Gabriele Albertini

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Gabriele Albertini
Gabriele Albertini.jpg

Sindaco di Milano
Durata mandato 12 maggio 1997 –
30 maggio 2006
Predecessore Marco Formentini
Successore Letizia Moratti

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
SCpI (2013)
PI (2013-2014)
NCD (2014-2017)
AP (dal 2017)
Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature VI, VII
Gruppo
parlamentare
PPE (2004-2013)
Circoscrizione nord-ovest
Incarichi parlamentari
VI Legislatura:
  • Commissione per i Trasporti e il Turismo
  • Commissione per i Problemi Economici e Monetari

VII Legislatura:

  • Commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia

Dati generali
Partito politico FI (1997-2009)
PdL (2009-2012)
SC (2013-2014)
NCD (2014-2017)
AP (dal 2017)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Imprenditore

Gabriele Albertini (Milano, 6 luglio 1950) è un politico e imprenditore italiano, già sindaco di Milano ed europarlamentare, senatore per la XVII legislatura[1].

Laureato alla Statale in giurisprudenza, dal 1974 è alla guida dell'azienda paterna con il fratello Carlo Alberto, la "Cesare Albertini S.p.A." che si occupa di pressofusioni in alluminio. Ha ricoperto numerose cariche in Confindustria e in Assolombarda dove è stato vicepresidente, oltre a essere stato presidente della Piccola Industria di Federmeccanica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di educazione cattolica, si è diplomato presso l'Istituto Leone XIII di Milano. Sin da giovane, ha visto nella figura dell'imprenditore un "portatore di ideali di civiltà", attribuendogli "un certo spirito missionario".[2] Di sé dirà: "Io, come industriale, mi considero uno dei più grandi rivoluzionari della storia, perché chi ha cambiato l'uomo, chi ha rivoluzionato l'individuo, non è stata la rivoluzione marxista, è stata l'industrializzazione".[3]

Sindaco di Milano[modifica | modifica wikitesto]

È stato sindaco di Milano per due mandati, dal 1997 al 2006, a capo di una coalizione di centrodestra.

Durante il suo mandato si definiva "l'amministratore di condominio" avviando vari progetti di riqualificazione della città, dalla vecchia fiera, alla zona Porta Nuova-Varesine[4], fino alla nuova fiera di Rho Pero. Ha rilanciato la Triennale e il ruolo di Milano quale capitale mondiale della moda e del design (con l'istituzione delle fashion e design week per come le conosciamo oggi). Prestandosi anche a sfilare in mutande (di cachemire) per lo stilista Valentino. Dirà: "Teo Teocoli ne ha fatto poi una simpatica imitazione. Ma è stata un'esperienza che mi ha aiutato a non prendermi troppo sul serio".[5]

Il caso Milano-Serravalle[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 luglio 2005[6] la provincia di Milano ha acquistato al prezzo di 8,831 Euro per azione tramite la società Asam, il 15% delle azioni della società Milano Serravalle-Milano Tangenziali, Albertini giudicò il prezzo troppo alto e sollevò il problema in varie sedi politiche e giurisdizionali, sostenendo che il patto di sindacato fra provincia e comune rendesse l'acquisto superfluo al fine di mantenere il controllo pubblico sulla società[7], Albertini continuò a sostenere l'illiceità dell'operazione anche al termine del suo mandato, accusando vari organi inquirenti di aver prestato poca attenzione all'accaduto[8] e alle quattro denunce da lui presentate.[9]

A seguito delle denunce di Albertini[10] il caso è, al 2013, oggetto di procedimento presso la Corte dei Conti della Lombardia[11] e di un'indagine penale presso la procura di Monza[12]. Secondo la procura della Corte dei Conti il danno erariale sarebbe di 118 Milioni di euro.[13]

Commissario straordinario[modifica | modifica wikitesto]

Gabriele Albertini è stato nominato commissario straordinario per il traffico il 15 novembre 2001[14] e del sistema di depurazione delle acque della città di Milano. Durante la sua gestione commissariale sono stati messi in funzione i depuratori di Nosedo e Ronchetto delle Rane, avuti poteri commissariali per la gestione del traffico dal 2001 al 2006 ha ricevuto diverse critiche [senza fonte] per l'inquinamento atmosferico di Milano, che alla fine del suo mandato continuava a segnalare per più di 100 giorni all'anno valori di polveri sottili oltre soglia[15]. Tuttavia, in virtù di tali poteri, ha avviato i progetti delle due nuove linee di metropolitana in costruzione (4 e 5) e dei prolungamenti delle linee esistenti verso l'Hinterland[senza fonte].

Europarlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Alle consultazioni del 2004 viene eletto europarlamentare per la lista di Forza Italia nella circoscrizione nord-ovest, con 144 000 preferenze. Tale elezione fu resa possibile da una norma transitoria della legge 8 aprile 2004, n. 90 che gli consentì di candidarsi senza dover dare le dimissioni da sindaco, una legge che molti definirono "ad personam"[16].

Iscritto al Partito Popolare Europeo è stato vicepresidente della commissione per i trasporti e il turismo, membro sostituto della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, vicepresidente della delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO, membro della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti e della delegazione per le relazioni con Israele.

È stato rieletto al Parlamento Europeo nelle elezioni del 6-7 giugno 2009 nella circoscrizione Nord Ovest per il PdL con poco meno di 67 000 voti di preferenza. Nel corso di questo secondo mandato è stato Presidente della Commissione per gli affari esteri, organo cui spetta l'indirizzo di politica estera dell'Europa nelle relazioni e con gli altri Stati.

Senatore della Repubblica dal marzo del 2013, inizialmente membro della Commissione Giustizia e Difesa, in seguito membro della Commissione Affari Costituzionali.

La candidatura alla presidenza della Regione Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 2012 ufficializza la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia nelle elezioni anticipate del 2013[17] del 24 e 25 febbraio, sostenuto da una coalizione formata dall'UdC, da FLI[18], da Italia Futura di Montezemolo[19] e dall'Unione Padana (quest'ultima composta da deputati leghisti uscenti in disaccordo con Maroni, come dichiarato dallo stesso Albertini)[20]. La candidatura è stata appoggiata da Mario Monti[21]. Nel frattempo il suo partito, il PdL, annuncia il proprio appoggio alla candidatura del leghista Roberto Maroni.

Alle elezioni regionali lombarde del 24 e 25 febbraio, vinte dalla coalizione che sostiene Roberto Maroni, la lista di Albertini ottiene appena il 4,12% (236.597 voti) delle preferenze e non ottiene alcun seggio al Consiglio regionale lombardo[22].

L'elezione a Senatore e l'adesione a NCD[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del febbraio 2013 si presenta come capolista anche per il Senato, in Lombardia, con il partito Scelta Civica con Monti per l'Italia, e viene eletto.

Il 10 dicembre 2013 aderisce al gruppo parlamentare Per l'Italia[23].

Il 1º marzo 2014 ufficializza la sua adesione al partito di Angelino Alfano, il Nuovo Centrodestra.

Si candida alle Elezioni europee del 2014 nella Circoscrizione Italia nord-occidentale (che raccoglie i collegi di Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) per NCD-UDC ma con 11.433 preferenze non viene eletto.

Il 12 aprile 2016 viene ufficializzato come capolista a sostegno del candidato sindaco di Milano Stefano Parisi, suo city manager quando era sindaco.[24]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella stanza del sindaco (con Carlo Maria Lomartire), Milano, Mondadori collana Oscar saggi, 2006.
  • Sindaco senza frontiere. Fatti e idee per un condominio globale, Genova, Marietti Editore, 2008.
  • La lezione di Milano (a cura di Mario Paternostro), Genova, De Ferrari, 2012.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Merito del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania)
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo)
Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 20 gennaio 2004
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 31 gennaio 2005
Commendatore Onorario dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Onorario dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
Ordine dell'Amicizia (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia (Russia)
Croce con placca d'argento al merito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Croce con placca d'argento al merito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense (SMOM)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ senato.it - Composizione del Gruppo Scelta Civica per l'Italia
  2. ^ Il Giornale, 26 gennaio 1980.
  3. ^ Alberto Mazzuca, Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981, pp. 216-217.
  4. ^ Albertini: tre Central Park a Milano
  5. ^ Varesenews.it, 10 marzo 2007.
  6. ^ http://www.sellombardia.it/milano/pagina.asp?id=3913)
  7. ^ Serravalle, ecco il dossier di Albertini - la Repubblica.it
  8. ^ «Spiegai tutto a Di Pietro. Ma non successe nulla»
  9. ^ Albertini e quelle quattro denunce «Strano silenzio dai magistrati»
  10. ^ SERRAVALLE-CORTE DEI CONTI / Tocca a me spiegare | Pietro Mezzi
  11. ^ corte dei conti | Pietro Mezzi
  12. ^ Inchiesta ex Falck, la procura di Monza chiede le carte del caso Serravalle - Milano
  13. ^ Serravalle, "un danno da 118 milioni": Corte dei conti chiede i danni a Penati - Milano - Repubblica.it
  14. ^ Traffico e metropolitane Albertini resta commissario, La Repubblice, 14 gennaio 2006. URL consultato il 15 agosto 2013.
  15. ^ A.R.P.A., dati 2006
  16. ^ Europee: Senato vara la norma «salva-sindaci» - Corriere della Sera 2 aprile 2004
  17. ^ Huffington Post - Lombardia, Gabriele Albertini: "Ho rifiutato l'offerta di Berlusconi, non mi ritiro"
  18. ^ ItaliaOggi -Albertini ha divorziato dal Cav
  19. ^ Corriere Brescia - Così il puzzle dei moderati fra lista Monti, Fli e Udc
  20. ^ Lombardia/ Albertini: Insieme a noi liste con deputati leghisti - Il Mondo
  21. ^ Lombardia/ Monti si schiera con Albertini: "Sarebbe un ottimo governatore" - Affaritaliani.it
  22. ^ [1] repubblica.it
  23. ^ Senato della Repubblica: Composizione Gruppi Parlamentari
  24. ^ senato.it - Composizione del Gruppo Scelta Civica per l'Italia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Gabriele Albertini in Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981.
  • Gianni Barbacetto, Compagni che sbagliano. La sinistra al governo e altre storie della nuova Italia, Milano, Il Saggiatore, 2007. ISBN=978-88-428-1418-4
  • Roberto Gelmini, L'onestà al potere. La rivoluzione del Buon Governo, Genova, Marietti Editore, 2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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Marco Formentini 12 maggio 1997 - 14 maggio 2001 - I
- 14 maggio 2001 - 30 maggio 2006 Letizia Moratti II
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