Forza Italia (2013)

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Forza Italia
Logo Forza Italia.svg
PresidenteSilvio Berlusconi
VicepresidenteAntonio Tajani
CoordinatoreAntonio Tajani
PortavoceGiorgio Mulé[1]
StatoItalia Italia
SedeVia in Lucina, 17 - Roma
AbbreviazioneFI
Fondazione16 novembre 2013[2]
Derivato daIl Popolo della Libertà
IdeologiaBerlusconismo
Populismo di destra[3][4][5][6][7][8][9][10][11]
Conservatorismo liberale[12][13][14]
Cristianesimo democratico[12][15][16][17]
Liberalismo economico[15]
Europeismo moderato[15][18][19]
Atlantismo[15]
CollocazioneCentro-destra[15][20][21][22]
CoalizioneCentro-destra 2018 (dal 2018)
Partito europeoPartito Popolare Europeo[23][24][25]
Gruppo parl. europeoGruppo del Partito Popolare Europeo[26]
Seggi Camera
83 / 630
[27]
Seggi Senato
48 / 321
[28]
Seggi Europarlamento
10 / 76
[29]
Seggi Consiglio regionale
72 / 897
TestataIl mattinale
Organizzazione giovanileForza Italia Giovani[30]
Iscritti106 000 (2015)
Colori     Azzurro
Sito webwww.forzaitalia.it
Flag of the Forza Italia.png
Bandiera del partito

Forza Italia (FI) è un partito politico italiano di centro-destra. Fondato il 16 novembre 2013 da Silvio Berlusconi, riprende il nome e il simbolo dell'omonima formazione politica attiva dal 18 gennaio 1994 al 27 marzo 2009.

Vi è confluita la maggioranza degli esponenti del Popolo della Libertà dopo la scissione dell'area di Angelino Alfano, passata invece al Nuovo Centrodestra.[31][32]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le ultime vicende del Popolo della Libertà e la scissione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Il Popolo della Libertà e Governo Letta.

L'ipotesi di un ritorno a Forza Italia inizia a circolare già nel 2011, soprattutto dopo aver preso atto[33][34][35] delle difficoltà del Popolo della Libertà, lista vincente alle Elezioni politiche italiane del 2008, a diventare un soggetto culturalmente dinamico, plurale e strutturato.[36]

Dopo il deludente risultato delle comunali del 2012 i giornali scrivono di un imminente ritorno al progetto originario, allo spirito del '94.

Sarà tuttavia lo stesso Berlusconi a smentire queste ipotesi, annullando le primarie per candidarsi di nuovo alla guida della coalizione del centro-destra[37][38] in occasione delle elezioni politiche del 2013.

I primi veri passi in tal senso vengono effettuati a giugno 2013,[39] quando la sconfitta alle amministrative evidenzia la necessità di un cambiamento radicale.

Dopo settimane di confronti e valutazioni il 25 ottobre l'Ufficio di Presidenza «delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia”, in attesa della ratifica del Consiglio nazionale del 16 novembre»[40], che conferma la decisione[41][42]. Le "colombe", che in quest'organo contano 130 membri sugli 870 totali,[43] non partecipano ai lavori, originando quindi una scissione.[44][45][46][47][48] Il punto maggiormente contestato riguarda la possibile uscita dall'esecutivo, soprattutto in caso di voto favorevole degli alleati del Partito Democratico sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi.[49]

Lo stesso giorno Angelino Alfano, durante una conferenza stampa alla quale partecipano gli esponenti dell'ala governativa, annuncia la nascita di una seconda formazione dalle ceneri del partito comune, ribattezzata Nuovo Centrodestra[50], alla quale aderiscono 60 parlamentari.

Il 20 novembre 2013 i gruppi assumono la denominazione "Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi presidente" alla Camera e "Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura" al Senato.[51][52] A novembre aderiscono Clemente Mastella[53] e sua moglie Sandra Lonardo.[54]

Elezioni amministrative del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2013.

Il primissimo banco di prova è costituito dalle elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 27 ottobre 2013 dove, per quanto riguarda Bolzano, il cartello "Forza Alto Adige-Lega Nord-Team Autonomie" raccoglie un deludente 2,5%.

A Trento Giacomo Bezzi ottiene il 4,42%; il centro-destra conquista complessivamente 4 seggi.

Alle regionali in Basilicata del novembre 2013, vinte dal candidato del centro-sinistra con il 59,6% che candidava il Vicepresidente della Giunta uscente di centrosinistra del Presidente Vito De Filippo (dimessosi per gli scandali rimborsi), Marcello Pittella, il simbolo del Popolo della Libertà (presentato per l'ultima volta) ottiene il 12,27% pari a 29.000 voti e solo 2 consiglieri, mentre il candidato Presidente, il senatore di Scelta Civica Salvatore Di Maggio si ferma al 19,38%.

L'opposizione e la riorganizzazione del partito[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre il Governo pone la fiducia sulla legge di stabilità presentando un maxi-emendamento che integra le modifiche della commissione bilancio del Senato. Forza Italia, nella conferenza dei capigruppo Paolo Romani e Renato Brunetta, annuncia il no alla finanziaria e l'uscita dalla maggioranza del Governo Letta.[55]

Il 2 gennaio 2014 Berlusconi nomina i primi coordinatori regionali e annuncia per il 26 gennaio gli "stati generali" del partito.[56]

Il 18 gennaio 2014 avviene l'incontro tra Silvio Berlusconi e il segretario del PD Matteo Renzi. I due si confronteranno a lungo sul tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali.[57] Terminate le nomine dei coordinatori regionali, arrivano le prime deleghe ai relativi comitati di presidenza. Si inizia dalla Lombardia e dalla Liguria.[58] Il 20 febbraio vengono annunciati i congressi territoriali del partito, previsti per l'estate.[59][60]

In seguito una delegazione di 200 volontari parte da Roma per raggiungere i territori non sufficientemente coperti dalla rete internet, al fine di incentivare l'apertura di nuovi club.

Il nome dell'iniziativa è "Missione Azzurra".[61] Forza Italia decide inoltre di rimanere all'opposizione del nuovo Governo Renzi, mantenendo comunque un atteggiamento improntato alla responsabilità.[62]

I problemi finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dal mese di maggio 2014 il partito ha problemi finanziari a causa dell'abolizione progressiva del finanziamento pubblico di cui fino a quel momento aveva goduto. Berlusconi ha esortato gli iscritti a divenire sostenitori del partito, pregando i propri parlamentari di cercare finanziatori.[63] Nell'agosto il partito ha annunciato di non essere in grado di pagare puntualmente gli stipendi ai propri dipendenti a causa della carenza di liquidità. I debiti ammontano a circa 94 milioni di euro.[64]

Elezioni europee, regionali ed amministrative del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni europee del 2014 in Italia, Elezioni regionali italiane del 2014 ed Elezioni amministrative italiane del 2014.

Alle regionali in Sardegna del 16 febbraio 2014 Forza Italia ricandida il presidente uscente forzista Ugo Cappellacci che ottiene però il 39,6% e viene sconfitto così dall'esponente di centro-sinistra, Francesco Pigliaru (al 42,4%). Forza Italia ottiene il 18,52% ed elegge 10 consiglieri.

Alle europee del 2014 il partito risulta essere la terza lista nazionale con 4.614.364 voti validi, pari al 16,81% dietro al PD e al Movimento 5 Stelle. I seggi conquistati all'europarlamento sono 13; cinque anni prima sono stati 29. Sommando i voti di Forza Italia con quelli del Nuovo Centrodestra e di Fratelli d'Italia i voti ottenuti sono 6.800.000, circa 4 milioni in meno rispetto a quelli presi dal PdL alle europee del 2009.

Contestualmente alle europee si sono svolte le elezioni regionali in Piemonte e in Abruzzo, accompagnate da un rilevante turno di amministrative.

In Piemonte l'azzurro Pichetto, sostenuto anche dalla Lega ma non da FdI, perde con il 22% contro Chiamparino (al 47%) del centrosinistra.

In Abruzzo, il presidente uscente Chiodi è ugualmente sconfitto con il 29,2% dal Dem Luciano D'Alfonso (al 46,2%). Forza Italia ottiene il 15,57% in Piemonte e 6 seggi, il 16,67% e 4 consiglieri in Abruzzo. Alle amministrative, dei 28 comuni capoluogo chiamati al voto 15 sono le amministrazioni uscenti di centro-sinistra e 13 quelle di centro-destra. Il primo turno assegna 9 città al centro-sinistra e 2 al centro-destra che si conferma ad Ascoli Piceno e a Tortolì. Inoltre il partito rimane escluso anche in alcuni ballottaggi, come a Livorno, a Modena e a Caltanissetta. Al secondo turno si conferma a Teramo e vince a Foggia e per la prima volta nelle roccaforti rosse di Perugia ed Urbino. Il centrodestra perde però sei capoluoghi di provincia nel nord-ovest: a Bergamo, Cremona, Pavia (dove viene battuto dal centro-sinistra il giovane sindaco uscente Alessandro Cattaneo, in piena scalata al vertice del partito come volto nuovo di FI), Biella, Verbania e Vercelli vincono i candidati democratici. Il partito infine è sconfitto anche a Pescara e infine, il 26 ottobre, anche a Reggio Calabria.

Alle regionali anticipate del 23 novembre 2014, in Emilia-Romagna Forza Italia sostiene il leghista Alan Fabbri, sconfitto con il 29,8% da Stefano Bonaccini (al 46,2%) e viene superata a destra dalla Lega Nord, raggiungendo solo l'8,3% ed eleggendo 2 consiglieri. Mentre in Calabria (dove la giunta uscente è invece di centro-destra) si impone il candidato del centro-sinistra, Mario Oliverio (con il 61,4%), sulla candidata forzista Wanda Ferro, ferma al 23,5%. Forza Italia ottiene il 12,2% e 5 consiglieri.

L'elezione di Mattarella e i successivi sviluppi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le dimissioni del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, firmate il 14 gennaio 2015[65], il partito pensa ai nomi da proporre come successori al Colle; nonostante un iniziale apprezzamento per Giuliano Amato e Pier Ferdinando Casini, il 29 gennaio 2015 Renzi annuncia che alla quarta votazione proporrà Sergio Mattarella.

Questa mossa causa sostanzialmente la fine del Patto del Nazareno, provocando delle tensioni.[66][67][68] Il 4 febbraio 2015 Berlusconi respinge le dimissioni dei vertici del partito, chieste dai dissidenti guidati da Raffaele Fitto.[69]

Il 21 febbraio Raffaele Fitto e i forzisti a lui vicino lanciano la corrente dei "Ricostruttori".

Il 31 marzo 2015 i senatori Sandro Bondi e Manuela Repetti lasciano il partito e aderiscono al gruppo misto.

Lo scontro nel partito tra Berlusconi e Fitto si acuisce con l'approssimarsi delle elezioni regionali. Con il rischio di vedere i propri fedelissimi tagliati fuori dalle liste di Forza Italia nelle regioni chiamate al voto, l'ex ministro pugliese minaccia la presentazione di liste autonome, ed eventualmente propri candidati a presidente, in contrapposizione a quelle ufficiali del partito.

Elezioni regionali ed amministrative del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Al turno principale delle regionali FI si presenta in coalizioni unitarie di centro-destra in quattro regioni: in Liguria, in Veneto, in Umbria e nell'unica regione amministrata da Forza Italia, la Campania.

Il 10 maggio intanto Forza Italia viene sconfitta ad Aosta e il centrodestra perde il governo della città, mentre anche a Trento e a Bolzano il centrosinistra si riconferma rispettivamente al primo e al secondo turno.

In Veneto si conferma il presidente uscente leghista Luca Zaia col 50,1% contro il 22,7% del centrosinistra. Forza Italia qui registra il suo risultato peggiore di questa tornata, fermandosi al 5,9% ed eleggendo 3 consiglieri.

In Liguria l'azzurro Giovanni Toti si impone con il 34,4% grazie alle divisioni nello schieramento avversario, la regione torna così al centrodestra dopo 10 anni. FI ottiene il 12,6% e 3 seggi.

In Toscana il partito corre da solo col suo candidato Stefano Mugnai che arriva quarto con il 9,1%, mentre la lista raccoglie l'8,5% ed elegge un solo consigliere.

Nelle Marche FI sostiene, assieme all'NCD, il presidente uscente Gian Mario Spacca, eletto nel 2005 e 2010 con il centrosinistra e non ricandidato dalla sua coalizione per un terzo mandato. Spacca arriva quarto con il 14,2%, Forza Italia ottiene il 9,4% e 2 consiglieri.

In Umbria il centrodestra unito sostiene il sindaco di Assisi Claudio Ricci che ottiene il 39,2% e viene sconfitto per soli circa 13.000 voti. Forza Italia raccoglie l'8,5% ed elegge un consigliere.

In Campania il presidente uscente Stefano Caldoro viene sconfitto con il 38,3%. Gli azzurri raccolgono il 17,8% ed eleggono 7 consiglieri.

In Puglia viene inizialmente lanciata la candidatura dell'ex presidente della provincia di Bari Francesco Schittulli, ma dopo alcune incomprensioni riguardanti la composizione delle liste, con la minaccia di esclusione degli esponenti maggiormente vicini a Fitto, i dirigenti scelgono Adriana Poli Bortone mentre l'ex governatore prosegue nel sostegno a Schittulli. La Poli Bortone arriva quarta con il 14,4%, la lista azzurra ottiene l'11,3% e 5 seggi.

Le Elezioni regionali italiane del 2015 registrano un calo di consensi di Forza Italia, stimato dall'Istituto di studi e di ricerche Carlo Cattaneo, di 840.148 voti rispetto alle Elezioni europee del 2014 in relazione al dato delle medesime 7 regioni; questa flessione proietta il partito di Silvio Berlusconi al secondo posto all'interno dello schieramento di centrodestra, con il sorpasso della Lega Nord in molte regioni.

Alle contemporanee elezioni comunali, tra primo e secondo turno, il centrodestra si conferma a Chieti, Vibo Valentia, Andria e Rovigo, strappa al centrosinistra i comuni di Matera, Arezzo e la roccaforte di Venezia e perde il governo delle città di Mantova e Trani.

La scissione dei Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno 2015, al Senato, nasce il gruppo parlamentare dei Conservatori, Riformisti italiani, che sancisce la definitiva separazione tra il partito di Berlusconi e i ribelli vicini a Raffaele Fitto (che peraltro in data 17 maggio aveva già lasciato il gruppo del Partito Popolare Europeo per aderire ai Conservatori e Riformisti Europei). Fanno parte del nuovo gruppo 12 parlamentari, ben 10 provenienti da Forza Italia e 2 da Grandi Autonomie e Libertà: Anna Cinzia Bonfrisco, Francesco Bruni, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Tito Di Maggio (da GAL), Ciro Falanga, Pietro Liuzzi, Eva Longo, Antonio Milo (da GAL), Lionello Marco Pagnoncelli, Luigi Perrone, Lucio Tarquinio e Vittorio Zizza. Viene contestualmente eletta capogruppo, a scrutinio segreto, la senatrice Bonfrisco.

Il 20 novembre 2015 sono invece 10 i deputati che aderiscono al progetto: Trifone Altieri, Maurizio Bianconi, Gianfranco Giovanni Chiarelli, Daniele Capezzone, Nicola Ciracì, Antonio Distaso, Benedetto Francesco Fucci, Cosimo Latronico, Roberto Marti e Rocco Palese.

L'abbandono dei verdiniani[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 luglio Denis Verdini ufficializza la nascita di Alleanza Liberalpopolare - Autonomie,[70] gruppo parlamentare che sostiene le riforme costituzionali dell'esecutivo, al quale hanno aderito Lucio Barani, Giuseppe Compagnone, Vincenzo D'Anna, Antonio Scavone, Riccardo Conti, Riccardo Mazzoni, Ciro Falanga, Pietro Langella ed Eva Longo[71][72].

Nei mesi seguenti anche i senatori Francesco Maria Amoruso, Domenico Auricchio, Giuseppe Ruvolo, Pietro Iurlaro, Enrico Piccinelli e Riccardo Villari lasciano Forza Italia e aderiscono ad Alleanza Liberalpopolare.

Il 23 settembre è il turno dei deputati Francesco Saverio Romano, Ignazio Abrignani, Luca D'Alessandro, Monica Faenzi, Giuseppe Galati, Giovanni Mottola e Massimo Parisi, i quali entrano a far parte del Gruppo misto.

Il 19 maggio l'onorevole Giorgio Lainati abbandona Forza Italia e aderisce ad ALA.

Le nuove adesioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 agosto, Nunzia De Girolamo, ex Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali nel Governo Letta, nonché ex capogruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera dei deputati, ufficializza l'abbandono a NCD.

Il ritorno a Forza Italia del successivo 22 settembre, oltre ad essere motivato da ragioni sentimentali («È casa mia»), si spiega soprattutto nella condotta di Alfano, a suo avviso colpevole di aver intrapreso un percorso che sfocerà inevitabilmente in una collocazione all'interno del centro-sinistra.[73]

Questa mossa ha comportato una scelta analoga da parte di 120 amministratori locali.[74]

A settembre è il turno dell'eurodeputato Massimiliano Salini, anch'egli deluso da NCD.[75]

Nel dicembre 2015 aderiscono al partito di Berlusconi i deputati nazionali Francantonio Genovese e Maria Tindara Gullo e il deputato regionale siciliano Francesco Rinaldi, provenienti tutti dal PD.[76]

Il 29 febbraio 2016 Adriana Poli Bortone, già candidata in Puglia per la coalizione di centrodestra alle elezioni regionali 2015, annuncia la propria adesione a Forza Italia (dopo la rottura avvenuta già al momento delle regionali con il proprio precedente partito, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale).[77]

Tuttavia, rispettivamente il 16 marzo e il 18 maggio, i deputati Guglielmo Picchi e Giuseppina Castiello aderiscono alla Lega Nord.

Elezioni amministrative del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2016.

A maggio il centrodestra perde al ballottaggio a Bolzano, tornata al voto dopo solo un anno.

Invece, al primo turno della tornata generale del 5 giugno il centrodestra vede la riconferma soltanto a Cosenza, e l'esclusione di Forza Italia dal ballottaggio in varie città, tra cui Roma e Torino. In quest'ultimi due casi nessun candidato di centrodestra approda al secondo turno. Delle maggiori città andate al ballottaggio il 19 giugno, il centrodestra conquista solo Trieste, mentre viene sconfitto a Milano, Bologna e Napoli. A Roma e Torino si verificano invece le importanti vittorie dei candidati del M5S. Dei restanti capoluoghi di provincia, FI partecipa alle vittorie di Savona, Pordenone, Grosseto, Benevento e Olbia, mentre a Novara, Isernia e Brindisi si impongono altri partiti di centrodestra.

Con la vittoria di Varese e la riconferma di Milano, il centrosinistra si ritrova per la prima volta al governo di tutti e 12 i capoluoghi di provincia lombardi.

Si schiera ufficialmente per il NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che vede la vittoria dei contrari alla riforma con il 59,1%.

Elezioni amministrative e regionali in Sicilia del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2017.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2017.

Il primo turno delle amministrative dell'11 giugno vede la riconferma del centrosinistra a Cuneo e a Palermo e del centrodestra a Frosinone. Dei restanti 22 capoluoghi andati al ballottaggio, Forza Italia e il centrodestra vengono esclusi solo a Parma e Trapani. Il ballottaggio del 25 giugno vede una netta affermazione del centrodestra che strappa al centrosinistra L'Aquila, Piacenza, Rieti, Como, Lodi, Monza, Alessandria, Asti, Oristano e, per la prima volta, Genova, La Spezia e Pistoia, mentre conferma Gorizia e Catanzaro. Il centrosinistra conquista invece al centrodestra Padova e Lecce. Il centrodestra torna così a vincere nei capoluoghi lombardi e piemontesi dopo le sconfitte di cinque anni prima, oltre a strappare roccaforti storiche del centrosinistra nelle "regioni rosse" e in Liguria.

Nel giugno del 2017, aderiscono a Forza Italia i deputati Antonino Minardo, Rocco Palese, Vincenza Labriola, Andrea Causin e Fucsia Fitzgerald Nissoli. In seguito alle dimissioni del deputato di AP Raffaele Calabrò subentra alla Camera l'esponente di Forza Italia Amedeo Laboccetta, portando il numero di deputati a 56. Sempre alla fine di giugno i senatori Enrico Piccinelli e Domenico Auricchio lasciano ALA e rientrano in Forza Italia, portando il numero di senatori a 44. Il 25 luglio aderisce a Forza Italia il senatore Massimo Cassano proveniente da Alternativa Popolare.

A fine agosto il commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Micciché annuncia il sostegno a Nello Musumeci, già candidato alla presidenza nel 2012, alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre insieme a Diventerà Bellissima, Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Unione di Centro ed Energie per l'Italia. Il 1º settembre convergono su Musumeci anche altre forze politiche del centro-destra: Cantiere Popolare, Movimento per le Autonomie, Nuovo CDU, Idea Sicilia, Siciliani indignati e Movimento Sicilia Nazione. Il candidato unitario del centrodestra si afferma con il 39,8% mentre FI è la seconda lista dell'isola e la prima della coalizione con il 16,3% e 14 seggi.

Elezioni politiche, regionali e amministrative del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni politiche italiane del 2018.

In vista del rinnovo del parlamento, viene inizialmente stretto un patto a tre tra Forza Italia, la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, successivamente ampliato alla neo formazione centrista Noi con l'Italia - UDC di Raffaele Fitto. Vista la mancanza per la prima volta di una vera leadership all'interno della coalizione, dovuta anche all'incandidabilità di Berlusconi, viene deciso che in caso di vittoria sarà il partito con il maggior numero di voti ad esprimere il candidato premier. Il risultato delle elezioni vede FI ottenere il 14% alla Camera, pari a circa 4.590.000 voti, e il 14,4% al Senato, corrispondenti a circa 4.352.000 voti. Gli azzurri sono la quarta lista a livello nazionale e la seconda nel centrodestra, superati dalla Lega con il 17,3% alla Camera e il 17,6% al Senato. Nel complesso la coalizione di centrodestra risulta la prima formazione nel paese con circa il 37%, i pessimi risultati ottenuti nel meridione impediscono tuttavia di ottenere una maggioranza autonoma nei due rami del parlamento. Forza Italia, tra proporzionale e collegi uninominali, ottiene 104 seggi alla Camera e 57 al Senato.

Contemporaneamente alle politiche si svolgono le regionali in Lombardia e nel Lazio. In Lombardia il centrodestra unito sostiene il leghista Attilio Fontana, eletto presidente con il 49,7%. FI con il 14,3% ottiene 14 seggi. Nel Lazio il candidato del centrodestra Stefano Parisi raccoglie il 31,1% e viene sconfitto dal presidente uscente Zingaretti del centrosinistra al 32,9%. FI con il 14,6% ottiene 6 seggi.

Il 24 marzo la senatrice azzurra Maria Elisabetta Alberti Casellati viene eletta in terza votazione presidente del Senato.

I risultati delle elezioni regionali in Molise del 22 aprile e in Friuli-Venezia Giulia del 29 aprile vedono la vittoria dei candidati di centrodestra Donato Toma con il 43,4% e Massimiliano Fedriga con il 57%. La lista azzurra, nelle due regioni, ottiene rispettivamente 3 seggi con il 9,3% e 5 scranni con il 12%. Le regionali in Valle d'Aosta del 20 maggio, dove comunque non si elegge direttamente il presidente, assegnano la vittoria all'UV. La lista Centrodestra Valle d'Aosta (composta da FI e FdI) ottiene solo il 2,9% e nessun seggio.

Dopo aver conquistato al ballottaggio Udine, andata al voto assieme alle regionali in FVG, alla tornate generale delle amministrative del 10 giugno il centrodestra conquista al primo turno Treviso, Vicenza, Barletta e Catania, mentre il centrosinistra conferma Brescia e conquista Trapani. Dei restanti 14 capoluoghi, i candidati sostenuti da FI vengono esclusi dal ballottaggio solo in due città. Il secondo turno vede una netta affermazione del centrodestra che conquista Sondrio, Massa, Pisa, Siena, Terni e Viterbo, andando a vincere in città storicamente rosse del centro Italia. Il centrosinistra conferma Ancona e conquista Teramo e Brindisi. Ad Imperia, Messina e Siracusa si affermano esponenti di liste civiche, mentre nei due comuni dove FI era assente al ballottaggio si impongono il M5S ad Avellino e FdI a Ragusa.

Il 5 luglio Berlusconi nomina Antonio Tajani vicepresidente del partito.[78]

Alle regionali in Trentino-Alto Adige del 21 ottobre, FI ottiene l'1% e nessun seggio nella Provincia di Bolzano. In quella di Trento viene eletto presidente con il 46,7% Maurizio Fugatti, candidato unitario del centrodestra, la lista azzurra guadagna 1 seggio con il 2,8%.

Elezioni europee, suppletive, regionali e amministrative del 2019[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni suppletive del 2019, indette nel collegio uninominale di Cagliari dopo le dimissioni del deputato del Movimento 5 Stelle Andrea Mura, il centro-destra sostiene la candidatura della forzista Daniela Noli che, col 27,8% dei voti, si piazza al terzo posto, dietro il candidato del centrosinistra, risultato vincente, e quello M5S.

Alle regionali in Abruzzo del 10 febbraio il candidato di FdI Marco Marsilio viene eletto con il 48% dei voti e Forza Italia con il 9% conquista 3 seggi, confermandosi seconda forza della coalizione. Alle regionali in Sardegna del 24 febbraio il candidato del PSd'Az Christian Solinas, sostenuto da tutto il centrodestra, viene eletto presidente con il 47,8%. FI con l'8% conquista 5 seggi. Le regionali in Basilicata del 24 marzo vengono vinte per la prima volta dal centrodestra con il candidato azzurro Vito Bardi, eletto con il 42,2%. FI ottiene il 9,1% e 3 seggi. Alle amministrative siciliane, il centrodestra perde a Caltanissetta al ballottaggio contro il M5S.

Alle elezioni europee del 26 maggio, FI con l'8,8% e 2.351.000 voti è la quarta lista a livello nazionale, dimezzando di fatto i consensi e gli eletti rispetto al 2014, che calano da 13 a 8. Per queste elezioni FI ha anche fatto un patto federativo con gli autonomisti altoatesini di lingua tedesca del SVP, grazie al quale il suo esponente Herbert Dorfmann viene rieletto al Parlamento Europeo. Silvio Berlusconi, candidato in tutte le circoscrizioni, tranne l'Italia centrale, raccoglie oltre 561.000 preferenze personali, risultando il candidato più votato dopo il leader della Lega. Nella stessa giornata si svolgono anche due elezioni suppletive in collegi uninominali nel Trentino-Alto Adige, le elezioni regionali in Piemonte e un importante turno di amministrative.

Nei due seggi alla Camera rimasti vacanti, assegnati al collegio di Trento e al collegio di Pergine Valsugana, si impongono i candidati della Lega, sostenuti da tutto il centrodestra, rispettivamente Martina Loss con il 46% e Mauro Sutto con il 51%.

Alle elezioni regionali in Piemonte, l'azzurro Alberto Cirio, candidato unitario del centrodestra, si aggiudica la presidenza con il 49,8%. FI con l'8,3% ottiene 3 seggi.

Alle amministrative il centrodestra conferma al primo turno Vibo Valentia, Urbino e Perugia, mentre conquista Pescara e Pavia. Il centrosinistra conferma invece Bergamo, Modena, Pesaro, Bari, Lecce e Firenze. Dei restanti 15 capoluoghi andati al ballottaggio, FI viene esclusa solo in due città. Al secondo turno il centrodestra unito conferma Potenza e Foggia mentre conquista Biella, Vercelli e per la prima volta Ferrara e Forlì. Il centrosinistra si conferma a Reggio Emilia, Cremona, Prato e Verbania, conquista invece Rovigo e Livorno. A Campobasso si impone il M5S, ad Avellino una coalizione civica ed infine ad Ascoli Piceno il candidato di FdI-Lega. Alle amministrative sarde il centrodestra riconquista al primo turno Cagliari, ma viene escluso dal ballottaggio a Sassari, che viene vinto da un candidato di liste civiche.

Alle regionali in Umbria del 27 ottobre il centrodestra conquista per la prima volta la presidenza con la candidata della Lega Donatella Tesei, che ottiene il 57,5%. FI con il 5,5% si aggiudica 1 seggio.

Il rinnovamento del 2019[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del deludente risultato elettorale delle elezioni europee, il 19 giugno 2019 Silvio Berlusconi affianca Mara Carfagna e Giovanni Toti al vicepresidente del partito Antonio Tajani in qualità di coordinatori del partito, con il compito di riscrivere le regole statutarie in previsione del Congresso nazionale dell’ottobre successivo. Il 31 luglio viene lanciata "l'Altra Italia", una federazione di centro, la cui registrazione presso l'ufficio brevetti avviene il 31 ottobre. Il primo agosto Berlusconi annuncia la formazione di un coordinamento di presidenza composto da Anna Maria Bernini, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Sestino Giacomoni e Antonio Tajani che andrà a sostituire i coordinatori nominati il 19 giugno. Giovanni Toti, escluso dal coordinamento, decide di uscire, mentre Mara Carfagna rifiuta la nomina[79].

Il 24 dicembre Emily Rini, presidente dell'assemblea legislativa valdostana, aderisce ufficialmente a FI, divenendone nuove coordinatore regionale. Il partito torna così in Consiglio Valle dopo circa sei anni di assenza.

Elezioni regionali e amministrative del 2020[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio vedono la riconferma del governatore uscente del centrosinistra Stefano Bonaccini con il 51,4%. La candidata del centrodestra, la senatrice leghista Lucia Borgonzoni, si ferma invece al 43,6%. FI con il 2,5% elegge un consigliere, Vittorio Sgarbi. In Calabria, al voto lo stesso giorno, viene invece eletta presidente la deputata forzista Jole Santelli, sostenuta da tutto il centrodestra, con il 55,2%. Gli azzurri ottengono il 12,3% e 5 seggi.

Il 23 febbraio si svolgono le elezioni suppletive per il collegio uninominale del Senato Campania - 07. Il candidato del centrodestra, l'azzurro Salvatore Guanci, è secondo con il 24% dietro al centrosinistra che conquista lo scranno.

Dal 12 maggio il coordinamento è composto da: Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini, Sestino Giacomoni, Jole Santelli, Marco Bestetti, Enrico Pianetta, Catia Polidori, Michaela Biancofiore, Renato Brunetta, Giorgio Mulé, Andrea Mandelli, Alessandro Cattaneo e Maurizio Gasparri.[80]

Il 4 agosto 2020 il deputato Enrico Costa lascia Forza Italia per aderire al partito politico "Azione" guidato da Carlo Calenda.[81]

In occasione delle regionali 2020 del 20 e 21 settembre, il centrodestra si presenta unito in tutte le competizioni. In Veneto il presidente uscente Luca Zaia viene riconfermato con il 76,7%. FI con il 3,5% ottiene 2 seggi. In Liguria l'ex forzista Giovanni Toti è riconfermato con il 56,1%. La lista azzurra raccoglie il 5,2% e 1 consigliere. In Toscana si afferma il centrosinistra con Eugenio Giani al 48,6% su Susanna Ceccardi, ferma al 40,4%. Gli azzurri con il 4,2% ottengono 1 seggio. In Campania e in Puglia vengono riconfermati i presidenti uscenti di centrosinistra Vincenzo De Luca con il 69,4% e Michele Emiliano con il 46,7%. i candidati di centrodestra, Stefano Caldoro e Raffaele Fitto, si fermano rispettivamente al 18% e al 38,9%. FI ottiene il 5,1% e 2 seggi in Campania e l'8,9% e 4 seggi in Puglia. Nelle Marche il centrodestra conquista la presidenza per la prima volta nella storia con Francesco Acquaroli al 49,1%. FI con il 5,8% ottiene 2 seggi. In Valle d'Aosta la lista comune con FdI ottiene il 5,8% ma rimane fuori dal consiglio.

Nel governo Draghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2021 Forza Italia annuncia il suo sostegno al presidente del consiglio incaricato Mario Draghi, e il 13 febbraio entrano nel Governo Draghi come ministri tre esponenti del partito: Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna. Il 15 febbraio Berlusconi nomina coordinatore unico del partito Antonio Tajani con vice Anna Maria Bernini[82].

Alla fine di ottobre Miccichè in Sicilia raggiunge un accordo politico con Italia Viva e Sicilia Futura in vista delle elezioni comunali di Palermo e delle regionali del 2022.[83]

Il 18 novembre 2021 aderisce al partito il deputato Gianluca Rospi, di Coraggio Italia.

Elezioni regionali in Calabria e amministrative del 2021[modifica | modifica wikitesto]

In Calabria, a seguito del decesso della presidente Santelli, vengono convocate nuove elezioni regionali. La coalizione di centrodestra candida il forzista Roberto Occhiuto alla presidenza, il quale risulta poi eletto con il 54% dei consensi. Il partito di Berlusconi con il 17,3% dei voti e sette consiglieri eletti, diventa il primo partito della regione.

Nei sei capoluoghi di regione al voto nel 2021, Forza Italia si presenta sempre all'interno delle coalizioni di centrodestra. L'alleanza risulta poi vincitrice in un solo capoluogo, Trieste, dove viene riconfermato il forzista Roberto Dipiazza. Negli altri cinque capoluoghi le liste berlusconiane ottengono il 5,3% a Torino (due seggi), il 7,1% a Milano (tre seggi), il 3,8% a Bologna (un seggio), l'8,5% a Trieste (quattro seggi), il 3,6% a Roma (un seggio, assegnato però a Marco Di Stefano dell'UdC) e il 6,6% a Napoli (tre seggi).

Ideologia e posizioni[modifica | modifica wikitesto]

I riferimenti culturali sono fondamentalmente riconducibili al moderno conservatorismo liberale[84] e alla tradizione moderata.[85][86]

Le tesi della dottrina sociale della Chiesa cattolica trovano spazio nella concezione secondo la quale la famiglia sia il nucleo fondamentale della società[87] e nella difesa del primato della persona in ogni sua consapevole espressione.[88]

Le posizioni in materia economica sono largamente basate sulle elaborazioni incentrate su privatizzazioni e liberalizzazioni[89][90] e sull'azione di governo di Margaret Thatcher e Ronald Reagan[91][92]. Propone infatti la chiusura di Equitalia[93], l'abolizione del limite sull'uso del contante[94] e l'eliminazione di alcune tasse come l'Irap, il bollo auto[95], l'Imu sulla prima casa e l'imposta sulle successioni e donazioni[96]. Il partito è inoltre favorevole all'introduzione della Flat tax al 23%[97][98], della web tax[99], del superbonus 110%[100], l'aumento delle pensioni minime[101] e un forte investimento verso gli Its[102]. Si dichiara contrario al salario minimo, al reddito di cittadinanza[103] e alla European Super League[104].

Sui diritti civili spesso ci sono opinioni discordanti, tuttavia il partito ha votato contro la legge sul biotestamento[105] e contro la legge sulle unioni civili per le coppie gay[106], proponendo anche (insieme a Lega e Fratelli d’Italia) un referendum abrogativo per abolire questa legge dopo la sua approvazione.[107][108] Il partito difende l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche[109] e ha proposto in passato una modifica della legge 194 al fine disincentivare l'aborto[110]. La linea ufficiale è inoltre contraria al matrimonio gay, alle adozioni gay,[111][112] alle misure di contrasto/prevenzione dell’omofobia (Ddl Zan),[113][114] alla legalizzazione della cannabis,[115][116] all'eutanasia[117], allo ius soli[118][119], all'utero in affitto[120], al servizio militare di leva[121], alla pena di morte[122], alle quote rosa[123], alla castrazione chimica[124], alla vivisezione[125] e alla legalizzazione del gioco d'azzardo[126].

Al fine di orientare i consumi, si ritiene che il sistema tributario non debba essere vessatorio, quanto piuttosto incentrato sulle imposte indirette e su quelle reali, rispetto a quelle dirette e personali[127][128][129][130][131][132][133][134][135]. Onde ridurre i costi del funzionamento della macchina statale, si mira ad una riorganizzazione della pubblica amministrazione ed alla soppressione degli enti valutati come "inutili"[133][136][137][138][139][140].

Altre opinioni riguardano una linea inequivocabilmente atlantista in materia di politica estera[141], sostiene infatti la legittimità dello stato di Israele[142], l'indipendenza del Kosovo[143][144], l'invio di armi all'Ucraina[145], la difesa di Taiwan[146] e l'integrità territoriale dell'Azerbaijan.[147] Un moderato europeismo[148][149][150], in particolare sostiene la creazione di un esercito comune europeo[151], il mantenimento del trattato di Schengen[152] e la riforma sul copyright europeo[153]. Resta però contrario alla direttiva Bolkestein[154], al Meccanismo europeo di stabilità[155] e al Fit for 55[156], inoltre sostiene che l'Euro abbia impoverito gli italiani[157]. Il mantenimento di buone relazioni con la Russia[158][159], con la Libia[160][161] e con l'Albania (per l'entrata nella UE)[162], libertà di coscienza in tematiche di bioetica come la ricerca sulle cellule staminali embrionali[163][164], l'istituzione di un Garante indipendente per la spesa sanitaria e la tutela dei diritti dei diversamente abili, posizioni rigorose contro l'immigrazione clandestina, in particolare tramite un blocco navale con l'Africa[165][166][167], i cinque quesiti del referendum sulla giustizia, quindi la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura inquirente[168], l'abrogazione della legge Severino, la riforma del Consiglio superiore della magistratura , la supervisione dei magistrati[169], nuove assunzioni e risorse per le forze dell'ordine[170], l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale e dei reati di opinione, la limitazione del carcere e della custodia cautelare[171], l'abrogazione della Legge Merlin al fine di riaprire le case chiuse[172][173][174], l'utilizzo dell'energia nucleare[175] e la costruzione di termovalorizzatori come mezzi per il contrasto della crisi climatica[176], la regolamentazione della caccia vista come una risorsa importante per l'economia[177], il Green pass e l'obbligo vaccinale come mezzi per incentivare le vaccinazioni e contrastare la pandemia di Covid-19[178][179], l'ammodernamento del sistema infrastrutturale italiano, tra cui il completamento dell'alta velocità ferroviaria[180][181], la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina[182][183], il terzo valico[184], il MOSE[185] e il Gasdotto Trans-Adriatico[186]. Si oppone fermamente al progetto cinese della Nuova via della seta, ritenendolo una strategia egenomica a danno delle imprese italiane.[187] Il partito è stato anche contrario al taglio dei parlamentari.[188]

Citiamo anche la necessità di incentivi per quanto riguarda le startup[189][190], una detassazione dei redditi per le nuove imprese giovanili, nonché l'opportunità di riforme costituzionali in senso federalista[191].

Il democristiano Alcide De Gasperi[192], il socialdemocratico Giuseppe Saragat, il repubblicano Ugo la Malfa[193], i liberali Luigi Einaudi[194][195] e Giovanni Malagodi[196], il «ministro dell'Armonia» Giuseppe Tatarella[197][198], il leader socialista Bettino Craxi[199][200][201][202], i filosofi Lucio Colletti[203][204][205][206] e Ayn Rand[207], i giornalisti Oriana Fallaci e Indro Montanelli[208][209] e gli economisti Friedrich von Hayek e Milton Friedman[210], sono infine i padri nobili ai quali richiamarsi.

Associazioni e fondazioni[modifica | modifica wikitesto]

Scissioni[modifica | modifica wikitesto]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Gli organi principali previsti dallo statuto sono il Congresso Nazionale, il Presidente, il Vicepresidente, il Consiglio Nazionale, l'Ufficio di Presidenza e l'Amministratore Nazionale.

Il Congresso Nazionale definisce la linea da perseguire, elegge il Presidente, 6 membri dell'Ufficio di Presidenza, 50 membri del Consiglio Nazionale e si riunisce in via ordinaria ogni 3 anni; è convocato dal Presidente su delibera dell'Ufficio di Presidenza, che ne stabilisce il luogo, la data e l'ordine del giorno.

Il Presidente resta in carica 3 anni e può essere rieletto. Le sue funzioni consistono nel dirigere e rappresentare il partito in tutte le sedi.

Il Consiglio Nazionale promuove e coordina l'azione politica degli indirizzi programmatici dettati dal Congresso Nazionale e si occupa del Collegio Nazionale dei Probiviri.

L'Amministratore Nazionale, eletto a maggioranza dei presenti dal Consiglio Nazionale su proposta dell'Ufficio di Presidenza, rimane in carica tre anni. Svolge un ruolo di legale rappresentanza di fronte ai terzi ed in giudizio senza alcuna limitazione, per gli atti riferibili agli Organi Nazionali, con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Egli è abilitato alla riscossione dei contributi previsti dalla legge.

L'ufficio di Presidenza attua infine le deliberazioni del Congresso Nazionale e del Consiglio Nazionale, coordinando l'attività dei gruppi parlamentari.

Organizzazione interna[modifica | modifica wikitesto]

La sua composizione è stata formalizzata il 24 marzo 2014 e prevede 30 membri effettivi con diritto di voto, affiancati da altri 38 colleghi.[229]

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Vice presidente[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatore Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vice coordinatore Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Coordinamento di Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Il coordinamento è composto da:[80]

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altre cariche[modifica | modifica wikitesto]

Organi territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatori regionali[230][modifica | modifica wikitesto]

Club Forza Silvio[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni immediatamente successivi alla rinascita del partito sono stati lanciati i Club Forza Silvio, guidati da Marcello Fiori.[234]

Alla data dell'8 dicembre 2013 risultavano 3.386 club,[235] saliti, secondo i dati forniti dal partito, a circa 7 000 l'11 gennaio 2014;[236] l'obiettivo di Silvio Berlusconi era quello di arrivare a 12.000 club in Italia entro sei mesi.[235]

Forza Italia all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Marcello Fiori, coordinatore nazionale dei Club Forza Silvio, ha designato Maria Garcia quale coordinatrice per l'Europa.

Forza Italia Giovani[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente l'organizzazione giovanile è stata la Giovane Italia, già operante all'interno del PdL e membro dei Giovani del Partito Popolare Europeo.

Successivamente è stata riassunta la precedente denominazione Forza Italia Giovani .[237]

Alla presidenza viene confermata Annagrazia Calabria, il suo vice è Armando Cesaro (figlio di Luigi Cesaro), con Maria Tripodi che assume la carica la responsabile nazionale dell'organizzazione.

In data 3 agosto 2019, Marco Bestetti viene nominato alla guida di Forza Italia Giovani.

Rappresentanti istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Capogruppo alla Camera[modifica | modifica wikitesto]

Capogruppo al Senato[modifica | modifica wikitesto]

Capodelegazione al Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi presidente[51]

XVII legislatura
67 deputati[238]

Gruppo Forza Italia - Berlusconi Presidente[239]

XVIII legislatura
76 deputati

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura[52]

XVII legislatura
61 senatori[240]

Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC[241]

XVIII legislatura
48 senatori

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo del Partito Popolare Europeo

VII legislatura
15 eurodeputati
VIII legislatura
12 eurodeputati
IX legislatura
11 eurodeputati

Presidente del Senato[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Risultati elettorali di Forza Italia per regione italiana.
Elezione Voti % Seggi
Europee 2014 4.614.364 16,81
13 / 73
Politiche 2018 Camera 4.590.774 14,00
104 / 630
Senato 4.352.380 14,43
57 / 315
Europee 2019 2.351.673 8,79
7 / 76

Iscritti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013: dati non disponibili
  • 2014: dati non disponibili
  • 2015: 100 000[242]
  • 2016: 111 000[243]
  • 2017: dati non disponibili
  • 2018: dati non disponibili
  • 2019: dati non disponibili

Simboli storici e attuali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.gruppoforzaitalia-berlusconipresidente.it/?p=699
  2. ^ http://www.affaritaliani.it/politica/le-colombe-aprono-ad-alleanze-future-con-forza-italia.html
  3. ^ Dwayne Woods, The Many Faces of Populism in Italy: The Northern League and Berlusconism, in The Many Faces of Populism: Current Perspectives, Emerald Group, 2014, pp. 28, 41–44.
  4. ^ Antonelli F., Neo-populism in the Italian Social Science Debate. Seeking a New Sociological Imagination (2018)
  5. ^ McDonnel D., Bobba G., Different Types of Right-Wing Populist Discourse in Government and Opposition: The Case of Italy (2016)
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  7. ^ Bobba G., Legnante G., Populist Political Communication in Europe, Routledge, 2016.
  8. ^ De Petris A., Seddone A., Populismi e la destra in Italia in Democrazia e Diritti Umani (luglio 2020)
  9. ^ Manuela Caiani, Paolo R. Graziani, Varieties of populism: insights from the Italian case (2016)
  10. ^ Populism: concepts and conditions for its rise in Europe di Hanspeter Kriesi in Comunicazione politica (2015)
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  19. ^ linkiesta.it, https://www.linkiesta.it/2017/08/berlusconi-abbraccia-la-merkel-e-leuropeismo-ed-era-ora/.
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  22. ^ https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13544615/mariastella-gelmini-foglio-di-via-ai-ribelli-di-forza-italia.html
  23. ^ http://www.ilgiornale.it/news/politica/berlusconi-noi-guardiamo-ppe-fi-sar-forza-trainante-1495864.html/
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  25. ^ http://www.ilgiornale.it/news/politica/ppe-vittoria-forza-italia-antonio-tajani-eletto-vice-1788328.html
  26. ^ https://www.eppgroup.eu/it/
  27. ^ Include gli onorevoli Michela Vittoria Brambilla e Alessandro Battilocchio, esponenti di Forza Italia con doppia tessera;rispettivamente del Movimento Animalista e del NPSI.
  28. ^ Include l'onorevole Francesco Giro, il quale a partire dal 2020 è tesserato sia a Forza Italia sia alla Lega, pur rimanendo nel gruppo al Senato della stessa Forza Italia.
  29. ^ Include l'eurodeputato ex-Lega Andrea Caroppo, il quale è passato in Forza Italia e al PPE nel 2021 ed è anche tesserato al movimento da lui fondato, "Sud in Testa".
  30. ^ Copia archiviata, su forzaitaliagiovani.org. URL consultato il 12 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2019).
  31. ^ Il Pdl esplode, scissione di Alfano: pronti i gruppi 'Nuovo centrodestra' - Politica - quotidiano.net Il Pdl esplode, scissione di Alfano: pronti i gruppi 'Nuovo centrodestra'
  32. ^ Pdl, è scissione. Alfano: "Non aderiamo a FI". Pronti nuovi gruppi, ira dei falchi, su la Repubblica, 15 novembre 2013. URL consultato il 13 novembre 2021.
  33. ^ Archivio Corriere della Sera, su archivio.corriere.it. URL consultato il 13 novembre 2021.
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