martin Crantz[118] Parigi[118] A cura di Robert Gaguin (14331501), filosofo e umanista rinascimentale, amico di Fausto Andrelini di Forlì, che era un collega di Erasmo da Rotterdam e allievo di Gregory Tifernas.[118][120]
1471[121][122] Plinio il Giovane, Epistulae[121] Christophorus Valdarfer[122] Venezia[121] A cura di Ludovico Carbone. Rispetto all'edizione di Giovanni e Vindelino da Spira (1469), quest'opera non include tutti e dieci i libri delle epistole di Plinio, ma solo i primi sette e il nono, per un totale di 122 lettere delle 375 oggi conosciute. Vennero aumentate a 236 lettere in nove libri con la pubblicazione dell'edizione romana del 1490. Ancora mancante era il decimo libro, ritrovato da Giovanni Giocondo tra il 1495 e il 1500 nell'Abbazia di San Vittore vicino Parigi. Giocondo fece una trascrizione, come fece subito dopo anche un altro italiano, Pietro Leandro, che una volta tornato dalla Francia diede la sua copia parziale del decimo libro a Girolamo Avanzi, che stampò le 46 nuove lettere a Verona nel 1502. Per un'edizione di tutte le lettere di Plinio si dovette attendere fino al 1508, quando Aldo Manuzio stampò a Venezia un'edizione completa avvantaggiandosi della trascrizione e di altri manoscritti pliniani che Giocondo gli aveva dato.[121][122][123][124]
1471[125] Ovidio[125] Baldassarre Azzoguidi[126] Bologna[125] A cura di Francesco Dal Pozzo. Esiste una disputa in merito alla possibilità che possa esser stato preceduto dall'edizione romana stampata da Schweynheym e Pannartz, che è senza data ma quasi sicuramente anch'essa del 1471.[20][125][126]
1471[127] Eutropio[127] Georg Lauer[127] Roma[127]
Paolo Diacono, Historia Romana[128]
1471[75] Cornelio Nepote, Vitae Imperatorum[75] Nicolas Jenson[75] Venezia[75]
1471 Basilio Bessarione, Epistolae et orationes Jean Heynlin Parigi
1471 Guillaume Fichet, Rhetorica Jean Heynlin Parigi
circa 1471[129] Claudio Claudiano, De raptu Proserpinae[129] Christophorus Valdarfer[129] Venezia[129] Essendo senza data, la sua condizione di editio princeps non è sicura e altri hanno citato come tale l'incunabolo non datato che appare a Utrecht nel 1473-1475 dei tipografi Nicolaus Ketelaer e Gerardus de Leempt. Successive edizioni separate del testo provennero da Roma nel 1475 circa, stampata da Johann Schurener; Ferrara, 1480 circa; Napoli, anche 1480 circa, stampata da Mattias von Olmütz; Perugia, 1481 circa, stampata da Stephan Arndes; Roma, 1483, stampata da Marcellinus Verardus; Lipsia, 1495 circa, stampata da Konrad Kachelofen. Le ultime edizioni incunaboli uscirono a Milano nel 1500 dall'umanista Aulo Giano Parrasio, che accompagnò il testo col primo commentario. In altre quattro edizioni (1482, 1493, 1495, 1500) il De raptu Proserpinae fu pubblicato insieme alle opere complete di Claudiano.[130][131]
1471[132][133] Orosio, Historiarum Adversum Paganos Libri VII[132] J. Schüssler[133] Augusta[132]
1471[101][134] Pomponio Mela[134] Panfilo Castaldi[101] Milano[134] Mentre la pressa di stampa apparteneva a Castaldi, egli stesso si limitò ad un ruolo organizzativo l'attività tipografica abituale veniva svolta dai suoi soci Gabriele Orsoni e Fortunato e Antonio Zarotto.[101]
1471[135] Marco Valerio Marziale[135] Andreas Gallicus[136] Ferrara[135] La primogenitura è controversa. L'edizione romana stampata da Schweynheym e Pannartz dovrebbe esser stata stampata verso il 1470-1471 e si pensa sia la editio princeps; inoltre esiste un'edizione veneziana che è forse la prima edizione stampata.[137] L'edizione di Ferrara non include il Liber de Spectaculis, che è invece presente negli incunaboli romani e veneziani.[138]
1471[139] Silio Italico[139] Schweynheym e Pannartz[139] Roma[139] A cura di Giovanni Andrea Bussi, che lo pubblicò insieme a Tito Calpurnio Siculo e a Esiodo.[20][139] A questo vennero aggiunte 58 nuove righe ritrovate e pubblicate da J. Constantius nel 1508.[140]
Tito Calpurnio Siculo[141]
Nemesiano, Eclogae[142]
71[143] Boezio, De consolatione philosophiae[143] Hans Glim[143] Savigliano[143] Senza data, altri hanno asserito che fosse del 1474 circa.
1471-1472[144] Varrone, De lingua latina[127] Georg Lauer[127] Roma[127][144] Curato da Pomponio Leto[127]
1472[145][146] Cassiodoro, Historia Tripartita[146] Johann Schuszler[145] Augusta[146]
1472[147] Plauto[147] Johannes de Colonia[51] Venezia[147] Curato da Giorgio Merula che si basava sul Codex Ursinianus. Con dedica a Jacopo Zeno, vescovo di Padova.[147][148]
1472[75][149] Macrobio, In Somnium Scipionis[75] and Saturnalia[149] Nicolas Jenson[75] Venezia[75]
1472[150] Cicerone, Topica[150]
72[151][152] Papa Gregorio I, Registrum epistularum[151] Günther Zainer[152] Augusta[153]
1472[75] Marco Porcio Catone[147] Nicolas Jenson[75] Venezia[147] Curato da Giorgio Merula e Francesco Colucia col titolo collettivo di Scriptores rei rusticae. Merula curò i primi tre testi ai quali aggiunse tre glossari, uno per ciascun autore; Colucia invece si occupò di Palladio.[147]
Varrone, Rerum Rusticarum libri tres[147][154]
Columella, De re rustica[147]
Rutilio Tauro Emiliano Palladio[147][155]
1472[10] Lattanzio, Epitome[10] Giovanni e Vindelino da Spira[10] Venezia[10] Un compendio scritto da Lattanzio sulle sue Divinae Institutiones.[156] L'edizione veneziana dell'Epitome è incompleta, col testo integrale rinvenuto per la prima volta presso la biblioteca reale di Torino da Christopher Pfaff nel 1711 e da lui stampata l'anno successivo a Parigi.[10][157]
1472[158][159] Catullo[158] Giovanni e Vindelino da Spira[158][160] Venezia[158][159] I tre poeti vennero pubblicati insieme per la prima volta in un volume in quarto. Tale volume includeva anche Properzio.[159]
Tibullo[161]
Stazio, Silvae[159]
1472[162][163] Properzio[162][163] Federico de' Conti[163] Venezia[162][163] Questa edizione apparve in febbraio e si pensa sia stata la prima, ma non lo si può affermare con sicurezza poiché lo stesso anno a Venezia uscì un'edizione di Properzio stampata da Vindelino da Spira che comprendeva Catullo, Tibullo e Stazio.[159][163]
1472[164][165] Isidoro di Siviglia, Etymologiae[164] Günther Zainer[164] Augusta[164] L'editio princeps è il primo libro che abbia mai presentato una Mappa Mundi.[166] Le altre edizioni incunaboli furono stampate a Strasburgo nel 1473 da Johannes Mentelin, a Colonia nel 1478 da Conrad Winters, a Venezia nel 1483 da Peter Loslein, a Basilea nel 1489 da Johann Amerbach, a Venezia nel 1493 da Bonetus Locatellus e a Parigi nel 1499 da Georg Wolf e Thielman Kerver.[167]
1472[168] Isidoro di Siviglia, De natura rerum[168] Günther Zainer[168] Augusta[168] Günther Zainer (o Zeyner o Zeiner) (m. 1º ottobre 1478) fu il primo tipografo di Augusta, ove lavorò dal 1468 finno alla morte; produsse circa 80 libri, comprese due edizioni tedesche della Bibbia ed il primo calendario stampato. Arrivò ad Augusta da Strasburgo e stampò negli anni 1472–76 tre lunghe opere di istruzione morale. Stampò inoltre il primo grande libro illustrato, la Legenda aurea di Jacopo da Varazze in due volumi con 131 incisioni, 1471–76. Johann Zainer, primo tipografo di Ulma, fu probabilmente suo fratello.[169]
1472[170] Elio Donato, Commentum in Terentium[170] Venezia[170]
1472[171] Ausonio[171] Bartholomaeus Girardinus[172] Venezia[171] Le seguenti edizioni in incunabolo uscirono nel 1490 (Milano; curata da Giulio Emilio Ferrario e stampata da Uldericus Scinzenzeler), 1494, 1496 (Venezia; una seconda uscita di Ferrario riveduta da Hieronymus Avantius) e 1499 (Parma, di Thaddaeus Ugoletus).[172][173][174] L'editio princeps è incompleta perché usò un manoscritto di classe Z, che rappresenta la più breve delle selezioni sopravvissute e che omette brani autobiografici e storici.[175][176] Le prime aggiunte furono fatte nel 1490, quando Ferrario incluse una versione incompleta di Ordo urbium nobilium, ma nient'altro.[172] Nel 1499 Ugoletus, che fu in grado di usare un manoscritto dalla più ricca selezione Y, aggiunse per la prima volta tra le altre opere, la Mosella ed il Ludus septem sapientum.[177][178]
1472[179] Faltonia Betizia Proba, De laudibus Christi[179] Bartholomaeus Girardinus[179] Venezia[179]
73[180] Lucrezio[180] Tomaso Ferrandus[181] Brescia[180]
73[182] Sidonio Apollinare[182][183] Nicolaus Ketelaer e Gerardus de Leempt[182] Utrecht[182]
1473[184]-1474[185] Svetonio, De grammaticis e De rhetoribus[184] Johann Schurener[185] Roma[185] Edito da Giovanni Luigi Tuscano (Joannes Aloisius Tuscanus). Il volume è senza data ma si sa con sicurezza che sia stato stampato tra il maggio 1473 e il marzo 1474. Potrebbe esser stato preceduto da un'altra edizione senza data di Svetonio stampata a Padova da Bartholomeo da Vardezoccho e Martinus de Septem Arboribus, ed è generalmente datata tra il 1473 e il 1476.[185]
1473[119]-1474[186] Vegezio, Epitoma rei militaris[119][186] Utrecht[186]
1473[187] Isidoro di Siviglia, Chronica[187] Giovanni Filippo De Lignamine[187] Roma[187] Edizione incompleta della cronaca. Stampata per la prima volta in forma completa a Torino nel 1593, curata da G. de Loaisa.[187]
1473[188] Sedulio, Paschale Carmen[188] Nicolaus Ketelaer e Gerardus de Leempt[188] Utrecht[188] Più di 50 edizioni furono stampate di questo testo prima del 1599. Gli incunaboli furono quelli di Leonard Hutz e Lope Sanz a Salamanca ne 1496, Pedro Giraldi e Miquel de Planes a Valladolid nel 1497, Jakob Thanner a Lipsia nel 1499, J. Le Fèvre a Parigi sempre nel 1499, Georgius Cocus, Leonard Hutz e Lupus Appentegger a Saragozza nel 1500 e Johann Rosenbach a Tarragona sempre nel 1500.[189]
1473[190] Beda il Venerabile, De arte metrica e De schematibus tropis[190] Antonio Zarotto[190] Milano[190]
1473-74[191] Marco Manilio[191][192] Regiomontano[191] Norimberga[191]
1474[193] Gaio Valerio Flacco[193] Bologna[193]
1474[194] Germanico[194] Ugo Ruggeri e Donnino Bertochi[195] Bologna[194] Insieme alla traduzione di Germanico dei Phaenomena di Arato di Soli, il volume contiene anche gli Astronomica di Marco Manilio.[195]
1474[196] Quinto Sereno Sammonico[196] Venezia[196]
1474[197] Agostino d'Ippona, De Trinitate[197] Strasburgo[197]
1474[198] Historia Apollonii regis Tyri[198] Utrecht[198]
1474[199] Ammiano Marcellino[199] Georgius Sachsel e Bartholomaeus Golsch[199] Roma[199] A cura di Angelo Sabino con una dedica all'umanista Niccolò Perotti. L'edizione è incompleta dato che contiene solo i primi 13 dei 18 libri esistenti.[199] I libri inediti furono poi stampati insieme agli altri nel 1533 in due edizioni differenti, una ad Augusta (Germania) curata da Mariangelo Accursio e stampata da Silvano Otmar, l'altra a Basilea curata dall'umanista ceco Sigismund Gelenius e stampata da Hieronymus Froben.[200][201]
1474[202] Paolo Diacono, Vita Sancti Ambrosii[202] Milano[202]
1475[73] Sallustio, Historiae (estratti esistenti) e Epistulae ad Caesarem[73] Arnold Pannartz[73] Roma[73]
1475 Giustiniano, Codex Peter Schöffer Magonza
1475[203] Catone, Disticha[203] Martin Flach[204] Basilea[204]
1475[205][206] Lucio Anneo Seneca, Dialogi, De beneficiis, De Clementia e Epistulae morales ad Lucilium[205] Mattia Moravo[207] Napoli[205] Prima edizione completa delle opere filosofiche di Seneca il Giovane. A causa della confusione tra figlio e padre, il volume include anche le note versioni epitomizzate di Seneca il Vecchio, composte da estratti delle sue Suasoriae et Controversiae; il testo esistente completo fu stampato nel 1490 a Venezia da Bernardino da Cremona insieme a Seneca il Giovane. È incluso nell'edizione anche Publilio Siro, le cui Sententiae sono nelle cosiddette Proverbia Senecae. 'errore fu corretto nel 1514 da Erasmo da Rotterdam quando pubblicò a Southwark (sobborgo di Londra) nel 1514 un'edizione di Publilio che è generalmente considerata la vera editio princeps. Erasmo venne seguito a Lipsia nel 1550 da Georg Fabricius,[208] che aggiunse altre venti nuove frasi all'edizione.[113][205][209][210]
Seneca il Vecchio[113]
Publilio Siro[211]
1475[212][213] Historia Augusta[212] Filippo Cavagni[214] Milano[213] A cura di Bonaccorso da Pistoia.[214]
1475[125]-1477[215] Tacito, Agricola[84] Francesco Dal Pozzo[215] Milano[215] Questa è la rinomata editio puteolana delle opere di Tacito.[84][85][125]
1475[216] Pseudo Quintiliano, Declamationes maiores[216][217] Roma[216] Curato da Domizio Calderini con una dedica ad Aniello Arcamone, ambasciatore del Regno di Napoli presso la Santa Sede. L'edizione contiene solo le declamazioni 8, 9 e 10; le successive furono pubblicate nel 1481, curate da Giorgio Grasolari con l'assistenza di Giorgio Merula.[147][216][217]
1475[218][219] Gaio Giulio Igino, Poeticon astronomicon[218] Augustinus Carnerius[219] Ferrara[218]
1475[220] Giovanni Scoto Eriugena, Vox spiritualis Aquilae[220] Bartholomaeus de Unkel[220] Colonia[220] Questa omelia fu qui attribuita erroneamente a Origene di Alessandria.[220]
1475[221] Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum[221] Heinrich Eggestein[190][222] Strasburgo[221] Edizione senza data, ma si afferma che sia stata stampata tra il 1474 e il 1482. Seguita da una seconda edizione nel 1550 nella stessa città, questa volta insieme ad una traduzione latina di Historia Ecclesiastica di Eusebio.[221] Heinrich Eggestein (n. 1415/20 a Rosheim, Alsazia; m. 1488 c. - scritto anche Eckstein o Eggesteyn) è considerato, insieme a Johannes Mentelin, il primo tipografo di Strasburgo e quindi uno dei primi di tutta Europa fuori di Magonza.
1475[143] Boezio, Interpretatio Priorum analyticorum Aristotelis[143] Konrad Braem[143] Lovanio[143]
1475-1478[143] Boezio, In Categorias Aristotelis e Commentaria in Porphirium[143] Sixtus Riessinger[143] Napoli[143] Questi commentari vengono dati insieme alle traduzioni di Boezio dal greco di Isagoge di Porfirio e di Categoriae di Aristotele.[143]
1475[223]-1478[224] Venanzio Fortunato, Vita Sanctae Radegundis[225] Bonino Mombrizio[225][226] Milano[225] L'agiografia di Venanzio fu pubblicata nella raccolta Sanctuarium.[225] Vi furono stampati solo estratti della vita di Colombano. Una versione condensata uscì a Londra nel 1516 in una miscellanea intitolata Nova Legenda Anglie. Una versione completa fu fatta a Basilea nel 1563, dove l'opera è erroneamente posta insieme a quelle di Beda.[223]
Giona di Bobbio, Vita Columbani[223]
1476[227] Diomede Grammatico[227] Nicolaus Jenson[227] Venezia[227]
1476 Giustiniano, Institutiones Peter Schöffer Magonza
1476-1477[228] Flavio Aviano[228] Günther Zainer[228] Ulma[228] A cura di Heinrich Steinhowel, contiene solo 27 favole di Aviano.[228]
Heinrich Steinhöwel ("Steinhauel" o "Steinheil") fu un autore svevo, umanista rinascimentale e traduttore molto influenzato dal Rinascimento italiano. Le sue traduzioni di trattati medici e di romanzi ebbero un notevole effetto sui tedeschi che stavano appena uscendo dai Secoli bui.[229]
1478[230] Aulo Cornelio Celso[230] Niccolò della Magna[230] Firenze[230] A cura di Bartolomeo Della Fonte con dedica all'umanista e banchiere Francesco Sassetti.[230]
circa 1481[231] Herbarium Apuleii Platonici[231] Giovanni Filippo De Lignamine[231] Roma[231] Il libro è dedicato al Cardinal Francesco Gonzaga. Senza data, ma fu stampato tra il 1478 e 1482. Il De herba vettonica viene erroneamente presentato in questa edizione come primo capitolo dello Herbarium. Sempre in merito a De herba vettonica, la lettera introduttiva Epistula ad M. Agrippam è assente. Questa fu prima stampata a Zurigo nel 1537, curata da Gabriel Humelberg e stampata da Christoph Froschauer.[77][232][233]
Pseudo Antonio Musa, De herba vettonica[232]
circa 1481[234] Isidoro di Siviglia, De viris illustribus[234] Henricus Quentell[234] Colonia[234]
1482[235] Petronio[235] Francesco Dal Pozzo[236] Milano[235] L'edizione contiene inoltre Agricola di Tacito.[237] Questa edizione di Petronio fu tratta da un manoscritto di Classe O, che presenta solo brevi estratti dal Satyricon e nulla del Cena Trimalchionis. Nel 1575 fu pubblicata una nuova edizione a Lione da una classe differente di manoscritti che raddoppiava il testo disponibile. La Cena era ancora assente, ma fu pubblicata a Padova nel 1664 in seguito ad un ritrovamento di testo a Traù da parte di Marino Statileo.[235][238]
AA.VV., Panegyrici Latini[121][125][239]
Plinio il Giovane, Panegyricus Traiani[121]
1482[129][240] Opera omnia di Claudiano[59] Iacobus de Dusa[59] Vicenza[59] A cura di Barnaba Celsano con dedica allo studioso Bartolomeo Pagello. Il volume include tutte le opere di Claudiano eccetto i Carmina minora.[59] Questi furono pubblicati per la prima volta nel 1493 a Parma da Taddeo Ugoleto insieme ai Carmina maiora. il Claudiano di Ugoleto divenne così la base delle edizioni successive in quel secolo, uscite a Venezia nel 1495 e 1500.[129][241]
circa 1483[242] Tertulliano, Apologeticus[242] Bernardinus Benalius[242] Venezia[242] L'opera non porta data e si può soltanto esser sicuri che fu stampata prima del 1494.[243]
1483-1490[244] Frontino, De aqaeductu urbis Romae[244] Eucharius Silber[244] Roma[244] A cura di Giovanni Sulpizio da Veroli[245] e Pomponio Leto.[244]
1484 Herbarius latinus Peter Schöffer Magonza Divenne molto popolare tanto che ebbe dieci ristampe fino al 1499.
1484[51][205] Seneca il Giovane, Tragoediae[205] Andrea Gallico[51] Ferrara[205]
Octavia[246]
1484[143] Boezio, In Topica Ciceronis[143] Oliverius Servius[143] Roma[143]
circa 1485[247] Cicerone, Somnium Scipionis[247] Strasburgo[247] Senza data, sicuro solo che non fu stampato prima del 1485, ma potrebbe esserlo stato qualche anno dopo.[247]
1485[248] Opera omnia di Ambrogio di Milano[248] Venezia[248] La prima vera edizione completa delle opere di Ambrogio fu fatta a Basilea nel 1492 da Johannes Amerbach[249] come parte del suo progetto di stampare tutte le opere dei Dottori della Chiesa.[250][251]
circa 1485[252] Haymo di Halberstadt,[253] De Christianarum Rerum Memoria[252] Rudolph Loeffs[252] Lovanio[252] Stampato insieme a Rerum Memorandarum Libri iv di Petrarca, al quale fu attribuito erroneamente.[252]
1486[254] Valerio Probo, De notis[254] Michael Ferrarinus[254] Brescia[254]
1486[255] Agostino d'Ippona, Retractationes[255] Antonio Zaroto[255] Milano[255]
1486[256]-1487[257] Vitruvio, De architectura[257] Eucharius Silber[258] Roma[256] A cura di Giovanni Sulpizio da Veroli. Il libro fu pubblicato insieme a De aquaeductu di Frontino.[256]
1487[244] Frontino, Stratagemata[244] Eucharius Silber[244] Roma[244] A cura di Giovanni Sulpizio da Veroli; pubblicato nella collana Scriptores rei militaris sive Scriptores veteres de re militari.[244]
1487[259]-1488[82] Tiberio Donato[82][260] Firenze[259] Il testo fu curato da Cristoforo Landino. Insieme al suo commentario personale pubblicò non una versione completa di Tiberio Donato bensì un digesto. La prima edizione integrale fu stampata a Napoli nel 1535.[82][261] Quello di Tiberio Donato divenne uno dei commentari più diffusi con 55 edizioni stampate tra il 1488 ed il 1599.[82]
1488[262] Avieno[262] Venezia[262] A cura di Giorgio Valla.[262]
1488[263] Giulio Firmico Materno, Matheseos libri VIII[263] Augusta[263] Solo i libri III e IV furono stampati in questa edizione, quindi generalmente si considera editio princeps l'edizione veneziana completa stampata nel 1497 da Aldo Manuzio nella raccolta Astronomici veteres.[263]
1488[143] Boezio, De institutione arithmetica[143] Erhard Ratdolt[143] Augusta[143] Erhard Ratdolt (1442–1528) fu uno dei primi tipografi tedeschi di Augusta, attivo a Venezia negli anni 1476-1486 e successivamente ad Augusta. Dal 1476 al 1478 fu in società con altri due tipografi tedeschi.
1489[143] Boezio, De Trinitate, De hebdomadibus e De praedicatione[143] Paganino de' Paganini[143] Venezia[143] Pubblicato insieme a De Trinitate di Agostino d'Ippona.[143]
1489 Basilio Magno, De legendis libris gentilium Peter Schöffer Magonza Nel 1497 ebbe la prima edizione italiana da parte di Benedetto Faelli
1489[264] Agostino d'Ippona, Enarrationes in Psalmos[264] Johann Amerbach[264] Basilea[265] Il primo dei libri di Agostino pubblicati da Amerbach, il quale dedicò la vita a stampare tutte le opere di quell'autore.[266]
1490[267] Ambrogio, Epistulae[267] Leonardus Pachel[268] Milano[267] A cura di Giorgio Cribello, ristampato da Johannes Amerbach a Basilea nel 1492 nelle opere complete di Ambrogio. Un'edizione indipendente delle lettere fu pubblicata sempre a Milano, due mesi dopo.[267][268]
1490[205] Seneca il Giovane, Naturales quaestiones[205] Bernardino da Cremona e Simon de Luero[269][270] Venezia[205] Le Naturales quaestiones furono pubblicate in un'edizione completa delle opere di Seneca il Giovane. Il volume conteneva anche le Suasoriae e le Controversiae scritte da Seneca il Vecchio, che furono erroneamente attribuite a Seneca figlio.[269][270]
1490[271] Giovenco, Historia evangelica[271] Deventer[271]
1491[272] Cassiodoro, Expositio psalmorum[272] Johann Amerbach[272] Basilea[272]
1491[273][274][275] Agostino d'Ippona, Contra Academicos,[273] De libero arbitrio,[274] De magistro,[275] De ordine,[275] De immortalitate animae[275] e De animae quantitate[275] Angelo Ugoleto[273] Parma[273][274] A cura di Eusebio Conrado e Taddeo Ugoleto con altre opere di Agostino negli Opuscula plurima. Fu ristampato lo stesso anno a Venezia da Peregrino Pasquale.[273][275]
1491[276] Agostino d'Ippona, Expositio evangelii secundum Johannem[276] Johann Amerbach[276] Basilea[277]
1491-1492[143][278] Opera omnia di Boezio[143] Giovanni e Gregorio de Gregori[143] Venezia[143] Prima edizione delle sue opere complete, ma manca De fide catholica. L'edizione fu ripubblicata nel 1497-1499 e seguita a Basilea nel 1546 da una nuova raccolta preparata da Glareano.[143]
1493[241][279] Claudiano, Carmina minora[279] Angelo Ugoleto[241] Parma[129] A cura di Taddeo Ugoleto. Questo fu il primo volume veramente completo di Claudiano. L'edizione di Ugoleto fu ristampata due volte a Venezia negli anni 1495 (tipografo Johannes Tacuinus) e 1500 (tipografo Christophorus de Pensis).[129][280]
1494[281] Pseudo Quintiliano, Declamationes minores[281] Taddeo Ugoleto[282] Parma[281] L'edizione di Parma manca di 9 declamazioni che furono stampate nel 1580 a Parigi da Pierre Pithou.[281]
1495[283] Ambrogio Autperto, Sermo de Adsumptione Sanctae Mariae[283] Johann Amerbach[283] Basilea[283] Il sermone di Autperto viene qui attribuito erroneamente ad Agostino d'Ippona.[283]
circa 1496[284] Hucbald, Ecloga de Calvis[284] Peter Friedberg[284] Magonza[284] A cura di Giovanni Tritemio.[284]
1497 Terenziano Mauro[285]
1497[286] Censorino[286] Benedetto Faelli[287] Bologna[287] A cura di Filippo Beroaldo il Vecchio.[288] Il libro fu subito seguito da due ristampe (1498 e 1500), mentre altre otto edizioni uscirono nel XVI secolo.[286] L'edizione del 1497 possiede oltre al De Die Natali di Censorino, diverse traduzioni latine di opere greche, come Enchiridion di Epitteto, la Tabula Cebetis di Cebe, De invidia et odio di Plutarco e De invidia e De legendis libris gentilium di Basilio Magno.[287]
1498[289] Fabio Planciade Fulgenzio, Mythologiae[289] e Expositio sermonum antiquorum[290] Uldericus Scinzenzeler[291] Milano[292] A cura di Johannes Baptista Pius con un vasto commentario della prima opera.[291][292]
1499[293][294] Marziano Capella[293] Enrico di Ca' Zeno[295] Vicenza[295] A cura di Fracanzio da Montalboddo con dedica a G. Chericato, vescovo di Cattaro.[295]
1499[174] Pseudo Ausonio, Periochae Homeri[296] e Septem sapientum sententiae[177] Angelo Ugoleto[177] Parma[174] Curato da Taddeo Ugoleto nella sua edizione di Ausonio. Queste opere furono da lui erroneamente attribuite al poeta.[174][177]
1499[297] Polemio, Epistola Alexandri ad Aristotelem[297] Venezia[297]
1500[298] Vibius Sequester[298] Torino[298] Curato da Martino Salio.[298]

Cinquecentine[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
circa 1500[299] Aratore, De Actibus Apostolorum[299] Salamanca[299] Questa attribuzione potrebbe essere erronea, poiché molti considerano come editio princeps l'edizione Aldina stampata nel 1501 a Venezia nella collezione Poetae Christiani veteres che include insieme ad Aratore anche Sedulio e Giovenco.[299] Una terza edizione senza luogo seguì nel 1505, poi venne il rispettivo commentario del testo nel 1516 di Arias Barbosa.[300]
1501 Cecco d'Ascoli, L'Acerba[301] Giovanni Battista Sessa Venezia Nel 1505 fu pubblicata la prima edizione milanese. Un'altra edizione veneziana fu pubblicata nel 1510.
1502[302] Pascasio Radberto, In Lamentationes Jeremiae[302] Basilea[302]
1502[303] Braulione di Saragozza, Hymnus de Sancto Aemiliano[303] Toledo[303] Edito da Alonso Ortiz as part of his Breviarium secundum regulam Beati Hysidori.[303]
Alonso (o Alfonso) Ortiz (Alfonso Hortiz de Urrutia), (Villarrobledo, Albacete, 1455-1503) fu uno scrittore umanista rinascimentale spagnolo.
1503[304][305] Rabano Mauro, De laudibus sanctae crucis[304] Thomas Anshelm[304] Pforzheim[304] Edito da Jakob Wimpfeling (25 luglio 1450 – 17 novembre 1528), teologo e umanista rinascimentale.[304]
1504[306] Epitome de Caesaribus[306] Hieronymus Soncinus[307] Fano[308] Edito da Lorenzo Bevilaqua (Laurentius Abstemius).[308]
1507[261][309] Pseudo Probo, Commentum in Bucolicas e Commentum in Georgicas[261] Bernardino Stagnin[310] Venezia[261] Edito da G. B. Egnatius. I testi sono insieme ai commentari di Servio Mario Onorato, Elio Donato e Cristoforo Landino su Virgilio e le sue opere.[261][310]
1508[123] Giulio Ossequente[123] Aldo Manuzio[123] Venezia[123] L'unico manoscritto esistente fu trovato da Giovanni Giocondo durante la sua permanenza in Francia tra il 1495 e il 1506. Dopo esser arrivato a Venezia nel 1506, diede una trascrizione del manoscritto a Manuzio, che la stampò insieme alla prima edizione completa delle Epistulae di Plinio il Giovane.[123] Il manoscritto originale è andato perduto, il che rende l'editio princeps l'unica autorità sopravvissuta del testo.[106]
1509[311] Medicina Plinii[311] Étienne Guillery[311][312] Roma[311] Edito da Tommaso Pighinucci, che pagò per far stampare il libro. In cambio il Papa gli concesse il primo privilegio (patente) mai dato per un libro stampato a Roma, proibendo a qualsiasi altro editore o tipografo di pubblicare il volume per almeno dieci anni.[311]
1510[313] Quinto Aurelio Simmaco, Epistulae e Relationes[313] Johann Schott[313] Strasburgo[313]
circa 1510[314] Vittore Vitense, Historia persecutionis Africae provinciae[315] Johannes Parvus[314] Parigi[315]
1510[304] Valafrido Strabone, Hortulus[304] Hieronymus Vietor[304] Vienna[304] Edito da Joachim Vadiano, fu seguito a Norimberga nel 1512 dall'edizione di Johannes Weissenburger. L'editio princeps di Vietor contiene anche due delle Aenigmata di Aldelmo di Malmesbury, prima opera stampata di questo autore.[316]
1511[315] Gregorio di Tours, Vita Beati Martini e De Gloria Martyrum[315] Johannes Parvus e J. Marchand[315] Parigi[315] Nel volume figura anche Vita Sancti Martini di Sulpicio Severo, De Reversione Beati Martini ex Burgundia di Oddone di Cluny e altri scritti su Martino di Tours.[315]
1512[315][317] Gregorio di Tours, Historia Francorum e De Gloria Confessorum[315] Jodocus Badius[315] Parigi[315]
Adone di Vienne, Chronicon[315]
1513[205][318] Seneca il Giovane, Apokolokyntosis[205] Roma[318] Edito da Caius Sylvanus Germanicus[318]
1513[319] Haito, Visio Wettini[319] Henricus Stephanus[319] Parigi[319] Edito da Jacques Lefèvre d'Étaples. Il volume contiene molte altre editiones principes, cioè l'antica traduzione latina di Pastore di Hermias, Scivias di Ildegarda di Bingen, le visioni di Elisabetta di Schönau, di Matilde di Hackeborn e del monaco domenicano Robert di Uzès.[319]
1514[315] Paolo Diacono, Historia Langobardorum[315] Jodocus Badius[315] Parigi[315] Un'edizione indipendente di più alta qualità fu fatta l'anno successivo ad Augusta (Germania) da Konrad Peutinger. Una terza edizione fu stampata a Basilea nel 1532 da Sigismundus Gelenius quale parte della sua edizione di Eutropio.[315]
1515[133] Giordane[133] Johann Miller Augusta[133] Edito da Konrad Peutinger. Il volume contiene anche Historia Langobardorum di Paolo Diacono.[133]
1516[320][321] Paolino di Nola[320] Jodocus Badius[320] e Johannes Parvus[322] Parigi[320]
1516[323] Pseudo Girolamo, In omnes Divi Pauli epistolas commentaria[323] Johann Froben Basilea[323] Edito da Erasmo da Rotterdam nel nono volume delle opere complete di Girolamo.[323]
1516–1520 Girolamo Johann Froben Basilea Edizione completa di Erasmo. Pubblicazione iniziata con le Lettere nel 1470.[324]
1520[325] Velleio Patercolo[325] Johann Froben[325] Basilea[325] Edito da Beatus Rhenanus, che aveva rinvenuto il manoscritto dell'opera nel 1515 mentre visitava l'Abbazia di Murbach in Alsazia.[326]
1520[327] Claudio Rutilio Namaziano[327] Bologna[327] Edito da Johannes Baptista Pius.[327]
1520[328][329] Calcidio[328] Jodocus Badius[329] Parigi[328] Edito da Agostino Giustiniani[328]
1521[243] Tertulliano[243] Johann Froben[243] Basilea[243] Edito da Beatus Rhenanus basandosi su due manoscritti, il Codex Hirsaugiensis ed il Codex Hirsauciensis. Questo volume doveva essere la prima edizione completa dell'autore, ma omette molte delle opere di Tertulliano. Quelle presentate per la prima volta da Rhenanus furono De poenitentia, De patientia, Ad uxorem, De pallio, Ad martyres, De exhortatione castitatis, De virginibus velandis, De cultu foeminarum, De fuga, Ad scapulam, Adversus Marcionem, Adversus Hermogenem, Adversus Valentinianos, De carne Christi, De resurrectione carnis, De praescriptione haereticorum,[330] De Monogamia,[331] Adversus Praxean, Adversus Iudaeos e De corona militis. È incluso anche Apologeticum precedentemente stampato.[243]
Pseudo Tertulliano, Adversus omnes haereses[332]
1521[190] Beda il Venerabile, Explanatio Apocalypsis, In Epistolas VII Catholicas, Expositio Actuum Apostolorum, In Lucae evangelium expositio e In Marci evangelium expositio[190] Jodocus Badius[190] Parigi[190]
1522[333] Arnobio il Giovane, Commentarii in Psalmos[333] Johann Froben[333] Basilea[333] Redatto da Erasmo da Rotterdam con lettera dedicatoria a Papa Adriano VI. Il redattore erroneamente attribuisce l'opera ad Arnobio il Vecchio. Il volume include anche il commentario personale di Erasmo al Salmo 2.[333]
1525[334] Gildas, De Excidio Britanniae[334] Polidoro Virgili[334] Anversa?[335] Edito da Polidoro Virgili e Robert Ridley con dedica al vescovo Cuthbert Tunstall.[335] Questa edizione fu ristampata a Basilea nel 1541 in un'antologia di opere, seguita nel 1567 da un'edizione più accurata fatta dall'antiquario inglese John Joscelyn che emendò il testo dai molti errori presenti nell'edizione di Polidoro.[336]
1527[337] Laus Pisonis[337] Henricus Petrus[337][338] Basilea[337] Edito da Johannes Sichardus quale appendice di un'edizione delle opere di Ovidio. Sichardus affermò di aver personalmente ritrovato presso l'Abbazia di Lorsch il manoscritto del testo, sul quale l'opera veniva attribuita a Virgilio.[337]
1527[302][339] Alcuino di York, Expositio In Iohannis Evangelium[302] Joannes Hervagius[339] Strasburgo[302]
1528[340] Scribonio Largo[340] Parigi[340] Edito da Ioannes Ruellius, cioè Jean Ruel (1474 – 1537), anche Jean Ruelle, medico francese e botanico noto specialmente per aver pubblicato nel 1536 a Parigi il De Natura Stirpium, trattato rinascimentale di botanica.[340][341]
1528[272] Cassiodoro, Institutiones saecularium litterarum[272] Basilea[272] Edito da Johannes Sichardus.[272]
circa 1528[298] Vegezio, Digesta Artis Mulomedicinae[298] Basilea[298] Edito da Jacob Faber, noto anche come "Mastro IF" dal monogramma sulle sue stampe. Fu incisore e xilografo, disegnatore di stampe decorative (alfabeti, margini, ecc.) e tipografo, attivo a Basilea negli anni 1516-1550 e successivamente in Francia.[298][342]
1528[343] Breviarium alaricianum[343] Henricus Petrus[344] Basilea[344] Edito da Johannes Sichardus, che erroneamente credette che l'opera fosse il Codice teodosiano.[343] Un frammento del Breviarium era stato già stampato ad Anversa nel 1517 da Pieter Gillis e intitolato Epitome Aegidii col suo cognome latinizzato.
Infatti Pieter Gillis (1486 - 1533), noto anche col nome anglicizzato Peter Giles, usava spesso quello latinizzato di Petrus Ægidius. Pieter fu un umanista e tipografo rinascimentale, anche cancelliere della città belga di Anversa agli inizi del XVI secolo.[345] Noto per essere amico e sostenitore di Rudolf Agricola, Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro.[344]
1529[190][346] Beda il Venerabile, De natura rerum, De temporibus e De temporum ratione[346] Henricus Petrus[347] Basilea[346] Edito da Johannes Sichardus.[346] Il Capitolo 66 di De temporum ratione era già stato stampato separatamente da Giovanni da Cerreto a Venezia nel 1505 e redatto da Petrus Marenus Aleander; anche i primi due capitoli erano stati stampati a parte nel 1525, dallo stesso tipografo e sempre a Venezia, in un volume che includeva De notis di Probo.[348]
1529[349] Celio Aureliano, Tardae sive chronicae passiones e Celeres sive acutae passiones[349] Basilea[349] Edito da Johannes Sichardus. Questa è un'antica traduzione dal greco di due opere perdute di Sorano d'Efeso.[349]
1529[145] Cassiodoro, Chronica[145] Henricus Petrus[145] Basilea[145] Edito da Johannes Sichardus.[145]
1529[302] Alcuino di York, In Genesim[302] Haguenau[302]
1530[302] Alcuino di York, De Trinitate[302] Strasburgo[302]
1530[343] Lex Ripuaria*[343] Basilea[350] Edito da Johannes Sichardus.[343]
Lex Baiuvariorum[343]
Lex Alamannorum[343]
1531[351][352] Claudio di Torino, Expositio Libri Geneseos[351] e Triginta quaestiones super libros Regum[353] Hieronymus Froben[351] Basilea[351] Edito da Ioannes Brassicanus. I testi di Claudio di Torino furono erroneamente attribuiti ad Eucherio di Lione ed inseriti in una raccolta di quest'ultimo.[351]
1531[354] Ratramno di Corbie, De corpora et sanguine Domini[354] Colonia[354]
1531[302] Alcuino di York, In Ecclesiasten[302] Johann Bebelius[355] Basilea[302]
1532[356] Teodoro Prisciano, Euporista[356] Hieronymus Froben e Nikolaus Episcopus[356] Basilea[356] Edito da Sigismundus Gelenius, il testo dell'Euporista è incompleto. Nello stesso anno un'edizione completa fu stampata da Johann Schott a Strasburgo e redatta da Hermann von Neuenar.[356]
1532[356] Teodoro Prisciano, Physica[356] Johann Schott[356] Strasburgo[356] Edito da Hermann von Neuenar, questa edizione contiene sia Euporista che Physica. Inclusa nel volume è anche una traduzione latina di Gerardo da Cremona di un'enciclopedia araba di Albucasis, la Al-Tasrif (Chirurgia).[356][357]
1532[358] Flavio Sosipater Carisio[358] Johannes Sultzbach[358] Napoli[358] Edito da Jo. Pierius Cymnius.[358]
1532[302] Rabano Mauro, De clericorum institutione[302] Colonia[302]
1533[201][272] Cassiodoro, Variae e De anima[201] Henricus Siliceus[201] Augusta[201] Edito da Mariangelo Accursio con dedica al Cardinal Alberto di Hohenzollern. Un certo numero di estratti di Variae era stato precedentemente pubblicato da Giovanni Cocleo nel 1529.[145][201]
1534[359] Pseudo Ovidio, Halieutica[359][360] Aldina[359] Venezia[359] Edito da Georg von Logau. Questo libro è una raccolta che include Nemesiano, Grazio Falisco, Halieutica di Pseudo Ovidio e Tito Calpurnio Siculo. Tutti questi primi testi furono rinvenuti dall'umanista Jacopo Sannazaro durante gli anni della sua permanenza in Francia tra il 1501 e il 1505 mentre visitava le biblioteche di varie abbazie.[359][361]
Grazio Falisco[359]
Nemesiano, Cynegetica[359]
1534[362] Isidoro, De ecclesiasticis officiis[362] Lipsia[362] Edito da Giovanni Cocleo[362]
1534[302] Rabano Mauro, Commentaria in Jeremiam[302] Basilea[302]
1534[190] Beda il Venerabile, Homeliarum evangelii libri II[190] Joannes Gymnicus[190] Colonia[190]
1535[363] Igino, Fabulae[363] Basilea[364] Edito da Jacob Micyllus (1503 — 1558) umanista e insegnante tedesco, che gestiva la scuola di latino a Francoforte ed aveva una cattedra presso l'Università di Heidelberg.[363]
1535[365] Primasio di Hadrumetum, Commentarius in Apocalypsin[365] Eucharius Cervicornus[365] Colonia[365]
1536[366] Marcello Empirico[366] Johann Froben[366] Basilea[366] Edito da Janus Cornarius, che nel volume pubblicò anche i nove libri di Galeno sui medicinali.[367]
Janus Cornarius (1500 – 1558) fu un umanista rinascimentale sassone, amico di Erasmo da Rotterdam.[368] Dotato filologo,[369] Cornarius si specializzò nella redazione e traduzione di scrittori medici greci e latini con "prodigiosa alacrità",[370] interessandosi particolarmente alla farmacologia botanica e gli effetti ambientali sulle malattie.
1536[371] Ambrogio Autperto, Expositio in Apocalypsin[371] Colonia[371]
1537[71] Papa Gregorio I, Expositiones[71] Venezia[71]
1537[372] Beda il Venerabile, Epistula ad Wicthedum[372] Johannes Prael e Petrus Quentel[372] Colonia[372] Edito da Johannes Noviomagus. Nuova edizione dei trattati scientifici di Beda, offre anche alcune opere anonime di calcolo pasquale e molte glosse carolinge su Beda, come il Vetus commentarius (specialmente di Abbone di Fleury) ed i presunti commentari di Byrhtferth. Novomagus aggiunse al volume anche i suoi scoli a Beda.[372][373]
1537[374] Pseudo PrimasioPrimasius of Hadrumetum, In Omnes divi Pauli Epistolas Commentarii[374] Sebastian Gryphius[375] Lione[375] Edito dal teologo francese Jean de Gagny.[375]
Sebastian Gryphius (fr. Sébastien Gryphe, n. 1492 a Reutlingen, Germania - m. 1556 a Lione, Francia) fu un libraio tedesco, tipografo e umanista. Inizialmente Gryphius pubblicò opere giuridiche e amministrative, in scrittura gotica, poi si dedicò ai classici latini e alla traduzione di autori greci in latino. Pubblicò inoltre i suoi contemporanei, Erasmo, Guillaume Budé e Poliziano. Nel 1536 formò un'impresa con Hugues de la Porte, che lo finanziò in un'iniziativa indipendente chiamata l'Atelier du Griffon, con un grifone come marchio. In questo periodo introdusse il corsivo di Aldo Manuzio.
1537[376] Gaio Mario Vittorino[376] Tubinga[376] Prima edizione delle opere complete di Vittorino, redatta da J. Camerarius.[376]
1538[377] Sextus Placitus[377] Johannes Petrieus[377] Norimberga[377] Edito da Franz Emmerich. Viene incluso nel volume il Tractatus de Lacte, opera contemporanea scritta da Gerolamo Accoramboni.[377][378]
1539[379] Ambrogio Autperto, Sermo de cupiditate e Sermo in purificatione Sanctae Mariae[379] Colonia[379] I sermoni di Autperto sono qui attribuiti erroneamente ad Alcuino e quindi stampati nelle Homiliae Alcuini.[379]
1543[380] Arnobio[380] Roma[380] Edito da Faustus Sabaeus. Qui l'Octavius di Marco Minucio Felice viene considerato erroneamente come l'ultimo libro di Adversus Nationes di Arnobio. Solo nell'edizione del 1560 di Heidelberg, redatta da Franciscus Balduinus, l'Octavius verrà identificato correttamente.[380][381]
Marco Minucio Felice.[381]
1543[382] Erico di Auxerre, Vita divi Germani[382] Simon de Colines[382] Parigi[382] Edito da Pierre Pesselier.[382]
Simon de Colines (1480–1546) fu un tipografo parigino, uno dei primi del Rinascimento francese, attivo a Parigi tra il 1520 ed il 1546. Colines usava eleganti caratteri romani ed italici, e anche quelli greci con accenti, di molto superiori a quelli dei suoi predecessori. Stampava libri di piccolo formato ed eccellente qualità.
1543[383] Arnobio il Giovane, Expositiunculae in Evangelium[383] Basilea[383] Edito da G. Cognatus.[383]
1544[302] Rabano Mauro, In Ecclesiasticum commentarii[302] Parigi[302]
1545[384] Tertulliano, De testimonio animae, De anima, De spectaculis, De baptismo, Scorpiace, De idolatria, De pudicitia, De ieiunio, De oratione[384] Charlotte Guillard*[384] Parigi[384] Edito da Joannes Gagneius. Nuova edizione completa di Tertulliano con molte aggiunte, nota come Mesnartiana. Vennero inoltre incluse le opere di Novaziano, erroneamente attribuite a Tertulliano.[384]

Charlotte Guillard (m. 1557) fu la prima donna tipografa d'importanza.[385] Guillard lavorò presso la rinomata tipografia Soleil d'Or dal 1502 fino alla morte.[386]

Novaziano, De Trinitate e De cibis iudaicis[384]
1547[302] Alcuino, In septem psalmos posenitentiales et CXVIII et in Cantica graduum expositio[302] Parigi[302]
1549 Optatus of Milevis* Giovanni Cocleo, F. Behem[387] Magonza 7º libro stampato nel 1569[388]
1550[302] Pascasio Radberto, De Corpore et Sanguine Domini[302] Colonia[302] Edito da Nicolaus Mameranus (1500–1567), soldato e storico del Lussemburgo sotto Carlo V, per il quale viaggiò molto, registrando fedelmente la composizione delle corti straniere e i rispettivi usi e costumi. Tutti i suoi scritti sono in latino. Nacque probabilmente a Mamer, col nome Nik Wagener, e fu un cattolico conservatore, molto abusivo[non chiaro] contro il luterani e protestanti.[302]
1551[302] Rabano Mauro, De Sacramento Eucharistiae[302] Colonia[302]
1552[389][390] Notitia dignitatum[389] Hieronymus Froben[389] Basilea[389] Edito da Sigismund Gelelenius.[391]
De rebus bellicis[390]
1554[302] Giona d'Orléans, Libri tres de cultu imaginum[302] Arnold Birckmann[392] Colonia[302]
1555[190] Beda il Venerabile, Hymni[190] Georgius Cassander*[190] Colonia[190] Esistono 11 inni attribuiti a Beda in una raccolta composta da vari autori ed intitolata Hymni Ecclesiastici.[190]
1556[393] Sulpicio Severo, Chronica[393] Basilea[393] Edito da Mattia Flacio Illirico. Generalmente ma non universalmente considerata la editio princeps, poiché secondo un'altra teoria la prima edizione fu stampata a Milano nel 1479 circa, dall'italiano Bonino Mombrizio, (1424 - 1500), filologo e umanista, redattore di scritti antichi e poeta.[393] Di discendenza milanese nobile ma non ricca, Mombrizio studiò i classici latini e greci a Ferrara e ne diventò insegnante a Milano. Molto stimato per erudizione e opere letterarie, ma anche per la sua devota vita religiosa, soffrì di molti travagli ma senza influenzare la sua alacre attività letteraria. Diede un notevole contributo all'agiografia con la sua collezione di registri dei martiri e vite dei santi, che apparve col titolo: "Sanctuarium",[394] probabilmente stampata nel 1480 e redatta nel 1910 dai Benedettini dell'Abbazia di Solesmes.[395]
1558[133] Paolo Orosio, Liber Apologeticus[133] Lovanio[133] Edito da J. Costerius.[133]
1560[396] Cipriano Gallo, Heptateucos e Carmen de Sodoma[396] Guilelmus Morelius[397] Parigi[397] Dello Heptateucos, solo parti di Genesi furono qui incluse. Nel 1643 Jacques Sirmond fece alcune nuove aggiunte a Genesi e lo stesso fece nel 1724 Edmond Martène. A Parigi nel 1852, Jean-Baptiste-François Pitra nel suo Spicilegium Solesmense completò Genesi e vi aggiunse anche Esodo, Deuteronomio e Giosuè più parti di Levitico e Numeri. Pitra nel 1883 nel suo Analecta sacra et classica pubblicato a Parigi e Roma, incluse ulteriori ritrovamenti, cioè il Libro dei Giudici e altri passi da Levitico, Deuteronomio e Numeri.[396]
1560[398] Draconzio, Carmina christiana[398] Guilelmus Morelius.[398] Parigi[398]
1562[263] Firmico Materno, De errore profanarum religionum[263] Strasburgo[263] Edito da Mattia Flacio Illirico.[263]
1563[399] Beda il Venerabile[399] Joannes Hervagius[190] Basilea[399] Questa è la prima edizione completa delle opere di Beda, pubblicata in otto volumi. Sono inclusi anche un certo numero di testi di altri autori ed erroneamente attribuiti a Beda, come per es. opere di Giona di Bobbio e Wigbodus, mentre mancano alcuni titoli di Beda.[399][400][401] Questa fu la prima edizione stampata di molti titoli, comes De locis sanctis, Libri quatuor in principium Genesis, De orthographia, In primam partem Samuhelis, In Tobiam, In Proverbia, In Cantica Canticorum, Vita sancti Cuthberti prosaica, De tabernaculo, In Regum librum XXX quaestiones, Retractatio in Actus Apostolorum, In Ezram et Neemiam, De templo e Aliquot quaestionum liber.[190]
Giona di Bobbio, Vita Eustasii, Vita Bertulfi, Vita Attalae e Vita Burgundofarae[401]
Wigbodus, Commentarius in Optateuchum[402]
1564[403][404] Pseudo Cipriano, Adversus aleatores[403] e Coena Cypriani[404] Guilelmus Morelius[403] Parigi[403] Gli spuria sono inseriti in una raccolta di opere di Tascio Cecilio Cipriano.[404]
1564[405] Pseudo Tertulliano, Carmen adversus Marcionitas[405] Georg Fabricius[405] Basilea[405] Stampato come opera genuina di Tertulliano nell'antologia Poetarum Veterum Ecclesiasticorum Opera Christiana.[405]
1564[406] Querolus[406] Parigi[407] Edito da Petrus Daniel.[406]
1566[272] Cassiodoro, Institutiones divinarum litterarum[272] Christophe Plantin[272] Anversa[272] Edito dal teologo fiammingo Jacobus Pamelius.[272]
1568[408] Pseudo Fredegario[408] Basilea[408] Edito da Mattia Flacio Illirico. Il volume contiene anche la Historia Francorum di Gregorio di Tours e la editio princeps delle Continuazioni di Chronica Fredegarii. Le Continuazioni sono incomplete dato che si interrompono al Capitolo 24.[408]
1569[409] Ennodio[409] Basilea[409] Edito da Johann Jakob Grynaeus quale parte di un corpus dei padri della Chiesa e reputato di scarsa qualità. Inoltre non era completo, problema che fu poi risolto nel 1611 quando due edizioni complete furono fatte dall'accademico gesuita Andreas Schottus a Tournai e da Jacques Sirmond a Parigi.[410]
1573[225] Baudovinia[225] Laurentius Surius[225] Colonia[225] Pubblicato nella raccolta De probatis sanctorum historiis.[225]
Laurentius Surius, tradotto Lorenz Sauer,[411] (Lubecca, 1522 – Colonia, 1578) fu un agiografo certosino, storico della Chiesa.
1574[412] Venanzio Fortunato, Carminum libri octo e De vita Sancti Martini[412] Nicolò Canelles[412] Cagliari[412] Edito da Giacomo Salvatore Solanio.[412]
1577[413] Pervigilium Veneris[413] Parigi[413] Edito da Petrus Pithoeus.[413]
1579[272] Cassiodoro[272] Sebastianus Nivellius[414] Parigi[272] Prima edizione completa delle opere di Cassiodoro, fu redatta da Guilielmus Fornerius. La raccolta omette Historia Tripartita e Expositio Psalmorum, già stampata, e mancano anche le Compexiones, non ancora ritrovate; contiene comunque una quantità di opere di Cassiodoro fino ad allora disponibili solo come monoscritti, come la De Ortographia. Vengono inoltre incluse nel volume diverse opere non di Cassiodoro ma collegate alla sua epoca e ai Goti, come per es. Giordane' Getica, Panegyricus di Ennodio e gli inediti Edictum Theoderici e Lex Visigothorum.[272][414][415]
Edictum Theoderici[415]
1579[416] Aurelio Vittore, De Caesaribus[416] Anversa[416] Edito da Andreas Schottus.[416]
Origo gentis Romanae[416]
1579[417] Isidoro, Historia de regibus Gothorum, Vandalorum et Suevorum[417] Parigi[417] Edito da Petrus Pithoeus.[417]
1579[418] Res gestae divi Augusti[418] Anversa[419] Edito da Andreas Schottus. L'editore aveva ottenuto visione a Parigi di una trascrizione di Monumentum Ancyranum eseguita dal diplomatico fiammingo Ogier Ghiselin de Busbecq e la mise alla fine del volume come commento della Epitome de Caesaribus.[418]
1580[420] Calpurnio Flacco[420] Parigi[420] Edito da Petrus Pithoeus.[420]
1580[104] Isidoro[104] Parigi[421] Prima edizione dell'opera omnia di Isidoro,[104] redatta dal patrologo e teologo francese Marguerin de la Bigne. L'edizione successiva delle opere complete fu pubblicata a Madrid nel 1599 da A. Gomez e J. de Grial ed a Parigi nel 1601 da Jacques du Breuil.[421]
1580[422] Isidoro, De differentiis Libri II[422] Parigi[422] Solo il primo libro; il testo integrale fu stampato per la prima volta a Madrid nel 1599 insieme alle opere complete di Isidoro.[422]
1581[423] Corippo, In laudem Iustini Augusti minoris[423] Christophorus Plantinus[424] Anversa[425] Edito da Michael Ruizius Assagrius.[423]
1588[426] Macrobio, De verborum graeci et latini differentiis vel societatibus[426] Edito da Johannes Opsopoeus; tre anni prima Henricus Stephanus (= Henri Estienne) aveva già stampato un breve estratto della prefazione nella sua edizione delle opere di Macrobio.[426]
1588[427] Fulgentius Ferrandus, Breviatio canonum[427] Claudius Chappelet[427] Parigi[427] Edito da Petrus Pithoeus.[427]
Fulgentius Ferrandus fu un canonista e teologo della Chiesa Africana durante la prima metà del VI secolo. Fu diacono di Cartagine e probabilmente accompagnò il suo maestro e patrono, Fulgenzio di Ruspe, in esilio in Sardegna, quando i vescovi della Chiesa Africana furono banditi dalle loro sedi dal re ariano dei Vandali, Trasamondo.
Cresconio Africano, Canonum Breviarium[428]
1589[429] Fabio Planciade Fulgenzio, Expositio continentiae Virgilianae[429] Officicina Sanctandriana[429] Heidelberg[429] Edito da Jerome Commelin. Il testo è presente in un'edizione elle opere di Virgilioche contiene anche il commentario di Junius Philargyrius a Virgilio, le note di Fulvio Orsini a Servio, De orthographia di Velio Longoe anche un titolo di Cassiodoro noto come De orthographia.[429]
1596[430] Fedro[430] Troyes[430] Edito da Petrus Pithoeus.[430]
1597[431] Lucilio[431] Leida[432] Edito dallo studioso olandese Franciscus Dousa.[431]
1600[81][261] Servius Danielis[81][433] Parigi[261] Edito da Petrus Daniel come parte della sua edizione di Virgilio, alcune note in merito a Varrone da questo commentario furono pubblicate da Giuseppe Giusto Scaligero nel 1573.[81][261]
1600[434][435] Vittore Tonnennense, Chronica[434] Ingolstadt[434] Edito dal canonista e storico olandese Henricus Canisius. Insieme a questi due autori, il volume contiene anche il Synodus Bavarica e la Relatio de Legatione Constantinopolitana di Liutprando da Cremona.[434]

XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
Giovanni di Biclaro[435]
1601[436] Braulione di Saragozza, Vita Sancti Aemiliani[436] Madrid[436] Edito da Prudencio de Sandoval come parte della sua Primera parte de las fundaciones de los monesterios del glorioso padre San Benito.[436]
1602[437] Liber Pontificalis[437] Joannes Albinus[438] Magonza[437] Edito da Johannes Busaeus.[439]
1602[440] Idazio, Chronicon[440] Ingolstadt[440] Edito da Henricus Canisius, è compreso nella sua vasta e varia raccolta Antiquae Lectiones. Canisius usò una versione abbreviata della cronaca; fu solo a Roma nel 1615 che l'opera completa venne pubblicata, redatta da L. Sanllorente. Un'altra edizione completa uscì lo stesso anno a Pamplona grazie al vescovo benedettino Prudencio de Sandoval.[440]
1604[190][441] Beda il Venerabile, Vita sancti Cuthberti metrica[190] Andreas Angermarius[190] Ingolstadt[190] Edito da Henricus Canisius, viene incluso nella sua grande compilazione Antiquae Lectiones, seu antiqua monumenta ad historiam mediae aetatis illustrandam.[190] La Vita Columbae stampata qui per la prima volta, è la breve recensione della Vita del santo;[441] la recensione lunga ed il testo completo furono pubblicati per la prima volta dall'agiografo irlandese John Colgan a Lovanio nel 1647 quale parte del suo Trias Thaumaturga insieme alle vite di Patrizio d'Irlanda e Brigida.[442]
Adamnano di Iona, Vita Columbae[441]
1605[443] Alcuino, De orthographia[443] Hannover[443] Edito da Helias van Putschen. Il testo è incluso nella raccolta Gramatticae Latinae auctores antiqui ed attribuito erroneamente a Beda.[443]
1605[444] Agobardo[444] Parigi[445] Edito dalla storico e geografo francese Jean Papire Masson, che aveva ritrovato un manoscritto del IX secolo in una libreria di Lione contenente molti testi precedentemente sconosciuti. Fu seguito a Parigi nel 1666 da una migliore seconda edizione, redatta accuratamente dal chierico e bibliotecario Étienne Baluze.[446]
1608[447] Dungal di Bobbio, Responsa contra perversas Claudii Taurinensis episcopi sententias[447] Parigi[448] Edito da Jean Papire Masson.[447]
1613[449] Paolo Diacono, Gesta episcoporum Mettensium[449] Hannover[449] Edito da Marquand Freher nella collezione Corpus Francicae Historiae.[449]
1615[450] Martino di Bracara, Sententiae Patrum Aegyptiorum[450] Anversa[450] Edito da Heribert Rosweyde.[450]
1617[451] Colombano di Bobbio, Oratio Sancti Columbani[451] Nivelle[452] Parigi[452] Edito dallo storico francese André Duchesne, la preghiera di Colombano fu attribuita erroneamente ad Alcuino.[451]
Pseudo Alcuino, Officia per ferias[451]
1619[453] Adamnano di Iona, De locis sanctis[453] Ingolstadt[453] Edito dal gesuita tedesco Jacobus Gretser.[453]
1620[454] Hosidius Geta[454] Leida[454] Edito da Petrus Scriverius come parte della sua Collectanea Veterum Tragicorum aliorumque fragmenta, offre solo le prime 134 righe della Medea di Hosidius. L'editio princeps del testo integrale uscì ad Amsterdam nel 1759, redatta da Pieter Burman il Giovane quale parte della sua Anthologia Veterum Epigrammatum et Poematum.[455]
1625[456] Tertulliano, Ad nationes[456] Ginevra[456] Edito da Jacques Godefroy.[456]
1626[457] Erchemperto, Historia Langobardorum Beneventanorum[457] Napoli[457] Edito da Antonio Cacacciolo.[457]
1630[458] Pseudo Tertulliano, De execrandis gentium diis[458] Roma[458] Edito da Josephus Maria Suaresius.[458]
1633[459] Vitas patrum Emeritensium*[459] Madrid[459] Edito da Bernabé Moreno de Vargas, fu seguito da un'edizione più accurata ad Anversa nel 1638, eseguita da Thomas Tamayo de Vargas.[459]
1636[460][461] Annales Valesiani[460] Henri Valois Parigi Edito dallo storico e filologo francese Henricus Valesius (= Henri Valois). Gli Excerpta sono due testi indipendenti tratti dallo stesso e unico sopravvissuto manoscritto.[460][461]
1638[462][463] Lucio Ampelio[462] Leida[463] Edito da Claudius Salmasius come appendice alla Epitome di Floro.[462][463]
1649[464] Fulgentius Ferrandus[464] Digione[464] Edito da Pierre-François Chiffletius.[464]
Pseudo Fulgentius Ferrandus, Vita Fulgentii[464] e Liber de Trinitate[465]
1649[466] Anastasio il Bibliotecario, Chronographia Tripertita[466] Parigi[466] Edito da Carolus Annibalus Fabrotus.[466]
1650[354][467] Ratramno di Corbie, De Praedestinatione[354] Parigi[354] Edito da Gilbert Mauguin in un'antologia intitolata Veterum Auctorum qui IX saeculo de Praedestinatione et Gratia scripserunt Opera et Fragmenta.[354]
Giovanni Scoto Eriugena, De Praedestinatione Liber [467]
1652[468][469] Martino di Bracara, Opus Tripartitum[468] and De ira[469] Lione[468] Edito da Juan Tamayo de Salazar come parte della Anamnesis sive Commemorationis sanctorum hispanorum.[468]
1656[143] Boezio, De fide catholica[143] Franciscus Hackius[470] Leida[143] Edito da Renatus Vallinus. Il volume include anche Opuscula sacrae De consolatione di Boezio.[143]
1656[471] Patrizio d'Irlanda[471] Londra[472] Edito dallo storico irlandese Sir James Ware nel suo Sancto Patricio adscripta Opuscula.[472] Un'edizione bollandista seguì due anni dopo.[471]
1661[473] Cresconius, Concordia canonum[473] Parigi[473] Edito da Guilelmus Voellus e Henri Justel come appendice alla Bibliotheca iuris canonici veteris.[473]
1663[474] Passio Perpetuae[474] Giacomo Dragondelli[475] Roma[474] Un manoscritto fu ritrovato per la prima volta nel 1661 da Luca Olstenio a Montecassino. essendo morto prema della sua pubblicazione, la redazione fu completata dal gesuita Pierre Poussines, che lo pubblicò insieme a due altre opere nella collezione di manoscritti di Olstenio.[474][476]
1664[190] Beda il Venerabile, Epistula ad Plegvinam, Epistula ad Ecgbertum episcopum[190] and Historia abbatum[477] John Crook[190] Dublino[190] Edito da Sir James Ware.[190]
1666[478] Ebbone abate, Apologeticum Ebbonis[478] Parigi[479] Edito da Luc d'Achery, il testo sostenne almeno sette ristampe in collezioni storiche ed ecclesiastiche.[478] Fu stampato in una grande raccolta intitolata Spicilegium.[479]
1667[480] Colombano di Bobbio[480] Lovanio[480] Edito dal francescano irlandese Patrick Fleming nella sua Collectanea Sacra.[480] poiché Fleming era stato ucciso nel 1631, l'opera fu pubblicata da Thomas Sirinus, che aggiunse al corpus di Colombano anche Interpretatio mystica progenitorum Christi di Ailerano, un penitenziario erroneamente attribuito a Comininiano e Vita Columbani di Giona di Bobbio, quest'ultimo accuratamente commentato da Fleming, che aggiunse al commentario anche un'antica vita di Comgall di Bangor ed estratti delle vite di Cainnech di Aghabo, Kevin di Glendalough, Fintán di Taghmon e Mo Chutu di Lismore. Vite di Molua e Mochoemoc.[481]
1677[482] Pascasio Radberto, Epitaphium Arsenii[482] Parigi[483] Edito dal monaco medievista Jean Mabillon, che rinvenne l'unico manoscritto sopravvissuto, una copia del IX secolo dell'Abbazia di Corbie.[482] Viene incluso nella massiccia raccolta Acta sanctorum Sancti Benedicti.[483]
1679[484] Lattanzio, De mortibus persecutorum[484] Parigi[484] L'unico manoscritto sopravvissuto dell'opera fu ritrovato nel 1678 presso l'Abbazia di Saint-Pierre a Moissac, Francia. L'anno seguente fu redatto da Étienne Baluze con altri testi inclusi nel Miscellaneorum Liber Secundus.[484]
1681[485] Giovanni Scoto Eriugena, De divisione naturae[485] Oxford[485] Edito dal clerico antiquario inglese Thomas Gale (m. 1702). In appendice al volume è posta la traduzione di Eriugena dell'Ambigua di Massimo il Confessore.[486][487]
1688[190] Beda il Venerabile, Martyrologium[190] John van Meurs[190] Anversa[190] Edito dai gesuiti bollandisti Godfrey Henschen e Daniel Papebroch, è incluso nel secondo volume di Acta Sanctorum.[190]
1688[488] Dhuoda[488] Parigi[488] Un numero limitato di estratti dal Liber Manualis di Dhuoda furono pubblicati da Étienne Baluze quale appendice alla Marca Hispanica dell'arcivescovo cattolico Pierre de Marca. La prima edizione completa fu stampata a Parigi nel 1887 e redatta da Édouard Bondurland.[488]
1690[489] Vittore Tonnennense, De Poenitentia[489] Parigi[489] Edito dai padri benedettini della Congregazione di San Mauro, tra le opere complete di Sant'Ambrogio, ma certamente non suo.[489]
1693[190] Beda il Venerabile, In Habacuc[190] Samuel Roycroft[190] Londra[190] Edito dal bibliotecario inglese Henry Wharton, il volume includeva anche il De virginitate di Aldelmo di Malmesbury ed il Dialogus ecclesiasticae institutionis dell'arcivescovo inglese Ecgbert di York, insieme alla ristampa di Historia abbatum di Beda.[190][477]
1694[289][317] Fabio Planciade Fulgenzio, De Aetatibus Mundi et Hominis[289] Parigi[317] Edito da Hommeius.[317]

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1708[490] Andreas Agnellus[490] Modena[490] Edito da Benedetto Bacchini.[490]<br /Andreas Agnellus di Ravenna (c.805 – 846) fu sacerdote e storico della sua città, specialmente per la storia dei vescovi di Ravenna.
1721[272] Cassiodoro, Complexiones in epistolas et acta Apostolorum[272][491] Firenze[491] Edito da Francesco Scipione, marchese di Maffei, che rinvenne un manoscritto nel 1712, apparentemente opera perduta della Biblioteca Capitolare di Verona.[272]
1728[492] Andreas Bergomas[492] Lipsia[492] Edito da Joannes Burchardus Menckenius come parte della collezione Scriptores rerum germanicarum praecipue saxonicarum.[492]
1733[493] Ambrogio Autperto, Homelia de Transfiguratione Domini[493] Parigi[494] Edito da Edmond Martène e dal benedettino francese Ursin Durand nell'antologia Veterum scriptorum amplissima collectio.[493]
1759[495] Martino di Bracara, De correctione rusticorum[495] Madrid[495] Edito dall'agostiniano spagnolo Enrique Flórez quale parte della sua España Sagrada.[495]
1760[398] Draconzio, Orestis tragoedia[398] Berna[398] Edito da J. B. Sinner. Questa edizione presentò solo i versetti 1-2 e 752-770; i primi 53 furono pubblicati per la prima volta da Angelo Mai, mentre il poema completo fu pubblicato a Jena nel 1858, edito da Karl Wilhelm Ludwig Müller.[398]
1775[496] Braulione di Saragozza, Epistularium[496] Madrid[496] Edito dall'agostiniano spagnolo Manuel Risco come parte della sua España Sagrada.[496]
1777[302] Alcuino, Epistulae[302] Ratisbona[302] Edito da Froben Forster.[302]

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1815[497] Frontone[497] Milano[497] Edito da Angelo Mai che trovò il testo in un palinsesto. Insieme a Frontone, Mai pubblicò le lettere di Marco Aurelio, Lucio Vero e Antonino Pio. Una nuova edizione aumentata fu pubblicata da Mai nel 1823.[497][498]
1815[499] Simmaco, Orationes[499] Milano[499] Edito da Angelo Mai che trovò il testo nel palinsesto di Bobbio che doveva usare anche per Frontone e Cicerone. Una nuova edizione fatta a Roma da Mai nel 1825 utilizzò un nuovo testo vaticano, aggiungendoci quindi del nuovo materiale prima sconosciuto.[499]
1817[500] Cicerone, Pro Marco Tullio[500] Milano[500] Edito da Angelo Mai combinando un palinsesto di Milano con frammenti di Torino.[500] Sopravvive soltanto in frammenti.[501]
1817[297] Julius Valerius Alexander Polemius, Res gestae Alexandri Macedonis[297] Venezia[297]
1820[502] Flavio Cresconio Corippo, Johannis[502] Milano[502] Edito da Pietro Mazzucchelli.[502]
1822[503] Cicerone, De re publica[503] Roma[498] Edizione basata su un palinsesto rinvenuto presso la Biblioteca Vaticana da Angelo Mai. Dei sei libri originale, l'edizione conteneva gran parte dei primi due e meno degli altri tre successivi. Il Somnium Scipionis dell'ultimo libro fu conservato indipendentemente.[503]
1833-1838[504] Giovanni Scoto Eriugena, Carmina[504] Roma[504] Edito da Angelo Mai quale parte della raccolta antologica Classi auctores e codicibus Vaticanis editi. Una raccolta completa delle poesie di Eriugena fu redatta a Parigi nel 1853 dal teologo tedesco Heinrich Joseph Floss per la Patrologia Latina.[504]
1849[505] Giovanni Scoto Eriugena, Commentarius In Iohannem[505] Parigi[505] Il manoscritto originale fu trovato da Félix Ravaisson, che lo incluse nel Catalogue general des manuscrits des bibliothèques publiques des départements.[505]
1852[506] Aethicus Ister[506] Parigi[506] Edito da Armand D'Avezac e presentato come appendice alle sue Mémoire sull'autore e le sue opere.[506]
1853[507] Giovanni Scoto Eriugena, Ex positiones in Ierarchiam Coelestem[507] Paris[507] Edito da Heinrich Joseph Floss e incluso nella Patrologia Latina.[507]
1854[508] Origo gentis Langobardorum[508] Torino[508] Edito da Carlo Baudi di Vesme come parte dei suoi Edicta Regum Langobardorum, volume della serie Monumenta Historiae Patriae.[508]
1870[509] Anthimus[509] Berlino[509] Edito dal critico tedesco Valentin Rose (1829–1916). Il suo trattato De observatione ciborum si trova in una raccolta generica intitolata Anecdota Graeca et Graecolatina.[509]
1870[510] Braulione di Saragozza, Confessio vel Professio Iudaeorum civitatatis Toletanae[510] Madrid[511] Edito da Fidel Fita nella rivista accademica spagnola Ciudad de Dios.[510]
1879[272] Cassiodoro, Ordo generis Cassiodororum[272] Lipsia[272] Sopravvive solo nell'epitome comunemente intitolata Anecdoton Holderi e redatta dal filologo tedesco Hermann Usener.[272]
1879[512] Cassio Felice[512] B. G. Teubner[513] Lipsia[513] Edito da Valentin Rose.[512]

Traduzioni latine[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
c.1466[514] Giovanni Crisostomo, Nonaginta homiliae in Mattheum[514] Johannes Mentelin[514] Strasburgo[514] Traduzione latina di Giorgio di Trebisonda. La traduzione fu eseguita tra il 1448 ed il 1450.[514]
1469[35][515] Alcino[36] Sweynheym & Pannartz[516] Roma[516] Tradotto prima del 1461 dal pisano Pietro Balbi con dedica a Nicola Cusano. Questo autore viene incluso nella editio princeps delle opere di Apuleio redatte da Giovanni Andrea Bussi.[515][517]
1470[75] Eusebio, Praeparatio evangelica[75] Nicolaus Jenson[75] Venezia[75] Tradotto da Giorgio di Trebisonda tra il 1448 ed il 1450. L'edizione omette l'ultimo dei 15 libri, a causa dell'utilizzo di un manoscritto incompleto. Iniziando con quella di Andrea Contrario del 1454, questa traduzione fu oggetto di molte critiche.[514][518]
1471[37] Corpus hermeticum[37] Gerardus de Lisa Treviso[37] Traduzione completata da Marsilio Ficino nel 1463 a seguito di richiesta da parte di Cosimo de' Medici. Il volume, intitolato Pimander, sive De potestate et sapientia Dei, include solo la traduzione di 14 dei 18 testi che compongono il Corpus Hermeticum.[519][520][521]
1472 Diodoro Siculo Poggio Bracciolini Traduzione latina parziale; edizione completa 1559[522]
1475[514] Aristotele, Rhetorica[514] Iohannes Stoll e Petrus Caesaris Wagner[514] Parigi[514] Traduzione latina di Giorgio di Trebisonda. La traduzione fu completata tra il 1443 ed il 1446.[514]
1481[147] Temistio, De anima[147] Treviso[523] Tradotto e redatto da Ermolao Barbaro il Giovane, con dedica all'umanista Giorgio Merula.[147][523]
1482 Euclide Erhard Ratdolt Edizione latina.[524]
Erhard Ratdolt (1442–1528) fu uno dei primi tipografi tedeschi di Augusta. Attivo come tipografo a Venezia dal 1476 al 1486 e dopo ad Augusta. Dal 1476 al 1478 entro in società con altri due tipografi tedeschi.
1484 Platone Laurentius de Alopa Firenze Opera Omnia edizione latina. Tradotta da Marsilio Ficino.[525]
1492 Santa Brigida, Revelationes Lubecca Edizione originale in lingua svedese (completata nel 1373), tradotta in latino dal confessore di Santa Brigida, Alfonso de Pecha (1330-1389), e poi stampata nel 1492 dai monaci brigidini di Vadstena[526].
1498[527] Aristotele, Ars Poetica[527] Tradotto da Giorgio Valla[527]
1527 Filone di Alessandria Adam Petri Basilea Edito da Johann Sichard (Sichardus).[528] Prima parte pubblicata da Agostino Giustiniani (Iustianus), O.P. a Parigi (1520)[529]
1558 Marco Aurelio, Meditations Andreas Gessner Zurigo Edito e tradotto in latino da Guilielmus Xylander (titolo: De seipso, seu vita sua, libri 12)
1562 Sesto Empirico Henri Estienne[530] Ginevra Traduzione latina dei "Lineamenti pirroniani" di Sesto, seguita da un'edizione latina completa di Sesto - traduttore: Gentian Hervet, teologo cattolico francese (1569).[531] Petrus e Jacobus Chouet pubblicarono il testo greco per la prima volta nel 1621.
1575 Diofanto di Alessandria Eusebius Episcopius & erdi di Nicolaus Episcopius Basilea Edizione di Rerum Arithmeticarum Libri sex tradotta da Guilielmus Xylander[532]

Opere greche[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1488[533] Omero[533] Demetrius Damilas[534] Firenze[533] Redatto da Demetrio Calcondila (Δημήτριος Χαλκοκονδύλης), il libro fu stampato usando caratteri greci che Demetrius Demilas aveva precedentemente usato a Milano. Il progetto editoriale fu completato grazie al supporto finanziario di Giovanni Acciaiuoli ed al patronato di Neri e Bernardo de' Nerli insieme a Piero de' Medici, al quale venne dedicato in prefazione. L'edizione include, oltre alla Iliade e all'Odissea, anche i cosiddetti Inni omerici, la Batracomiomachia e passi omerici tratti da Plutarco, Erodoto e Dione Crisostomo.[533][534]
c.1493 Esiodo, Le opere e i giorni Demetrio Calcondila
1493 Isocrate Demetrio Calcondila Milano
1495–1498 Aristotele Aldo Manuzio[535]
1496 Apollonio Rodio Lorenzo di Alopa Firenze Edito da Andrea Giovanni Lascaris.
Lorenzo di Alopa, più comunemente noto col nome latino di Laurentius Francisci di Alopa, originario di Venezia, si dedicò alla stampa di incunaboli a Firenze verso la fine del XV secolo. Non si conoscono le date di nascita e morte.
1496 Luciano di Samosata Firenze[536]
1498 Aristofane Aldo Manuzio I testi di tutte le commedie di Aristofane e i relativi scoli furono redatti da Marco Musuro
1499 Alcifrone
1502 Sofocle
1503 Euripide Aldo Manuzio
1504 Quinto Smirneo Aldo Manuzio
1513 Lisia Aldo Manuzio
1513 Pindaro Aldo Manuzio
1513 Licofrone Aldo Manuzio
1513 Platone Aldo Manuzio[537] Venezia Edito da Marco Musuro con prefazione inclusiva di Ὀδὴ εἰς Πλάτονα, poema elegiaco rinascimentale dedicato al filosofo e scritto da Musuro stesso.
1516 Senofonte Filippo Giunti[538] Firenze La pressa di Filippo Giunti (1450–1517) e Bernardo Giunti (1487–1551)[539] era un'importante impresa tipografica di Firenze del XVI secolo.[540] La prima pressa dei Giunti fu installata a Venezia di Luca Antonio Giunti il Vecchio (1457–1538), fiorentino. I Giunti controllavano anche u na pressa a Lione. A Venezia la tipografia dei Giunti fu tra le più attive nella pubblicazione ed esportazione di testi liturgici per l'Europa cattolica.[541] A Firenze i Giunti cercarono di ottenere il monopolio delle pubblicazioni musicali. Prominente tra le produzioni della tipografia furono i bandi e le leggi promulgate dal Granducato di Toscana, per il quale i Giunti praticamente fungevano da pressa ufficiale.
1516 Nuovo Testamento Johann Froben Basilea L'edizione di Erasmo da Rotterdam si intitolava Novum Instrumentum omne; 2ª ed. 1519, 3ª ed. 1522, vedi Textus Receptus. Il testo greco del NT del Cardinal Francisco Jiménez de Cisneros - la Bibbia Poliglotta Complutense - fu in verità stampato prima dell'edizione di Erasmo, sebbene la sua pubblicazione venisse ritardata.
1516[134] Strabone[134] Venezia[134]
1518 Eschilo Aldina
1520 Septuaginta Bibbia Poliglotta Complutense
1526 Ireneo di Lione Erasmo da Rotterdam Basilea[542]
1525 Galeno Aldina[543][544] Venezia
1533 Diogene Laerzio Johann Froben Basilea Testo greco completo[545]
1533 Euclide, Elementi Johann Herwagen[546] Basilea Prima edizione greca, redatta da Simon Grynaeus[547][548]
1544[549] Eusebio, Historia Ecclesiastica e Vita Constantini[549] Robert Estienne[549] Parigi[550] Estienne inserì in un singolo volume di larga misura (in formato 2º) opere di Eusebio, Socrate, Sozomeno, Evagrio Scolastico, Teodoreto di Cirro e Teodoro Lettore. I manoscritti usati sembrano esser stati il Codex Regius e ile Codex Medicaeus.[549]
Socrate Scolastico[549]
Sozomeno[549]
Evagrio Scolastico[549]
Teodoreto di Cirro,[549] Historia Ecclesiastica[551]
Teodoro Lettore,[549] Excerpta dalla sua Historia Ecclesiastica perduta[551]
1544[549] Eusebio, Demonstratio Evangelica[549] Robert Estienne[549] Parigi
1544 Flavio Giuseppe Hieronymus Froben Prima edizione greca redatta da Arnoldus Arlenius Peraxylus, (c. 1510 - 1582), nato Arndt o Arnout van Eyndhouts o van Eynthouts, noto anche come Arnoud de Lens, che fu un filosofo e poeta umanista olandese del Rinascimento.
1546[549] Eusebio, Praeparatio evangelica[549] Robert Estienne[549] Parigi
1551 Appiano di Alessandria[552] Charles Estienne Parigi Charles Estienne (1504–1564) fu uno dei primi esponenti della scienza di anatomia in Francia. Fratello minore del tipografo Robert Estienne e figlio dell'altro tipografo Henri Estienne, che latinizzò il nome di famiglia in Stephanus. Studiò medicina e divenne dottore a Parigi.
1552 Filone Adrianus Turnebus Per le opere esistenti solo in manoscritto latino vedi 1527
1553 Sinesio di Cirene Adrianus Turnebus
1569 Nonno di Panopoli
1572 Plutarco Henri Estienne[553]
1580 Plotino, Enneadi Pietro Perna Basilea Con traduzione latina di Marsilio Ficino.
Pietro Perna (1519 – 1582) fu un tipografo italiano del tardo Rinascimento a Basilea. I suoi libri promuovevano pensatori italiani eretici sociniani e la teoria della Tolleranza religiosa.
1598 Longo Sofista
1655 Teofane Confessore J. Goar [554]
1661 Ippolito di Roma, Antichrist Marquard Gude Marquard Gude (Gumus) (1635 – 1689), archeologo e accademico classico tedesco, famoso per la sua collezione di iscrizioni greche e latine.
1733 Giuseppe Genesio Stephan Bergler Stephan Bergler (c. 1680 - 1738) fu un accademico classico e antiquario della Transilvania.
1750 Caritone Pierre Mortier
1850 Iperide Churchill Babington [555]
1891 Eroda Frederic George Kenyon[556] Transcritto da papiro.
1897 Bacchilide Frederic George Kenyon Bacchilide, in greco Βακχυλίδης (Isola di Ceo, 516451 a.C.), fu un poeta del genere lirico, nipote di Simonide e coetaneo di Pindaro, suo rivale in poesia.

Altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1520-3 Talmud Daniel Bomberg Venezia Si veda "Stampa e pubblicazione del Talmud di Bomberg".
1524–25 Bibbia (HE) Daniel Bomberg Venezia L'edizione include note masoretiche, i Targum aramaici e il commentario di Rashi, cfr. Mikraot Gedolot.
1549 Sefer Yetzirah Mantova Si veda "Manoscritti". L'edizione include la versione corta con 5 commentari e in appendice la versione lunga.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Documenti del Comune di Milano.
  2. ^ Si veda Giuseppe Mezzanotte, "Pier Candido Decembrio e la Vita del Petrarca attribuita a Antonio da Tempo", in Studi Petrarcheschi, nuova serie, 1984, pp. 211-224.
    « si steva a millano per la maggior parte hebbe la sua habitatione in villa lungo da la città miglia IIII, a uno luoco ditto inferno: dove la casa dallui assai moderatamente edificata anchora si vede »
  3. ^ Le liste riportate non sono esclusive e/o complete. Nomi di autori e tipografi a volte sono riportati in latino e greco.
  4. ^ Gutenberg stampa la Sacra Bibbia, venditastampeantiche.com. URL consultato il 7 giugno 2016.
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