Partiti politici italiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Un partito politico, così come definito dall'articolo 49[1] della Costituzione della Repubblica Italiana, rappresenta un'associazione libera di cittadini i quali detengono il diritto di amministrare democraticamente la vita politica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondamento costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la carta costituzionale sancisca la necessità della figura del partito[2], non ne delinea la personalità giuridica né tanto meno formalizza le sue modalità organizzative. Ciò è da sempre elemento di forte dibattito istituzionale ed ha rimarcato la necessità di un'attuazione legislativa del disposto costituzionale[3].

Il riferimento al “metodo democratico” fu invece inteso in senso puramente esterno ad ogni singolo partito: "Questo ebbe anche la conseguenza di escludere la possibilità di adire il giudice ordinario per le controversie interne ai partiti (e infatti, da allora in poi, una giurisprudenza costante ha sempre rigettato ricorsi di questo genere per “difetto di giurisdizione”). In questo modo si riproduceva l'autodichia della forma partito, anche se con ovvie differenze dovute alla forte attenuazione del principio gerarchico e della leadership personale. Dal regime di partito si passò al regime di partiti, ma pur sempre in una cornice di autoreferenzialità giuridica."[4].

Finanziamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Partito politico.

La crisi della «Prima Repubblica», in Italia, si è prodotta anche a causa di un asservimento dell'interesse pubblico alle strategie di consenso e di potere della politica, secondo una concezione paternalistica[5] che, alla fine, ha travolto il prestigio dei partiti storici.

Alla luce del superamento dei precedenti sistemi elettorali e politici, nella cosiddetta Seconda Repubblica ci si è chiesto se i partiti italiani - in misura maggiore degli altri Paesi europei[6] - continuano a sostenere le loro attività gravando sulla legalità e sull'economia del Paese[7].

In particolare, l'evoluzione del sistema politico[8] avrebbe inciso sulle modalità stesse della raccolta di denaro per il finanziamento alla politica[9]. Per converso, "l'indebolimento dei partiti ed il peso pubblico dei sistemi economico-finanziari ha prodotto un cambiamento di gerarchie e di forme dell'attività di corruzione. Non sono più i partiti, il sistema partitocratico a tenere in mano le briglie e ad assegnare i ruoli in un contesto fortemente centralizzato e controllato. Sono singoli imprenditori o gruppi di imprenditori che, attraverso un'azione penetrante di condizionamento e di vero e proprio orientamento delle scelte pubbliche, si appropriano delle risorse e ne distribuiscono, anche illecitamente, i vantaggi"[10].

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Finanziamento pubblico ai partiti.

In Italia il finanziamento pubblico ha avuto inizio[11] con la legge 195/1974 ed ha suscitato un dibattito assai acceso[12]. Nonostante il referendum abrogativo del 1993, è stato di fatto reintrodotto negli anni successivi con una nuova disciplina del "rimborso elettorale". Attualmente vi accedono tutti i partiti che superano la soglia dell'1% dei voti, ma dalla fine del 2016 si passerà ad un sistema a contribuzione defiscalizzata.

Tuttavia, la modalità di controllo della spesa - rendicontata dai partiti per ottenere il finanziamento - ha destato ancora notevoli criticità[13].

L'art. 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, - che istituiva la "Commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci dei partiti e dei movimenti politici" con il compito di controllare i suddetti rendiconti, sostituendo il "Collegio dei revisori", precedentemente incaricato di svolgere i medesimi controlli soltanto sotto il profilo formale[14] - ha previsto una verifica la "conformità delle spese effettivamente sostenute e delle entrate percepite alla documentazione addotta a prova delle stesse" (cfr. art.9, comma quinto)[15].

La difficoltà - emersa quando la Commissione si dichiarò nell'impossibilità di effettuare i controlli, con una lettera ai presidenti delle Camere resa nota dalla stampa[16] - ha indotto il legislatore ad intervenire nuovamente e, dopo una lettura alla Camera nel luglio 2015[17] ed una al Senato in testo conforme[18], la legge 27 ottobre 2015, n. 175 (detta legge Boccadutri dal nome del suo primo firmatario) è entrata in vigore.

Storia dei partiti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grafico delle elezioni politiche in Italia.
Grafico del numero di iscritti ai partiti politici italiani (dal 1920 al 2021)

In Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del paese, la destra storica e la sinistra storica, non erano classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee. Questi due gruppi politici erano considerati i due poli dell'area liberale. Alla loro sinistra si schieravano i Repubblicani, che rappresentarono l'estrema sinistra parlamentare fino al 1892, e che si organizzarono in vero e proprio partito solo nel 1895.

Questi tre gruppi politici, i liberali, i repubblicani e i socialisti, si sono sempre considerati gli eredi diretti delle correnti che avevano dato vita al Risorgimento. E in effetti ciascuna di esse si ricollega ad un preciso "Padre della Patria": i liberali a Cavour, i repubblicani a Mazzini e i socialisti a Garibaldi.

Invece il Partito Socialista Italiano sin dagli inizi si prefigura come partito di massa, la forma partitica che sarà predominante per tutto il Novecento, e viene seguito pochi anni dopo dai movimenti politici cattolici, prima con la Democrazia Cristiana Italiana di Romolo Murri, poi con il Partito Popolare Italiano fondato da don Luigi Sturzo nel 1919. Non a caso entrambi i partiti otterranno notevoli successi elettorali sino all'avvento del fascismo, contribuendo in maniera determinante alla perdita di forza e autorevolezza della vecchia classe dirigente liberale, che non era stata capace di strutturarsi in una forma partitica in grado di affrontare le nuove sfide della società.

Nel 1914 Benito Mussolini fondò il Fascio d'azione rivoluzionaria, scioltosi nel 1915, nel 1919 costituì i Fasci italiani di combattimento e nel 1921 diede vita al Partito Nazionale Fascista.

Infine nel 1921 da una scissione del Partito Socialista nacque il Partito Comunista d'Italia. Al momento della sua fondazione nel 1921 il PCI non era diverso dagli altri partiti comunisti europei, molto più piccoli rispetto ai "fratelli" socialisti o socialdemocratici e privi di un radicamento effettivo nelle masse e nella classe proletaria, in quanto prediligevano il ruolo di avanguardia rivoluzionaria tracciato da Lenin nelle sue opere politiche.

Questi tre partiti, il cattolico, il fascista ed il comunista, nati nel breve periodo che intercorre fra la fine della Prima Guerra Mondiale e l'avvento del Fascismo, possono essere considerati la seconda generazione dei partiti italiani, quella dei grandi partiti di massa, tipicamente contraddistinti dai colori: i "bianchi", i "neri" e i "rossi".

Nel secondo dopoguerra i partiti di massa furono Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano: questa fu una delle peculiarità del sistema politico italiano. Il ruolo fondamentale svolto dal movimento comunista nella Resistenza ha consentito però al PCI di prendere il posto del Partito Socialista come rappresentante della classe operaia e di diventare stabilmente, dopo il 1948, il secondo partito italiano nonché il primo della sinistra. Il PCI ha rappresentato, praticamente in maniera continua, l'opposizione ai governi centristi della DC e a quelli DC-PSI e alleati per più di quarant'anni.

Questa problematica situazione ha condizionato fortemente il sistema politico italiano, perché mentre negli altri Paesi europei la presenza di forti partiti socialisti, socialdemocratici o laburisti, ma sempre privi di legami con l'URSS, consentiva l'alternanza di governo, in Italia la pregiudiziale anticomunista e antisovietica rendeva di fatto impossibile tale alternanza. Questo spiega la permanenza ininterrotta al potere per oltre mezzo secolo della Democrazia Cristiana, il partito sorto dalle ceneri del PPI di don Sturzo, dal Governo Badoglio II al Governo Ciampi. Tuttavia la DC dal 1953 in poi mai ha avuto i voti sufficienti a governare da sola il Paese, a causa del sistema elettorale italiano completamente proporzionale. Questo spiega inoltre il notevole potere che sino al 1992 hanno avuto i piccoli partiti "laici" (Partito Liberale Italiano, erede del liberalismo pre-fascista, Partito Socialista Democratico Italiano, nato dal PSI nel 1947, Partito Repubblicano Italiano), necessari per la formazione di maggioranze parlamentari.

La necessità di accordi continui fra partiti ha portato alla cosiddetta partitocrazia, e cioè l'occupazione, da parte dei partiti, di tutti i gangli dell'amministrazione pubblica, con l'inevitabile corollario di corruzione, nepotismo, inefficienza. Questo, insieme alle crisi delle ideologie e alla fine della guerra fredda[19], ha portato ad una generale perdita di credibilità e autorevolezza dei partiti, iniziata durante gli anni ottanta con il calo graduale ma inesorabile dei consensi di PCI e DC, e culminati nel crollo successivo all'inchiesta di Mani Pulite del 1992. A questa domanda di rinnovamento proveniente dalla società italiana si deve aggiungere però il deteriorarsi del partito di massa, ormai superato: non è un caso che dopo la disgregazione di PCI e DC e la scomparsa del PSI e dei partiti laici le nuove forze politiche emergenti siano movimenti "personali" come Forza Italia, creata nel 1994 dall'imprenditore Silvio Berlusconi, e partiti di protesta come la Lega Nord di Umberto Bossi.

Senza analizzare tutti i partiti sorti negli anni novanta (anche se è necessario evidenziare l'evoluzione del neofascista Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale in Alleanza Nazionale e la evoluzione del PCI nel Partito Democratico della Sinistra, socialisti democratici, con la conseguente scissione della ala euro-comunista, Partito della Rifondazione Comunista) bisogna comunque notare che, a più di dieci anni di distanza dall'apparente crollo della nomenclatura della Prima Repubblica, i partiti italiani con molta difficoltà sono giunti ad un sistema bipolare.

Molti ritengono che il gran numero di partiti della Prima Repubblica fosse dovuto al sistema completamente proporzionale, e per questo si è chiesto[chi e perché?] di sostituirlo con un maggioritario secco (first-past-the-post). Ciò è avvenuto solo in parte, in quanto è stato creato un sistema misto con una quota maggioritaria per il 75% dei seggi e il restante assegnato tramite proporzionale. Tuttavia in poco tempo è stato chiaro che in un sistema come quello italiano, caratterizzato da numerosi partiti a forte base regionale e privo di forze politiche paragonabili ai grandi partiti europei, il maggioritario invece che diminuire moltiplicava il numero di partiti: il maggioritario secco infatti spinge alla formazione di coalizioni, nelle quali i partiti piccoli hanno buon gioco nel chiedere un certo numero di seggi sicuri in cambio del proprio appoggio, quasi sempre determinante. Anche l'ultima riforma elettorale del 2006, che restaura un proporzionale, ma che all'atto pratico è un maggioritario a collegio unico, ma elimina le preferenze, conferisce un grande potere alla classe dirigente dei partiti e rende impossibile una penetrazione di essi da parte della società civile.

Nel 1993, il referendum sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ottiene la maggioranza dei voti. La legge n. 156 del 26 luglio 2002 abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale e abolisce il tetto massimo di spesa per lo Stato.

Contrassegni ammessi e non ammessi alle elezioni del 2018

Nel 2006, dopo l'ultima riforma, si presentarono due coalizioni per le elezioni politiche:

Dopo la caduta del Governo Prodi II, le alleanze sono notevolmente mutate[20]. Alle elezioni politiche del 2008 si sono presentati:

Con le elezioni politiche del 2013 lo schema politico è tornato ad allargarsi. A questa consultazione elettorale, oltre a numerosi altri partiti e movimenti minori, le principali liste erano:

Il 16 novembre 2013 il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà e Silvio Berlusconi, approvano la sospensione delle attività del PdL e il rilancio di Forza Italia[21], al nuovo partito però non aderiscono le cosiddette Colombe del PdL, la corrente guidata da Angelino Alfano[22], che forma il Nuovo Centrodestra[23] continuando a sostenere il Governo Letta.

Per l'evoluzione del sistema coalizionale, v. Coalizioni politiche italiane.

I partiti politici attuali[modifica | modifica wikitesto]

Partiti parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Partiti rappresentati in Parlamento con gruppo parlamentare autonomo[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale Camera dei deputati Senato della Repubblica Parlamento Europeo Consigli regionali
Lega per Salvini Premier (LSP)[N 1] Matteo Salvini Destra/Estrema destra Populismo di destra
131 / 630
61 / 321
24 / 76
219 / 897
Movimento 5 Stelle (M5S) Giuseppe Conte Trasversale Populismo

Decrescita

97 / 630
62 / 321
5 / 76
79 / 897
Partito Democratico (PD) Enrico Letta Centro-sinistra Socialdemocrazia
Progressismo
97 / 630
38 / 321
14 / 76
186 / 897
Forza Italia (FI) Silvio Berlusconi Centro-destra Conservatorismo liberale
73 / 630
46 / 321
10 / 76
77 / 897
Impegno Civico (IC) Luigi Di Maio Centro Europeismo
53 / 630
11 / 321
2 / 76
4 / 897
Fratelli d'Italia (FdI) Giorgia Meloni Destra/Estrema destra Conservatorismo nazionale
37 / 630
21 / 321
8 / 76
81 / 897
Italia Viva (IV) Matteo Renzi Centro Liberalismo sociale
31 / 630
14 / 321
2 / 76
[N 2]
13 / 897
  1. ^ Partito successore della Lega Nord.
  2. ^ A cui si aggiunge Sandro Gozi, eletto in Francia nella lista Renaissance e iscritto a Italia Viva dal 2019.

Partiti parlamentari minori rappresentati nel gruppo misto o in altri gruppi parlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologie principali Camera dei deputati Senato della Repubblica Parlamento Europeo Consigli regionali
Azione (A) Carlo Calenda Centro / Centro-sinistra Liberalismo sociale
Socialismo liberale
13 / 630
5 / 321
1 / 76
5 / 897
Alternativa (Alt) Pino Cabras Trasversale Populismo
14 / 630
3 / 321
0 / 76
0 / 897
Italia al Centro (IaC) Giovanni Toti Centro / Centro-destra Conservatorismo liberale
5 / 630
6 / 321
0 / 76
14 / 897
Coraggio Italia (CI) Luigi Brugnaro Centro / Centro-destra Liberalismo conservatore
9 / 630
2 / 321
0 / 76
1 / 897
Articolo Uno (Art.1) Roberto Speranza Centro-sinistra Socialdemocrazia
7 / 630
(in LeU)
1 / 321
(in LeU)
0 / 76
[N 1]
6 / 897
Europa Verde (EV) Angelo Bonelli
Eleonora Evi
Centro-sinistra Ambientalismo
5 / 630
0 / 321
1 / 76
8 / 897
Italexit Gianluigi Paragone Trasversale Euroscetticismo
1 / 630
4 / 321
0 / 76
0 / 897
Ambiente 2050 Davide Crippa
Federico D'Incà
Centro-sinistra Ambientalismo
4 / 630
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Unione di Centro (UDC) Lorenzo Cesa Centro verso Centro-destra Cristianesimo democratico
0 / 630
3 / 321
(in FI)
0 / 76
11 / 897
Noi con l'Italia (NcI) Maurizio Lupi Centro / Centro-destra Cristianesimo liberale
3 / 630
0 / 321
0 / 76
3 / 897
+Europa (+E) Emma Bonino Centro-sinistra Liberalismo
Europeismo
2 / 630
1 / 321
0 / 76
3 / 897
Sinistra Italiana (SI) Nicola Fratoianni Sinistra Ecosocialismo
Socialismo democratico
1 / 630
(in LeU)
1 / 321
0 / 76
3 / 897
Partito Socialista Italiano (PSI) Enzo Maraio Centro-sinistra Socialdemocrazia
1 / 630
1 / 321
0 / 76
1 / 897
èViva (èV) Francesco Laforgia Sinistra Socialismo democratico
1 / 630
(in LeU)
1 / 321
(in LeU)
0 / 76
0 / 897
Centro Democratico (CD) Bruno Tabacci Centro verso Centro-sinistra Centrismo
1 / 630
0 / 321
0 / 76
1 / 897
Green Italia (GI) Annalisa Corrado
Carmine Maturo
Centro-sinistra Ambientalismo
2 / 630
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Destra Liberale Italiana (DLI) Anna Cinzia Bonfrisco Centro-destra Liberalismo conservatore
1 / 630
(in LSP)
0 / 321
1 / 76
(in LSP)
0 / 897
noi Di Centro (nDC)[N 2] Clemente Mastella Centro Cristianesimo democratico
0 / 630
1 / 321
0 / 76
3 / 897
Nuovo PSI (NPSI) Stefano Caldoro Centro / Centro-destra Socialismo liberale
1 / 630
(in FI)
0 / 321
0 / 76
2 / 897
Moderati Giacomo Portas Centro Liberalismo
0 / 630
1 / 321
(in IV)
0 / 76
2 / 897
R2020 Sara Cunial Trasversale Populismo
Antivaccinismo
1 / 630
0 / 321
0 / 76
1 / 897
Identità e Azione (IDeA)[N 3] Gaetano Quagliariello Centro-destra Cattolicesimo liberale
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Insieme Giancarlo Infante
Eleonora Mosti
Maurizio Cotta
Centro Popolarismo
1 / 630
(in CD)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Movimento Animalista Michela Vittoria Brambilla Trasversale Animalismo
1 / 630
(in FI)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Partito Pensionati (PP) Carlo Fatuzzo Centro Tutela dei pensionati
1 / 630
(in FI)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Patria e Costituzione (PeC) Stefano Fassina Sinistra Sovranismo di sinistra
1 / 630
(in LeU)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Radicali Italiani (RI) Massimiliano Iervolino Centro Radicalismo
1 / 630
(in +E)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Rinascimento Vittorio Sgarbi Centro-destra Tutela del patrimonio
artistico e paesaggistico
1 / 630
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Verde è Popolare[N 4] Gianfranco Rotondi Centro / Centro-destra Cristianesimo democratico
1 / 630
(in FI)
0 / 321
0 / 76
0 / 897
Ancora Italia (AI) Francesco Toscano Trasversale Sovranismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Centristi per l'Europa (CpE) Pier Ferdinando Casini Centro Cristianesimo democratico
0 / 630
1 / 321
(in Aut.)
0 / 76
0 / 897
Europeisti[N 5] Raffaele Fantetti Centro Liberalismo
Europeismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Italia dei Valori (IdV) Ignazio Messina Centro-sinistra Populismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Partito Comunista (PC) Marco Rizzo Estrema sinistra Comunismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Potere al Popolo! (PaP) Giuliano Granato
Marta Collot
Estrema sinistra Anticapitalismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
Partito della Rifondazione Comunista (PRC) Maurizio Acerbo Sinistra / Estrema sinistra Comunismo
0 / 630
1 / 321
0 / 76
0 / 897
  1. ^ a cui si aggiunge Marc Tarabella, eletto in Belgio con il Partito Socialista, che ha aderito ad Articolo Uno nel 2021.
  2. ^ Partito federato con Europeisti
  3. ^ Partito federato con Italia al Centro
  4. ^ Partito federato con Partito Valore Umano (PVU)
  5. ^ Partito federato con noi Di Centro

Partiti regionali e locali rappresentati nel parlamento italiano o nel parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale Camera dei deputati Senato della Repubblica Parlamento Europeo
Südtiroler Volkspartei (SVP) Arno Kompatscher Centro Autonomismo
Popolarismo
3 / 630
(in Min. ling.)
3 / 321
(in Aut.)
1 / 76
Autonomia Responsabile (AR) Renzo Tondo Centro-destra Autonomismo
1 / 630
(in NcI)
0 / 315
0 / 76
Sicilia Futura (SF) Salvatore Cardinale Centro Autonomismo
1 / 630
(in CD)
0 / 321
0 / 76
Sud chiama Nord (SCN) Cateno De Luca Trasversalismo Meridionalismo
1 / 630
(in CD)
0 / 321
0 / 76
Fassa Luca Guglielmi Centro-destra Cristianesimo democratico
0 / 630
1 / 321
(in LSP)
0 / 76
La Puglia in Più Dario Stefàno Centro-sinistra Socialdemocrazia
0 / 630
1 / 321
0 / 76
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) Christian Solinas Centro-destra Autonomismo
0 / 630
1 / 321
(in LSP)
0 / 76
Union Valdôtaine (UV) Erik Lavévaz Centro Autonomismo
0 / 630
1 / 321
(in Aut.)
0 / 76

Partiti rappresentativi degli italiani all'estero presenti nel parlamento italiano o nel parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale Camera dei deputati Senato della Repubblica Parlamento Europeo
Movimento Associativo Italiani all'Estero (MAIE) Ricardo Antonio Merlo Centro Tutela degli italiani residenti all'estero
2 / 630
(in CI)
1 / 321
0 / 76
Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI) Eugenio Sangregorio Centro-destra Tutela degli italiani residenti all'estero
1 / 630
0 / 321
0 / 76

Partiti rappresentati solo al Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale Camera dei deputati Senato della Repubblica Parlamento Europeo Consigli regionali
Democrazia Solidale (DemoS) Paolo Ciani Centro-sinistra Cristianesimo sociale
0 / 630
0 / 321
1 / 76
(Nel PD)
3 / 897
Sud in Testa Andrea Caroppo Centro-destra Meridionalismo
0 / 630
0 / 321
1 / 76
(In FI)
0 / 897
Rinascita Repubblicana Francesca Donato Destra Sovranismo
0 / 630
0 / 321
1 / 76
0 / 897

Partiti extraparlamentari[modifica | modifica wikitesto]

Partiti con rappresentanza nei consigli regionali[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale Consigli regionali
Popolari per l'Italia (PpI) Mario Mauro Centro/Centro-destra Cristianesimo democratico
2 / 897
Possibile Beatrice Brignone Sinistra Socialdemocrazia
1 / 897

Partiti senza rappresentanza nei consigli regionali[modifica | modifica wikitesto]

Partito Leader Collocazione Ideologia principale
Alleanza di Centro (AdC) Francesco Pionati Centro Cristianesimo democratico
Alleanza Liberaldemocratica per l'Italia (ALI) Franco Turco Centro Liberalismo
Alternativa Popolare (AP) Paolo Alli Centro Popolarismo
Azione Civile (AC) Antonio Ingroia Sinistra Politiche anti-corruzione
Buona Destra Filippo Rossi Centro-destra Liberalismo
Democrazia Atea (DA) Carla Corsetti Sinistra Ateismo
Socialismo libertario
Democrazia Cristiana (DC) Denis Martucci Centro Cristianesimo democratico
Democrazia Cristiana (DC) Angelo Sandri Centro Cristianesimo democratico
Democrazia Cristiana (DC) Annamaria Ciammetti Centro Cristianesimo democratico
Democrazia Cristiana (DC) Renato Grassi Centro Cristianesimo democratico
Democrazia Cristiana (DC) Franco De Simoni Centro Cristianesimo democratico
Democrazia Cristiana (DC) Nino Luciani Centro Cristianesimo democratico
Democrazia e Autonomia (DemA) Luigi de Magistris Sinistra Progressismo
Democrazia Liberale (DL) Vincenzo Palumbo Centro-destra Liberalismo
Dieci Volte Meglio (10VM) Enrico Maria Bozza Centro Liberalismo
Forza Nuova (FN) Roberto Fiore Estrema destra Neofascismo
Fronte Verde (FV) Vincenzo Galizia Trasversale Ambientalismo
Generazioni Future (GF) Ugo Mattei Sinistra Ambientalismo
Grande Nord (GN) Roberto Bernardelli Trasversale Federalismo
Il Popolo della Famiglia (PdF) Mario Adinolfi Centro-destra Conservatorismo sociale
Italia in Comune (IiC) Alessio Pascucci Centro-sinistra Progressismo
Italia Reale (IR) Massimo Mallucci Destra Monarchismo
Liberal Democratici (LD) Italo Tanoni Centro Liberalismo
Liberisti Italiani Andrea Bernaudo Centro-destra Liberismo
Movimento 24 Agosto - Equità Territoriale (M24AET) Pino Aprile Trasversale Meridionalismo
Movimento 3V (M3V) Luca Teodori Trasversale Antivaccinismo
Movimento delle Destre Unite Massimiliano Panero Estrema destra Nazionalismo
Movimento Fascismo e Libertà (MFL) Carlo Gariglio Estrema destra Neofascismo
Movimento Idea Sociale (MIS) Raffaele Bruno Estrema destra Neofascismo
Movimento Politico Libertas (MPL) Antonio Fierro Centro Cristianesimo democratico
Movimento Repubblicani Europei (MRE) Luciana Sbarbati Centro-sinistra Repubblicanesimo
Liberalismo sociale
Movimento Sociale Fiamma Tricolore (MSFT) Daniele Cerbella Estrema destra Neofascismo
Nuovi Orizzonti per l'Italia (NOI) Elisabetta Trenta Centro-sinistra Populismo
Nuovo CDU (NCDU) Mario Tassone Centro Cristianesimo democratico
Nuovo MSI (NMSI) Gaetano Saya Estrema destra Neofascismo
Nuovo Partito d'Azione (NPdA) Pino A. Quartana Sinistra Socialismo liberale
Partito Animalista Italiano (PAI) Cristiano Ceriello Trasversale Animalismo
Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) Marco Ferrando Estrema sinistra Comunismo
Trotskismo
Partito Comunista Italiano (PCI) Mauro Alboresi Estrema sinistra Comunismo
Partito degli Europei e Liberali (PEL) Franco Paolo Aquaro Centro-destra Liberalismo
Partito dei CARC (P.CARC) Pietro Vangeli Estrema sinistra Comunismo
Partito del Sud (PdS) Natale Cuccurese Sinistra Meridionalismo
Partito di Alternativa Comunista (PdAC) Francesco Ricci Estrema sinistra Comunismo
Trotskismo
Partito Gay Fabrizio Marrazzo Trasversale Tutela dei diritti LGBT
Partito Liberale Italiano (PLI) Roberto Sorcinelli Centro Liberalismo
Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI) Giovanni Scuderi Estrema sinistra Comunismo
Marxismo-leninismo
Partito Pensiero e Azione (PPA) Antonio Piarulli Centro Liberalismo
Partito Pirata Italiano (PPIT) Maria Rosaria lo Muzio Trasversale Democrazia liquida
Partito Repubblicano Italiano (PRI) Corrado De Rinaldis Saponaro Centro Repubblicanesimo
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Carlo Vizzini Centro-sinistra Socialdemocrazia
Partito Umanista (PU) Giovanna Ubaldeschi Sinistra Umanismo
Partito Valore Umano (PVU) Maurizio Sarlo Trasversale Umanesimo
Riconquistare l'Italia (RI) Stefano D'Andrea Trasversale Sovranismo
Risorgimento Socialista (RS) Franco Bartolomei Sinistra Socialismo
Sinistra Anticapitalista (SA) Franco Turigliatto Estrema sinistra Comunismo
Trotskismo
Solidarietà - Libertà, Giustizia e Pace Piero Pirovano Centro Cristianesimo sociale
Volt Italia Gianluca Guerra
Eliana Canavesio
Centro-sinistra Federalismo europeo
Vox Italia Marco Pipino Trasversale Sovranismo

Partiti locali e regionali[modifica | modifica wikitesto]

Partiti con rappresentanza nel proprio consiglio regionale[modifica | modifica wikitesto]

Partito Consiglio locale Seggi
Liga Veneta Consiglio regionale del Veneto
33 / 51
Lega Lombarda Consiglio regionale della Lombardia
32 / 80
Südtiroler Volkspartei (SVP) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
15 / 35
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) Consiglio regionale della Sardegna
11 / 60
Union Valdôtaine (UV) Consiglio regionale della Valle d'Aosta
7 / 35
DiventeràBellissima (#DB) Assemblea regionale siciliana
6 / 70
Partito Progressista (PP) Consiglio regionale della Sardegna
5 / 60
Team K (TK) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
4 / 35
Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT) Consiglio della provincia autonoma di Trento
3 / 35
Verdi del Sudtirolo/Alto Adige (Verdi–Grüne–Vërc) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
3 / 35
Puglia Popolare (PP) Consiglio regionale della Puglia
3 / 51
Idea Sardegna Consiglio regionale della Sardegna
3 / 60
Movimento per l'Autonomia (MpA) Assemblea regionale siciliana
3 / 70
Riformatori Sardi (RS) Consiglio regionale della Sardegna
3 / 60
Alliance Valdôtaine (AV) Consiglio regionale della Valle d'Aosta
2 / 35
Pour l'Autonomie - Per l'Autonomia (PlA) Consiglio regionale della Valle d'Aosta
2 / 35
Movimento 4 Ottobre (M4O) Consiglio regionale del Piemonte
2 / 51
Civica Trentina Consiglio della provincia autonoma di Trento
2 / 35
Die Freiheitlichen (dF) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
2 / 35
Süd-Tiroler Freiheit (STF) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
2 / 35
Patto per l'Autonomia (PpA) Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
2 / 49
Progetto FVG Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
2 / 49
Noi Campani (NC) Consiglio regionale della Campania
2 / 51
Sicilia Futura (SF) Assemblea regionale siciliana
2 / 70
MOUV' Consiglio regionale della Valle d'Aosta
1 / 35
Rete Civica VdA Consiglio regionale della Valle d'Aosta
1 / 35
Stella Alpina (SA) Consiglio regionale della Valle d'Aosta
1 / 35
Movimento Lombardi Civici Europeisti Consiglio regionale della Lombardia
1 / 80
Autonomisti Popolari Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Fassa Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Futura Trentino (Futura) Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Onda Civica Trentino (OCT) Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Progetto Trentino (PT) Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Unione per il Trentino (UpT) Consiglio della provincia autonoma di Trento
1 / 35
Enzian Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
1 / 35
Perspektiven für Südtirol (PfS) Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
1 / 35
Autonomia Responsabile (AR) Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
1 / 49
Movimento Regione Futura Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
1 / 49
Slovenska Skupnost (SSk) Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia
1 / 49
Liga Veneta Repubblica (LVR) Consiglio regionale del Veneto
1 / 51
Rete Civica - Progetto Emilia-Romagna Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna
1 / 50
Civitas Umbria Consiglio regionale dell'Umbria
1 / 21
POP idee in Movimento (POP) Consiglio regionale del Lazio
1 / 51
Azione Politica (AP) Consiglio regionale dell'Abruzzo
1 / 31
L'Italia è Popolare (L'IèP) Consiglio regionale della Campania
1 / 51
Cantiere Popolare (CP) Assemblea regionale siciliana
1 / 70
Ora - Sicilia al Centro (ORA) Assemblea regionale siciliana
1 / 70
Sud chiama Nord (SCN) Assemblea regionale siciliana
1 / 70
Fortza Paris (FP) Consiglio regionale della Sardegna
1 / 60
Sardegna 20Venti (S20V) Consiglio regionale della Sardegna
1 / 60

Partiti senza rappresentanza nel proprio consiglio regionale[modifica | modifica wikitesto]

Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]
Piemonte[modifica | modifica wikitesto]
Liguria[modifica | modifica wikitesto]
Lombardia[modifica | modifica wikitesto]
Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]
Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]
Veneto[modifica | modifica wikitesto]
Toscana[modifica | modifica wikitesto]
Campania[modifica | modifica wikitesto]
Puglia[modifica | modifica wikitesto]
Basilicata[modifica | modifica wikitesto]
Calabria[modifica | modifica wikitesto]
  • Autonomia e Diritti (AeD)
  • I Demokratici (DKR)
  • Tesoro Calabria
Sicilia[modifica | modifica wikitesto]
Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

I partiti politici del passato[modifica | modifica wikitesto]

Partiti nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Partiti locali e regionali[modifica | modifica wikitesto]

Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Molise[modifica | modifica wikitesto]

  • Partito Popolare Progressista (1993-2002 ca.)
  • Costruire Democrazia (2009-?)

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Partiti rappresentativi degli italiani all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 49
  2. ^ C. Mortati, Concetto e funzione dei partiti politici, in Quaderni di Ricerca, s. l., 1949
  3. ^ Per il primo tentativo di attuare questa previsione, v. Giampiero Buonomo, Don Sturzo, la trasparenza e la democrazia nei partiti, in L'ago e il filo, marzo 2011.
  4. ^ Aldo Giannuli. Una legge sui partiti? Una premessa storica. 04 Giu 2016.
  5. ^ Colazingari, Silvia, "Corruption in a paternalistic democracy: Lessons from Italy for Latin America." Political Science Quarterly, vol. 113, no. 3 (Fall 1998), p. 447-470.
  6. ^ Vincenzo, Musacchio. "Corruzione e finanziamento illecito dei partiti nelle campagne elettorali in Italia: Le regole europee." Rivista penale, 2014.
  7. ^ Musumeci, Toti S. Il costo della politica ed il finanziamento ai partiti / Toti S. Musumeci. n.p.: Padova: CEDAM, 1999.
  8. ^ PIZZIMENTI, Eugenio, and Piero IGNAZI. 2011. "Finanziamento pubblico e mutamenti organizzativi nei partiti italiani." Rivista Italiana Di Scienza Politica 41, no. 2: 199-236.
  9. ^ Così il vice ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, nel dispaccio Ansa 23 febbraio 2010 "CORRUZIONE: URSO, SE LISTE PULITE AVRÀ AVUTO RAGIONE ALFANO ALTRIMENTI SI IMPONE STRADA PARLAMENTARE PER DARE SEGNALE FORTE: vi si legge che "il sistema politico ed elettorale è cambiato (...) Oggi - spiega il viceministro - chi ruba lo fa per sé e perciò per i partiti dovrebbe essere più facile espellere i corrotti".
  10. ^ Mozione n. 1-00269, presentata il 13 aprile 2010 dai senatori FINOCCHIARO, DELLA MONICA, AGOSTINI, LUSI, D'AMBROSIO, ZANDA, LATORRE, CASSON, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, GALPERTI, MARITATI: v. testo sull'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea del Senato del 13 e 14 aprile 2010.
  11. ^ Borioni, Paolo. Risorse per la politica: il finanziamento dei partiti fra tradizione e innovazione. Roma: Carocci, 2005.
  12. ^ Basso, Lelio, and Achille Albonetti. Il Finanziamento dei partiti: Basso, Battaglia, Capitini, Galloni, Jemolo, Ravaioli, Rossi, Sturzo : Roma: Circolo Stato e libertà, 1978.
  13. ^ Veltri, Elio, and Francesco Paola. I soldi dei partiti: tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia : Venezia: Marsilio, 2012.
  14. ^ Essi «non possono accorgersi di bilanci non veritieri, perché fanno un controllo solo formale» (così Francesca Schianchi, «La certificazione dei rendiconti? Solo una formalità» su «La Stampa», 4/04/2012).
  15. ^ Rimborsi elettorali, ecco le irregolarità nei bilanci dei partiti scoperte dalla Commissione di controllo della Camera, su Il Fatto Quotidiano, 8 dicembre 2015. URL consultato il 17 marzo 2022.
  16. ^ Bilanci dei partiti? Commissione garanzia: "Impossibile capire se sono veri o falsi", su Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2015. URL consultato il 17 marzo 2022.
  17. ^ Daniele Errera, Riecco i rimborsi elettorali ai partiti. La proposta del Pd, su Termometro Politico, 24 luglio 2015. URL consultato il 17 marzo 2022.
  18. ^ Finanziamento ai partiti, Camera vota legge che elargisce fondi senza controlli. M5s protesta, lancia banconote in Aula, su Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2015. URL consultato il 17 marzo 2022.
  19. ^ Natalino Irti, La tenaglia. In difesa dell’ideologia politica, Laterza, 2008.
  20. ^ Oreste Massari, Quanto contano i partiti, in La Repubblica di Sartori, a cura di Gianfranco Pasquino, “Paradoxa”, 1, 2014.
  21. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  22. ^ Il gran rifiuto di Alfano: «Non aderiamo a Forza Italia, pronti i nuovi gruppi»
  23. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra, su avvenire.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]