Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria

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Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria
Граждани за европейско развитие на България
Logo GERB PP.png
LeaderBojko Borisov
StatoBulgaria Bulgaria
SedeSofia
Fondazione2006
IdeologiaConservatorismo nazionale[1], Populismo[2], Europeismo
CollocazioneCentro-destra
Partito europeoPartito Popolare Europeo
Gruppo parl. europeoGruppo del Partito Popolare Europeo
Seggi Assemblea nazionale
95 / 240
Seggi Europarlamento
6 / 17
Iscritti86 000 (2016)
Sito webwww.gerb.bg/

Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (in bulgaro: Граждани за европейско развитие на България - ГЕРБ; trasl. Graždani za evropejsko razvitie na Bălgarija - GERB) è un partito politico bulgaro di orientamento conservatore e liberale fondato nel 2006.

Guidato da Bojko Borisov, già sindaco di Sofia e deputato del Movimento Nazionale Simeone II, è membro del Partito Popolare Europeo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito si presenta per la prima volta alle elezioni europee del 2007, in cui ottiene il 21,7% dei voti attestandosi come la prima forza politica del Paese: supera dunque la Piattaforma dei Socialisti Europei, formata, tra gli altri, dal Partito Socialista Bulgaro, e il Movimento per i Diritti e le Libertà.

Alle elezioni parlamentari del 2009 il GERB ottenne il 39,7% dei voti e 116 seggi su 240. Borisov divenne primo ministro a guida di un governo composto unicamente da esponenti di GERB. Alle elezioni europee dello stesso anno, GERB calò al 24,3%, ma incrementò i voti rispetto alle europee precedenti e si confermò primo partito. Nel settembre 2011 le esponenti di GERB Rosen Plevneliev e Margarita Popova vinsero le elezioni rispettivamente come Presidente e Vicepresidente della Bulgaria. Nel febbraio 2013 le proteste di piazza per la crisi economica spinsero Borisov a dare le dimissioni anticipatamente; le nuove elezioni erano infatti previste per il luglio dello stesso anno[3].

Alle elezioni parlamentari del 2013, GERB si confermò prima forza politica del Paese, ma calò al 30,5% ed ottenne 97 seggi (- 19). I conservatori, non potendo contare su un'ampia maggioranza, si rifiutarono di formare il nuovo governo[4] e si ritrovarono così all'opposizione del governo guidato da Plamen Oresharski, sostenuto dai socialisti e dai turco-liberali, che potevano contare su 120 seggi su 240[5]. La formazione del nuovo governo, però, non fermò le proteste di piazza[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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