Adolfo Urso

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Adolfo Urso
Adolfo Urso datisenato 2018.jpg

Presidente del COPASIR
In carica
Inizio mandato 9 giugno 2021
Predecessore Raffaele Volpi

Viceministro delle Attività produttive
con delega al Commercio Estero
Durata mandato 19 ottobre 2001 –
17 maggio 2006
Vice di Antonio Marzano
Claudio Scajola
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Enrico Letta[1]
Successore Sergio D'Antoni[2]
Emma Bonino[1]

Viceministro dello sviluppo economico
con delega al Commercio Estero
Durata mandato 30 giugno 2009 –
15 novembre 2010
Vice di Claudio Scajola
Paolo Romani
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Sergio D'Antoni[2]
Emma Bonino[1]
Successore Catia Polidori

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
Circoscrizione Veneto
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 aprile 1994 –
14 marzo 2013
Legislature XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XII-XV: Alleanza Nazionale
XVI:
- Il Popolo della Libertà (fino al 30/07/2010)
- Futuro e Libertà per l'Italia (dal 30/07/2010 al 15/07/2011)
- Misto (dal 15/07/2011 al 9/11/2011)
- Misto/FareItalia (dal 9/11/2011)
Circoscrizione XII: Lazio 1
XIII: Lazio 2
XIV: Veneto 1
XV-XVI: Veneto 2
Collegio XII: Roma-Primavalle
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2015)
In precedenza:
MSI (fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2010)
FLI (2010-2011)
FIt (2011-2015)
Titolo di studio Laurea in Sociologia
Università Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Professione Giornalista

Adolfo Urso (Padova, 12 luglio 1957) è un politico italiano, presidente della Fondazione Farefuturo e senatore della Repubblica per Fratelli d'Italia dal 2018.

È stato già deputato alla Camera dal 1994 al 2013, per un totale di 5 legislature.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Padova da genitori siciliani di Acireale, dalla maggiore età vive a Roma.

Dopo gli studi ad Acireale e Catania, Urso si è laureato in sociologia all'Università "La Sapienza" di Roma.

Urso è giornalista professionista dal 1984, iniziando al foglio giovanile "Controcorrente" ad Acireale, poi al Secolo d'Italia. Nel 1991-92 è vice-direttore del quotidiano Roma e nel 1993-94 capo redattore de L'Italia settimanale. Direttore dal 1994 della rivista Charta Minuta, Urso è stato promotore della fondazione Osservatorio parlamentare[3] e nel 2007 ha costituito la Fondazione Farefuturo, della quale è stato segretario generale e poi (dal febbraio 2011) presidente.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

La sua esperienza politica comincia agli inizi degli anni ottanta nella Direzione nazionale del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Alla fine degli anni '80 è uno dei leader della componente interna del MSI, "Proposta Italia", guidata da Domenico Mennitti.

Deputato di AN[modifica | modifica wikitesto]

È stato tra i principali promotori della nascita di Alleanza Nazionale, di cui ha assunto l'incarico di coordinatore nazionale del comitato promotore dal novembre 1993. Eletto deputato nel 1994 col sistema maggioritario in Lazio (collegio Roma Primavalle) per il Polo delle libertà, si iscrive quindi al gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale[4]. All'Assemblea nazionale costituente di AN, tenutasi a Fiuggi il 22 gennaio 1995, ha introdotto i lavori come segretario generale.

Alle elezioni politiche del 1996 viene candidato come capolista di AN con il sistema proporzionale nella circoscrizione XVI Lazio 2, ed è eletto. Ha presentato nella XII e XIII legislatura vari disegni di legge in materia di trasporti, oltre ad altre proposte che includono l'indulto per le pene relative a reati commessi con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale che non abbiano provocato la morte, l'elezione di un'assemblea costituente per la revisione dell'ordinamento della Repubblica italiana (disegno di legge costituzionale)[5], l'istituzione del Ministero del mare e dell'Agenzia di Stato per la sicurezza aeronautica.[6]

In Alleanza Nazionale Urso è stato leader, insieme ad Altero Matteoli e Domenico Nania della corrente Nuova Alleanza.[7] Alle elezioni del 2001 è stato riconfermato come deputato della Casa delle Libertà nella prima circoscrizione del Veneto[8].

Viceministro[modifica | modifica wikitesto]

Il viceministro dello Sviluppo Economico Urso a Nuova Delhi il 14 dicembre 2009

Nel 2001 è stato chiamato a far parte del Governo Berlusconi II come viceministro alle Attività Produttive, con delega al Commercio estero. L'incarico gli viene confermato anche nel Governo Berlusconi III, fino al 2006. Si è occupato di internazionalizzazione delle imprese (Legge 56/2005), ed ha presentato per la ratifica parlamentare l'accordo Italia-Siria sulla protezione degli investimenti (Legge 258/2003).

Alle elezioni politiche del 2006 è rieletto in Veneto[9]. Nel corso della legislatura ha presentato, tra gli altri, disegni di legge per la reintroduzione dell'energia nucleare in Italia e la soppressione delle comunità montane[10].

Urso viene ricandidato nelle liste del Popolo della Libertà anche alle successive elezioni del 2008[11] e assume l'incarico di sottosegretario per lo sviluppo economico.

Dal giugno 2009 torna vice ministro, per lo stesso dicastero occupandosi sempre di Commercio estero. Resta viceministro fino alle dimissioni nel novembre 2010. Ha presentato disegni di legge per l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore, e sulla commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri.[12] È stato relatore per il Governo della legge sul ritorno al nucleare approvata dalle camere e successivamente abrogata da un referendum.

Futuro e Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di Generazione Italia, la corrente finiana del Popolo della Libertà, il 2 agosto 2010 aderisce al gruppo parlamentare Futuro e Libertà. Il 4 agosto 2010 Urso viene nominato coordinatore del comitato costituente del nuovo gruppo, e il 6 ottobre è nominato coordinatore nazionale. Urso si dichiara contrario alla rottura con il governo Berlusconi IV ed orientato a chiedere un riconoscimento di FLI come terza gamba della maggioranza[13], che successivamente arriva[14].

Il 15 novembre 2010 comunque Urso, assieme agli altri esponenti governativi di FLI Andrea Ronchi, Roberto Menia e Antonio Buonfiglio, così come Giuseppe Maria Reina del MPA[15], si dimette lasciando il Governo Berlusconi IV a causa del rifiuto da parte del premier Silvio Berlusconi di dimettersi per formare successivamente un nuovo governo aperto all'Unione di Centro, come era stato richiesto da Gianfranco Fini[16].

Dopo l'Assemblea costituente FLI del 13 febbraio 2011 che diede l'incarico al solo presidente Fini di nominare l'intero organigramma, viene indicato, con qualche sorpresa anche nei media che fino a due giorni prima lo davano per segretario di FLI, come nuovo portavoce di Futuro e Libertà per l'Italia. Urso, tuttavia rifiuta la carica, ritenendola non adeguata ad influenzare la linea politica ed assicurare la collocazione del movimento[17][18][19]. Urso rimarca infatti la necessità che il partito assicuri la propria collocazione a destra, ribadendo che "noi dobbiamo costruire una destra riformista ed europea, liberale e moderna"[20] più volte e con particolare intransigenza. A seguito del cambiamento degli organigrammi, che non lo vede più Coordinatore Nazionale e titolare della linea politica, insieme ad Andrea Ronchi, Urso si scontra con altri esponenti di FLI quali Giulia Bongiorno[21], Fabio Granata[22] Carmelo Briguglio e e lo stesso vice presidente di FLI Italo Bocchino[23] sul tema delle alleanze per le elezioni amministrative del 2011 e dell'ipotizzabilità o meno di un accordo di FLI con IDV e PD per le future elezioni politiche del 2013.

FareItalia[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 aprile 2011 Urso fonda l'associazione Fareitalia, alla quale aderiscono una cinquantina tra parlamentari e consiglieri regionali[24]. L'associazione si propone come obiettivo: "creare le condizioni culturali e politiche per la nascita di un nuovo centrodestra che sia davvero liberale e solidale, moderno ed europeo, nel quadro di un bipolarismo maturo in cui sia possibile il confronto, il dialogo e l'incontro tra proposte politiche diverse" con un saldo riferimento al Partito Popolare Europeo.

Il 9 luglio, insieme ad Andrea Ronchi e Giuseppe Scalia, si dimette da FLI[25] e va nel Misto. Dopo le dimissioni assume posizioni intermedie tra FLI ed il PDL, dichiarando più volte l'esigenza di ricomporre il centrodestra, in una Costituente popolare. Le sue scelte parlamentari, vengono decise volta per volta, in particolare: vota l'arresto del deputato Alfonso Papa del PDL e la perquisizione nei confronti del suo collega anch'egli Pidiellino Marco Milanese[26]. D'altra parte, sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni al Ministro Saverio Romano, Urso dichiara di essere indisponibile a votarla prima che le accuse della procura si siano materializzate almeno in un rinvio a giudizio accolto dal GUP, ma annuncia il suo voto favorevole nel caso che esso effettivamente arrivi. Vota la fiducia al governo Berlusconi il 14 ottobre 2011, dichiarando tuttavia "considero questo l'ultimo tempo supplementare. Il governo presenti quei provvedimenti di liberalizzazione, privatizzazione, riforma del welfare e delle pensioni" avvertendo che "ove questo non accadesse è meglio che Berlusconi faccia un passo indietro"[27]. La sua componente Fareitalia per la Costituente Popolare, aderisce al Senato al gruppo Coesione Nazionale, e alla Camera al gruppo misto.

In seguito, il 22 ottobre, in una nota ufficiale di Fareitalia, Urso avvisa il Governo che un decreto sviluppo a costo zero senza riforme non sarebbe accettabile e preavvisa la rottura[28]. A seguito dell'inattività del Governo, il 5 novembre, Urso con un editoriale sul sito di Fareitalia chiede che Berlusconi rassegni le dimissioni entro la fine dell'anno, dopo aver chiesto alle opposizioni di approvare un provvedimento contenente le riforme garantite nel frattempo all'UE dall'Italia, e che sia formato successivamente un nuovo esecutivo.[29]. Poco dopo, il deputato fa istituire la componente del gruppo misto "Fareitalia per la costituente popolare" che raggruppa gli esponenti parlamentari della sua associazione[30] alla quale aderisce. L'8 novembre 2011, Silvio Berlusconi annuncia le proprie dimissioni a seguito dell'approvazione della legge di Stabilità contenente le prime misure promesse all'UE, ed Urso dichiara il proprio appoggio all'ipotesi di un governo presieduto da Angelino Alfano oppure da Mario Monti, rivolgendo un appello al PDL perché lo sostenga unito insieme al terzo polo[31][32].

Alle politiche del febbraio 2013 Urso non viene candidato dal PdL, perché come ricorda nel 2014 nel libro scritto insieme a Mauro Mazza "Vent'anni e una notte, 1993-2013" il 20 gennaio 2013, Berlusconi in vista delle politiche scrive la parola fine sull'avventura di Alleanza nazionale, cancellando dalle liste gran parte di coloro che avevano fatto la storia della Destra".[33].

Fonda allora società di consulenza, la Italy World Services, che si occupa di internazionalizzazione delle imprese.

Fratelli d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 Urso aderisce a Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, in cui confluisce FareItalia.

Nel gennaio 2018 torna attivamente in politica, candidato al Senato della Repubblica in Sicilia e Veneto nella file di Fratelli d'Italia.[34] il 5 marzo è eletto in Veneto[35].

Nella XVIII legislatura è eletto vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ma si dimette il 14 aprile 2021 protestando contro le mancate dimissioni del presidente, l'esponente della Lega Raffaele Volpi, dopo la nascita del governo Draghi[36], fino a quando il 9 giugno 2021 ne è eletto presidente.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Separato dalla moglie, ha tre figli.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Atleti in camicia nera. Lo sport nell'Italia di Mussolini (con Renato Bianda, Scipione Rossi, Giuseppe Leone), Roma, Volpe editore, 1983
  • L'Età dell'intelligenza. La destra, il cambiamento e la rivoluzione informatica (con Maurizio Gasparri), Roma, Ed. Settimo Sigillo, 1984.
  • Euroglobal: libertà, identità, integrazione, Venezia, Marsilio, 2003
  • Vent'anni e una notte. 1993-2013. La parabola della destra italiana raccontata dai suoi protagonisti (con Mauro Mazza), Roma, Ed. Castevecchi, 2013.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Delega al Commercio Estero
  2. ^ a b Viceministro dello Sviluppo economico
  3. ^ Copia archiviata, su osservatorioparlamentarepadova.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  4. ^ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., XII Legislatura
  5. ^ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., DDL Urso XII Legislatura
  6. ^ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., XIII Legislatura
  7. ^ An: Domani Nasce 'Nuova Alleanza' Con Urso, Matteoli E Nania, su adnkronos.com. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 19 aprile 2014).
  8. ^ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., XIV Legislatura
  9. ^ Camera.it Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., XV Legislatura
  10. ^ Camera.it Archiviato il 13 giugno 2021 in Internet Archive., DDL Urso XV Legislatura
  11. ^ Camera.it Archiviato il 7 agosto 2010 in Internet Archive., XVI Legislatura
  12. ^ Camera dei Deputati XVI Legislatura (dal 29/04/2008 - al 14/03/2013) attività svolta dall'on. URSO Adolfo, su leg16.camera.it, 14 marzo 2013. URL consultato il 13 giugno 2021.
  13. ^ Finiani: voteremo con il Pdl se ci riconoscono “terza gamba” della maggioranza | Blitz quotidiano, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 18 gennaio 2012).
  14. ^ Berlusconi riconosce il ruolo politico di Fini e denuncia: “Dietro scandali c'è la malavita” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 13 marzo 2011).
  15. ^ "Niente governo-bis, fiducia oppure voto" - Politica - ANSA.it, su ansa.it. URL consultato il 15 novembre 2010 (archiviato il 15 novembre 2010).
  16. ^ Governo, Berlusconi a caccia di voti Fli: dimissioni e reincarico in 72 ore- LASTAMPA.it, su www3.lastampa.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 12 dicembre 2010).
  17. ^ Bocchino nominato vice presidente Fli - Top News - ANSA.it, su ansa.it. URL consultato il 13 febbraio 2011 (archiviato il 16 febbraio 2011).
  18. ^ Fini nella bufera: mezzo partito se ne va? Archiviato il 18 febbraio 2011 in Internet Archive.
  19. ^ Fli un passo indietro di Della Vedova per non perdere Adolfo Urso | NanoPress Archiviato l'11 gennaio 2012 in Internet Archive.
  20. ^ Urso non lascia Fini ma chiede di restare a destra, su affaritaliani.it, 24 febbraio 2011. URL consultato il 13 giugno 2021.
    «Raggiunto un punto di pacificazione con Andrea Ronchi, uno dei finiani dato in uscita dal partito».
  21. ^ «Intese tra Fli e Pd? Niente panico Destra e sinistra categorie superate» - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 30 giugno 2011 (archiviato il 19 maggio 2011).
  22. ^ Divorzio di Fli, Fabio Granata “Urso e Ronchi se ne vadano pure” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano Archiviato il 24 giugno 2011 in Internet Archive.
  23. ^ Intervista a Italo Bocchino (da “la Repubblica” del 6 giugno 2011) - Futuro e Libertà Noicàttaro[collegamento interrotto]
  24. ^ [collegamento interrotto]
  25. ^ Fli, lasciano Ronchi, Urso e Scalia - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 9 luglio 2011 (archiviato il 12 luglio 2011).
  26. ^ P4, Urso: "Papa faccia passo indietro o voterò per arresto" | Blitz quotidiano, su blitzquotidiano.it. URL consultato il 17 luglio 2012 (archiviato il 19 aprile 2014).
  27. ^ Governo: Urso, Si' A Fiducia. Ultimo Tempo Supplementare Per Il Paese - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 25 aprile 2019 (archiviato il 24 ottobre 2020).
  28. ^ Sviluppo:Urso,non voteremo decreto senza riforme | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  29. ^ Urso: contro la crisi serve cura shock. Premier proponga patto nazionale | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  30. ^ Nasce alla Camera FareItalia per la Costituente Popolare | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  31. ^ Governo:Urso “Ottimo Alfano per la guida del paese” | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  32. ^ Governo: Urso, Monti? Bene ok di Berlusconi. PDL risponda unito | FARE ITALIA Archiviato il 19 aprile 2014 in Internet Archive.
  33. ^ Il Fatto quotidiano, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 20 marzo 2018 (archiviato il 21 marzo 2018).
  34. ^ Urso, l’ex viceministro che ama l’Iran recuperato da FdI, in La Notizia giornale.it, 2 febbraio 2018. URL consultato il 16 giugno 2018 (archiviato il 17 giugno 2018).
  35. ^ Corriere del Veneto, su corrieredelveneto.corriere.it. URL consultato il 20 marzo 2018 (archiviato il 21 marzo 2018).
  36. ^ Ennesimo strappo al Copasir: lasciano Urso (Fdi) e Vito (Forza Italia). Pressing sulla Lega per far dimettere Volpi da presidente, su ilfattoquotidiano.it, 14 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021 (archiviato il 15 aprile 2021).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vice ministro dello Ministero dello sviluppo economico Successore Italy-Emblem.svg
Enrico Letta (ministro Comm. estero.) 11 giugno 2001-17 maggio 2006 Emma Bonino (ministro Comm. internaz.) I
Emma Bonino (ministro Comm. internaz.)(fino al 2008) 30 giugno 2009-15 novembre 2010 vacante II
Predecessore Portavoce Nazionale di Alleanza Nazionale Successore
Francesco Storace 1997 - 2001 Mario Landolfi
Predecessore Coordinatore Nazionale di Futuro e Libertà per l'Italia Successore Futuro e Libertà logo.png
- 4 agosto 2010 - 13 febbraio 2011 Roberto Menia
Predecessore Portavoce Nazionale di Futuro e Libertà per l'Italia Successore Futuro e Libertà logo.png
Benedetto Della Vedova 13 febbraio 2011 - 9 luglio 2011 Giulia Buongiorno
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