Cimitero del Père-Lachaise

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Cimetière du Père-Lachaise
Père-Lachaise - entrée principale 01.jpg
Ingresso principale del cimitero
Tipo civile
Confessione religiosa mista
Stato attuale in uso
Ubicazione
Stato Francia Francia
Città Paris flag.png Parigi
Luogo XX arrondissement
Costruzione
Periodo costruzione 1803 - 1804
Data apertura 21 maggio 1804
Area 43,93 ettari
Architetto Alexandre-Théodore Brongniart
Tombe famose #Sepolture illustri

Coordinate: 48°51′36″N 2°23′45.6″E / 48.86°N 2.396°E48.86; 2.396Il cimitero di Père-Lachaise /pɛʁ la.'ʃɛ:z/, è il più grande cimitero di Parigi intra muros e uno dei più celebri nel mondo. Situato nel 20 arrondissement della città, dove sono sepolti numerosi personaggi celebri. Accoglie ogni anno più di tre milioni e mezzo di visitatori, che ne fanno così il cimitero più visitato al mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Père-Lachaise[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sette colline di Parigi, chiamata Champ-l'Évêqueche, apparteneva nel Medioevo al vescovo di Parigi, e nel XII secolo prese il nome di Mont-aux-Vignes, per le viticulture che allora si realizzavano. Nel 1430, un ricco commerciante di nome Régnault de Wandonne acquistò la tenuta al fine di costruirvi una casa di campagna, detta anche folie. Da qui l'origine del nome attuale di rue de la Folie-Regnault nell'XI arrondissement.

La casa di Père-Lachaise, Monte Luigi.

Due secoli più tardi i Gesuiti acquistarono il terreno per farne un luogo di riposo e di convalescenza. La casa accolse per qualche ora il giovane re Luigi XIV, venuto ad assistere su queste alture ai combattimenti della Fronda. Questo avvenimento darà al luogo il nome di Monte Luigi (Mont-Louis). Ma il più illustre inquilino fu François d'Aix de La Chaise (1624-1709), detto le Père La Chaise, confessore dello stesso re di Francia Luigi XIV e che esercitò un'influenza moderatrice su colui che era impegnato a lottare contro il Giansenismo. Dimorerà qui dal 1675 fino alla morte avvenuta nel 1709.

Il conte de La Chaise, fratello del prete gesuita, diede numerose feste nella tenuta, ciò che contribuirà al suo ingrandimento e abbellimento. Nel 1762, la Compagnia dei Gesuiti fu costretta a cedere il terreno per via di un debito con il père de Jacy. Sul finire di quegli anni, i giardini furono abbandonati all'incuria e i proprietari si successero, per ritornare, il 9 Ventoso anno XI al prefetto della Senna, Nicolas Frochot, per la somma di 180 000 franchi.

La porta rue du Repos esistente dal 1813.

Costruzione ed Ingrandimento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura del cimitero degli Innocenti, applicazione tardiva della legge del 1765 che proibiva i cimiteri nella città, Parigi cominciò a scarseggiare di luoghi di sepoltura. Napoleone Bonaparte, allora console, stabilì che ogni cittadino aveva il diritto di essere sepolto, qualunque fosse la sua razza o la sua religione, includendo il caso dei miscredenti, degli scomunicati, degli attori e dei poveri. Il 12 giugno 1804, un Decreto Imperiale sulle sepolture fissò definitivamente le regole che dovevano essere applicate per la costruzione e l'organizzazione dei cimiteri[1] All'inizio del XIX secolo furono così creati molti nuovi cimiteri fuori dai confini della capitale: il cimitero di Montmartre a nord, il cimitero dell'Est, il cimitero di Montparnasse a sud e, a ovest della città, il cimitero di Passy.

Il prefetto di Parigi decretò la trasformazione dei 17 ettari di Mont-Louis nel cimitero dell'Est. La progettazione del cimitero fu affidata all'architetto neoclassico Alexandre Théodore Brongniart nel 1803. Mentre l'ispettore generale, capo della seconda sezione dei lavori pubblici del dipartimento della Senna e della Città di Parigi, Brongniart disegnava i grandi assi sotto la forma, per la prima volta, di un immenso giardino all'inglese, con dei viali colmi di alberi e di piante dai profumi diversi e ai lati delle sepolture scolpite. Progetterà dei monumenti funerari di cui soltanto uno sarà realizzato: quello della famiglia Greffulhe, in uno stile neogotico raffinato.

Cartina del cimitero nel 1813.
Cartina del cimitero nel 1926.

Il 21 maggio 1804, il cimitero fu ufficialmente aperto per una prima inumazione: quella di una bambina di cinque anni, figlia di un campanaro del sobborgo Sant'Antonio, seguita da quella di Reine Févez, morta al 615, rue Jarente il 18 giugno 1804, moglie di Valentin Robert, negoziante di Bar-le-Duc, e nonna di Gilbert, barone Dufour, capo organizzatore della Guardia Imperiale. Era all'origine destinato ai Parigini di uno dei quattro arrondissement della riva destra (il 5, 6, 7 e 8 dell'epoca), in fossa comune o in concessione perpetua. Ma il cimitero non era tra i preferiti dei Parigini, che rifiutavano di essere sepolti su delle alture, fuori da Parigi, e in un quartiere reputato popolare e povero.

Nel 1804, il Père-Lachaise non contava che 13 tombe. L'anno seguente, non ce n'erano che 44, poi 49 nel 1806, 62 nel 1807 e 833 nel 1812. Nel 1817, per migliorare l'immagine del cimitero, il sindaco di Parigi organizzò il trasferimento dei resti di Héloïse e Abélard, così come quelli di Molière e di La Fontaine[2].

Non fallì più: nel 1830, si contarono 33.000 tombe. Il Père-Lachaise s'ingrandì per ben cinque volte: nel 1824, 1829, 1832, 1842 e 1850. La sua superficie passò da 17 ettari e 58 are (175 800 m²) a 43 ettari e 93 are (439 300 m²) per 70 000 tombe, 5 300 alberi, un centinaio di gatti, numerosi uccelli. Oggi conta 3,5 milioni di visitatori all'anno.

La Comune[modifica | modifica wikitesto]

Poi durante la Comune di Parigi, nel maggio 1871, il Père-Lachaise fu teatro di una violenta battaglia. Per via della sua localizzazione strategica sulla collina, i Federati vi avevano installato la loro artiglieria, ma furono rapidamente circondati dai Versagliesi di Thiers. I 147 comunardi sopravvissuti furono fucilati il 28 maggio 1871 davanti al muro che prese il nome di "muro dei Federati", a sud del cimitero.

Forno crematorio-Colombario[modifica | modifica wikitesto]

Fu soltanto alla fine del secolo, nel 1894, che iniziarono i lavori del colombario e del forno crematorio, progettati nel 1886 da Jean Camille Formigé. L'insieme forno crematorio-colombario si compone di una cappella in stile neobizantino e di quattro ali. Il tutto è composto da una vasta cupola di laterizi e di arenarie, di tre piccole mezze cupole, di due camini. Negli anni 1920, la cupola principale fu decorata con delle vetrate di Carl Mauméjeab. Il colombario definitivo si compone di tre livelli: due in sottosuolo e due all'esterno e può contenere più di 40.800 casse[3].

Il forno crematorio è il primo costruito in Francia. La prima cremazione ebbe luogo il 30 gennaio 1889, un anno dopo la legge del 15 novembre 1887 che proclamava la libertà dei funerali e autorizzava la cremazione. Il ricorso alla cremazione non fu usato fino alla fine del XX secolo. Essenzialmente utilizzato da massoni, anticlericali e da liberi pensatori (Charles-Ange Laisant, André Lorulot), il ricorso alla cremazione si sviluppò dopo la revoca della proibizione da parte della Chiesa Cattolica nel 1963. A partire dagli anni 1980, i malati di AIDS privilegiarono la cremazione (Jean-Paul Aron, Guy Hocquenghem, Cyril Collard, Pascal de Duve, Cleews Vellay, Jean-Luc Lagarce). Da 49 cremazioni nel 1889, la cifra è passata a 5.000 cremazioni agli inizi del XXI secolo. Nel 2012, la cremazione rappresenta il 45% delle morti a Parigi.

Nel colombario si trovano numerose celebrità come il regista Max Ophüls, l'umorista Pierre Dac e il soprano Maria Callas.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto del 23 pratile dell'anno XII (1804) di Napoleone assicurò le domande relative all'organizzazione dei cimiteri e dei funerali. I comuni sono obbligati a creare un cimitero idoneo ad ogni culto o di adattare ad ogni culto una parte del cimitero[4]. La legge del 14 novembre 1881 abrogò quest'articolo del 23 pratile, ciò che condusse al divieto dei comparti confessionali.

Al Père-Lachaise, comparti dedicati agli ebrei e ai musulmani sono esistiti.

La legge delle separazione della Chiesa e dello Stato del 9 dicembre 1905 non ebbe impatto sul cimitero di Père-Lachaise, poiché gli emblemi religiosi rimasero autorizzati sui monumenti funebri privati. La croce del cimitero fu tolta nel giugno del 1883.

Cappella[modifica | modifica wikitesto]

Per la posizione della casa di Père La Chaise, Brongniart aveva previsto un'immensa piramide adatta a tutte le cerimonie di tutti i culti cristiani. Questo monumento non fu mai costruito e la costruzione della cappella fu affidata all'architetto della città di Parigi Étienne-Hippolyte Godde.

La costruzione iniziò nel 1820, finanziata dalla città e una donazione di 400.000 franchi fatta dalla vedova del dottor Bosquillon

La cappella adatta al culto cristiano venne consacrata nel 1834 e dipende dalla parrocchia di Saint Germain de Charonne.

Comparti ebraici[modifica | modifica wikitesto]

Parigi aveva sette comparti ebraici.

L'articolo 15 del decreto del 23 pratile anno XII (12 giugno 1804, Decreto relativo ai luoghi d'inumanazione) permette la divisione dei cimiteri in favore di altri culti[5].

Il comparto ebraico di Père-Lachaise fu aperto il 28 febbraio 1810 nella divisione 9. Recintato da un muro, il cimitero israeliano era composto da una sala di purificazione e di un padiglione per il giardino[6]. La recinzione era chiusa a chiave.

Dal 1865 al 1882, la divisione 97 ospiterà altri edifici ebraici. Dopo il divieto dei comparti nel 1881, i muri di quelli ebraici furono distrutti e gli ebrei vennero sepolti nella divisione 96.

Tra i numerosi personaggi sepolti nel XIX secolo, le guide dell'epoca segnalano Rachel Félix, attrice che interpretava tragedie, David Sintzheim, primo grande rabbino di Francia, la famiglia Rothschild, Roblès, Singer, Fould.

Area musulmana[modifica | modifica wikitesto]

La creazione di un'area musulmana fu autorizzata dalla una deliberazione del consiglio municipale del 17 giugno 1853 e da un editto prefettizio del 29 novembre 1865 che diceva «...un'area speciale praticata nelle dipendenze del cimitero dell'Est per l'inumanazione delle persone decedute a Parigi che professano la religione maomettana»[7]

La divisione 85 fu affidata al culto musulmano. Questa parte piana e recintata fa parte dei terreni acquistati allora per l'ultima estensione del cimitero nel 1850. Delimitata da un cortile recintato, l'area misura 3.260 m². Nel maggio del 1855 iniziarono i lavori di costruzione della moschea basata sui disegni di Marie-Gabriel Jolivet, architetto della terza sezione di lavori della città di Parigi. Il monumento è composto da una sala d'attesa, di un lavatorium, destinato alla purificazione dei musulmani, e di un deposito per gli accessori di culto. Il dispositivo policromatico è costituito da una pietra da taglio bianca e di arenaria rossa dei Vosgi disposte successivamente in bande orizzontali.

L'area musulmana aprì il 1º gennaio 1857[8], e divenne il primo cimitero musulmano in Francia. Tra il 1856 e il 1870, l'edificio non contava che 44 inumazioni: 6 concesse ad uso perpetuo, 7 temporanee, 31 fosse gratuite. L'edificio venne ristretto molte volte. Il 1º marzo 1871, una parte inutilizzata dell'edificio, fu affidata al culto israeliano ed entrò a far parte della divisione 87 che venne concessa agli ebrei dal 1865 al 1882.

La legge del 14 novembre 1881 proibì i comparti[9]. La chiusura dell'area musulmana è stata rimossa, contrariamente alla siepe vegetale piantata nel 1873 che è conservata. L'area è di nuovo tracciata nel 1883[10]

Nonostante la legge del 1881, la moschea venne conservata. Ma la Turchia, che aveva iniziato i lavori, non li continuò. Una ricostruzione è iniziata prima che la prima Guerra mondiale annullasse il progetto. Alleata dell'Inghilterra, la Turchia fu da quel momento un paese nemico della Francia. La moschea venne distrutta nel 1914. Il progetto fu definitivamente abbandonato nel 1923 avendone già un altro per la costruzione che diventerà la Grande Moschea di Parigi[11].

Dettaglio di una lapide

Sepolture Illustri[modifica | modifica wikitesto]

La tomba di Jim Morrison, uno dei luoghi più visitati di Parigi

Vi sono sepolti, o vi sono stati sepolti, spesso trasferiti dalle tombe iniziali, molti personaggi famosi. Se ne elencano alcuni, per data di morte:

Traslati[modifica | modifica wikitesto]

Abelardo ed Eloisa († 1142 e 1164), Savinien Cyrano de Bergerac († 1655), Molière († 1673), Jean de La Fontaine († 1695), Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais († 1799)

XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Antoine Parmentier († 1813), Joseph-Ignace Guillotin († 1814), Michel Ney († 1815), François-André Vincent († 1816), Gaspard Monge († 1818), Maurice Duplay († 1820), Denis Decrès († 1820), Jean-Jacques Régis de Cambacérès († 1824), Vivant Denon († 1825), Henri de Saint-Simon († 1825), Jacques-Louis David († 1825), Armand Simon-Marie Blanquet du Chayla († 1826), Louis Gabriel Suchet († 1826), Armand Augustin Louis de Caulaincourt († 1827), Joseph Léopold Sigisbert Hugo († 1828), Raymond de Sèze († 1828), Paul Barras († 1829), Benjamin Constant († 1830), Jean-François Champollion († 1832), Georges Cuvier († 1832), Éléonore Duplay († 1832), François Étienne de Rosily-Mesros († 1832), Vincenzo Bellini († 1835), Emmanuel Joseph Sieyès († 1836), Antonin Reicha († 1836), Karl Ludwig Börne († 1837), Eugène Hugo († 1837), Luigi Cherubini († 1842), Samuel Hahnemann († 1843), Fryderyk Chopin († 1849), Honoré de Balzac († 1850), Henri Marie Ducrotay de Blainville († 1850), Joseph Louis Gay-Lussac († 1850), François Arago († 1853), Louis Visconti († 1853), Émilie de Beauharnais († 1855), Gérard de Nerval († 1855), Alfred de Musset († 1857), Auguste Comte († 1857), Elisa-Rachel Félix († 1858), Eugène Delacroix († 1863), Jean-Auguste-Dominique Ingres († 1867), Marguerite-Joséphine Weimer († 1867), Alessandro Giuseppe Colonna-Walewski († 1868), Gioachino Rossini († 1868), Allan Kardec († 1869), Giulia Grisi († 1869), Jean-Pierre Dantan († 1869), Victor Noir († 1870), Charles Hugo († 1871), Louis Charles Delescluze († 1871), Gustave Flourens († 1871), Jules Michelet († 1874), Jean-Baptiste Camille Corot († 1875), Georges Bizet († 1875), Adolphe Thiers († 1877), Auguste Blanqui († 1881), Albert Theisz († 1881), Gustave Doré († 1883), Jules Miot († 1883), Giuseppe De Nittis († 1884), Maria Taglioni († 1884), Frédéric Cournet († 1885), Jules Vallès († 1885), Eugène Pottier († 1887), Émile Eudes († 1888), Gaston Planté († 1889), Félix Pyat († 1889), Georges Haussmann († 1891), Georges Seurat († 1891), Adrien Decourcelle († 1892), Édouard Lalo († 1892), Benoît Malon († 1893), Marietta Alboni († 1894), Arsène Houssaye († 1896), Leó Frankel († 1896), Louis Auguste Rogeard († 1896), Alphonse Daudet († 1898), Félix Faure († 1899), Virginia Oldoini, contessa di Castiglione († 1899), Oscar Wilde († 1900).

XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Prosper-Olivier Lissagaray († 1901), Raoul Urbain († 1902), Jean-Baptiste Clément († 1903), Charles Longuet († 1903), Camille Pissarro († 1903), Augustin Avrial († 1904), Walery Wroblewski († 1908), Nadar († 1910), Paul Lafargue († 1911), Laura Marx († 1911), Gustave de Molinari († 1912), Thérésa († 1913), Angelo Mariani († 1914), Guillaume Apollinaire († 1918), Adelina Patti († 1918), Amedeo Modigliani († 1920), Jeanne Hébuterne († 1920), Marcel Proust († 1922), Sarah Bernhardt († 1923), Élémir Bourges († 1925), Nikolaj Čcheidze († 1926), Piero Gobetti († 1926), Isadora Duncan († 1927), Jean-Joseph Weerts († 1927), Georges Courteline († 1929), Luciano Zuccoli (conte Luciano von Ingenheim) († 1929), Anna de Noailles († 1933), Nestor Ivanovič Machno († 1934), Aleksandr Potresov († 1934), Henri Barbusse († 1935), Paul Dukas († 1935), Fulgence Bienvenüe († 1936), Georges Méliès († 1938), Gertrude Stein († 1946), Wols († 1951), Jules Berry († 1951), Paul Éluard († 1952), Louis Verneuil († 1952), Colette († 1954), René Le Senne († 1954), Pierre Levegh († 1955), Max Ophuls († 1957), Richard Wright († 1960), Rafael Leónidas Trujillo († 1961), Maurice Merleau-Ponty († 1961), Francis Poulenc († 1963), Édith Piaf († 1963), Maurice Thorez († 1964), Cléo de Mérode († 1966), Cino Del Duca († 1967), Jim Morrison († 1971), Pierre Brasseur († 1972), Miguel Ángel Asturias († 1974), Anatole Litvak († 1974), Pierre Dac († 1975), Max Ernst († 1976), Maria Callas († 1977), Marcel Camus († 1982), Georges Perec († 1982), Fernand Braudel († 1985), Simone Signoret († 1985), Yves Montand († 1991), Marcel Mouloudji († 1994), Stéphane Grappelli († 1997), Michel Petrucciani († 1999),

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Gilbert Bécaud († 2001), Jean-Pierre Aumont († 2001), Guy Tréjean († 2001), Pierre Bourdieu († 2002), Françoise Giroud († 2003), Marie Trintignant († 2003), Sophie Daumier († 2003), Jacques Rouxel († 2004), Serge Adda († 2004), Arman († 2005), Suzanne Flon († 2005), Claude Jade († 2006), Robert Etcheverry († 2007), Lucie Aubrac († 2007), Régine Crespin († 2007), Catherine Pelletier, Supernana († 2007), Marcel Marceau († 2007), Henri Salvador († 2008), Max Théret († 2009), Alain Bashung († 2009), Maurice Grimaud († 2009), Jocelyn Quivrin († 2009), Claude Chabrol († 2010), Laurent Fignon († 2010), Jean Le Bitoux († 2010), France Pejot († 2010), Jean Rollin († 2010), Maria Schneider († 2011), Annie Girardot († 2011), Michel Duchaussoy († 2012), Georges Moustaki († 2013), Ekaterina Golubeva († 2011), Tignous († 2015).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1899 il Monumento ai morti di Albert Bartholomé comprato dalla Città di Parigi al salone del Petit-Champ-de-Mars nel 1895 è installato nel cimitero di Père-Lachaise.

Oltre alle tombe, il cimitero ospita monumenti dedicati ad una personalità o un gruppo di persone.

  • Monumenti ai soldati stranieri morti per la Francia durante la Grande Guerra :
    • Monumento agli Armeni morti per la Francia;
    • Monumento ai Belgi morti per la Francia;
    • Monumento ai Greci morti per la Francia;
    • Monumento agli Italiani morti per la Francia;
    • Monumento ai Sovietici morti per la Francia;
    • Monumento ai Cecoslovacchi morti per la Francia.
  • Monumento ai soldati stranieri morti per la Francia durante la Seconda guerra mondiale :
  • Monumento in onore delle vittime deportate nei campi di concentramento e di sterminio[12]
  1. Auschwitz-Birkenau (1949) ;
  2. Neuengamme (1949) ;
  3. Ravensbrück (1955) ;
  4. Mauthausen (1958) ;
  5. Buchenwald-Dora (1964) ;
  6. Oranienburg-Sachsenhausen (1970) ;
  7. Dachau (1985) ;
  8. Flossenbürg (1988) ;
  9. Buna-Monowitz (1993) ;
  10. Bergen-Belsen (1994) ;
  11. Natzwiller-Struthof (2004) ;
  12. Convoi 73 (2006) ;
  • Monumento agli Spagnoli morti per la libertà (1963)
  • Monumenti in onore alle vittime delle catastrofi aeree:
    • una stele in onore delle 170 vittime del DC10 d'UTA;
    • memoriale alla memoria delle 170 vittime del volo 708 West Caribbean (divisione 77) ;
    • memoriale alla memoria delle 148 vittime de volo 604 Flash Airlines inaugurato il 3 gennaio 2007[13];
    • una stele eretta il 1º giugno 2010 in onore delle 228 vittime del volo 447 Air France (divisione 88)
  • Monumento al personale degli Ospedali di Parigi vittime del dovere;
  • Monumento alle vittime del giugno 1848 (divisione 6)[14] · [15];
  • Monumento alla memoria delle Guardie Nazionali della Senna uccise nella battaglia di Buzenval il 19 gennaio 1871 (divisione 72) ;
  • Monumento alla memoria dei soldati morti durante l'assedio di Parigi del 1870-1871 (divisione 64) ;
  • Monumento alla memoria dei difensori di Belfort (divisione 54) ;
  • Monumento alle vittime non riconosciute dell'incendio del Bazar della Carità (divisione 92, 1899)[16] · [17];
  • Monumento funebre alle vittime non identificate dell'incendio dell'Opera Comica;
  • Monumento ai lavoratori municipali della città di Parigi (1906) ;
  • Placca appoggiata su il muro dei federati nel 1907 (divisione 76) ;
  • Monumento ai morti per la Francia in Africa del Nord del 1952 al 1962, inaugurato il 3 febbraio 2003 (divisione 88) ;
  • Monumento ai giovani soldati volontari della Resistenza, inaugurato nel 2009 (divisione 82) ;
  • Stele in omaggio alle vittime dell'OAS, inaugurata il 6 ottobre 2011 (divisione 88)[18];
  • Stele in memoria delle vittime del genocidio contro i Tutsi nel 1994, inaugurata nel 31 ottobre 2014 (divisione 88) ;

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Di fatto numerose personalità sono sepolte là e con il fattore simbolico del luogo, il cimitero di Père-Lachaise è stato ed è ancora luogo di manifestazioni e di commemorazioni, che interessarono in particolar modo la Comune di Parigi. Queste commemorazioni sono principalmente il lavoro dei partiti socialisti e comunisti dei massoni del Grande Oriente di Francia[19]

Dopo la Seconda guerra mondiale, si aggiunsero le commemorazioni delle vittime del nazismo, i monumenti ai morti dei campi di concentramento e di sterminio e si trovano in prossimità del muro dei Federati.

Conservazione del patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Illustri scultori e architetti fecero di questo luogo un vero museo del XIX secolo : tra loro, Guimard, Garnier, Visconti. La cappella così come l'entrata principale (Viale di Ménilmontant) furono costruiti dall'architetto neoclassico Étienne-Hippolyte Godde nel 1823 e il 1825. David d'Angers creò la maggior parte dei monumenti del "Quartiere dei Marescialli Imperiali".

La "parte romantica" del cimitero, circa la metà della superficie totale, costituisce un sito classificato per ordine dal 17 dicembre 1962[20]. Il sito classificato raggruppa le divisioni 4 a 34, 36 a 39, 47 a 58, 65 a 71, 73 a 75 e una parte della divisione 76.

Molti elementi del patrimonio funebre del cimitero sono stati inscritti o classificati nei monumenti storici tra il 1983 e il 2008.[21]

  • I monumenti costruiti prima del 1900 che si trovano nelle divisioni 1 a 58, 65 a 71 e 91 sono inscritti nell'ordine del 21 marzo 1983[22]. Il numero di munumenti funebri inscritti nei monumenti è stimato intorno ai 30.000
  • L'entrata principale, la cappella, il Muro dei Federati, il monumento ai morti di Bartolomeo, il monumento funebre di Eloisa ed Abelardo, il monumento funebre di Molière, il monumento funebre di La Fontaine, il monumento di Montanier detto Dellile, e il monumento funebre di Landry sono classificati in ordine dal 14 novembre 1983[23].
  • Il monumento funebre di Cartellier-Heim è classificato in ordine dal 25 gennaio 1990[24].
  • Il colombario e la crematura sono inscritti in ordine dal 17 gennaio 1995[25]
  • Il monumento funebre di Oscar Wilde è classificato in ordine dal 10 marzo 1995[25], dopo essere stato inscritto nell'ordine del 20 settembre 1991.[26]
  • Il monumento funebre di Georges Guët è classificato in ordine dal 18 settembre 1995[25], dopo essere stato inscritto in ordine del 9 settembre 1994[27].
  • Il monumento funebre di Frédéric Chopin è classificato in ordine dal 1º aprile 2008.[28]

Fauna e flora[modifica | modifica wikitesto]

Con i suoi 44 ettari, la prima necropoli intra muros di Parigi è anche uno dei più importanti spazi verdi. Ci sono 5.300 alberi, quasi un albero per tre sepolture. Ci sono essenzialmente aceri, castagni, faggi, alberi da noce, platani[29]. In totale, 400 spazi verdi sono stati identificati[30]

Il cimitero contiene due alberi eccezionali situati nella divisione 77[31]. Il primo è un acero di Montpellier (Acer monspessulanum, L.) eccezionale per la sua età; piantato nel 1883, misura 12 metri di altezza e 2,25 metri di circonferenza. Il secondo è un ippocastano, (Aesculus hippocastanum L.) eccezionale per la sua età e per la sua circonferenza; venne piantato nel 1880 e misura circa 22 metri di altezza e 3,45 metri di circonferenza.

Lo sviluppo a volte eccessivo e non controllato della flora è criticato; ad esempio il monumento ai morti di Bartolomeo è nascosto parzialmente dagli alberi e l'umidità accelera il deterioramento del monumento.

La fauna del Père-Lachaise è composta da una quarantina di specie di uccelli, tra cui corvi, allocchi, falchi; ci sono inoltre gatti, lucertole, pipistrelli, marmotte, ricci e scoiattoli rossi. Uno sciame di api è stato inoltre trovato nella testa di bronzo della statua di Casimiro Perier; ben 264 specie di coleotteri e un centinaio di farfalle sono stati identificati[29].

Organizzazione del cimitero nel XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il cimitero è gestito dal servizio dei cimiteri della città di Parigi, connesso dal 1986 alla direzione dei parchi, giardini e spazi verdi[32]. Il servizio dei cimiteri assicura i servizi d'accoglienza, informazioni dei sepolti e della sorveglianza, dell'inumazione, così come la valorizzazione del patrimonio architettonico e naturale[33]

La durata della concessione è di 10, 30, 50 anni o perpetua. Le tariffe sono le stesse di tutti i cimiteri parigini intra muros. Nel 2012, una concessione perpetua di 2 metri costa 13 430 €, per cinquantennio 4 004 € euro, per il trentennio 2 560 €, per un decennio 755 €; per una cassa al colombarium, bisogna spendere 1 725 € per 50 anni, 1 105 € per 30 anni e 365 € per una concessione temporanea di 10 anni[34].

Per essere sepolto al cimitero di Père-Lachaise, bisogna essere domiciliati a Parigi ed esservi deceduti. Tuttavia il cimitero è al completo dagli anni 1950.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Imperiale sulle sepolture del 12 giugno 1804 Leggere Online
  2. ^ (FR) Philibert Humm, « Nathalie Rheims décrypte le Père-Lachaise », Paris Match, settimana dal 30 octobre al 5 novembre 2014, pagina 20.
  3. ^ midinews.com, http://www.midinews.com/news-25430.html .
  4. ^ Bilan et perspectives de la législation funéraire - Sérénité des vivants et respect des défunts, su www.senat.fr. URL consultato il 25 novembre 2015.
  5. ^ 12 giugno 1804 (23 pratile anno XII): decreto relativo al luogo d'inumanazione., souvenirnapoleonien.blogspot.fr.
  6. ^ Storia dell'edificio israeliano del cimitero di Père-Lachaise., http://www.judaicultures.info (PDF), judaicultures.info.
  7. ^ Louis Franville, Il cimitero musulmano di Parigi, in Gil Blas, 1º agosto 1910.
  8. ^ Collezione degli atti amministrativi della Prefettura del dipartimento della Senna, vol. 9, 1856, pp. 394-395. URL consultato il 26 novembre 2013.
  9. ^ Consiglio municipale di Parigi, vol. 77, 1933, pp. 73. URL consultato il 26 novembre 2013.
  10. ^ Consiglio municipale di Parigi, vol. 147, 1910, pp. 9. URL consultato il 26 novembre 2013.
  11. ^ J. D., L'Islam a Paris, in Giornale dei dibattiti politici e letterari, 21 settembre 1925.
  12. ^ Monumento in onore delle vittime deportati/e dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. (PDF), Sindaco di Parigi : Museo della resistenza nazionale.
  13. ^ Comunicato dell'associazione delle famiglie delle vittime del Crash di Sharm-El-Sheik
  14. ^ http://www.histoire-fr.com/commission_executive_2.htm
  15. ^ http://www.appl-lachaise.net/appl/article.php3?id_article=1593
  16. ^ http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5570441.r=bazar+charit%C3%A9.langFR.textePage
  17. ^ http://www.appl-lachaise.net/appl/article.php3?id_article=154
  18. ^ « Une stèle en hommage aux victimes de l'OAS », sindaco di Parigi.
  19. ^ Jean-Michel Quillardet, « In omaggio alle vittime dei martiri della Comune di Parigi », comunicato di stampa, 1º maggio 2007,
  20. ^ Nomenclatura
  21. ^ http://www.culture.gouv.fr/public/mistral/merimee_fr?ACTION=CHERCHER&FIELD_1=REF&VALUE_1=PA00086780 », ministero francese della Cultura.
  22. ^ Lista degli immobili inscritti nell'inventario supplementare dei monumenti sotirici nel corso del 1983
  23. ^ legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/jopdf/common/jo_pdf.jsp?numJO=0&dateJO=19840327&pageDebut=52982 .
  24. ^ legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000170932 .
  25. ^ a b c legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000193273 .
  26. ^ legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000528517 .
  27. ^ legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000000370803 .
  28. ^ legifrance.gouv.fr, http://legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000020467755 .
  29. ^ a b mairie20.paris.fr, http://www.mairie20.paris.fr/mairie20/jsp/site/Portal.jsp?page_id=283 .
  30. ^ iledefrance.fr, http://www.iledefrance.fr/uploads/tx_base/Brochureiledefrance-ilenature.pdf .
  31. ^ Gli alberi eccezionali di Parigi, paris.fr.
  32. ^ Storia e patrimonio dei cimiteri parigini., paris.fr.
  33. ^ paris.fr, http://www.paris.fr/viewPDFileServlet?file_id=83354 .
  34. ^ paris.fr, http://www.paris.fr/viewmultimediadocument?multimediadocument-id=110948 .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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