Angelino Alfano

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Angelino Alfano
Angelino Alfano 2018 (cropped).jpg

Segretario de Il Popolo della Libertà
Durata mandato 1º luglio 2011 –
16 novembre 2013
Predecessore Carica creata
Successore Carica sciolta

Vicepresidente del Consiglio dei ministri
della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Massimo D'Alema
Francesco Rutelli
Successore Luigi Di Maio
Matteo Salvini

Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Durata mandato 12 dicembre 2016 –
1º giugno 2018
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Paolo Gentiloni
Successore Enzo Moavero Milanesi

Presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa
Durata mandato 1º gennaio 2018 –
1º giugno 2018
Predecessore Karin Kneissl
Successore Enzo Moavero Milanesi

Ministro dell'interno
Durata mandato 28 aprile 2013 –
12 dicembre 2016
Presidente Enrico Letta
Matteo Renzi
Predecessore Annamaria Cancellieri
Successore Marco Minniti

Ministro della giustizia
Durata mandato 8 maggio 2008 –
27 luglio 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Luigi Scotti
Successore Nitto Francesco Palma

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
22 marzo 2018
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV-XV: Forza Italia
XVI: Popolo della Libertà
XVII:
- Popolo della Libertà (fino al 18/11/2013)
- Area Popolare (dal 18/11/2013)
Coalizione CdL (XIV-XV)
Centro-destra 2008 (XVI)
Centro-destra 2013 (XVII)
Circoscrizione XIV-XVI: Sicilia 1
XVII: Piemonte 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Alternativa Popolare (dal 2017)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
FI (1994-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2017)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
(PhD in Diritto dell'impresa)
Università Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Professione Avvocato
Firma Firma di Angelino Alfano

Angelino Alfano (Agrigento, 31 ottobre 1970) è un avvocato ed ex politico italiano.

Dall'8 maggio 2008 al 27 luglio 2011 è stato ministro della giustizia nel governo Berlusconi IV, mentre dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio nel governo Letta. Riconfermato come ministro dell'Interno nel governo Renzi dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016, nella stessa data viene nominato ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel successivo governo Gentiloni, terminato il 1º giugno del 2018.[1]

Nel 2018 inizia a lavorare come of Counsel per lo studio legale milanese BonelliErede Lombardi Pappalardo. Nel 2021 diventa socio dello studio, dove dirige il focus team sul Diritto Pubblico Internazionale e la Diplomazia Economica. È presidente della Fondazione De Gasperi[2] dal 2011 realtà nata nel 1982 per volere di Maria Romana Catti De Gasperi, figlia dello statista Alcide De Gasperi.

È titolare dell’insegnamento “Regione Euro-mediterranea: Immigrazione, Sicurezza e Integrazione” all’Università LUISS Guido Carli di Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato al liceo scientifico Leonardo di Agrigento, si è laureato in giurisprudenza nel 1993 all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è stato ospite del collegio "Cardinal Ferrari"; è cultore della materia di Diritto Civile presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1994 e presso l’Università degli Studi di Palermo nel 1996;[3] è dottore di ricerca in diritto dell'impresa presso l’Università degli studi di Palermo[4] e avvocato dal 1996. Dal 1989 è inoltre giornalista pubblicista[4].

Attività Politica[modifica | modifica wikitesto]

Deputato regionale e nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha iniziato la sua esperienza politica giovanile con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994, a seguito della trasformazione della Democrazia Cristiana nel Partito Popolare Italiano, decide di iscriversi al neonato partito Forza Italia, che vince le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno. A 25 anni, nel giugno 1996 si candida per la prima volta ed è eletto nel collegio di Agrigento Deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella lista di Forza Italia nella XII legislatura[5]. Dal 2000 è capogruppo di Forza Italia all'ARS, fino al 2001.

Viene eletto alla Camera dei deputati nel 2001, sempre in FI, nelle elezioni vinte dalla coalizione di centrodestra, nella circoscrizione proporzionale della Sicilia occidentale, assumendo l'incarico di vicepresidente del Comitato per la Legislazione della Camera. Nelle grazie del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è presto considerato uno dei giovani emergenti del partito.

Dal 2005 è nominato coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Succede a Gianfranco Micciché, guidando Forza Italia alleata nell'isola dal 2001 con l'allora presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro. Nelle elezioni politiche italiane del 2006, che vedono la vittoria dell'Unione di Romano Prodi, Alfano è riconfermato con FI alla Camera dei deputati nella circoscrizione XXIV (Sicilia 1). Durante la XV Legislatura è componente della Commissione Bilancio di Montecitorio.

Ministro della Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Berlusconi IV.
Angelino Alfano durante il 20º congresso del Partito Popolare Europeo a Marsiglia nel 2011

Alle elezioni politiche del 2008 viene rieletto alla Camera dei deputati con la lista elettorale "Il Popolo della Libertà", dove aderì Forza Italia e Alleanza Nazionale. Con la vittoria della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche, l'8 maggio 2008 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come ministro della giustizia del governo Berlusconi IV, succedendo così al magistrato e giurista Luigi Scotti[6]. Con i suoi 37 anni è il più giovane ministro della giustizia della storia della Repubblica.

Uno dei suoi primi atti da Ministro della Giustizia è stato intitolare la sala verde del ministero in via Arenula al giudice, poi proclamato Beato, Rosario Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990.

Un'altra importante iniziativa a cui si è arrivati durante il mandato di Alfano da Ministro della Giustizia è stata la L.69/2009 "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile". La legge tra le varie cose riformò il procedimento sommario di cognizione (con l'articolo 702 bis), modificò il regime del rilevamento d'ufficio di determinate questioni da parte del giudice civile; abrogò l'articolo 366 bis c.p.c per creare il 360 bis (sull'ammissibilità del ricorso in cassazione in sede civile); creò il 540 bis c.p.c sui pignoramenti; aggiunse l'articolo 19 bis alla 52/85' in merito al regime dell'annotazione nei pubblici registri immobiliari; infine inserì delle modifiche alla procedura per il concorso notarile.

Durante i tre anni di permanenza di Alfano al Ministero della Giustizia si registra una particolare ed intensa attività legislativa contro le mafie e la criminalità organizzata. Spiccano, fra le altre, le leggi per l'inasprimento del carcere durissimo per i mafiosi (art.41 bis), il Codice Unico Antimafia, la Legge contro lo Stalking. In relazione al 41 bis, il capomafia siciliano Totò Riina, intercettato all'interno del carcere in cui è detenuto all'ergastolo, lamenta ad un suo interlocutore l'eccessiva durezza di Alfano nei confronti della mafia, definendo il ministro "una canaglia"[7].

In precedenza, nel 2009, anche il figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luigi Rizza, reagì all'inasprimento del 41 bis voluto con determinazione da Angelino Alfano, arrivando a progettare un attentato contro il ministro.[8]

Uno dei provvedimenti più dibattuti durante il suo mandato nel quarto governo Berlusconi è stato il cosiddetto "Lodo Alfano", a lui intitolato[9], legge approvata il 22 luglio 2008. Unica nel panorama europeo,[10] la legge prevedeva la sospensione dei processi penale a carico delle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato[11]. La legge è successivamente stata dichiarata illegittima e poi abrogata dalla Corte costituzionale nell'ottobre 2009, per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.

Segretario del PdL[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'arretramento del Popolo della Libertà alle elezioni amministrative di maggio 2011, in particolare a Milano e Napoli[12][13], e ai referendum abrogativi del 2011, il 1º giugno 2011 l'ufficio di presidenza del PdL, per volere di Silvio Berlusconi, decide di designare Alfano quale nuovo segretario politico del partito[14], carica ufficializzata il 1º luglio dopo la modifica allo statuto del partito che non prevedeva la figura del segretario, ma solo del presidente. Questa designazione è stata fatta per riorganizzare il partito e guidarlo alle successive elezioni.[15]

Per occuparsi a tempo pieno di rilanciare il partito, il 27 luglio 2011 Alfano si dimette dalla carica di Guardasigilli, venendo sostituito da Nitto Palma[16]. Nel mese di ottobre dello stesso anno, Alfano pubblica il libro "La mafia uccide d'estate"[17], nel quale racconta i tre anni e mezzo alla guida del Ministero della Giustizia, un percorso umano e politico nel panorama della Giustizia italiana. Alfano racconta "cosa significa fare il ministro della Giustizia in Italia", tra lentezze e ritardi dei processi, proposte di riforma del sistema e inevitabili resistenze da parte dei magistrati.

Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell'Interno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.
Angelino Alfano nel 2013

Il 28 aprile 2013 viene nominato ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Letta. Lo stesso giorno giura dinanzi al presidente della Repubblica[18].

Il 19 luglio 2013 il Senato della Repubblica discute la mozione di sfiducia presentata da Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia Libertà contro il ministro Alfano per il caso Shalabayeva (moglie di un dissidente kazako arrestata ed espulsa verso il Kazakistan assieme alla figlioletta - pratica condannata dall'UNHCR come extraordinary rendition[19][20]). Il Partito Democratico aveva deciso nell'assemblea dei senatori del giorno precedente di votare contro la sfiducia[21]; il Senato respinge la mozione con 226 no, 55 sì e 13 astenuti[22].

Il 30 settembre 2013 assieme agli altri ministri del PdL Alfano presenta dimissioni "irrevocabili",[23], su indicazione del presidente del PdL Berlusconi, che vuole così reagire alla linea del Partito Democratico di votare a favore della decadenza dello stesso Berlusconi da senatore. Le dimissioni vengono respinte dal presidente del consiglio Enrico Letta, in sostegno all'azione politica svolta dai cinque ministri del PdL che, insieme ad altri esponenti del partito, convincono Silvio Berlusconi a recedere dalla decisione di votare la sfiducia al governo. Il dibattito interno al PdL tra falchi (o lealisti) - decisi a sfiduciare il governo Letta per andare a elezioni anticipate - e colombe (o governativi) - propensi invece a proseguire la collaborazione coi democratici e coi montiani almeno sino al 2015 - determina un'incrinatura nei rapporti tra Alfano e Berlusconi che, seppur temporaneamente ricucita, sfocerà di lì a poco nella scissione tra le due correnti del partito.[24]

La scissione avviene nel novembre del 2013[25][26], allorché i filogovernativi del PdL annunciano la decisione di non entrare a far parte della rinata Forza Italia, partito rifondato da Silvio Berlusconi insieme ai lealisti. Alfano annuncia la costituzione di gruppi parlamentari autonomi al Senato e alla Camera con il nome di Nuovo Centrodestra.[27] I gruppi parlamentari vengono costituiti il 15 e il 18 novembre 2013.[28][29] Da questo momento il partito di Alfano stringe in Parlamento un'alleanza con il Partito Democratico a sostegno del governo Letta.

Mare nostrum[modifica | modifica wikitesto]

Durante il governo Letta, a causa dei numerosi naufragi e dell'emergenza umanitaria nello stretto di Sicilia, il 18 ottobre 2013 Alfano inaugura l'operazione militare e umanitaria "Mare nostrum" con lo scopo di salvaguardare la vita dei migranti in mare e di contrastare il traffico di persone.[30]

Ministro dell'Interno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Renzi.
Angelino Alfano con la Cancelliera della Germania Angela Merkel.

Entra nel nuovo governo Renzi il 22 febbraio 2014, dove mantiene la carica di ministro dell'Interno, oltre ad essere capo delegazione del suo partito nel governo.[31]

Nell'agosto del 2014 dopo numerose richieste da parte del ministro perché l'Unione europea si mobilitasse sul fronte migranti in aiuto dell'Italia, il Commissario europeo per gli affari interni Cecilia Malmström ha dichiarato che l'operazione "Mare nostrum"[32][33] sarà sostituita dal programma europeo "Frontex Plus".[34][35] Successivamente tramite una serie di incontri in Europa riesce ad ottenere il sostegno di alcuni paesi come Francia, Germania e Spagna che si dichiarano pronti a sostenere l'introduzione del programma "Frontex Plus".[35]

Il ministro Alfano durante un summit europeo nel 2014.

Nel settembre dello stesso anno vola in Egitto per incontrare  in veste di presidente di turno del Consiglio dei ministri degli interni dell'Unione europea, il presidente della Repubblica Araba d'Egitto ʿAbd al-Fattāḥ al-Sīsī con il quale ha stretto un accordo secondo il quale l'Egitto rafforzerà i controlli alle frontiere per contrastare il fenomeno dei flussi migratori irregolari.

Il 30 agosto 2014 lancia il progetto "Campo praticabile", programma coordinato dal ministero e dai vertici della Polizia per contrastare il fenomeno della violenza negli stadi.

Il 7 ottobre 2014 il ministro invia una circolare a tutti i prefetti d'Italia affinché invitino formalmente i sindaci a cancellare dai registri di stato civile, ove effettuate, le trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all'estero, e avvertendo che, "in caso di inerzia, si procederà al successivo annullamento d'ufficio degli atti illegittimamente adottati"[36]. Alcuni Prefetti pertanto provvedevano a cancellare alcune delle trascrizioni effettuate. La pratica è in seguito censurata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo come violazione dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita privata e familiare (art.8 CEDU).[37]

Il 29 ottobre 2014 a Roma la polizia carica contro alcune centinaia di lavoratori dell'AST di Terni che stavano facendo un corteo verso il ministero dell'Interno. Il 5 novembre successivo la Camera vota dunque una mozione di sfiducia presentata da SEL e 5 stelle contro Alfano, ritenuto responsabile di quanto avvenuto, che viene respinta con 125 sì e 367 no. Insieme alla maggioranza, vota contro la mozione di sfiducia Forza Italia, mentre Giuseppe Civati si schiera con l'opposizione.

Nel mese di marzo 2015 il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso di alcune coppie romane che avevano ottenuto la trascrizione da parte del sindaco Ignazio Marino e ha dichiarato nullo il provvedimento del prefetto di Roma, affermando che né il ministero dell'Interno, né le prefetture avevano il potere di intervenire direttamente sui registri di stato civile per annullare le trascrizioni illegittime.[38] Nel mese di luglio 2015 il TAR del Veneto, esprimendosi su una cancellazione disposta dal prefetto di Treviso, ha invece ratificato l'operato della prefettura, affermando che il sindaco, in qualità di esecutore della legge nazionale e non anche di rappresentante della comunità locale, è tenuto ad uniformarsi alle disposizioni del Ministero.[39] Nel mese di ottobre 2015 il Consiglio di Stato, oltre a confermare la non trascrivibilità dei matrimoni gay contratti all'estero, ha avallato l'operato dei prefetti.[40]

Nel mese di maggio 2016 il voto del partito da lui presieduto è risultato determinante nell'approvazione della legge sulle Unioni Civili sostenuta dal Partito Democratico con la firma della senatrice Monica Cirinnà, e sottoposta al voto delle Camere con il vincolo della fiducia dal premier Matteo Renzi. La condizione ottenuta da Alfano per l'appoggio alla legge fu lo stralcio della cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità di registrare il partner dello stesso sesso unito civilmente come genitore adottivo e, in generale, lo stop a qualsiasi ipotesi di adozione da parte di coppie dello stesso sesso[41].

Ministro degli affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Gentiloni.

Il 12 dicembre 2016 Alfano viene nominato ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.[42] La crisi migratoria e le relazioni con la Libia e gli altri paesi del Sahel sono comunque gestite dal ministro dell'Interno Marco Minniti.

Il 18 marzo 2017 Alfano scioglie NCD e fonda Alternativa Popolare, con la stessa ideologia e gli stessi partecipanti del precedente partito.

Dopo gli esiti deludenti alle Elezioni regionali in Sicilia del 2017[43][44][45], il 26 settembre Alfano decide di nominare Maurizio Lupi coordinatore di Alternativa Popolare.[46]

Il 6 dicembre 2017 Alfano annuncia pubblicamente in televisione che non si ricandiderà alle successive elezioni politiche del 4 marzo 2018.[47]

L'attività professionale dopo il ritiro dalla politica[modifica | modifica wikitesto]

La professione di avvocato nello studio BonelliErede Lombardi Pappalardo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'insediamento del governo Conte I torna ad esercitare la professione di avvocato e nel settembre 2018 si dimette da presidente di Alternativa Popolare.[48] Dal settembre 2018 inizia a lavorare come of Counsel dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo di Milano, la più importante law firm italiana per dimensioni e fatturato. In BonelliErede Alfano dirige il Focus Team Diritto Pubblico Internazionale e la Diplomazia Economica, occupandosi tra le varie cose di M&A e supporto all'internazionalizzazione.

Nel febbraio 2021 l'assemblea dei soci approva la sua elezione a socio dello studio.[49]

Presidente del Gruppo ospedaliero San Donato[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2019 diventa presidente del Gruppo ospedaliero San Donato, la holding della famiglia Rotelli che è leader in Italia della sanità privata e gestisce 19 ospedali e cliniche[50], compresi tre IRCSS tra cui il San Raffaele di Milano.

Insegnamenti Universitari[modifica | modifica wikitesto]

È titolare dell’insegnamento “Regione Euro-mediterranea: Immigrazione, Sicurezza e Integrazione” all’Università LUISS Guido Carli di Roma.

Presidente di Fondazione De Gasperi e attività internazionali[modifica | modifica wikitesto]

È presidente della Fondazione De Gasperi[2] dal 2011 realtà nata nel 1982 per volere di Maria Romana Catti De Gasperi, figlia dello statista Alcide De Gasperi. La fondazione ha tra i suoi obiettivi quelli di tenere in vita e trasmettere gli ideali del grande statista italiano.

Fa parte dell'Executive Board del Wilfried Martens Centre for European Studies, dello Scientific Advisory Board di Eastwest European Institute (EWEI) e dell'Advisory Board di AVSI[51].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Alfano al congresso del Partito Popolare Europeo nel 2015

Il tentato attentato dopo l'inasprimento del 41 bis[modifica | modifica wikitesto]

Con l'operazione antimafia "Grande Passo 3" dei Carabinieri di Monreale e di Corleone del novembre 2015 è emerso che nelle intenzioni di Pietro Paolo Masaracchia e Vincenzo Pellitteri, boss mafiosi di Palazzo Adriano e Chiusa Sclafani, vi era la sussistenza di un progetto di attentato nei suoi confronti a causa dell'inasprimento del 41 bis.[52]

Il caso della rimozione della sorveglianza al PM antimafia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2014, Alfano, assieme all'allora prefetto di Crotone, Maria Tirone (già parte dello staff della giunta di Stefano Caldoro, come vice capo di Gabinetto, ora prefetto di Foggia), viene coinvolto in un'accesa polemica. La polemica sorge a seguito della rimozione delle telecamere di videosorveglianza dall'abitazione del PM antimafia Pierpaolo Bruni, avvenuta, a quanto pare, su iniziativa del prefetto Maria Tirone. Il caso ha suscitato polemiche sui media, anche a seguito della "denuncia" da parte dei 5 Stelle. I deputati Andrea Cecconi, Francesco d'Uva e Dalila Nesci hanno dichiarato l'incomprensibilità di tale provvedimento, date le numerose minacce ricevute dal giudice da parte della mafia. I deputati, inoltre, hanno fatto numerose interrogazioni parlamentari al riguardo.[53]

Le critiche sulla promozione del prefetto Maria Tirone[modifica | modifica wikitesto]

In seguito i Cinque stelle hanno polemizzato, sempre con Alfano, circa la promozione del prefetto Maria Tirone: "[...] Senza dimenticare, peraltro, che la dottoressa Tirone è stata appena trasferita a Foggia, esattamente dove lei chiedeva di andare. Un premio inaccettabile, data la sua decisione di revocare quei sistemi di sicurezza a Bruni [...]".[54]

La questione dei voli di Stato[modifica | modifica wikitesto]

In data 9 marzo 2017, è stata pubblicata da Repubblica, la lista dei voli di Stato. Alfano per ben 27 volte ha usato l’aereo blu per tornare in Sicilia, sua regione d’origine. Il 20 gennaio scorso, giungeva a Palermo per i funerali della mamma della sottosegretaria Simona Vicari. Il 24 febbraio, partecipava alle celebrazioni della clinica palermitana di proprietà della moglie del deputato NCD Dore Misuraca. Tutti viaggi classificati come istituzionali o di sicurezza, visto che la direttiva per l’uso dei voli di Stato datata dicembre 2011 regola l’utilizzo solo in seguito a “imprevedibili e urgenti esigenze di trasferimento connesse all’esercizio delle funzioni e l’impossibilità di provvedere ai trasferimenti con voli di linea”.[55]

Il trasferimento del Prefetto Guida e l'archiviazione[modifica | modifica wikitesto]

È stato indagato dalla Procura di Roma per abuso d'ufficio,[56] ma successivamente il procedimento è stato archiviato.[57]

Il 25 febbraio 2016 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, il reato contestatogli è l'abuso d'ufficio. Con il ministro Alfano sono indagati anche il viceministro Filippo Bubbico (Partito democratico), l'ex senatore e l'allora segretario provinciale PD di Enna Vladimiro Crisafulli e il presidente dell'Università Kore di Enna Cataldo Salerno. Il reato sarebbe stato commesso il 23 dicembre 2015, data in cui il Consiglio dei Ministri deliberò il trasferimento ad Isernia del Prefetto Fernando Guida. La procura ritiene che tale trasferimento sia stato effettuato per evitare che Guida, prima del trasferimento Prefetto di Enna, commissariasse a dicembre 2015 la Fondazione Kore, ente che gestisce l'ateneo omonimo.[58] Il prefetto Guida in un'intervista al Corriere della Sera afferma che non fu rimosso ma il trasferimento fu concordato con lui, e che il commissariamento della Kore fu accelerato dal Viminale[59]. Il 13 maggio il tribunale dei ministri lo scagiona e archivia il procedimento nei suoi confronti[60].

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Angelo, docente nei licei, è stato per la DC consigliere comunale e assessore ad Agrigento. Angelino è sposato con l'avvocata Tiziana Miceli e ha due figli.

Il fratello minore Alessandro Alfano è stato direttore provinciale di Confcommercio Agrigento, segretario generale di Unioncamere Sicilia dal 2006 e segretario generale della Camera di commercio di Trapani tra il 2010 e il 2011[61]. È stato in seguito assunto come dirigente di Poste Italiane, secondo alcune intercettazioni telefoniche dietro raccomandazione del ministro Alfano.[62]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Tunisia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Tunisia
— febbraio 2017
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)
— maggio 2017
Cavaliere di Gran Croce Ordine di Orange-Nassau (Olanda) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine di Orange-Nassau (Olanda)
— giugno 2017
Cavaliere di Gran Croce - Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce - Membro Onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta)
— settembre 2017
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano (Santa Sede)
— 2 giugno 2017
immagine del nastrino non ancora presente Golden Jerusalem Navigator - European Jewish Congress
— 29 gennaio 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ALFANO AGLI ESTERI-MINNITI AL VIMINALE RISIKO PER DARE I SERVIZI A LOTTI, su L'Huffington Post. URL consultato il 12 dicembre 2016 (archiviato il 13 dicembre 2016).
  2. ^ a b La Fondazione
  3. ^ Angelino Alfano |, su BonelliErede. URL consultato il 25 settembre 2020.
  4. ^ a b Biografia di Angelino Alfano, in angelinoalfano.it, 9 gennaio 2011. URL consultato il 2 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 31 agosto 2017).
  5. ^ Ars Sicilia, su ars.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2016 (archiviato il 20 agosto 2016).
  6. ^ Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese»Berlusconi ai suoi ministri: «Dimettetevi» È crisi, Letta: «Chiarimento davanti al Paese», in Corriere della Sera, 29 settembre 2013. URL consultato il 29 settembre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  7. ^ La Repubblica - Palermo, Riina: Alfano disgraziato, glielo do' io il 41 bis, su palermo.repubblica.it, RCS, 28 gennaio 2014 (archiviato il 15 luglio 2014).
  8. ^ Libero Quotidiano, Un attentato contro Alfano, su liberoquotidiano.it, Editoriale Libero srl, 3 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
  9. ^ Parlamento Italiano "Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato", su camera.it. URL consultato il 20 novembre 2013 (archiviato il 1º gennaio 2014).
  10. ^ Claudia Fusani, Immunità del premier, anomalia solo italiana, in la Repubblica, 22 luglio 2008. URL consultato il 12 dicembre 2010 (archiviato il 7 ottobre 2008).
  11. ^ Testo della legge (PDF), su senato.it. URL consultato il 12 dicembre 2010 (archiviato il 19 maggio 2012).
  12. ^ Pisapia e de Magistris sono sindaci Sconfitta Pdl, Bondi rimette il mandato, in Corriere della Sera, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011 (archiviato il 1º giugno 2011).
  13. ^ Matteo Tonelli, Ballottaggi, trionfi a Milano a Napoli in tutta Italia l'onda del centrosinistra, in la Repubblica, 30 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2011 (archiviato il 2 giugno 2011).
  14. ^ Alfano segretario Pdl, lascerà la Giustizia Berlusconi: "Premier nel 2013? Vedremo", in la Repubblica, 1º giugno 2011. URL consultato il 2 giugno 2011 (archiviato il 4 giugno 2011).
  15. ^ (EN) Italy's Berlusconi sees Angelino Alfano as successor, in BBC News, 8 luglio 2011. URL consultato il 18 marzo 2021.
  16. ^ Berlusconi al Quirinale con la lista Governo, Alfano si è dimesso, in Adnkronos, 27 luglio 2011. URL consultato il 27 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2011).
  17. ^ Angelino Alfano, La mafia uccide d'estate, Mondadori, 2011.
  18. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione», in Corriere della Sera, 27 aprile 2013. URL consultato il 9 luglio 2013 (archiviato il 1º luglio 2013).
  19. ^ (EN) UN human rights experts urge Italy to seek return of illegally deported Kazakh mother and daughter, su ohchr.org, Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), Ginevra, 18 luglio 2013. URL consultato il 18 luglio 2013 (archiviato il 13 dicembre 2013).
  20. ^ Caso Ablyazov, Onu critica: "Consegna straordinaria dall'Italia al Kazakistan", in Quotidiano.net, 18 luglio 2013. URL consultato il 18 luglio 2013 (archiviato il 22 luglio 2013).
  21. ^ Il Pd voterà no alla sfiducia. [collegamento interrotto], in La Repubblica, 18 luglio 2013.
  22. ^ Senato, respinta la sfiducia ad Alfano., in La Repubblica, 19 luglio 2013. URL consultato il 25 settembre 2019 (archiviato il 19 agosto 2018).
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