Fratelli d'Italia (partito politico)

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Fratelli d'Italia
Fratelli d'Italia (2017).svg
PresidenteGiorgia Meloni
CoordinatoreGuido Crosetto
StatoItalia Italia
SedePiazza Paganica, 13
Roma
AbbreviazioneFdI
Fondazione21 dicembre 2012
IdeologiaConservatorismo nazionale[1][2]
Nazionalismo italiano[1]
Destra sociale[3]
Euroscetticismo[4][5]
Sovranismo
CollocazioneDestra
CoalizioneCoalizione di centro-destra del 2013
Coalizione di centro-destra del 2018
Seggi Camera
32 / 630
Seggi Senato
18 / 320
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
33 / 897
TestataLa Gazzetta Tricolore (2013-2015, online)
Organizzazione giovanileGioventù nazionale (dal 2014)
Iscritti60.000 (2016)
ColoriBlu
Sito web

Fratelli d'Italia è un partito politico italiano guidato da Giorgia Meloni.

Fondato come Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, il 24 febbraio 2014 ha assunto la denominazione di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale[6], mantenuta fino al 3 dicembre 2017.

In occasione delle elezioni politiche del 2018, si è presentato all'interno della Coalizione di centro-destra del 2018.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita (2012-2013)[modifica | modifica wikitesto]

(Da sinistra) Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa nel dicembre 2012 alla presentazione del simbolo di Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale

Durante il Governo Monti all'interno del Popolo della Libertà, ufficialmente a sostegno di Mario Monti, si sono formate diverse voci critiche nei confronti del governo tecnico, la cui azione è stata oggetto di valutazioni particolarmente negative da parte dell'area ex AN riconducibili alle componenti di Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del PdL ed ex Ministro della Difesa del Governo Berlusconi IV e Giorgia Meloni, già presidente della Giovane Italia, nonché responsabile del Ministro della Gioventù nel Governo Berlusconi IV.

Anche Guido Crosetto, ex Sottosegretario alla Difesa, ha costantemente espresso delle critiche.

Quando a novembre vengono annullate le primarie i già citati Meloni e Crosetto organizzano, il 16 dicembre 2012, la convention Primarie delle Idee[7].

Il giorno successivo Ignazio La Russa annuncia di voler fondare una nuova formazione di destra; il 20 dicembre viene quindi costituito il gruppo parlamentare al Senato, denominato Centrodestra Nazionale, con capogruppo Maria Alessandra Gallone.[8] Tale iniziativa trova l'entusiastica adesione degli altri due[9].

Le elezioni politiche del 2013 e l'opposizione al governo Letta (2013-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Guido Crosetto (in piedi) con Carlo Fidanza (seduto a sinistra) il 9 febbraio 2013 a Sanremo nella campagna elettorale di Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale.

Alle elezioni politiche del 2013 Fratelli d'Italia aderisce alla coalizione di centro-destra, risultandone il terzo partito dopo il PdL e la Lega Nord ed eleggendo 9 deputati e nessun senatore.

Il 14 marzo 2013 si è svolta la prima assemblea nazionale e il 4 aprile il consiglio direttivo nazionale ha deliberato la nomina a presidente di Ignazio La Russa, a presidente del gruppo parlamentare alla Camera di Giorgia Meloni e la conferma a coordinatore nazionale di Guido Crosetto.[10]

Alle elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013 il partito ha avanzato la candidatura di bandiera di Sergio De Caprio, il 29 aprile Meloni annuncia alla Camera il voto contrario alla fiducia richiesta dal Governo Letta.[11]

Officina per l'Italia, le elezioni regionali in Basilicata e il nuovo nome[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente viene lanciata "Officina per l'Italia", una piattaforma che ha visto la partecipazione di Gianni Alemanno, Giuseppe Basini, Giulio Terzi di Sant'Agata, Magdi Allam, Giulio Tremonti e Adolfo Urso.[12][13][14][15]

In contemporanea ad Officina per l'Italia viene lanciato il progetto Laboratorio Basilicata, una lista alla quale avrebbero potuto partecipare tutti i movimenti appartenenti a Officina per l'Italia in vista delle elezioni regionali in Basilicata alle quali ha raccolto il 5,08% dei voti in coalizione con Grande Sud e Scelta Civica.

Il 14 dicembre Meloni, La Russa e Alemanno hanno proposto all'assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale la concessione per un anno dell'utilizzo del logo di Alleanza Nazionale al partito. Essa è stata approvata con 290 voti favorevoli (su 292 aventi diritto), causando l'ira di Francesco Storace.[16] La decisione è stata ratificata dal Consiglio di amministrazione della fondazione il 9 gennaio successivo.[17]

Opposizione al governo Renzi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Renzi.
Guido Crosetto, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, dopo un incontro con Giorgio Napolitano in seguito alle dimissioni del Governo Letta.

In seguito alle dimissioni del Governo Letta avvenute il 14 febbraio 2014, Giorgia Meloni annuncia il voto contrario del partito al costituendo governo Renzi, affermando che il presidente del consiglio Renzi sarebbe "succube"[18] delle istituzioni europee[18] esattamente come (a suo avviso) Mario Monti ed Enrico Letta.[18]

Elezioni primarie di Fratelli d'Italia-Centrodestra Nazionale e il primo congresso nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 e il 24 febbraio 2014 si sono svolte le primarie (con 249 380 votanti) per scegliere il nuovo simbolo e per confermare Giorgia Meloni alla presidenza del partito; il nome del partito è mutato ufficialmente in "Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale".[6][19] gli elettori hanno anche votato su 10 indirizzi politici del partito. Al successivo congresso di Fiuggi dell'8-9 marzo 2014 viene annunciata la decisione di uscire dal Gruppo del Partito Popolare Europeo, reputato non sufficientemente di destra, nonché il passaggio a posizioni euroscettiche.[20][21]

Elezioni europee, regionali e amministrative del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni europee del 2014 (Italia), Elezioni amministrative italiane del 2014 ed Elezioni regionali in Piemonte del 2014.

Alle europee del 2014 il partito ha ottenuto infine 3,66 % dei consensi alle urne, senza superare la soglia di sbarramento del 4%. Alle elezioni regionali in Piemonte Guido Crosetto, candidato alla presidenza, ottiene il 5,24% dei voti (3,7% la lista) e un seggio al consiglio regionale.[22]

Alle elezioni amministrative il partito riesce a conquistare il primo sindaco di un comune capoluogo a Potenza, Dario De Luca, che dopo aver ottenuto il 16,79% al primo turno al ballottaggio ottiene il 58,54% delle preferenze.[23]

Giorgia Meloni il 1º maggio 2014 durante l'evento Sconcerto del 1º maggio.
Manifestazione di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale il 21 maggio 2014 in Via del Corso, a Roma.

Per le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014 il partito sostiene il candidato leghista Alan Fabbri, mentre alle elezioni regionali in Calabria del 2014 i dirigenti hanno scelto di appoggiare la candidata di Forza Italia, Wanda Ferro.

Elezione del Presidente della Repubblica, elezioni regionali ed amministrative del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2015, Elezioni regionali italiane del 2015 ed Elezioni amministrative italiane del 2015.

Alle elezioni Presidente della Repubblica FdI e Lega Nord hanno candidato Vittorio Feltri.[24]

Il 4 marzo il deputato Massimo Corsaro lascia polemicamente, non condividendo in particolare la sintonia con la Lega Nord e alcune scelte di carattere economico.[25]

Alle elezioni regionali, Fratelli d'Italia appoggia i candidati di destra o centro-destra.

Il 3 e 4 ottobre 2015 si è riunita l'assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale, durante la quale è stata approvata una mozione, denominata "Fondazione per l'Italia", presentata dagli esponenti del partito, che supera (266 a 222) la mozione dei "quarantenni", vicini alle posizioni di Alemanno.[26] La mozione vincente rinnova l'uso del simbolo di AN a FdI, al termine dell'assemblea Alemanno si autosospende[27], annunciando che darà vita a un nuovo movimento della destra[28].

Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 2015, in una conferenza stampa tenutasi presso la Camera dei Deputati, viene annunciata la nascita del comitato Terra Nostra - Italiani con Giorgia Meloni. Vi hanno aderito Alberto Giorgetti, Giuseppe Cossiga, Raffaele Stancanelli, Walter Rizzetto, Diego Petrucci e Leopoldo Facciotti.[29]

Il 2 febbraio 2016 aderisce al partito Giovanna Petrenga, proveniente da Forza Italia.[30] segue il 22 marzo 2016 l'adesione del deputato ex Movimento 5 Stelle Walter Rizzetto.[31]

Elezioni amministrative 2016[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2016.

Alle elezioni amministrative del giugno 2016 il partito ottiene il miglior risultato a Roma con il 12,3% dei voti[32] a sostegno della candidata del centro-destra, Giorgia Meloni (la presidente del partito) che ottiene il 20,7% dei voti.

Nelle altre città capoluogo il partito ha ottenuto il 9,5% dei voti a Savona, il 2,4% a Milano, l'1,3% a Napoli, l'1,4% a Torino[33], il 4,3% a Trieste, il 7,3% a Pordenone dove viene eletto sindaco il candidato espressione del partito Alessandro Ciriani, il 4,7% a Monfalcone, il 6,6% a Novara, il 3,4% a Varese, il 7,8% a Grosseto, il 6% a Latina, il 3,2% a Caserta, il 2,8% a Isernia e il 3,7% a Cagliari.

Referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Referendum costituzionale del 2016 in Italia.

In occasione del referendum sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi, il partito ha aderito al comitato "NO, GRAZIE". L'iniziativa ha raccolto l'adesione di numerosi amministratori locali dell'area del centro-destra[34][35][36][37].

In seguito il partito è rimasto all'opposizione anche con il Governo Gentiloni[38][39].

Il 22 dicembre Bruno Murgia, che qualche mese prima era subentrato a Settimo Nizzi di Forza Italia, aderisce al gruppo parlamentare[40].

Il 28 aprile 2017 viene annunciato un congresso di partito per il 2-3 dicembre.[41]

Opposizione al governo Gentiloni[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni amministrative del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni amministrative italiane del 2017.

Alle elezioni amministrative del 2017 il Partito ottiene l'1,51% ad Alessandria, il 6,68% ad Asti, l'1,03% a Cuneo, il 4,63% a Como, il 2,19% a Lodi, il 3,86% a Monza, il 7,62% a Gorizia, il 2,11% a Padova, il 2,72% a Verona, il 5,28% a Genova (dove elegge il vicesindaco), il 13,90% alla Spezia (in lista con Forza Italia), il 2,23% a Parma, il 7,22% a Piacenza, il 4,81% a Lucca, il 9,60% a Pistoia (dove il sindaco eletto è espressione di FDI), il 3,20% a Frosinone,il 6,54% a Rieti, il 5,78% all'Aquila (dove il sindaco eletto è espressione dello stesso partito), il 5,65% a Lecce e l'1,51% ad Oristano.

Ingresso al Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 1 agosto aderisce il senatore Stefano Bertacco proveniente dal gruppo Forza Italia seguito, qualche mese dopo, da Bartolomeo Amidei [42][43].

Elezioni regionali in Sicilia del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni regionali in Sicilia del 2017.

In occasione delle elezioni regionali in Sicilia del novembre 2017 vi è il sostegno del Partito alla candidatura vincente di Nello Musumeci a Presidente della Regione Sicilia. Si presentano in una lista unica con Noi con Salvini e ottengono il 5,65% dei voti e la contestuale conquista di 3 seggi[44][45][46][47].

II II congresso nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 e 3 dicembre 2017 si è svolto il secondo congresso nazionale del partito che ha visto la riconferma di Giorgia Meloni alla presidenza.

In quest'occasione hanno aderito la deputata Daniela Santanchè, il senatore Bruno Mancuso[48], i consiglieri regionali Alessandro Urzì e Wanda Ferro, oltre che il ritorno di Guido Crosetto.[49][50][51][52]

Elezioni politiche del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni politiche italiane del 2018.

Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, il Partito si presenta in coalizione con Forza Italia, Lega Nord e Noi con l'Italia - UDC[53][54], ottenendo il 4,35% e 32 seggi alla Camera e il 4,26% e 18 seggi al Senato.

Elezioni regionali del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Alle contemporanee elezioni regionali ottiene in Lazio l'8,68% e tre seggi [55] e in Lombardia il 3,64% e tre seggi. Il 23 marzo una dei tre eletti, Viviana Beccalossi, lascia il partito [56].

In aprile alle elezioni regionali del Molise, con il 4,45%, riesce ad eleggere un consigliere regionale e alle elezioni del Friuli, con il 5,47%, vengono eletti due consiglieri regionali, che vanno a comporre la maggioranza del neopresidente Massimiliano Fedriga.

Il 20 maggio si svolgono le elezioni in Valle d'Aosta e Fratelli d'Italia, in coalizione con Forza Italia, ottiene il 2,92%, non riuscendo così ad eleggere alcun consigliere.

Governo Conte[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2018, dopo la nascita del Governo Conte, il partito si astiene durante il voto di fiducia, sia alla Camera, sia al Senato[57][58].

Elezioni amministrative del 2018[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni comunali del 2018 assistiamo ad un incremento di consensi, significativi per risultare (in numerosi casi) seconda forza della coalizione e per conquistare Ragusa con il suo esponente Giuseppe Cassì [59], nonché 14 seggi. Altre buone prove si concretizzano a Brescia, Udine, Ancona, Pisa, Siena, Terni, Catania e Viterbo.

Noi Repubblicani - Popolo Sovrano[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 luglio 2018 viene annunciata l'adesione dell'Associazione culturale Noi Repubblicani - Popolo Sovrano guidata da Daniela Santanchè, Mario Mantovani, Giuseppe Romele e Christian Garavaglia. [60]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito sostiene posizioni di destra classica occidentale, ispirandosi all'esperienza di Alleanza Nazionale e mantenendo naturalmente legami storici con il Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale[61].

I suoi riferimenti sono dunque riconducibili al conservatorismo nazionale[62][2] e alla destra sociale.[63]

In materia economica vengono sostenute tesi riguardanti l'abbandono dell'euro[64][65], l'attuazione di forme di protezionismo per la salvaguardia del Made in Italy[66] e l'abrogazione del fiscal compact.[67][68]

In tema di fiscalità il programma prevede l'introduzione del "quoziente familiare", asili nido gratuiti [69], assegni da 400 euro mensili per i nuovi nati fino al sesto anno di età e congedi parentali retribuiti all'80% fino al sesto anno dalla nascita,[70] [71] l'applicazione di un'aliquota IVA agevolata al 4% riguardante i prodotti per la prima infanzia[72] e la detrazione fiscale tramite ricevute.

Altre opinioni sono relative all'istituzione di un mutuo sociale, ossia l'istituzione di un ente che si incarichi della costruzione, attraverso il finanziamento pubblico, di abitazioni e quartieri da vendere a famiglie che non siano già proprietarie di una casa, tramite una rata che non superi un quinto delle entrate della famiglia in questione e che venga bloccata qualora tutti i suoi componenti dichiarino lo stato di disoccupazione.[73].

A livello internazionale il partito si dichiara vicino al Front National di Marine Le Pen e ai polacchi di Diritto e Giustizia[74][75][76][77].

Il partito è inoltre contrario all'introduzione dello ius soli, all'abrogazione del reato di immigrazione clandestina[78][79] [80][81][82],mentre si continuano a proporre "blocchi navali" nel Mediterraneo, aumenti di stipendi ed equipaggiamenti alle forze dell'ordine[83], maggiore uso dell'esercito come misura di contrasto alla criminalità, una nuova legge sulla legittima difesa [84] e l'eliminazione dei test di ingresso universitari sostituendoli con una selezione da effettuare dopo il primo anno accademico sul modello delle università francesi.[85]

Infine, in materia di diritti civili si oppone ai matrimoni gay e all'omogenitorialità[86], affermando di voler salvaguardare la "famiglia tradizionale".[87]

Critiche e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 2014 è stata utilizzata una fotografia di Oliviero Toscani senza avvisare l'autore che, venuto a conoscenza dell'accaduto, sporge denuncia. Originariamente scattata in favore delle diverse tipologie di famiglie, decontestualizzata divenne parte di un manifesto anti-adozioni gay.[88] Inoltre, lo stesso fotografo ha definito il manifesto come omofobo.

Si sostiene l'esistenza della teoria del complotto sull'ideologia gender (tesi nata a metà degli anni '90 negli ambienti dell'Opus Dei[89]) e che tale ideologia sia un tentativo "d'imposizione culturale" che avverrebbe nelle scuole.[90][91][92]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Organi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'articolazione interna prevede innanzitutto il Congresso Nazionale, le cui prerogative sono eleggere il Presidente, l'Assemblea nazionale e determinare l’indirizzo politico del partito.

Quest'ultima, di 450 membri, ne indirizza azione, organizzazione e corretto funzionamento, modifica lo Statuto secondo la delega e le disposizioni del Congresso Nazionale ed è convocata in via ordinaria ogni 6 mesi.

La Direzione nazionale, composta da 100 membri, esegue gli indirizzi dell’Assemblea Nazionale, determina le linee guida dell’attività dei gruppi Parlamentari della Camera, del Senato e del Parlamento Europeo, ha il compito di stilare i programmi elettorali e approvare le liste dei candidati nelle istituzioni, approvando il rendiconto di esercizio annuale.

L’Esecutivo Nazionale coadiuva il Presidente nella rappresentanza politica del partito e nel coordinamento dell’attività dei dipartimenti. Altri organi sono la Commissione di Garanzia e la Segreteria amministrativa[93].

Presidente[modifica | modifica wikitesto]

Presidente dell'assemblea nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Coordinatore nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presidente della direzione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Tesoriere[modifica | modifica wikitesto]

Capogruppo alla Camera[modifica | modifica wikitesto]

Capogruppo al Senato[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Logo di Gioventù Nazionale

L'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia è denominata Gioventù nazionale, nata il 5 maggio 2014, e riunisce i membri del partito al di sotto dei 30 anni.

Il presidente fino al settembre 2017 è stato Marco Perissa, già dirigente di Azione Giovani e della Giovane Italia, di cui è stato anche presidente.[98]

In occasione della diciannovesima edizione di Atreju, festa del partito, si è svolto il congresso nazionale del movimento giovanile che ha eletto presidente Fabio Roscani.[99]

Nelle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Senato della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Per la XVI legislatura, il gruppo al Senato viene formalizzato il 20 dicembre 2012 con dieci membri, come Centrodestra Nazionale (CDN) e dal 21 dicembre 2012 assume la nuova e definitiva denominazione Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale (FDI-CDN).

Al momento della fondazione del partito hanno ad esso aderito dieci senatori (numero minimo per costituire un proprio gruppo autonomo),[100]: Maria Alessandra Gallone (presidente), Achille Totaro (vice presidente), Pierfrancesco Emilio Romano Gamba (tesoriere), Alberto Balboni, Alessio Butti, Antonino Caruso, Mariano Delogu, Alfredo Mantica, Giuseppe Milone e Antonio Paravia.

Nella XVII legislatura il partito, viste le soglie di sbarramento, non riesce ad eleggere alcun senatore.[101]

Il 1 agosto aderisce il senatore Stefano Bertacco proveniente dal gruppo Forza Italia, al quale si aggiungono, qualche mese dopo, i senatori Bartolomeo Amidei e Bruno Mancuso.

Alle Elezioni politiche italiane del 2018 risultano eletti: Alberto Balboni, Stefano Bertacco, Luca Ciriani, Andrea De Bertoldi, Giovan Battista Fazzolari, Antonio Iannone, Patrizio La Pietra, Ignazio La Russa, Lara Magoni (cui subentra Gianpietro Maffoni), Marco Marsilio, Gaetano Nastri, Isabella Rauti, Massimo Ruspandini, Daniela Santanchè, Raffaele Stancanelli, Achille Totaro, Adolfo Urso e Francesco Zaffini.

XVI legislatura
10 senatori
XVII legislatura
3 senatori
XVIII legislatura
18 senatori

Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Per la XVI legislatura, viene presentata nel gennaio 2013 una richiesta di formazione del gruppo parlamentare, tuttavia il procedimento viene interrotto dallo scioglimento delle camere pochi giorni dopo. I componenti che avevano fatto richiesta di costituire il nuovo gruppo parlamentare erano: Edmondo Cirielli, Giuseppe Cossiga, Massimo Corsaro, Viviana Beccalossi, Paola Frassinetti, Tommaso Foti, Riccardo De Corato, Carlo Ciccioli, Ignazio La Russa, Guido Crosetto, Giorgia Meloni, Fabio Rampelli, Carlo Nola, Agostino Ghiglia, Gianni Mancuso, Marco Marsilio, Giorgio Holzmann e Giampiero Cannella.[102]

Nella XVII legislatura il partito elegge 9 deputati, e il 3 aprile 2013 ottiene la deroga dall'ufficio di presidenza della Camera per costituirsi in gruppo parlamentare.

Il gruppo parlamentare nella XVII legislatura è composto da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, Edmondo Cirielli, Pasquale Maietta, Gaetano Nastri, Marcello Taglialatela, Achille Totaro e Massimo Corsaro.[103] Quest'ultimo lascerà nel marzo 2015.[104] Il 2 febbraio 2016 la deputata Giovanna Petrenga abbandona Forza Italia ed entra nel gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, riportando il numero dei deputati a nove.[105] Il 22 marzo 2016 aderisce al gruppo parlamentare il deputato Walter Rizzetto.[31]. Bruno Murgia, eletto nel PdL, aderisce il 29 dicembre 2016.[106]. In occasione del secondo congresso nazionale del partito ha aderito la deputata Daniela Santanchè.

Alle Elezioni politiche italiane del 2018 risultano eletti: Francesco Acquaroli, Maria Teresa Bellucci, Carmela Bucalo, Alessio Butti, Maria Cristina Caretta, Monica Ciaburro, Edmondo Cirielli, Guido Crosetto, Luca De Carlo, Salvatore Deidda, Andrea Delmastro, Giovanni Donzelli, Wanda Ferro, Carlo Fidanza, Tommaso Foti, Paola Frassinetti, Marcello Gemmato, Francesco Lollobrigida, Ylenja Lucaselli, Ciro Maschio, Giorgia Meloni, Federico Mollicone, Augusta Montaruli, Marco Osnato, Emanuele Prisco, Fabio Rampelli, Walter Rizzetto, Mauro Rotelli, Marco Silvestroni, Paolo Trancassini, Carolina Varchi e Riccardo Zucconi.

XVI legislatura
0 deputati
XVII legislatura
12 deputati
XVIII legislatura
32 deputati

Parlamento europeo[modifica | modifica wikitesto]

Nella VII legislatura avevano aderito a Fratelli d'Italia 3 europarlamentari: Marco Scurria, Carlo Fidanza e Magdi Allam. Scurria e Fidanza hanno fatto parte fino a marzo 2013 del gruppo Partito Popolare Europeo. Magdi Allam invece ha fatto parte del gruppo euroscettico Europa della Libertà e della Democrazia. Nell'VIII legislatura Fratelli d'Italia non elegge alcun europarlamentare.[107]

VII legislatura

3 eurodeputati

VIII legislatura

0 eurodeputati

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

  • La corda tricolore, (verde, bianco e rosso) è stato fin dalla fondazione del partito uno dei simboli ufficiali ed è richiamato nel logo. Nel primo simbolo del partito (Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale) la corda, con un nodo, era posta al centro del simbolo.
  • La fiamma tricolore, (verde, bianco e rosso) è il simbolo ereditato dall'acquisizione indiretta del logo del Movimento Sociale Italiano tramite lo stemma di Alleanza Nazionale.
  • Nel corso del secondo congresso nazionale di Trieste viene presentato il nuovo logo rinnovato, in cui permane la fiamma tricolore, decisamente in rilievo, storico simbolo della destra italiana, senza però più i riferimenti al MSI e ad AN.

Simboli del partito[modifica | modifica wikitesto]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Risultati elettorali di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale per regione italiana.
Fratelli d'Italia (2017).svg
Voti % Seggi
Politiche 2013 Camera 665 830 1,96
9 / 630
Senato 590 083 1,92
0 / 315
Europee 2014 1 006 513 3,67
0 / 73
Politiche 2018 Camera 1 426 564 4,35
32 / 630
Senato 1 286 122 4,26
18 / 315

Rappresentazioni grafiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Wolfram Nordsieck, Italy, su Parties and Elections in Europe, 2013. URL consultato il 24 gennaio 2014.
  2. ^ a b Fdi-An, Gazzetta Tricolore numero 24, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale.
  3. ^ APPELLO MELONI A FI E LEGA: CENTRODESTRA SIA UNITO CONTRO ADOZIONI GAY E UTERO IN AFFITTO
  4. ^ [1]
  5. ^ Marine Le Pen sceglie Giorgia Meloni come alleata: "Sostiene la battaglia contro l'euro", http://www.liberoquotidiano.it.
  6. ^ a b Radio Radicale, I risultati delle primarie di Fratelli d'Italia Centro Destra Nazionale del 22 e 23 febbraio 2014, in Radio Radicale, 26 febbraio 2014. URL consultato il 21 aprile 2018.
  7. ^ Meloni: 'Né con Monti né con Berlusconi, risposte chiare', ANSA, 16 dicembre 2012
  8. ^ La Russa: "Al Senato nasce gruppo Centrodestra Nazionale", L'Occidentale, 20 dicembre 2012
  9. ^ Salva La Russa, l'ex An presenta nuovo partito: ‘Mi salvo da solo e candido i 2 Marò', Il Fatto Quotidiano, 21 dicembre 2012
  10. ^ Copia archiviata, su fratelli-italia.it. URL consultato il 6 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2014).
  11. ^ Meloni: Le ragioni di Fratelli d'Italia per non votare la fiducia al governo Letta Archiviato il 2 ottobre 2013 in Internet Archive.
  12. ^ Intervento finale di Giorgia Meloni che lancia "Officina per l'Italia" per un nuovo centro-destra. Archiviato il 3 novembre 2013 in Internet Archive.
  13. ^ Alemanno e la Meloni presentano "Officina per l'Italia", Libero.
  14. ^ i liberal-nazionali di Basini sognano un grande partito conservatore, formiche.net.
  15. ^ Da Fratelli d'Italia a Officina per l'Italia la nuova "piattaforma del centrodestra" - Roma - Repubblica.it, in Roma - La Repubblica, 8 ottobre 2013. URL consultato il 21 aprile 2018.
  16. ^ [2]Fratelli d'Italia potrà usare il simbolo di Alleanza nazionale alle Europee. Storace: "Vergogna"
  17. ^ Daniele Nalbone, E' tornata Alleanza Nazionale: il simbolo a Fratelli d'Italia, Today, 9 gennaio 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  18. ^ a b c Governo: Meloni (FdI), Renzi sottomesso cerca bollino da Merkel - Lecce ed il Salento online[collegamento interrotto]
  19. ^ Primarie FdI-An: i risultati presentati in conferenza stampa Archiviato il 3 marzo 2014 in Internet Archive.
  20. ^ Assemblea Nazionale: l'elenco di tutti gli eletti, il 22 marzo la prima seduta, sito ufficiale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2014).
  21. ^ Fratelli d'Italia al congresso di Fiuggi: «Contro l'Irap e contro l'euro», Il Messaggero.
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