Jeanne Hébuterne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il dipinto di Amedeo Modigliani, vedi Jeanne Hébuterne (dipinto).
Jeanne Hébuterne

Jeanne Hébuterne (Meaux, 6 aprile 1898Parigi, 26 gennaio 1920) è stata una pittrice francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Meaux il 6 aprile 1898 da Achille Casimir Hébuterne, capo contabile di una profumeria presso i grandi magazzini Bon Marché, e da Eudoxie Anaïs Tellier, casalinga intellettuale e creativa, visse a Parigi nel V arrondissement, a Rue Amyot n. 8 bis. Cresciuta in una famiglia cattolica, era molto legata al fratello maggiore André (1894-1992), futuro paesaggista che la introdusse all'interno della comunità artistica di Montparnasse. Con l'avvento della Grande Guerra, tuttavia, André fu costretto a partire per il fronte, un'assenza che segnò la giovane. Le opere di quegli anni alternano, infatti, paesaggi bretoni - ove spesso Jeanne si recava con la famiglia - a illustrazioni a sfondo tragico, primi indizi di un'anima naturalmente predisposta al pessimismo. Poco prima della sua conoscenza con Modigliani, Jeanne fu per breve tempo modella di Tsuguharu Foujita, che la definì vicieuse et sensuelle. La perfezione del suo viso, oltre ai bellissimi e lunghi capelli castano chiaro, le valsero il soprannome di noix de coco (noce di cocco).

Desiderosa di una carriera nelle arti, si iscrisse all'Académie Colarossi dove, il 30 dicembre 1916, conobbe Amedeo Modigliani, divenendone anche principale soggetto artistico. Nel luglio del 1917 i due andarono a convivere presso Rue de la Grande Chaumière, a due passi dall'accademia frequentata da Jeanne, la quale tenne la famiglia all'oscuro di tutto fino al marzo dell'anno seguente, a causa di una ormai evidente gravidanza.

Jeanne Hébuterne dipinta da Modigliani

Nell'estate del 1918, a causa delle precarie condizioni di salute di Modigliani affetto dalla tisi, la coppia si trasferì a Nizza dove il 29 novembre nacque la loro figlia Jeanne. La permanenza in Costa Azzurra durò però poco più di un anno e l'estate successiva, nonostante la salute di Modigliani si facesse sempre più precaria, i due tornarono nuovamente a Parigi.

Il 24 gennaio 1920 Amedeo Modigliani morì e Jeanne Hébuterne venne condotta dagli Zborowski in una camera d'albergo decisamente più calda e accogliente dell'appartamento diviso col compagno, perché vi passasse la notte. L'indomani la cameriera vi scoprì un rasoio, sotto il guanciale. Jeanne venne quindi trascinata nella casa paterna dai propri familiari ma, intorno alle 4 del mattino del 26 gennaio, la giovane donna, al nono mese di gravidanza, si lanciò dalla finestra dell'appartamento al quinto piano, morendo sul colpo insieme al bambino da lei portato in grembo. Suo fratello, che la sorvegliava, si era assopito.

I familiari di Jeanne, che disapprovavano la sua relazione con Modigliani, la tumularono nel cimitero parigino di Bagneux, ma nel 1930 ne permisero il trasferimento al cimitero Père Lachaise affinché venisse seppellita nella stessa tomba dell'amato. Il suo epitaffio recita in italiano: Compagna devota fino all'estremo sacrifizio[1].

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta, la cantante francese Véronique Pestel le rese omaggio in una canzone a lei intitolata.

Jeanne è inoltre coprotagonista del film del 2005 I colori dell'anima - Modigliani, dove è interpretata dall'attrice Elsa Zylberstein.

Il cantautore Vinicio Capossela ha scritto una canzone intitolata Modì, contenuta nell'omonimo album, in cui racconta, dal punto di vista di Jeanne, la storia d'amore che lei ebbe con Modigliani.

Lo scrittore Luca Ricci, in un omaggio alla narrativa breve di Maupassant, la rende protagonista del romanzo Gli autunnali (La nave di Teseo, 2018).

Per la canzone Dancing Barefoot, la poetessa e cantante statunitense Patti Smith dice di essersi ispirata alla tragica storia d'amore tra Modigliani e Jeanne Hébuterne.

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ralph Dutli, Le dernier voyage de Soutine, roman, traduit de l'Allemand par Laure Bernardi, Le Bruit du temps, 2016
  • France Huser, La fille à lèvre d'orange, Gallimard, Paris, 2006
  • Michel Georges-Michel, Les Montparnos, écrit en 1923, publié en 1929 et réédité à maintes reprises (par Le Livre de Poche en 1976), met principalement en scène, à Montparnasse, sous les noms de Modrulleau et Haricot-Rouge, Modigliani et Jeanne Hébuterne, au milieu des peintres de ce que l'on nommera l'École de Paris.
  • Zoé Blumenfeld, « Jeanne Hébuterne, avec et sans Modigliani », in Le Quotidien des Arts, 11 février 2003.
  • Alain Vircondelet, « Les couples mythiques de l'art », in Beaux Arts magazine, 2011.
  • Nadine van der Straeten, Jeanne Hébuterne, un souffle éphémère, 2017, Tartamudo (bande dessinée).
  • Olivia Elkaim, Je suis Jeanne Hébuterne, Paris, Stock, 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amedeo Modigliani and Jeanne Hebuterne grave, Pere Lachaise, su Flickr. URL consultato il 18 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN32797506 · ISNI (EN0000 0001 2320 3335 · Europeana agent/base/54582 · LCCN (ENn85241592 · GND (DE119021846 · BNF (FRcb15657644w (data) · BNE (ESXX966299 (data) · ULAN (EN500049631 · WorldCat Identities (ENlccn-n85241592