Union Valdôtaine

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Union Valdôtaine
Simbolo Union Valdotaine.jpg
Presidente Ennio Pastoret
Vicepresidente Cristina Galassi,
Marco Sucquet.
Stato Italia Italia
Sede Viale Partigiani, 29
11100 Aosta
Fondazione 13 settembre 1945
Ideologia Autonomismo,[1][2][3]
Regionalismo.[4]
Collocazione Centro[5][6]
Coalizione Vallée d'Aoste
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
1 / 315
Nel gruppo Per le Autonomie
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
11 / 35
[7]
Testata Le Peuple Valdôtain
Organizzazione giovanile Jeunesse Valdôtaine
Sito web
La sede dell'Union Valdôtaine ad Aosta

Union Valdôtaine (UV) è un partito politico regionalista attivo in Valle d'Aosta. Conosciuto semplicemente come mouvement (movimento), rappresenta gli interessi della regione e ne tutela la sua specificità linguistica.[8]

Non fa parte ufficialmente di coalizioni, ma in passato si è spesso alleata a livello locale con il centro-sinistra italiano. Il presidente del movimento è Ennio Pastoret, eletto nel congresso svoltosi a Pont-Saint-Martin il 9 novembre 2013.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'UV si rifà ai principi contenuti nella Dichiarazione di Chivasso.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

È stata fondata il 13 settembre del 1945 da 16 persone:

La denominazione del movimento venne mutuata da quella dell'organo di stampa pubblicato a fine ottocento dal sindaco di Aosta César Chabloz. Il movimento si è posto per molto tempo come rappresentante principale degli interessi valdostani a suo dire non abbastanza tutelati dai decreti luogotenenziali del 7 settembre 1945.

Prima di cofondare il movimento, Maria Ida Viglino si dimette dal CLN valdostano di cui era membro designato dal Partito Socialista Italiano, proprio per protesta contro le limitazioni dei decreti luogotenenziali.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2001 elegge un senatore, Augusto Rollandin, mentre alla Camera viene eletto con l'appoggio dell'UV Ivo Collé, membro della Stella Alpina. Esprime, in questa fase, anche il presidente della Regione, Dino Viérin, rieletto nel 1998.

Nelle elezioni dell'8 giugno 2003, l'Union Valdôtaine raggiunge il risultato storico di diventare maggioranza assoluta nel Consiglio della Valle, ottenendo il 47,24% dei voti e 18 dei 35 seggi. Il candidato più votato è l'eurodeputato Luciano Caveri, con oltre 7313 preferenze. Alla presidenza della Regione va però Carlo Perrin, che ha raccolto 4139 voti, scelto come elemento "neutro" tra diverse fazioni (o anime) dell'UV. Il governo di Perrin, vissuto in bilico tra crisi e franchi tiratori, termina il 21 giugno 2005, dopo che l'intera Giunta rassegna le dimissioni. I nuovi equilibri interni portano alla nomina di Caveri, il 4 luglio 2005, e ad un progressivo allontanamento di Perrin che, dopo meno di un anno, lascia il movimento in cui aveva militato per oltre trent'anni.

Alle elezioni politiche del 2006 l'UV si allontana dal centrosinistra, dopo anni di coalizione con i Democratici di Sinistra, preferendo formare una lista unitaria, denominata "Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme" con i due movimenti Stella Alpina e Fédération Autonomiste, che si schiera indipendentemente dalle due principali coalizioni nazionali. Per questa decisione, più di cinquanta esponenti valdostani, tra cui l'ex presidente della regione Carlo Perrin, si allontanano dall'UV e creano il movimento Pour une Union Valdôtaine Libre, che sostiene l'Unione.

La lista dell'UV raccoglie nella regione il 30% alla Camera e il 32% al Senato, risultati non sufficienti per ottenere parlamentari: ad aggiudicarsi il deputato e il senatore spettanti alla Regione è la lista di centrosinistra, schierata a sostegno di Romano Prodi, Autonomie Liberté Democratie, che ottiene il 43% alla Camera e il 44% al Senato, eleggendo proprio Carlo Perrin al Senato e Roberto Nicco alla Camera.

Nel luglio 2006, una seconda frangia di unionisti, capitanati dall'ex assessore ai lavori pubblici Franco Vallet, unitamente al neo eletto senatore, l'ex presidente della Regione ed assessore all'agricoltura, Carlo Perrin, fondano un nuovo movimento, Renouveau Valdôtain, che si richiama agli ideali storici dell'Union Valdôtaine dei primi anni. Il movimento rappresenta un'altra frangia di ex unionisti dopo Vallée d'Aoste Vive, creato nel 2005 da un altro ex presidente della Regione, del Consiglio della Valle ed assessore all'istruzione, Roberto Louvin.

Alle politiche 2008, l'UV si presenta nuovamente nella lista Vallée d'Aoste, appoggiata da Fédération Autonomiste e Stella Alpina, candidando due suoi iscritti, Antonio Fosson al Senato, assessore regionale alla Sanità nella legislatura 2003-2008, e Ego Perron alla Camera, attuale presidente del Consiglio della Valle. Fosson è stato eletto al Senato con il 41,39% dei suffragi. Perron è stato sconfitto dal deputato uscente Roberto Nicco, raccogliendo il 37,84% dei consensi, contro il 39,12% di Nicco.

Alle elezioni regionali in Valle d'Aosta del 2008 l'UV si in coalizione assieme alla Fedération Autonomiste e a Stella Alpina, ottenendo 17 seggi su 35 (4 invece vanno alla Stella Alpina e 3 alla Fedération Autonomiste).[3]

Per le elezioni europee del 2009 l'UV si è apparentata con Il Popolo della Libertà, dopo anni di apparentamenti con forze di centro-sinistra. Tale accordo avrebbe potuto rendere possibile l'elezione di un parlamentare europeo, ottenendo almeno 50.000 preferenze individuali, secondo la clausola della legge elettorale che permette di aggirare lo sbarramento del 4% alle forze politiche rappresentanti minoranze linguistiche riconosciute se collegate con un partito che abbia superato il 4%. Il candidato che sarebbe stato eletto, secondo l'accordo, avrebbe dovuto aderire al PPE.[9][10] Tuttavia la soglia dei 50.000 voti non è stata superata e l'UV non ha ottenuto alcun seggio.

La scissione del 2012[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del 2012 un gruppo di esponenti dell'UV, non riuscendo più a concepire l'alleanza con Il Popolo della Libertà (confermata anche per le elezioni amministrative del 2010), decise di dare vita ad una nuova formazione politica, ritenendo che l'attuale partito avesse perso di vista i valori fondamentali sui quali si era sempre basato. Nascerà così l'Union Valdôtaine Progressiste, guidata da Laurent Viérin.[11][12][13]

Dal 1º gennaio 2013 la nuova formazione politica formerà un gruppo autonomo nel Conseil de la Vallée: tale gruppo è composto attualmente da 3 consiglieri riducendo il numero dei consiglieri dell'UV a 14.[14]

Le elezioni regionali del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 26 maggio 2013 Union Valdôtaine, Stella Alpina e Fédération Autonomiste si presentano nuovamente insieme, con la coalizione Vallée d'Aoste, a sostegno del candidato Augusto Rollandin e, pur subendo un calo di consensi, ottengono 34.517 suffragi, pari al 47,90% e risultano la coalizione più votata, confermandosi al governo della regione con 18 consiglieri su 35, di cui 13 dell'UV.[15][16][17]

A seguito di questo risultato, il vicepresidente dell'UV, Ugo Voyat, ha sottolineato come «i valdostani hanno premiato il lavoro fatto in questi anni, la nostra è una vittoria, rispetto alle ultime politiche il risultato è migliorato. Ora apriremo un tavolo di confronto con tutti e vedremo se qualcuno della minoranza ha intenzione di collaborare, sappiamo che avremo a che fare con 15 arrabbiati (la coalizione di centro sinistra), ma il Movimento 5 stelle ha detto che valuterà i provvedimenti che saranno proposti».[17]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento è organizzato sul territorio valdostano articolandosi in zone a loro volta suddivise in sezioni. Il territorio di ogni zona è quello di ogni comunità montana della Valle d'Aosta. Il territorio del comune di Aosta, che non fa parte di nessuna comunità montana, costituisce una zona a sé stante. Il territorio delle sezioni corrisponde grosso modo a quello dei comuni, tranne che ad Aosta, comune suddiviso in diverse sezioni. Il sistema delle sezioni è utilizzato per formare le liste alle elezioni regionali, nelle quali ogni sezione ha assegnato un corrispondente numero di candidati da esprimere. A questi, si aggiungono quelli riservati al Conseil Fédéral (organo "esecutivo" del partito) e alla Jeunesse Valdôtaine, organo giovanile del mouvement.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Differenza (%) Seggi Differenza (seggi)
Elezioni regionali (1949) 17.118 43,58%[18] Straight Line Steady.svg
28 / 35
Straight Line Steady.svg
Elezioni regionali (1954) 16.278 29,21% Red Arrow Down.svg 14,37%
1 / 35
Red Arrow Down.svg 27
Elezioni regionali (1959) 30.214 51,43%[19] Green Arrow Up.svg 22,22%
15 / 35
Green Arrow Up.svg 14
Elezioni regionali (1963) 12.930 20,42% Red Arrow Down.svg 31,01%
7 / 35
Red Arrow Down.svg 8
Elezioni regionali (1968) 11.237 16,67% Red Arrow Down.svg 3,75%
6 / 35
Red Arrow Down.svg 1
Elezioni regionali (1973) 8.081 11,55% Red Arrow Down.svg 5,12%
6 / 35
Red Arrow Down.svg 2
Elezioni regionali (1978) 18.318 24,75% Green Arrow Up.svg 13,20%
9 / 35
Green Arrow Up.svg 3
Elezioni regionali (1983) 20.495 27,10% Green Arrow Up.svg 2,35%
9 / 35
Straight Line Steady.svg
Elezioni regionali (1988) 26.960 34,20% Green Arrow Up.svg 7,10%
12 / 35
Green Arrow Up.svg 3
Elezioni regionali (1993) 30.312 37,27% Green Arrow Up.svg 3,07%
13 / 35
Green Arrow Up.svg 1
Elezioni regionali (1998) 33.311 42,57% Green Arrow Up.svg 5,30%
17 / 35
Green Arrow Up.svg 4
Elezioni regionali (2003) 35.297 47,23% Green Arrow Up.svg 4,66%
18 / 35
Green Arrow Up.svg 1
Elezioni regionali (2008) 32.614 44,39% Red Arrow Down.svg 2,84%
17 / 35
Red Arrow Down.svg 1
Elezioni regionali (2013) 24.121 33,47% Red Arrow Down.svg 10,92%
13 / 35
Red Arrow Down.svg 4

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Eckhard Römer, Italienische Mediensprache. Handbuch, Walter de Gruyter, 2009, p. 5. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  2. ^ Antonio D'Atena, Sesto Rapporto sullo stato del regionalismo in Italia, Giuffrè Editore, 2011. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  3. ^ a b (EN) AOSTA VALLEY, in Parties and Elections in Europe. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  4. ^ Juan Contabes Pereira et al., Sistemi elettorali e voto ai partiti regionalisti in Europa occidentale (PDF), pp.57-58, 2004. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  5. ^ Come viene riportato in " Union Valdôtaine, in Enciclopedia Treccani on-line." l'UV viene definita tradizionalmente come forza di centrosinistra. Bisogna segnalare come alle elezioni europee del 2009 il partito si presenti in alleanza con il centrodestra, come ben spiegato in " Union valdotaine (UV), in Dizionario Treccani di Storia (2011).". L'articolo La svolta dell'Union Valdôtaine. Dopo 60 anni addio al centrosinistra, archiviostorico.corriere.it. (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2014). del Corriere della Sera contiene il commento di Perron, presidente del partito, su questa scelta:

    « È un passaggio importante, storico per noi, ma si limita solo alle Europee. Una scelta strategica per difendere gli interessi della Regione e avere un valdostano eletto a Strasburgo »

    In seguito l'Union Valdotaine continuerà ad allearsi con il centrodestra, in occasione delle amministrative del 2010 (vedi: Emanuele Buzzi, Aosta al centrodestra. Union Valdôtaine e Pdl battono la sinistra divisa, archiviostorico.corriere.it, 25 maggio 2010. (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2015).).

  6. ^ Per una visione più ampia della posizione politica dell'Union Valdôtaine si segnalano: Per un'analisi puntuale della storia dell'UV, sia dal punto di vista politico che ideologico, si rimanda al saggio seguente:
  7. ^ Composizione dei gruppi consiliari, in Consiglio Regionale della Valle d'Aosta. URL consultato il 2 gennaio 2017.
  8. ^ Nel territorio della Valle d'Aosta sono infatti da sempre ufficiali e quindi studiate nella scuola dell'obbligo la lingua francese accanto a quella italiana, ed il tedesco nella valle di Gressoney; a queste lingue ufficiali corrispondono gli idiomi effettivamente utilizzati che sono di ceppo francoprovenzale (patois) per quanto riguarda il francese e due dialetti walser per quel che riguarda il tedesco studiato nella valle di Gressoney. Le lingue ufficiali sono l'italiano e il francese, il patois e il walser sono ufficialmente riconosciuti negli statuti dei comuni; vengono altresì parlati, anche se non sono tutelati, il piemontese (nella bassa Valle) e il dialetto calabrese (nella numerosa comunità sangiorgese in Aosta, ormai diventata componente tradizionale della città dopo l'immigrazione degli anni cinquanta e settanta).
  9. ^ Europee: Uv, Sa e Fa correranno con lista 'Valleé D'Aoste', in ANSA - Val D'Aosta, 16 aprile 2009. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  10. ^ Aostasera.it, Perron: «Per le elezioni europee un candidato valdostano riconoscibile anche all'esterno», aostasera.it, 10 aprile 2009. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  11. ^ Moreno Vignolini, Presentata la nuova Union valdôtaine progressiste, in Aostasera.it, 4 gennaio 2013. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  12. ^ Marco Camilli, Union Valdôtaine, è scissione, in Aostaoggi.it, 23 dicembre 2012. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  13. ^ Daniele Mammoliti, Scissione Uv, a Hone rinasce l'Union Valdotaine Progressiste, in laStampa.it, 3 gennaio 2013. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  14. ^ Valledaostaglocal.it, A Fenis è nato il nuovo movimento di Laurent Vierin. Dal primo gennaio nuovo gruppo in Consiglio Valle, valledaostaglocal.it, 23 dicembre 2012. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  15. ^ Regionali, in Valle d'Aosta rivincono gli autonomisti. Tonfo del Pdl e del M5S, il Fatto Quotidiano, 27 maggio 2013. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato il 31 maggio 2013).
  16. ^ Regionali: in Val d'Aosta vincono autonomisti, fuori Pdl, ANSA, 27 maggio 2013. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato il 31 maggio 2013).
  17. ^ a b Voto in Val d'Aosta, niente ballottaggio, TGcom24, 27 maggio 2013. URL consultato il 1º giugno 2013 (archiviato il 1º giugno 2013).
  18. ^ In coalazione con la DC.
  19. ^ Il dato è riferito alla coalizione «Leone Rampante», formata con il PCI, PSI e indipendenti: l'alleanza otterrà in totale 25 seggi, di cui 15 dell'UV.

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