Enrico Letta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Enrico Letta
Enrico Letta 2013.jpg
Enrico Letta nel 2013.

Segretario del Partito Democratico
In carica
Inizio mandato 14 marzo 2021
Presidente Valentina Cuppi
Predecessore Nicola Zingaretti

Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Vice presidente Angelino Alfano
Predecessore Mario Monti
Successore Matteo Renzi

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 7 novembre 2009 –
20 aprile 2013
Vice di Pier Luigi Bersani
Predecessore Dario Franceschini
Successore Lorenzo Guerini
Debora Serracchiani

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Antonio Marzano

Ministro del commercio con l'estero
Durata mandato 26 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Piero Fassino
Successore Adolfo Urso[1]

Ministro per le politiche comunitarie
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Piero Fassino[2]
Successore Patrizia Toia

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianni Letta
Successore Gianni Letta

Europarlamentare
Durata mandato 20 luglio 2004 –
27 aprile 2006
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
ALDE
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per i problemi economici e monetari
  • Membro della delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)
  • Membro sostituto della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
19 luglio 2004

Durata mandato 28 aprile 2006 –
23 luglio 2015
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV: DL-L'Ulivo
XV: L'Ulivo
XV-XVII: PD
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD-IdV (XVI), Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione XIV: Piemonte 1
XV: Lombardia 1
XVI: Lombardia 2
XVII: Marche
Incarichi parlamentari
XVI legislatura:
  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)

XV legislatura:

  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
  • Componente della XIII Commissione (Agricoltura)

XIV legislatura:

  • Componente della IV Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
  • Componente del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (2007-2015; dal 2019)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in Scienze politiche
Dottorato in Diritto delle comunità europee
Università Università di Pisa
Professione Dirigente di partito
Dirigente d'impresa privata
Docente
Firma Firma di Enrico Letta

Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico e accademico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 e, dal 14 marzo 2021, segretario del Partito Democratico.

Europarlamentare dal 2004 al 2006 nel gruppo liberaldemocratico, dal 2001 al 2015 è deputato per la Margherita e, in seguito, per il PD.[3]

È stato Ministro per le politiche comunitarie tra il 1998 e il 1999 durante il Governo D'Alema I, quindi Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato durante i Governi D'Alema II e Amato II dal 1999 al 2001 e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il Governo Prodi II dal 2006 al 2008. Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana tra il 2013 e il 2014, il 14 febbraio 2014 rassegna le proprie dimissioni a seguito della sfiducia votata il giorno precedente dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.[4]

Due mesi dopo le elezioni politiche del febbraio 2013 dove non è stata raggiunta una netta maggioranza in Parlamento, è stato nominato presidente del Consiglio dei ministri e forma un governo di grande coalizione. Il suo governo ha cercato di promuovere la ripresa economica ottenendo un accordo di finanziamento dall'Unione europea per alleviare la disoccupazione giovanile, e abolire anche il finanziamento statale dei partiti politici, qualcosa che è stato visto come un momento di svolta per la politica italiana che per anni era dipesa dai fondi pubblici.[5][6] Ha anche affrontato le prime fasi della crisi europea dei migranti, compreso il naufragio più mortale nella storia recente del Mar Mediterraneo; in risposta, Letta ha implementato l'operazione Mare nostrum per pattugliare i confini marittimi e salvare i migranti.[7] Nel novembre 2013, il leader del PdL Silvio Berlusconi ha tentato di ritirare l'appoggio del suo partito al governo, al fine di realizzare un cambio di presidente del Consiglio; in risposta, tutti i ministri di centrodestra del Gabinetto hanno scelto di lasciare il PdL e formare un nuovo partito, affermando di voler continuare a sostenere Letta. Si è dimesso un anno dopo, a seguito di un voto di sfiducia da parte della dirigenza del PD, venendo succeduto da Matteo Renzi.[7]

Il 9 giugno 2015 rinuncia al seggio in Parlamento per dedicarsi all'insegnamento universitario, che dal 1º settembre dirige la Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi.[8]

Nel marzo 2021, in seguito alle dimissioni di Nicola Zingaretti, viene indicato come possibile successore alla Segreteria del partito. Il 14 marzo 2021 l'assemblea nazionale lo elegge segretario nazionale del Partito Democratico.[9]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Pisa in Toscana, in una famiglia numerosa, figlio di Anna Banchi, di origini sassaresi e toscane,[10][11][12] e del matematico Giorgio Letta, che insegna all'Università di Pisa[13]. Ha un fratello, Vincenzo (1971), ed è nipote del politico di centro-destra Gianni Letta, uno dei principali collaboratori e stretto consigliere di Silvio Berlusconi[14] e di conseguenza cugino del figlio di questi, l'amministratore delegato di Medusa Film Giampaolo Letta. È altresì nipote della Vicepresidente della Croce Rossa italiana Maria Teresa Letta e dell'archeologo e docente di storia romana presso l'Università di Pisa (come il padre) Cesare Letta.[13]

La famiglia Letta è originaria della Marsica, in provincia dell'Aquila, dove il nonno di Enrico, Vincenzo Letta — nativo di Aielli (paese del quale fu anche podestà) e sopravvissuto al terremoto della Marsica del 1915 — esercitò per decenni la professione di avvocato.[15]

Dopo aver trascorso parte dell'infanzia a Strasburgo, frequenta la scuola dell'obbligo. Completa gli studi di scuola superiore a Pisa, dove frequenta il liceo classico Galileo Galilei e fin dalla quarta ginnasiale partecipa alle attività del Movimento Studenti di Azione Cattolica[16][17]. Si laurea in scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode.[18] Consegue il diploma di perfezionamento (equivalente al dottorato di ricerca, in base alla legge n. 41/1987) in Diritto delle Comunità Europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.[19]

È stato professore a contratto presso l'Università Carlo Cattaneo tra il 2001 e il 2003, presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nel 2003 e presso l'École des hautes études commerciales di Parigi nel 2004.[20]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si è sposato una prima volta a 24 anni, ha divorziato 6 anni dopo[21] ed è sposato in seconde nozze con la giornalista del Corriere della Sera Gianna Fregonara, con la quale ha tre figli: Giacomo, Lorenzo e Francesco. Ha vissuto a Parigi.[22]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi dalla DC al PD[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta nel 2001

Incomincia la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana. È stato presidente dei Giovani Democristiani Europei tra il 1991 e il 1995, dove ha usato la sua presidenza per contribuire a rafforzare i legami a lungo termine tra una varietà di partiti centristi in Europa e da allora è rimasto un convinto sostenitore dell'Unione europea.[23]

Durante il governo Ciampi, tra il 1993 e il 1994, ha lavorato come Capo di Gabinetto alla Farnesina sotto il ministro Beniamino Andreatta, con cui Letta aveva già collaborato nell'associazione no-profit Agenzia di ricerche e legislazione.[19]

Dopo aver servito come segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro nel biennio '96-'97, è diventato vicesegretario del Partito Popolare Italiano assieme a Dario Franceschini nel 1997 sotto la segreteria di Franco Marini[24]. Successivamente nel 1998, con la nascita del primo governo D'Alema, abbandona il ruolo di vicesegretario del PPI, e viene nominato ministro per le politiche comunitarie, diventando il più giovane ministro, fino ad allora, della storia della Repubblica.[3][25][26]

Nel 1999 Letta diventa Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nel secondo governo D'Alema, e nel 2000 viene confermato in quel ruolo nel secondo governo Amato, diventando anche Ministro del commercio con l'estero.[3]

Alle elezioni politiche del 2001 viene eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, tra le liste proporzionali nella circoscrizione Piemonte 1 de La Margherita, una lista elettorale centrista con Francesco Rutelli a capo, alla quale aderì il Partito Popolare Italiano (PPI)[27][28]. L'anno successivo nel 2002, il PPI confluì ne La Margherita come partito, con Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini e I Democratici di Arturo Parisi, dove Letta fu nominato responsabile nazionale per l'economia fino al 2004.

Alle elezioni europee del 2004 viene candidato ed eletto al Parlamento europeo per la lista "Uniti nell'Ulivo" nella circoscrizione nord-orientale, ricevendo 176 000 preferenze[29]. Dopo essersi dimesso da deputato (gli subentra Mauro Maria Marino), si è iscritto al gruppo parlamentare dell'ALDE, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).[30]

Rieletto deputato alle politiche del 2006 nella circoscrizione Lombardia 1, successivamente con la vittoria de L'Unione alle politiche, viene nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel secondo governo Prodi, succedendo allo zio Gianni Letta, e abbandona l'incarico di europarlamentare per accettare quello di deputato nazionale[3]. Nel ruolo di Segretario del Consiglio dei ministri, divenne il più stretto consigliere del Presidente del Consiglio Romano Prodi, diventando uno dei politici più influenti all'interno del governo.

Primarie del Partito Democratico nel 2007[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni primarie del Partito Democratico del 2007 (Italia).

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato Nazionale del Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro partito. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD[31] tramite un video su YouTube.[32] In seguito ha dichiarato:

«Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel PD ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.[33]»

La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra:

Raccogliendo 391 775 voti (l'11,02%), supera i tre candidati indipendenti (Jacopo Schettini Gherardini, Pier Giorgio Gawronski e Mario Adinolfi) e si piazza terzo alle spalle di Rosy Bindi e Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75,82% dei voti. Nel 2007 è nominato Responsabile nazionale Lavoro nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni.

Con la caduta del governo Prodi e la prematura fine della XV legislatura nel 2008, s'indicono nuove elezioni politiche, dove viene rieletto per la terza volta alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 2 tra le file del Partito Democratico. L'8 maggio l'incarico di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri passa allo zio Gianni, a causa della vittoria alle politiche di quell'anno e nomina a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella XVI legislatura (2008-2013), quella sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari.[39] Primo firmatario, insieme con Guglielmo Vaccaro, della legge n. 238/2010 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto "Controesodo - Talenti in movimento".

Dal 9 maggio 2008 al 24 febbraio 2009 entra a far parte del cosiddetto governo ombra del Partito Democratico, con l'incarico corrispondente a quello del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.[40]

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini (già vicesegretario di Veltroni nominato leader del PD dopo le sue dimissioni dalla Segreteria nazionale) lo nomina presidente nazionale del Forum Welfare del PD.

Vicesegretario del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni primarie del PD nel 2009 sostiene la mozione di Pier Luigi Bersani, ex ministro dello sviluppo economico nel secondo governo Prodi, che risulterà vincente con il 53% dei voti, e il 7 novembre 2009 viene eletto dall'Assemblea vicesegretario nazionale del PD.[41]

Nel giugno 2010 Letta ha organizzato a Verona una riunione di tre giorni, durante la quale ha incontrato imprenditori e dirigenti di spicco della Lega Nord, il più grande partito del Veneto e della Lombardia orientale. Un sondaggio di opinione tra i democratici del settentrione, pubblicato durante il "Nord Camp", ha mostrato che erano più interessati a un'alleanza con la Lega Nord rispetto a Il popolo della libertà di Silvio Berlusconi. Letta è stato elogiato sia da Roberto Maroni sia da Umberto Bossi.[42]

L'8 gennaio 2013 la Direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nelle circoscrizioni Marche e Campania in vista delle elezioni politiche italiane del 2013.[43] A marzo, in seguito alle elezioni, insieme con molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro", firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione, modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (ex art. 416-ter del codice penale) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[44]

Il 20 aprile 2013, contemporaneamente alla effettività delle dimissioni di Bersani da segretario del PD a causa dell'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, durante le elezioni del presidente della Repubblica Italiana del 2013, tutta la segreteria del PD, e quindi anche Letta che era vicesegretario, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito.

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appena rieletto e dopo le consultazioni con i presidenti di Camera, Senato e le forze politiche, conferisce a Enrico Letta l'incarico di formare un nuovo governo il 24 aprile 2013, incarico che accetta con riserva[45]. Dopo un rapido giro di consultazioni nella giornata del 25 aprile,[46] il successivo 27 aprile scioglie positivamente la riserva e forma il 62º governo della Repubblica Italiana, che il 28 aprile pronuncia il giuramento[3]. Il governo è composto da esponenti di Partito Democratico, Il Popolo della Libertà, Unione di Centro e Scelta Civica, formato da 21 ministri, di cui sette donne, con un'età media di 54 anni.[47]

Il giuramento del Governo Letta al Palazzo del Quirinale il 28 aprile 2013

Durante la cerimonia del giuramento, un uomo ha sparato colpi di arma da fuoco davanti a Palazzo Chigi e ha ferito due Carabinieri[48]. L'aggressore, Luigi Preiti, è stato fermato e arrestato; dichiarò di voler uccidere i politici o almeno di colpire un "simbolo della politica" e di essere stato costretto dalla disperazione di essere disoccupato e recentemente divorziato.[48]

Il 29 aprile ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati con 453 voti favorevoli su 623 votanti, 153 contrari e 17 astenuti.[49] Il giorno successivo ha ottenuto la fiducia anche dal Senato della Repubblica con 233 sì, 59 no e 18 astenuti[50]. Nel suo primo intervento davanti al Parlamento italiano, Letta ha sottolineato "la necessità di ripristinare la decenza, la sobrietà e il senso dell'onore"; ha anche sostenuto una riduzione dei costi della politica.[51]

Il suo governo si caratterizza come il primo esecutivo di grande coalizione della storia dell'Italia repubblicana, in quanto comprende esponenti di due delle tre principali forze politiche (centro-sinistra e centro-destra) che si contrapponevano prima delle elezioni. Il suo stretto rapporto con lo zio Gianni, uno dei consiglieri più fidati di Berlusconi, è stato percepito come un modo per superare l'aspra ostilità tra le due fazioni opposte. In particolare, la stessa carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri è stata affidata al segretario politico del Popolo della Libertà Angelino Alfano.

Enrico Letta con Angelino Alfano e Giorgio Napolitano a dicembre 2013

Il 28 settembre i cinque ministri del Popolo della Libertà si dimettono su ordine del loro leader Silvio Berlusconi, prendendo a pretesto la decisione di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA dal 21% al 22%, aprendo così di fatto una crisi di governo.[52] Il giorno seguente Letta si reca al Quirinale dal Presidente della Repubblica per fare il punto della situazione e per discutere delle alternative possibili. In precedenza il Presidente della Repubblica aveva sottolineato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibili.[53]

Il 2 ottobre si è votato per la fiducia: in mattinata si è votato presso il Senato, nel pomeriggio alla Camera.[54][55] Al Senato ha ottenuto 235 voti favorevoli e 70 contrari, mentre alla Camera 435 favorevoli e 162 contrari, ottenendo quindi la piena fiducia da parte del Parlamento[56]. Il 27 novembre il Senato approva il ddl di Stabilità con 162 voti favorevoli (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica) e 115 contrari (Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Sinistra Ecologia Libertà, Fratelli d'Italia). Ciò comporta, dunque, sia l'approvazione della legge finanziaria da parte del Senato sia la composizione di una nuova maggioranza di Governo dopo l'uscita di Forza Italia, anche a seguito della votazione della decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi avvenuta in quello stesso giorno.[57][58]

L'8 dicembre, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha vinto con 2/3 dei voti le elezioni primarie del Partito Democratico di quell'anno, scatenando subito le voci sulla possibilità di rimuovere Letta e diventare il nuovo Presidente del Consiglio[59]. Il 17 gennaio 2014, mentre era in onda sul programma televisivo Le invasioni barbariche su LA7, intervistato da Daria Bignardi sulle tensioni tra lui e Letta, Renzi ha lanciato l'hashtag #enricostaisereno per rassicurare il suo collega di partito di non tramare nulla contro di lui.[60]

In seguito alle dimissioni dal Governo del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo, dal 27 gennaio assume la carica ad interim.[61]

Tuttavia, la crescente critica alla lentezza della riforma economica italiana lasciò Letta sempre più isolato, anche all'interno del suo stesso partito. Il 13 febbraio 2014 la Direzione nazionale del Partito Democratico, su impulso del neo-segretario Renzi, in rivalità con Letta, ha votato a favore delle dimissioni di Letta per fare spazio a un nuovo esecutivo guidato dallo stesso Renzi.[62] Il giorno seguente, Letta rassegna le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica[63], restando in carica per gli affari correnti fino al 22 febbraio.[4][64]

Politiche economiche[modifica | modifica wikitesto]

Letta si è occupato di affrontare una grave crisi socio-economica causata dalla Grande Recessione e dalla successiva crisi del debito sovrano europeo. Nel 2013, uno dei maggiori problemi del Paese era l'enorme disoccupazione giovanile, valutata intorno al 40%[65]. Per affrontare questo problema, il 14 giugno promuove un vertice a quattro a Palazzo Chigi con i ministri dell'economia, delle finanze e del lavoro di Italia, Germania, Francia e Spagna sul tema per organizzare politiche europee comuni per ridurre la disoccupazione giovanile[66]. Dopo poche settimane, durante una conferenza stampa al termine del Consiglio dell'Unione europea a Bruxelles, Letta ha annunciato che sarebbero stati ricevuti dall'Italia 1,5 miliardi di euro dai fondi europei per combattere la disoccupazione giovanile.[67]

Il 31 maggio il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per abolire il finanziamento pubblico ai partiti politici, che era ampiamente considerato una rivoluzione per la politica e i partiti politici italiani, che dipendevano profondamente dai fondi pubblici[68]. Il 4 giugno Letta, assieme al suo ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato e al suo ministro dell'ambiente Andrea Orlando, ha annunciato l'amministrazione controllata dell'ILVA, una delle più grandi aziende siderurgiche d'Europa, per una durata di 36 mesi, affidandone la gestione a Enrico Bondi.[69]

Il 15 giugno il suo governo emana il cosiddetto "Decreto del fare", provvedimento finalizzato ad assumere politiche per il rilancio dell'economia[70]. Il decreto è stato successivamente approvato dal Parlamento italiano tra luglio e agosto con voto di fiducia. La riforma è stata duramente criticata dal Movimento 5 Stelle[71]. Il 29 agosto il suo governo ha abolito l'IMU, introdotta dal governo Monti, sia per le abitazioni principali sia per gli edifici adibiti al settore agricolo.

Immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Operazione Mare nostrum.

A seguito delle guerre civili libiche e siriane, uno dei principali problemi affrontati da Letta una volta diventato Presidente del Consiglio nel 2013 sono stati gli alti livelli di immigrazione illegale in Italia.[72]

Il 3 ottobre 2013, un'imbarcazione che trasportava migranti dalla Libia in Italia è affondata al largo dell'isola di Lampedusa. È stato riferito che la barca era salpata da Misurata, in Libia, ma che molti dei migranti provenivano da Eritrea, Somalia e Ghana. Una risposta di emergenza che ha coinvolto la Guardia Costiera italiana ha portato al salvataggio di 155 sopravvissuti. Il 12 ottobre è stato riferito che il bilancio delle vittime confermato dopo la perquisizione della barca era di 359, ma che altri corpi erano ancora dispersi; una cifra di "più di 360" morti è stata successivamente segnalata, diventando il naufragio più mortale avvenuto nel Mar Mediterraneo.

Dopo la tragedia di Lampedusa, Letta ha deciso di rafforzare il pattugliamento nazionale del canale siciliano autorizzando l'operazione Mare nostrum, un'operazione militare e umanitaria il cui scopo era fornire soccorso ai migranti. Questa operazione aveva due scopi principali: salvaguardare la vita in mare e combattere il traffico illegale di migranti. L'operazione ha portato in Europa almeno 150 000 migranti, principalmente dall'Africa e dal Medio Oriente. L'operazione si è conclusa pochi mesi dopo la fine del suo mandato, il 31 ottobre 2014.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Politico fortemente filo-europeista, durante il suo governo ha stretto rapporti con gli altri importanti leader europei come la cancelliera tedesca Angela Merkel, che è stata il primo leader straniero che ha incontrato, pochi giorni dopo il suo giuramento, il 30 aprile[73]. Letta costruì anche un rapporto affettuoso con il presidente della Repubblica francese François Hollande, con il quale condivideva una visione comune sulle politiche di austerità, ritenute obsolete per affrontare la crisi economica del debito sovrano europeo; Letta e Hollande hanno spesso sottolineato la necessità di aumentare la spesa pubblica negli investimenti.[74]

Il 17 e 18 giugno partecipa al G8 del 2013 a Lough Erne in Irlanda del Nord[75]. Durante il summit, Letta ha avuto il suo primo incontro bilaterale con il Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama. Il 17 ottobre Letta è stato invitato alla Casa Bianca dal presidente Obama, il quale si è dichiarato molto colpito dal primo ministro italiano e dal suo piano di riforme.[76]

Il 5 e il 6 settembre Letta partecipa al G20 del 2013 di San Pietroburgo[77]. Il summit si è concentrato sulle conseguenze della guerra civile siriana, dove Letta ha sostenuto per una risoluzione diplomatica della crisi promossa dalle Nazioni Unite.[78] Suo sherpa e consigliere economico è Fabrizio Pagani. Il 25 settembre, durante il suo discorso davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Letta ha chiesto una profonda riforma del Consiglio di sicurezza dell'ONU.[79]

Dopo la presidenza del Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 giugno 2015 presenta le dimissioni da deputato alla Camera, dopo aver votato contro alla nuova legge elettorale proposta dal PD e il suo segretario Renzi: l'Italicum, il cui incarico cessa definitivamente il 23 luglio.[8] Nel contempo non rinnova la tessera del PD.[80] Nello stesso anno, su sua iniziativa, viene fondata la Scuola di Politiche (SdP), promossa dall'Agenzia di ricerche e legislazione (AREL).

Nell'aprile 2015 si trasferisce a Parigi per insegnare nella Grande école Sciences Po Paris (Institut d'études politiques), dove tiene un corso su Europa e populismi.[81] Dal 1º settembre dirige l'École d'affaires internationales (PSIA - Scuola di affari internazionali) dello stesso istituto.[8] Con Sciences Po ha inoltre svolto periodi di ricerca e insegnamento presso l'Università della Tecnologia di Sydney[82] e la Scuola di Politica e Strategia Globali dell'Università della California, San Diego.[83]

Manuel Valls, Jean-Claude Juncker ed Enrico Letta a Parigi per i 20 anni dell'Istituto Jacques Delors (2016)

Nella primavera 2016 si è espresso a favore della riforma costituzionale Renzi-Boschi proposta dal governo Renzi[84]. Nello stesso anno sotto l'egida dell'Istituto Jacques Delors (un think tank europeo fondato vent’anni prima dall’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors, guidato in passato anche da Tommaso Padoa-Schioppa), di cui è stato nominato presidente, ha lanciato una scuola di politiche centrata sui temi europei, l'Académie Notre Europe.[85]

Nell'ottobre 2017 entra a far parte del nuovo Comitè Action Publique 2022, una Commissione pubblica per la riforma dello Stato e della Pubblica Amministrazione in Francia che dipende dal governo di Édouard Philippe e che è stata fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron.[86]

Nel marzo 2019, in seguito alla vittoria di Nicola Zingaretti alle elezioni primarie del Partito Democratico, che divenne segretario del PD, annuncia che riprenderà la tessera del partito dopo quattro anni.[87] Nello stesso caso, Letta ha anche fatto parte del comitato consultivo dell'annuale Rapporto sullo sviluppo umano del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), co-presieduto da Thomas Piketty e Tharman Shanmugaratnam.[88]

Segretario del Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Elezione e insediamento al Nazareno[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'annuncio di Nicola Zingaretti di dimettersi dalla carica di segretario del Partito Democratico, viene menzionato il suo nome come possibile successore. Inizialmente lui rifiuta, anche per via dell'incarico universitario a Parigi[89]. Ma dopo che molti esponenti di spicco del PD, tra cui lo stesso Zingaretti[90], l'ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, l'ex segretario del PD Dario Franceschini e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini[91], hanno pubblicamente chiesto a Letta di diventare il nuovo segretario, ci ripensa e accetta ufficialmente il 12 marzo 2021.[92]

Il 14 marzo viene eletto segretario del Partito Democratico dall'Assemblea nazionale con 860 voti a favore, 2 contrari e 4 astenuti[9]. Durante il suo discorso per insediarsi, ha rivendicato il sostegno e la partecipazione al governo Draghi, e ha indicato di voler ricostruire la coalizione di centro-sinistra dialogando con Liberi e Uguali, Azione, Italia Viva e +Europa, per formare un'alleanza con il Movimento 5 Stelle[9]. Successivamente rilancia in modo ancora più netto la necessità di un'alleanza con i 5 Stelle.[93]

Il 17 marzo Letta ha nominato come vicesegretari del PD Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale nel governo Conte bis, e Irene Tinagli, eurodeputata che presiede la Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento europeo, con quest'ultima che svolgerà le funzioni di vicaria.[94][95][96]

Il 18 marzo forma la sua segreteria, composta da otto uomini e otto donne, aggiungendo i suoi vicesegretari Tinagli e Provenzano, nominando tra i quali: l'ex CT della nazionale di pallavolo maschile Mauro Berruto, esponenti del governo Conte bis Antonio Misiani, Sandra Zampa e Francesco Boccia (quest'ultimo vicino a Letta) e persone esterne alla politica come il docente alla LUMSA ed ex commissario all'AgCom Antonio Nicita e l'ex segretario nazionale di Confartigianato Imprese Cesare Fumagalli.[97][98]

Candidatura al collegio di Siena[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 luglio 2021, dopo che Pier Carlo Padoan ha lasciato vacante il collegio uninominale di Siena alla Camera dei deputati a novembre 2020 per entrare nel cda dell'UniCredit (e diventarne presidente), annuncia che si candiderà nelle elezioni suppletive di Siena che si terranno in autunno, dopo settimane che circolava la notizia di una sua possibile candidatura a Siena, dichiarando alla direzione del PD di Siena che «C’è una missione nazionale: dobbiamo vincere per dare un messaggio forte alla Toscana e al paese e per avere un segretario in Parlamento dove i nostri gruppi parlamentari sono usciti falcidiati dal disastro delle elezioni del 2018 e dalle fughe successive»[99][100][101]. Secondo alcuni giornali, l’obiettivo di Letta, in caso della sua elezione alla Camera, è quello di gestire in maniera più ravvicinata i gruppi parlamentari del suo partito.[99]

Posizioni e idee politiche[modifica | modifica wikitesto]

Favorevole allo ius soli,[102][103] a delle misure di contrasto e prevenzione dell’omofobia[103][104] e alla transizione digitale ed ecologica.[9]

Ritiene importante una "tech tax" a livello europeo ed è fortemente contrario ai paradisi fiscali, ritenendo che sia “insopportabile” la loro presenza in Europa e che bisognerebbe “fare in modo che non esistano più”.[105]

Riguardo alle politiche giovanili, propone l’Erasmus obbligatorio per gli studenti universitari[106] e l’estensione del voto delle elezioni politiche a partire dall’età di 16 anni «per allargare il peso dei giovani nella società».[102] Propone anche, attraverso l’aumento dell’imposta di successione per le eredità superiori ai 5 milioni di euro, la creazione di una “dote” di 10 mila euro da consegnare ai diciottenni meno abbienti, per sostenere spese legate alla formazione, all’istruzione, alla casa, all’affitto o per avviare un’impresa.[107][108]

Propone un modello economico basato sulla condivisione prevedendo la partecipazione dei lavoratori agli utili e alle decisioni delle grandi aziende, ricevendo gratuitamente e in condizioni di favore azioni di tali aziende[109]. Si era espresso già in precedenza a favore di questo tipo di compartecipazione, proponendo di sperimentarla su Poste italiane.[110]

Riguardo alle politiche migratorie, ritiene che il salvataggio in mare di chi muore sulle coste italiane sia “un dovere del nostro Paese”.[103]

Si dichiara inoltre a favore del superamento del patto di stabilità europeo, "la necessità cioè di non ritornare alle regole ferree su debito e deficit"[102], sostituendolo con un "patto di stabilità verde e sociale".[111]

Fortemente contrario al cosiddetto gruppo misto presente in parlamento durante una legislatura, ritenendo che sia "un paradiso per chi lascia il proprio gruppo" e che "la politica si fa con i gruppi parlamentari che si sono presentati alle elezioni". Sostiene l'introduzione di una legge che favorisca la democrazia interna ai partiti politici, in attuazione dell'art. 49 della Costituzione. È contrario alle leggi elettorali Porcellum e Rosatellum, e sostiene l’introduzione della sfiducia costruttiva.[102]

Riguardo al referendum costituzionale del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari, annunciò di schierarsi per il Sì,[112][113] ritenendo che «per le attività che si svolgono alla Camera, 630 deputati sono troppi. 400 fanno benissimo il lavoro che la Camera deve svolgere» e che sia il primo passo per superare il bicameralismo perfetto.[114]

Si dichiara a favore delle quote rosa, sostenendo che in Italia vi sia un problema di genere, non solo nelle quote dei gruppi ma anche negli incarichi monocratici, a causa di meccanismi di selezione che tenderebbero a favorire figure maschili.[115]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Luigi Lusi § Inchieste giudiziarie.

Nel gennaio 2012 l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito, ha sostenuto che parte di tali soldi sia andata a diversi appartenenti al partito, tra i quali Enrico Letta.[116]

Nel luglio 2021 ha attirato a sé critiche da parte della stampa per aver rivestito incarichi in società estere come Tojoy (che si definisce "acceleratore per le imprese che vogliono entrare nel mercato cinese") e Publics (la cui controllata Qorvis cura da circa vent'anni l'immagine della monarchia saudita).[117][118][119]

Incarichi associativi[modifica | modifica wikitesto]

Dal luglio 2016 Letta diventa presidente del comitato scientifico della fondazione Aristide Merloni [120], incarico conferitogli per il triennio 2016-19.

Letta è segretario generale dell'Arel - Agenzia di ricerche e legislazione, fondata da Beniamino Andreatta, nonché fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò.[121] Al 2015 è membro della Commissione Trilaterale[122] ed è stato membro del comitato esecutivo e vicepresidente dell'Aspen Institute Italia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion d'onore
— Parigi— 25 marzo 2016[123]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Viceministro con delega.
  2. ^ Sottosegretario agli affari esteri con delega alle politiche comunitarie.
  3. ^ a b c d e Enrico Letta, Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2014).
  4. ^ a b Letta, dimissioni compiute. Quirinale, subito consultazioni: nessun passaggio in Aula, la Repubblica, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 15 febbraio 2014).
  5. ^ Tre canali di finanziamento, più trasparenza. Ecco punto per punto il ddl del governo Archiviato il 21 maggio 2021 in Internet Archive., Corriere della Sera
  6. ^ Letta: all'Italia 1,5 miliardi per il lavoro. Grillo «poteva mandare tutto in vacca» Archiviato il 21 maggio 2021 in Internet Archive., Corriere della Sera
  7. ^ a b Letta: perché difendo Mare Nostrum Archiviato il 21 maggio 2021 in Internet Archive., Avvenire
  8. ^ a b c Enrico Letta lascia il Parlamento, su ansa.it. URL consultato il 10 giugno 2015 (archiviato il 9 giugno 2015).
  9. ^ a b c d Enrico Letta: "Pd sia in coalizione, dialogo con M5s guidato da Conte". L’ex premier: "Impegno comune". I temi del segretario: stop ai paradisi fiscali in Ue, Ius soli, voto a 16enni, su Il Fatto Quotidiano, 14 marzo 2021. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 16 marzo 2021).
  10. ^ Francesco Borgonovo, Lobby e parenti, l'uomo qualsiasi della politica, in Libero, Milano, Editoriale Libero s.r.l., 25 aprile 2013.
    «Sua madre, Anna Bianchi, origini sassaresi e fu vicina di casa di Francesco Cossiga».
  11. ^ Gianni Bazzoni, Enrico Letta, premier orgoglioso delle sue radici sarde, in La Nuova Sardegna, Sassari, DBInformation Spa, 24 aprile 2013.
    «Sua madre, Anna Banchi è nata a Sassari, e sua nonna Elsa Bazzoni, vicina di casa della famiglia di Francesco Cossiga, era la sorella più grande di Gianpaolo, scrittore e studioso che vive a Porto Torres.».
  12. ^ Gli zii di Enrico Letta. Non solo Gianni: c’è anche Gian Paolo Bazzoni a Porto Torres, in SardiniaPost, Cagliari, ICO 2006 S.r.l., 25 aprile 2013.
    «Così, mentre l’Unione sarda segnala che la stessa esistenza al mondo del premier incaricato è dovuto a un episodio accaduto in Sardegna durante la guerra (l’incontro tra la nonna Elsa Bazzoni e il tenentino maremmano Banchi)».
  13. ^ a b Gli zii di Enrico Letta. Non solo Gianni: c'è anche Gian Paolo Bazzoni a Porto Torres, su Sardiniapost.it, 25 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 17 gennaio 2021).
  14. ^ Mattia Feltri, Gianni ricevuto da Enrico. E per la prima volta zio e nipote trattano “alla luce del sole”, La Stampa, 28 settembre 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 22 febbraio 2014).
  15. ^ Un Letta per ogni stagione - Regione - il Centro, su il Centro. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato il 12 marzo 2017).
  16. ^ Al MSAC ho scoperto la parola “impegno” « Movi 100, su movi100.azionecattolica.it. URL consultato il 20 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2016).
  17. ^ Wayback Machine (PDF), su web.archive.org, 11 giugno 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2013).
  18. ^ Come riportato sul CV della sua pagina web. Il prof. M. Bassani, in un'intervista a Libero, in libero.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 19 settembre 2013 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2013). ricorda diversamente.
  19. ^ a b Un volto da Premier (FOTO), su L'HuffPost, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 30 novembre 2020).
  20. ^ Governo. Enrico Letta, l’allievo di Andreatta diventa presidente del Consiglio, in giornale.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 26 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  21. ^ Quando Enrico Letta ringraziò lo «zio Gianni» Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive., Vanity Fair, Sara Faillaci, 3 maggio 2013
  22. ^ Enrico Letta Profile: Mild-Mannered AC Milan Fan who is Italy’s Next PM, in International Business Times, 24 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013 (archiviato il 27 aprile 2013).
  23. ^ (EN) Elisabetta Povoledo, An Italian Leader and a Political Acrobat (Published 2013), in The New York Times, 28 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 9 settembre 2020).
  24. ^ Orlando Sacchelli, Enrico Letta, il giovane Dc che deve far da paciere tra Pd e Pdl, su ilGiornale.it, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 22 gennaio 2021).
  25. ^ (EN) Profile: Enrico Letta, in BBC News, 13 febbraio 2014. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 27 febbraio 2021).
  26. ^ Il record è stato superato da Giorgia Meloni, ministro nel 2008 a 31 anni.
  27. ^ Orlando Sacchelli, Enrico Letta, il giovane Dc che deve far da paciere tra Pd e Pdl, su ilGiornale.it, 24 aprile 2013. URL consultato il 15 marzo 2021 (archiviato il 22 gennaio 2021).
  28. ^ Pisano, milanista, baby-ministro. Ecco chi è Enrico Letta, l'eterno "giovane" del Pd, su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 15 marzo 2021 (archiviato il 27 settembre 2020).
  29. ^ Enrico Letta, genitori tra gioia e timori, ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 21 febbraio 2014).
  30. ^ (EN) Home | MEPs | European Parliament, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato il 20 gennaio 2018).
  31. ^ Pd: Letta: «Mi candido». Video sul web - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 5 aprile 2010 (archiviato il 4 dicembre 2011).
  32. ^ Enrico Letta si candida alle primarie del Partito Democratic - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato il 12 ottobre 2016).
  33. ^ Citato in Paolo Tessadri, Letta leader? Senza grinta, il Fatto Quotidiano, 1º agosto 2013. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato il 28 novembre 2013).
  34. ^ De Castro: «Candidatura Letta grande occasione per coinvolgere società» Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive. - EnricoLetta.it
  35. ^ con il Pd Corritore appoggia Letta, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 24 aprile 2013 (archiviato il 2 giugno 2021).
  36. ^ ds Ranieri «Pronto a sostenere Letta»
  37. ^ qui il Pd non si farà - Cronaca - Trentino Corriere Alpi[collegamento interrotto]
  38. ^ Gli Innovatori Europei sostengono la candidatura di Enrico Letta in tutta Italia Archiviato l'8 ottobre 2007 in Internet Archive. - Innovatori Europei- Info
  39. ^ La nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi, su Sito ufficiale Enrico Letta, 24 ottobre 2011. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato il 2 maggio 2013).
  40. ^ Governo ombra, tutti i nomi, in Corriere della Sera, 09 maggio 2008. URL consultato il 1º novembre 2009 (archiviato il 12 maggio 2008).
  41. ^ Bersani indica la rotta "Partito dell'alternativa" Enrico Letta eletto vice, in Quotidiano Nazionale, 07 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2010).
  42. ^ Archivio Corriere della Sera, su archivio.corriere.it. URL consultato il 15 marzo 2021 (archiviato il 18 gennaio 2016).
  43. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) [collegamento interrotto], su Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  44. ^ parlamento italiano Archiviato il 18 marzo 2013 in Internet Archive. riparteilfuturo.it
  45. ^ Federica Seneghini, Letta nuovo premier incaricato «Siamo in terra incognita , ma sono fiducioso», in Corriere della Sera, 24 aprile 2013. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato il 25 aprile 2013).
  46. ^ Letta: "Nodi restano, ci vuole tempo"Alfano: "Difficoltà, ma spirito costruttivo", in la Repubblica, 25 aprile 2013. URL consultato il 26 aprile 2013 (archiviato il 26 aprile 2013).
  47. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione», in Corriere della Sera, 27 aprile 2013. URL consultato il 28 aprile 2013 (archiviato il 1º luglio 2013).
  48. ^ a b di RQuotidiano, Sparatoria Palazzo Chigi: due carabinieri feriti. L'attentatore: "Puntavo ai politici" - Il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 7 gennaio 2021).
  49. ^ 453 sì, 153 no: il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera, in Corriere della Sera, 29 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013 (archiviato il 30 aprile 2013).
  50. ^ Letta incassa la fiducia anche al Senato, in Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013 (archiviato il 3 maggio 2013).
  51. ^ Governo Letta, fiducia alla Camera: 453 sì, 153 no. Si astiene la Lega, su Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2013. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 21 gennaio 2021).
  52. ^ Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi - Letta: gesto folle per motivi personali, 28 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  53. ^ Napolitano: "Verifico se possibile legislatura" In serata Letta sale al Colle, 29 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 10 dicembre 2013).
  54. ^ Crisi di governo: i ministri PdL rassegnano le dimissioni irrevocabili, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 2 ottobre 2013).
  55. ^ Crisi di governo: voto di fiducia il 2 ottobre, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 1º ottobre 2013).
  56. ^ Berlusconi si arrende, Letta ottiene fiducia. Napolitano: "Ora basta giochi al massacro" Archiviato il 3 ottobre 2013 in Internet Archive. repubblica.it
  57. ^ Legge stabilità, sì del senato Ddl ora passa alla Camera, 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013 (archiviato il 3 dicembre 2013).
  58. ^ Forza Italia esce dalla maggioranza Alfano: «Un errore sabotare Letta», 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013 (archiviato il 27 novembre 2013).
  59. ^ www.primariepd2013.it, su primariepd2013.it. URL consultato il 2 giugno 2021 (archiviato il 14 febbraio 2021).
  60. ^ Renzi: quando assicurava di non voler prendere il posto di Letta, su Video: ultime notizie - Corriere TV. URL consultato il 15 marzo 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  61. ^ Comunicato del Governo: Letta accetta dimissioni ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, De Girolamo, 27 gennaio 2014. URL consultato il 27 gennaio 2014 (archiviato il 2 febbraio 2014).
  62. ^ Renzi manda a casa Letta: oggi il premier al Quirinale per le dimissioni. Pd: sì a nuovo governo, 13 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 22 febbraio 2014).
  63. ^ Letta al Quirinale, si è dimesso - Top News, su ANSA.it. URL consultato il 15 marzo 2021 (archiviato il 23 settembre 2018).
  64. ^ governo.it Archiviato il 22 febbraio 2014 in Internet Archive. (Il Presidente della Repubblica ha preso atto e lo ha invitato a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti)
  65. ^ Disoccupazione giovanile, Bce: "Nel 2013 in Italia è arrivata vicina al 40%", su Il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2014. URL consultato il 17 marzo 2021 (archiviato il 24 agosto 2014).
  66. ^ Vertice lavoro, Letta ai ministri europei: «Non c'è più tempo, si deve agire subito Scelta sciagurata guardare solo i conti», in Il messaggero, 16 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato il 16 giugno 2013).
  67. ^ Redazione Online, Letta: all'Italia 1,5 miliardi per il lavoro Grillo «poteva mandare tutto in vacca», su Corriere della Sera, 28 giugno 2013. URL consultato il 17 marzo 2021 (archiviato il 21 maggio 2021).
  68. ^ Dino Martirano, Tre canali di finanziamento, più trasparenza Ecco punto per punto il ddl del governo, su Corriere della Sera, 31 maggio 2013. URL consultato il 17 marzo 2021 (archiviato il 24 febbraio 2021).
  69. ^ Ilva, firmato il decreto: Enrico Bondi commissario per 36 mesi, su Il Fatto Quotidiano, 4 giugno 2013. URL consultato il 17 marzo 2021 (archiviato il 9 marzo 2021).
  70. ^ Il Decreto del fare, misura per misura, in europaquotidiano.it, 14 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2013).
  71. ^ Redazione Online, La Camera approva il «decreto del fare» dopo l'ostruzionismo dei Cinque stelle, su Corriere della Sera, 26 luglio 2013. URL consultato il 17 marzo 2021 (archiviato il 2 marzo 2021).
  72. ^ Letta da Malta: "Orgoglio per l'operazione Mare Nostrum", su rainews.it. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 2 giugno 2021).
  73. ^ Letta, tour in Europa: vertice con Merkel La cancelliera: «Italia sulla buona strada», su Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 18 giugno 2016).
  74. ^ Stefano Montefiori, Ue, asse Letta-Hollande per la crescita, su Corriere della Sera, 1º maggio 2013. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 18 giugno 2016).
  75. ^ G8, il debutto di Enrico Letta Prima l'incontro con Obama L'incognita Siria divide già, in qn.quotidiano.net, 17 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato il 21 giugno 2013).
  76. ^ Usa, Obama riceve Letta: "Italia sulla strada giusta, impressionato da premier", su la Repubblica, 17 ottobre 2013. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 25 dicembre 2019).
  77. ^ San Pietroburgo, al via il G20 Tensione e freddezza tra Obama e Putin, in corriere.it, 5 settembre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013 (archiviato il 19 ottobre 2013).
  78. ^ Letta: "C'è ancora spazio per una soluzione politica con L'Onu", su L'HuffPost, 11 settembre 2013. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 15 settembre 2018).
  79. ^ Letta a Wall Street: "Siamo affidabili".E all'Onu chiede riforma Consiglio sicurezza, su la Repubblica, 25 settembre 2013. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 27 febbraio 2021).
  80. ^ Enrico Letta si dimette da deputato: il discorso in aula e il lungo applauso della Camera (VIDEO), su L’Huffington Post, 24 luglio 2015. URL consultato il 12 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2019).
  81. ^ Letta professore a Parigi "Insegno a Sciences-Po ma non sono un esule" Archiviato il 24 maggio 2014 in Internet Archive.
  82. ^ (EN) Europe should recognize China as market economy to further bilateral relationship Archiviato il 3 agosto 2015 in Internet Archive.
  83. ^ (EN) Experiencing the "crossroad of the US, Asia and Mexico" Archiviato il 7 ottobre 2019 in Internet Archive.
  84. ^ Letta: «Italicum legge sbagliata. Ma al referendum io voterò Sì», su corriere.it. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato il 2 giugno 2021).
  85. ^ Letta battezza Académie Notre Europe: "Per creare una classe dirigente europea ed europeista" Archiviato il 7 ottobre 2019 in Internet Archive.
  86. ^ Macron chiama Letta a far parte della Commissione per la riforma dello Stato Archiviato il 14 ottobre 2017 in Internet Archive.
  87. ^ Enrico Letta: "Dopo 5 anni riprendo la tessera del Pd. Mai più partito dell'antipatia", su rep.repubblica.it. URL consultato il 5 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2019).
  88. ^ 2019 Human Development Report Advisory Board Members | Human Development Reports, su hdr.undp.org. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 23 marzo 2021).
  89. ^ Successione di Zingaretti, continua il pressing su Letta: ma lui è ancora fermo sul no, su Globalist. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato l'8 marzo 2021).
  90. ^ Zingaretti: "Letta può rendere il Pd protagonista indiscusso della democrazia italiana", su www.ilfoglio.it. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 16 marzo 2021).
  91. ^ "Dobbiamo salvare il Pd". Così Franceschini lavora per Letta, su www.ilfoglio.it. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 16 marzo 2021).
  92. ^ Pd, Enrico Letta: «Ho bisogno di 48 ore per decidere», su corriere.it, 10 marzo 2021. URL consultato l'11 marzo 2021 (archiviato l'11 marzo 2021).
  93. ^ Letta vuole l'alleanza con i 5 stelle per vincere alle elezioni e di Conte dice: "Sono sicuro che ci capiremo", su Il Fatto Quotidiano, 21 marzo 2021. URL consultato il 22 marzo 2021 (archiviato il 21 marzo 2021).
  94. ^ Pd, il neosegretario Enrico Letta: "Ho chiesto a Irene Tinagli e Peppe Provenzano di affiancarmi come vicesegretari", su Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2021. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 17 marzo 2021).
  95. ^ Pd, Letta ha scelto i vicesegretari del partito: Irene Tinagli e Giuseppe Provenzano, su la Repubblica, 17 marzo 2021. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 17 marzo 2021).
  96. ^ Provenzano e Tinagli: per Letta un vice di sinistra e una di destra, su il manifesto, 17 marzo 2021. URL consultato il 18 marzo 2021 (archiviato il 18 marzo 2021).
  97. ^ Berruto new entry, molti ingressi dal Conte 2: chi c'è nella nuova segreteria del Pd, su Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2021. URL consultato il 21 marzo 2021 (archiviato il 20 marzo 2021).
  98. ^ Pd, Letta nomina la nuova segreteria del partito: sedici membri, otto uomini e otto donne, su la Repubblica, 18 marzo 2021. URL consultato il 21 marzo 2021 (archiviato il 20 marzo 2021).
  99. ^ a b Il segretario del PD Enrico Letta si candiderà per un seggio alla Camera nelle elezioni suppletive di Siena, su Il Post, 14 luglio 2021. URL consultato il 19 luglio 2021.
  100. ^ Suppletive: Letta accetta candidatura a Siena - Politica, su Agenzia ANSA, 13 luglio 2021. URL consultato il 19 luglio 2021.
  101. ^ Pd, è ufficiale: Enrico Letta correrà alle suppletive nel collegio di Siena, su Il Fatto Quotidiano, 13 luglio 2021. URL consultato il 19 luglio 2021.
  102. ^ a b c d Pd, Letta segretario con 860 sì: "Serve un nuovo Pd, no al partito del potere". Promette battaglia sul voto ai sedicenni e Ius soli. E sulle alleanze: "Sentirò 5S e Renzi" - la Repubblica, su repubblica.it. URL consultato il 14 marzo 2021 (archiviato il 14 marzo 2021).
  103. ^ a b c Copia archiviata, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 13 aprile 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  104. ^ Pd: Letta, avanti con forza su ius soli e ddl Zan - Ultima Ora - ANSA, su ansa.it. URL consultato il 13 aprile 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  105. ^ Pd, Letta: "Insopportabile che ci siano paradisi fiscali in Europa, non devono più esistere" - Il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 14 marzo 2021 (archiviato il 2 giugno 2021).
  106. ^ Pd, Letta: "Erasmus obbligatorio per gli studenti universitari" - la Repubblica, su repubblica.it. URL consultato il 30 maggio 2021 (archiviato il 28 marzo 2021).
  107. ^ Copia archiviata, su ilpost.it. URL consultato il 30 maggio 2021 (archiviato il 26 maggio 2021).
  108. ^ Copia archiviata, su repubblica.it. URL consultato il 30 maggio 2021 (archiviato il 23 maggio 2021).
  109. ^ Utili anche ai lavoratori, l'economia della condivisione del nuovo Pd di Letta | L'HuffPost, su huffingtonpost.it. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 16 marzo 2021).
  110. ^ Letta: "Introdurremo la compartecipazione dei lavoratori in Poste Italiane"" | Prima Comunicazione, su primaonline.it. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 17 gennaio 2021).
  111. ^ Copia archiviata, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 marzo 2021 (archiviato il 16 marzo 2021).
  112. ^ Claudio Bozza, Zingaretti: «Sì al referendum. Il Pd starà al governo finché farà cose utili al Paese», su Corriere della Sera, 9 luglio 2020. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 10 maggio 2021).
  113. ^ Elenco dei soggetti politici ai sensi dell’articolo 2 della delibera n. 52/20/CONS, su agcom.it. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 4 novembre 2020).
  114. ^ Referendum, Letta: "Voterò Sì convintamente. Tutte le nostre proposte di riforma prevedevano lo stesso taglio. 630 deputati? Ne bastano 400", su Il Fatto Quotidiano, 1º settembre 2020. URL consultato il 9 marzo 2021 (archiviato il 14 marzo 2021).
  115. ^ Copia archiviata, su youtube.com. URL consultato il 23 marzo 2021 (archiviato il 2 giugno 2021).
  116. ^ Lusi si difende e parla di E. Letta "Non potevo verificare le fatture", in la Repubblica, 24 maggio 2012. URL consultato il 26 aprile 2013 (archiviato il 2 maggio 2013).
  117. ^ Domani, 12 luglio 2021.
  118. ^ Il Tempo, 12 luglio 2021.
  119. ^ Dagospia, 13 luglio 2021.
  120. ^ Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni
  121. ^ Noi, su Associazione TrecentoSessanta. URL consultato il 10 marzo 2010 (archiviato il 14 marzo 2010).
  122. ^ THE TRILATERAL COMMISSION - Gruppo Italiano (PDF), su trilaterale.it. URL consultato l'8 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2015).
  123. ^ Legion d'onore francese, decreto del 25 marzo 2016., su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 27 marzo 2016 (archiviato il 23 aprile 2016).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
(ad interim)
Successore Italy-Emblem.svg
Nunzia De Girolamo 27 gennaio 2014 – 22 febbraio 2014 Maurizio Martina
Predecessore Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
Successore Italy-Emblem.svg
Gianni Letta 17 maggio 2006 – 8 maggio 2008 Gianni Letta
Predecessore Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato Successore Emblem of Italy.svg
Pier Luigi Bersani 22 dicembre 1999 – 11 giugno 2001 Antonio Marzano
Predecessore Ministro per le politiche comunitarie Successore Emblem of Italy.svg
Lamberto Dini 21 ottobre 1998 – 22 dicembre 1999 Patrizia Toia
Predecessore Segretario del Partito Democratico Successore PartitoDemocratico.svg
Nicola Zingaretti dal 14 marzo 2021 in carica
Predecessore Vicesegretario del Partito Democratico Successore Partito Democratico Italy.svg
Dario Franceschini 7 novembre 2009 - 20 aprile 2013 Lorenzo Guerini
Debora Serracchiani
Controllo di autoritàVIAF (EN90217751 · ISNI (EN0000 0000 7836 4729 · SBN IT\ICCU\IEIV\040911 · LCCN (ENn97101525 · GND (DE1037919971 · BNF (FRcb131742837 (data) · BNE (ESXX5039663 (data) · NLA (EN42190490 · WorldCat Identities (ENlccn-n97101525