Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria

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Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria
Граждани за европейско развитие на България
Leader Boyko Borisov
Stato Bulgaria Bulgaria
Fondazione 2006
Sede Sofia
Ideologia Conservatorismo nazionale[1], Populismo[2]
Collocazione Centro-destra
Partito europeo Partito Popolare Europeo
Gruppo parlamentare europeo Partito Popolare Europeo
Sito web http://www.gerb.bg/

Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (Граждани за европейско развитие на България, ГЕРБ, Graždani za evropejsko razvitie na Bălgarija, GERB) è un partito politico bulgaro, membro del Partito Popolare Europeo.

GERB, di orientamento marcatamente conservatore, nasce nel 2006 quale associazione senza scopo di lucro. Il suo indiscusso leader è Bojko Borisov, sindaco di Sofia e precedentemente deputato del Movimento Nazionale Simeone II, un soggetto maggiormente centrista e liberale.

Il debutto ufficiale alle elezioni europee avviene nel del 2007, nelle quali con il 21,7% dei consensi diviene il primo partito bulgaro, superando la Piattaforma dei Socialisti Europei (composta tra gli altri dal PSB) e il Movimento per i Diritti e le Libertà.

Alle elezioni politiche del 2009 GERB ottenne il 39,7% dei voti e 116 seggi su 240. Borisov divenne primo ministro a guida di un governo composto unicamente da esponenti di GERB. Alle elezioni europee dello stesso anno, GERB calò al 24,3%, ma incrementò i voti rispetto alle europee precedenti e si confermò primo partito. Nel settembre 2011 le esponenti di GERB Rosen Plevneliev e Margarita Popova vinsero le elezioni rispettivamente come Presidente e Vicepresidente della Bulgaria. Nel febbraio 2013 le proteste di piazza per la crisi economica spinsero Borisov a dare le dimissioni anticipatamente; le nuove elezioni erano infatti previste per il luglio dello stesso anno[3].

Alle elezioni politiche anticipate del 2013, GERB si confermò prima forza politica del Paese, ma calò al 30,5% ed ottenne 97 seggi (- 19). I conservatori, non potendo contare su un'ampia maggioranza, si rifiutarono di formare il nuovo governo[4] e si ritrovarono così all'opposizione del governo guidato da Plamen Oresharski, sostenuto dai socialisti e dai turco-liberali, che potevano contare su 120 seggi su 240[5]. La formazione del nuovo governo, però, non fermò le proteste di piazza[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Parties and Elections in Europe
  2. ^ Populist promises to clean up Bulgaria - FT.com
  3. ^ Bulgaria: la piazza spinge il governo Borisov alle dimissioni | Atlas
  4. ^ http://www.agenzianova.com/a/512b549f3934e6.71471167/703028/2013-02-25/bulgaria-gerb-rifiuta-incarico-di-formare-il-nuovo-governo
  5. ^ Bulgaria, a economista Oresharski incarico nuovo Governo - Politica - Nuova Europa - ANSA.it
  6. ^ la Bulgaria e la «Rivolta calma» che sfida il Governo con Umorismo