Partito Autonomista Trentino Tirolese

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Partito Autonomista Trentino Tirolese
PATT 2013.jpg
Presidente Linda Tamanini
Segretario Franco Panizza
Vicesegretario Simone Marchiori
Stato Italia Italia
Sede Via Roma 7, 38122 Trento
Fondazione 17 gennaio 1988
Ideologia Autonomismo,
Cristianesimo democratico.
Collocazione Centro
Coalizione Grande coalizione (2013-attualmente)
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
1 / 315
Nel gruppo Per le Autonomie
Seggi Consiglio provinciale
7 / 35
Testata Stelle Alpine
Colori Bianco, Rosso
Sito web

Il Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT), in tedesco Autonomistische Welschtiroler/Trientiner Tiroler Partei, è un partito politico regionale italiano radicato nel Trentino, di ispirazione chiaramente autonomista vicina al Cristianesimo democratico. È stato fondato il 17 gennaio 1988, anche se, pur con sigle diverse (ASAR, PPTT, PPTT-UE, UATT, AI, ecc), la sua storia inizia nel 1945.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le radici: l'A.S.A.R. e il P.P.T.T.[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Partito Popolare Trentino Tirolese.

Le radici storiche del Partito Autonomista Trentino Tirolese vanno ricondotte ad una associazione di carattere culturale e autonomista, l'Associazione Studi Autonomistici Regionali (ASAR). L'A.S.A.R., attiva dopo la seconda guerra mondiale a partire dal settembre del 1945, che fu un movimento decisivo per l'ottenimento dello statuto speciale per l'intero territorio del Trentino-Alto Adige (lo slogan del movimento era infatti «autonomia integrale da Borghetto al Brennero»).

L'associazione, molto diffusa soprattutto in Valsugana, Vallagarina, Val di Fiemme e Val di Fassa, aprì in breve tempo una sede a Trento, delle sedi staccate in tutto il territorio e fondò il giornale "Autonomia", la cui direzione era composta da Silvio Bortolotti e Remo Defant. Tra l'ottobre del 1945 e l'aprile del 1946 vennero tenute oltre 400 riunioni in tutte le valli trentine. Il primo congresso dell'A.S.A.R. si tenne a Trento nella Sala della Filarmonica, alla presenza di 230 rappresentanti delle sezioni regionali.[1]

Nel quarto congresso svoltosi il 25 luglio 1948, l'A.S.A.R. decretò il suo scioglimento e la sua trasformazione in un soggetto politico, il Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT). Inoltre, una minoranza dei delegati costituì un altro gruppo di ispirazione autonomista, Autonomia Integrale (AI).

La spaccatura e il P.A.T.T.[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio degli anni '80 nel P.P.T.T. iniziarono ad emergere due anime, una più conservatrice e una più dinamica. Nel 1981, il coordinatore del movimento giovanile si dimise accusando i vertici del partito di atteggiamenti antidemocratici. Alla spaccatura si arrivò l'anno successivo, nel 1982.[1]

Alle elezioni provinciali del 1983 ad entrambi i partiti nati dalla spaccatura venne proibito dal tribunale l'utilizzo del simbolo storico; si presentarono così due liste: una, l'Unione Autonomista Trentino Tirolese (UATT), col simbolo dell'SVP, che elesse tre consiglieri (Franco Tretter, Eugenio Binelli e Guido Sembenotti) e una col nome di Autonomia Integrale (AI), che elesse il suo leader Enrico Pruner e Domenico Fedel.[2]

Il 29 maggio 1987 i Congressi dei due partiti, UATT e Autonomia Integrale, dichiararono la volontà di unirsi nuovamente in un unico partito, cosa che avvenne il 17 gennaio 1988 a Riva del Garda con la fondazione del Partito Autonomista Trentino Tirolese[2][3] di cui divenne segretario politico Carlo Andreotti.[1]

Nel centro-destra[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 1993 il P.A.T.T. ottenne il 20,2% dei voti, ed un autonomista, Andreotti, assunse per la prima volta la presidenza provinciale. A capo di coalizioni basate su difficili equilibri politici, Andreotti dovette formare tre diverse giunte provinciali nei cinque anni della legislatura (1994-1999).

Con le elezioni regionali del 1998, divenne presidente della provincia Lorenzo Dellai, a capo di una coalizione di centro-sinistra.

Alle elezioni provinciali del 1998 il P.A.T.T. ha fatto eleggere 4 consiglieri. A causa di contrasti in occasione della composizione della giunta provinciale però il mondo autonomista si è così scomposto: in giunta sono entrati Franco Panizza e Dario Pallaoro (e poi Carlo Andreotti come Presidente), Sergio Casagranda (eletto nella lista autonomista Autonomia Integrale - Federazione Autonomista Regionale (AI-FAR), e Sergio Muraro, eletto nella Lista Dini.[1]

Nel maggio 2001 è nato il partito degli Autonomisti Trentini - Genziane, con presidente Dario Pallaoro e segretario politico Renzo Foladori.[1]

Il P.A.T.T. si avvicinò invece al centro-destra, stringendo un'alleanza con la Casa delle Libertà per le politiche del 2001, nelle quali il segretario del partito, Giacomo Bezzi, venne candidato alla Camera nel collegio della Val di Non, dove fu sconfitto da Luigi Olivieri (dei Democratici di Sinistra). A seguito della sconfitta, nella seconda parte della legislatura il PATT abbandonò il centro-destra e si alleò nel Consiglio Regionale con il centro-sinistra e la SVP, eleggendo alla presidenza della regione Andreotti, governatore della regione dal 2002 al 2004.

Nel centro-sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Franco Panizza, segretario del PATT dal 2012, è stato eletto senatore nel 2013.

Alle elezioni provinciali del 2003 il partito ha scelto di sostenere Dellai e il centro-sinistra (ottenendo il 9,0% dei consensi), mentre Andreotti ha abbandonato il partito e fondato Trentino Autonomista, formazione alleata con il centro-destra.

Nella XIII Legislatura (iniziata nel 2004) il leader del PATT, Giacomo Bezzi, ha assunto la presidenza del Consiglio Provinciale, fino all'elezione a deputato nell'aprile 2006 nella lista comune SVP-PATT.

Il congresso celebrato il 22 aprile 2007 a Levico Terme ha sancito la riunificazione del movimento Autonomisti Trentini - Genziane con il PATT, mentre l'ex leader Andreotti ha continuato a mantenere una posizione indipendente nei confronti del partito.

L'evoluzione del quadro politico nazionale conseguente alla caduta del Governo Prodi II nel gennaio 2008, ha acuito le tensioni interne al partito, nel quale alcuni esponenti di minoranza hanno richiesto inutilmente un ricollocamento più vicino al centro-destra: il dibattito, comune a quello in corso nell'SVP, ha provocato la defezione di Giacomo Bezzi dal movimento[4] e, nelle elezioni politiche del 2008, un sensibile calo di consensi che ha privato il partito della propria rappresentanza a Montecitorio[5].

Nelle elezioni provinciali del 2008 il partito ha ottenuto l'8,5% dei voti ed ha eletto tre consiglieri. Gli esponenti del PATT, Franco Panizza e Ugo Rossi, vengono nominati assessori provinciali da Lorenzo Dellai. Nelle elezioni delle Comunità di Valle, che si sono svolte il 24 ottobre 2010, ha ottenuto risultati abbastanza eterogenei negli ex-comprensori, tuttavia il PATT si è attestato mediamente al 20,03%.

Alle elezioni politiche del 2013 il PATT elegge due parlamentari: Mauro Ottobre alla Camera dei Deputati nella lista SVP e Franco Panizza al Senato nel collegio uninominale di Trento, sostenuto anche da Partito Democratico (PD) e Unione per il Trentino (UpT), nell'ambito di un'alleanza che ha portato ad eleggere anche Giorgio Tonini (PD) nel collegio di Pergine Valsugana e Vittorio Fravezzi (UpT) nel collegio di Rovereto.

Il 13 luglio 2013 il PATT partecipa alle primarie del centrosinistra autonomista per il presidente della provincia autonoma di Trento con Ugo Rossi che vince superando Alessandro Olivi (PD), Mauro Gilmozzi (UpT), Alexander Schuster (PSI) e Lucia Coppola (Verdi). Il 27 ottobre alle elezioni provinciali Rossi viene eletto con il 58,12% delle preferenze. Ottimo anche il risultato della lista che con il 17,55% è il secondo partito dopo il PD, riuscendo ad eleggere sette consiglieri oltre al presidente.

Nel giugno 2016 l'onorevole Mauro Ottobre abbandona il PATT, criticandone la gestione e il segretario Franco Panizza.

Valori[modifica | modifica wikitesto]

Il partito fonda la sua azione politica ai principi morali derivanti dalla tradizionale Weltanschauung cristiana, dalla dottrina sociale della Chiesa e dalla visione interclassista ispirandosi ai valori di libertà, eguaglianza, solidarietà, sussidiarietà, volontariato, cooperazione, famiglia, ponendosi come ponte fra il mondo latino e la cultura mitteleuropea. [6]

Il PATT ispira la propria azione politica ai valori dell’autonomia politica e culturale, del federalismo e dell’autogoverno, quali tradizionali valori comuni delle popolazioni trentino-tirolesi. La salvaguardia dell’Autonomia rimane l’obiettivo storico del partito ribadendo però che l’Autonomia non deve essere fine a se stessa, ma deve essere strumento per lo sviluppo del Trentino. Il PATT si batte inoltre per il raggiungimento di una completa autonomia su tutto il territorio, con conseguente diritto all’autogoverno e all’autogestione dell’economia, della finanza, della scuola, della cultura, della sanità, della previdenza e delle politiche sociali, della giustizia e dell’ordine pubblico.[6]

Il PATT ribadisce la propria vocazione europeista e il proprio impegno a collaborare con la vicina provincia di Bolzano e con il Tirolo alla costruzione di una Euroregione Trentino-Tirolese mirando ad un’Europa delle Regioni in cui trovi piena applicazione il principio di sussidiarietà.[6]

Il PATT, richiamandosi al diritto dell’autogoverno, riafferma con vigore la propria diretta discendenza dal movimento dell’ASAR e su tale modello fonda anche la dialettica interna aperta al confronto con tutti, privilegiando però l’anima trentina autentica, le vallate e la montagna, la parte di società più lontana dai centri di potere economico e politico.[6]

Il PATT riconosce che al fine di conquistare ulteriori spazi di credibilità deve essere osservata una rigorosa disciplina di partito nel pieno rispetto degli organi preposti e dei ruoli a ciascuno affidati democraticamente dal congresso e dagli altri organi elettivi. Per un’efficace azione politica va curata e potenziata l’organizzazione interna e quella sul territorio con commissioni di partito e referenti affidabili in ogni comune del Trentino, in grado di costituire una forte cinghia di trasmissione fra la periferia e il centro.[6]

Congressi[modifica | modifica wikitesto]

Ugo Rossi, segretario dal 2003 al 2012, nel 2013 è stato eletto presidente della provincia autonoma di Trento

Cariche del partito[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Politiche[modifica | modifica wikitesto]

Voti Seggi
Politiche del 2001 Camera Nella CdL 0
Politiche del 2006 Camera Nella lista SVP 1
Politiche del 2008 Camera Nella lista SVP 0
Politiche del 2013 Camera Nella lista SVP 1
Senato 58.753[7] 1

Regionali e Provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni voti  % seggi
Regionali del 1988 29 624 9,6% 3
Regionali del 1993 62 138 20,2% 7
Regionali del 1998 35 281 12,4% 4
Provinciali del 2003 24 261 9,0% 3
Provinciali del 2008 23 335 8,5% 3
Provinciali del 2013 41 684 17,5% 8

I risultati[8] sono riferiti al solo collegio di Trento (corrispondente alla Provincia di Trento).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Franco Panizza, Autonomisti in Trentino, Trento, 2007, p. 33.
  2. ^ a b Franco Panizza, Autonomisti in Trentino - Una tradizione che apre al futuro (PDF), in Patt, 2007, p. 28. URL consultato il 13 agosto 2008.
  3. ^ Antonio Del Giudice, Tra CL e cattocomunisti Trento si scopre verde, la Repubblica, 20 novembre 1988. URL consultato il 13 agosto 2008.
  4. ^ Lo strappo di Bezzi: "Io voto per Divina", Trentino, 16 marzo 2008.
  5. ^ Elezione della Camera dei deputati del 13 - 14 aprile 2008: Provincia di Trento, Ministero dell'Interno. Nelle elezioni politiche del 2008 il PATT, incluso come tradizione nelle liste dell'SVP, non ha conseguito che il 4,8% a livello provinciale.
  6. ^ a b c d e Principi fondanti | Partito | PATT, su www.patt.tn.it. URL consultato il 09 dicembre 2016.
  7. ^ Voti relativi riferiti alla lista unica "PATT-PD-SVP-UPT" presente nel collegio di Trento, in cui è stato eletto il senatore del PATT Franco Panizza.
  8. ^ Elezioni del Consiglio Regionale, Regione Trentino-Alto Adige.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN305168438