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Ninfa (mitologia)

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"Nymphe aux fleurs Gloire du matin" di Jules Joseph Lefebvre.

Una ninfa (dal greco antico νύμφη-giovane fanciulla, in lingua latina Nymphe), in mitologia greca e nella mitologia latina è una divinità minore naturale di genere femminile, generalmente associata ad un particolar luogo o morfologia. Diversamente dalla altre figure divine, le ninfe sono considerati spiriti animanti l'ambiente naturale e di solito sono raffigurate come belle e giovani nubili fanciulle, che amano danzare e cantare; la loro caratteristica libertà morosa le distingue inoltre dalle mogli e figlie delle ristette caste delle polis greche.

Esse sono amate da molti ed abitano nelle regioni di montagna o nel folto all'interno delle foreste, ma se ne trovano anche attorno ai laghi e presso i corsi d'acqua; anche se, teoreticamente, non avrebbero mai dovuto morire di vecchiaia né essere colti dall'orrendo status di vecchiezza, e avrebbero potuto dare alla luce figli completamente immortali se accoppiatesi ad un dio, esse stesse non erano necessariamente immortali e avrebbero potuto essere grate ad una morte incombente avvenuta in varie forme: l'esempio di Scilla e Cariddi è esemplare, in quanto una volta entrambe erano delle ninfe.

Altri ninfe, sempre a forma di fanciulle, facevano parte spesso del corteo di un dio, come Dioniso, Hermes o Pan, o di una dea, in genere la cacciatrice Artemide[1]. La mitologia greca annovera molte ninfe, il cui aspetto di bellissime fanciulle eternamente giovani attirava molti uomini mortali ed eroi. Vi un'ampia varietà di miti su di esse; questi racconti le associano spesso ai satiri, di cui erano il frequente bersaglio e da cui proviene il nome dato alla tendenza sessuale della ninfomania.

Ninfa (1929), di Gaston Bussière.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Le ninfe sono personificazioni della creatività e del favorire le attività della natura, il più delle volte identificato con il deflusso vitale dei corsi d'acqua a seguito di inondazioni: come si può ritrovare anche nelle osservazioni di Walter Burkert[2]: "l'idea che i fiumi sono dei e le ninfe le loro divinità associate è profondamente radicata, non solo in poesia ma anche nella convinzione comune e nei rituali; il culto di queste divinità è limitata solamente dal fatto che rimangono inseparabilmente identificate con una specifica località".

La parola greca νύμφη ha la valenza di "sposa" e "velata" tra i suoi significati primari: da cui una giovane donna da marito. Altri lettori riferiscono la parola (e anche il latino nubere e il tedesco Knospe) ad una radice che esprime l'idea di "gonfiore" (secondo Esichio di Alessandria uno dei significati di νύμφη è "bocciolo di rosa").


Connotazioni sessuali moderne[modifica | modifica wikitesto]

A causa della rappresentazione delle ninfe mitologiche come femmine che si accoppiano con uomini o donne di loro spontanea volontà, e che sono completamente al di fuori del controllo maschile, il termine è spesso usato per le donne che sono percepite come comportarsi allo stesso modo. (Per esempio, il titolo del romanzo poliziesco riguardante Perry Mason "Il caso della Ninfa negligente" (1956) di Erle Stanley Gardner è derivato da questo significato della parola.)

Il termine ninfomania è stato creato da moderna psicologia come riferito a un "desiderio di impegnarsi in comportamento sessuale umano ad un livello abbastanza alto da essere considerato clinicamente significativo", ninfomane essendo la persona che soffre di un disturbo. Grazie all'ampio uso del termine tra laici (spesso abbreviato in ninfo) e gli stereotipi collegati, i professionisti al giorno d'oggi preferiscono il termine ipersessualità, che possono fare riferimento a maschi e femmine allo stesso modo.

La parola ninfetta viene utilizzato per identificare una ragazza sessualmente precoce. Il termine è stato reso famoso nel romanzo Lolita da Vladimir Nabokov. Il personaggio principale, Humbert Humbert, usa molte volte il termine, di solito in riferimento al personaggio del titolo, una ragazzina appena tredicenne di cui è fortemente invaghito.

Genealogia e classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre tipi di ninfe: quelle terrestri, quelle marine e quelle dell'aria; le prime sono le dee (minori) dei fiori e dei prati (esse spesso servono gli dei e sono anche le ninfe più famose), le seconde sono le dee (minori) degli animali marini (pesci, ecc.), le terze sono le dee (minori) della pioggia.

Come il mitologo Herbert Jennings Rose afferma, tutti i nomi per le varie classi di ninfe sono aggettivi femminili plurali concordando con il sostantivo nymphai, e non v'era un tipo di classificazione unica che potese essere vista come canonica ed esauriente. Così le classi di ninfe tendono parzialmente a sovrapporsi, il che viene a complicare il compito di una classificazione precisa. Rosa parla di driadi e hamadryads come ninfe degli alberi in generale, meliai come ninfe dei frassini e di naiadi come ninfe d'acqua, ma non ne aggiunge altre in particolare[3].

Festa di fauni e ninfe, di Moritz Stifter
La caverna delle ninfe (1903), di Edward Poynter.

Le ninfe erano figlie di Urano ed i loro miti sono legati a divinità maggiori come Artemide, Apollo, Poseidone, Demetra, Dioniso, Pan, Hermes o a divinità minori come Fontus. Ci sono diversi tipi di ninfe, a seconda dell'ambiente naturale in cui vivono. Si distinguono in particolare:

Mito[modifica | modifica wikitesto]

Hylas and the Nimphs (1896, Ila e le ninfe) di John William Waterhouse.

Vengono rappresentate come attraenti fanciulle, vergini in età da marito. Il termine greco νύμφη (nýmphe, "fanciulla") ha infatti la stessa radice del verbo latino nubere[5], "prendere marito" (da cui la nostra "nubile").

Sono benefattrici e rendono fertile la natura. Proteggono i fidanzati che vanno a bagnarsi nelle loro sorgenti, ispirano gli esseri umani, alcune sono anche guaritrici di mali e di ferite. Amanti di dei e di comuni mortali, le ninfe cantano felici nel luogo a loro consacrato. Dalle loro unioni con mortali nacquero molti semidei.

Tra le ninfe più celebri, si può nominare Eco, la ninfa del monte Elicona; Era le tolse la possibilità di proferire parola, così Eco non poté più ripetere altro che le ultime parole pronunciate da altri. Un'altra ninfa famosa fu Euridice, moglie di Orfeo (vedi Orfismo). Molto nota è la ninfa Calipso menzionata nell'Odissea: essa trattenne Ulisse per vari anni nell'isola di Ogigia. Nella mitologia romana la ninfa Egeria fu la segreta consigliera del re Numa Pompilio. Si ricordano inoltre le Naiadi che rapirono il giovane argonauta Ila.

Le ninfe greche sono più tardi state assimilate alle divinità romane delle fontane, sorgenti e fiumi.

Offerte e sacrifici[modifica | modifica wikitesto]

I rituali d'offerta alle ninfe comprendevano sacrifici di agnelli e capretti, ma in prevalenza queste offerte consistevano in latte, olio, miele, frutta e offerte rustiche.

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

Nelle arti visive le ninfe sono di solito rappresentate come bellissime fanciulle, generalmente nude e incoronate di fiori. Le ninfe dell'acqua in particolare sono mostrate mentre tengono delle giare o brocche sulle loro teste (vedi ad esempio in La sorgente di Ingres. Opere d'arte famose dell'antichità sono alcune statue di Prassitele, un gruppo marmoreo di Arcesilao e bassorilievi eseguiti da diversi maestri.

Il riposo della ninfa (1870), di Anselm Feuerbach.

In musica[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore francese Jean-Philippe Rameau ha composto nel 1745 l'opera "Platée", una commedia musicale. L'ingenuità di una ninfa è utilizzata da Giove ingelosire la moglie Giunone.

Il compositore francese Claude Debussy ha composto nel 1913 il pezzo "Syrinx" per flauto. Il pezzo breve si riferisce alla leggenda di Pan e Siringa; la ninfa sfugge alle insidie del dio lubrico e si trasforma in una canna che suona al vento. Pan inventa allora lo strumento musicale che porta il suo nome.

Il compositore finlandese Jean Sibelius compone nel 1894 il poema sinfonico per orchestra, Op. 15, Skogsrået (The Nymph Wood).

Rusalka (Dvořák) è l'opera di maggior successo di Antonín Dvořák. Il libretto risale ai miti slavi popolari sul Rusalki (spiriti dell'acqua, sirene), ed è simile al racconto tedesco "Undine" di Friedrich de la Motte Fouqué e alla fiaba di Hans Christian Andersen intitolata La sirenetta.

Il compositore italiano Claudio Monteverdi compose nel 1614 "Lagrime d'amante al Sepolcro del Amata", il lamento funebre del pastore Glauco davanti alla tomba la morte della sua amata ninfa Corinna.

"Una ninfa" (1891), scultura di Paul Aichele. Bronzo su base di marmo, alta 26 centimetri.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La figura della ninfa appare innumerevoli volte, soprattutto durante il Rinascimento e l Romanticismo.

Nel suo romanzo Lolita (Nabokov) Vladimir Nabokov inventa i termini ninfetta e lolita (termine) per indicare un tipo di ragazzina precoce e sessualmente attraente.

Una Nymphaea.

Nel fantasy[modifica | modifica wikitesto]

Nei libri di Licia Troisi le ninfe sono bellissime ragazze fatte d'acqua. Hanno occhi puri e capelli molto lunghi. Nelle Leggende del Mondo Emerso, si scopre che il loro sangue è immune al morbo (malattia), che invece contagia gli altri popoli del Mondo.

Nei romanzi delle Cronache di Narnia sono divinità della natura: sono quindi graziose, esili; abitanti delle fonti (Naiadi) e degli alberi (Driadi e Amadriadi); sono le figlie di dei e dee; servono Aslan. Nel libro sono presenti anche ragazze associate alle ninfe ma che sono in realtà creature femminili delle foreste (come le donne-alberi).

Nei libri di Geronimo Stilton esistono le Ninfe dei Boschi: Alena, una delle protagoniste dei suoi libri, è la prima Ninfa dei Boschi a diventare Cavaliere della Rosa d'Argento.

Possono anche essere rappresentate come elementi della natura, fatte d'acqua, aria e luce. In Paranormalmente, libro di Kiersten White, la madre del fidanzato di Evie (protagonista) è l'equivalente di una ninfa: dimora in un lago, è fatta solamente d'acqua e pratica la magia.

Nei libri di Rick Riordan - la serie Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e poi, in seguito, Eroi dell'Olimpo - vi sono diverse apparizioni di ninfe, spesso interagenti e aiutanti dei personaggi protagonisti. Sono presenti ninfe dei boschi, dell'acqua e perfino dell'aria.
Nota è, ad esempio, la driade Juniper, fidanzata del satiro Grover. Viene descritta come completamente verde, inclusi gli occhi, i quali hanno rivoli - ovvero, venature - di clorofilla. Molte di loro sono timide e finiscono per tramutarsi in pianta (ciascuna diversa a seconda della ninfa) per nascondersi.
Un altro esempio è quello di una ninfa che fa parte delle esperidi, mitologiche figlie di Atlante. Si tratta di Zoe Nightshade.

Nella serie animata Winx Club la sorella di Bloom, Daphne è la Ninfa Suprema delle nove ninfe di Magix, onnipotenti fate che controllano la Dimensione Magica. Custode della Fiamma del Drago fino alla nascita della sorella. Perse il suo corpo a causa delle Tre Streghe Antenate che maledirono il suo potere di Fata/Ninfa Sirenix. Successivamente sua sorella Bloom spezzò la maledizione restituendole la vita. Altra Ninfa di Magix è Politea che si trasforma in un mostro a causa delle Tre Streghe Ancestrali, dopo aver abbandonato Daphne. Successivamente scomparirà quando le Trix le succhieranno il potere Sirenix.

Le ninfe mentre ascoltano i canti di Orfeo, di Charles Jalabert.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ But see Jennifer Larson, "Handmaidens of Artemis?", The Classical Journal 92.3 (February 1997), pp. 249–257.
  2. ^ Burkert 1985: III.3.3)
  3. ^ Herbert Jennings Rose, A Handbook of Greek Mythology, 1st, New York, E.P. Dutton & Co., 1959, pp. 173, ISBN 0-525-47041-7.
  4. ^ AURAE : Nymphs of the breezes ; Greek mythology ; pictures : AURAI
  5. ^ F. Montanari, GI - Vocabolario della lingua greca - Greco Italiano (Seconda edizione), Torino, Loescher, 2004. La radice indoeuropea sarebbe *nyb-/nub-, con infisso nasale e aspirazione della consonante labiale nella forma greca derivata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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