Ila (mitologia greca)

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Ila e le ninfe , olio su tela di John William Waterhouse (1896; Manchester, City Art Galleries).
Ila con una Ninfa, 1893, di John William Waterhouse.

Ila (in greco antico: ῞Υλας, Hylas)[1] è un personaggio minore della mitologia greca, la cui storia si intreccia con quella di Eracle e degli Argonauti.[1][2][3]

Il mito[modifica | modifica wikitesto]

Eracle, il semidio nato da Zeus e Alcmena, si invaghì della bellezza di Ila[1][3] e lo rapì dopo aver ucciso suo padre Teiodamante, re dei Driopi,[3] mentre lottava anche contro questi ultimi.[2] Ila lo accompagnò quindi nelle sue gesta, in qualità di scudiero.[3] Secondo il mito, Ila era anch'egli un semidio, essendo nato dall'unione di Teiodamante con una ninfa.

Insieme si imbarcarono con Giasone per accompagnarlo alla ricerca del vello d'oro. Durante una sosta in Misia, Ila scese dalla nave con Eracle e si allontanò in cerca di una fonte d'acqua dolce.[3][2]

Quando le Naiadi della fonte, che stavano danzando attorno alla sorgente, videro arrivare Ila, se ne innamorarono immediatamente.[3][2] Nel momento in cui Ila si chinò per prendere l'acqua, una delle ninfe lo prese e lo tirò verso l'acqua per baciarlo, trascinandolo poi nel fiume con loro.[3][2][1]

Eracle udì le grida di Ila e si mise a cercarlo disperatamente, temendo che fosse stato assalito da qualche ladro.[3][2] Non solo egli non riuscì a trovarlo: gli Argonauti ripartirono senza di loro.[3][2] Di Ila nessuno vide più traccia.[3][2]

Nell'atto di cercarlo Eracle si fece aiutare dagli abitanti della zona, e questo momento fu ricordato a lungo dai Misi, durante una cerimonia annuale in cui dei sacerdoti gridavano il nome di Ila per tre volte.[2]

Ila nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Il mito del rapimento di Ila fu molto amato da pittori e poeti di epoca romantica, che più volte ritrassero il giovane irretito dalle Naiadi. L'opera più nota è probabilmente Ila e le ninfe, olio su tela di John William Waterhouse.

Altre immagini

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Ila, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata
  2. ^ a b c d e f g h i Pierre Grimal (1999).
  3. ^ a b c d e f g h i j k Anna Ferrari (2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti moerne
  • Pierre Grimal, Ila, in Carlo Cordié (a cura di), Mitologia, Le Garzantine, traduzione di Pier Antonio Borgheggiani, prefazione di Charles Picard, Milano, Garzanti, 1999 [Parigi, Pesses universitaires de France, 1979; Brescia, Editrice Paideia, 1987; Milano, Editore Garzanti, 1990], p. 337, ISBN 978-88-11-50541-9.
  • Anna Ferrari, Ila, in Dizionario di mitologia, Torino, UTET, 2015 [Novara, DeAgostini Libri, 1999], p. 384, ISBN 978-88-511-3507-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ila, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 agosto 2022.
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