Die Freiheitlichen

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Die Freiheitlichen
Die Freiheitlichen 1.jpg
Leader Pius Leitner
Segretario Michael Demanega
Presidente Ulli Mair
Stato Italia Italia
Fondazione 1988
Sede Via della Chiesa, 62
39018 Terlano (BZ)
Ideologia Tutela della minoranza tedesca,[1]
Populismo di destra,[1][2]
Indipendentismo,[1]
Autonomismo,
Nazionalismo,[3]
Liberalismo[3]
Collocazione Destra
Coalizione Die Freiheitlichen-Lega Nord (2014)
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 72
Seggi Consiglio provinciale
6 / 35
Testata Freiheit (Libertà)
Sito web die-freiheitlichen.com

Die Freiheitlichen (in italiano I Libertari) è il nome di un partito politico della Provincia autonoma di Bolzano, nato con l'obiettivo di tutelare la minoranza altoatesina di lingua tedesca. I suoi leader sono Ulli Mair (presidente) e Pius Leitner (capogruppo consiliare e presidente onorario).

Il suo orientamento è di destra. Fra i dieci punti del documento programmatico spiccano il no agli immigrati clandestini ("no alle moschee", "no ai parassiti sociali" cita il documento del partito), il no alle quote rosa, l'autonomia fiscale reclamata per l'Alto Adige, l'abolizione dei ticket sulle prestazioni ospedaliere, l'istituzione di un assegno sociale per i bambini sudtirolesi, oltre alla difesa del territorio e del popolo sudtirolesi.

Le posizioni non sono molto dissimili dall'omonimo partito austriaco, l'FPÖ; convivono infatti al suo interno posizioni liberali da una parte e nazionaliste (fino alla xenofobia) dall'altra.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Alla fine degli anni '80, in particolare all'interno della Junge Generation, il movimento giovanile della Südtiroler Volkspartei, e all'interno del partito di raccolta in generale, si andavano facendo strada istanze nazionaliste. Segno di questo cambiamento fu l'elezione di Christian Waldner[4], l'organizzatore della manifestazione a Brennero del settembre 1991 che chiedeva la riunificazione immediata dell'Alto Adige al Tirolo[5] - e quindi all'Austria - alla guida della Junge Generation. Questa politica nazionalista venne avversata dai vertici del partito, in particolare nei primi anni '90, quando la SVP era impegnata nelle trattative per la chiusura della vertenza sull'Alto Adige.

La ricandidatura di Waldner alla guida del movimento giovanile nel 1992 fu avversata fortemente - e con successo. Questo e la decisione dell'assemblea provinciale SVP di dare il via libera alla chiusura del cosiddetto Pacchetto, spinsero Waldner e il suo gruppo ad uscire dal partito.

Nel dicembre del 1992 venne fondato il Freiheitliche Partei Südtirols, presto divenuto semplicemente Die Freiheitlichen, di cui Waldner fu nominato presidente. Il modello fu quello populista di Jörg Haider[4]. Alle elezioni provinciali del 1993 il partito raccolse oltre il 6% su base provinciale, divenendo il secondo partito tedesco (furono eletti Waldner e il futuro leader Pius Leitner).

I due, tuttavia, cominciarono a scontrarsi presto[4] e già nel 1994 Waldner, accusato di irregolarità nella gestione finanziaria del partito, venne espulso. Lasciati i Freiheitliche per fondare Die Liberalen (ribattezzato Bündnis 98 nel 1996) Waldner si avvicinò alla Lega Nord tramite l'On. Rolando Fontan di Trento. Il patto concordato era di consegnare per le elezioni provinciali le redini della Lega Nord Alto Adige-Südtirol (apposta commissariata da Rolando Fontan) a Christian Waldner come Segretario e capolista e di far confluire per le successive elezioni alla Camera e Senato i voti ai candidati della Lega Nord Trentino, Rolando Fontan ed Erminio Boso, in affanno dopo il congresso della Lega Nord Trentino, conclusosi con la spaccatura insanabile fra le due correnti avversarie e conseguenti espulsioni dei vertici della corrente perdente avversa alla corrente facente riferimento a Rolando Fontan, Erminio Boso e Sergio Divina. Presentato in via Bellerio a Milano ad Umberto Bossi nell'inverno 1996, Christian Waldner avrebbe ufficializzato il suo ingresso nella Lega Nord sul palco[6] del congresso Nazionale della Lega Nord del 16 febbraio 1997.

Il 16 febbraio 1997 Waldner fu ucciso[7], in circostanze non ancora del tutto chiarite, da Peter Paul Rainer, dirigente dei Freiheitlichen, che prima aveva confessato il delitto, dando indicazioni precise per ritrovare l'arma usata, salvo poi ritrattare[8].

Il fatto penalizzò dal punto di vista dell'immagine il partito, che alle elezioni provinciali del 1998 crollò al 2,5% (eleggendo comunque Leitner in consiglio provinciale). Da quel momento, tuttavia, grazie ad una politica molto aggressiva, il partito cominciò a riprendersi.

Pius Leitner insieme a degli Schützen all'inaugurazione della restaurata Cappella della Santa Croce a Rasciesa (BZ).

Alle provinciali 2003 il movimento raccolse il 5% dei consensi ed elesse due consiglieri, Leitner e Ulli Mair; alle politiche 2006 il consenso arrivò al 5,35%, ma il partito non elesse alcun parlamentare.

Alle elezioni politiche del 2008, nella provincia autonoma di Bolzano, i Freiheitlichen ottennero 28.224 voti alla Camera dei deputati, pari al 9,43% su base provinciale e allo 0,04% su base nazionale. Al Senato, invece, i Freiheiltlichen si presentarono in tre dei sei collegi uninominali in cui è divisa la regione, non eleggendo alcun senatore. Nel collegio Bolzano-Bassa Atesina raccolsero il 3,66%, in quello di Merano-Val Venosta l'11,02%, in quello di Bressanone-Val Pusteria il 13,18%.

Nelle elezioni provinciali del 2013 il partito ottenne il 17,9% dei voti, in netta crescita rispetto al 2008, con sei consiglieri eletti. Poco dopo, tuttavia, il movimento venne interessato da uno scandalo inerente l'abuso dei rimborsi spese della provincia di Bolzano da parte di alcuni esponenti[9], fatto che spinse l'Obfrau (presidente) Ulli Mair a dimettersi all'inizio del maggio seguente.

Per le elezioni europee 2014 i Freiheitlichen si accordano con la Lega Nord, esprimendo il loro candidato Pius Leitner al decimo posto nelle liste del Carroccio per il Nord-Est italiano e inserendo il loro simbolo all'interno di quello del partito guidato da Matteo Salvini[10]. I risultati sono però modesti: Leitner raccoglie solo 6.054 preferenze e la coalizione conquista il 7,6% dei consensi in Alto Adige[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - South Tyrol. URL consultato il 27 giugno 2012.
  2. ^ Populist Radical Right Parties - Appendix A in Schori Liang, op. cit., pp. 295 e seguenti
  3. ^ a b c Una costellazione di piccoli partiti a destra della Svp in Corriere della Sera, 20 febbraio 1997, p. 16. URL consultato il 27 giugno 2012.
  4. ^ a b c Günther Pallaver, I partiti politici in Alto Adige dal 1945 al 2005 (PDF). URL consultato il 17 ottobre 2008.
  5. ^ Alessandra Zendron, Haider visto da Bolzano, 19 febbraio 2000. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  6. ^ Assassinato Nel Suo Hotel Un Consigliere Regionale - Repubblica.It » Ricerca
  7. ^ Bolzano, l'ombra del delitto politico, 19 febbraio 1997. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  8. ^ Delitto Waldner, 20 anni a Peter Rainer, 21 maggio 2000. URL consultato il 17 ottobre 2008.
  9. ^ Die Freiheitlichen: il partito che comprava sex toys con i tuoi soldi - Giornalettismo, 11 mar 2014.
  10. ^ Europee: Il simbolo dei Freiheitlichen dentro quello della Lega - Alto Adige, 1 apr 2014.
  11. ^ Elezioni europee: Dorfmann confermato a Bruxelles con 70 mila preferenze - Alto Adige, 26 mag 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]