Massimo Ruspandini

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Massimo Ruspandini
Massimo Ruspandini datisenato 2018.jpg

Senatore della Repubblica Italiana
Durata mandato 23 marzo 2018 –
12 ottobre 2022
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Fratelli d'Italia
Circoscrizione Lazio
Collegio 7 (Frosinone)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Fratelli d'Italia (dal 2018)
In precedenza:
MSI (fino al 1995)
AN (1995-2009)
PdL (2009-2012)
Professione Giornalista pubblicista

Massimo Ruspandini (Ceccano, 20 giugno 1973) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pur provenendo da una famiglia di militanti del Partito Comunista Italiano (il padre era stato assessore comunale di Ceccano con il PCI)[1], comincia il percorso politico nell'MSI, per poi confluire in Alleanza Nazionale e nel Popolo della Libertà.[2]

Alle elezioni comunali del 2002 è eletto consigliere comunale di Ceccano per AN.

Alle elezioni amministrative del 2004 è candidato consigliere della provincia di Frosinone per AN nel collegio Ceccano I, dove ottiene il 15,17% e non è eletto.

Alle elezioni comunali del 2007 viene candidato a sindaco di Ceccano per il centrodestra, ma ottiene il 15,16% e non accede al ballottaggio (vince al primo turno il candidato di centrosinistra Antonio Ciotoli con il 53,63%), venendo comunque rieletto consigliere comunale.

Alle elezioni amministrative del 2009 è eletto consigliere della provincia di Frosinone nel collegio Ceccano I per il Popolo della Libertà con il 28,85%, venendo poi nominato assessore provinciale a Politiche giovanili, Sport, Spettacolo e Turismo nella giunta di centrodestra presieduta da Antonello Iannarilli.

Alle elezioni comunali del 2012 è nuovamente il candidato sindaco del centrodestra a Ceccano: ottiene il 31,00% al primo turno, ma con il 44,72% è sconfitto al ballottaggio dalla candidata del centrosinistra Manuela Maliziola (55,28%), è comunque rieletto consigliere comunale.

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2013 è candidato consigliere regionale per la provincia di Frosinone nelle liste di Fratelli d'Italia, partito al quale aderisce all'inizio dell'anno lasciando il PdL: ottiene 2.576 preferenze, ma non è eletto.

Alle elezioni comunali del 2015, quando a Ceccano si afferma per la prima volta da decenni da una maggioranza di centrodestra, è riconfermato consigliere comunale ed è nominato vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici nella giunta presieduta da Roberto Caligiore. Si dimette nel 2018, quando approda in Parlamento.

Elezione a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2018 viene eletto al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Lazio - 07 (Frosinone), sostenuto dalla coalizione di centro-destra (in quota FdI): ottiene il 40,13% e sopravanza Giuseppe Marrocco del Movimento 5 Stelle (36,63%) e Maria Spilabotte del centrosinistra (16,78%).

Alle elezioni politiche del 2022 viene eletto alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Lazio 2 - 04 (Frosinone-Sora) per il centrodestra con il 54,54% dei voti davanti ad Andrea Turriziani del centrosinistra (18,47%) e a Ilaria Fontana del Movimento 5 Stelle (16,61%), risultando il candidato più votato del Lazio.[3]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006, insieme al collega in Consiglio comunale Stefano Gizzi, brucia in piazza a Ceccano una copia de Il Codice da Vinci di Dan Brown, reputandolo blasfemo[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]