Enrico Letta

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Enrico Letta
Enrico Letta 2013.jpg

Presidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Vice presidente Angelino Alfano
Predecessore Mario Monti
Successore Matteo Renzi

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
(ad interim)
Durata mandato 27 gennaio 2014 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Nunzia De Girolamo
Successore Maurizio Martina

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianni Letta
Successore Gianni Letta

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Antonio Marzano

Ministro per le politiche comunitarie
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Piero Fassino[1]
Successore Patrizia Toia

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 7 novembre 2009 –
20 aprile 2013
Predecessore Dario Franceschini
Successore Lorenzo Guerini
Debora Serracchiani

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
23 luglio 2015
Legislature XIV, XV, XVI, XVII (fino al 23 luglio 2015)
Gruppo
parlamentare
La Margherita - l'Ulivo, PD
Coalizione Italia. Bene Comune (XVII)
PD-IdV (XVI),
l'Unione (XV),
l'Ulivo (XIV)
Circoscrizione XIV (Marche) (XVII),
IV (Lombardia 2) (XVI),
III (Lombardia 1) (XV),
I (Piemonte 1) (XIV)
Incarichi parlamentari
XVI legislatura
  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)

XV legislatura

  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
  • Componente della XIII Commissione (Agricoltura)

XIV legislatura

  • Componente della IV Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
  • Componente del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per i problemi economici e monetari
  • Membro della delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)
  • Membro sostituto della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente (dal 2015)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
PD (2007-2015)
Tendenza politica Liberalismo sociale
Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche, PhD in Diritto delle Comunità Europee
Università Università di Pisa
Professione Docente universitario, dirigente di partito, dirigente d'impresa privata
Firma Firma di Enrico Letta

Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Nel 1998 fu nominato ministro per le politiche comunitarie del governo D'Alema I,[2] diventando il più giovane ministro, fino ad allora, della storia della Repubblica.[3] È stato successivamente Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nei Governi D'Alema II ed Amato II,[2] e poi Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri del governo Prodi II.

Europarlamentare dal 2004 al 2006 nel gruppo liberaldemocratico, dal 2001 è deputato, iscritto dapprima al gruppo parlamentare della Margherita e poi a quello del PD, partito del quale è stato vicesegretario nazionale dal 2009 al 2013.[2]

Il 24 aprile 2013, Giorgio Napolitano, appena rieletto presidente della Repubblica, gli conferisce l'incarico di formare un nuovo governo. Letta accetta l'incarico con riserva, che scioglie positivamente il 27 aprile 2013; lo stesso giorno presenta la lista dei ministri e il 28 aprile pronuncia il giuramento.[2] Il 14 febbraio 2014 rassegna le proprie dimissioni a seguito della sfiducia votata il giorno precedente dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.[4]

Il 9 giugno 2015 rinuncia al seggio in Parlamento al fine di dedicarsi all'insegnamento universitario. Dal 1º settembre dirige la Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi.[5]

Studi e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta è figlio di Anna Banchi e del matematico Giorgio Letta. Ha un fratello, Vincenzo (1971), è nipote di Gianni Letta, uno dei principali collaboratori di Silvio Berlusconi[6] e cugino del figlio di questi, l'amministratore delegato di Medusa Film Giampaolo Letta. È altresì nipote della Vice Presidente della Croce Rossa italiana Maria Teresa Letta e dell'archeologo e docente di storia romana presso l'Università di Pisa professor Cesare Letta.

La famiglia Letta è originaria della Marsica, in provincia dell'Aquila, dove il nonno di Enrico, Vincenzo Letta — nativo di Aielli (paese del quale fu anche podestà) e sopravvissuto al Terremoto della Marsica del 1915 — esercitò per decenni la professione di avvocato.[7]

Trascorre parte dell'infanzia a Strasburgo, dove frequenta la scuola dell'obbligo. Gli studi alla scuola superiore, però, li compie a Pisa dove frequenta il liceo classico e fin dalla quarta ginnasiale partecipa alle attività del Movimento Studenti di Azione Cattolica.[8] Si laurea in Scienze Politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode.[9] Consegue il perfezionamento in Diritto delle Comunità Europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

È stato professore a contratto presso l'Università Carlo Cattaneo tra il 2001 e il 2003, presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nel 2003 e presso l'École des hautes études commerciales di Parigi nel 2004.[10] Si è sposato una prima volta a 24 anni, ha divorziato 6 anni dopo[11] ed è sposato in seconde nozze con la giornalista del Corriere della Sera Gianna Fregonara, con la quale ha tre figli,[12] Giacomo, Lorenzo e Francesco.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta nel 2001

Inizia l'attività politica nella Democrazia Cristiana. È stato presidente dei Giovani democristiani europei tra il 1991 e il 1995, quindi segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro nel biennio 1996-1997 e vicesegretario nazionale del Partito Popolare Italiano dal 1997 al 1998. Successivamente è nominato ministro per le politiche comunitarie del governo D'Alema I (1998-1999), poi Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nei Governi D'Alema II ed Amato II (1999-2001).[2]

Dal 2001 al 2004, Letta è responsabile nazionale per l'economia della Margherita. Alle elezioni europee del 2004 fu eletto parlamentare europeo per la lista di Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione nord-est, ricevendo 176 000 preferenze.[13]

Iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia). Nel 2006, viene nominato sottosegretario del Consiglio dei ministri del Governo Prodi,[2] succedendo allo zio Gianni Letta, e abbandona l'incarico europeo per accettare quello di deputato nazionale.

L'impegno nel Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato Nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD[14] tramite un video su YouTube.[15] In seguito ha dichiarato:

« Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel PD ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.[16] »

La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra:

Raccogliendo 391.775 voti (l'11,02%), supera i tre candidati indipendenti (Jacopo Schettini Gherardini, Pier Giorgio Gawronski e Mario Adinolfi) e si piazza terzo alle spalle di Rosy Bindi e Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75,82% dei voti. Nel 2007 è nominato Responsabile nazionale Lavoro nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni. Dal 9 maggio 2008 al 24 febbraio 2009 è Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali nel Governo ombra del Partito Democratico.[22] L'8 maggio 2008 restituisce l'incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta, a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva nomina a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

È eletto alla Camera nelle fila del Partito Democratico. Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella XVI legislatura (2008-2013), quella sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari.[23] Primo firmatario, insieme con Guglielmo Vaccaro, della Legge 238/2010 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto "Controesodo - Talenti in movimento".

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini (già vicesegretario di Veltroni nominato leader del PD dopo le sue dimissioni dalla Segreteria nazionale) lo nomina presidente nazionale del Forum Welfare del PD.

Vicesegretario del PD (2009-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni primarie del 2009 sostiene la mozione vincente di Pier Luigi Bersani ed il 7 novembre 2009 viene eletto vicesegretario nazionale del PD.[24] Il 20 aprile 2013, contestualmente alla effettività delle dimissioni del segretario Bersani a causa dell'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, tutta la segreteria del PD, e quindi anche il vicesegretario Letta, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito.

Deputato PD nella XVII legislatura (2013)[modifica | modifica wikitesto]

L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nelle circoscrizioni Marche e Campania II in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013.[25] A marzo, in seguito alle elezioni, insieme con molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro", firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione, modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[26]

Presidente del Consiglio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.
Enrico Letta con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il 24 aprile 2013 riceve l'incarico di presidente del Consiglio dei ministri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incarico che accetta con riserva.[27] Dopo un rapido giro di consultazioni nella giornata di giovedì 25 aprile,[28] il 27 aprile scioglie la riserva e forma il 62° governo della Repubblica Italiana, composto da 21 ministri, di cui sette donne, con un'età media di 54 anni.[29] Il governo è composto da esponenti del Partito Democratico, Popolo della Libertà e Scelta Civica.

Il 29 aprile ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati con 453 voti favorevoli su 623 votanti, 153 contrari e 17 astenuti.[30] Il giorno successivo ha ottenuto la fiducia anche al Senato con 233 sì, 59 no e 18 astenuti.[31] Il suo governo si caratterizza come il primo esecutivo di grande coalizione della Storia dell'Italia repubblicana, in quanto comprende esponenti di entrambe le principali coalizioni che si contrapponevano prima delle elezioni.

In particolare, la stessa carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri è stata affidata al segretario politico del Popolo della Libertà Angelino Alfano. Il 14 giugno promuove un vertice a quattro a Palazzo Chigi con i ministri economici e del Lavoro di Italia, Germania, Francia e Spagna sul tema della disoccupazione giovanile.[32] Il 15 giugno il Governo emana il cosiddetto "decreto del fare", provvedimento volto ad assumere politiche per il rilancio dell'economia.[33]

Il 17 e 18 giugno partecipa al suo primo G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord,[34] mentre tra il 5 e il 6 settembre partecipa al G20 di San Pietroburgo.[35] Suo sherpa e consigliere economico è Fabrizio Pagani.

Il 28 settembre i ministri del PdL si dimettono su ordine del loro leader Silvio Berlusconi, prendendo a pretesto la decisione di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA dal 21 al 22%, aprendo così di fatto una crisi di governo.[36] Il giorno seguente Letta si reca al Quirinale dal Presidente della Repubblica per fare il punto della situazione sul Governo e le alternative possibili. In precedenza il Capo dello Stato aveva dichiarato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibili.[37]

Il 2 ottobre si è votato per la fiducia: in mattinata si è votato presso il Senato, nel pomeriggio alla Camera.[38][39] Al Senato ha ottenuto 235 voti favorevoli e 70 contrari, mentre alla Camera 435 favorevoli e 162 contrari, ottenendo quindi la piena fiducia da parte del Parlamento.[40] Il 27 novembre il Senato approva il ddl di Stabilità con 162 voti favorevoli (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica) e 115 contrari (Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, Fratelli d'Italia). Ciò comporta, dunque, sia l'approvazione della legge finanziaria da parte del Senato sia la composizione di una nuova maggioranza di Governo dopo l'uscita di Forza Italia, anche a seguito della votazione della decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi avvenuta in quello stesso giorno.[41][42]

In seguito alle dimissioni dal Governo del ministro Nunzia De Girolamo, dal 27 gennaio assume ad interim la carica di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.[43]

Il 13 febbraio 2014 la Direzione Nazionale del Partito Democratico, su impulso del segretario Matteo Renzi, chiede a Letta le dimissioni per fare spazio ad un nuovo esecutivo guidato dallo stesso Renzi.[44] Il giorno seguente, Letta rassegna le proprie dimissioni al Capo dello Stato, restando in carica per gli affari correnti fino al 22 febbraio.

Nel 2015 si dimette anche da deputato dopo aver votato contro l'Italicum, la nuova legge elettorale.[4][45]

Attività recenti[modifica | modifica wikitesto]

In seguito si trasferisce a Parigi per insegnare nella grande école Sciences Po Paris (Institut d'études politiques) dove tiene un corso su Europa e populismi.[46] Nell'aprile 2015, accetta l'incarico di tornare presso l'Istituto di studi politici parigino, al fine di dirigerne, dal 1º settembre, l'École d'affaires internationales (PSIA - Scuola di affari internazionali).[5] Il 9 giugno presenta così le dimissioni da parlamentare, il cui incarico cessa il 23 luglio 2015.[5] Con SciencesPo ha inoltre svolto periodi di ricerca e insegnamento presso la Sydney University of Technology e la School of Global Policy della San Diego University of California.

Nel 2015 su sua iniziativa viene fondata la Scuola di Politiche (SdP), promossa dall'Agenzia di ricerche e legislazione - Arel.

Nella primavera 2016 si è espresso a favore della riforma costituzionale proposta dal governo Renzi.[47]

Nel luglio 2016 sotto l'egida dell'Istituto Jacques Delors ha lanciato una scuola di politiche centrata sui temi europei, Académie Notre Europe.

Incarichi associativi[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta a VeDrò 2012

Nel luglio 2016 è stato nominato presidente dell’Istituto Jacques Delors, un think tank europeo fondato vent’anni fa dall’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors, guidato in passato anche da Tommaso Padoa-Schioppa.

Sempre dal luglio 2016 inoltre Enrico Letta è il nuovo Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni, incarico conferitogli per il triennio 2016-2019.

Letta è segretario generale dell'Arel - Agenzia di ricerche e legislazione, fondata da Beniamino Andreatta, nonché fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò.[48] Al 2015 è membro della Commissione Trilaterale[49] ed è stato membro del comitato esecutivo e vicepresidente dell'Aspen Institute Italia. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg presso Chantilly, Virginia, USA.[50]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Luigi Lusi § Inchieste giudiziarie.

Nel gennaio 2012 l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito, ha sostenuto che parte di tali soldi sia andata a diversi appartenenti al partito, tra i quali Enrico Letta.[51]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion d'onore
— Parigi— 25 marzo 2016[52]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Letta al Festival dell'economia di Trento nel 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sottosegretario agli affari esteri con delega alle politiche comunitarie.
  2. ^ a b c d e f Enrico Letta, Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  3. ^ Il record è stato superato da Giorgia Meloni, ministro nel 2008 a 31 anni.
  4. ^ a b Letta, dimissioni compiute. Quirinale, subito consultazioni: nessun passaggio in Aula, la Repubblica, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  5. ^ a b c Enrico Letta lascia il Parlamento
  6. ^ Mattia Feltri, Gianni ricevuto da Enrico. E per la prima volta zio e nipote trattano “alla luce del sole”, La Stampa, 28 settembre 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  7. ^ Un Letta per ogni stagione - Regione - il Centro, su il Centro. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  8. ^ Al MSAC ho scoperto la parola “impegno” «  Movi 100, su movi100.azionecattolica.it. URL consultato il 20 maggio 2016.
  9. ^ Come riportato sul CV della sua pagina web. Il prof. Basani, in un'intervista a Libero, in libero.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 19 settembre 2013. ricorda diversamente.
  10. ^ Governo. Enrico Letta, l’allievo di Andreatta diventa presidente del Consiglio, in giornale.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  11. ^ Quando Enrico Letta ringraziò lo «zio Gianni», Vanity Fair, Sara Faillaci, 3 maggio 2013
  12. ^ Enrico Letta Profile: Mild-Mannered AC Milan Fan who is Italy’s Next PM, in International Business Times, 24 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  13. ^ Enrico Letta, genitori tra gioia e timori, ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014.
  14. ^ Pd: Letta: «Mi candido». Video sul web - Corriere della Sera
  15. ^ Enrico Letta si candida alle primarie del Partito Democratic - YouTube
  16. ^ Citato in Paolo Tessadri, Letta leader? Senza grinta, il Fatto Quotidiano, 1º agosto 2013. URL consultato l'8 dicembre 2013.
  17. ^ De Castro: «Candidatura Letta grande occasione per coinvolgere società» - EnricoLetta.it
  18. ^ con il Pd Corritore appoggia Letta
  19. ^ ds Ranieri «Pronto a sostenere Letta»
  20. ^ qui il Pd non si farà - Cronaca - Trentino Corriere Alpi
  21. ^ Gli Innovatori Europei sostengono la candidatura di Enrico Letta in tutta Italia - Innovatori Europei- Info
  22. ^ Governo ombra, tutti i nomi, in Corriere della Sera, 09 maggio 2008. URL consultato il 1º novembre 2009.
  23. ^ La nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi, su Sito ufficiale Enrico Letta, 24 ottobre 2011. URL consultato il 25 aprile 2013.
  24. ^ Bersani indica la rotta "Partito dell'alternativa" Enrico Letta eletto vice, in Quotidiano Nazionale, 07 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009.
  25. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF), su Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  26. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  27. ^ Federica Seneghini, Letta nuovo premier incaricato «Siamo in terra incognita , ma sono fiducioso», in Corriere della Sera, 24 aprile 2013. URL consultato il 25 aprile 2013.
  28. ^ Letta: "Nodi restano, ci vuole tempo"Alfano: "Difficoltà, ma spirito costruttivo", in la Repubblica, 25 aprile 2013. URL consultato il 26 aprile 2013.
  29. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione», in Corriere della Sera, 27 aprile 2013.
  30. ^ 453 sì, 153 no: il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera, in Corriere della Sera, 29 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013.
  31. ^ Letta incassa la fiducia anche al Senato, in Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  32. ^ Vertice lavoro, Letta ai ministri europei: «Non c'è più tempo, si deve agire subito Scelta sciagurata guardare solo i conti», in Il messaggero, 16 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  33. ^ Il Decreto del fare, misura per misura, in europaquotidiano.it, 14 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  34. ^ G8, il debutto di Enrico Letta Prima l'incontro con Obama L'incognita Siria divide già, in qn.quotidiano.net, 17 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013.
  35. ^ San Pietroburgo, al via il G20 Tensione e freddezza tra Obama e Putin, in corriere.it, 5 settembre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013.
  36. ^ Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi - Letta: gesto folle per motivi personali, 28 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  37. ^ Napolitano: "Verifico se possibile legislatura" In serata Letta sale al Colle, 29 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  38. ^ Crisi di governo: i ministri PdL rassegnano le dimissioni irrevocabili, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  39. ^ Crisi di governo: voto di fiducia il 2 ottobre, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  40. ^ Berlusconi si arrende, Letta ottiene fiducia. Napolitano: "Ora basta giochi al massacro" repubblica.it
  41. ^ Legge stabilità, sì del senato Ddl ora passa alla Camera, 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  42. ^ Forza Italia esce dalla maggioranza Alfano: «Un errore sabotare Letta», 27 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  43. ^ Comunicato del Governo: Letta accetta dimissioni ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, De Girolamo, 27 gennaio 2014. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  44. ^ Renzi manda a casa Letta: oggi il premier al Quirinale per le dimissioni. Pd: sì a nuovo governo, 13 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014.
  45. ^ governo.it (Il Presidente della Repubblica ha preso atto e lo ha invitato a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti)
  46. ^ Letta professore a Parigi “Insegno a Sciences-Po ma non sono un esule”
  47. ^ Letta: «Italicum legge sbagliata. Ma al referendum io voterò Sì», corriere.it. URL consultato il 20 settembre 2016.
  48. ^ Noi, su Associazione TrecentoSessanta. URL consultato il 10 marzo 2010.
  49. ^ THE TRILATERAL COMMISSION - Gruppo Italiano
  50. ^ bilderbergmeetings.org/, bilderbergmeetings.org.
  51. ^ Lusi si difende e parla di E. Letta "Non potevo verificare le fatture", in la Repubblica, 24 maggio 2012. URL consultato il 26 aprile 2013.
  52. ^ Legion d'onore francese, decreto del 25 marzo 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Mario Monti 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Matteo Renzi
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