Oscar Wilde

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Oscar Wilde nel 1882

Oscar Fingal O'Flahertie[1] Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854Parigi, 30 novembre 1900) è stato un poeta, aforista, scrittore, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese.

Firma di Oscar Wilde

Autore dalla scrittura apparentemente semplice e spontanea, ma sostanzialmente molto ricercata ed incline alla ricerca del bon mot, con uno stile talora sferzante e impertinente egli voleva risvegliare l'attenzione dei suoi lettori e invitarli alla riflessione.[2] È noto soprattutto per l'uso frequente di aforismi e paradossi, per i quali è tuttora spesso citato.[3]

L'episodio più notevole della sua vita, di cui si trova ampia traccia nelle cronache del tempo,[4] fu il processo e la condanna a due anni di prigione per avere violato la legge penale che codificava le regole morali in materia sessuale della sua stessa classe sociale.[5]

Molti i libri scritti sulle sue vicende e sulle sue opere,[6] tra le quali, in particolare, i suoi testi teatrali, considerati dai critici dei capolavori del teatro dell'800.[7]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Origini e rapporto con i genitori[modifica | modifica sorgente]

Il padre[modifica | modifica sorgente]

Oscar era figlio di due personaggi notevoli: il padre, Sir William, era un celebre oftalmologo irlandese, fondatore di un ospedale a Dublino (il St Mark)[8] e autore di diversi trattati medici ritenuti validi per molto tempo.[9] Fra i suoi pazienti, a partire dal 1863, poté annoverare il re Oscar I di Svezia, e la regina Vittoria d'Inghilterra, di cui divenne oculista personale. Sir William scrisse anche libri di archeologia e di folclore.[10]

La passione per le donne sciupò la sua fama di medico e scienziato: fu infatti accusato di stupro ai danni di una ragazza diciannovenne, Mary Travers.[11] Il processo che ne seguì, quasi un preannuncio di quello che in seguito subirà il figlio Oscar, che all'epoca dei fatti aveva otto anni, si risolse con una condanna al risarcimento dei danni per una somma di 2000 sterline.[12]

La madre[modifica | modifica sorgente]

Oscar Wilde in una foto di Napoleon Sarony (1882)

La madre, Jane Francesca Elgee, nata il 27 dicembre 1821, era una poetessa irlandese di remote origini inglesi e d'ispirazione byroniana conosciuta sotto il nome di "Speranza", pseudonimo che derivava dal suo motto "Fidanza, speranza, costanza". La poetessa affermava di discendere da una nobile famiglia toscana, affermazione chiaramente falsa[13]. Proprio come il figlio, la madre tendeva a nascondere la sua vera età, che venne però ricavata dalla sua richiesta di finanziamento alla "Royal Literary Fund" nel 1888.

La donna mise il suo carattere ribelle al servizio della causa dell'irredentismo irlandese, mentre la sua passione per il confronto e la critica letteraria la condusse alla fondazione di un salotto culturale a Dublino ed in seguito anche di uno a Londra.[14] Era un'abile conversatrice e i suoi ricevimenti erano avvenimenti importanti per la società dublinese.

Oscar Wilde aveva poco in comune col padre, molto invece con la madre, cui somigliava nell'aspetto, nella voce, nelle eccentricità e nella passione per la letteratura. Dalla madre aveva ereditato anche piccoli vezzi, come l'abitudine a nascondere la sua vera età.[15]

In occasione dei compleanni Oscar era solito scherzare e vestirsi in gramaglie, affermando di sentirsi in lutto per la morte di un altro dei suoi anni.[16] Oscar aveva in comune col padre l'abilità oratoria[17] e la scarsa considerazione per l'opinione pubblica.

Quando il padre scrisse un libro, Lough Corrib, che narrava le spinose vicende del processo subito,[18] Oscar si vantò di aver ereditato dal padre un nome famoso.[19] Al momento della nascita di Wilde il padre aveva 39 anni e la madre 33. Questa, che aveva sperato nella nascita di una femmina,[20][21] in seguito espresse più volte il desiderio di vedere il figlio maschio inatteso percorrere una carriera da parlamentare.[22]

Il nome[modifica | modifica sorgente]

La coppia ebbe tre figli: il maggiore, William Robert Kingsbury Wills Wilde (nato il 26 settembre 1852), il secondogenito, Oscar, il cui nome completo era Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde e la minore, Isola Francesca Emily Wilde (nata il 2 aprile 1857).

Nella scelta del nome per Oscar sua madre volle significare molti riferimenti:[23]

  • Oscar secondo la mitologia irlandese era il nome del figlio di Oisin nato nella terra dell'eterna giovinezza, da ciò l'augurio di rimanere sempre giovane;
  • Kingsbury, in omaggio alla famiglia della madre;
  • O'Flahertie dall'antica parentela della nonna paterna.

Oscar cambiò spesso la sua firma e il modo con cui si faceva chiamare; all'università, ad esempio, scelse il nome di Wills Wilde.[24]

Uscito di prigione Oscar adotterà il nome Sebastian Melmoth, protagonista del romanzo Melmoth the Wanderer, scritto dallo zio materno Charles Robert Maturin.[25]

A chi sosteneva che il cognome irlandese preceduto da "Mac" fosse più importante di quello con "O'", Oscar affermava che tra le famiglie di nobili origini vi erano anche gli "O' Wilde".[26]

Nel corso della vita utilizzò anche altre firme:

  • O.FO.F.W.W., in occasione delle collaborazioni alla rivista Kottabos, (negli anni del College);
  • C.3.3., firma inventata durante la prigionia;[27]
  • Sant'Oscar di Oxford, elaborata poco prima della morte.[28]

Non gradiva che qualcuno gli facesse notare che il suo nome in realtà fosse solamente Oscar Wilde,[29] o, peggio ancora, solo Oscar.[30] In seguito venne chiamato anche "Grey Crow" (corvo grigio).[31]

La moglie Costanza amava chiamarlo Oscàr alla francese.

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Statua di Oscar Wilde a Dublino, Merrion Square (Archbishop Ryan Park)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aspetto fisico e carattere di Oscar Wilde.

Oscar nacque il 16 ottobre del 1854 a Dublino, in Irlanda (all'epoca nazione costitutiva del Regno Unito), in una casa di modeste condizioni al numero civico 21 di Westland Row[32], in un periodo di momentanea indigenza della famiglia.

Poco dopo ebbero modo di trasferirsi in una casa più ricca, nel quartiere dublinese di Merrion Square, e dichiararono che ivi era nato Oscar che fu battezzato il 1º aprile 1855: per l'occasione la madre chiese, ricevendone un rifiuto, a Sir William Rowan Hamilton, di fargli da padrino.

Del suo battesimo, forse fonte di ispirazione dell'opera "The Importance of Being Earnest", e dei suoi primi anni di incontro con la fede cattolica, lo stesso Oscar ammetterà in seguito di non avere alcun ricordo.[33] Poche sono le notizie certe dei suoi primi anni di vita: una volta giocando con suo fratello si ruppe un braccio,[34] e un'altra volta fuggì di casa ed è noto anche che gli piacesse pescare.[35]

Fra le amicizie di gioventù si annovera quella con Edward Carson, che Oscar conobbe d'estate sulle spiagge di Dungarvan, e che divenne in seguito famoso per essere colui a cui si attribuisce la divisione del regno dell'Irlanda.[36]

Un esempio del carattere di Wilde bambino si trova nel seguente aneddoto. Insieme al fratello era stato affidato ad una bambinaia. Durante la momentanea assenza di quest'ultima, i vestiti dei bambini, che erano davanti al camino per asciugarsi, presero fuoco. Di fronte a tale episodio Oscar applaudiva felice, mentre il fratello gridava spaventato. Dopo che la donna ebbe spento le fiamme, Oscar pianse perché l'interessante spettacolo era finito.[37]

Studi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Studi di Oscar Wilde.
Iscrizioni che ricordano la casa dove soggiornò lo scrittore Oscar Wilde a Dublino tra il 1855 e il 1878

Oscar Wilde fu educato tra le mura domestiche fino all'età di nove anni; in seguito dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School a Enniskillen (contea di Fermanagh), seguendo le orme di suo fratello maggiore.[38]

Dal 1874 frequentò il Trinity College di Dublino dove, per i suoi lodevoli studi sui lirici greci,[39] (Oscar si vantò a lungo dell'esame sui "Frammenti dei poeti comici greci di Meineke" che sostenne[40]) vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola.

Nel 1873 per il profitto conseguito ebbe una borsa di studio. Nel 1874 Wilde riuscì a vincerne un'altra per la frequenza alle lezioni in materie classiche che ebbe modo di seguire al Magdalen College di Oxford. Gli anni trascorsi all'università di Oxford dove studiò con passione i classici greci vennero in seguito paragonati da Wilde ad un fiore rispetto al resto della sua vita.[41]

I viaggi[modifica | modifica sorgente]
Wilde ai tempi del viaggio in Grecia, in costume del luogo

Durante il periodo degli studi universitari nell'estate del 1875 Oscar ritenne importante che non mancasse alla sua formazione culturale la conoscenza dei luoghi dell'arte e della cultura classica italiana. Compì dunque un viaggio in Italia in compagnia di William Goulding e del reverendo John Pentland Mahaffy, suo tutore in anni passati, famoso per il suo pensiero conservatore[39] che non sempre condividerà le idee di Wilde.[42].

Per le sue spese eccessive non poté visitare tutte le città che si era ripromesso e dovette tornare all'università dove fece infuriare con le sue parole sprezzanti durante l'esame di teologia il sacerdote William Archibald Spooner già infastidito dal suo ritardo.[43]

Nel 1876 morì il padre[38] In quegli stessi anni (1876-1879) Oscar riuscì a pubblicare sette liriche e 13 poesie. L'anno successivo, nelle vacanze primaverili, Oscar partì di nuovo per l'Italia in compagnia dei suoi vecchi amici a cui si aggiunse George Macmillan.

Dopo un altro avventuroso viaggio in Grecia giunse infine a Roma, dove fu ricevuto da Papa Pio IX a cui Wilde dedicò un sonetto. Per via della lunga vacanza arrivò ancora una volta in ritardo al college per cui venne sospeso dagli studi, gli si vietò la residenza nel campus per il periodo del trimestre rimasto e fu privato di tutti i benefici.

Wilde a quei tempi si riteneva in condizioni di povertà che attribuiva all'impossibilità di un suo matrimonio con Florence Balcombe la quale avrebbe risolto i suoi problemi economici. In realtà le sue difficoltà dipendevano dal tenore di vita eccessivamente dispendioso. Cercò quindi conforto e risorse presso sua madre che rifiutò di aiutarlo sostenendo che per l'eredità ricevuta Oscar avrebbe potuto vivere in tranquillità per diversi anni.[44]

Per due volte Wilde dovette presentarsi al tribunale per pagare dei debiti.[45] Il 13 giugno 1877 morì Henry Wilson, suo fratellastro da cui Oscar si aspettava una cospicua eredità ma rimase deluso: ebbe la somma di 100 sterline e la parte dell'abitazione di Illaunroe (i due erano comproprietari) ma solo a patto che per almeno 5 anni non si convertisse al cattolicesimo.[46]

L'amicizia con Walter Pater[modifica | modifica sorgente]

In quel periodo Oscar scrisse per il Dublin University Magazine non senza avere alcuni piccoli screzi con il direttore, Keningale Cook,[47].

Inviò una copia dell'articolo pubblicato a Walter Pater che gli scrisse di volerlo conoscere. In seguito quando Wilde continuò lo scambio di lettere inserendovi dei sonetti, Pater gli chiese di cimentarsi nella prosa, che egli riteneva compito ben più arduo.[48]

Durante i primi incontri fra i due il comportamento di Oscar fece preoccupare il suo amico Bodley che riferiva che Hardinge, suo conoscente, riceveva lettere da Pater che facevano così sospettare una possibile relazione amorosa fra i due.[49] Erano già noti i comportamenti di Pater, che amava circondarsi di giovani ragazzi di aspetto femmineo.[50]

Di lui Oscar penserà che avesse paura della cattiva fama e disse che[51] era solito parlare a voce tanto bassa che più che ascoltarlo bisognava origliarlo.[52] Oscar comunque gli mostrò sempre deferenza chiamandolo nelle lettere "grande maestro".[53]

La fine dell'università[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno del 1878 Oscar si presentò per il "Final Schools" dove consegnò il compito mezz'ora prima dello scadere del tempo assegnato.[54]

La commissione, composta dall'oratore ufficiale, dal docente di poesia e da altri tre membri della congregazione, l'11 giugno dichiarò vincitore Oscar Wilde che aveva ancora l'esame di teologia da superare che sostenne con buon esito a novembre. Ad Oxford vinse per la poesia Ravenna anche l'Oxford Newdigate Prize, prestigioso riconoscimento già assegnato a insigni letterati come Ruskin e Matthew Arnold.

A seguito di tale successo nell'albo della scuola vennero scritte a caratteri d'oro le sue iniziali che furono cancellate dopo il processo e la condanna. Solo molto tempo dopo vennero nuovamente inserite.[55]

Dopo gli studi[modifica | modifica sorgente]

Alla ricerca di una borsa di studio[modifica | modifica sorgente]

Ricevuto il diploma di Bachelor of Arts, Wilde tornò da Oxford a Londra dove si mise alla ricerca di ulteriori sostentamenti economici.

Fece domanda al Trinity per ottenere una "fellowship" (borsa di studio) ma durante la prova scritta Oscar notò che le domande erano poste in maniera poco corretta. Forse anche per queste sue contestazioni venne bocciato.[56]

Wilde non voleva cercare un'ereditiera da sposare, come gli consigliava la madre, cosa che invece suo fratello cercò di fare invano. Willie infatti era troppo frettoloso: volle fidanzarsi con una facoltosa ereditiera solo poche ore dopo averla conosciuta e inoltre le chiese anche di mantenere il più stretto riserbo. La donna poco convinta del suo amore naturalmente lo rifiutò.[57] Wilde intanto si dedicava allo studio dell'archeologia e alla ricerca di una borsa di studio.[58]

Aiutato da Frank Benson riuscì a portare in scena la rappresentazione teatrale dell'Agamennone di Eschilo il 3 giugno 1880. Egli affermò di essere stato di grande aiuto per la rappresentazione, elargendo consigli e istruzioni. Tale versione non trova riscontro nei commenti di Benson.[59] Il 4 settembre 1879 Wilde come anonimo scrisse per l'Athenaeum una serie di articoli di recensioni di voci dell'Enciclopedia Britannica, con la collaborazione di Richard Claverhouse Jebb con cui Wilde non concordava su molti punti.[60]

Oscar continuava intanto a stupire la gente con le sue stravaganze: una volta l'attrice Louise Jopling lo incontrò con un serpente attorcigliato al collo.[61] Egli sapeva rispondere a tono ad ogni offesa a lui rivolta, come la volta in cui uno spettatore lo apostrofò in modo offensivo: a questi Wilde rispose sereno: «È incredibile come sia semplice farsi conoscere a Londra».[62] Certo Oscar si compiaceva di essere noto affermando, con falsa modestia, di quanto fosse stato facile diventarlo.[63]

La casa[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime case dove abitò Oscar Wilde a Dublino tra il 1855 e il 1878. In seguito cambierà molte volte residenza e città, finendo a Londra prima vicino al Tamigi[64], poi a Chelsea

Wilde decise di vendere le case di Bray ricavandone 2.800 sterline e, sperando nella stessa fortuna avuta da Shakespeare, che abitando a Londra aveva acquistato quella fama che prima non aveva,[65] riuscì a trovare agli inizi del 1879 una casa a Londra al numero 13 di Salisbury Street da abitare insieme al suo amico Frank Miles.

L'abitazione, che era trasandata, vecchia e buia, agli occhi di Oscar aveva un'atmosfera romantica e la chiamò la Casa del Tamigi, per il fiume che si poteva vedere affacciandosi alle sue finestre.[64]

L'edificio era composto da tre piani, ad Oscar toccò il secondo e sistemò i suoi libri al primo. Decorò la parte da lui abitata di gigli, porcellane cinesi e pannelli bianchi. Facevano bella mostra di sé nelle stanze anche statuette di Tanagra, tappeti greci, un dipinto di Edward Poynter che ritraeva Lillie Langtry e mobili costosi.[66] Wilde nel corso della sua vita cambiò spesso residenza abitando anche a Tite Street e a Chelsea.

L'incontro con James McNeill Whistler[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« Oscar: "How I wish I had said that." Whistler: "You will, Oscar, you will." »
(IT)
« Oscar: "Come vorrei averlo detto io". Whistler: "Lo dirai, Oscar, lo dirai" »
(James McNeill Whistler risponde ad Oscar Wilde, in un ricevimento dell'1883 a casa di Louise Jopling[67])
James McNeill Whistler (10 luglio 1834 – 17 luglio 1903) Autoritratto del 1872, uno degli amici-nemici di Wilde

Il 5 maggio 1880 Wilde recensì una mostra di James McNeill Whistler, famoso pittore dell'epoca, e in particolare si complimentò con lui per il suo quadro intitolato La ragazza d'oro[68]”. Da questa occasione iniziò una conoscenza fra i due fatta di incontri e scontri.

A proposito di questo loro rapporto scriverà poi Ellen Terry, che li giudicava entrambi tra gli uomini più illustri della sua epoca per la loro spregiudicatezza.[69]

« Soltanto chi non ha immaginazione inventa[70] »

William Schwenck Gilbert con l'aiuto delle abilità pittoriche di George du Maurier pubblicò su Punch diverse caricature di Oscar, giocando sul termine "Wilde-wild" (in inglese wild significa selvaggio) prendendolo in giro per la sua passione per i gigli e per il modo di acconciarsi i capelli.

Un giorno mentre Oscar chiacchierava con Maurier si avvicinò Whistler, chiedendo chi dei due avesse inventato l'altro,[71]. Wilde risponderà in seguito quando scrisse che erano stati loro due ad aver inventato Whistler.[72]

Celebre lo scambio di battute con Gilbert intercorso una sera al Haymarket Theatre:

« Gilbert: «Vorrei saper parlare come lei. Terrei la bocca chiusa e sosterrei che è una virtù». Oscar: «Quale egoismo! Potrei negare a me stesso il piacere di parlare, mai negherei agli altri quello di ascoltare»[73] »

In seguito il loro scambio di battute divenne sempre più aspro ma mentre Whistler ironizzava per far male, Oscar usava la parola per sedurre. Punch in un articolo li descrisse tutti intenti a spettegolare nei riguardi di alcune attrici: Wilde scrisse alla rivista che non era così perché nei loro incontri essi amavano parlare solo di sé stessi: Whistler aggiunse che in realtà si parlava solo di Oscar. Wilde ribatté: «Parlavamo di te ma io pensavo a me stesso».[74]

Per i loro scambi di battute dissacranti i due finirono per separarsi sino a quando il più generoso Wilde si riappacificò con il pittore il 29 novembre 1887 in occasione della mostra tenutasi alla Suffolk Gallery dove Oscar ricevette i visitatori.[75]

Prime opere e viaggi[modifica | modifica sorgente]

Scena tratta dal cartone di Keller da "the Wasp of San Francisco depicting Oscar Wilde", in occasione della sua visita nel 1882

Dopo aver passato un po' di tempo con la madre Wilde trovò una nuova residenza al terzo piano di Charles Street che si trovava vicino a Grosvenor Square. Dalla metà degli anni ottanta divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette gestendo come autore anonimo una rubrica dal titolo The Poet's Corner, per le recensioni di nuovi libri di poesie appena pubblicati.[76]

Il 7 maggio del 1879 il fratello Willie e sua madre raggiunsero Oscar a Londra andando ad abitare al 146 di Oakley Street (Chelsea). Lady Wilde aprì un salotto culturale che divenne tanto noto da attirare l'attenzione del principe del Galles che disse «Non conosco il signor Wilde, e non conoscere il signor Wilde significa non essere conosciuti».[77]

Nel 1881 in occasione della pubblicazione del volume intitolato Poems (Poesie) Wilde che ne aveva inviata una copia alla biblioteca dell'Oxford Union, fu amareggiato dalla recensione di Oliver Elton e Henry Newbolt che lo accusavano di immoralità, inconsistenza e plagio tanto che il suo libro fu respinto dalla biblioteca[78]

Le accuse di immoralità divennero più frequenti: il padre del suo amico Frank Miles che coabitava con Oscar ingiunse al figlio di rompere il loro rapporto.[79]

La fama di Oscar arrivò in America dove un impresario teatrale, Richard D'Oyly Carte, propose a Wilde un giro di conferenze negli Stati Uniti, con l'intenzione di mostrare da vicino al pubblico americano quegli esteti che furoreggiavano in Europa.[80]

Il soggiorno americano fu segnato da inimicizie e inconvenienti sino al punto che Oscar rischiò di finire in prigione così che quando decise di tornare in Europa i giornali definirono la sua avventura americana un fallimento.[81]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oscar Wilde negli Stati Uniti d'America.

Il matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oscar Wilde e le donne.
(EN)
« Women are made to be loved, not to be understood »
(IT)
« Le donne sono fatte per essere amate, non per essere capite. »
(Oscar Wilde in la sfinge senza enigma, trad. di Alberto Rossatti[82])
Il tradimento per Oscar Wilde

Il pensiero di Oscar Wilde sulle donne tradite in amore lo espresse in occasione di una sua passeggiata in compagnia di Sherard per le vie di Parigi. Egli aveva notato come in Francia avessero quella che lui considerava una brutta abitudine, quella, cioè, di amare troppo le donne: questo portava inevitabilmente al tradimento con altre donne che quelli amavano fortemente allo stesso modo. In Inghilterra questo invece non accadeva, perché gli inglesi non amavano eccessivamente le donne.[83]

Celebre a tal proposito fu il suo commento ad un aneddoto che riguardava il suo amico Ernest La Jeunesse: per eliminare ogni dubbio sulla sua ipotetica impotenza egli infatti aveva sedotto la moglie di colui che lo aveva offeso. «La più grande risposta della storia» disse Wilde[84]

Wilde decise di soggiornare in Francia, a Parigi, dove si sistemò con l'aiuto di Robert Harborough Sherard.[85] Lui e Wilde si incontrarono quasi ogni giorno salutandosi con baci sulle labbra, fatto che alimentò i pettegolezzi su di loro.[86]

A Parigi Wilde si dedicò al lavoro, anche se amava scherzarci sopra con Sherard: infatti una volta disse che per tutta una mattina era riuscito soltanto a levare una virgola da una sua poesia e che nel pomeriggio l'aveva rimessa.[87]

Oscar decise di cambiare il suo modo di presentarsi e adottò una nuova acconciatura che imitava quella degli imperatori romani: capelli molto corti con piccoli riccioli. Per il suo nuovo taglio di capelli, come modello portò dal barbiere un busto forse di Nerone, o forse di Antinoo.[88] Ma non mancarono malignità al riguardo. Alcuni insinuarono che i suoi capelli erano diventati ricci come i suoi denti.[89]

Tornato a Londra Wilde fu molto compiaciuto che nessuno più lo riconoscesse e che tutti concordassero che ora dimostrava meno anni di quelli che aveva:[90]

Oscar era tanto cambiato al punto che fu vittima di una nuova satira di Punch che finse di mettere in vendita girasoli, gigli, vecchie piume e parrucche, insomma tutte le vecchie caratteristiche di Wilde.[91] Wilde cominciò a progettare di sposarsi sia per sfuggire ai moralisti, sia per salvarsi dagli usurai.

Nel maggio del 1881 accompagnò sua madre a casa di loro amici e qui conobbe Constance Lloyd, una ragazza di tre anni più giovane di lui,[92] che sapeva leggere Dante in italiano.

Robert Harborough Sherard, uno dei più grandi amici di Oscar Wilde, che curò diverse biografie sullo scrittore[85]
Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde

La ragazza impressionò talmente tanto Oscar che appena usciti di casa lui disse a sua madre che pensava di sposarla.[93]

Del loro primo incontro avvenuto il 6 giugno 1881, ne parlò sia con il nonno[94] che con il fratello affermando che gli erano piaciuti la sua naturalezza e il fatto che, dialogandoci, dava l'impressione di essere di un livello culturale superiore alla media.[95]

Per risollevarsi economicamente, in attesa della prima americana di Vera, accettò un piccolo giro di conferenze che iniziò da Londra dove raccontò, fra le altre cose, il suo viaggio in America. Narrò di come all'inizio, nel Texas, lo chiamassero capitano e alla fine, nel Messico, generale,[96] e si sentì offeso solo quando fu chiamato professore.

Aspro fu un articolo a tre colonne di Labouchere, che annunciava il declino di Wilde;[97] che rispose osservando che se per annunciare il fallimento si scriveva un articolo a tre colonne non esisteva alcuna differenza fra la fama e l'oblio.[98]

Il 2 agosto del 1883, per assistere alla rappresentazione della sua tragedia, Wilde si recò per poco tempo in America compiendo un viaggio dove si rise di lui e con lui,[99]. Tornato in Europa riprese il suo giro di conferenze. Durante i due incontri che tenne a Dublino incontrò nuovamente Constance, con la quale si fidanzò il 25 novembre.[100]

Dopo alcuni dissidi con i parenti di lei e lettere di auguri da parte dei suoi congiunti,[101] ebbe molte difficoltà a saldare i debiti non riuscendoci in tempo né per il matrimonio né per arredare la casa.[102]

La vita coniugale[modifica | modifica sorgente]

Il matrimonio previsto per aprile, fu poi spostato al 29 maggio 1884 e celebrato nella chiesa di Saint James Paddington[103]. Dopo la luna di miele sembrava già pentito di essersi sposato.[104]

Spendeva senza risparmio al punto che le 50 sterline regalategli dalla zia per il matrimonio le spese per acquistare due cucchiai.[105]

La moda secondo Oscar Wilde

Per Oscar Wilde il nemico numero uno dell'abbigliamento era la moda, «una cosa talmente brutta che si doveva cambiare ogni 6 mesi»[106] Del suo abbigliamento che alcuni ritenevano assolutamente da folli,[107] Wilde invece apprezzava la praticità. Egli si prodigava a dare per la ricerca della comodità nelle cose da indossare ma non trovò nessuno che li seguisse.[108] Proprio sull'abbigliamento tenne poi un giro di conferenze senza successo, criticate anche dalla stampa.

Per quanto riguarda l'affinità di coppia, l'inizio fu promettente: Oscar si lamentava scherzosamente che anche se la moglie era così bella non poteva esserne geloso. Riconosciuti per strada venivano chiamati Amleto e Ofelia;[109] i due novelli sposi ebbero difficoltà di alloggio, in quanto la casa non fu pronta per tempo.

Wilde litigò con la prima società costruttrice (Green), alla quale non voleva pagare alcun compenso,[110] grazie poi all'aiuto di Godwin, le rendite della moglie non bastavano infatti a pagare tutte le grandi spese,[111] e dal costruttore Sharpe riuscì alla fine ad avere un alloggio fisso, al numero 16 di Tite Street nel 1º gennaio 1885.[112]

I coniugi Wilde però prima di poterci entrare dovettero pagare anche i vecchi costruttori che nel frattempo avevano sporto denuncia. La casa era composta da 4 piani, senza contare il seminterrato dove si trovava la cucina.

Nell'atrio si potevano ammirare due incisioni: Diana e le sue ninfe al bagno e Apollo e le Muse; nella sala da pranzo un tappeto Morris di colore verde-azzurro ricopriva parte del pavimento, nella biblioteca c'erano una poltrona ed un tavolino orientale, ma mancavano le sedie. Al primo piano vi erano le due camere da letto, quella di Oscar divenne poi la camera dei bambini.[113] Wilde disse di aver scelto di abitare nell'East End in quanto, a sentir lui, in quel luogo la gente non portava la maschera, era sincera.[114]

La moglie assecondava ogni consiglio di Oscar anche nel modo di vestire, a volte con esito positivo.[115] Wilde era in cerca di lavoro, visto che le ultime conferenze non avevano sortito l'effetto sperato, ma si vide negato il posto di ispettore scolastico.

Nel frattempo la moglie, che era rimasta incinta, disgustava Oscar a causa delle frequenti nausee e del corpo gonfio.[116]

Il primo figlio Cyril nacque il 5 giugno 1885 e, dopo un anno e mezzo, il secondogenito Vyvyan, il 5 novembre 1886,[117] che per errore fu dichiarato nato il 3 novembre.[118]

Dopo la nascita dei figli, Constance e Oscar iniziarono a non essere più la coppia felice di un tempo. Lei lo riprendeva per ogni errore e smascherava le sue piccole bugie,[119] Wilde dal canto suo mostrava amore paterno per i figli ma non cessava di frequentare uomini tra i quali Henry Marillier.

L'incontro con Robert Ross[modifica | modifica sorgente]

Oscar Wilde (fotografo sconosciuto)
Una fotografia a cura di Napoleon Sarony (circa 1882)

Nel 1886 Wilde conobbe Robert Ross, che aveva compiuto appena 17 anni e che per aver rivelato alla sua famiglia la sua omosessualità aveva dovuto abbandonare la propria casa.[120] Oscar chiamava il giovane San Roberto di Phillmore[121] per la sua capacità di affascinare le persone inducendole in tentazione[122] così come era accaduto per lui stesso.[123]

Robert, dopo aver recitato alcune poesie di Wilde, su incitamento dello stesso professore Arthur Tilley, l'8 marzo 1889, fu picchiato e gettato in una fontana da alcuni compagni di classe, che in seguito si pentirono per avergli così causato una polmonite[124] e una congestione cerebrale.[125]

Ross non era l'unico amante di Wilde: l'uomo frequentava anche André Raffalovich nello stesso periodo dello scandalo che aveva coinvolto Lord Arthur Somerset in diversi episodi a sfondo sessuale, i quali gli costarono l'esilio dall'Inghilterra.[126] L'intima amicizia fra i due ben presto finì sostituita da quella con altri ragazzi che Wilde invitava a casa sua come il diciassettenne Richard Le Gallienne e Bernard Berenson, che però rifiutò ogni rapporto con lo scrittore.

Il Woman's World magazine[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, sentendosi trascurata, Constance cercò di acquistare notorietà parlando a delle riunioni di femministe.[127] Thomas Wemyss Reid, direttore del "Leeds Mercury" nel febbraio 1887 ritenne che Wilde, grazie al suo talento nel recensire nuovi libri, gli sarebbe stato di grande aiuto per una nuova testata giornalistica.

Nella rivista di Reid, "The Lady's World: A Magazine of Fashion and Society", si discuteva di femminismo e richiesto di un parere Wilde, lo espresse colpendo positivamente l'editore che lo assunse.[128]

Il 18 maggio 1887 Oscar iniziò la collaborazione, con uno stipendio di 6 sterline alla settimana.[129] Wilde non esitò nel chiedere alla regina Vittoria una collaborazione alla rivista con la pubblicazione di una delle sue poesie, ma la sovrana rifiutò affermando di non averne mai scritte.

Esortato dalla signora Dinah Craik[130] Wilde, potendo contare sull'aiuto di Arthur Fish, propose ed ottenne dopo qualche discussione che il nome della rivista cambiasse in "The Woman's World" nel novembre 1887.[131]

All'inizio Wilde fu puntuale nello svolgere il suo lavoro che iniziava alle 11 del mattino ma aveva preso l'abitudine di andarsene sempre prima del tempo fissato fino al punto di recarsi al lavoro due sole volte alla settimana per un'unica ora,[132] probabilmente perché, essendovi il divieto di fumare negli uffici, non riusciva ad astenersi per molto tempo. Nel 1889, ormai annoiato del suo lavoro, lasciò l'incarico.

Gli incontri[modifica | modifica sorgente]

"A conversation with Oscar Wilde" - Statua di Maggi Hambling - Adelaide Street, vicino a Trafalgar Square, Londra

Wilde ebbe numerosi incontri con uomini che destavano il suo interesse:

Di umili origini, il padre era un falegname, Gray lasciò la scuola a 13 anni.

Non è sicura la data in cui conobbe Wilde in quanto entrambi poi mentirono sul loro incontro, avvenuto almeno nel 1889. Le prove che si hanno dei loro primi rapporti sono una cena di cui fu testimone Frank Liebich[135].

  • Lionel Johnson, che conobbe in occasione di un suo ritorno ad Oxford nel febbraio 1890, per la messa in scena dello Strafford di Browing.

Oscar in seguito descrisse ad un suo amico quell'incontro, raccontandogli che Johnson gli aveva fumato tutte le sue sigarette e confessandogli che si era innamorato di lui.[136]

  • John Barlas, che in passato aveva minacciato di far saltare in aria il Parlamento e che arrestato era stato liberato grazie a Wilde.

Barlas credeva di essere un personaggio della Bibbia. Wilde ne aveva compassione, poiché diceva che la Bibbia era stata causa di mali per l'umanità.[137]

  • Max Beerbohm, che apostrofava Wilde come "divino", mentre Oscar da parte sua lo definiva come la persona che possedeva «l'eterna vecchiezza». Beerbohm scrisse in quegli anni l'opera Happy Hypocrite che trattava di un uomo e della sua maschera: un tentativo d'imitazione dell'opera di Wilde che fu amareggiato da questo episodio.[138] Beerbohm scrisse inoltre un'altra opera, Zuleika Dobson, che ricordava quelle di Wilde.

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1888 Wilde pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli Cyril e Vyvyan.

Erano i tempi della pubblicazione nel 1890 de Il ritratto di Dorian Gray, l'opera che piacque tanto a sua madre,[139] ma poco al pubblico dei lettori, tanto che Constance sosteneva che per quel libro ormai nessuno più li voleva frequentare.[140]

Lionel Johnson scrisse una poesia in latino per celebrare Il ritratto di Dorian Gray che un suo amico, suo cugino, aveva letto almeno 9 volte (forse 14) e che insisté per incontrare Wilde. Lionel acconsentì ad accompagnarlo: fu il primo incontro fra Oscar e Lord Alfred Douglas.

Il ritorno in Francia[modifica | modifica sorgente]

Oscar Wilde tornò a Parigi, costituendo «il grande evento dei salotti letterari parigini» come scrisse l'Echo di Paris. Incontrò Émile Zola, l'11 marzo 1891 a Parigi, di cui apprezzò la ricerca quasi ossessiva della documentazione necessaria per scrivere una buona opera,[141] mentre egli, asseriva che era una fatica che lui non avrebbe mai fatto.[142] Durante questi soggiorni consolidò rapporti con molti intellettuali del luogo, i quali era solito intrattenere con aneddoti, racconti e paradossi esprimendosi direttamente in lingua francese. Wilde sapeva parlare solo per apologhi come egli stesso aveva più volte confessato allo stesso André Gide e probabilmente la sua più bella produzione è rimasta solo nella memoria di chi ebbe la fortuna di ascoltarlo. Diversi filoni di studio concordano nel ritenere Wilde molto più brillante come conversatore che non come scrittore.[143].[144]

Volle conoscere anche Marcel Proust, ma riuscì solo a vederlo di sfuggita, e alla fine il suo unico commento sul grande autore riguardò la bruttezza della sua casa.[145] In un incontro a cena con Jean Moréas e con i suoi discepoli Wilde chiese più volte al poeta di recitare qualche verso, ma quello, lodato in continuazione dai suoi ammiratori, rifiutò ogni volta. Questo comportamento stizzì Wilde che se ne andò infuriato.

Quando Wilde ebbe occasione di invitare Moréas e i suoi compagni, fu lui a parlare per tutto il tempo, tanto che Moréas lo definì un rompiscatole, mentre Wilde a sua volta si chiedeva ironicamente se il poeta fosse mai esistito o se fosse solo un mito.[146] Wilde conobbe anche il 24 febbraio 1891 Stéphane Mallarmé, che non appariva mai al pubblico. Mallarmé era amico di Whistler che gli scriveva parlando male di Wilde.[147]

Secondo Wilde, quando Mallarmé riusciva ad essere incomprensibile era perfetto, per questo doveva scrivere solo in francese e non in inglese, una lingua che capiva bene.[148] Oscar non sempre fu accolto amichevolmente come per esempio avvenne con il traduttore delle opere di Wilde Marcel Schwob, che lo descrisse come un accanito consumatore di sigarette egiziane oppiate[149] e d'assenzio,[150]

Oscar lo paragonò metaforicamente a un assassino e molestatore di donne innocenti.[151]

L'incontro con André Gide[modifica | modifica sorgente]
André Gide (1869 - 1951)

Il ventiduenne André Gide incontrò Wilde il 26 novembre 1891, e da quel giorno i due iniziarono a frequentarsi quotidianamente.

In occasione di una cena dalla principessa Olga Ouroussoff Gide disse che Wilde emanava una luce.[152] Fra i due non vi fu alcun rapporto amoroso, anche se da alcuni sospettato.

Gide paragonò Wilde al personaggio di Ménalque con il quale descriveva un rapporto che andava oltre l'amicizia ma che non era amore. Wilde dal canto suo disse che amava Gide non per la sua bellezza ma perché, come nel mito del dio Fiume e Narciso, ogni volta poteva vedersi rispecchiato nei suoi occhi.[153]

Il ritorno a Londra[modifica | modifica sorgente]

marzo 1892, fotografia scattata dallo studio Alfred Ellis & Walery

Il 22 dicembre 1891 Wilde tornò a Londra per incontrare il fratello che nel frattempo aveva contratto un matrimonio a New York con una ricca 55enne (lui aveva quasi 20 anni di meno) solo per il denaro.[154] Willie poi si riconciliò con la moglie e tornò in America dove riprese a parlare male del fratello: i due non si parlarono mai più.

Alla prima della Lady Windermere Oscar ebbe l'idea che lui e alcuni dei suoi amici dovessero adornare il loro abito con un garofano verde, quasi ad evocare l'appartenenza ad una setta segreta, anche se in realtà quel fiore non significava nulla ma l'importante era farlo credere.[155]

Fu poi la volta del dramma Salomè,[156] che fu però difficile far rappresentare nei teatri. Il dispiacere provato causò a Wilde un peggioramento delle condizioni di salute. I medici lo obbligarono a rinunciare al fumo, consigliandogli una dieta ferrea.

Wilde a casa di Blanche Roosevelt si fece leggere le mani da un noto chiromante dell'epoca (tale Cheiro) che, senza sapere di chi fossero, disse che le mani di Wilde erano come quelle di un re e che la sua mano destra rivelava che a quarant'anni gli sarebbe crollato il mondo addosso e che sarebbe stato esiliato. Egli, da sempre superstizioso, appena ascoltato queste parole abbandonò la casa senza dire una parola.[157]

La relazione con Alfred Douglas[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« I can resist everything except temptation. »
(IT)
« Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione. »
(Oscar Wilde ne Il ventaglio di Lady Windermere, traduzione di Alberto Rossatti[158])

La storia del rapporto di Wilde con Douglas differisce a seconda di chi la racconta: questi affermò di essere stato assillato dalla corte da parte di Wilde che disse che l'iniziativa era stata tutta di Alfred.

Douglas nel 1892 si presentò a casa di Oscar per chiedere aiuto poiché era oggetto di un ricatto. Oscar, grazie al suo avvocato George Lewis, risolse il tutto.[159] I due cominciarono a frequentarsi ed amarsi, Oscar conobbe la madre di Alfred, Lady Bracknell, e ne fece un personaggio di The Importance of Being Earnest.

Nel novembre 1892 Wilde si accorse che Alfred, il giovane Domiziano come lo chiamava,[160] spendeva senza remore molto denaro che continuava a pretendere quasi per umiliarlo.[161] Il fece conoscere a Wilde il mondo della prostituzione giovanile. Nell'autunno del 1892 fra i due ci fu quasi una gara nell'incontrare questi ragazzi.

Wilde ebbe così modo di avere rapporti con Alfred Taylor (figlio di un industriale), Sidney Mavor (futuro sacerdote), Maurice Schwabe e Freddy Atkins con i quali era come «banchettare con le pantere».[162], Edward Shelley per un breve periodo,[163] e Alfred Wood, di diciassette anni, che lo ricattò ricavandone 30 sterline.

Decadenza e gli amici in pena[modifica | modifica sorgente]

Dal 1893 Wilde preferiva alloggiare in albergo per incontrare liberamente e segretamente i giovani dei quali più che i favori, che talora non riceveva, ricercava il clima di ambiguità e di sregolatezza. Dal canto suo a Douglas non interessava nascondersi, entrava dall'entrata principale, voleva far sapere a tutti che era lui il ragazzo preferito da Oscar.[164]

A maggio 1893 Wilde andò ad Oxford per incontrare Alfred e nell'estate dello stesso anno i due soggiornarono in una casa a Goring-on-Thames, dove Oscar conobbe Theodore Wratislaw e il biondo Cyril.[165]

Molti si erano dispiaciuti della situazione in cui si era cacciato Wilde che violava apertamente il "Criminal Law Amendment Act" del 1885 (sezione 1, 1), un emendamento che puniva fino ad un massimo di due anni di reclusione gli uomini che praticavano atti sessuali fra loro.[166]

Max Beerbohm scriveva a Ross di come vedeva l'anima di Oscar ormai persa.[167] Anche John Gray, preferito da Oscar prima di Douglas, ora si sentiva abbandonato[168]

L'amico Pierre Louys andò a trovare Wilde in albergo assieme a Costance che in lacrime pregò il marito di tornare a casa.[169] Wilde rispose alle domande di Pierre dicendo che egli in effetti si era sposato tre volte nella vita, una con una donna e le altre due con degli uomini.[170]

I litigi e l'allontanamento e l'aiuto verso il prossimo[modifica | modifica sorgente]

Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas al tempo della loro relazione. Immagine tratta dal libro "Wilde" Jonathan Fryer, p. 85

In questo periodo ci fu il caso di Philip Danney, un sedicenne figlio di un colonnello che si trovava a casa di Robert Ross, che scrisse a Douglas della disponibilità del ragazzo che il sabato andò a letto con Douglas, la domenica con Wilde e il lunedì con una ragazza a spese di Douglas. Quando il giovanetto poi tornò a scuola ingiustificato venne scoperta tutta la faccenda.[171]

Subito il padre si rivolse alla polizia, ma sotto consiglio dell'avvocato e vista la reticenza del ragazzo a fare il nome di Wilde si convinse che era meglio lasciar perdere, poiché anche il figlio rischiava la prigione.[172] Ross scelse allora di andare a Davos per fuggire allo scandalo che la famiglia non gli perdonava.[173]

Dopo un furioso litigio con Oscar, Douglas, come suggerito da sua madre, partì alla volta del Cairo[174] mentre Wilde si nascose a Parigi (aveva anche dato un indirizzo falso per sicurezza) riacquistando una certa serenità ed andando ad applaudire Paul Verlaine uscito da poco dalla prigione.[175]

Nel 1894 Wilde si reca in visita a sua madre, ormai anziana, che avrebbe voluto che Oscar si riappacificasse con il fratello.[176] In questo periodo Wilde scrisse Florentine Tragedy e La Saint courtisane opere rimaste incompiute, e "The Cardinal of Avignon"; riuscì a finire Un marito ideale.

Un'altra importante opera da citare è The Canterville Ghost (Il fantasma di Canterville, 1887) che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce. Il ritorno di Douglas pose poi fine alla sua voglia di scrivere.

In questi tempi aveva ritrovato anche la disponibilità verso il prossimo dei tempi passati: aiutò la madre di Nelly Sickert vedova del marito che aveva rifiutato più volte di incontrarlo ma alla quale egli fece riacquistare il sorriso.[177]

Sono rimaste prove di una lettera anonima che ringraziò Wilde per avergli salvato la casa;[178] Edgar Saltus racconta che fu avvicinato da un uomo mezzo nudo al quale Wilde donò il suo cappotto.[179]

Gertrude Pearce, l'istruttrice del figlio di Wilde Vyvyan[180] racconta dei mille modi con cui Wilde le fu d'aiuto.

I processi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Procedimenti giudiziari a carico di Oscar Wilde.

Gli eclatanti avvenimenti che segnarono la sua vita e che lo videro come scandaloso protagonista per l'opinione pubblica dei benpensanti connazionali riguardarono i processi che Wilde dovette subire.

La prigionia[modifica | modifica sorgente]

Condannato molto severamente al massimo della pena prevista, Wilde, in divisa da carcerato, fu trasferito alla prigione di Holloway e da lì a Pentonville dove doveva scontare almeno 3 mesi della condanna prima che gli fosse concesso un qualunque contatto con l'esterno.

Lavorava 6 ore al giorno ad un mulino a ruota. Dormiva senza materasso, conobbe fame, insonnia e malattia (diarrea). Gli stessi secondini, pur sostenendo che il prigioniero fosse in perfetta salute, provavano pena nel vedere le condizioni del detenuto che era dimagrito di 10 chili.[181]

Rimasta famosa nella letteratura d'amore inglese De Profundis una lunga lettera che Oscar Wilde scrisse il 29 aprile 1895, dopo essere stato processato, al suo compagno, Alfred Douglas, proprio durante il periodo della carcerazione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi De profundis (Oscar Wilde).

Le visite[modifica | modifica sorgente]

Richard Burdon Haldane era un membro della commissione di indagine delle carceri che visitò Wilde il 12 giugno 1895.[182] In quell'occasione Oscar chiese ed ottenne da Haldane 15 libri da leggere.[183]

Il 4 luglio Oscar venne trasferito a Wandsworth, dove venne a fargli visita il fratello di Constance Otho Holland, avvertendolo che Costance stava pensando di procedere alla causa di divorzio contro di lui[184] e che se non voleva perdere la famiglia doveva far qualcosa. Wilde si convinse a concedere il divorzio a patto che la moglie andasse a vivere in America.[185]

Il 26 agosto Oscar fu visitato da Robert Sherard, che sebbene avesse il permesso di portare una persona con sé non trovò nessuno che volesse accompagnarlo. Stavano per essere rese pubbliche da Douglas, altre lettere compromettenti. Sherard fu incaricato da Oscar di impedirglielo ma Douglas minacciò d'ucciderlo.[186]

Il 21 settembre 1895 Wilde incontra Constance che, anche se aveva cambiato il suo cognome in Holland, gli promise che lo avrebbe aspettato dopo l'uscita di prigione, .[187] Sia a Londra (da More Adey) che a Parigi, si firmavano con scarso successo petizioni che chiedevano una diminuzione della pena per Wilde. Émile Zola, Victorien Sardou e Jules Renard rifiutarono di aderire.[188]

Durante i primi tempi di prigionia Wilde cadde ferendosi all'orecchio destro, per questo fu ricoverato due mesi nell'ospedale della prigione dove veniva deriso dai secondini.[189] Il 21 novembre venne trasferito al Reading Gaol,[190] dove tra le consuete sofferenze ebbe modo d'incontrare la vera amicizia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oscar Wilde al Reading Gaol.

Di nuovo libero[modifica | modifica sorgente]

Uscì il 19 maggio 1897, riuscendo ad evitare i giornalisti, accompagnato da Adey e Stewart Headlam, si recò a casa loro su una carrozza. Decise di chiedere asilo per mesi a dei gesuiti di Farm Street che rifiutarono di accoglierlo.[191] S'imbarcò per Dieppe dove Reggie Turner e Ross lo attendevano.

Wilde, pur in contatto epistolare con Douglas, scrisse alla moglie, ancora legalmente sposata con lui, per riconciliarsi ma Costance non cedette.[192]

Altri invece, come Fritz von Thaulow, furono felici di passare del tempo con lui. Il marchese Queensberry non si sentiva tranquillo e faceva pedinare Wilde che scoperto di essere osservato lasciò la città per Berneval dove molti gli fecero visita: Lugné-Poe, Ernest Dowson, Charles Conder, Dalthousie Young, André Gide, Charles Wyndham, Fernand Xau e Leonard Smithers.

A Napoli[modifica | modifica sorgente]

Incontrato di nuovo "Bosey" (Alfred Douglas) andò con lui a Napoli soggiornando a Villa del Giudice (Via Posillipo 37),[193]. Vide Eleonora Duse e le inviò una copia della Salomè che l'attrice ricevette con piacere[194]. L'arrivo a Napoli di Wilde fece molto scalpore, al punto che Matilde Serao ne scrisse su Il Mattino[195].

Constance venne a sapere del rinnovato rapporto di Wilde con Douglas e gli scrisse per convincerlo a lasciare definitivamente il suo amante, ma Oscar le rispose che era a causa sua se aveva ripreso il passato tenore di vita.[196] Constance e Lady Douglas allora usarono il ricatto del denaro poiché sia Douglas che Wilde non avevano alcun reddito se non quello che ricevevano dalle due donne. I due furono così costretti prima a vivere in due case separate, poi a lasciarsi definitivamente.[197]

Wilde così poté ricevere 200 sterline dalla moglie che continuava a volergli bene.[198]

La povertà[modifica | modifica sorgente]

Incapace di continuare a scrivere e sempre a corto di denaro, Wilde avvicinava chiunque parlasse inglese per scroccare da mangiare.[199]

Chiese del denaro al suo traduttore Henry Davray e per ottenerlo gli offrì una copia con dedica di The Duchess of Malfi di Webster.[200] Frédéric Boutet lo vide nel luglio del 1899 sotto la pioggia in un bar che stava per chiudere ma Oscar non se ne andava perché non aveva denaro per saldare il conto.[201]

Anche quando tornò a frequentare Douglas i soldi gli mancarono: una volta prese un mezzo pubblico chiedendo se qualcuno gli potesse pagare il biglietto. I presenti rifiutarono di aiutarlo e fu obbligato a scendere e a prendere una carrozza, sicuro che Alfred avrebbe pagato la corsa.[202]

Arrivò quasi a derubare una cantante lirica, Nellie Melba. Avvicinatosi a lei barcollante, le disse «Sono Oscar Wilde e sto per fare una cosa terribile. Sto per chiederle dei soldi», la donna in preda al panico gli diede tutto quello che aveva.[203]

Un'altra volta Ellen Terry lo vide affamato davanti a una pasticceria, osservando come per la fame che provava si mordesse le mani.[204] Ridotto senza denti anteriori e senza dentiera, venne riconosciuto da pochi suoi vecchi amici, fra cui Bodley ed Emma Calvé,[205] ai quali raccontò di essersi ridotto in quel modo per il rifiuto di un monastero a cui tempo prima aveva chiesto asilo.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Wilde a Roma, fotografato in Piazza San Pietro (1898)
Particolare dei "baci" impressi sulla tomba di Oscar Wilde.

Trasferitosi a Parigi, completò The Ballad of Reading Gaol. L'opera appena pubblicata si rivelò un successo, Wilde inviò numerose copie con dediche ai suoi conoscenti: ne ricevette una anche la moglie, ma senza dedica; la donna trovò lo scritto meraviglioso.[206] Constance morì a 40 anni dopo un'operazione chirurgica alla schiena il 7 aprile del 1898.

Si narra che Wilde l'avesse sognata il giorno prima della morte dicendole "vattene, lasciami in pace".[207] Nel maggio 1898, per cause sconosciute, Wilde venne operato alla gola.

Nel giro di due anni morirono anche Beardsley il 16 marzo 1898 (aveva venticinque anni), Dowson il 23 febbraio 1900 e suo fratello Willie, il 13 marzo 1899. Dopo la morte di Beardsley, raggiunse il suo amico Frank e nel dicembre 1898 risiedeva all'Hotel des Bains di La Napoule vicino a Cannes. In quell'occasione, parlando con il suo amico, disse che mentre lui soleva vantarsi di aver conosciuto Balfour, Balfour stesso si vantava di aver conosciuto Wilde.[208]

Viaggiando fece sosta a Genova nel cimitero di Staglieno dove si trovavano seppellite ai piedi di una collina le spoglie di Constance,[209] solo in seguito fu aggiunta una scritta che ricordava di chi fosse stata la moglie. Per poco tempo andò a vivere da Mellor Gland in Svizzera, ma stanco di vedersi rifiutata ogni richiesta di prestito decise di ripartire quasi subito: si recò prima a Santa Margherita dove Ross lo salvò dai debiti che aveva contratto, poi a Parigi all'hotel Marsollier, dove venne obbligato a non consumare alcool per 6 mesi.

Fra i tanti viaggi che ancora fece incontrò a Fontainebleau lo scienziato Peter Chalmers Mitchell che gli fece un invito a cena, che Wilde rifiutò per non fargli fare una brutta figura, poiché sapeva di non essere ben accetto.[210] Viaggiò di nuovo in Italia dove ebbe la benedizione di Papa Leone XIII sei volte nel giro di poco tempo e disse che grazie a ciò era guarito il suo esantema.

Negli ultimi anni di vita Wilde mostrò un grosso ripensamento sulle sue scelte di vita sessuale e già nel celebre “De profundis”, una lunga lettera all’ex amante Alfred Douglas, scrisse: «Solo nel fango ci incontravamo», gli rinfacciò, e in una confessione autocritica: «ma soprattutto mi rimprovero per la completa depravazione etica a cui ti permisi di trascinarmi» (Ediz. Mondadori, 1988, pag. 17). Tre settimane prima di morire, dichiarò a un corrispondente del Daily Chronicle: «Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L’aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni. Ho intenzione di esservi accolto al più presto» (R. Ellmann, “Oscar Wilde”, Rizzoli, Milano 1991, pag. 669).

In quei giorni incontrò anche John Gray. Harris scrisse al posto di Wilde la sua opera Mr. and Mrs. Daventry, i cui proventi pagarono i debiti di Oscar.

Il 31 gennaio 1900 Queensberry morì lasciando 20.000 sterline ad Alfred che di quella somma Alfred non diede neanche un penny a Wilde.[211] In quei giorni Wilde frequentava vari caffè letterari, ove incontrò Anna de Brémont alla quale disse:

(EN)
« I wrote when I did not know life; now that I do know the meaning of life, I have no more to write. Life cannot be written; life can only be lived »
(IT)
« Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: la vita può essere soltanto vissuta »
(Oscar Wilde in risposta alla domanda di Anna de Brémont[212]. trad.: Alberto Rossatti[213])

Malato di nevrastenia o di avvelenamento da cozze, come sosteneva lo stesso Wilde, soffriva di un forte prurito e si doveva continuamente grattare le varie chiazze sul corpo. Il medico, che secondo Ross tardò nella corretta diagnosi, lo visitò 68 volte.[214]

Rimase confinato a letto dal settembre del 1900 e venne operato per una paracentesi del timpano (o forse per asportazioni di polipi),[215] A mezzogiorno del 29 ottobre si alzò dal letto, dopo pranzo passeggiò con Ross e al bar bevve dell'assenzio.[216]

Il giorno dopo peggiorò per un'otite media probabilmente dovuta alla sifilide terziaria, una malattia che si era manifestata molti anni prima.[217] Morfina, oppio e cloralio gli venivano somministrati per alleviare il dolore, ma beveva champagne ogni giorno. La vecchia suppurazione dell'orecchio destro peggiorò; a novembre l'infiammazione arrivò al cervello causando una meningoencefalite.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oscar Wilde e la religione.

Wilde, che non riusciva più a parlare, alzando due volte la mano in risposta fece capire a Ross che voleva vedere un prete per convertirsi.[218]. Robert Ross condusse presso di lui il reverendo cattolico irlandese Cuthbert Dunne. Wilde rispose con un cenno di volerlo vicino a sé (era impossibilitato a parlare come già scritto), il sacerdote gli domandò se desiderava convertirsi, e Wilde sollevò la mano. Quindi padre Dunne gli somministrò il battesimo condizionale, lo assolse dai suoi peccati e gli diede l’estrema unzione[219]. Così teneva fede a una sua solita allocuzione in cui affermava «Il cattolicesimo è la sola religione in cui valga la pena di morire»[220].

Il giorno dopo, il 30 novembre, in Rue des Beaux-Arts 13, all'età di 46 anni, dopo aver vomitato sangue, Oscar Wilde morì alle 14.00.[221] "Nel mentre della morte uscì del siero da ogni orificio".[222]

Il funerale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oscar Wilde esteta socialista.
(EN)
« And alien tears will fill for him
Pity's long-broken urn,
For his mourners will be outcast men,
And outcasts always mourn »
(IT)
« Lacrime sconosciute riempiranno
l'urna della Pietà per lui. Avrà
i lamenti degli uomini esiliati,
per gli esiliati esiste solo il pianto. »
(Epitaffio della tomba di Oscar Wilde, tratto da La ballata del carcere di Reading trad.: Ettore Capriolo[223])

Dupoirier accudì il cadavere, Dunne riempì la bara con icone cattoliche e da Gilbert venne fatta una foto con il flash. Quattro carrozze seguirono il carro funebre. Wilde disse una volta ad André Gide:

« Volete sapere qual è stato il grande dramma della mia vita? È che ho messo il mio genio nella mia vita; tutto quello che ho messo nelle mie opere è il mio talento. »

Ciò che rimase di Wilde fu prima seppellito nel cimitero di Bagneaux. Nel cimitero di Bagneaux, sulla sua tomba, gli amici, che nonostante tutto gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi difficilissimi anni, avevano fatto costruire un modesto monumento su cui avevano fatto incidere la frase (tratta dal libro di Giobbe): "Nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso".

Dal 1909 le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge. Il trasporto avvenne a cura della signora Carew, madre di Sir Coleridge Kennard.

Morto Ross le sue ceneri vennero sepolte nella stessa tomba di Wilde. Negli anni, numerose estimatrici di Oscar Wilde si sono succedute dinnanzi a questo monumento lasciandovi, come traccia del loro passaggio, impronte di baci.

Critica letteraria[modifica | modifica sorgente]

« Un tempo ti mettevano alla ruota adesso ti mettono sulla rotativa.[224] »

Tutti si sono espressi su Oscar Wilde e sul suo modo di scrivere, anche chi ha ammesso candidamente di non conoscere pressoché nulla dell'autore,[225] l'"artista martire" come lo definì Hugues Rebell;[226] tale termine, rafforzato aggiungendo alla definizione di martire anche quelle di eroe e di mentore, in un paragrafo che non a caso si chiama “il culto di Oscar”,[227] vuol mettere in luce la semplicità del linguaggio e la facilità di comprensione delle sue opere anche fuori dal suo paese d'origine, come sottolinea Jorge Luis Borges.[228] Nei suoi scritti il critico Karl Beckson notò che qualunque fosse l'argomento trattato si intravedeva, a riprova della sua capacità di presagire i tempi, il postmodernismo,[229] ma la sua abilità più che con la poesia veniva espressa con la prosa, per via delle sue frasi espressive e dell'immaginazione che nascevano dalle parole, come ebbe ad affermare Osbert Burdett nel 1925.[230] Mario Praz lo paragona più volte a Byron, ammettendo che entrambi davano una grande importanza all'arte che in mano loro diventava vita, notando che anche le loro opere meno riuscite avevano di fatto un identico impatto, superiore a quello che si poteva pensare, grazie alle loro personalità[231] e Wilde, massimo esponente dell'estetismo, avendo poco da offrire per contrastare la superiorità di Byron, poteva mettere sul piatto solo la sua capacità di conversare in maniera brillante, riuscendo a strappare sorrisi.[232]

Arthur Nethercot parlava della coesistenza di un Wilde e di un anti-Wilde: nella sua esposizione si ritrova a parlare anche del dandy, colui che voleva farsi conoscere ad ogni costo, colui che proclamava l'estetismo che si frapponeva all'altra parte conosciuta da pochi: una persona normale, sentimentale e penitente.[233] Tale paradosso è stato evidenziato da molti autori, definendolo come il peccatore che è anche santo, il pagliaccio che ha visto la tragedia della realtà.[234] Del resto lui stesso ammetteva che concetti come il pianto di gioia erano per lui l'effetto drammatico della natura, cosa che amava esternalizzare nelle sue opere.[235] In fondo, come notano altri autori, Wilde aveva due strade che percorse entrambe: la via del cinismo che si evolse nell'ironia, che ritroviamo nel suo teatro e nelle commedie, e lo spirito idealistico che si ritrova nei dialoghi immaginari creati da lui, come si ritrovano nei suoi romanzi e nella prosa, quella stessa prosa che seduce lo spettatore.[236]

A William Butler Yeats, che lo conosceva bene, sembrava un autore incompiuto, definendolo come il "quasi vincitore del Graal",[237] mentre Walter Pater diceva che leggendo i suoi scritti si pensa più ad un ottimo parlatore che ad altro.[238] Secondo Renaud gli artifizi non gli si addicevano, Wilde otteneva i suoi risultati migliori con la naturalezza.[239]

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il nome Oscar Wilde si diffuse, superando il confine della carta stampata, già all'epoca del viaggio in America: furono creati dei valzer coi titoli di "Non ti scordar di me" di Wilde, il "Giovanotto ciondolante" e "Oscar caro!". Oltre alle innumerevoli caricature su carta, l'umorista Eugene Field arrivò a prendere, camuffandosi, le sue sembianze. Ci fu anche una versione pirata della sua prima opera[240]. Su Wilde sono state organizzate conferenze internazionali a distanza di quasi cento anni dalla sua morte[241] e in suo nome venne chiamato un filone d'argento ("L'Oscar").

Esistono anche agenzie turistiche nei cui programmi vengono proposti come mete di viaggio i luoghi che più hanno distinto la vita di Wilde a Londra.[242]

Le sue frasi si vedono dappertutto, sia stampate sulle T-shirt che marchiate sulle tazze di caffè, rendendolo più popolare di quanto non fosse stato nell'epoca vittoriana[243].

Nel 2008, a Oscar Wilde, è stato intitolato il "Premio Wilde Concorso Letterario Europeo" che si ripropone ogni anno, patrocinato dall'Osservatorio Parlamentare Europeo, Ministero della Gioventù e Presidenza della Repubblica Italiana.

Anni dopo la sua morte Reggie Turner scriveva a Robert Sherard affermando che, secondo lui, mai si sarebbe scritto un libro che potesse essere considerato tanto soddisfacente da contenere un personaggio così grande come Oscar Wilde.[244]

Su di lui hanno scritto premi Nobel, e a una sua biografia, scritta da Richard Ellmann, è stato assegnato un Premio Pulitzer.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Opere di Oscar Wilde.
Tipo di narrazione[245] Titolo italiano Titolo originale Anno
Poesia Ravenna Ravenna 1878
Poesia Poemi Poems 1881
Poesia La sfinge The Sphinx 1894
Poesia La ballata del carcere di Reading The Ballad of Reading Gaol 1898
Romanzi Il ritratto di Dorian Gray The Picture of Dorian Gray 1891
Saggi Intenzioni Intentions 1891
Saggi L'anima dell'uomo sotto il socialismo The Soul of Man under Socialism 1891
Saggi Impressioni dell'America Personal Impressions of America
Opere Teatrali Vera o i nichilisti Vera, Or the Nihilists 1880
Opere Teatrali La duchessa di Padova The Duchess of Padua 1883
Opere Teatrali Salomè Salomè 1893
Opere Teatrali Il ventaglio di Lady Windermere Lady Windermere's Fan 1892
Opere Teatrali Una donna senza importanza A Woman of No Importance 1893
Opere Teatrali Un marito ideale An Ideal Husband 1895
Opere Teatrali L'importanza di chiamarsi Ernesto The Importance of Being Earnest 1895
Opere Teatrali La santa cortigiana o La donna coperta di gioielli La sainte courtisane or the woman covered with jewels 1908
Opere Teatrali Una tragedia fiorentina A Florentine Tragedy 1908
Prosa Il fantasma di Canterville The Canterville Ghost 1887
Prosa Il principe felice e altri racconti The Happy Prince and Other Tales 1888
Prosa Il delitto di Lord Arthur Savile Lord Arthur Savile's Crime 1891
Prosa La casa dei melograni A House of Pomegranates 1891
Prosa Il ritratto di Mr W.H. The Portrait of Mr. W. H. 1889
Lettere De profundis De profundis 1905
Lettere Le lettere di Oscar Wilde The Letters of Oscar Wilde 2000
Poesia in prosa Poesie in prosa Poems in Prose 1894
  • Teleny (Teleny or The Reverse of the Medal) (Parigi, 1893) - In cui fra i vari autori figurerebbe anche Wilde, ma nell'opera il suo tratto caratteristico non si riscontra in nessun passaggio.[246]

Aforismi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stile narrativo di Oscar Wilde.
Una casa di melograni (frontespizio)

Wilde non pubblicò mai una raccolta di aforismi: chi ne parla, quindi, li estrapola dall'intero corpus delle sue opere. Eppure proprio gli aforismi rappresentano la quintessenza del suo stile di vita, di pensiero e di scrittura. In vita, il pensiero di creare tale raccolta gli venne una volta, poco prima di recarsi in Francia, nel 1897, quando era ancora nel carcere di "Reading", ma a tale progetto non seguì mai una realizzazione.[247] L'idea di una raccolta di questo genere fu condivisa anche da altri, infatti ne apparvero alcune, già prima del processo: Phrases and Philosophies for the use of the Young[248] e nella prefazione del romanzo The Picture of Dorian Gray (datato 1891), che fu interamente composta da suoi aforismi.[249]

Molti si sono cimentati ad esprimere una verità con un aforisma, ma nessuno mai si dimostrerà altrettanto abile.[250]

Film su Oscar Wilde[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filmografia su Oscar Wilde.
Illustrazione da The Canterville Ghost

Nel corso degli anni la figura di Oscar Wilde è apparsa innumerevoli volte sul palcoscenico della tv, del cinema e del teatro, mentre le opere da lui create sono state ampiamente sfruttate sia direttamente che indirettamente. Fra tutte Il ritratto di Dorian Gray ha saputo, già nel 1910,[251] e maggiormente nel 1945,[252] dove fu candidato a tre premi Premi Oscar[253] grazie anche all'interpretazione di Angela Lansbury, fornire idee a tanti registi e produttori televisivi.

Teatro su Oscar Wilde[modifica | modifica sorgente]

Le interpretazioni teatrali di Wilde nel corso degli anni sono innumerevoli, i vari attori che ne hanno interpretato il ruolo nel corso del tempo sono stati tra gli altri Vincent Price, Simon Callow, Liam Neeson e Romolo Valli, mentre fra le rappresentazioni teatrali più famose si riscontrano Diversions and delights, The invention of Love e The Judas Kiss.[254]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In altre fonti "O'Flaherty" (per es: Robert Harborough Sherard, The life of Oscar Wilde, Brentano's, 1911)
  2. ^ «Il pubblico borghese adora avere la sensazione che si faccia appello alla sua intelligenza» così come scrive Masolino D'Amico in Masolino d'Amico, Dieci secoli di teatro inglese, Milano, Mondadori, 1981, p. 327.
  3. ^ Nel Grande dizionario dell'uso, diretto da Tullio De Mauro, Torino, UTET, 2000, la voce «esprimersi per paradossi» rinvia a «I paradossi di O. Wilde»
  4. ^ Oscar Wilde, articolo di James Joyce pubblicato sul "Piccolo della Sera di Trieste" il 24 marzo 1909 e scritto in italiano dall'autore. L'articolo è riportato in Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, Roma, Newton Compton, 1993, p. 9.
  5. ^ Neil Bartlett, Who was that Man? A Present for Mr. Oscar Wilde, London, Serpent's Tail, 1988, p. 41.
  6. ^ Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius, Random House, 2000, p. XII. ISBN 978-0-679-45734-3.
  7. ^ Fra tutte L'importanza di chiamarsi Ernesto, che è stata definita da W.H. Auden come «l'unica opera puramente verbale in lingua inglese» (Nel saggio "An Improbable Life" su New Yorker del 9 marzo 1963)
  8. ^ Greta Jones, Elizabeth Malcolm, Medicine, Disease and the State in Ireland, 1650-1940, New York, Cork University Press, 1999, p. 88. ISBN 978-1-85918-230-7.
  9. ^ Della sua "incisione di Wilde" se ne parla ancora oggi, ha pubblicato due studi: epidemic ophtalmia nel 1851 e aural surgery nel 1853 Diamant H, Hultcrantz M., History of Otitis Media in Nord Medicinhist Arsb., 1996.
  10. ^ Irish Popular Superstitions, 1852, opera dedicata alla moglie.
  11. ^ Da una corrispondenza con i colleghi del marito risulta che la moglie di Sir Wilde riteneva che la ragazza fosse pazza. (Vedi: Lettere di Lady Wilde a Mrs. Olivecrona 1º gennaio e 23 marzo 1865)
  12. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, pp. 122-123. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  13. ^ Masolino d'Amico ci ricorda di come la sua vantata discendenza italiana (più precisamente toscana) era in realtà finta: discendeva da umili lavoratori inglesi come scritto in Oscar Wilde, Wilde Opere, a cura di Masolino D'Amico, Milano, Mondadori, 2004, p. XII. ISBN 88-04-47906-X.
  14. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, London, Hamish Hamilton, 1987, p. 16
  15. ^ Come fece durante il processo all'Old Bailey, durante il quale affermò di avere trentanove anni quando invece ne aveva quaranta. (Vedi: Jonathan Fryer, Wilde, Haus Publishing, 2005, p. 97. ISBN 978-1-904341-11-6. ). La pubblica accusa in quell'occasione si accanì su tale contraddizione esibendo come prova un certificato di nascita e sostenendo l’inattendibilità della sua deposizione. (Vedi: Richard Ellmann, Oscar Wilde, Rocca san casciano, Mondadori, 2001, p. 421. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo)
  16. ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi, quinta edizione, Milano, BUR, 2004, p. 218. ISBN 978-88-386-3917-3. traduzione di Alberto Rossatti
  17. ^ A Dublino si ricordava la capacità dialettica di Sir William che una sola volta egli fu contrastato da un altro abile parlatore quanto lui, e in quell'occasione Sir William per non dargliela vinta fece finta di essersi addormentato russando sonoramente. (Da Lady Wilde, lettere 1852, 22 novembre 1854.)
  18. ^ Terence De Vere White, The Parents of Oscar Wilde, London, 1967, pp. 210-211.
  19. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Rocca San Casciano, Mondadori, 2001, p. 24. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  20. ^ Sherard, Life of Oscar Wilde, London, pp. 5-6.
  21. ^ Arthur Ransome, Oscar Wilde: A Critical Study, M. Secker, 1912, p. 29.
  22. ^ Joyce Bentley, The Importance of Being Constance, London, 1983, p. 32.
  23. ^ «Names are everything» (i nomi sono tutto) si legge nel ritratto di Dorian Gray, p. 231. La madre pensava alla grandezza del nome come descrive accuratamente in Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius, Random House, 2000, pp. 3-4. ISBN 978-0-679-45734-3.
  24. ^ Douglas Sladen, Twenty Years of My Life, London, 1915, p. 109.
  25. ^ Christopher John Murray, Encyclopedia of the Romantic Era, 1760-1850, New York, Taylor & Francis, 2004, p. 717. ISBN 978-1-57958-422-1.
  26. ^ Vincent O'Sullivan, Aspects of Wilde, London, 1936, p. 80.
  27. ^ "C33" era la sua matricola da prigioniero come scritto in: André Gide, Gli ultimi anni di Oscar Wilde, dandy decaduto, Viterbo, Fiabesca, marzo 2008, p. 51. ISBN 978-88-6222-027-9. Traduzione a cura di Stefano Lanuzza
  28. ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, a cura di Rupert Hart-Davis, London, 1962, p. 720.
  29. ^ Coulson Kernahan, Good Company, 2ª edizione, London, 1917, p. 208.
  30. ^ Wilde si alterò a vedere l'articolo apparso sul giornale "Pall Mall budget" di William Archer, articolo comparso nel 10 gennaio 1895
  31. ^ Frank Harris, Bernard Shaw, Oscar Wilde: Including My Memories of Oscar Wilde, Michigan State University Press, 1959, p. 15.
  32. ^ Siobhán Marie Kilfeather, Dublin: A Cultural History, Oxford University Press US, 2005, p. 82. ISBN 978-0-19-518201-9.
  33. ^ Stuart Mason, Bibliography of Oscar Wilde, London, 1914, p. 118.
  34. ^ Robert Sherard, The Real Oscar Wilde, London, 1917, p. 163.
  35. ^ Pearson Haskett, The Life of Oscar Wilde, London, 1946, pp. 20-21.
  36. ^ Questa informazione si deve a Murroe Fitzgerald in una lettera indirizzata al direttore dell'Irish Times, datata 28 agosto 1954. Raccontò che nel 1919 aveva collaborato ad una causa di indennizzo per una donna che raccontava di essere stata loro badante nella città di Dungarvan.
  37. ^ Reginald Turner lettera a A.J.A. Symons, 26 agosto 1935, l'aneddoto gli era stato raccontato dallo stesso Wilde.
  38. ^ a b Oscar Wilde, Aforismi. Humor inglese con la firma d'artista, seconda edizione, Colognola ai Colli, Demetra srl, 1998, pag. 5. ISBN 88-7122-433-7. Traduzione di Bettina Della Casa
  39. ^ a b Oscar Wilde, Aforismi, 21ª edizione, Milano, Mondadori, 1998, p. 53. ISBN 88-04-47791-1. Traduzione di Alex R. Falzon
  40. ^ Robert Sherard, the real Oscar Wilde,, London, 1946, p. 148.
  41. ^ Recensione di Henry the Fourth at Oxford "Dramatic Review 23 maggio 1885", Henry James, Persons and Places, 1883, p. 246
  42. ^ Mr. Mahaffy's New Book da "Pall Mall Gazzette" del 9 novembre 1887
  43. ^ Wilde aveva confuso l'orario di due esami differenti. Arrivò a presentarsi alle 13 quando avrebbe dovuto presenziare già di mattina. Riguardo alla punizione che fu comminata a Wilde esistono due differenti versioni: o gli si fece copiare il 27º capitolo degli Atti degli apostoli o una traduzione dal greco dell'episodio del tradimento di Gesù da parte di Giuda; in entrambi i casi quando il professore gli disse di fermarsi Oscar continuò affermando che voleva sapere come andava a finire la storia narrata. Per le due versioni dell'episodio: Douglas Ainslie, Adventures p. 93 a cura di Aldo Camerino, London, Casini, 1922. e Douglas Sladen, Twenty Years of My Life, London, 1915, p. 110. .
  44. ^ Lady Wilde lettera a Wilde autunno 1876 (Clark)
  45. ^ Il 16 e il 30 novembre del 1877. Wilde confuse le due condanne pensando di dover pagare 3 sterline di spese giudiziarie per il debito di 5. In realtà si trattava di pochi scellini. Così come viene riportato in Oscar Wilde, More Letters of Oscar Wilde, London, 1985, pp. 82 a cura di Rupert Hart-Davis.
  46. ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, London, 1962, p. 23, a cura di Rupert Hart-Davis.
  47. ^ Oscar Wilde, The letters of Oscar Wilde, a cura di Rupert-Hart-Davis, London, 1962, p. 39.
  48. ^ Citazione di Wilde in Pater, Mr. Pater's Last Volume, I, n. 12 "The Speaker", London, 22 marzo 1890, pp. 319-320.
  49. ^ Bodley in un articolo sul "New Yor Times" del 20 gennaio 1882
  50. ^ Dal diario del rettore del Lincoln College Mark Pattison 5 maggio 1878; altre descrizioni le ritroviamo da Thomas Wright il Biografo di Pater nel 1907, dove si raccontano le sue attenzioni anche verso un barbiere. Lettera al Brasenose college di Oxford
  51. ^ Lettera di Robert Ross citata in Eduard J. Bock, Oscar Wildes persönliche und frühste literarische Beziehngen zu Walter Pater, Bonn, "Cornhill Magazine" LXVI, 1913, p. 11.
  52. ^ William Rothenstein, Men and Memories, New York, Gallery, 1931, p. 139.
  53. ^ Thomas Wright, The Life of Walter Pater, London, gallery, 1907, , 2 volumi, II volume, p. 126.
  54. ^ Robert Formano Horton, An Autobiography, 1917, p. 44.
  55. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, p. 36. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  56. ^ Wilde con gli esaminatori discuteva sul termine “metaphysic” presente nel testo, mentre secondo lui si sarebbe dovuto scrivere “metaphysics”. Per tale evento si registra la presenza di Lewis Farnell in Lewis Farnell, An Oxonian Looks Back, London, , pp. 70-71.
  57. ^ Ethel Smyth, Impressions that Remained, London, 1919, 2 volumi, volume I, pp. 115-117.
  58. ^ Lettere a Archibald Henry Sayce, docente di Filologia comparata a Oxford e a A.H. Sayce datata 28 maggio 1879 (Bodleian)
  59. ^ Frank Benson affermò che Wilde non fu di alcun aiuto, mentre la versione di Wilde la si ritrova in "Telegram NewYork" del 13 gennaio 1882
  60. ^ Da "Athenaeum" del 4 settembre 1880, pp. 301-302. la parte attribuita a Wilde inizia dall'articolo di Mr. Jebb per poi terminare ad Atene.
  61. ^ Louise Jopling, Twenty Years of My Life, 1867 to 1887, London, 1925, p. 79.
  62. ^ Frank Benson, presente all'episodio, descrive la scena in Frank Benson, My Memories, London, 1925, p. 138.
  63. ^ Raccontato a Mrs. Julia Hawthorne e scritto in "Harper's Bazar" 18 giugno 1881
  64. ^ a b Claude Beddington, All that I have Met, London, 1929, p. 34.
  65. ^ Elizabeth Robins, Both Sides of the Curtain, London, 1940, p. 9.
  66. ^ Descrizione particolareggiata della dimora la si ritrova in Laura Troubridge, Life Amongst the Troubridges, a cura di Jacqueline Hope Nicholson, London, 1966, p. 152.
  67. ^ Nigel Rees, Humphries L.Roger, Brewer's Famous Quotations: 5000 Quotations and the Stories Behind Them, Weidenfeld & Nicolson, 2006, p. 491. ISBN 978-0-304-36799-3.
  68. ^ Oscar Wilde in una recensione apparsa sul Saunders's Irish Daily News del 5 maggio 1879
  69. ^ Ellen Terry, Memories, , a cura di Edith Craig e Cristopher Saint John, 1933, p. 231.
  70. ^ Oscar Wilde in una recensione del quadro "Olivia" di Whistler del 30 maggio 1885
  71. ^ Joseph Pennell, E.R., The Life of James McNeill Whistler, London, 1911, p. 724.
  72. ^ Il Trilby era un'opera scritta dallo stesso du Maurier Léonée Ormond, E.R., Georgedu du Maurier, London, 1969, pp. 468-469.
  73. ^ Scambio di battute prese da Pearson Hesketh, Gilbert His Life and Strife, London, 1957, p. 110.
  74. ^ Don C. Seitz, Whistler Stories, New York, 1913, pp. 66-67.
  75. ^ Mr. Oscar Wilde at Mr. Whistler's "The Bat" del 29 novembre 1887
  76. ^ Oscar Wilde, Opere, , a cura di Masolino D'Amico, Milano, Mondadori, 2004, p. 1654. ISBN 88-04-47906-X.
  77. ^ Come riportato da Mrs. Julia Hawthorne in "Harper's Bazaar"
  78. ^ Oxford and Cambridge Undergraduate's Journal del 17 novembre 1881
  79. ^ Il padre di Frank Miles morì dopo poco e lui finì i suoi giorni in manicomio Frank Harris, His Life and Adventures, London, 1947, p. 303.
  80. ^ I contatti avvennero grazie al colonnello W.F. Morse. W. F. Morse, American Lectures in the Works of Oscar Wilde, , la lettera si trova in un volume chiamato His Life (non vi è l'elenco delle pagine al suo interno), Boston – New York, 1999.
  81. ^ "Tribune" del 10 gennaio 1883 e del 4 febbraio 1883
  82. ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi, 5ª edizione, Milano, BUR, 2004, p. 34. ISBN 978-88-386-3917-3.
  83. ^ Louis Latourette, Dernières heures avec Oscar Wilde, , "Nouvelles Littéraires", dicembre 1928.
  84. ^ John Augustus, Chiaroscuro Fragments of Autobiography, , First Series, dicembre 1952, pp. 433-434.
  85. ^ a b Robert Harborough Sherard fu uno dei più grandi biografi di Oscar Wilde, in seguito scrisse tre libri: The Story of an unhappy Friendship del 1902, Life of Oscar Wilde 1906 e The Real Oscar Wilde del 1915, più altre piccole raccolte.
  86. ^ Robert Sherard, lettere ad A.J.A. Symons del 31 maggio 1937 e del 3 giugno 1937.
  87. ^ Robert Sherard, Oscar Wilde Story of an Unhappy Friendship, London, 1917, p. 72.
  88. ^ Louise Jopling, Twenty Years of My Life, 1867 to 1887, London, 1925, p. 80.
  89. ^ E. Terry, Memoirs, p. 253.
  90. ^ Il "The World" per l'occasione aveva scritto una piccola poesia, come da articolo del 23 maggio 1883
  91. ^ Come da Punch del 31 marzo 1883
  92. ^ Descrizione particolareggiata dal "P.'s Weekly" del 30 maggio del 1913
  93. ^ Dal ritaglio di giornale da cui è tratta la notizia non si è riuscito a comprendere né la data né quale giornale fosse, in ogni caso la notizia è riportata anche in Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, p. 275. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  94. ^ Merlin Holland, The Wilde Album, London, 1997, p. 112.
  95. ^ Constance Lloyd, lettera a Otho Lloyd del 7 giugno 1881
  96. ^ Oscar Wilde, Alvin Redman, The Wit and Humor of Oscar Wilde, London, Courier Dover Publications, 1959, p. 123. ISBN 978-0-486-20602-8.
  97. ^ "The Truth", 18 luglio 1883
  98. ^ "Herald" di New York del 12 luglio 1883
  99. ^ Kenneth Rose, Superior Person, Cambridge, 1969, p. 72.
  100. ^ Constance Lloyd, lettera a Otho Lloyd 26 novembre 1883
  101. ^ Fra le varie lettere quella di Lady Wilde indirizzata ad Oscar del 27 novembre 1883 era firmata in lingua italiana "La Madre".
  102. ^ Veniva schernito del fatto che nelle sue conferenze parlava sempre della "casa bella", ora, secondo i suoi interlocutori aveva l'occasione di mostrarne una. Da Sir Johnston Forbes-Robertson, A Player Under Three Regins, edizione 1925, p. 110.
  103. ^ Hyde H. Montgomery, Oscar Wilde, The Trials of Oscar Wilde, Courier Dover Publications, 1973, p. 45. ISBN 978-0-486-20216-7.
  104. ^ E.A. Brayley Hodgett, Moss From a Rolling Stone, 1924, p. 130.
  105. ^ L.B. Walford, Memories of Victorian, London, 1912, pp. 147-153 e 230-233.
  106. ^ Jonathan Fryer, Wilde, Haus Publishing, 2005, p. 53. ISBN 978-1-904341-11-6.
  107. ^ "The Bat" del 30 marzo 1886
  108. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, pp. 307-308. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  109. ^ Louise Jopling, Wilde, pp. 79-82.
  110. ^ Anne Clark Amor, Mrs. Oscar Wilde: A Woman of Some Importance, Sidgwick & Jackson, 1988, p. 51. ISBN 0-283-99743-5.
  111. ^ Jonathan Hyde, Oscar Wilde, pp. 21-23.
  112. ^ E. H Mikhail, Oscar Wilde: Interviews and Recollections, Barnes & Noble, 1979, p. XVI.
  113. ^ Descrizione più particolareggiata dell'abitazione in Charlotte Gere, Lesley Hoskins, Geffrye Museum, Wilde, London, Lund Humphries, pp. 79-82. ISBN 978-0-85331-818-7. La versione originale si trova nella University of Michigan
  114. ^ Coulson Kernahan, Good Company, 2 edizione, London, 1917, p. 217.
  115. ^ Anna Dunphy. De Brémont, Oscar Wilde and His Mother a memoir, London, Everett, 1914, p. 89.
  116. ^ Frank Harris, Oscar Wilde His Life and Confessions, Kessinger Publishing, 2005, pp. 337-338. ISBN 978-1-4179-0483-9.
  117. ^ Peter Raby, The Cambridge Companion to Oscar Wilde, London, Cambridge University Press, 1997, p. XX. ISBN 978-0-521-47987-5.
  118. ^ Oscar Wilde, Anya Clayworth, Selected Journalism, Oxford University Press, 2004, p. XXXVII. ISBN 978-0-19-280412-9.
  119. ^ Claude Beddington, All that I have Met, London, 1929, p. 41.
  120. ^ Arthur Ransome, Oscar Wilde: a Critical Study, London, 1912, p. 32.
  121. ^ Oscar Wilde, Renato Miracco, Verso il sole: cronaca del soggiorno napoletano, Colonnese, 1988, p. 75. ISBN 978-88-87501-14-8.
  122. ^ Ada Leverson, Letters of the sphinx from Oscar Wilde and Reminescences of the Author, London, 1930, pp. 48-49.
  123. ^ Oscar Wilde, The Best of Oscar Wilde: Selected Plays and Literary Criticism, London, Signet Classic, 2004, p. 80. ISBN 978-0-451-52934-3.
  124. ^ Maureen Borland, Wilde's Devoted Friend: A Life of Robert Ross, 1869-1918, London, Lennard, 1990, p. 23. ISBN 978-1-85291-085-3.
  125. ^ Termine usato impropriamente di uso popolare, probabilmente per un errore di trascrizione delle fonti. Il termine corretto è edema cerebrale mostrava fra i vari sintomi e segni clinici cefalea, vertigini, arrivando alla sincope. Per il confronto dei termini si veda Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, p. 171. ISBN 978-88-386-3917-3.
  126. ^ Fra i vari documenti Morris B. Kaplan, Sodom on the Thames: Sex, Love, and Scandal in Wilde Times, p. 167, Cornell University Press, 2005. ISBN 978-0-8014-3678-9. e Harford Montgomery Hyde, The Cleveland Street Scandal, Coward, McCann & Geoghegan, 1976, p. 59. ISBN 978-0-698-10775-5.
  127. ^ Dall'articolo uscito sul Pall Mall gazzette del 17 aprile 1888
  128. ^ Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius, Random House, 2000, p. 145. ISBN 978-0-679-45734-3.
  129. ^ Da una lettera di Robert Ross indirizzata a Frank Harris del 2 maggio 1914
  130. ^ Simon Nowell-Smith, Cassell & Company, The House of Cassell, 1848-1958, Cassell, 1958, p. 149.
  131. ^ Alvin Sullivan, British Literary Magazines, Greenwood Press, 1983, p. 454. ISBN 978-0-313-22871-1.
  132. ^ Queste informazioni ci sono pervenute in risposta alle domande di W.E. Henley, altro direttore di editoriale che si lamentava di lavorare troppo come riportato in Morley Sheridan, Oscar Wilde, Holt, Rinehart and Winston, 1976, p. 69. ISBN 978-0-03-017586-2.
  133. ^ W. Rothenstein, As We Were, p. 187.
  134. ^ Bernard. Shaw, Am Autobiography, 1970, p. 50. a cura di Stanley Weintraub
  135. ^ Rudolf Von Frank Liebich, Unpublished memoir, Clark.
  136. ^ Lionel Johnson, lettera ad Arthur Galton del 18 febbraio 1890 (tenuta a Hart-Davis)
  137. ^ aveva fatto come riportato in Henry Hyde Champion, Wilde As I Saw Him, Book Lover, dicembre 1914, pp. 244-245.
  138. ^ Jean Paul Leverson, Raymond, Oscar Wilde, Recollections, London, Nonesuch Press, gennaio 1932, p. 42.
  139. ^ Lady Wilde lettera a Wilde, giugno 1898
  140. ^ David Bispham, A quaker Singer's Recollections, New York, 1920, p. 150.
  141. ^ Robert Sherard, Aesthete and Realist Morning Journal del 22 marzo 1891
  142. ^ in Max Beerbohm, Oscar Wilde in Anglo-American Times del 25 marzo 1893
  143. ^ in Richard Ellmann, Oscar Wilde una biografia, Milano, Rizzoli, 1993.
  144. ^ Molti di questi apologhi ritenuti da sempre perduti sono stati raccolti in un volume intitolato "Le parole del giglio" pubblicato in Italia dalla Verba Volant edizioni nel novembre 2010.
  145. ^ Tale commento fu udito dai suoi genitori mentre Wilde osservava la casa aspettando il ritorno di Proust Julian Philippe, Oscar Wilde, Paris, 1967, p. 246.
  146. ^ Stuart Merrill, Prose et vers: oeuvres posthumes, Paris, 1925, pp. 142-145.
  147. ^ Le varie lettere di Whistler sono state raccolte in C.F. Barbier, Corriespondance, Paris, 1962, pp. 98-99.
  148. ^ Gédéon Spilett in Gil Blas del 2 novembre 1897
  149. ^ Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius, Random House, 2000, p. 185. ISBN 978-0-8129-9261-8.
  150. ^ L'assenzio verrà poi vietato nella Svizzera nel 1908, negli USA nel 1912 in Francia nel 1915 me non in Britannia Phil Baker, The Book of Absinthe: A Cultural History, Grove Press, 2001, p. 30. ISBN 978-0-8021-3993-1.
  151. ^ Pierre Champion, Marcel Schwob et son temps, Paris, 1927, p. 99.
  152. ^ E. H. Mikhail, Oscar Wilde: Interviews and Recollections, Barnes & Noble, 1979, p. XX.
  153. ^ André Gide, Oeuvres complètes, Paris, 1932-1939, vol. III, pp. 476-477.
  154. ^ Pearson Hesketh, The Pilgrim daughters, London, 1961, p. 185.
  155. ^ Robertson Graham, Time was, London, 1931, p. 135.
  156. ^ Per l'opera lirica che Richard Strauss ricavò da questo dramma vedi Fausto Cercignani, Il tetrarca, la vergine e il profeta nel dramma di Oscar Wilde e nel libretto di Richard Strauss, in «Salome» di Richard Strauss, a cura di F. Degrada, Milano, Edizioni del Teatro alla Scala, 2002, pp. 81-109. Il saggio si trova anche in Studia theodisca IX, Milano, 2002, pp. 171-192.
  157. ^ Conte Louis (Cheiro) Hamon, Cheiro memoirs. The Reminiscences of a Society Palmist, Philadelphia, 1913, pp. 152-153.
  158. ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi, Milano, BUR, 20045. ISBN 978-88-386-3917-3
  159. ^ George Lewis pagò il ricattatore 100 sterline per avere il materiale con il quale lo ricattava come in Brian Roberts, The Mad Bad Line: The Family of Lord Alfred Douglas, Philadelphia, H. Hamilton, 1981, p. 155. ISBN 978-0-241-10637-2.
  160. ^ Gary Schmidgall, The Stranger Wilde, London, Dutton, 1994, p. 302. ISBN 978-0-525-93763-0.
  161. ^ Dal "Daily Telegraph" del 18 aprile del 1913
  162. ^ Bernard J. Taylor, Feasting with Panthers, iUniverse, 2004, p. 1. ISBN 978-0-595-31294-8.
  163. ^ H. Montgomery Hyde, Trails of Oscar Wilde, Paris, 1928, p. 298. ISBN 978-0-486-20216-7.
  164. ^ André Gide, Oeuvres complètes, Paris, 1932-1939, vol. III, pp. 30-33.
  165. ^ Jarlath Killeen, The Fairy Tales of Oscar Wilde, 2007, p. 109. ISBN 978-0-7546-5813-9.
  166. ^ Emesso dalla regina esso riguardava solo gli atti compiuti fra gli uomini, quando gli fu chiesto il motivo dell'esclusione delle donne per quanto riguarda atti sessuali con lo stesso sesso la regina rispose che le donne non fanno cose del genere come in Herbert F . Tucker, A Companion to Victorian Literature and Culture, Blackwell Publishing, 1999, p. 418. ISBN 978-0-631-21876-0.
  167. ^ Max Beerbohm, lettera a R. Ross (il testo lo si ritrova ad opera di Hyde)
  168. ^ Fu corteggiato in seguito da Marc André Raffalovich, un uomo che ebbe molti dissapori con Wilde
  169. ^ George Percy Jacomb Hood, With Brush And Pencill, London, 1924, p. 116.
  170. ^ Dianne Jacomb, Journal, Paris, 1956, opera in 4 volumi, IV volume, p. 395.
  171. ^ Trevor Fisher, Oscar and Bosie: A Fatal Passion, London, Sutton, 2002, p. 67. ISBN 978-0-7509-2459-7.
  172. ^ Jonathan Fryer, Andre and Oscar: The Literary Friendship of Andre Gide and Oscar Wilde, London, 1998, p. 82. ISBN 978-0-312-30387-7.
  173. ^ G.T. Atkinson, Oscar Wilde at Oxford, London, "Cornhill Magazine", LXVI, 1895 (9 gennaio), p. 561.
  174. ^ William Freeman, The Life of Lord Alfred Douglas: Spoilt Child of Genius, London, H. Joseph, 1948, p. 94.
  175. ^ Come ci racconta Emma Calvé, My Life, London, 1922, pp. 97-98
  176. ^ Lady Wilde lettera a Wilde del 29 marzo 1894
  177. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Vintage Books, 1998, p. 412. ISBN 978-0-394-75984-5.
  178. ^ La lettera del 28 aprile 1891 risiede a Clark
  179. ^ Edgar Saltus, Wilde: An Idler's Impression, Chicago, 1914, p. 18. ISBN 978-1-58617-026-4.
  180. ^ Joseph Pearce, The Unmasking of Oscar Wilde, London, Ignatius Press, 2004, p. 308. ISBN 978-1-58617-026-4.
  181. ^ Hugues Rebell', Defense d'Oscar Wilde, Paris, num° XV, 1895, p. 174.
  182. ^ Marie Belloc Lowndes, The merry Wives of Westminster p. 174, 1946.
  183. ^ Richard Burdon Haldane, An Autobiography, 1929, pp. 164-164.
  184. ^ Wilde aveva avuto anche tre figli fuori dal matrimonio Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, p. 438. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  185. ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, a cura di Rupert Hart-Davis, London, 1962, pp. 871-872.
  186. ^ Robert Sherard, Oscar Wilde Story of an Unhappy Friendship, London, 1917, p. 214.
  187. ^ Constance Wilde lettera a Hannah Withhall Smith del 15 ottobre 1895
  188. ^ Stuart Merrill, Pour Oscar Wilde: Epilogoe "La Plume" del gennaio 1896
  189. ^ Frank Harris, Oscar Wilde His Life and Confessions pp. 232-235, Kessinger Publishing, 2005. ISBN 978-1-4179-0483-9.
  190. ^ John Gardiner, The Victorians: An Age in Retrospect, Hambledon, 2002, p. 182. ISBN 978-1-85285-385-3.
  191. ^ Martin Fido, Oscar Wilde, Viking Press, 1973, p. 132. ISBN 978-0-600-36714-7.
  192. ^ A.C. Amor, Mrs. Oscar Wilde, pp. 210-214.
  193. ^ Oscar Wilde, Verso il sole: cronaca del soggiorno napoletano, Colonnese, 1998, p. 32.
  194. ^ William Tydeman, Oscar Wilde, Steven Price, Salomè Lifetime, Cambridge University Press, 1996, p. 31. ISBN 978-0-521-56545-5.
  195. ^ Matilde Serao, C'è o non c'è, "Il Mattino", 7/10/1897
  196. ^ Constance Wilde, lettera ad Otho Holland (Lloyd) del 7 ottobre 1897, si trova a Hart-Davis
  197. ^ Alfred Douglas lettera a Edward Strangman del 29 novembre 1897
  198. ^ Come da lettere di Constance Wilde indirizzate a: Otho Holland, Carlos Blacker del 10 marzo 1898, Arthur Humphreys del 27 febbraio 1898
  199. ^ La sua povertà commosse Le Journal di Parigi che cercò di racimolare qualche soldo per lui. Greene Graham, A Sort of Life, 1971, p. 26.
  200. ^ a Henry Davray, lettera a Walter Ledger, 26 febbraio 1926, si trova a Hart-Davis
  201. ^ Frédéric Boutet, Les Dernières Années d'Oscar Wilde, 3 dicembre 1925
  202. ^ Claire De Pratz, G. de Saix, Souvenirs inedits – La Cruelle Charité, pp. 249-250.
  203. ^ Dame Nellie Melba, Melodies and Memories, 1925, pp. 74-75.
  204. ^ M. Steen, A pride of Terrys, 2004, p. 206.
  205. ^ Emma Calvé, My Life, pp. 96-98.
  206. ^ Constance Wilde, lettera ad Otho Holland (Lloyd) 15 dicembre 1897, si trova a Hart-Davis
  207. ^ Charlie Lewis Broad, The Friendships and Follies of Oscar Wilde, Crowell, 1955, p. 257. L'originale è disponibile presso l'University of Michigan
  208. ^ Frank Harris, His Life and Adventures, London, 1947, p. 351.
  209. ^ Anthony Stokes, Theodore Dalrymple, Pit of Shame: The Real Ballad of Reading Gaol, Waterside Press, 2007, p. 77. ISBN 978-1-904380-21-4.
  210. ^ Peter Chalmers Mitchell, My Fill of Days, 2004, pp. 183-184.
  211. ^ Frank Harris, His Life and Adventures, London, 1947, pp. 361-364.
  212. ^ Anna de Brémont, Oscar Wilde and his Mother, pp. 178-188.
  213. ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi, quinta edizione, Milano, BUR, 2004, p. 87. ISBN 978-88-386-3917-3.
  214. ^ Oscar Wilde, More Letters of Oscar Wilde, a cura di Rupert Hart-Davis, London, 1985, p. 186.
  215. ^ Terence Cawthorne, The last illness of Oscar Wilde Proceedings of the Royal Society of Medicine LII pp. 123-127, febbraio 1959.
  216. ^ Frank Harris, His Life and Adventures, London, 1947, p. 572.
  217. ^ Ross lettera a Sherard del 3 gennaio 1934 (si trova a Reading)
  218. ^ Max Meyerfeld, Gedenkblatter Robert Ross, in "Das Literarische Echo", XXI, gennaio 1919, pp. 779-785.
  219. ^ R. Ellmann, “Oscar Wilde”, Rizzoli, Milano 1991, pag. 670
  220. ^ R. Ellmann, “Oscar Wilde”, Rizzoli, Milano 1991, pag. 669
  221. ^ John Augustus, Chiaroscuro Fragments of Autobiography, First Series, dicembre 1952, p. 396.
  222. ^ Reginald Turner Lettera a R.S. Meickeljohn del 31 dicembre 1936. Il commento fu in seguito negato dallo stesso Turner
  223. ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, p. 672. ISBN 88-04-47897-7.
  224. ^ Ellmann Richard (a cura di), The Artist as Critic: Critical Writings of Oscar Wilde, London, W. H Allen, 1970, p. 276
  225. ^ Ad esempio Giulio Andreotti. Vedi: Prefazione a Oscar Wilde Scelti e tradotti da Alex R. Falzon edizione speciale uscita con Epoca n.1973 del 25-7-1988 Mondadori
  226. ^ Hugues Rebell, Defense d'Oscar Wilde num° XV pp. 182-190, Paris, 1895.
  227. ^ Philip Hoare, Oscar Wilde's Last Stand: Decadence, Conspiracy, and the Most Outrageous Trial of the Century, London, Arcade Publishing, 1998, p. 15. ISBN 978-1-55970-423-6.
  228. ^ Jorge Luis Borges, Sopra Oscar Wilde in altre inquisizioni, Milano, Feltrinelli, 1973, p. 85. Traduzione di Francesco Tentori Montalto
  229. ^ Oscar Wilde, Russell Jackson, Bobby Fong, Ian Small, Karl Beckson, Joseph Bristow, The Complete Works of Oscar Wilde: Poems and Poems in Prose, Oxford, Oxford University Press, 1925, p. X. ISBN 978-0-19-811960-9.
  230. ^ Osbert Burdett, The Beardsley Period, London, 1925, p. 57. ISBN.
  231. ^ Mario Praz, La letteratura inglese dai Romantici al Novecento, Firenze, Sansoni, 1971, p. 191.
  232. ^ Mario Praz, Oscar Wilde, il patto con il serpente, Milano, Mondadori, 1972, p. 254.
  233. ^ Patrick M. Horan, The Importance of Being Paradoxical: Maternal Presence in the Works of Oscar Wilde, London, Fairleigh Dickinson Univ. Press, 1997, p. 30. ISBN 978-0-8386-3733-3.
  234. ^ Jonathan Fryer, Wilde, Haus Publishing, 2005, p. 3. ISBN 978-1-904341-11-6.
  235. ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, a cura di Rupert Hart-Davis, London, 1962, p. 143.
  236. ^ Regenia Gagnier, Idylls of the Marketplace: Oscar Wilde and the Victorian Public, Stanford University Press, 1986, p. 80. ISBN 978-0-8047-1334-4.
  237. ^ Il Graal, ovvero il mitico calice che tutti cercavano e che donava a seconda delle leggende immortalità o sovranità. Il paragone lo espose in un'intervista a Sybil Bristowe, Mr. W. B. Yeats, Poet and Mystic apparsa il 4 aprile 1913 sul "Daily Mail and Record"
  238. ^ Walter Pater, A Novel by Mr. Oscar Wilde, Bookman, 1891.
  239. ^ J J Renaud, Nella prefazione alla traduzione di Intentions, Paris, 1905, pp. VII-XII.
  240. ^ Charles H Dennis, Eugene Field's Creative Years, New York, 1924, p. 213.
  241. ^ Come quelle del 1993 e del 1997, tenutesi a Birmingham, con la presenza, fra gli altri, degli scrittori Russell Jackson e Ian Small
  242. ^ Oscar Wilde, Opere, a cura di Masolino D'Amico, Milano, Mondadori, 2004, p. XIX. ISBN 88-04-47906-X.
  243. ^ Oscar Wilde, Linda C. Dowling, The Soul of Man Under Socialism and Selected Critical Prose: & Selected Critical Prose, London, Penguin Classics, 2001, pp. VII-VIII. ISBN 978-0-14-043387-6.
  244. ^ Peter Raby, The Cambridge Companion to Oscar Wilde, London, Cambridge University Press, 1997, p. 55. ISBN 978-0-521-47987-5.
  245. ^ Segue lo schema proposto in Richard Ellmann, Oscar Wilde, Milano, Mondadori, 2001, pp. 710-711. ISBN 88-04-47897-7. Traduzione di Ettore Capriolo
  246. ^ L'analisi si riscontra in Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius, Random House, 2000, p. 218. ISBN 978-0-679-45734-3.
  247. ^ Oscar Wilde, Aforismi: "Avvertenza", a cura di Alex Falzon, Milano, Mondadori, 2000, p. 63. ISBN 88-04-47791-1.
  248. ^ Breve antologia di aforismi pubblicata nel 1894 su «The Chameleon», la rivista degli universitari di Oxford.
  249. ^ Nel marzo del 1891, un mese prima che l'opera apparisse in volume, la prefazione fu pubblicata sulla «Fortnightly Review».
  250. ^ Oscar Wilde, The Complete Works Edizione limitata, London, Collector's Library editions, 2006, p. VIII. ISBN 978-1-904633-98-3.
  251. ^ Film su Dorian Gray del 1910
  252. ^ Titolo originale "The picture of Dorian Gray", dove per i 4 dipinti necessari al film fu utilizzato al posto del normale rosso il sangue di vari animali. Così come raccontato in Patrick Robertson, I record del cinema. Enciclopedia dei fatti, delle curiosità e dei primati del cinema mondiale, dall'epoca del muto ad oggi, Gremese Editore, 2004, p. 218. ISBN 978-88-8440-273-8.
  253. ^ Oscar Wilde, Camille Cauti, The Picture of Dorian Gray, Spark Educational Publishing, 2003, p. 239. ISBN 978-1-59308-025-9.
  254. ^ Per un elenco più particolareggiato si veda Oscar Wilde, Opere, a cura di Masolino D'Amico, Milano, Mondadori, 2004, pp. XVIII-XIX. ISBN 88-04-47906-X.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Oscar Wilde.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 34464414 LCCN: n79042038