Editio princeps

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Frontespizio dell'editio princeps della Divina Commedia (Foligno 11 aprile 1472).

La editio princeps (dal latino; plurale editiones principes) è la prima edizione a stampa di un'opera apparsa precedentemente all'invenzione della stampa e tramandata manoscritta sino ad allora. L'opera è stampata nella stessa lingua in cui fu originariamente scritta dal suo autore e pertanto l'editio princeps non è mai una traduzione.

L'espressione[1] è usata per i testi dell'antichità e del Medioevo e soprattutto per le opere latine e greche, ma, con lo stesso criterio appena enunciato, vale anche per le opere italiane (e di altre lingue) tramandate manoscritte sino all'invenzione della stampa. Perciò si parla correttamente di editio princeps della Divina Commedia di Dante Alighieri (mentre non è corretto parlare di editio princeps de I promessi sposi di Alessandro Manzoni).[2]

Molte editiones principes furono curate da grandi umanisti, come Demetrio Calcondila, Andrea Giovanni Lascaris, Marco Musuro, Marsilio Ficino, Beato Renano e tanti altri. Talvolta fanno riferimento ad esse le suddivisioni in capitoli e paragrafi che troviamo comunemente riportate nelle edizioni attuali.

A partire dalla fine dell'Ottocento, alcuni ritrovamenti papiracei avvenuti in Egitto, soprattutto a Ossirinco, hanno permesso di pubblicare opere altrimenti perdute di autori greci come Bacchilide, Eroda e Menandro: tali edizioni sono a tutti gli effetti editiones principes. Lo stesso discorso va fatto per i papiri ercolanesi, il cui svolgimento sta riportando alla luce opere filosofiche epicuree.

Importanza[modifica | modifica wikitesto]

L'editio princeps è sempre imprescindibile per l'edizione critica di un testo, anche se non è necessariamente la redazione più attendibile di quel testo, per vari motivi. In particolare, se il testo ha una lunga tradizione di redazioni manoscritte, è possibile (e piuttosto probabile) che la prima redazione a stampa sia stata realizzata senza un accurato confronto delle fonti. Altri due motivi possono essere indicati nella fretta di pubblicare e diffondere i testi con il nuovo sistema di produzione appena inventato (la stampa a caratteri mobili) e nella gara fra i tipografi per essere i primi a stampare questo o quel classico. Infine, nessun'opera a stampa, come qualunque altra realizzazione umana, è esente da errori.

Molte editiones principes attestano un testimone della tradizione poi andato perduto. Manca per le vicissitudini del tempo, o perché l'hanno rovinato i tipografi nell'uso o è stato deliberatamente distrutto da essi dopo la prima stampa, divenuto inutile ai loro occhi. In qualche caso, addirittura, l'editio princeps fu redatta sull'unico testimone esistente poi scomparso: in questo caso ha il massimo valore che un'edizione può avere.

Qui di seguito appare un elenco di editiones principes suddivise per lingua[3]. Avvertenza:

  • Le sezioni delle opere latine sono state scorporate per la loro mole;
  • La sezione delle opere greche è completata da un elenco di "Traduzioni latine precedenti", storicamente rilevanti perché precedettero le editiones principes dei testi greci (il che avvenne in molti casi, sia perché il latino era più conosciuto sia perché i caratteri greci erano rari almeno nel Quattrocento), ma che non sono editiones principes in senso stretto, cioè non furono la prima edizione a stampa del testo originale.

Opere latine[modifica | modifica wikitesto]

Incunaboli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Editiones principes di opere latine - Incunaboli.

Cinquecentine[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Editiones principes di opere latine - Cinquecentine.

Dal XVII al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Editiones principes di opere latine - XVII-XIX secolo.

Opere greche[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1488 Omero, Opera omnia Demetrius Damilas Firenze A cura di Demetrio Calcondila (Δημήτριος Χαλκοκονδύλης)[4]. Il libro fu stampato usando i caratteri greci che Demetrius Damilas[5] aveva precedentemente usato a Milano. Il progetto editoriale fu completato grazie al supporto finanziario di Giovanni Acciaiuoli e al patronato di Neri e Bernardo de' Nerli insieme a Piero de' Medici, al quale venne dedicato in prefazione. Oltre all'Iliade e all'Odissea, l'edizione include anche i cosiddetti Inni omerici e la Batracomiomachia. Data nel colophon: 9 dicembre 1488.
circa 1493 Esiodo, Le opere e i giorni Demetrio Calcondila
1493 Isocrate Demetrio Calcondila Milano
1495 Teodoro Prodromo, Galeomyomachia Aldo Manuzio Venezia Pubblicata anonima e senza data, con una prefazione di Aristobulo Apostolio. Trattasi di una delle primissime e più rare aldine.
1495-1498 Aristotele, Opera Aldo Manuzio Venezia Comprende tutte le opere di Aristotele in cinque volumi, tranne la Poetica e la Retorica, e quelle di Teofrasto, tranne i Caratteri.[6] Si tratta della prima opera completa uscita dalla tipografia di Aldo Manuzio. L'edizione verrà sostituita definitivamente solo nel XIX secolo, con quelle di I. Bekker e J. G. Schneider[7].
1496 (1495 m.v.) Teocrito, Idilli Aldo Manuzio Venezia Contiene 30 idilli; comprende altre opere di Esiodo, Teognide e Dionisio Catone. Sette idilli erano stati latinizzati da Martino Filetico nel 1482 (v. Infra).
1496 Apollonio Rodio, Le Argonautiche Lorenzo d'Alopa Firenze A cura di Janus Lascaris.
1496 Luciano di Samosata, Dialoghi Lorenzo d'Alopa Firenze A cura di Janus Lascaris.
1498 Aristofane, Commedie Aldo Manuzio Venezia A cura di Marco Musuro, che scrisse la Prefazione ed inserì dotti scholia a margine del testo.
1499 Alcifrone, Lettere Aldo Manuzio Venezia A cura di Marco Musuro. Sta in: Epistolae diversorum philosophorum, oratorum, rhetorum sex & viginti. Contiene solo le lettere che nelle edizioni moderne costituiscono i primi due libri. Altre settantadue lettere, provenienti da manoscritti viennesi e vaticani, sono state pubblicate nel 1715 (v. infra) da Stephan Bergler, a costituirne il terzo libro.
1502 Sofocle Aldo Manuzio Venezia
1502 Giulio Polluce, Onomastikon[8] Aldo Manuzio Venezia
1503 Euripide Aldo Manuzio Venezia
1504 Quinto Smirneo Aldo Manuzio Venezia
1508 Rhetores Graeci Aldo Manuzio Venezia Due volumi, contenenti, tra l'altro, la Poetica e la Retorica di Aristotele.
1513 Lisia Aldo Manuzio
1513 Pindaro Aldo Manuzio
1513 Licofrone Aldo Manuzio
1513 Platone Aldo Manuzio Venezia A cura di Marco Musuro.
1514 Esichio, Lexicon[9] Aldo Manuzio Venezia A cura di Marco Musuro. Fu ristampata nel 1520 e 1521 con leggere revisioni.
1516 Senofonte, Opera omnia Filippo Giunti Firenze Al colophon: «Impressum Florentiae in Aedibus Philippi iuntae florentini anno a salutifera incarnatione. M.D.XVI. Quarto cal. Iunii». Lo stampatore Filippo Giunta o Giunti il Vecchio (Firenze, 1450-1517).
1516 Nuovo Testamento Johann Froben Basilea L'edizione di Erasmo da Rotterdam si intitolava Novum Instrumentum omne (vedi Textus Receptus). Il testo greco del NT del Cardinal Francisco Jiménez de Cisneros - la Bibbia Poliglotta Complutense - fu stampato prima dell'edizione di Erasmo, sebbene la sua pubblicazione venisse ritardata.
1516 Pausania,

Periegesi della Grecia

eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano Venezia A cura di Marco Musuro.
1516 Strabone, Geografia eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano Venezia A cura di Benedetto Tirreno.[10]
1518 Eschilo eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano Venezia
1520 Septuaginta Bibbia Poliglotta Complutense
1521 Alcino,

Epitoma disciplinarum Platonis

eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano Venezia A cura di Francesco Torresano. È l'editio princeps del testo originale greco, contenuta in coda all'edizione aldina delle opere di Apuleio, col titolo Isagogicus liber Platonicae philosophiae per Alcinoum philosophum Graece impressus. La traduzione latina di Pietro Balbi era già uscita nel 1469 (v. infra).
1526 Ireneo di Lione[11] Basilea A cura di Erasmo da Rotterdam.
1525 Galeno[12] eredi di Aldo Manuzio e Andrea Torresano Venezia
1530 Polibio, Storie Johann Setzer[13] Haguenau (Alsazia) A cura di Vincentius Opsopoeus
1533 Tolomeo, Geografia Hieronymus Froben e Nikolaus Episcopius Basilea A cura di Erasmo da Rotterdam. Fu preceduta dalla traduzione latina di Jacopo d'Angelo stampata per la prima volta a Vicenza da Hermann Lichtenstein nel 1475 (v. infra).
1533 Diogene Laerzio[14] Johann Froben Basilea
1533 Euclide, Elementi Johann Herwagen Basilea A cura di Simon Grynaeus (1493-1541).[15]
1533 Teofilo Antecessor, Parafrasi greca delle Istituzioni Basilea A cura di Viglius van Aytta.
1534 Eliodoro, Etiopiche Johann Herwagen Basilea A cura di Vincentius Opsopoeus.
1539 Diodoro Siculo, Biblioteca storica, XVI-XX Johannes Oporinus Basilea A cura di Vincentius Opsopoeus. Contiene solo cinque dei quindici libri superstiti; gli altri dieci furono pubblicati nel 1559 (v. infra).
1544 Eusebio, Historia Ecclesiastica e Vita Constantini Robert Estienne[16] Parigi Unico volume in-folio, contenente opere di Eusebio, Socrate, Sozomeno, Evagrio Scolastico, Teodoreto di Cirro e Teodoro Lettore. I manoscritti usati sembrano esser stati il Codex Regius e il Codex Medicaeus.
Socrate Scolastico
Sozomeno
Evagrio Scolastico
Teodoreto di Cirro, Historia Ecclesiastica[17]
Teodoro Lettore, Excerpta dalla sua Historia Ecclesiastica perduta[17]
1544 Eusebio, Demonstratio Evangelica Robert Estienne Parigi
1544 Flavio Giuseppe, Opera omnia Hieronymus Froben e Nikolaus Episcopius Basilea A cura di Arnoldus Arlenius Peraxylus (ca. 1510-1582), noto anche come Arnoud de Lens, filosofo e umanista olandese.
1545 Claudio Eliano, Variae Historiae[18] Antonio Blado Roma A cura di Camillo Perusco.
Ps.-Melampus, Divinatio ex palpitatione[19]
1545 Euripide, Elettra Roma[20] A cura Piero Vettori.[21]
1546 Eusebio, Praeparatio evangelica Robert Estienne Parigi
1546-1547 Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane Robert Estienne Parigi
1548 Porfirio, De abstinentia Giunti[22] Firenze A cura di Piero Vettori. Il volume conteneva anche le Sententiae di Porfirio, la Vita Porphyrii di Eunapio (che fa parte delle sue Vitae sophistarum) e i Commentari al De Partibus Animalium di Aristotele di Michele di Efeso.[23]
1551 Appiano di Alessandria, Historia Romana, VIII, XI-XVII. Charles Estienne Parigi A cura dello stesso Carolus Stephanus. Mancano i libri VI (Iberico) e VII (Annibalico), che furono editi nel 1557 a Ginevra da Henri Estienne, e il libro IX (Illirico), che fu edito nel 1599 ad Augusta da Hans Schultes a cura di David Hoeschel.[24]
1552 Filone di Alessandria, Opera varia Adrianus Turnebus e Robert Estienne Parigi A cura dello stesso Adrien Turnèbe. Per altre opere varie di Filone in traduzione latina, vedi 3.1 (1527).
1552 Teofrasto, I Caratteri eredi di Aldo Manuzio Venezia A cura di Giovanni Battista Camozzi, nel tomo IV della cosiddetta Aldina altera delle opere di Aristotele.[25]
1553 Sinesio di Cirene, Opera varia Adrien Turnèbe Parigi A cura dello stesso Adrianus Turnebus.
1554 Anacreonte Henri Estienne Parigi A cura dello stesso Henricus Stephanus. Sono le cosiddette Anacreontee.
1554 Proclo, Paraphrasin Tetrabibli[26] Basilea A cura di Filippo Melantone.
1554 Corpus Hermeticum[27][28] Guillaume Morel presso Adrianus Turnebus[29] Parigi L'opera fu stampata in greco con traduzione latina a fronte. È composta da 18 libri: i primi 14 appartengono a un manoscritto bizantino dell'XI secolo. Nel 1482 Ludovico Lazzarelli aggiunse tre libri (l'Asclepio). Nel 1554 il Turnebus pubblicò per primo il testo greco. Inserì dopo il XIV libro un altro trattato, pertanto i tre libri del Lazzarelli furono numerati XVI, XVII e XVIII. La versione latina dei primi quattordici libri è quella realizzata da Ficino nel 1460-63 (Pimander)[27].
1558 Marco Aurelio, Meditationes Andreas Gessner Zurigo A cura di Conrad Gessner, con la traduzione latina di Guilielmus Xylander. Titolo al frontespizio: De seipso seu vita sua libri XII. Data nella prefazione.
1559 Diodoro Siculo, Biblioteca storica, I-V e XI-XV Henri Estienne Ginevra A cura dello stesso Henricus Stephanus. Contiene tutti e quindici i libri superstiti, cinque dei quali (XVI-XX) erano però già stati pubblicati nel 1539 (v. supra), mentre una traduzione latina dei primi cinque era stata edita nel 1472 (v. infra).
1567 Ipparco di Nicea, In Arati et Eudoxi Phaenomena commentarium[30] Firenze A cura di Piero Vettori.[31]
1569 Nonno di Panopoli, Dionysiaca Christophe Plantin Anversa A cura di Gerardus Falckenburg (ca. 1538-1578).[32][33]
1572 Plutarco[34] Henri Estienne
1573 Eliodoro di Larissa, Capita opticorum[35] Giunti Firenze Testo critico e traduzione latina a cura di Egnazio Danti.
1580 Plotino, Enneadi Pietro Perna Basilea Con la traduzione latina di Marsilio Ficino.
1581 Giovanni Ciparissiota, Expositio materiaria eorum quae de Deo a theologis dicuntur Domenico Basa Roma Con la traduzione latina di Francisco Torres.
1598 Longo Sofista, Dafni e Cloe Filippo Giunti Firenze
1612 Diogeniano, Proverbia[36] Anversa A cura di Andreas Schottus.
1615 Chronicon Paschale[18] Monaco A cura di Matthäus Rader.
1616 Niceforo I di Costantinopoli, Breviarium historicum[37] Sébastien Chappelet Parigi A cura di Denis Pétau.[37]
1621 Sesto Empirico, Opera omnia Pierre e Jacques Chouet Ginevra Sul frontespizio: «Graece nunc primum editum». Le traduzioni latine delle Pyrrhoniae hypotyposes e degli Adversus mathematicos furono pubblicate rispettivamente nel 1562 e nel 1569 (v. infra).
1621 Diofanto di Alessandria, Arithmeticorum libri sex Sébastien Cramoisy Parigi Con la traduzione latina di Guilielmus Xylander.
1623 Procopio, Storia segreta Jean Jullieron Lione A cura di Nicolò Alemanni.[38] Pubblicata a spese del libraio e editore romano Andrea Brugiotti.
1630 Giovanni Filopono, De opificio mundi Gregor Gelbhaar Vienna A cura di Balthasar Cordier (col titolo De mundi creatione).[39]
1633 Giovanni Climaco, Opera omnia Sébastien Cramoisy Parigi Con la traduzione latina di Matthäus Rader (1561-1634).
1644 Arriano, Cynegeticus Parigi A cura di Luca Olstenio.
1655 Teofane Confessore Bartolomeo Javarina Venezia A cura di Jacques Goar.
1661 Ippolito di Roma, De Antichristo Marquard Gude Marquard Gude (Gumus) (1635 – 1689), archeologo e accademico classico tedesco.
1715 Alcifrone, Lettere Thomas Fritsch Lipsia A cura di Stephan Bergler. Sono pubblicate per la prima volta settantadue lettere, provenienti da manoscritti viennesi e vaticani, che costituiscono il terzo libro. I primi due libri erano già stati editi nel 1499 (v. supra).
1715 Dionisio Trace, Techne grammatike[40] Hamburg A cura di Johann Albert Fabricius (come vol. VII della sua Bibliotheca Graeca).
1733 Giuseppe Genesio Stephan Bergler Stephan Bergler (c. 1680 - 1738) fu un accademico classico e antiquario della Transilvania.
1750 Caritone, Cherea e Calliroe Pieter Mortier Amsterdam A cura di Jacques Philippe d'Orville.
1780 Omero, Inno a Cerere Samuel et Johannes Luchtmans Leida A cura di David Ruhnken (1723-1798).
1791 San Gregorio II di Agrigento, Libri decem explanationis Ecclesiastae Fratelli Coleti Venezia Testo critico, traduzione latina e note a cura di Stefano Antonio Morcelli. Comprende anche una traduzione latina della Vita greca di san Gregorio attribuita a Leonzio, abate del monastero di San Saba a Roma.[41].
1850 Iperide, Contro Demostene John W. Parker e George Bell Londra Edizione da un papiro scoperto a Tebe in Egitto nel 1847, a cura di Churchill Babington.
1853 Iperide, Per Licofrone e Per Euxenippo University Press Cambridge Edizione da un papiro scoperto a Tebe in Egitto nel 1847, a cura di Churchill Babington.
1891 Eroda, Mimiambi British Museum Londra Edizione da un papiro conservato nel British Museum (P. Lond. Lit. 135), a cura di Frederic George Kenyon[42].
1891 Iperide, Contro Filippide British Museum Londra Edizione da un papiro conservato nel British Museum (P. Lond. Lit. 134), a cura di Frederic George Kenyon.
1897 Bacchilide, Epinici e Ditirambi Horace Hart Oxford Edizione da un papiro conservato nel British Museum, a cura di Frederic George Kenyon.
1958 Menandro, Dyskolos Bibliotheca Bodmeriana Cologny Edizione da un papiro della collezione Bodmer, a cura di Victor Martin, con traduzione francese, inglese e tedesca.

Traduzioni latine precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
circa 1466 Giovanni Crisostomo, Nonaginta homiliae in Mattheum Johannes Mentelin Strasburgo Traduzione latina di Giorgio di Trebisonda,[43] eseguita tra il 1448 ed il 1450.
1469 Alcino,

Epitoma disciplinarum Platonis

Sweynheym e Pannartz Roma Traduzione latina di Pietro Balbi,[44] con dedica a Nicola Cusano. È inclusa nell'editio princeps delle opere di Apuleio, a cura di Giovanni Andrea Bussi (vai a Opere latine - Incunaboli).
1469 Strabone, Geografia Sweynheym e Pannartz Roma Traduzione latina di Guarino Veronese (libri I-X) e Gregorio Tifernate (libri XI-XVII). A cura di Giovanni Andrea Bussi.[45]
1470 Eusebio, Praeparatio evangelica Nicolaus Jenson[46] Venezia Traduzione latina di Giorgio di Trebisonda,[43] eseguita tra il 1448 ed il 1450. L'edizione omette l'ultimo dei 15 libri, a causa dell'utilizzo di un manoscritto incompleto. Iniziando con quella di Andrea Contrario del 1454, questa traduzione fu oggetto di molte critiche.[47]
1471 Pimander[48] Gherardo de Lisa (Geraert van der Leye)[49] Treviso Traduzione latina di Marsilio Ficino su committenza di Cosimo de' Medici, completata nel 1463. Il volume, il cui titolo per esteso è Pimander, sive De potestate et sapientia Dei, è la traduzione di 14 dei 18 testi che compongono il Corpus Hermeticum.[50][51]
1472 Diodoro Siculo, Biblioteca storica, I-V Baldassarre Azzoguidi Bologna Traduzione latina di Poggio Bracciolini.[52] Contiene solo i primi cinque libri. L'editio princeps del testo originale greco fu pubblicata nel 1559 (v. supra).
1472 Appiano di Alessandria, Storia romana Vindelino da Spira Venezia Traduzione latina di Pier Candido Decembrio. Comprende, oltre alla Praefatio, i libri completi Libico (VIII), Siriaco (XI), Mitridatico (XII) e i cinque delle Guerre civili (XIII-XVII), con frammenti ed excerpta del Celtico (IV) e dell'Illirico (IX).[53]
1473 Polibio, Historiarum libri quinque in Latiam conuersi linguam Sweynheym e Pannartz[13] Roma Traduzione latina di Niccolò Perotti[13]. Uscita nel 1473, l'opera fu finita di stampare "giovedì 31 dicembre 1472".
1474 Omero, Iliade Henricus Coloniensis & Statius Gallicus Brescia Traduzione latina di Lorenzo Valla. Data nel colophon: «VIII Kalendas decembris 1474».
1474 Eusebii Caesariensis historia ecclesiastica e graeco latine reddita, interprete Rufino Gerardus de Leempt Utrecht Traduzione latina di Tirannio Rufino[54].
1475 Tolomeo, Geografia Hermann Lichtenstein Vicenza Traduzione latina di Jacopo d'Angelo. Reca la data del 13 settembre 1475.
1475 Aristotele, Rhetorica Johannes Stoll e Petrus Caesaris Wagner Parigi Traduzione latina di Giorgio di Trebisonda,[43] completata tra il 1443 e il 1446.
1480 Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane Bernardino Celeri[55] Treviso Traduzione latina di Lampugnino Birago.[56]
1481 Temistio, De anima Treviso Traduzione di Ermolao Barbaro il Giovane,[57] con dedica all'umanista Giorgio Merula.[58]
1482 Euclide,

Elementa

Erhard Ratdolt[59] Venezia Erhard Ratdolt (1442-1528), di Augusta, uno dei primi tipografi tedeschi, fu attivo a Venezia dal 1476 al 1486.
circa 1482 Teocrito, Idilli Euchario Silber Roma Traduzione latina di Martino Filetico. Contiene solo 7 idilli. L'editio princeps del testo originale greco di 30 idilli fu pubblicata nel 1499 (v. supra).
1484 Platone,

Opera omnia

Laurentius de Alopa Firenze Traduzione di Marsilio Ficino.[60]
1484 Claudio Tolomeo, Quadripartitum. Centiloquium cum commento Hali Erhard Ratdolt Venezia Pubblicato il 15 gennaio 1484. Traduzione latina del Tetrabiblos effettuata su esemplari iberici manoscritti del XII secolo. Contiene anche il Centiloquium, attribuito a Tolomeo, consistente in una raccolta di sentenze astrologiche.
1492 Santa Brigida, Revelationes Lubecca Edizione originale in lingua svedese (completata nel 1373), tradotta in latino dal confessore di Santa Brigida, Alfonso de Pecha (1330-1389), e poi stampata nel 1492 dai monaci brigidini di Vadstena[61].
1498 Aristotele, Ars poetica Traduzione latina di Giorgio Valla.[62]
1503 Origenis homiliae in Genesim, Exodum, Leviticum, Numeros, Jesum Nave et librum Judicum divo Hieronymo interprete Aldo Manuzio[54] Venezia Errata attribuzione della traduzione a San Girolamo da parte dell'editore.
1527 Filone di Alessandria Adam Petri Basilea A cura di Johann Sichard.[63] Prima parte pubblicata da Agostino Giustiniani a Parigi nel 1520.
1562 Sesto Empirico, Pyrrhoniae hypotyposes Henri Estienne Ginevra Traduzione latina dello stesso Henri Estienne. Sul frontespizio: «Graece nunquam, Latine nunc primùm editum».[64] L'editio princeps del testo originale greco fu pubblicata nel 1621 (v. supra).
1569 Sesto Empirico, Adversus mathematicos Christophe Plantin Parigi Traduzione latina di Gentien Hervet (1499-1584). Sul frontespizio: «Graece nunquam, Latine nunc primum editum». Contiene anche le Pyrrhoniae hypotyposes e l'opera di Galeno Contra academicos & Pyrrhonios. L'editio princeps del testo originale greco fu pubblicata nel 1621 (v. supra).
1575 Diofanto di Alessandria, Rerum arithmeticarum libri sex Eusebius Episcopius & haeredes Nicolai Episcopii Basilea Traduzione latina di Guilielmus Xylander.[65]

Opere italiane[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1470 Petrarca, Canzoniere e Trionfi Vindelino da Spira Venezia A cura di Cristoforo Berardi?[66] Al colophon: «Finis. M.CCCCLXX». È il primo libro con data certa stampato in italiano.
1470? Boccaccio, Decameron S.n.t. Napoli? È la cosiddetta edizione "Deo gratias", perché finisce con tali parole. Pur essendo senza note tipografiche, è ritenuta l'editio princeps[67]. Fu seguita da quelle di Christoph Valdarfer (Venezia 1471) e di Pietro Adamo de' Micheli (Mantova 1472).
1472 Dante Alighieri, Divina Commedia Johannes Numeister Foligno Fu finita di stampare a Foligno l'11 aprile 1472 dal tedesco di Magonza Johannes Numeister e dal folignate Evangelista Mei (come risulta dal colophon), che alcuni identificano con il mecenate folignate Emiliano Orfini, altri con il tipografo Evangelista Angelini[68].
1472 Burchiello, Sonetti Chistoph Arnold Venezia Al colophon: «M. xpof. Ar. prutenus Finit B.» (Magister Christoferus Arnoldus Prutenus finit Burchiellum). La stampa fu finanziata da Domenico Siliprandi.[69]
1473? Cecco d'Ascoli, L'Acerba Tommaso Ferrando[70] Brescia Senza note tipografiche. L'unico esemplare superstite è conservato nella John Rylands University Library.[71]
1476 Fioretti di san Francesco Giovanni Leonardo Longo Vicenza Trattasi propriamente di una traduzione italiana trecentesca degli Actus beati Francisci et sociorum eius. È Il primo incunabolo dei Fioretti con data certa e perciò ne è ritenuto l'editio princeps, ma potrebbe essere stato preceduto da un'altra edizione dello stesso tipografo che stampò il Liber Apocalipsis a Roma attorno al 1469, identificabile con Ulrich Han o Sixtus Riessinger.
1477 Boccaccio, Trattatello in laude di Dante Vindelino da Spira Venezia Editio princeps della Vita di Dante del Boccaccio, contenuta nella quinta edizione assoluta della Divina Commedia e la prima commentata, a cura di Cristoforo Berardi di Pesaro. Incipit: «Qui comincia la vita e costumi dello excellente poeta vulgari Dante alighieri di firenze honore e gloria delidioma fiorentino. Scripto e composto per lo famosissimo homo missier giouani Bocchacio da certaldo». In un sonetto al colophon: «De Spiera vendelin fu il stampatore / del mille quattrocento e settantasetti / correuan glianni del nostro signore».
1500 Caterina da Siena, Lettere Aldo Manuzio Venezia A cura di Bartolomeo Alzano

Opere in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1466 Bibbia Johannes Mentelin Strasburgo Stampata in tedesco, è la prima traduzione della Bibbia in una lingua volgare.
1520-1523 Talmud Daniel Bomberg Venezia Si veda la voce Stampa e pubblicazione del Talmud di Bomberg.
1524-1525 Bibbia (HE) Daniel Bomberg Venezia L'edizione include note masoretiche, i Targum aramaici e il commentario di Rashi. Si veda la voce Mikraot Gedolot.
1549 Sefer Yetzirah Mantova L'edizione include la redazione corta con 5 commentari e in appendice la redazione lunga. Si veda la voce Manoscritti.
1593 Avicenna, Canon medicinae Tipografia Medicea Roma In arabo.

Traduzioni latine precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Data Autore, Opera Tipografo Luogo Commenti
1473 Avicenna, Canon medicinae Filippo Cavagni[72] Milano Traduzione latina di Gherardo da Cremona. Nel vol. III al colophon: «Mediolani, per magistrum Filippum de lauagnia huius artis stampandi in hac urbe primum latorem atque inuentorem, die xij februarij 1473».

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La si trova già nella prima edizione della celebre bibliografia: Thomas Frognall Dibdin, An Introduction to the knowledge of rare and valuable editions of the Greek and Roman classics, Glocester, printed by H. Ruff, 1802, passim.
  2. ^ È importante avere ben chiaro tale concetto: l'editio princeps non è solamente una prima edizione o un'edizione originale, né un modo aulico o forbito di chiamare un'edizione originale. Per le opere pubblicate da un autore vissuto dopo l'invenzione della stampa, basta e avanza il concetto di edizione originale, non c'è bisogno di ricorrere al concetto di editio princeps.
  3. ^ Le liste riportate non sono esclusive e/o complete. Nomi di autori e tipografi a volte sono riportati in latino e greco.
  4. ^ A. Petrucci, "Calcondila, Demetrio", Dizionario Biografico degli Italiani
  5. ^ C. Casetti Brasch, "Demetrio da Creta", Dizionario Biografico degli Italiani
  6. ^ Collezioni, Aldo Manuzio (EN)
  7. ^ Aristoteles, Opera, Venezia, Aldo Manuzio, 1495-1498, su marciana.venezia.sbn.it. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  8. ^ Per correr migliori acque, Libreria Philobiblon, Roma, 2009, pp. 51-52.
  9. ^ Per correr migliori acque, Libreria Philobiblon, Roma, 2009, p. 67.
  10. ^ Ant. Aug. Renouard, Annales de l'imprimerie des Alde, ou histoire des trois Manuce et de leurs éditions, 3ª ed., Paris, chez Jules Renouard, 1834, p. 77, n. 7.
  11. ^ Dizionario Biografico e Mitologico Greco e Romano, p. 620 (v. 2) Archiviato il 18 aprile 2008 in Internet Archive. (EN)
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