Angelino Alfano

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Angelino Alfano
Alfano Angelino 2010.jpg

Ministro dell'Interno
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2013
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Annamaria Cancellieri

Presidente del Nuovo Centrodestra
In carica
Inizio mandato 13 aprile 2014
Predecessore Renato Schifani

Vicepresidente del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta

Segretario de Il Popolo della Libertà
Durata mandato 1º luglio 2011 –
15 novembre 2013
Predecessore nessuno
Successore nessuno

Ministro della giustizia
Durata mandato 8 maggio 2008 –
27 luglio 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Scotti
Successore Nitto Francesco Palma

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana (1990-1994)
Forza Italia (1994-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Nuovo Centrodestra (dal 2013)
Tendenza politica Cristianesimo democratico
Alma mater Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
on. Angelino Alfano
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Angelino Alfano
Luogo nascita Agrigento
Data nascita 31 ottobre 1970
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza, PhD in diritto dell'impresa
Professione Avvocato
Partito Forza Italia, Il Popolo della Libertà, Nuovo Centrodestra
Legislatura XIV-XV-XVI-XVII
Gruppo Forza Italia, Il Popolo della Libertà, Nuovo Centrodestra
Circoscrizione Sicilia 1, Piemonte 1
Incarichi parlamentari

XIV Legislatura

XVI Legislatura

  • Componente della III Commissione (Affari esteri e comunitari) dal 15 ottobre 2011 al 14 marzo 2013
  • Componente della II Commissione (Giustizia) dal 21 maggio 2008 al 15 ottobre 2011
Pagina istituzionale

Angelino Alfano (Agrigento, 31 ottobre 1970) è un politico italiano, dal 28 aprile 2013 Ministro dell'Interno nei governi Letta e Renzi.

Dall'8 maggio 2008 al 27 luglio 2011 è stato Ministro della giustizia nel governo Berlusconi IV, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri nel governo Letta.

È stato il primo e unico segretario nazionale de Il Popolo della Libertà. Nel novembre 2013 è stato promotore della scissione dal PdL[1] e del lancio del Nuovo Centrodestra.[2][3][4], di cui viene eletto presidente il 13 aprile 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato al liceo scientifico Leonardo di Agrigento. Laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è stato ospite del collegio "Cardinal Ferrari", dottore di ricerca in diritto dell'impresa, avvocato. Ha iniziato la sua esperienza politica giovanile con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994, a seguito della trasformazione della Democrazia Cristiana nel Partito Popolare Italiano, decide di iscriversi al neonato partito Forza Italia, che vincerà le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno.

Deputato regionale e nazionale[modifica | modifica wikitesto]

A 25 anni, nel giugno 1996 si candida per la prima volta ed è eletto nel collegio di Agrigento per FI Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XII legislatura.[5]. Dal 2000 è capogruppo di Forza Italia all'ARS.

Viene eletto alla Camera dei deputati nel 2001, sempre in FI,nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, nella circoscrizione proporzionale della Sicilia occidentale, assumendo l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione della Camera. Nelle grazie del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è presto considerato uno dei giovani emergenti del partito.

Dal 2005 è nominato coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Succede a Gianfranco Miccichè, guidando Forza Italia alleata nell'isola dal 2001 con l'allora Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro. Nelle elezioni politiche italiane del 2006, che vedono la vittoria dell'Unione di Romano Prodi, Alfano è riconfermato con FI alla Camera dei deputati nella circoscrizione XXIV (Sicilia 1). Durante la XV Legislatura è componente della Commissione Bilancio di Montecitorio. Nelle elezioni politiche italiane del 2008 è rieletto alla Camera dei deputati con il Popolo della Libertà.

Ministro della Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Berlusconi IV.

Dall'8 maggio 2008 è Ministro della giustizia del governo Berlusconi IV.[6] Succede a Luigi Scotti, che a sua volta aveva sostituito Clemente Mastella, dopo le dimissioni che avevano determinato la caduta del governo Prodi II. Con i suoi 37 anni è il più giovane ministro della Giustizia della storia repubblicana.

Il suo primo provvedimento come Ministro della giustizia nella quarta legislatura Berlusconi è stato il cosiddetto "lodo Alfano"[7], legge approvata il 22 luglio 2008. Unica nel panorama europeo,[8] essa prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato.[9] La legge è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nell'ottobre 2009, per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.

Durante i 3 anni di permanenza di Alfano al Ministero della Giustizia si registra una particolare ed intensa attività legislativa contro le mafie e la criminalità organizzata. Spiccano, fra le altre, le leggi per l'inasprimento del carcere durissimo per i mafiosi (art.41 bis), il Codice Unico Antimafia, la Legge contro lo Stalking. In relazione al 41 bis, il capomafia siciliano Totò Riina, intercettato all'interno del carcere in cui è detenuto all'ergastolo, lamenta ad un suo interlocutore l'eccessiva durezza di Alfano nei confronti della mafia, definendo il ministro "una canaglia"[10].

In precedenza, nel 2009, anche il figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Rizza, reagì all'inasprimento del 41 bis voluto con determinazione da Angelino Alfano, arrivando a progettare un attentato contro il ministro[11]

Il 27 luglio 2011 Alfano si dimette dalla carica di Guardasigilli.[12]

Nel mese di ottobre dello stesso anno, Alfano pubblica il libro La mafia uccide d'estate[13], nel quale racconta i tre anni e mezzo di alla guida del Ministero della Giustizia, un percorso umano e politico nel panorama della Giustizia italiana. Alfano racconta "cosa significa fare il ministro della Giustizia in Italia", tra lentezze e ritardi dei processi, proposte di riforma del sistema e inevitabili resistenze da parte dei magistrati.

Segretario del Popolo della Libertà[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un anno turbolento per il Popolo della Libertà, segnato anzitutto dall'uscita di Futuro e Libertà prima dal partito e poi dalla maggioranza, a maggio 2011 si tengono le elezioni amministrative che segnano un netto arretramento del PdL e più in generale della coalizione a sostegno di Silvio Berlusconi[14][15].

Immediatamente dopo l'esito di tali elezioni, il 1º giugno 2011, l'ufficio di presidenza del PdL decide di designare Alfano quale nuovo segretario politico del partito[16], carica ufficializzata il 1º luglio dopo la modifica allo statuto del partito che non prevedeva la figura del segretario, ma solo del presidente.

Ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio con Letta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.

È segretario del PdL quando il 28 aprile 2013 viene nominato ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Letta. Lo stesso giorno giura dinanzi al presidente della Repubblica[17]. Il governo Letta si configura come il primo esecutivo di grande coalizione della storia della Repubblica Italiana.

Caso Shalabayeva[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 luglio 2013 il Senato della Repubblica Italiana discute la mozione di sfiducia presentata da SEL e Movimento 5 Stelle contro il ministro Alfano. Il Partito Democratico aveva deciso nell'assemblea dei senatori del giorno precedente di votare contro la sfiducia[18]; il Senato respinge la mozione con 226 no, 55 sì e 13 astenuti[19]. Alcuni senatori del PD, in dissenso con la linea del proprio partito, decidono di astenersi.

Crisi del rapporto politico con Silvio Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 settembre 2013 assieme agli altri ministri del PdL presenta, su indicazione del presidente del PdL Berlusconi, che vuole così reagire alla linea del Partito Democratico di votare a favore della decadenza dello stesso Berlusconi da senatore, dimissioni "irrevocabili",[20] che successivamente vengono respinte dal presidente del consiglio Enrico Letta. La decisione di Letta si pone come sostegno all'azione politica svolta dai cinque ministri del PdL che, insieme ad altri esponenti del partito, convincono Silvio Berlusconi a recedere dalla decisione di votare la sfiducia al Governo. Il dibattito interno al PdL tra falchi (o lealisti) - decisi a sfiduciare il Governo Letta per andare a elezioni anticipate e colombe (o governativi) - propensi invece a proseguire la collaborazione coi democratici e coi montiani almeno sino al 2015 - determina un'incrinatura nei rapporti tra Alfano e Berlusconi che - temporaneamente ricucita - sfocerà di lì a poco nella scissione tra le due correnti del partito.[21]

Durante il governo Letta, a causa dei numerosi naufragi e dell'emergenza umanitaria nello stretto di Sicilia, il 18 ottobre 2013 inaugura l'operazione militare e umanitaria "Mare nostrum". Questa operazione ha due scopi principali: quello di salvaguardare la vita in mare e di contrastare il traffico illegale di migranti.[22]

NCD e l'alleanza con il Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

La scissione avviene nel novembre del 2013[1][2], allorché i filogovernativi del PdL annunciano la decisione di non entrare a far parte della rinata Forza Italia, partito rifondato da Silvio Berlusconi insieme ai lealisti. Alfano annuncia contemporaneamente la costituzione di gruppi parlamentari autonomi al Senato e alla Camera con il nome di Nuovo Centrodestra.[3] I gruppi parlamentari vengono effettivamente costituiti il 15 e il 18 novembre 2013.[23][24] Da questo momento il partito di Alfano stringe in Parlamento un'alleanza con il Partito democratico a sostegno del governo Letta.

Nel governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Renzi.

Entra nel nuovo governo Renzi il 22 febbraio 2014, dove mantiene la carica di ministro dell'Interno, oltre ad essere capo delegazione del suo partito, l'NCD, nel governo.[25]

Nell'agosto del 2014 dopo incessanti richieste da parte del ministro perché l'Unione europea si mobilitasse sul fronte migranti in aiuto dell'Italia, il Commissario europeo per gli affari interni Cecilia Malmström ha dichiarato che l'operazione "Mare nostrum"[26] sarà sostituita dal programma europeo "Frontex Plus".[27][28] Successivamente tramite una serie di incontri in Europa riesce ad ottenere il sostegno di alcuni paesi come Francia, Germania e Spagna che si dichiarano pronti a sostenere l'introduzione del programma "Frontex Plus".[29]

Il ministro durante un Summit Europeo.

Nel settembre dello stesso anno vola in Egitto per incontrare  in veste di presidente di turno del Consiglio dei ministri degli interni dell'Unione europea, il presidente della Repubblica Araba d'Egitto Abd al-Fattah al-Sisi con il quale ha stretto un accordo secondo il quale l'Egitto rafforzerà i controlli alle frontiere per contrastare il fenomeno dei flussi migratori irregolari.

Il 30 agosto 2014 lancia il progetto "Campo praticabile", programma coordinato dal ministero e dai vertici della Polizia per contrastare il fenomeno della violenza negli stadi.

Il 7 ottobre 2014 il ministro invia una circolare a tutti i prefetti d'Italia affinché invitino formalmente i sindaci a cancellare dai registri di stato civile, ove effettuate, le trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all'estero, e avvertendo che, "in caso di inerzia, si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti illegittimamente adottati"[30]. Alcuni Prefetti pertanto provvedevano a cancellare alcune delle trascrizioni effettuate.

Il 29 ottobre 2014 a Roma la polizia carica contro alcune centinaia di lavoratori dell'AST di Terni che stavano facendo un corteo verso il ministero dell'Interno. Il 5 novembre successivo la Camera vota dunque una mozione di sfiducia presentata da SEL e 5 stelle contro Alfano, ritenuto responsabile di quanto avvenuto, che viene respinta con 125 sì e 367 no. Insieme alla maggioranza, vota contro la mozione di sfiducia Forza Italia, mentre Giuseppe Civati si schiera con l'opposizione.

Nel mese di marzo 2015 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso di alcune coppie romane che avevano ottenuto la trascrizione da parte del sindaco Ignazio Marino e ha dichiarato nullo il provvedimento del prefetto di Roma, affermando che né il mini­stero dell'Interno, né le pre­fet­ture avevano il potere di inter­ve­nire direttamente sui registri di stato civile per annul­lare le trascrizioni illegittime.[31] Nel mese di luglio 2015 il TAR del Veneto, esprimendosi su una cancellazione disposta dal prefetto di Treviso, ha invece ratificato l'operato della prefettura, affermando che il sindaco, in qualità di esecutore della legge nazionale e non anche di rappresentante della comunità locale, è tenuto ad uniformarsi alle disposizioni del Ministero.[32] Nel mese di ottobre 2015 il Consiglio di Stato, oltre a confermare la non trascrivibilità dei matrimoni gay contratti all'estero, ha avallato l'operato dei prefetti.[33]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Alfano al congresso del Partito Popolare Europeo nel 2015.

Lo scandalo della presunta vicinanza alla mafia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002, La Repubblica rende conto della presenza di Alfano al matrimonio (avvenuto nel 1996) della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001. Tale presenza è testimoniata da un video amatoriale della festa. Alfano, all'epoca neo-deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, avrebbe salutato con affetto Napoli. Alfano in un primo momento dichiarò a Repubblica di non avere «nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio» e che «non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro».[34] In seguito affermò di aver ricordato di essere stato effettivamente a quel matrimonio ma di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere la sposa e la sua famiglia.[35]

Nell'ottobre del 2009 il pentito di mafia di Racalmuto, Ignazio Gagliardo, ha accusato Alfano di aver chiesto aiuti elettorali alla mafia, per mezzo del padre anch'egli politico.[36][37]

Lo stesso giorno Carmelo D'Amico, ex killer di Barcellona Pozzo di Gotto e in seguito diventato super testimone dell'inchiesta sulla trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra, accusa Alfano e Renato Schifani di essere stati messi in politica da Cosa nostra secondo quanto è venuto a sapere dal suo compagno di carcere Nino Rotolo, boss di Pagliarelli fedelissimo di Bernardo Provenzano. In seguito Alfano avrebbe voltato le spalle ai boss inasprendo il 41 bis e facendo leggi sulla confisca dei beni e così l'organizzazione non avrebbe più votato per Forza Italia.[38]

L'articolo sulle consulenze alla moglie[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 aprile 2015 Alfano querela l'Espresso per aver pubblicato un articolo riguardante consulenze e appalti andati alla moglie Tiziana Miceli (tra cui le cinque consulenze avute dalla Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata dal ministero dell'Economia) e ad altre persone vicine al Ministro come gli avvocati Angelo Clarizia e Andrea Gemma (appalto da 630.000 euro per i servizi legali dell'Expo) con quest'ultimo che è anche membro del CdA dell'Eni.[39]

Il caso della rimozione della sorveglianza al Pm antimafia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2014, Alfano assieme all'allora prefetto di Crotone, Maria Tirone (già parte dello staff della giunta di Stefano Caldoro, come vice capo di Gabinetto, ora prefetto di Foggia), viene coinvolto in un'accesa polemica. La polemica sorge a seguito della rimozione delle telecamere di videosorveglianza dall'abitazione del pm antimafia Pierpaolo Bruni avvenuta, a quanto pare, su iniziativa del prefetto, Maria Tirone. Il caso ho suscitato polemiche sui media, anche a seguito, della "denuncia" da parte dei cinque stelle. I deputati Andrea Cecconi, Francesco d'Uva e Dalila Nesci hanno dichiarato l'incomprensibilità di tale provvedimento date le numerose minacce ricevute dal giudice da parte della mafia. I deputati, inoltre, hanno fatto numerose interrogazioni parlamentari al riguardo.[40]

Le critiche sulla promozione del Prefetto Maria Tirone[modifica | modifica wikitesto]

In seguito i grillini hanno polemizzato, sempre con Alfano, circa la promozione del Prefetto Maria Tirone: "...Senza dimenticare, peraltro, che la dottoressa Tirone è stata appena trasferita a Foggia, esattamente dove lei chiedeva di andare. Un premio inaccettabile, data la sua decisione di revocare quei sistemi di sicurezza a Bruni..."[41]

Le accuse di Buzzi al Ministro nella vicenda "Mafia Capitale"[modifica | modifica wikitesto]

Salvatore Buzzi, presunto boss di Mafia Capitale, in un interrogatorio ha riferito ai Pm che nella gestione del Cara di Mineo la cooperativa "La Cascina" aveva rapporti diretti con Angelino Alfano, ministro degli Interni del governo Renzi. Buzzi, riferendosi ad Alfano ed ad altri coinvolti nell'indagine, afferma: "...lo conosceva, c'aveva rapporti diretti con Alfano, avevano creato un sistema giù in Sicilia, intorno a Mineo, che è un sistema perfetto perché la gara che consegna ad Odevaine consente di distribuì i soldi a pioggia sul territorio. Nel senso che i comuni venivano premiati con circa due, tre milioni di euro, non lo so, però è tutto in chiaro, da lì.... Centro di accoglienza di quelle dimensioni in un territorio così piccolo..."[42]

L'inchiesta Labirinto[modifica | modifica wikitesto]

L'assunzione pilotata del fratello alle Poste[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 luglio 2016 viene resa nota un'intercettazione effettuata nell'ambito dell'indagine che ha portato alla luce una rete di tangenti tra politici, enti e ministeri. In una delle conversazioni viene citato anche il ministro dell'Interno del governo Renzi, Angelino Alfano. La vicenda riguarda la raccomandazione del fratello minore del ministro, ossia l'assunzione di Alessandro Alfano nella società "Poste italiane". A riferirlo nell'intercettazione telefonica è il faccendiere Raffaele Pizza a Davide Tedesco, quest'ultimo stretto collaboratore del titolare del Viminale.[43]

La questione del padre e degli 80 curriculum[modifica | modifica wikitesto]

Sempre dalle intercettazioni dell'inchiesta emerge anche il nome del padre di Alfano il quale avrebbe mandato 80 curriculum per assunzioni pilotate in Poste Italiane Spa. Ciò emerge da un colloquio telefonico intercettato tra Marzia Capaccio, indagata e segretaria particolare di Raffaele Pizza ed un'altra persona, Elisabetta C. .[44]

Lo stesso giorno le opposizioni parlamentari hanno chiesto le dimissioni del Ministro. Costui dal canto suo le ha escluse ritenendo irrilevanti i fatti contestatigli.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Indagato per abuso d'ufficio[modifica | modifica wikitesto]

È stato indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio,[45] ma successivamente il procedimento è stato archiviato.[46]

Il 25 febbraio 2016 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, il reato contestatogli è l'abuso d'ufficio. Con il Ministro Alfano sono indagati anche il viceministro Filippo Bubbico (Partito democratico), l'ex senatore e attuale segretario provinciale PD di Enna Vladimiro Crisafulli e il presidente dell'Università Kore di Enna Cataldo Salerno. Il reato sarebbe stato commesso il 23 dicembre 2015, data in cui il Consiglio dei Ministri deliberò il trasferimento ad Isernia del Prefetto Fernando Guida. La procura ritiene che tale trasferimento sia stato effettuato per evitare che Guida, prima del trasferimento Prefetto di Enna, commissariasse a dicembre 2015 la Fondazione Kore, ente che gestisce l'ateneo omonimo.[47] Il prefetto Guida in un'intervista al Corriere della Sera afferma che non fu rimosso ma il trasferimento fu concordato con lui, e che il commissariamento della Kore fu accelerato dal Viminale[48]. Il 13 maggio il tribunale dei ministri lo scagiona e archivia il procedimento nei suoi confronti[49].

Familiari[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Angelo, docente nei licei, è stato per la DC consigliere comunale e assessore ad Agrigento. Angelino è sposato con l'avvocato Tiziana Miceli e ha due figli. Il fratello minore Alessandro Alfano, laurea triennale in Economia conseguita nel 2009 a 34 anni, è stato direttore provinciale di Confcommercio Agrigento, segretario generale di Unioncamere Sicilia dal 2006 e segretario generale della Camera di commercio di Trapani tra il 2010 e il 2011[50]. È stato in seguito assunto come dirigente di Poste Italiane, secondo alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito delle attività del faccendiere Raffaele Pizza, legato ad Angelino Alfano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Pdl esplode, scissione di Alfano: pronti i gruppi 'Nuovo centrodestra'
  2. ^ a b «Silvio noi ti vogliamo bene, i tuoi ti violentano» Alfano lancia il Nuovo Centrodestra, ribadisce l'alternativa alla sinistra, e attacca i falchi di Forza Italia: mai con loro
  3. ^ a b Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  4. ^ Costituito gruppo 'Nuovo Centrodestra'. Bianconi e Costa presidenti pro tempore
  5. ^ Ars Sicilia
  6. ^ Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese»Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese», in Corriere della Sera, 29 settembre 2013. URL consultato il 29 settembre 2013.
  7. ^ Parlamento Italiano "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato"
  8. ^ Claudia Fusani, Immunità del premier, anomalia solo italiana, in la Repubblica, 22 luglio 2008. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  9. ^ Testo della legge (PDF), senato.it. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  10. ^ La Repubblica - Palermo, Riina: Alfano disgraziato, glielo do' io il 41 bis, RCS, 28 gennaio 2014.
  11. ^ Libero Quotidiano, Un attentato contro Alfano, Editoriale Libero srl, 3 ottobre 2011.
  12. ^ Berlusconi al Quirinale con la lista Governo, Alfano si è dimesso, in Adnkronos, 27 luglio 2011. URL consultato il 27 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2011).
  13. ^ Angelino Alfano, La mafia uccide d'estate, Mondadori, 2011.
  14. ^ Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandato, in Corriere della Sera, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011.
  15. ^ Matteo Tonelli, Ballottaggi, trionfi a Milano a Napoli in tutta Italia l'onda del centrosinistra, in la Repubblica, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011.
  16. ^ Alfano segretario Pdl, lascerà la Giustizia Berlusconi: "Premier nel 2013? Vedremo", in la Repubblica, 1º giugno 2011. URL consultato il 2 giugno 2011.
  17. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione», in Corriere della Sera, 27 aprile 2013.
  18. ^ Il Pd voterà no alla sfiducia., in La Repubblica, 18 luglio 2013.
  19. ^ Senato, respinta la sfiducia ad Alfano., in La Repubblica, 19 luglio 2013.
  20. ^ Irrevocabili dimissioni ministri Pdl, ANSA, 30 settembre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  21. ^ Respinte dimissioni ministri, Governo italiano, 1º ottobre 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  22. ^ L'OPERAZIONE MARE NOSTRUM | eurasia-rivista.org
  23. ^ Il gruppo del Nuovo Centrodestra al Senato
  24. ^ Il gruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera
  25. ^ Renzi ha giurato, lunedì la fiducia al Senato - Come primo atto il neo-premier chiama i marò
  26. ^ Alfano: “Mare Nostrum diventerà Frontex Plus Barche dei trafficanti saranno distrutte” |lastampa.it
  27. ^ Immigrazione, anche da Germania appoggio a Frontex plus|repubblica.it
  28. ^ Immigrazione, Alfano: “Anche la Germania sostiene il Frontex plus” |lastampa.it
  29. ^ Immigrazione, Alfano: “Anche la Germania sostiene il Frontex plus”|lastampa.it
  30. ^ Michele Sasso, Angelino Alfano dichiara guerra ai matrimoni gay all'estero: «Annullare le trascrizioni», L'Espresso, 7 ottobre 2014.
  31. ^ Cosa ha deciso il TAR sulle trascrizioni dei matrimoni omosessuali a Roma, in Il Post.it, 10 marzo 2015. URL consultato il 28 marzo 2015.
  32. ^ Il Tar: "giusto cancellare le nozze gay registrate a Treviso", in la Tribuna di Treviso, 1º agosto 2015.
  33. ^ Consiglio di Stato, no alle unioni gay, in la Repubblica, 27 ottobre 2015.
  34. ^ Francesco Viviano, Il bacio pericoloso di Alfano, in La Repubblica, 5 febbraio 2002, p. 1. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  35. ^ Francesco Viviano, Alfano ricorda: 'Ero amico dello sposo, in La Repubblica, 6 febbraio 2002, p. 6. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  36. ^ "Ora disprezza la mafia, ma ci chiese voti"Il pentito Gagliardo accusa Alfano, in La Repubblica, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  37. ^ Mafia, pentito accusa Alfano: “Suo padre ci chiedeva i voti. Ora sputa nel piatto in cui ha mangiato”, in blitzquotidiano.it, 8 ottobre 2009. URL consultato il 16 ottobre 2009.
  38. ^ Mafia, pentito: “Alfano portato da Cosa Nostra. Berlusconi pedina di Dell'Utri”
  39. ^ La moglie, l'amico avvocato, l'Expo: Alfano "indagato" dall'Espresso
  40. ^ strill.it | Crotone, rimozione telecamere di videosorveglianza pm Bruni: Nesci (M5S): “Subito comitato per la sicurezza”
  41. ^ I pm antimafia Bruni e Lombardo rischiano grosso. I silenzi del Governo spaventano | Dalila Nesci
  42. ^ Il Giornale
  43. ^ Corriere della Sera
  44. ^ Il Messaggero
  45. ^ Il Fatto Quotidiano, 25 settembre 2009
  46. ^ Il procedimento - Abuso d’ufficio, archiviazione per Alfano e Fitto, in Il giornale, 23 dicembre 2009. URL consultato il 12 dicembre 2010.
  47. ^ La Stampa
  48. ^ http://m.livesicilia.it/2016/02/27/inchiesta-alfano-prefetto-guida-enn_720424/
  49. ^ Repubblica
  50. ^ Alfano, il fratello vince il concorso: “Ma nel curriculum una carica mai ricoperta” - Il Fatto Quotidiano

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dell'interno Successore Emblem of Italy.svg
Annamaria Cancellieri dal 28 aprile 2013 in carica
Predecessore Vicepresidente del Consiglio dei ministri Successore Emblem of Italy.svg
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(Governo Prodi II)
28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 -
Predecessore Ministro della giustizia della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Luigi Scotti 8 maggio 2008 - 27 luglio 2011 Nitto Francesco Palma
Predecessore Presidente del Nuovo Centrodestra Successore Nuovo Centrodestra.jpg
Renato Schifani dal 12 aprile 2014 -
Predecessore Segretario de Il Popolo della Libertà Successore Il Popolo della Libertà.png
- 1º luglio 2011 - 15 novembre 2013 -
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