Chirone

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Chirone
Chiron. Etching. Wellcome V0035833.jpg
Chirone
Nome orig.Χείρων
SpecieCentauro
SessoMaschio
ProfessioneInsegnante e medico

Chirone (in greco antico: Χείρων, Chéirōn) è un personaggio della mitologia greca, centauro, figlio di Crono e dell'oceanina Filira[1].

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Sposo della ninfa Cariclo divenne padre di Ociroe[2] che visse sul monte Pelion. Dal monte prendono il nome le ninfe Pelionidi che sono attribuite a Cariclo ed a Chirone.

Fu anche padre di Endeide[3], Melanippe[4] (più conosciuta come Hippe) e di Caristo.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

Poiché nacque da Filira e da Crono che per conquistarla si trasformò in un cavallo[5][6], Chirone è un essere immortale ed è metà uomo e metà cavallo.
Esperto nelle arti, nelle scienze e in medicina, è considerato il più saggio e benevolo dei centauri. Ebbe per allievi numerosi eroi: Aiace, Achille, Aristeo, Asclepio, Atteone, Ceneo, Enea, Eracle, Fenice, Giasone, Oileo, Palamede, Peleo, Telamone, Teseo[7] e secondo alcune leggende anche Dioniso.

Chirone e Achille[modifica | modifica wikitesto]

Chirone, in quanto medico, fu chiamato a curare Achille quando quest'ultimo, a seguito delle magie praticate da sua madre Teti per renderlo immortale, ebbe la caviglia ustionata. Chirone gliela sostituì con quella di un gigante morto, Damiso, particolarmente dotato nella corsa (ciò avrebbe reso Achille piè veloce).

Al rientro verso casa, egli si smarrì ma la via di casa gli fu indicata dall'aquila dei venti mandatagli da Zeus.

Fine di Chirone[modifica | modifica wikitesto]

Essendo Eracle venuto a contrasto con i Centauri ne uccise alcuni ed i superstiti si rifugiarono presso la grotta dove viveva Chirone, che peraltro era amico dell'eroe. Nel corso della battaglia una freccia, scagliata da Eracle, colpì al ginocchio Chirone[7]. Questa ferita, causata da una freccia avvelenata, non poteva guarire ma nemmeno poteva portare a morte Chirone, nato immortale, cosicché gli causava indicibili sofferenze che lo portarono alla disperazione.

Desiderando la morte, Chirone riuscì ad ottenerla scambiando la sua immortalità con Prometeo che era diventato mortale per i suoi contrasti con Zeus[7]. Il padre degli Dei, al quale il centauro era particolarmente caro, lo volle comunque vicino a sé nel cielo, dando origine alla costellazione del Centauro.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli altri centauri, che come i satiri erano ignoranti e dediti alla violenza, Chirone si distingueva per la grande bontà d'animo, per la saggezza, per la conoscenza delle scienze, in particolare quella medica. Fu pertanto considerato il capostipite di quella scienza in quanto maestro di colui che la mitologia greca considerava il dio della medicina Asclepio.

Chirone è anche considerato precursore della scienza erboristica, in quanto lo storico tedesco Giustino Febrònio (pseudonimo di Johann Nikolaus von Hontheim) racconta che egli aveva, nel territorio di Collepardo, il suo "Orto del Centauro".

Secondo alcuni autori antichi[non chiaro], egli fu anche astrologo; sulla medesima scia, Isaac Newton lo considera un "astronomo pratico" e, attraverso un'audace interpretazione di un passo degli Stromateis di Clemente Alessandrino[8], lo individua come uno dei primi a delineare le costellazioni in Grecia[9].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, su Theoi.com, libro I. 2. 4.
  2. ^ (EN) Ovidio, Metamorfosi, su Theoi.com, 633 (Ociroe ed Esculapio).
  3. ^ (EN) Igino, Fabulae, su Theoi.com, XIV.
  4. ^ (EN) Igino, Astronomica, su Theoi.com, XVIII (Cavallo).
  5. ^ (EN) Igino, Fabulae, su Theoi.com, vol. 138.
  6. ^ Igino era un latino quindi cita Crono con il nome di Saturno.
  7. ^ a b c Chirone, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 28 febbraio 2016.
  8. ^ Clemente Alessandrino, Stromateis, I, 15.
  9. ^ Isaac Newton, Cronologia emendata degli antichi regni, a cura di Alessio A. Miglietta, Aicurzio, Virtuosa-Mente, 2016, pp. 69 e 147.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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