Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie

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Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie
Cimitero Genova-Staglieno-DSCF1914-2.jpg
Cimitero monumentale di Staglieno, Genova
una statua d'angelo
AutoreGiuseppe Marcenaro
1ª ed. originale2008
Generesaggio
Sottogenereantropologico
Lingua originale italiano

Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie è un saggio narrativo dello scrittore, storico e critico d'arte genovese Giuseppe Marcenaro, pubblicato nel 2008 da Bruno Mondadori editore[1].

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio cimitero ebraico di Praga Beth-Hachajim a cui è dedicato un capitolo
Edouard Fournier I funerali di Shelley

Nel testo, in accordo con le note editoriali di presentazione dell'opera, il cimitero è visto tanto come spazio fisico quanto mentale, un luogo delle angosce suscitate dal rimpianto per chi non è più. È anche visto come "controtipo lucido e inconscio della più aulica follia umana: quella di sopravvivere illusoriamente a se stessi in una cattedrale dell'assurdo".

In questa luce - sottolinea l'autore - è comprensibile come nei cimiteri tutto si svolga sotto mentite spoglie, in un àmbito nel quale "soltanto i viventi conferiscono senso al luogo più inverosimile mai inventato dall'uomo". Sotto forma di culto dei morti - è l'assunto base - i non ancora estinti simboleggiano nel fasto monumentale dei cenotafi una sorta di esorcismo rispetto al terrore della morte corporale.

Moderna "Spoon River"[modifica | modifica wikitesto]

Articolato nella possibile visione prospettica - letteraria e sociologica - di una moderna Antologia di Spoon River[2], il saggio raccoglie in galleria svariate figure di personaggi noti (riferibili precipuamente al XIX secolo) inseriti nel rispettivo contesto storico di riferimento e fisicamente collocati nel sito funebre attorno al quale si raccoglie la loro memoria.

Fra le diverse personalità citate nel libro[3] figurano, fra le altre, quelle di Mary Shelley e del marito Percy Bysshe Shelley; Giuseppe Garibaldi e Giovanni Martini, poi John Martin, originario di Sala Consilina (provincia di Salerno) garibaldino nella battaglia di Mentana, unico superstite della battaglia di Little Big Horn; Napoleone Bonaparte, il cui cadavere passò sotto i ferri del cerusico còrso Francesco Antommarchi, medico del generale a Sant'Elena.

Altre pagine sono poi dedicate a fatti e personaggi curiosi, come la vicenda del trasporto clandestino delle ceneri materne attuato dalla figlia del poeta Vladimir Majakovskij sulla tomba del padre a Mosca, la morte di Sofia Carlotta di Baviera, carbonizzata nel 1897 nell'incendio del Bazar de la Charité a Parigi durante una delle prime proiezioni del nascente cinematografo, la curiosa doppia sepoltura del compositore Gioachino Rossini, spesso indicato come seppellito sia al cimitero Père Lachaise di Parigi sia nella Basilica di Santa Croce a Firenze (che ne accoglie effettivamente le spoglie), l'originale omaggio annuale - composto da tre rose rosse e mezza bottiglia di cognac - cui viene fatta segno l'ultima dimora di Edgar Allan Poe, a Baltimora.

Un capitolo a parte è dedicato a Calamity Jane (al secolo Martha Jane Canary-Burke), figura femminile carica di evocazioni avventurose dell'era del Far West, sepolta in una rudimentale tomba costituita da un acciottolato nel cimitero di Mount Moriah a Deadwood, accanto all'uomo che lei sostenne fino all'ultimo essere suo marito: James Butler Hickok, più conosciuto come Wild Bill Hickok.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: Brunomondadori.com[collegamento interrotto]
  2. ^ Ernesto Ferrero, Nell'altro mondo sono tutti megalomani, in Tuttolibri, 1º novembre 2008, citato in Biblioteca di Garlasco
  3. ^ Fonte: Stefano Verdino, Le pietre raccontano, Il Secolo XIX, 1º novembre 2008, pag. 18