Partito di Coalizione Nazionale

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Partito di Coalizione Nazionale
(FI) Kansallinen Kokoomus
(SV) Samlingspartiet
Segretario Petteri Orpo[1]
Stato Finlandia Finlandia
Sede Kansakoulukuja 3/A, FI-00100 Helsinki
Fondazione 9 dicembre 1918
Ideologia Liberalismo[2][3][4][5],
Liberalismo conservatore[6][7],
Conservatorismo[8][9],
Europeismo
Collocazione Centrodestra[10]
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parl. europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionale Unione Democratica Internazionale
Seggi Parlamento
37 / 200
Seggi Europarlamento
3 / 13
Organizzazione giovanile Kokoomusnuoret
Iscritti 41 000[11] (2011)
Sito web kokoomus.fi
Sede della sezione di Turku del partito

Il Partito di Coalizione Nazionale (in finlandese Kansallinen Kokoomus, Kok) è uno dei partiti più antichi della Finlandia.

Kok è uno dei tre maggiori partiti politici insieme al Partito Socialdemocratico e al Partito di Centro. La percentuale del KOK è di circa il 20% dei voti. Kok aderisce all'Unione Democratica Internazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1918, alla Rivoluzione d'Ottobre e alla dissoluzione dell'Impero tedesco in Finlandia esistevano due fazioni conservatrici: una che guardava con favore all'Impero Russo (il Partito dei Finlandesi) e una a quello tedesco (Partito dei Giovani Finlandesi).

Con la dissoluzione di entrambi, le fazioni sono confluite nel Partito di Coalizione Nazionale (salvo una corrente di minoranza dei giovani finlandesi che fondò il Partito Progressista Nazionale).

Il partito negli anni trenta è stato travagliato da divisioni interne con l'avvento sulla scena internazionale del fascismo e con la creazione del Movimento Popolare Patriottico (IKL) formato da membri che disapprovavano la linea pro-democrazia del partito. L'IKL fu successivamente proibito con la fine della Seconda guerra mondiale. In questo periodo il leader del partito, Edwin Linkomies, fu Primo ministro tra il 1943 e il 1944, durante la difficile fase della Guerra di Continuazione, anche se in un secondo momento perderà la fiducia stessa del partito e non verrà rieletto.

Una minore divisione ci fu negli anni cinquanta con la formazione dei cristiano-democratici.

Il partito nel corso della storia della Finlandia ha preso parte a governi di coalizione, soprattutto durante il periodo pre-bellico.

Il leader del partito è Alexander Stubb, eletto nel 2014.

Sauli Niinistö del KOK si candidò alla presidenza del paese arrivando al ballottaggio con il presidente uscente Tarja Halonen. Arrivato al secondo turno è stato battuto dalla Halonen con il 51.8% contro il 42.8% annunciando che si candiderà alla presidenza del consiglio per le elezioni parlamentari del 2007 dove il partito è dato come favorito per essere il primo partito del paese confortato dalle elezioni elezioni europee del 2004 in cui risultò il maggior partito finlandese.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il KOK può essere definito un partito di centrodestra liberalconservatore. Esso è favorevole al libero mercato, ad una ridotta presenza dello stato nel settore industriale, alla salvaguardia del welfare, e considera positiva una limitata privatizzazione della sanità e della scuola. Marcato il sostegno nei riguardi dell'Unione europea e degli organisimi internazionali come la NATO. Per quanto riguarda la salvaguardia della famiglia, all'interno del partito vi sono voci divergenti tra conservatori e riformisti nell'ambito della laicità ma la maggior parte è favorevole ad un insegnamento religioso.

Lista dei presidenti del partito[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni legislative[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/- Status
1919 151 018 15,7 (3.º)
28 / 200
Opposizione
1922 157 116 18,2 (3.º) Green Arrow Up.svg2,5
35 / 200
Green Arrow Up.svg7 Opposizione
1924 166 880 19,0 (3.º) Green Arrow Up.svg0,8
38 / 200
Green Arrow Up.svg3 Governo
1927 161 450 17,7 (3.º) Red Arrow Down.svg1,3
34 / 200
Red Arrow Down.svg4 Opposizione
1929 138 008 14,5 (3.º) Red Arrow Down.svg3,2
28 / 200
Red Arrow Down.svg6 Opposizione
1930 203 958 18,1 (3.º) Green Arrow Up.svg3,6
42 / 200
Green Arrow Up.svg14 Governo
1933 187 527 16,9 (3.º) Red Arrow Down.svg1,2
18 / 200
Red Arrow Down.svg24 Opposizione
1936 121 619 10,4 (4.º) Red Arrow Down.svg6,5
20 / 200
Green Arrow Up.svg2 Opposizione
1939 176 215 13,6 (3.º) Green Arrow Up.svg3,2
25 / 200
Green Arrow Up.svg5 Opposizione
1945 255 394 15,0 (4.º) Green Arrow Up.svg1,4
28 / 200
Green Arrow Up.svg3 Governo
1948 320 366 17,0 (4.º) Green Arrow Up.svg2,0
33 / 200
Green Arrow Up.svg5 Opposizione
1951 264 044 14,6 (4.º) Red Arrow Down.svg2,4
28 / 200
Red Arrow Down.svg5 Opposizione
1954 257 025 12,8 (4.º) Red Arrow Down.svg1,8
24 / 200
Red Arrow Down.svg4 Opposizione
1958 297 094 15,3 (4.º) Green Arrow Up.svg2,5
29 / 200
Green Arrow Up.svg5 Governo
1962 346 638 15,1 (4.º) Red Arrow Down.svg0,2
32 / 200
Green Arrow Up.svg3 Governo
1966 326 928 13,8 (4.º) Red Arrow Down.svg1,3
26 / 200
Red Arrow Down.svg6 Opposizione
1970 457 582 18,0 (2.º) Green Arrow Up.svg4,2
37 / 200
Green Arrow Up.svg11 Opposizione
1972 453 434 17,6 (2.º) Red Arrow Down.svg0,4
34 / 200
Red Arrow Down.svg3 Opposizione
1975 505 145 18,4 (3.º) Green Arrow Up.svg0,8
35 / 200
Green Arrow Up.svg1 Opposizione
1979 626 764 21,7 (2.º) Green Arrow Up.svg3,3
47 / 200
Green Arrow Up.svg12 Opposizione
1983 659 078 22,1 (2.º) Green Arrow Up.svg0,4
44 / 200
Red Arrow Down.svg3 Opposizione
1987 666 236 23,1 (2.º) Green Arrow Up.svg1,0
53 / 200
Green Arrow Up.svg9 Governo
1991 526 487 19,3 (3.º) Red Arrow Down.svg3,8
40 / 200
Red Arrow Down.svg13 Governo
1995 497 624 17,9 (3.º) Red Arrow Down.svg1,4
39 / 200
Red Arrow Down.svg1 Governo
1999 563 835 21,0 (3.º) Green Arrow Up.svg3,1
46 / 200
Green Arrow Up.svg7 Governo
2003 517 904 18,6 (3.º) Red Arrow Down.svg2,4
40 / 200
Red Arrow Down.svg6 Opposizione
2007 616 841 22,3 (2.º) Green Arrow Up.svg3,7
50 / 200
Green Arrow Up.svg10 Governo
2011 599 138 20,4 (1.º) Red Arrow Down.svg1,9
44 / 200
Red Arrow Down.svg6 Governo
2015 540 212 18,2 (2.º) Red Arrow Down.svg2,2
37 / 200
Red Arrow Down.svg7 Governo

Elezioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Anno Voti % +/- Seggi +/-
1996 453 729 20,2 (3.º)
4 / 16
1999 313 960 25,3 (1.º) Green Arrow Up.svg5,1
4 / 16
Straight Line Steady.svg
2004 393 084 23,7 (1.º) Red Arrow Down.svg1,6
4 / 14
Straight Line Steady.svg
2009 386 416 23,2 (1.º) Red Arrow Down.svg0,5
3 / 13
Red Arrow Down.svg1
2014 390 376 22,6 (1.º) Red Arrow Down.svg0,6
3 / 13
Straight Line Steady.svg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Orpo ousts Stubb from NCP leadership, Yle.fi, 11 giugno 2016. URL consultato il 12 giugno 2016.
  2. ^ Finn Laurson, The Nordic countries: Between scepticism and adaption, in National Politics and European Integration: From the Constitution to the Lisbon Treaty, Edward Elgar, 2010, p. 188.
  3. ^ (FI) Matti Muukkonen, Kokoomus konservatismista liberalismiin (PDF), arkisto.kokoomus.net, 12 settembre 2005. URL consultato il 24 luglio 2011.
  4. ^

    « Kyllä se linja, jota meidän puolueen puheenjohtaja Jyrki Katainen vetää, on yksiselitteisen liberaali. Se panostaa monikulttuurisuuteen, suhtautuu myönteisesti maahanmuuttoon ja ylipäätään kansainvälisyyteen »

    (Intervista a Alexander Stubb su YLE TV 1: Puolueet koolla: Kokoomus. Mandato in onda il 12 giugno 2010)
  5. ^ (FI) Kisa konservatiivien äänistä käy kuumana, Yle uutiset, 11 ottobre 2010. URL consultato il 14 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2011).
  6. ^ Rauli Mickelsson:Suomen puolueet-historia, muutos ja nykypäivä (Vastapaino, 2007) s. 401
  7. ^ Parties and Elections in Europe
  8. ^ Christina Bergqvist, Equal Democracies?: Gender and Politics in the Nordic Countries, Nordic Council of Ministers, 1º gennaio 1999, p. 319–, ISBN 978-82-00-12799-4.
  9. ^ Nanna Kildal e Stein Kuhnle, Normative Foundations of the Welfare State: The Nordic Experience, Routledge, 7 maggio 2007, p. 74–, ISBN 978-1-134-27283-9.
  10. ^ (EN) Josep M. Colomer, Political Institutions in Europe, Routledge, 25 luglio 2008, p. 260, ISBN 978-1-134-07354-2.
  11. ^ (FI) Mikko Niemelä, Perussuomalaisilla hurja tahti: "Jäseniä tulee ovista ja ikkunoista", Kauppalehti, 13 marzo 2011. URL consultato il 20 aprile 2011.
  12. ^ (EN) Yle, Alexander Stubb is new National Coalition chair, likely to become PM, yle.fi, 14 giugno 2014. URL consultato il 15 giugno 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]