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Governo Berlusconi II

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Governo Berlusconi II
Foto ufficiale scattata dopo la cerimonia di giuramento al Palazzo del Quirinale.
StatoItalia (bandiera) Italia
Presidente del ConsiglioSilvio Berlusconi
(FI)
CoalizioneLa Casa delle Libertà:

FI, AN, LN, CCD-CDU[N 1], Misto
con l'appoggio esterno di: Misto

LegislaturaXIV legislatura
Giuramento11 giugno 2001
Dimissioni20 aprile 2005
Governo successivoBerlusconi III
23 aprile 2005

Il governo Berlusconi II è stato il cinquantasettesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della XIV legislatura.

Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dall'11 giugno 2001[1][2][3] al 23 aprile 2005[4] (sebbene già dimissionario dal precedente 20 aprile), per un totale di 1 412 giorni, ovvero 3 anni, 10 mesi e 12 giorni. Al momento della sua dissoluzione rappresentava il governo più longevo nella storia della Repubblica Italiana, record poi superato dal governo Meloni il 4 settembre 2026, diventando così il secondo più duraturo della Repubblica Italiana.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 20 giugno 2001, con 175 voti favorevoli, 133 contrari e 5 astenuti[5].

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 21 giugno 2001, con 351 voti favorevoli, 261 contrari e 1 astenuto[6].

A seguito della sconfitta subita dai partiti al governo alle elezioni regionali italiane del 2005, UdC, NPSI e AN ritirarono le loro delegazioni[7][8][9] e ciò indusse il Presidente del Consiglio Berlusconi ad annunciare il 20 aprile in Senato la volontà di costituire un nuovo governo di fine legislatura e rassegnò al Quirinale le proprie dimissioni[10][11]. Al governo succedette così il governo Berlusconi III.

Compagine di governo

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Appartenenza politica

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L'appartenenza politica dei membri del governo, al momento dell’insediamento, era la seguente:

Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale
Forza Italia 1 10 29 40
Alleanza Nazionale - 4[N 2] 14 18
Lega Nord - 3 6 9
Centro Cristiano Democratico-Cristiani Democratici Uniti - 3[N 2] 6 9
Nuovo PSI - - 1 1
Partito Repubblicano Italiano - - 1 1
Indipendenti - 4 2 6
Totale 1 24 69 85

Provenienza geografica

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La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:

Regione Presidente Ministri Viceministri Sottosegretari Totale
  Lombardia 1 8 1 5 15
  Lazio - 5[N 2] - 6 11
  Piemonte - 1 1 8 10
Sicilia (bandiera) Sicilia - 3 1 5 9
  Veneto - - 1 8 9
  Emilia-Romagna - 3[N 2] - 5 8
  Campania - 2 2 3 7
  Puglia - 3 - 3 6
  Toscana - 1 - 4 5
  Calabria - - 2 3 5
  Abruzzo - - - 4 4
  Liguria - 1 - 1 2
  Basilicata - - - 2 2
  Sardegna - 1 - - 1
  Marche - - 1 - 1

Situazione parlamentare

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Al momento del conferimento della fiducia parlamentare (20 giugno al Senato[12], 21 giugno alla Camera dei Deputati[13]):

Camera Collocazione Partiti Seggi
Camera dei Deputati MaggioranzaLa Casa delle Libertà (353):

FI (178), AN (99), CCD/CDU (40), LN (30), Misto (3)[N 3]

353 / 619
[N 4]
OpposizioneDS (136), DL (80), PRC (11), PdCI (10), SDI (9), FdV (8), Misto (12)[N 5]
266 / 619
[N 4]
Senato della Repubblica MaggioranzaLa Casa delle Libertà (175):

FI (82), AN (45), CCD/CDU (29), LN (17), Misto (2)[N 6]

175 / 324
Appoggio esternoMisto (1)[N 7]
1 / 324
OpposizioneDS (65)[N 8], DL (43)[N 9], FdV (10), Min. Ling. (10), SDI (6), PRC (4), Misto (10)[N 10]
148 / 324
Carica Titolare Sottosegretari
Presidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi (FI)
Vicepresidenti del Consiglio dei ministri Gianfranco Fini (AN)
Marco Follini (CCD)
Dal 03/12/2004 al 18/04/2005
Ministri senza portafoglio Sottosegretari di Stato
Affari regionali ed Autonomie locali Enrico La Loggia (FI)
Attuazione del Programma di governo Giuseppe Pisanu (FI)
Fino al 03/07/2002
Carica non assegnata
Claudio Scajola (FI)
Dal 28/08/2003
Funzione pubblica ed Olimpiadi Franco Frattini (FI)
Fino al 14/11/2002
Luigi Mazzella (Ind.)
Dal 14/11/2002 al 02/12/2004
Mario Baccini (CCD)
Dal 02/12/2004
Innovazione e Tecnologie Lucio Stanca (Ind.) Carica non assegnata
Italiani nel mondo Mirko Tremaglia (AN) Carica non assegnata
Pari opportunità Stefania Prestigiacomo (FI) Carica non assegnata
Politiche comunitarie Rocco Buttiglione (CDU) Carica non assegnata
Riforme istituzionali e Devoluzione Umberto Bossi (LN)
Fino al 19/07/2004
Roberto Calderoli (LN)
Dal 20/07/2004
Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi (CCD)
Ministero Ministri Viceministri Sottosegretari di Stato
Affari esteri
Renato Ruggiero (Ind.)
Fino al 06/01/2002
Carica non assegnata
Silvio Berlusconi (FI)
(ad interim)
Dal 06/01 al 14/11/2002
Franco Frattini (FI)
Dal 14/11/2002 al 18/11/2004
Gianfranco Fini (AN)
Dal 18/11/2004
Interno[N 11] Claudio Scajola (FI)
Fino al 03/07/2002
Carica non assegnata
Giuseppe Pisanu (FI)
Dal 03/07/2002
Giustizia Roberto Castelli (LN) Carica non assegnata
Economia e Finanze Giulio Tremonti (FI)
Fino al 03/07/2004
Silvio Berlusconi (FI)
(ad interim)
Dal 03/07 al 16/07/2004
Domenico Siniscalco (Ind.)
Dal 16/07/2004
Attività produttive Antonio Marzano (FI)
Istruzione, Università e Ricerca Letizia Moratti (Ind.)
  • Valentina Aprea (FI)
  • Maria Grazia Siliquini (AN)
    Delega all'accesso alle amministrazioni e alle professioni intellettuali, alle risorse all'università, all'istruzione post-secondaria e degli adulti, al personale, al formazione, ai progetti e ai programmi di semplificazione normativa
Lavoro e Politiche sociali Roberto Maroni (LN) Carica non assegnata
Difesa Antonio Martino (FI) Carica non assegnata
Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno (AN) Carica non assegnata
  • Teresio Delfino (CDU)
  • Gianpaolo Dozzo (LN)
    Delega ai settori ortofrutticolo e avicunicolo, alla repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti agroalimentari e ad uso agrario, alla ricerca e alla sperimentazione, alle infrastrutture per i trasporti e alla logistica per l'agricoltura
  • Paolo Scarpa Bonazza Buora (FI)
    Delega alla pesca, ai rapporti con l'Unione europea e alla cooperazione internazionale
Ambiente e Tutela del territorio Altero Matteoli (AN)
  • Antonio Martusciello (FI)
    Fino al 30/12/2004
  • Roberto Tortoli (FI)
  • Francesco Nucara (PRI)
    Fino al 30/12/2004
  • Stefano Stefani (LN)
    Dal 30/12/2004
    Deleghe alla mobilità sostenibile nelle aree urbane, alla mobilità ciclistica, all'utilizzo dei veicoli elettrici, alla qualità dell'aria, all'inquinamento acustico, all'abbattimento del rumore, alle infrastrutture di trasporto, alle procedure e agli interventi antirumore, al catasto nazionale delle sorgenti di radiazioni non ionizzanti, alle gestione dei rifiuti, ai fanghi di depurazione, al Piano nazionale della Protezione Civile, all'energia solare ed eolica, al risarcimento del danno ambientale, alla prevenzione e alla lotta alla criminalità ambientale, alla formazione e alla ricerca in campo ambientale
Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi (FI)
Salute Girolamo Sirchia (Ind.) Carica non assegnata
Beni ed attività culturali Giuliano Urbani (FI)
Comunicazioni Maurizio Gasparri (AN) Carica non assegnata

Trasformazioni politiche

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Il 6 dicembre 2002 il Biancofiore confluisce con Democrazia Europea nell'Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UdC).

Politiche e principali provvedimenti

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Nel corso della legislatura il governo pose la questione di fiducia su 25 disegni di legge, 14 dei quali di conversione di decreti-legge[15]. Sul piano della finanza pubblica, un'analisi de lavoce.info del luglio 2005 rilevò che il deficit, indicato al 3,2% del PIL per il 2004, era atteso al 4,3% nel 2005, attribuendo il peggioramento a ipotesi macroeconomiche ottimistiche e alla sopravvalutazione degli effetti delle misure di contenimento della spesa e di aumento delle entrate[16]. Secondo il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, tra il 2000 e il 2004 l'indebitamento netto salì dall'1,9% al 3,2% del PIL e l'avanzo primario scese dal 4,5% all'1,8%[17]; nel giugno 2005, già sotto il governo successivo, la Commissione europea avviò nei confronti dell'Italia la procedura per disavanzo eccessivo, rilevando il superamento della soglia del 3% nel 2003 e nel 2004[18].

Ambiente ed energia

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Ministri competenti: Altero Matteoli (ambiente) e Antonio Marzano (attività produttive)[19].

Con la legge 1º giugno 2002, n. 120, l'Italia ratificò il Protocollo di Kyoto[20]. La legge 23 agosto 2004, n. 239, riordinò il settore energetico e delegò il governo al riassetto delle disposizioni in materia di energia[21]; sul provvedimento, così come sulla delega per il riordino della legislazione ambientale, il governo pose la questione di fiducia[15].

Comunicazioni e innovazione

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Ministri competenti: Maurizio Gasparri (comunicazioni) e Lucio Stanca (innovazione e tecnologie)[19].

La riforma del sistema radiotelevisivo nota come legge Gasparri, approvata definitivamente dal Senato il 2 dicembre 2003, fu rinviata alle Camere dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con messaggio del 15 dicembre 2003, che richiamava tra l'altro la sentenza della Corte costituzionale n. 466 del 2002 sul pluralismo[22]; il testo, riesaminato, divenne la legge 3 maggio 2004, n. 112[23]. Furono inoltre adottati il Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196)[24] e il Codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)[25].

Ministro competente: Giuliano Urbani[19].

In attuazione della delega della legge 6 luglio 2002, n. 137, fu emanato il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42)[26].

Economia, fisco e bilancio

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Giulio Tremonti, ministro dell'economia e delle finanze fino al luglio 2004

Ministri competenti: Giulio Tremonti, poi Domenico Siniscalco (economia e finanze)[19].

La legge 18 ottobre 2001, n. 383 («Primi interventi per il rilancio dell'economia», detta «Tremonti bis»)[27] abolì l'imposta sulle successioni e donazioni, poi reintrodotta dal governo Prodi II nel 2006[28]. Il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 350, disciplinò in vista dell'introduzione dell'euro l'emersione delle attività detenute all'estero, il cosiddetto scudo fiscale[29]. La legge 7 aprile 2003, n. 80, delegò il governo alla riforma del sistema fiscale statale[30]; il primo modulo della riforma dell'IRPEF, contenuto nella finanziaria 2003, unificò al 23% le aliquote dei primi due scaglioni e introdusse una fascia di esenzione (no tax area) fino a 7.000–7.500 euro per i redditi da lavoro dipendente e da pensione, con uno sgravio complessivo di 5,5 miliardi di euro[31], mentre il secondo modulo, con la finanziaria 2005, ridusse le aliquote a tre (23% fino a 26.000 euro, 33% fino a 33.500 euro e 39% oltre), con un contributo di solidarietà del 4% sulla parte di reddito eccedente 100.000 euro, e trasformò le detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni[32]; la finanziaria 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289)[33] introdusse inoltre un ampio condono fiscale, sul quale un'indagine della Corte dei conti stimò in 5,2 miliardi di euro, pari al 20% delle entrate annunciate, le somme dichiarate e non versate[34]. Le finanziarie 2004 e 2005 (quest'ultima legge 30 dicembre 2004, n. 311)[35] furono approvate con la questione di fiducia[15].

Giustizia e sicurezza

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Ministri competenti: Roberto Castelli (giustizia), Claudio Scajola, poi Giuseppe Pisanu (interno)[19].

In materia penale furono approvate la legge 5 ottobre 2001, n. 367, di ratifica dell'accordo con la Svizzera sull'assistenza giudiziaria (nota come legge sulle rogatorie)[36], la riforma dei reati societari con la revisione del falso in bilancio (decreto legislativo 11 aprile 2002, n. 61)[37] e la cosiddetta legge Cirami (legge 7 novembre 2002, n. 248)[38]. Il lodo Schifani (legge 20 giugno 2003, n. 140), che sospendeva i processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato[39], fu dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004 per violazione degli articoli 3 e 24 della Costituzione[40]. La legge 23 dicembre 2002, n. 279, rese stabile il regime dell'articolo 41-bis[41] e la legge 22 aprile 2005, n. 69, recepì il mandato di arresto europeo[42]; la delega per la riforma dell'ordinamento giudiziario, votata con la fiducia[15], fu approvata definitivamente sotto il governo successivo (riforma Castelli).

In materia di sicurezza il governo adottò il decreto-legge 20 agosto 2001, n. 336, contro la violenza nelle manifestazioni sportive[43] e, dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, il decreto-legge 18 ottobre 2001, n. 374, contro il terrorismo internazionale[44]. La legge Bossi-Fini (legge 30 luglio 2002, n. 189) modificò la disciplina dell'immigrazione e dell'asilo[45].

Infrastrutture e trasporti

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Ministro competente: Pietro Lunardi[19].

La legge obiettivo (legge 21 dicembre 2001, n. 443), approvata con la questione di fiducia al Senato[15], delegò il governo a disciplinare la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici[46]. Il decreto legislativo 15 gennaio 2002, n. 9, introdusse nel codice della strada l'articolo 126-bis sulla patente a punti, in vigore dal 30 giugno 2003 con una dotazione iniziale di 20 punti[47].

Istruzione, università e ricerca

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Letizia Moratti, ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca

Ministra competente: Letizia Moratti[19].

La riforma Moratti (legge 28 marzo 2003, n. 53) delegò il governo a definire le norme generali sull'istruzione e i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale[48]. Il primo decreto attuativo (decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59) definì le norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo[49], introducendo l'anticipo graduale e sperimentale delle iscrizioni alla scuola dell'infanzia e l'anticipo alla primaria per i bambini che compivano sei anni entro il 30 aprile[50]. Secondo un'analisi di Niccolò Durazzi, Emmanuele Pavolini e Fabio Battaglia, la riforma riportava la scelta tra percorso liceale e percorso professionale al termine della scuola media, affidando quest'ultimo alle regioni, e con il ritorno a una canalizzazione precoce rischiava di limitare le opportunità educative e la mobilità sociale[51]; Luciano Benadusi e Orazio Niceforo, in uno studio per la Fondazione Giovanni Agnelli, osservarono che alla dichiarata «pari dignità» dei due sistemi non fece seguito un'attuazione coerente, soprattutto per l'architettura del secondo ciclo[52]. Con il governo Prodi II il ministro Giuseppe Fioroni modificò le indicazioni nazionali, passando dalla personalizzazione dei piani di studio, «cifra pedagogica del ministero Moratti», a una rinnovata attenzione al curricolo[53], e nel 2007 fu introdotto l'obbligo di istruzione decennale[52].

Lavoro e welfare

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Roberto Maroni, ministro del lavoro e delle politiche sociali

Ministro competente: Roberto Maroni[19].

La legge Biagi (legge 14 febbraio 2003, n. 30)[54], attuata con il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276[55], riformò il mercato del lavoro; il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recepì le direttive europee sull'orario di lavoro[56]. La riforma delle pensioni (legge 23 agosto 2004, n. 243), approvata con la fiducia[15], dispose dal 1º gennaio 2008 l'innalzamento a 60 anni dell'età minima per la pensione di anzianità con 35 anni di contributi, il cosiddetto «scalone»[57], poi sostituito dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247[58].

Politica europea, estera e difesa

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Ministri competenti: Renato Ruggiero, poi Franco Frattini e Gianfranco Fini (esteri), Antonio Martino (difesa) e Rocco Buttiglione (politiche comunitarie)[19].

Il 28 maggio 2002 la base aerea di Pratica di Mare ospitò il vertice che istituì il Consiglio NATO-Russia, in sostituzione del Consiglio congiunto permanente previsto dall'Atto fondatore del 1997[59]. In Afghanistan l'Italia partecipò dal 18 novembre 2001 all'operazione Enduring Freedom con compiti di sorveglianza e interdizione marittima e dal 2002 alla missione ISAF nell'area di Kabul[60]; tra il 15 marzo e il 15 settembre 2003 circa 1.000 militari furono impiegati nella missione terrestre «Nibbio»[61]. Dopo la guerra in Iraq l'Italia partecipò dal 15 luglio 2003 alla missione Antica Babilonia nella provincia di Dhi Qar, sulla base della risoluzione ONU 1483[62], autorizzata con il decreto-legge 10 luglio 2003, n. 165[63]. Il 12 novembre 2003 un attentato con un camion carico di esplosivo contro la base «Maestrale» dei carabinieri a Nassiriya causò 28 morti, tra cui 19 italiani, il più grave attacco subito dalle forze armate italiane dalla fine della seconda guerra mondiale (strage di Nassiriya)[64].

Il 2 luglio 2003, nel dibattito di apertura della presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea, Berlusconi suscitò le proteste del Parlamento europeo paragonando l'eurodeputato Martin Schulz a un kapò[65]. Nell'ottobre 2004 il ministro Rocco Buttiglione, indicato dal governo come commissario europeo nella Commissione Barroso I, ritirò la candidatura dopo le critiche suscitate dalle sue affermazioni sull'omosessualità, che avevano ritardato l'insediamento della Commissione[66]. Il 29 ottobre 2004 fu firmato a Roma il trattato che adottava una Costituzione per l'Europa[67]. La legge 23 agosto 2004, n. 226, dispose la sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva[68].

Pubblica amministrazione e riforme istituzionali

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Ministri competenti: Franco Frattini, poi Luigi Mazzella (funzione pubblica), Umberto Bossi, poi Roberto Calderoli (riforme istituzionali), Enrico La Loggia (affari regionali) e Mirko Tremaglia (italiani nel mondo)[19].

Il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, ridefinì il numero dei ministeri[69]. La legge 5 giugno 2003, n. 131, adeguò l'ordinamento alla riforma del titolo V della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3)[70] e la legge 20 luglio 2004, n. 215, detta legge Frattini, disciplinò i conflitti di interessi dei titolari di cariche di governo[71]. La legge 27 dicembre 2001, n. 459, regolò l'esercizio del voto dei cittadini italiani residenti all'estero[72]. La riforma della seconda parte della Costituzione, avviata da questo governo, fu approvata sotto il governo Berlusconi III e respinta dal referendum del 2006.

Sanità e diritti civili

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Girolamo Sirchia, ministro della salute

Ministro competente: Girolamo Sirchia[19].

L'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, introdusse per la prima volta in Italia il divieto di fumo nei locali chiusi aperti al pubblico, entrato pienamente in vigore il 10 gennaio 2005[73]. La legge 19 febbraio 2004, n. 40, disciplinò la procreazione medicalmente assistita[74].

Sviluppo economico e attività produttive

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Ministro competente: Antonio Marzano (attività produttive)[19].

Il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, riformò organicamente il diritto societario delle società di capitali e cooperative[75] e il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, approvò il Codice della proprietà industriale[76]. Dopo il crac Parmalat il decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, introdusse misure per la ristrutturazione industriale delle grandi imprese insolventi[77]. Il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, relativo al piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, avviò la riforma della disciplina fallimentare[78].

Decreti omnibus e decreti proroghe

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Nell'intera XIV legislatura, comprendente i governi Berlusconi II e III, furono emanati 226 decreti-legge, di cui 200 convertiti e 22 decaduti[79]. Tra i decreti «milleproroghe» figurano il decreto-legge 23 novembre 2001, n. 411[80], il decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 355[81] e il decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266[82]. Tra i decreti a contenuto eterogeneo figurano il decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, su adempimenti comunitari e fiscali, riscossione e procedure di contabilità[83], e il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, per lo sviluppo e la correzione dell'andamento dei conti pubblici[84], convertito con la questione di fiducia[15].

Della politica estera vanno anche ricordati gli episodi discussi:

  • Un episodio dibattuto si ebbe nel 2003 quando, durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione europea, il Cavaliere rispose alle aspre critiche sui suoi trascorsi giudiziari e sulla sua azione di governo da parte del parlamentare socialista europeo Martin Schulz (SPD)[85][86][87]:
«Signor Schultz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di kapò. Lei è perfetto.»
  • Altro episodio che fece discutere fu la battuta sulla superiorità della cultura occidentale rispetto a quella islamica, pronunciata poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001[88], e l'affermazione secondo cui Mussolini non avrebbe mai ucciso nessuno, ma si limitava a "mandare la gente a fare vacanza al confino"[89].
  1. ↑ UdC dal 6 dicembre 2002.
  2. 1 2 3 4 Di cui uno era anche Vicepresidente del Consiglio dei ministri.
  3. ↑ NPSI (3).
  4. 1 2 Ad inizio legislatura, non furono attribuiti 14 seggi (di cui 11 spettanti a Forza Italia e 3 a La Margherita). A seguito delle opzioni pervenute da parte di deputati plurieletti, tuttavia, sono stati successivamente attribuiti i 3 seggi spettanti a La Margherita, mentre non si è proceduto all'attribuzione dei rimanenti 11 seggi, non sussistendovi i requisiti necessari. Nel caso di dimissioni intervenute da parte dei deputati eletti nelle liste proporzionali, invece, si è proceduto, ove previsto, con la successiva L. 47/2005.
  5. ↑ Min. Ling. (5), Altri (7).
  6. ↑ NPSI (1), PRI (1).
  7. ↑ MSFT (1).
  8. ↑ Comprende i senatori a vita Francesco De Martino e Norberto Bobbio.
  9. ↑ Comprende i senatori a vita Carlo Bo e Paolo Emilio Taviani.
  10. ↑ PdCI (2), LpA-AL (1), MTL (1), LeGpU (1), Altri (5), tra cui i senatori a vita Gianni Agnelli, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Giovanni Leone, Oscar Luigi Scalfaro.
  11. ↑ Con altresì delega, dal 21/09/2001, alla Protezione Civile, conferita tramite DPCM dello stesso giorno.[14]

Bibliografiche

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  1. ↑ 11 giugno 2001 Giuramento dei componenti il 2° Gabinetto Berlusconi, su archivio.quirinale.it.
    «Il Segretario generale legge la premessa del giuramento. Subito dopo, il Presidente del Consiglio dei ministri legge la formula del giuramento e firma il verbale che, controfirmato dal Presidente della Repubblica, viene ritirato dal Direttore dell'Ufficio per gli Affari Giuridici e le Relazioni Costituzionali»
  2. ↑ DPR 10 giugno 2001. Nomina dei ministri, su gazzettaufficiale.it.
  3. ↑ Claudia Morgoglione, La squadra di Berlusconi giura al Quirinale, in La Repubblica, 11 giugno 2001.
  4. ↑ Governo: giura il terzo esecutivo Berlusconi, in Adnkronos, 23 aprile 2005.
  5. ↑ Senato della Repubblica - XIV Legislatura - Seduta n. 6, su senato.it.
  6. ↑ Camera dei Deputati - XIV Legislatura - Seduta n. 6, su legxiv.camera.it. URL consultato il 14 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2021).
  7. ↑ GOVERNO: DIREZIONE UdC, SI' A FOLLINI CON 57 VOTI E UN NO, in Adnkronos, 15 aprile 2005.
  8. ↑ Governo: delegazione Nuovo PSI rimette mandato a De Michelis, in Adnkronos, 15 aprile 2005.
  9. ↑ **FLASH -GOVERNO: FINI, NELLE MIE MANI DIMISSIONI DELEGAZIONE AN- FLASH**, in Adnkronos, 19 aprile 2005.
  10. ↑ Camera dei Deputati - XIV Legislatura - Seduta n. 615, su legxiv.camera.it. URL consultato il 14 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2021).
  11. ↑ Comunicato del Quirinale, in presidenti.quirinale.it, 20 aprile 2005.
  12. ↑ Seduta del 20 giugno 2001, su senato.it.
  13. ↑ Seduta del 21 giugno 2001, su leg14.camera.it.
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