Giuseppe Civati

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on. Giuseppe Civati
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Giuseppe Civati
Luogo nascita Monza
Data nascita 4 agosto 1975
Titolo di studio Dottorato di ricerca in filosofia e scienze umane
Professione Libero professionista
Partito Partito Democratico (sino al maggio 2015)
Possibile (dal novembre 2015)
Legislatura XVII
Gruppo Partito Democratico (sino al maggio 2015)
Gruppo Misto (dal maggio 2015)
Coalizione Italia. Bene Comune (2013)
Circoscrizione Lombardia 1
Pagina istituzionale

Giuseppe Civati, detto Pippo (Monza, 4 agosto 1975), è un politico italiano, fondatore e segretario di Possibile[1]. È deputato dal 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Civati si è diplomato al Liceo classico Zucchi di Monza[2]. Nel 1998 si è laureato in filosofia e nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia presso l'Università Statale di Milano[2]. Nel 2002 ha conseguito un diploma in "Civiltà dell'Umanesimo e del Rinascimento" presso l'Istituto di Studi sul Rinascimento di Firenze[2]. Ha collaborato con la cattedra di Storia della filosofia dell'Università Statale di Milano, con l'Istituto di Studi sul Rinascimento e con l'Universitat de Barcelona[2]. Si è occupato prevalentemente di filosofia rinascimentale e della comprensione filosofica della globalizzazione e dell'identità dell'Occidente[3].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Inizi nell'Ulivo e consigliere comunale a Monza[modifica | modifica wikitesto]

Civati ha iniziato a fare politica nei Giovani progressisti e ha partecipato ai comitati per Romano Prodi nel 1995[2]. Eletto al Consiglio comunale di Monza nel 1997, l'anno successivo è diventato segretario cittadino dei Democratici di Sinistra[2]. Dal 2002 al 2004 è stato membro della segreteria provinciale dei DS di Milano e dal 2005 al 2006 membro della segreteria regionale dei DS della Lombardia[2]. Nel 2004 ha promosso la prima edizione del Festival delle città possibili, dedicato alle buone pratiche amministrative[2]. Dal 2004 tiene un popolare blog, in cui affronta prevalentemente tematiche politiche[4].

Consigliere regionale lombardo e la fondazione del PD[modifica | modifica wikitesto]

Civati durante una manifestazione a sostegno di Internet (2008)

Nell'aprile 2005 è stato eletto consigliere regionale in Lombardia per la lista Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione di Monza, ricevendo 19.347 preferenze[5].

Civati fa parte del Partito Democratico dalla fondazione nel 2007. Dopo le dimissioni di Walter Veltroni dalla segreteria del PD del 17 febbraio 2009, è risultato a sorpresa[6] il secondo più votato in un sondaggio online del settimanale L'Espresso per la scelta del nuovo leader del partito. Considerato uno degli esponenti di punta tra i cosiddetti "trentenni" che potrebbero guidare il ricambio generazionale del Partito Democratico[7] dal 2009 fa parte della direzione nazionale del PD ed è presidente del Forum per i nuovi linguaggi e le nuove culture del PD in rappresentanza della mozione Marino[8][9].

Coordinatore della campagna Marino e rielezione in regione Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 Civati è stato coordinatore nazionale della campagna elettorale di Ignazio Marino in vista del primo congresso e delle primarie del Partito Democratico del 2009. Alle elezioni regionali del 28-29 marzo 2010 è stato rieletto consigliere della regione Lombardia nella circoscrizione di Monza con 10.321 preferenze[10]. Nell'aprile del 2010, a causa del diffuso malcontento tra gli elettori democratici per l'esito delle elezioni regionali, ha fondato assieme a Carlo Monguzzi il movimento politico interno al Partito Democratico chiamato "Andiamo Oltre", che si definiva come "un contratto a progetto, della durata di tre mesi, che vede coinvolte tutte le persone che hanno a cuore il futuro del Paese e del PD". L'iniziativa si proponeva di "non prendere in considerazione le vicende interne del partito, ma di prendere in considerazione esclusivamente i progetti e le proposte da fare al Paese". Dal 23 al 25 luglio 2010 il movimento si è ritrovato, in campeggio, ad Albinea e ha deciso di proseguire il lavoro effettuato fino ad allora.

Assieme al sindaco di Firenze Matteo Renzi Civati ha promosso la prima edizione della Leopolda, il congresso/raduno "Prossima fermata: Italia", svoltosi tra il 5 e il 7 novembre 2010 presso la Stazione Leopolda di Firenze, definito dalla stampa il "raduno dei rottamatori"[11]. Successivamente ha preso le distanze dalla linea politica di Renzi. Il 22 e 23 ottobre 2011, insieme a Debora Serracchiani, ha organizzato a Bologna l'iniziativa "Il nostro tempo". Nel marzo del 2012 il suo movimento "Prossima Italia" ha annunciato l'intenzione di esprimere una candidatura e una mozione a essa collegata al secondo Congresso del Partito Democratico, previsto per la seconda metà del 2013[12]. Il 13 novembre 2012 Civati ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di candidarsi a segretario del Partito Democratico[13].

Candidatura a Segretario nazionale del PD e l'opposizione a Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012 si è candidato alle primarie per la scelta dei candidati parlamentari del PD in vista delle elezioni del 2013, risultando il più votato nella provincia di Monza e Brianza[14] e pertanto è stato candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia I. Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 Civati è stato eletto deputato.

Civati ha promosso un dialogo tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle per la formazione di un governo e si è opposto nettamente alla formazione di un'alleanza di governo tra il Partito Democratico e il Popolo della Libertà. A causa del suo dissenso politico, non ha partecipato al voto di fiducia al governo Letta[15].

Nel gennaio 2013 Civati è stato indagato dalla procura di Milano per peculato, in relazione ai rimborsi spese percepiti come consigliere regionale della Lombardia.[16] Il 5 febbraio ha presentato al pubblico ministero una richiesta di archiviazione.[17] Civati ha anche reso pubblico nel suo blog il dettaglio delle somme contestategli dalla Guardia di Finanza.[18] Il 16 dicembre 2013 la Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione dell'indagine,[19] richiesta accolta il 13 marzo 2014 dal GIP.[20]

In una iniziativa politica organizzata a Reggio Emilia, il Politicamp, nei giorni 5-6-7 luglio 2013, Civati ha lanciato ufficialmente la propria candidatura a segretario in vista delle primarie del Partito Democratico del 2013.[21][22] L'11 ottobre 2013 Civati, depositando le firme dei suoi sostenitori, si candida ufficialmente.[23]

Al primo turno, riservato al voto degli iscritti nei congressi di circolo, Civati ottiene il 9,2% dei voti,[24] qualificandosi quindi alle primarie aperte dell'8 dicembre, in cui con 399 473 voti, ovvero il 14,2%, si classifica terzo, dietro a Matteo Renzi e Gianni Cuperlo.[25]

Alla direzione del PD del 13 febbraio 2014 si esprime contro il documento proposto da Renzi contro il governo Letta, che viene approvato con 136 voti, a fronte di 16 contrari, tutti sostenitori di Civati. Pur avendo valutato, insieme ai suoi sostenitori, i cosiddetti Civatiani, un'eventuale fuoriuscita dal partito, vota comunque la fiducia in aula al nuovo Governo Renzi, nel quale è presente anche Maria Carmela Lanzetta nel ruolo di Ministro per gli affari regionali e le autonomie, la quale aveva sostenuto la mozione di Civati al congresso e aveva votato contro nella Direzione Nazionale alla successione di Matteo Renzi a Enrico Letta.

L'uscita dal Partito Democratico e la nascita di Possibile[modifica | modifica wikitesto]

Logo ufficiale di Possibile

Il 6 maggio 2015, due giorni dopo il suo voto contrario alla riforma della legge elettorale,[26] annuncia la sua uscita dal Partito Democratico per le profonde divergenze con la linea politica assunta dal governo Renzi.[27]

Il 26 maggio annuncia la nascita del movimento politico Possibile, che viene presentato ufficialmente il 21 giugno,[28] e che tiene poi il 21 novembre la prima assemblea nazionale degli stati generali, in cui diventa ufficialmente un partito.[29]

Nell'estate del 2015, Possibile promuove una raccolta di firme finalizzata a richiedere l'indizione di otto referendum abrogativi: due contro l'Italicum (uno per l'abrogazione totale e l'altro solamente della norma sui capilista bloccati), due contro il Jobs Act (uno contro le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e l'altro contro la norma che consente il demansionamento dei lavoratori), uno contro la norma della riforma Giannini che dà ai presidi il potere di chiamata diretta dei docenti e tre sull'ambiente (contro trivellazioni, carattere strategico delle trivellazioni e procedure straordinarie per la realizzazione delle grandi opere). Tuttavia, il movimento non raggiunge l'obiettivo di raccogliere le 500 000 sottoscrizioni necessarie nei termini previsti dalla legge.

Il 17 novembre 2015, infine, assieme agli altri tre deputati di Possibile – Luca Pastorino, Beatrice Brignone e Andrea Maestri – Civati aderisce alla componente del Gruppo Misto denominata «Alternativa Libera» (costituita da 10 deputati fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle), che dopo il loro ingresso muta il nome in «Alternativa Libera – Possibile».

A seguito delle votazioni svolte sulla piattaforma on-line fra il 15 e il 31 gennaio 2016, Civati diventa segretario di Possibile, con il 93,2% di preferenze[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Filosofia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Civati, Un dialogo sull'umanesimo. Hans-Georg Gadamer e Ernesto Grassi, Aosta, L'Eubage, 2003, ISBN 88-88451-02-1.
  • Giuseppe Civati, No logos? Sommario sulla globalizzazione da un punto di vista filosofico, Milano, CUEM, 2005, ISBN 978-88-6001-003-2.
  • Giuseppe Civati, Silvia Pizzetti, Occidente inquieto, Milano, CUEM, 2006, ISBN 88-6001-100-0.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Civati, Nostalgia del futuro. La sinistra e il PD da oggi in poi, Venezia, Marsilio Editori, 2009, ISBN 978-88-317-9846-4.
  • Giuseppe Civati, Regione straniera. Viaggio nell'ordinario razzismo padano, Milano, Melampo editore, 2009, ISBN 978-88-89533-45-1.
  • Giuseppe Civati, Quando cambia il tempo. In viaggio verso l'Unità, Milano, Novecento media, 2010, ISBN 978-88-95411-23-1.
  • Giuseppe Civati, Ernesto Maria Ruffini, Attacco alla Costituzione. Giorno dopo giorno, articolo per articolo, Milano, Novecento media, 2010, ISBN 978-88-95411-28-6.
  • Giuseppe Civati, Il manifesto del partito dei giovani, Milano, Melampo editore, 2011, ISBN 978-88-89533-58-1.
  • Giuseppe Civati, 10 cose buone per l'Italia che la Sinistra deve fare subito, Milano, Laurana, 2012, ISBN 978-88-96999-15-8.
  • Giuseppe Civati, Antonio Tursi (a cura di), Partito digitale. Il PD che viene dal futuro, Milano-Udine, Mimesis Edizioni, 2012, ISBN 978-88-575-1173-3.
  • Giuseppe Civati, La rivendicazione della politica. Cinque stelle, mille domande e qualche risposta, Arezzo, Fuorionda, 2012, ISBN 978-88-97426-26-4.
  • Giuseppe Civati, Non mi adeguo. 101 punti per cambiare, Torino, Add Editore, 2013, ISBN 978-88-6783-037-4.
  • Giuseppe Civati, Qualcuno ci giudicherà. La sfida per il cambiamento dell'Italia, Einaudi Editore, 2014, ISBN 978-88-06-21901-7.
  • Giuseppe Civati, Il Trasformista. La politica nell'epoca della metamorfosi, Indiana, 2015, ISBN 978-88-97-40442-2.
  • Giuseppe Civati, La condizione necessaria. Un progetto per l'onestà nelle pubbliche funzioni, Imprimatur, 2015, ISBN 97-88-868-30222-1.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Civati, Il segreto di Alex, Arezzo, Limina, 2005, ISBN 88-88551-94-8.
  • Mattia Carzaniga, Giuseppe Civati, L'amore ai tempi di Facebook, Milano, Zelig, 2009, ISBN 978-88-6018-165-7.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Congresso di Possibile: Civati è il segretario, sinistraunita.org, 1º febbraio 2016. URL consultato il 5 febbraio 2016.
  2. ^ a b c d e f g h Giuseppe Civati, Giuseppe Civati, civati.it. URL consultato il 29 novembre 2012.
  3. ^ Giuseppe Civati, Giuseppe Civati, civati.it. URL consultato il 29 novembre 2012.
  4. ^ Giuseppe Civati, Ciwati, ciwati.it. URL consultato il 29 novembre 2012.
  5. ^ I più votati nelle varie province lombarde, Consiglio regionale della Lombardia, 2005. URL consultato il 29 novembre 2012.
  6. ^ Alessandro Gilioli, Vai Pippo, Piovono Rane, 18 febbraio 2009. URL consultato il 29 novembre 2012.
  7. ^ Goffredo De Marchis, La nuova generazione PD alza la voce "Ora basta, non facciamo più la fila", La Repubblica, 21 febbraio 2009. URL consultato il 29 novembre 2012.
  8. ^ Direzione nazionale, Partito Democratico. URL consultato il 29 novembre 2012.
  9. ^ Forum nuovi linguaggi e nuove culture, Partito Democratico. URL consultato il 29 novembre 2012.
  10. ^ Elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, Consiglio regionale della Lombardia, 2010. URL consultato il 29 novembre 2012.
  11. ^ Prossima fermata... Leopolda. I «rottamatori» sono a Firenze, corrierefiorentino.corriere.it. URL consultato il 16 marzo 2014.
  12. ^ Paolo Cosseddu, Qualcosa di nuovo, Prossima Italia, 19 marzo 2012. URL consultato il 29 novembre 2012.
  13. ^ Giuseppe Civati, Consenso e buonsenso, Blog di Giuseppe Civati, 13 novembre 2012. URL consultato il 29 novembre 2012.
  14. ^ Sergio Civati, Primarie: in 8700 al voto in Brianza (1465 a Monza) - Civati, Ricchiuti, Mosca i più votati, Partito Democratico - Federazione Provinciale di Monza e Brianza, 29 dicembre 2012. URL consultato il 30 dicembre 2012.
  15. ^ Giuseppe Civati, La mia personalissima posizione, Ciwati, 28 aprile 2013. URL consultato l'8 maggio 2013.
  16. ^ Lombardia, manifesti anti Lega e bollette le spese dei consiglieri dell’opposizione - Il Fatto Quotidiano
  17. ^ Mezz’ora | [ciwati]
  18. ^ A proposito di spese pazze, ciwati.it, 31 gennaio 2013. URL consultato il 15 dicembre 2014.
  19. ^ Rimborsi in Regione Lombardia, chiesta archiviazione per Civati e altri 32, Adkronos, 16 dicembre 2013. URL consultato il 19 febbraio 2014.
  20. ^ Corriere Milano: ultime notizie Milano e provincia
  21. ^ Giuseppe Civati, Manifesto di Reggio Emilia (PDF), civati.it.
  22. ^ Tinco Persiani, Il mio amico Ciwati, Ponte alle Grazie 2013
  23. ^ Al via il percorso congressuale, ecco l'ordine di lista dei candidati, Partito Democratico, 15 ottobre 2013. URL consultato il 18 novembre 2013.
  24. ^ Davide Zoggia, I voti provvisori del voto degli iscritti, Partito Democratico, 18 novembre 2013. URL consultato il 18 novembre 2013.
  25. ^ Primarie PD 2013: risultati definitivi, Partito Democratico, 12 dicembre 2013. URL consultato il 15 dicembre 2013.
  26. ^ Italicum è legge, via libera della Camera: 334 sì. Opposizioni fuori, parte della minoranza vota no, la Repubblica, 4 maggio 2015. URL consultato il 6 maggio 2015.
  27. ^ Pippo Civati lascia il PD, Il Post, 6 maggio 2015. URL consultato il 6 maggio 2015.
  28. ^ «Possibile», la cosa rossa di Civati. Nel database ha già 50mila iscritti, Corriere della Sera, 26 maggio 2015. URL consultato il 26 maggio 2015.
  29. ^ Il partito di Civati e Sinistra italiana, ecco le differenze, su L'Huffington Post. URL consultato il 23 novembre 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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