Partito Popolare Polacco

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Partito Popolare Polacco
(PL) Polskie Stronnictwo Ludowe
Leader Waldemar Pawlak
Stato Polonia Polonia
Fondazione 5 maggio 1990
Ideologia Ruralismo,[1]
Cristianesimo democratico[1]
Collocazione Centro[1]
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Seggi Camera
28 / 460
Seggi Senato
2 / 100
Seggi Europarlamento
4 / 51
Colori verde
Sito web www.psl.pl

Il Partito Popolare Polacco (in polacco Polskie Stronnictwo Ludowe, abbreviato PSL) è un partito politico polacco centrista e ruralista.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo PSL[modifica | modifica sorgente]

Il primo PSL fu fondato da Wincenty Witos, dopo la Prima guerra mondiale, riunendo vari movimenti agrari (Ruralismo) e rappresentò uno dei più importanti partiti della Seconda Repubblica Polacca. Durante la Seconda guerra mondiale, il PSL prese parte al governo in esilio. Alla fine della guerra il leader del partito, Stanislaw Mikolajczyk, fece ritorno in patria con lo scopo di riorganizzare il partito in chiave anti-sovietica. La dittatura comunista per evitarne la nascita organizzò un Partito filo-agrario, satellite di quello comunista, al quale il PSL fu costretto ad aderire formalmente.

Dopo il 1989[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989, dopo la caduta del comunismo, il PSL riacquistò il suo nome originario e si schierò con Solidarnosc e nel 1990 prese parte ad una coalizione di governo con l'Alleanza della Sinistra Democratica, i socialdemocratici post-comunisti. Coalizione di fatto confermata nel 2001, quando il PSL raccolse il 9% dei voti.

Alle elezioni europee del 2004 il PSL raccolse il 6% dei voti, elesse 4 deputati ed entrò a far parte del Partito Popolare Europeo, composto da conservatori e democratici cristiani.

Alle politiche del 2005 il partito ha raccolto il 7% dei voti, ha eletto 25 deputati ed è passato all'opposizione del governo di destra guidato da Diritto e Giustizia, con il sostegno esterno della Lega delle Famiglie Polacche e di Autodifesa della Repubblica di Polonia. Nel dicembre 2005, tre deputati europei su quattro del PSL, sollevando l'opposizione dei vertici del partito, hanno deciso di abbandonare il gruppo del PPE per aderire a quello dell'Unione per l'Europa delle nazioni, composto da partiti di destra nazionalista come Alleanza Nazionale ed il Fianna Fàil irlandese.

Alle elezioni politiche del 2007 il PSL, approfittando dell'opposizione al governo nazionalista guidato dal PiS, ha incrementato sia i propri voti (8,9%, + 1,9%), che i propri seggi (31, +6), approfittando del calo di Autodifesa della Repubblica di Polonia (agrari nazionalisti) e della Lega delle Famiglie Polacche (nazionalisti cattolici). PSL, con Piattaforma Civica, liberali, è membro del nuovo governo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, Poland in Parties and elections. URL consultato il 14 luglio 2013.

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