Gabriele Albertini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gabriele Albertini
Gabriele Albertini datisenato 2013.jpg

Sindaco di Milano
Durata mandato 12 maggio 1997 –
30 maggio 2006
Predecessore Marco Formentini
Successore Letizia Moratti

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 15 marzo 2013 –
22 marzo 2018
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
SCpI (2013)
PI (2013-2014)
NCD (2014-2017)
AP (2017-2018)
Circoscrizione Lombardia
Sito istituzionale

Eurodeputato
Legislature VI, VII (fino al 14/03/2013)
Gruppo
parlamentare
PPE
Circoscrizione Italia nord-occidentale
Incarichi parlamentari
VI Legislatura:
  • Vice Presidente Commissione per i Trasporti e il Turismo
  • Commissione per i Problemi Economici e Monetari

VII Legislatura:

  • Presidente Commissione Affari Esteri
  • Commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia

Dati generali
Partito politico FI (1997-2009)
PdL (2009-2012)
SC (2012-2014)
NCD (2014-2017)
AP (2017-2018)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università degli Studi di Milano
Professione Imprenditore

Gabriele Albertini (Milano, 6 luglio 1950) è un politico e imprenditore italiano, già sindaco di Milano ed europarlamentare, senatore per la XVII legislatura[1]. Laureato alla Statale in giurisprudenza, dal 1974 è alla guida dell'azienda paterna con il fratello Carlo Alberto, la "Cesare Albertini S.p.A." (fondata dal padre Cesare nell'ottobre del 1932 e acquisita alla fine del 2017 dal Gruppo Bosch GmbH) che si occupa di pressofusioni in alluminio.

Ha ricoperto numerose cariche in Confindustria e in Assolombarda dove è stato vicepresidente, oltre a essere stato presidente della Piccola Industria. Nel 1996 viene eletto presidente di Federmeccanica (Federazione sindacale dell'industria metalmeccanica italiana).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di educazione cattolica, si è diplomato presso l'Istituto Leone XIII di Milano. Sin da giovane, ha visto nella figura dell'imprenditore un "portatore di ideali di civiltà", attribuendogli "un certo spirito missionario".[2] Di sé dirà: "Io, come industriale, mi considero uno dei più grandi rivoluzionari della storia, perché chi ha cambiato l'uomo, chi ha rivoluzionato l'individuo, non è stata la rivoluzione marxista, è stata l'industrializzazione".[3]

Sindaco di Milano[modifica | modifica wikitesto]

È stato sindaco di Milano per due mandati, dal 1997 al 2006, a capo di una coalizione di centrodestra.

Durante il suo mandato si definiva "l'amministratore di condominio" ed ha avviato numerosi progetti di riqualificazione della città, dalla vecchia fiera, alla zona Porta Nuova-Varesine[4], fino alla nuova fiera di Rho-Pero. Ha rilanciato la Triennale e il ruolo di Milano come una delle capitali mondiali della moda e del design, valorizzando notevolmente gli eventi della fashion week e del Fuori Salone e prestandosi anche a sfilare in mutande (di cachemire) per lo stilista Valentino. Dirà: "Teo Teocoli ne ha fatto poi una simpatica imitazione. Ma è stata un'esperienza che mi ha aiutato a non prendermi troppo sul serio".[5] Quando rifiutò di concedere il patrocinato del comune di Milano al gay pride, venne a più riprese intonato il coro "Albertini vieni giù che sei frocio pure tu" nel corso delle dimostrazioni degli attivisti LGBT sotto Palazzo Marino, sede dell'amministrazione cittadina.

Il caso Milano-Serravalle[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 luglio 2005[6] la provincia di Milano ha acquistato, al prezzo di 8,831 euro per azione, tramite la società Asam, il 15% delle azioni della società Milano Serravalle-Milano Tangenziali. Albertini giudicò il prezzo troppo alto e sollevò il problema in varie sedi politiche e giurisdizionali, sostenendo che il patto di sindacato fra provincia e comune rendesse l'acquisto superfluo al fine di mantenere il controllo pubblico sulla società[7], e continuò a sostenere l'illiceità dell'operazione anche al termine del suo mandato, accusando vari organi inquirenti di aver prestato poca attenzione all'accaduto[8] e alle quattro denunce da lui presentate.[9]

A seguito delle denunce di Albertini[10] il caso, nel 2013, è stato oggetto di procedimento presso la Corte dei Conti della Lombardia[11] e di un'indagine penale presso la procura di Monza[12]. Secondo la procura della Corte dei Conti il danno erariale sarebbe di 118 milioni di euro.[13]

Commissario straordinario[modifica | modifica wikitesto]

Gabriele Albertini è stato nominato commissario straordinario per il traffico il 15 novembre 2001[14] e del sistema di depurazione delle acque della città di Milano. Durante la sua gestione commissariale sono stati messi in funzione i depuratori di Nosedo e Ronchetto delle Rane. Albertini ha avuto poteri commissariali per la gestione del traffico dal 2001 al 2006 ed ha ricevuto diverse critiche[senza fonte] per l'inquinamento atmosferico di Milano, dove, alla fine del suo mandato, si è continuato a rilevare per più di 100 giorni all'anno valori di polveri sottili oltre la soglia[15]. Tuttavia, in virtù di tali poteri, ha avviato i progetti delle due nuove linee di metropolitana in costruzione (4 e 5) e dei prolungamenti delle linee esistenti verso l'Hinterland[senza fonte].

Europarlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Alle consultazioni del 2004 viene eletto europarlamentare per la lista di Forza Italia nella circoscrizione nord-ovest, con 144 000 preferenze. Tale elezione fu resa possibile da una norma transitoria della legge 8 aprile 2004, n. 90 che gli consentì di candidarsi senza dover lasciare il ruolo di primo cittadino milanese, una legge che molti definirono "ad personam"[16].

Iscritto al Partito Popolare Europeo è stato vicepresidente della commissione per i trasporti e il turismo, membro sostituto della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, vicepresidente della delegazione per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO, membro della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti e della delegazione per le relazioni con Israele.

È stato rieletto al Parlamento Europeo nelle elezioni del 6-7 giugno 2009 nella circoscrizione Nord Ovest per il PdL con poco meno di 67 000 voti di preferenza. Nel corso di questo secondo mandato è stato Presidente della Commissione per gli affari esteri, organo cui spetta l'indirizzo di politica estera dell'Europa nelle relazioni e con gli altri Stati.

Senatore della Repubblica dal marzo del 2013, inizialmente membro della Commissione Giustizia e Difesa, in seguito anche membro della Commissione Affari Costituzionali e Presidente della "sottocommissione pareri" della commissione Giustizia.

La candidatura alla presidenza della Regione Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 dicembre 2012 ufficializza la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia nelle elezioni anticipate del 2013[17] del 24 e 25 febbraio, sostenuto da una coalizione formata dall'UdC, da FLI[18], da Italia Futura di Montezemolo[19] e dall'Unione Padana (quest'ultima composta da deputati leghisti uscenti in disaccordo con Maroni, come dichiarato dallo stesso Albertini)[20]. La candidatura è stata appoggiata da Mario Monti[21]. Nel frattempo il suo partito, il PdL, annuncia il proprio appoggio alla candidatura per il centro-destra del leghista Roberto Maroni.

Alle elezioni regionali lombarde del 24 e 25 febbraio, vinte dalla coalizione di centro-destra a sostegno di Maroni, la lista di Albertini ottiene appena il 4,12% (236 597 voti) delle preferenze e non ottiene alcun seggio al Consiglio regionale lombardo[22].

L'elezione a Senatore e gli anni con Alfano[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del febbraio 2013 si presenta come capolista anche per il Senato, in Lombardia, con il partito Scelta Civica con Monti per l'Italia, e viene eletto.

Il 10 dicembre 2013 aderisce al gruppo parlamentare Per l'Italia[23].

Il 1º marzo 2014 ufficializza la sua adesione al partito di Angelino Alfano, il Nuovo Centrodestra.

Si candida alle Elezioni europee del 2014 nella Circoscrizione Italia nord-occidentale (che raccoglie i collegi di Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) per NCD-UDC ma con 11.433 preferenze non viene eletto.

Il 12 aprile 2016 viene ufficializzato come capolista a sostegno del candidato sindaco di Milano Stefano Parisi, suo city manager quando era sindaco; raccoglie solo 1376 preferenze senza essere eletto e a vincere è il centro-sinistra.[24]

Terminata l'esperienza nel partito di Alfano (per ultimo Alternativa Popolare) e quella da senatore, nel 2018 sostiene i candidati della lista di Parisi [25] alle regionali in Lombardia a sostegno del candidato di centro-destra, il leghista Attilio Fontana, dopo aver rifiutato la candidatura con il centro-sinistra.[26]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella stanza del sindaco (con Carlo Maria Lomartire), Milano, Mondadori collana Oscar saggi, 2006.
  • Sindaco senza frontiere. Fatti e idee per un condominio globale, Genova, Marietti Editore, 2008.
  • La lezione di Milano (a cura di Mario Paternostro), Genova, De Ferrari, 2012.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Commendatore di Merito, con placca, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Merito, con placca, del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
Grand'Ufficiale del Reale Ordine di Francesco I - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale del Reale Ordine di Francesco I
— 18 Luglio 2020

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine della Stella di Oceania (Haway) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine della Stella di Oceania (Haway)
— Luglio 2020
Ballestrero de Hermandad (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Ballestrero de Hermandad (Spagna)
— Noble Compañia de Ballesteros Hijosdalgo de San Felipe y Santiago - 13 Luglio 2020
Decorazione d'Onore in Oro dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Decorazione d'Onore in Oro dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca (Austria)
Cavaliere di Gran Croce, "iure sanguinis", dell'Ordine Reale di San Michele dell'Ala (Casa di Braganza) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce, "iure sanguinis", dell'Ordine Reale di San Michele dell'Ala (Casa di Braganza)
Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Vicosa (Casa di Braganza) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Vicosa (Casa di Braganza)
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dell'Indipendenza (Giordania)
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito del Granducato di Lussemburgo (Lussemburgo)
Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno Onorario con Stella dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 20 gennaio 2004
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 31 gennaio 2005
Cavaliere Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
— 2000[27]
Ordine dell'Amicizia (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia (Russia)
Croce con placca d'argento al merito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Croce con placca d'argento al merito dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Melitense (SMOM)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ senato.it - Composizione del Gruppo Scelta Civica per l'Italia
  2. ^ Il Giornale, 26 gennaio 1980.
  3. ^ Alberto Mazzuca, Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981, pp. 216-217.
  4. ^ Albertini: tre Central Park a Milano
  5. ^ Varesenews.it, 10 marzo 2007.
  6. ^ Copia archiviata, su sellombardia.it. URL consultato il 2 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).)
  7. ^ Serravalle, ecco il dossier di Albertini - la Repubblica.it
  8. ^ «Spiegai tutto a Di Pietro. Ma non successe nulla»
  9. ^ Albertini e quelle quattro denunce «Strano silenzio dai magistrati»
  10. ^ SERRAVALLE-CORTE DEI CONTI / Tocca a me spiegare | Pietro Mezzi, su pietromezzi.it. URL consultato il 24 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2013).
  11. ^ corte dei conti | Pietro Mezzi, su pietromezzi.it. URL consultato il 6 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2013).
  12. ^ Inchiesta ex Falck, la procura di Monza chiede le carte del caso Serravalle - Milano
  13. ^ Serravalle, "un danno da 118 milioni": Corte dei conti chiede i danni a Penati - Milano - Repubblica.it
  14. ^ Traffico e metropolitane Albertini resta commissario, La Repubblica, 14 gennaio 2006. URL consultato il 15 agosto 2013.
  15. ^ A.R.P.A., dati 2006[collegamento interrotto]
  16. ^ Europee: Senato vara la norma «salva-sindaci» - Corriere della Sera 2 aprile 2004
  17. ^ Huffington Post - Lombardia, Gabriele Albertini: "Ho rifiutato l'offerta di Berlusconi, non mi ritiro"
  18. ^ ItaliaOggi -Albertini ha divorziato dal Cav
  19. ^ Corriere Brescia - Così il puzzle dei moderati fra lista Monti, Fli e Udc
  20. ^ Lombardia/ Albertini: Insieme a noi liste con deputati leghisti - Il Mondo
  21. ^ Lombardia/ Monti si schiera con Albertini: "Sarebbe un ottimo governatore" - Affaritaliani.it Archiviato il 6 gennaio 2013 in Internet Archive.
  22. ^ repubblica.it
  23. ^ Senato della Repubblica: Composizione Gruppi Parlamentari
  24. ^ Elezioni Comunali 2016 Milano, Gelmini più votata, fermo Salvini delusione per Lupi e Albertini
  25. ^ Elezioni: a Lissone è arrivato Gabriele Albertini
  26. ^ Milano Regionali, Albertini: «Gori mi voleva nella sua lista. Ho detto basta»
  27. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Gabriele Albertini in Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981.
  • Gianni Barbacetto, Compagni che sbagliano. La sinistra al governo e altre storie della nuova Italia, Milano, Il Saggiatore, 2007. ISBN 978-88-428-1418-4
  • Gabriele Albertini, Sindaco senza frontiere: fatti e idee per un condominio globale, Marietti Editore, 2008. ISBN 9788821164477
  • Roberto Gelmini, L'onestà al potere. La rivoluzione del Buon Governo, Genova, Marietti Editore, 2012.
  • Gabriele Albertini, La lezione di Milano, De Ferrari, 2012. EAN: 9788864053370
  • Gabriele Albertini con Carlo M. Lomartire, Nella stanza del sindaco. Nove anni al governo di una metropoli che cambia, Oscar saggi, Mondadori, 2016. ISBN 8804561653 - ISBN 978-8804561651

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo Successore Flag of Europe.svg
Jacek Saryusz-Wolski luglio 2009 - dicembre 2012 Elmar Brok
Predecessore Sindaco di Milano Successore CoA Città di Milano.svg
Marco Formentini 12 maggio 1997 - 14 maggio 2001 - I
- 14 maggio 2001 - 30 maggio 2006 Letizia Moratti II
Controllo di autoritàVIAF (EN16571434 · ISNI (EN0000 0000 8429 7470 · SBN IT\ICCU\UBOV\394220 · LCCN (ENn2001051645 · GND (DE133135268 · WorldCat Identities (ENlccn-n2001051645