Cagliari

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Cagliari
comune
(IT) Cagliari
(SC) Casteddu
Cagliari – Stemma Cagliari – Bandiera
(dettagli)
Cagliari – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Sindaco Massimo Zedda (SEL) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 39°13′00″N 9°07′00″E / 39.216667°N 9.116667°E39.216667; 9.116667 (Cagliari)Coordinate: 39°13′00″N 9°07′00″E / 39.216667°N 9.116667°E39.216667; 9.116667 (Cagliari)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 85,45 km²
Abitanti 153 394[1] (30-11-2013)
Densità 1 795,13 ab./km²
Frazioni Pirri
Comuni confinanti Assemini, Capoterra, Elmas, Monserrato, Quartu Sant'Elena, Quartucciu, Selargius, Sestu
Altre informazioni
Cod. postale 09121-09131, 09134
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092009
Cod. catastale B354
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 990 GG[2]
Nome abitanti (IT) cagliaritani
(SRO) casteddaius
Patrono Sant'Efisio, San Saturnino
Giorno festivo 30 ottobre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cagliari
Posizione del comune di Cagliari nell'omonima provincia
Posizione del comune di Cagliari nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Cagliari (IPA: [ˈkaʎʎari][3] ascolta[?·info] Casteddu in sardo[4] /ka'steɖːu/) è un comune italiano di 153 394[1] abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Sardegna.

È una delle quindici città metropolitane italiane [5], la cui area metropolitana (comprendente i comuni conurbati)[6] supera i 419 000 abitanti, che divengono 484 000 con l'agglomerato urbano diffuso.

La città di Cagliari è sede universitaria e arcivescovile. Città dalla storia plurimillenaria, è il centro amministrativo storico dell'isola essendo stata, sotto la denominazione di Karalis, capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica[7] durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna, dal 1324 al 1720, e poi dal 1798 al 1814[8][9]. Il suo porto è classificato "internazionale" per via della sua importanza nel panorama italiano e internazionale; svolge funzioni commerciali, industriali, turistiche e di servizio per passeggeri[10].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Vista su Cagliari e l'area circostante

Cagliari si affaccia al centro del Golfo degli Angeli, nella zona meridionale della Sardegna. La città, che si sviluppa intorno al colle dello storico quartiere di Castello, è delimitata ad est dalla Sella del Diavolo e dallo stagno di Molentargius, a ovest dallo Stagno di Cagliari, a sud dal mare e a nord dal colle di San Michele e dalla pianura del Campidano.

Ha in comune con Roma, Lisbona e Istanbul il fatto di essere stata costruita su sette colli che identificano altrettanti quartieri cittadini: Castello, Tuvumannu/Tuvixeddu, Monte Claro, Monte Urpinu, Colle di Bonaria, Colle di San Michele, Calamosca/Sella del Diavolo.

La città è caratterizzata infatti da zone collinari, dove sorgono i quartieri storici, e da zone pianeggianti, dove è situata la maggior parte dei quartieri sorti a partire dal XIX secolo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima della città è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e siccitose. I valori estremi estivi talora superano di poco i 40 °C (a volte con tassi di umidità assai elevati), mentre quelli invernali, solo in condizioni particolari e rare, scendono leggermente sotto lo zero. Frequenti i venti, soprattutto il maestrale e lo scirocco; d'estate la brezza marina diurna da scirocco (detto s'imbattu in cagliaritano) abbassa la temperatura e rende più tollerabile la calura.

Leggermente più continentale il clima della pianura del Campidano come evidenziato dalle rilevazioni della Stazione meteorologica di Decimomannu.

Cagliari Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 14 15 16 18 22 27 33 30 27 23 18 15 21,2
Temperatura minima media (°C) 6 6 7 9 12 16 19 19 17 14 10 7 11,8
Piogge (mm) 46 57 44 37 24 9 3 9 31 56 56 55 427

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Cagliari.
Navicella nuragica. La zona dove sorge l'odierna Cagliari era già frequentata in epoca nuragica.

La fondazione di Cagliari secondo la leggenda[modifica | modifica sorgente]

La leggenda, narrata dallo scrittore latino Solino, vuole che Caralis sia stata fondata da Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia nel XV secolo a.C. circa. Aristeo introdusse in Sardegna la caccia e l'agricoltura, riappacificò le popolazioni indigene in lotta fra di loro e fondò la città di Cagliari, sulla quale in seguito regnò. Secondo alcune fonti Aristeo venne accompagnato in Sardegna da Dedalo, il quale, secondo gli antichi greci, sarebbe l'artefice delle imponenti opere dedalee (i Nuraghe) presenti sull'isola[11][12].

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Colonna nella villa di Tigellio
Mosaico dei Navicularii et negotiantes karalitani ("armatori e commercianti di Karalis"), dal piazzale delle Corporazioni di Ostia antica

Alcune domus de janas e resti di capanne del IV - III millennio a.C. scoperte a San Bartolomeo e sul colle di Sant'Elia confermano che la zona dove sorge l'odierna città fu abitata fin dal neolitico[13]; le risorse del mare, degli stagni, del territorio arido ed in parte roccioso ma adatto alla cerealicoltura ed a qualche coltura orticola, garantivano il sostentamento delle pacifiche popolazioni del periodo prenuragico . Risalgono invece all'età del rame i reperti della cultura di Monte Claro, diffusasi in tutta la Sardegna, che prende il nome dall'omonimo colle cagliaritano.[14]. Ritrovamenti archeologici dell'età del bronzo, come ad esempio le ceramiche egee ritrovate nel nuraghe Antigori presso Sarroch, fanno ipotizzare che le popolazioni nuragiche stanziate nell'odierno cagliaritano intrattennero intensi rapporti commerciali e culturali con i Micenei[15] e sono testimonianza che i suoi porti godevano già allora di vita e di frequentazione. I Fenici, che frequentarono i porti di Cagliari e di altre zone della Sardegna sin dall'VIII secolo a.C., o in periodo comunque antecedente alla fondazione di Roma, si stanziarono all'imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Il poeta romano Claudiano del IV secolo, descrivendo Karalis, la dice "Tyrio fundata potenti"[16], ossia fondata dalla potente Tiro (nell'odierno Libano) e i dati archeologici hanno confermato la presenza fenicia nel periodo della cosiddetta "talassocrazia" di Tiro.

Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l'altro dalle necropoli di Tuvixeddu, ritenuta la più vasta necropoli fenicia del Mediterraneo, e di Bonaria: questi furono gli estremi dell'espansione urbana di quei secoli, che vide l'abbandono degli insediamenti nuragici sui colli ed il concentrarsi lungo la costa dell'abitato, che assunse un carattere decisamente mediterraneo. Il centro cittadino fortificato, situato nell'area oggi occupata dal quartiere della Marina, era affiancato dall'area sacra che sorgeva nell'attuale zona di Stampace, ed era chiuso tra i due quartieri portuali delle zone di Sant'Avendrace e di Bonaria.

Divenuta il centro principale dell'isola, ormai completamente punicizzata, passò ai Romani con tutta la Sardegna e la Corsica, nel 238 a.C., all'indomani della prima guerra romano-punica. L'aspetto dell'abitato non sembra essere cambiato molto durante la lunga dominazione romana, di cui sono notevoli resti l'anfiteatro e le ville suburbane come la Villa di Tigellio. Nei secoli successivi la Karalis romana mantenne il suo ruolo di metropoli sarda e nel 48 a.C. Cesare la premiò per averlo sostenuto nello scontro con Pompeo concedendole lo stato giuridico di municipio[17]. Alla morte di Cesare i cittadini gli rimasero fedeli e si schierarono dalla parte del figlio adottivo Ottaviano, prima contro Sesto Pompeo, poi contro Antonio. Dopo la vittoria di Ottaviano ci fu un lungo periodo di tranquillità politica e di grande sviluppo economico, prima di cadere sotto l'occupazione dei Vandali d'Africa, comandati da Genserico, nella metà del V secolo. Caralis rimase parte del regno dei Vandali per circa ottant'anni, divenendo per un breve lasso di tempo capitale di un regno sardo indipendente proclamato dal funzionario germanico ribelle Goda. Fu riconquistata dai romani d'oriente di Giustiniano nel 534 d.C. ed entrò nel sistema amministrativo bizantino come sede del preside, funzionario imperiale a capo di tutta la Sardegna, e sottoposto all'esarcato d'Africa[18]. Durante la guerra gotica, che imperversava nella penisola, contingenti di Goti occuparono per un breve periodo la città che passo poi nuovamente in mano bizantina[19]. Nel 599 d.C. la flotta longobarda di Agilulfo compì un'incursione di saccheggio nelle coste cagliaritane ma venne respinta dalle milizie locali[20].

La torre dell'elefante edificata durante la dominazione pisana
Cupola della Cattedrale nel quartiere di Castello

Storia medievale[modifica | modifica sorgente]

Con la divisione dell'isola in quattro Stati con titolo di regno o judicadu, la città, da secoli in fortissima recessione demografica e ormai ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato che ne prese il nome. Intanto aveva subìto secoli di incursioni saracene, contrastate dal principio dell'XI secolo con l'aiuto delle potenze navali di Pisa e Genova. È nota la progressiva ingerenza che le due città marinare esercitarono da allora sulla Sardegna. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle sue più antiche attestazioni, rientrò nell'orbita dei Pisani e dei Genovesi; furono i primi che finirono con l'impadronirsene. Nel 1215, di fronte alla possibilità di un'alleanza tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti di Eldizio ottenne con la minaccia delle armi la cessione del colle che sarebbe stato detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi venne presto costruita una città fortificata interamente pisana: il Castellum Castri de Kallari (1216/17).

Nel 1257 il neo-sovrano filoligure Guglielmo III-Salusio VI scacciò i pisani da Castel di Castro (il cui colle sul quale sorgeva, era stato ceduto l'anno precedente al comune di Genova dal predecessore Giovanni Torchitorio V)[21]. Ciò accese l'ira degli altri pisani di Sardegna e di Pisa che immediatamente costituirono un'alleanza comprendente i tre giudicati sardi filopisani e lo stesso comune di Pisa e attaccarono quindi Guglielmo. Il 20 luglio 1258, dopo un anno di guerra, Santa Igia venne distrutta dalla coalizione e sulle sue rovine venne sparso il sale; Guglielmo riuscì a fuggire a Genova dove morì nello stesso anno. Ebbe così fine il giudicato di Cagliari che venne smembrato in quattro parti: la parte settentrionale venne annessa dal giudicato di Arborea, la parte orientale dal giudicato di Gallura, l'area occidentale fu assegnata alla famiglia dei Della Gherardesca, mentre il comune di Pisa mantenne il governo di Castel di Castro, considerato "la chiave del Mediterraneo"[22]. Da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari, come mostra ancora l'attuale nome sardo della città, Casteddu. Nondimeno attorno ad esso si formarono i sobborghi di Bagnaia, oggi detta Marina, zona portuale regolata dal Breve portus kallaretani; della fortificata Stampace (toponimo che si riscontra anche a Pisa); e infine di Villanova; in queste appendici trovarono asilo i sardi, esclusi dal Castello che aveva invece un ordinamento comunale, regolato dal Breue Castelli Castri de Kallari, dipendente direttamente da Pisa.

Non passarono cent'anni e un'altra dominazione sopraggiunse. Questa volta furono gli Aragonesi che, nella loro guerra di conquista della Sardegna, assediando Cagliari, edificarono una loro roccaforte su un altro colle, ancora più meridionale: quello di Bonaria. Essi tuttavia non distrussero la città nemica, come avevano fatto i Pisani con Santa Gilla; ma anzi, ottenuta la vittoria nella battaglia di Lucocisterna, lasciarono il Castello infeudato a Pisa. I toscani però non sopportavano la concorrenza del nuovo borgo aragonese di Bonaria, col suo fiorente porto: l'anno seguente ripresero le armi ma vennero nuovamente sconfitti dall'esercito catalano-aragonese in una battaglia navale svoltasi nel golfo degli Angeli tra il 26 e il 29 dicembre 1325 e quindi dovettero abbandonare per sempre il Castello e le loro abitazioni furono riassegnate a sudditi della corona d'Aragona[23]. I pisani poterono fermarsi alla Marina (dove infatti ancor oggi esiste via dei Pisani) e proseguire i loro traffici commenrciali, stavolta tuttavia da semplici cittadini[senza fonte]. Sotto la dominazione iberica Caller (Cagliari), città reale non sottomessa e sede del viceré, venne dotata di un codice municipale modellato sulla base di quello di Barcellona[24] e divenne la capitale del nuovo regno. Alcune famiglie di origine iberica che si insediarono a Cagliari in quell'epoca sono tuttora presenti in città; tra le varie si possono ricordare gli Aymerich, gli Amat, i Manca, i Canelles e i Sanjust.

Storia rinascimentale, seicentesca e settecentesca[modifica | modifica sorgente]

Interno del palazzo regio di Cagliari. Fu dimora dei Viceré e per brevi periodi dei Re di Sardegna fra il 1337 e il 1847.

Conquistata la Sardegna pisana e inglobati i possedimenti dei Malaspina, il regno dovette fronteggiare prima i Doria e poi Mariano IV d'Arborea il quale a partire dal 1353 scatenò la rivolta contro gli aragonesi cosicché il territorio regio si ridusse alle sole città di Cagliari e Alghero mentre la parte restante divenne parte del giudicato di Arborea, l'unica entità statale isolana rimasta indipendente. Questa situazione si protrasse a fasi alterne fino al 1409 quando una nuova spedizione militare aragonese, guidata da Martino I di Sicilia, sconfisse sardi e alleati nella battaglia di Sanluri, facendo sì che a partire dal 1420, a seguito della cessione per 100.000 fiorini dei restanti territori del giudicato arborense, il territorio del regno di Sardegna, con capitale Caller, coincidesse per la prima volta con quello dell'intera isola.[25]

Veduta di Cagliari da "Civitates orbis terrarum" (1572)
Cagliari nel '600, veduta dal mare

A Cagliari il Castello continuò ad essere interdetto a chiunque non fosse nobile,[26] ma fu fortificata anche Bagnaria, dagli Aragonesi chiamata Llapola (pola significa marina in latino medievale; la lappula o leppula portus Bagnarie dei documenti medievali sembra essere stato un luogo o un oggetto posto nel porto di Cagliari, il cui nome fu esteso al quartiere). La vita intellettuale fu relativamente vivace e nel XVII secolo venne fondata l'Università. Tuttavia pian piano la città, pur fortemente ispanizzata, cominciò a provare una certa insofferenza per la dominazione iberica: sentimento che culminò nell'assassinio del viceré Camarassa (1666). Così nel 1708, durante la Guerra di successione spagnola, i cagliaritani non opposero resistenza all'assedio anglo-olandese, che pose fine all'età spagnola. A seguito del trattato di Utrecht si assistette allo smembramento dei territori europei dell'impero spagnolo e il regno di Sardegna venne assegnato prima all'Austria dal 1713, e successivamente, dopo l'effimera occupazione del cardinale Giulio Alberoni che cercava di riconquistare la Sardegna agli spagnoli (1717), Cagliari, come deciso al Trattato di Londra del 1718, passò con tutto il Regno sotto il dominio sabaudo, l'8 agosto 1720.[27] L'età di riforme che seguì in tutta Europa vide un relativo rilancio della città, con la riorganizzazione dell'Università e dell'ospedale, la creazione dell'Archivio di Stato e della Biblioteca universitaria, di una scuola di Chirurgia e della Stamperia reale. Anche i piemontesi furono tuttavia non ben tollerati e quando, dopo che Cagliari aveva stavolta resistito con vigore all'assedio navale dei francesi rivoluzionari (1793), i sardi videro rifiutare la loro richiesta di una maggiore autonomia e del rispetto degli antichi privilegi, la città insorse il 27-28 aprile 1794, oggi Sa die de sa Sardigna, e cacciò temporaneamente i piemontesi; ma la rivolta, pur propagatasi subito al resto dell'isola, dove prese una piega anti-feudale, fu alla fine soffocata.

Storia ottocentesca[modifica | modifica sorgente]

Bastione di Saint Remy

Cagliari, rioccupata, divenne dal 1798 al 1814, oltre che capitale, centro politico-amministrativo del Regno di Sardegna e ospitò nel Palazzo reale (oggi detto spesso Viceregio) la corte sabauda, cacciata da Torino dai francesi, i quali avevano costituito la Repubblica Piemontese, mentre non avevano potuto conquistare la Sardegna[28]. La presenza della corte in città non impedì l'insorgere di varie congiure contro i Savoia, la più importante delle quali è chiamata congiura di Palabanda, dal nome della località in cui si trovava la villa ove venne organizzata. In questi anni si assistette ad un grande sviluppo della città: nel 1811 venne installata la prima illuminazione pubblica e si ebbe la sistemazione della rete stradale. Tuttavia si verificarono anche periodi di carestia seguiti da un'epidemia di febbre (1816). Nel 1847, così come a Sassari, un moto popolare, partito dall'università, portò il re Carlo Alberto a riconoscere la fusione dell'isola con gli stati di terraferma (Piemonte, Savoia, Liguria). Nella prima metà dell'Ottocento, l'età d'oro della cultura sarda, si registrò il declino dell'aristocrazia feudale a favore di un'aristocrazia culturale che, con l'abolizione del feudalesimo e la concessione dello Statuto Albertino (1848), divenne la classe dirigente. Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del ruolo di piazzaforte all'indomani dell'Unità d'Italia, furono abbattute le mura e si posero le basi per la grande espansione dell'ultimo secolo. Attirati dalle tante potenzialità inespresse, si stabiliscono in questo periodo a Cagliari numerosi imprenditori (soprattutto liguri, piemontesi, svizzeri e francesi) che favoriranno la modernizzazione cittadina importando le prime forme di industrializzazione; avviene così il passaggio da una società d'Ancien Régime ad una società di tipo capitalista[29]. Gli architetti sardi (e non), tra cui Gaetano Cima e Dionigi Scano, ridisegnano il centro urbano secondo i gusti dell'epoca; si diffonde lo stile neoclassico e neogotico, sorgono i caratteristici palazzi liberty.

Storia novecentesca e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Civico "Ottone Bacaredda" di Cagliari

Il 14 aprile 1899 viene posta la prima pietra del municipio di via Roma, alla presenza del re Umberto I, i cui lavori avranno termine nel 1907: questo evento dà un avvio quasi simbolico al nuovo secolo, con il trasferimento del potere cittadino dal vecchio quartiere di Castello alla moderna area vicina al Porto, luogo di traffici e commerci. Questo palazzo rientra tra le opere realizzate dall'amministrazione di Ottone Bacaredda, sindaco di Cagliari dal 1889 al 1921 quasi ininterrottamente, riconosciuto oggi come uno dei sindaci più illuminati della città. Il 14 maggio 1906 scoppiano a Cagliari gli scioperi contro il carovita, che causano due morti e parecchi feriti: questo evento verrà ricordato dall'allora sindaco Baccaredda nel libro L'Ottantanove cagliaritano, titolo ironico che paragona questa rivolta a quella del 1789 in Francia. Nei primi decenni del Novecento la città continua a crescere, con la nascita di nuovi quartieri come quello di San Benedetto. A fine anni venti, in periodo fascista, con l'annessione dei comuni di Pirri, Selargius, Quartucciu, Monserrato e, successivamente, Elmas (1937), raggiungerà i 100.000 abitanti così da poter essere annoverata fra le grandi città d'Italia. Anche a Cagliari il Fascismo arriva con la sua violenza, occupando le sedi dei partiti avversi e cacciando gli oppositori, tra cui Emilio Lussu che fu assalito nella sua casa di piazza Martiri il 31 ottobre 1926.

La legione dei Carabinieri, edificio del periodo fascista

Nel 1924 il Governo Mussolini varò la cosiddetta Legge del Miliardo stanziando più di un miliardo di lire per la modernizzazione della Sardegna, che in buona parte andrà a Cagliari. È in questi anni che vengono costruite importanti opere pubbliche, molte delle quali realizzate da un giovane progettista comunale, Ubaldo Badas, le cui architetture originali contribuiscono ad abbellire la città sia negli anni trenta che nel dopoguerra, come il Parco delle Rimembranze, il Terrapieno e parte dei Giardini Pubblici. Tuttavia, grazie all'attenta amministrazione di Enrico Endrich, fascista convinto ma dotato di libero pensiero, a Cagliari non vengono realizzate opere pubbliche tali da stravolgere il tessuto cittadino originario; le opere progettate dopo la fine del suo mandato (1933), come la demolizione quasi completa (eccetto le chiese) del quartiere Stampace, per far posto alla Facoltà di Ingegneria progettata da Cesare Valle nel 1940, o la realizzazione della sede della Banca d'Italia in Via Roma, dove ora sorge il Palazzo del Consiglio regionale della Sardegna, che vide la sola demolizione di un isolato all'interno del quartiere della Marina, non fecero in tempo a essere costruite a causa della guerra.

Cagliari dopo i bombardamenti

Durante la seconda guerra mondiale, Cagliari subì numerosi bombardamenti (l'80% della città venne più o meno gravemente colpito, tanto che Cagliari fu dichiarata Città Martire e ricevette una medaglia d'oro al valore militare) dei quali possiamo ancora vedere i segni in alcune zone del centro storico. I bombardamenti cominciarono il 17 febbraio, con l'arrivo sui cieli di Cagliari di un centinaio di aerei statunitensi. Molti i morti (quasi 100 in città) soprattutto in via Sant'Efisio, dove molti stampacini, tra cui il pittore Tarquinio Sini, perirono mentre aspettavano l'arrivo dell'adetto ad aprire le porte del rifugio della Cripta di Santa Restituta.

Tra il 26 e il 28 febbraio si hanno i bombardamenti più pesanti, con la distruzione di molti luoghi importanti per Cagliari, come il Teatro Civico, il Bastione di San Remy, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di Sant'Anna, il Municipio, la Stazione delle Ferrovie dello Stato, e altri. Nel 1948 diventa ufficialmente capoluogo della Sardegna secondo l'articolo 2 dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna[30]. Dal secondo dopoguerra in poi la popolazione di Cagliari crebbe ulteriolmente fino a raggiungere un massimo di 220.000 abitanti circa nel 1981 per poi calare drasticamente a seguito dei referendum svoltisi fra metà anni ottanta e inizio anni novanta che sancirono l'autonomia dei vari comuni circostanti, oggi inglobati nell'area metropolitana cagliaritana. Nel corso del XX secolo il centro urbano si è esteso fino al litorale del Poetto e alla zona di Monte Urpinu facendo sorgere i quartieri di San Benedetto, Bonaria, La Vega, Tuvumannu e San Michele.

Vista di alcune zone di Cagliari e parte dell'area metropolitana. Sullo sfondo, lo stagno di Molentargius, il Poetto e la catena dei "Sette fratelli"

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

In passato Cagliari era chiamata Krly dai fenicio-punici[31] mentre in latino era Càralis (Cărălis) o al plurale Calares o Karales. Intorno al XVI secolo Rodrigo Nuño Baeza, un umanista sardo, affermò che Karalis derivasse dal greco κάρα che significa testa, poiché Cagliari era il principale centro dell'Isola. Il semitista Guglielmo Gesenius fece derivare il toponimo da Kar Baalis[32], che in fenicio significa "città di Dio". Questa derivazione venne, seppur con qualche differenza, accettata da Giovanni Spano; egli, infatti, sostenne che Cagliari derivi dal nome fenicio Kar-El[32], che significa anch'esso "città di Dio".

In primo piano: Collegiata di Sant'Anna (barocco piemontese) , in secondo piano: Chiesa di San Michele (barocco spagnolo) , sullo sfondo il campanile della Chiesa di Nostra Signora del Carmine (architettura neoromanica)

Max Leopold Wagner fece risalire il termine Karalis al protosardo, trovando riscontro con i toponimi Carale di Austis, Carallai di Sorradile, Karhalis o Karhallis della Panfilia e Karhalleia della Pisfidia. Inoltre il toponimo Karalis è da collegare con gli appellativi cacarallai, criallei, crielle, chirelle, ghirelle (crisantemo selvatico[33] e macerone) e garuleu, galureu, galileu (polline depositato nel miele, che è di colore giallo oro), che hanno affinità con l'etrusco garouleou (crisantemo selvatico).

Francesco Artizzu notò che la radice "kar" nel linguaggio dei popoli mediterranei significava "pietra/roccia" e il suffisso "al/ar" dava valore collettivo, e si sarebbe formato così Karali, che significherebbe "luogo di comunità sulla roccia" o semplicemente "località rocciosa". Quanto poi al plurale Kalares, Artizzu lo spiega col fatto che, da un nucleo iniziale, si sarebbero uniti altri nuclei vicini, aumentando così l'estensione della città[34]. In conclusione, molto probabilmente in origine Karalis/Caralis aveva il significato di «luogo di comunità sulla roccia/rocca gialla o bianca»[35].

Durante l'epoca Giudicale il centro della città divenne quello che oggi è il quartiere Santa Gilla e in sardo medioevale veniva pertanto chiamata "Santa Igia". Con l'arrivo dei Pisani venne identificata nei documenti pisani come Kastrum Karalis e successivamente come Castell de Càller in catalano. All'affermarsi del castigliano durante il dominio spagnolo il nome divenne Callari e infine nel periodo sabaudo il nome fu semplicemente translitterato in italiano ottenendo l'attuale Cagliari. In lingua sarda il nome attuale Casteddu verrebbe dall'identificazione della città con il quartiere fortificato di Castello edificato durante la dominazione pisana.

Altri studiosi pensano che il toponimo "Casteddu" sia ben più antico, e che risalga agli inizi stessi della dominazione romana, e non sia altro che la traduzione in latino popolare di Karalis. I due toponimi sarebbero sopravvissuti, l'uno come denominazione ufficiale del Municipium, fino ai giorni nostri, l'altra come traduzione letterale dei parlanti latino fino a diventare prevalente nel parlare comune quando nella città e nell'intera isola le lingue prelatine si estinsero. Un frammento pervenutoci di Varrone Atacino, poeta latino del I secolo a.C. cita: "Munitus vicus Caralis", ovvero "cittadella fortificata di Caralis", "Castellum" in latino popolare[36][37][38].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Cagliari.
Stemma in uso dal 1493 al 1766

La città di Cagliari ha cambiato diversi stemmi durante la sua storia. Il primo di cui si ha notizia risale al periodo pisano; il simbolo di Castel di Castro, il cui bassorilievo è osservabile sulle mura della torre dell'elefante, è costituito da uno scudo gotico su cui è rappresentato un castello a muratura isodoma, sul mare, avente tre torri merlate e due portoni[39].

Nel periodo aragonese-spagnolo lo stemma venne sostituito con uno nuovo formato da uno scudo a losanga inquartato in croce di Sant'Andrea sui cui riquadri sono rappresentati due castelli sul mare, simbolo di Cagliari medioevale, alternati dalle barre d'Aragona. Questo stemma rimase in uso fino al 1766 quando con regio diploma fu sostituito dall'attuale stemma[40].

Lo stemma attuale si presenta come uno scudo di forma ovale inquartato; nel primo e quarto campo è presente la croce dei Savoia mentre nel secondo e terzo è presente un castello a tre torri fondato su uno scoglio uscente dal mare, il tutto al naturale. Lo scudo è sostenuto da due giovani tritoni e timbrato da corona di marchese.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cagliari (Castel de Càller), già capitale del Regno di Sardegna, ottenne ufficialmente il titolo di città regia nel 1327[41].

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 25 agosto 1327

Per il suo sacrificio e per la fierezza con la quale affrontò il nemico durante la seconda guerra mondiale, Cagliari il 19 maggio 1950 ricevette, dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, il gonfalone della città insignito della medaglia d'oro al valor militare. Il 14 giugno 1975 la città ricevette inoltre la medaglia d'argento ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte[42].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Capoluogo dell'isola nobile e generosa, scolta invitta d'Italia al centro del Mediterraneo, sopportò per anni, con l'indomita fierezza della sua gente, lunghe, terrificanti ed assillanti distruzioni di guerra recate dall'intensa offesa aerea. Fiera del suo destino, accolse con fierezza ogni prova dolorosa. Dilaniata, stroncata e ferita a morte non smentì mai le sue alte civiche virtù e la fama gloriosa acquistata nei secoli dal suo popolo eroico, sublime in ogni sacrificio per l'onore della Patria.»
— Sardegna, guerra 1940-1943
Medaglia d'argento ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— Conferita il 14 giugno 1975 a Cagliari
L'Anfiteatro Romano.
Il Santuario di Nostra Signora di Bonaria da cui la città di Buenos Aires prende il nome
Necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Cagliari.

La lunga storia e le varie dominazioni e influenze provenienti dall'esterno hanno contribuito a donare alla città un'importante patrimonio culturale e architettonico.

Per quanto riguarda i periodi storici più antichi si segnalano la necropoli di Tuvixeddu, di età fenicio-punica, e l'Anfiteatro romano, risalente al II secolo.

Cuore medioevale della città è il quartiere fortificato di Castello, che fino alla seconda guerra mondiale, fu la residenza dei nobili. Degni di nota sono anche i quartieri storici di Stampace, Marina e Villanova. Il primo era il quartiere dei borghesi e dei mercanti, il secondo era il quartiere dei pescatori e marinai, il terzo quello dei pastori e dei contadini.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Cagliari.

Fra le numerose chiese presenti a Cagliari si possono ricordare :

Cimiteri monumentali[modifica | modifica sorgente]

Necropoli[modifica | modifica sorgente]

  • Necropoli di Tuvixeddu: È la più grande necropoli fenicio-punica tutt'oggi esistente e sorge sul colle omonimo. Oltre alle tombe puniche sono presenti anche sepolcri di epoca romana.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bastione di Saint Remy.

Ambiente, verde urbano, parchi e spiagge[modifica | modifica sorgente]

Zone umide[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stagno di Cagliari e Parco regionale Molentargius - Saline.
Vista sullo stagno di Molentargius. Sullo sfondo il Poetto, a destra la Sella del diavolo

La Laguna di Santa Gilla (3.000 ettari di superficie) a ovest e lo Stagno di Molentargius a est (17,6 km²), riconosciuti come zone umide protette da varie leggi regionali e della comunità europea, offrono asilo a notevoli colonie di fenicotteri che da anni vi nidificano, creando un ambiente simile a quello della Camargue francese. Mentre per lo specchio d'acqua del Molentargius è stato messo in atto un piano turistico e di rivalutazione ambientale, con bonifiche e apertura al pubblico di parte del parco, a Santa Gilla vi è ancora una situazione in molti punti di degrado, con parte dello stagno interrato nel 1980 per la realizzazione del Porto Canale.

Parco di Monte Claro.

Parchi[modifica | modifica sorgente]

Di seguito una lista dei più importanti parchi cittadini:

Spiagge[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Poetto.
La spiaggia Il Poetto fra Cagliari e Quartu Sant'Elena, sullo sfondo la Sella del Diavolo
Tratto di mare fra la Sella e Capo Sant'Elia

Il Poetto (in sardo Su Poettu) è la principale spiaggia di Cagliari che si estende per circa otto chilometri, dalla Sella del Diavolo sino al litorale di Quartu Sant'Elena.

Altra spiaggia degna di nota è la piccola spiaggia di Calamosca situata nel tratto di mare tra la zona di Capo Sant' Elia e il Poetto.

Nei comuni facenti parte dell'area metropolitana di Cagliari si trovano inoltre le spiagge di Quartu Sant'Elena, Maracalagonis, Sinnai, Capoterra, Sarroch e Pula.

Società[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demografia di Cagliari.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Tra gli anni ottanta e novanta, quattro distretti cagliaritani divennero, tramite referendum, comuni autonomi. Così, con l'autonomia di Selargius (29.675 ab.) e Quartucciu (11.418 ab.) nel 1983, Elmas (8.475 ab.) nel 1989 e Monserrato (20.829 ab.) nel 1991, Cagliari passò da circa 220.000 abitanti a circa 150.000.

Abitanti censiti[44]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31-12-2012 la popolazione straniera ammontava a 6.658 individui pari al 4,2% della popolazione totale, le nazionalità principali erano[45]:

Lingua[modifica | modifica sorgente]

(SCD)
« Is ogus tuus, alluttus che su fogu,

Sa bucca tua, prus frisca de una rosa,

In su coru m’ hant fattu cussu giogu

Chi no assimbilat a nisciuna cosa,

Chi spizzulat e poburu e signori,

E chi ddi nanta, sino sbagliu, amori

(Estratto della poesia A Lugori di Ottone Baccaredda»

(IT)
« I tuoi occhi fiammeggianti,

la tua bocca più fresca di una rosa

mi hanno fatto in cuore quello scherzo

che non rassomiglia a nessun’altra delle cose che ti possano capitare,

che pizzica sia il povero che il signore

e che, se non sbaglio, si chiama amore »

La lingua autoctona di Cagliari è il sardo (sardu), e per la precisione il campidanese (campidanesu) nella sua variante cagliaritana (casteddaiu).

Tale lingua è parlata sempre meno dalle nuove generazioni del luogo, che utilizzano l'italiano, in quanto, tramite l'istruzione obbligatoria ed i mezzi di comunicazione di massa, quest'ultima è diventata ormai predominante nei rapporti sociali, formali ma anche informali, relegando sempre più il sardo al ruolo sociologico di dialetto; spesso i giovani ne hanno solo la competenza passiva, dovuta al rapporto con i parenti anziani che ancora lo parlano, mentre con i genitori (per scelta di questi ultimi in merito alla loro educazione) hanno sempre parlato in italiano.

La variante cagliaritana del sardo nei suoi registri alti ha tradizionalmente rappresentato il modello linguistico di referenza per tutta l'area meridionale dell'isola, variante diastratica alta utilizzata dal ceto borghese in tutto il dominio campidanese, nonché modello letterario di riferimento per scrittori e poeti.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La grande maggioranza dei cagliaritani è di religione cattolica ma sono presenti in città anche delle minoranze appartenenti ad altri fedi religiose, principalmente ortodossi e musulmani. La città è sede dell'Arcidiocesi di Cagliari, che ha origini antichissime, seppure non documentata si ha notizia del primo vescovo sant'Avendrace già intorno al 70 d.C.; nel territorio di sua competenza si trovano 133 parrocchie.

Vi sono numerosi santi e beati di nascita cagliaritana o cagliaritani di adozione, testimoni della fede cristiana a Cagliari e in Sardegna: si ricordano Efisio martire a cui è dedicata la festa più importante, San Lucifero, Ignazio da Laconi, Salvatore da Horta, Nicola da Gesturi, Giuseppina Nicoli, Maria Cristina di Savoia.

Il 22 settembre 2013 la città è stata meta di uno dei viaggi apostolici di Papa Francesco[46]; in tale occasione si sono riversati nei luoghi degli incontri ( Largo Carlo Felice per gli incontri col mondo del lavoro in crisi e quello con i giovani e il Santuario della Madonna di Bonaria per la messa e l'Angelus) più di 400.000 fedeli. Precedentemente Cagliari era stata metà delle visite pastorali di Paolo VI il 24 agosto 1970, Giovanni Paolo II nell'ottobre 1985 e di Benedetto XVI il 7 settembre 2008[47].

Altre Chiese presenti sono la chiesa evangelica, la chiesa evangelica battista, la chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni e i Testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Cagliari e la sua area demologica presentano molte manifestazioni antropologiche peculiari, eredità dei vari popoli che hanno influenzato la storia della città.

Numerose sono le feste religiose che la città ha praticato nel corso dei secoli. Molte si svolgono ancora oggi, mentre di altre se ne è mantenuto solo il ricordo nella memoria orale o nella tradizione letteraria.

Costumi tradizionali di Cagliari alla processione di Sant'Efisio
  • Nel periodo di Carnevale si svolgono delle sfilate di maschere accompagnate dal ritmo della ratantira, con carri artigianali e costumi che riprendono in chiave carnevalesca quelli cagliaritani, in particolar modo quello della Panetiera. Nel corso del Novecento la tradizione del Carnevale è stata portata avanti dalla GIOC, associazione della Gioventú Italiana Operaia Cattolica, con sede fino al 2007 nella chiesa di Santa Restituta in Stampace. Da quando l'associazione non ha più una propria sede, poiché revocata da parte dell'allora Arcivescovo, si è dovuta sospendere momentaneamente la manifestazione tradizionale, lasciando il posto a una più commerciale riservata ai bambini.
  • Nel periodo pasquale le varie arciconfraternite organizzano i riti della Settimana Santa e della Pasqua.
  • Il giorno di pasquetta si svolge inoltre una processione dedicata a Sant'Efisio, per sciogliere il voto  per la grazia concessa nel 1793 quando per sua intercessione le navi francesi che bombardavano Cagliari vennero portate via dal vento in tempesta. Come le altre feste dedicate al Santo Guerriero, viene organizzata dall'Arcinconfraternità del Gonfalone.
  • Il 1º maggio si celebra un evento religioso e culturale di grande importanza in Sardegna: la festa di Sant'Efisio, una processione annuale che si svolge per sciogliere il voto fatto al santo dalla città durante l'epidemia di peste del 1656. Per l'occasione, nel capoluogo si concentrano decine di gruppi in costume tipico provenienti da tutta l'isola, centinaia di cavalieri e numerosi carri addobbati (chiamati traccas) trainati dai buoi. Tutti insieme partecipano alla grande sfilata nel centro di Cagliari che ha fine con l'arrivo in Via Roma del cocchio con la statua del santo la quale viene poi trasportata fino a Nora presso la chiesa a lui dedicata. Il 4 maggio il simulacro del santo fa il suo rientro a tarda notte nella sua chiesa cagliaritana.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa di sant'Efisio.
  • Sempre a maggio si svolgono i festeggiamenti per Sant'Ignazio da Laconi e per San Francesco da Paola, in quest'ultimo caso si può seguire una suggestiva processione a mare.
  • Nel mese di luglio è la volta della festa con la caratteristica processione a mare, di Nostra Signora di Bonaria, per l'occasione decine di imbarcazioni imbandierate accompagnano il simulacro della Vergine nelle acque del porto.
  • Il 15 agosto si festeggia l'assunzione di Maria. Mentre nella tradizione italiana la Madre di Dio viene raffigurata come una creatura "viva", a Cagliari, e in Sardegna generalmente, viene raffigurata come addormentata. La Dormitio della Vergine è una tradizione bizantina (per la parte spirituale) e catalana (soprattutto per la parte della vestizione). In tale data avviene una processione in cui il simulacro della Madonna è adagiato come addormentato su un letto, coperta da un velo.
  • Il Patrono della città è san Saturnino, che si festeggia il 30 ottobre[48].

Abbigliamento popolare[modifica | modifica sorgente]

A Cagliari l'abbigliamento tradizionale indicava le classi sociali, i mestieri e le corporazioni di appartenenza.

Istituzioni , enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Ospedale civile San Giovanni di Dio

Le strutture ospedaliere della città di Cagliari sono[49]:

  • Ospedale Binaghi
  • Ospedale Microcitemico
  • Ospedale San Giovanni di Dio
  • Ospedale Oncologico Businco
  • Azienda Ospedaliera G. Brotzu
  • Ospedale SS Trinità
  • Ospedale Marino

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 la provincia di Cagliari si è piazzata al 73º posto nell'annuale classifica stilata da Il Sole 24 ORE sulla vivibilità delle 107 province italiane[50], classificandosi 63ª per "tenore di vita", 76ª per "affari e lavoro" , 44ª per "servizi ambiente e salute" , 105ª per "popolazione" , 78ª per "ordine pubblico" e 12ª per "tempo libero".

Secondo un sondaggio effettuato da IPR Marketing nel 2009, Cagliari risulta essere la "città più felice d'Italia" piazzandosi al 1º posto[51].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale hanno sede[52] 26 scuole secondarie di secondo grado, di cui 20 pubbliche e 6 private, 11 istituti secondari di primo grado pubblici e 3 privati e 13 scuole primarie e 10 private. Tra i vari istituti sono rilevanti dal punto di vista storico il liceo ginnasio statale Siotto Pintor, già liceo degli Scolopi, che è una delle scuole in attività più antiche d'Italia, risalendo al XVII secolo, ed il liceo-ginnasio Giovanni Dettori, nel quale vi studiarono varie personalità di rilievo sarde, tra cui Antonio Gramsci[53].

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi di Cagliari.

L'Università degli Studi di Cagliari iniziò la sua attività nel 1626 ed è il principale ateneo di Cagliari nonché la più grande università della Sardegna. Con i suoi 35.000 studenti[54] è una delle università più importanti d'Italia. A Cagliari è presente dal 1970 anche la Pontificia facoltà teologica della Sardegna.

Musei e gallerie[modifica | modifica sorgente]

Polo museale di Cagliari "Cittadella dei musei".
Galleria comunale d'arte.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Regionale
  • Biblioteca comunale di Pirri
  • Biblioteca generale e di studi sardi
  • Biblioteca della galleria comunale d'arte
  • Biblioteca comunale di quartiere "Don Milani"
  • Biblioteca comunale di quartiere "G.B. Tuveri"
  • Biblioteca comunale di quartiere "Regina Elena"
  • Biblioteca comunale di quartiere "Vittorino Da Feltre"
  • Biblioteca del Centro Regionale di Programmazione
  • Biblioteca del Conservatorio di musica "Giovanni Pierluigi da Palestrina"
  • Biblioteca del Consiglio regionale
  • Biblioteca dell'Archivio di Stato
  • Biblioteca dell'Assessorato politiche sociali della Provincia di Cagliari
  • Biblioteca della Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura
  • Biblioteca della Casa Circondariale
  • Biblioteca della Soprintendenza BAPPSAD per le Province di Cagliari e Oristano
  • Biblioteca militare di Presidio
  • Biblioteca provinciale
  • Biblioteca universitaria
  • Mediateca del Mediterraneo

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Film girati e/o ambientati nel capoluogo:

Media e telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Giornali cartacei
Giornali su Internet
  • cagliarioggi.it
  • cagliaripad.it
  • castedduonline.it
  • sardegnaoggi.it
  • unionesarda.com
  • sardiniapost.it
TV
Radio
  • Radio Golfo degli Angeli
  • Radio Kalaritana
  • Radio Mambo
  • Radio Press
  • Radio Sintony
  • Radiolina
  • Radio X

Arte[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina cagliaritana è legata alla cucina tipica dell'isola, in particolare alla cucina campidanese, ma presenta anche influenze catalane e liguri. Fra i piatti più tradizionali si possono citare quelli a base di pesce come la fregula cun cocciula (fregola con le vongole), cocciula e cozzas a schiscionera (vongole e cozze cucinate in tegame), sa burrida a sa casteddaia (piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci), sa cassola (zuppa di pesci, crostacei e molluschi), le orziadas (anemoni di mare insemolati e fritti) e l'aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana). I primi piatti più famosi sono i malloreddus a sa campidanesa, spaghetti con vongole e bottarga, spaghittus cun arrizzonis (spaghetti ai ricci di mare serviti anche in diverse varianti, coi carciofi o con asparagi selvatici), su mazzamurru (pane casereccio raffermo cotto nel sugo o nel brodo, condito col pecorino grattugiato) e le panadas (piatto originario di Assemini, consiste in una sorta di torta salata ripiena di carne o anguille, la cui pasta viene preparata impastando semola, strutto e olio d'oliva); i secondi piatti sono composti essenzialmente da arrosti di carne. I dolci più conosciuti sono le pardulas, sebadas, candelaus, pabassinas diffusi in tutta l'isola, mentre fra i vini prodotti nel cagliaritano si segnalano il Nuragus, il Nasco, il Girò, il Malvasia, il Moscato e il Monica.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel mese di aprile ha inizio la stagione lirica e del balletto, organizzata dal Teatro Lirico di Cagliari, generalmente le ultime rappresentazioni si svolgono a dicembre.
  • I primi di maggio si svolge la Fiera campionaria della Sardegna, tappa obbligata per tutti coloro che desiderano curiosare nell'assortito panorama sardo ed estero[55].
  • Nei mesi estivi hanno luogo molti concerti e spettacoli presso la Fiera campionaria della Sardegna, che vedono protagonisti artisti italiani e internazionali.
  • Nei mesi di luglio o settembre o si svolge nel Golfo degli Angeli la regata denominata Audi MedCup a cui partecipano le migliori imbarcazioni mondiali.
  • A ottobre ha inizio la stagione concertistica del Teatro Lirico di Cagliari che termina a maggio con il festival di Sant'Efisio.
  • Nel periodo ottobre - aprile si svolge la stagione di prosa presso il Teatro Massimo.
  • Festarch è un festival internazionale di architettura, che si svolge presso la ex Manifattura Tabacchi situata in viale Regina Margherita.
  • In novembre nei locali della Fiera si svolge l'European Jazz Expò, festival dedicato al Jazz a cui partecipano anche artisti di rilievo come Paolo Fresu.

Persone legate a Cagliari[modifica | modifica sorgente]

L'elenco che segue riporta una lista di personaggi noti, ognuno nel proprio campo, che hanno in comune il fatto di essere nati o sono legati alla città di Cagliari per l'attività svolta o sono qui deceduti o sepolti.

Architetti e ingegneri
Artisti
Attori e registi
Giornalisti
Giuristi e magistrati
Imprenditori
Intellettuali
Militari, combattenti e poliziotti
Musicisti e cantanti
Personaggi dello spettacolo
Politici
Reali
Religiosi ed ecclesiastici
Scienziati e medici
Sindaci
Sportivi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Cagliari si sviluppa in diversi periodi: si possono distinguere il centro storico medioevale costituito dai quartieri di Castello , Villanova , Stampace e Marina, in cui sorgono però anche i palazzi più recenti (ottocenteschi e novecenteschi), e i nuovi quartieri sorti fra XIX e XX secolo.

Elenco completo dei 33 quartieri di Cagliari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Quartieri di Cagliari.
Quartiere Villanova e dintorni

A Cagliari ci sono in totale 33 quartieri, 4 di essi compongono il centro storico, mentre gli altri 29 sono frutto del fenomeno dell'urbanizzazione.

Quartieri di Cagliari
Stemma di Cagliari

Quartiere Marina
Fonsarda, uno dei quartieri di Cagliari in piena espansione
Cagliari vista da Viale Buoncammino
Palazzo ENEL, progettato per la Società Elettrica Sarda nel 1958 dall'ing. Gigi Ghò

Economia[modifica | modifica sorgente]

Una classifica stilata dal Sole 24 ore in base al reddito medio dei capoluoghi di provincia italiani colloca Cagliari, con un reddito medio di 27.535 euro, in 13ª posizione (su 117)[56].

Secondo un'indagine del 2008 di "Cittalia-Fondazione Anci Ricerche" Cagliari sarebbe la quarta città metropolitana italiana per Pil pro-capite dopo Milano, Roma e Bologna[57]. Le restanti città metropolitane sono Firenze, Bari, Genova, Napoli, Palermo, Torino e Venezia (negli ultimi anni si sono aggiunte le città di Messina, Catania, Reggio Calabria e Trieste).

Industria[modifica | modifica sorgente]

La zona industriale di Macchiareddu-Grogastu fra Cagliari e Capoterra (coadiuvata dal porto industriale di Giorgino) è una delle più importanti nell'isola, sono inoltre presenti a Cagliari vari stabilimenti di multinazionali quali: Coca Cola, Heineken, Bridgestone, Eni. Cagliari inoltre possiede uno dei più grandi mercati del pesce d'Italia con una vasta scelta sia per commercianti che per privati.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il settore bancario a Cagliari hanno sede il Banco di Sardegna e la Banca di Credito Sardo. Importante anche il settore delle telecomunicazioni, Tiscali Italia ha il suo quartiere generale in località "Sa Illetta" periferia ovest della città.

Il distretto espositivo della fiera di Cagliari, fondata nel 1948, è il più importante dell'isola.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo parco della Musica, sullo sfondo il T-Hotel

Negli ultimi anni sta prendendo piede in città il settore turistico grazie alla costante crescita del numero dei visitatori che scelgono Cagliari per le loro vacanze. Per incrementare questo settore, le amministrazioni hanno iniziato un processo di sviluppo urbanistico con l'obiettivo di far diventare Cagliari una città turistica di rilevanza internazionale, dando vita a numerosi progetti.

Sul Molo Ichnusa dell'area portuale di Via Roma, che accoglierà i mega yacht, è stato realizzato un terminal crociere , mentre il porto commerciale e quello passeggeri saranno spostati verso la zona del Porto Canale. Un'ulteriore terminal crociere, destinato ad accogliere le navi da crociera, è previsto nel Molo Rinascita[58].

Nel settembre 2012 sono iniziati i lavori per il nuovo lungomare di Sant'Elia che avrà una lunghezza totale di 1.360 metri e si estenderà dal canale di Terramaini sino al Lazzaretto di Sant'Elia[59], è prevista inoltre nell'area la realizzazione di un parco urbano, progettato dall'architetto portoghese João Ferreira Nunes [60], e di un ponte, prospicente il Padiglione Nervi (recentemente recuperato), che permetterà di collegare le due sponde del canale di San Bartolomeo. I lavori per la riqualificazione del lungomare Poetto sono invece partiti nel febbraio 2014 e si concluderanno nel 2015.

Le riqualificazioni riguarderanno anche il centro cittadino tra cui Piazza Gramsci, Piazza Garibaldi e le due aree al di sotto delle mura est ed ovest di Castello che ospiteranno due nuovi "giardini" e parcheggi per i residenti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Da Cagliari partono alcune importanti Strade Statali e Provinciali:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Stazione ferroviaria di Cagliari

Il principale scalo ferroviario di Cagliari è stazione delle Ferrovie dello Stato, con treni che collegano Cagliari a Iglesias e Carbonia, ad Olbia e Golfo Aranci e a Sassari e Porto Torres attraverso lo snodo di Ozieri-Chilivani. Sempre sul tracciato delle Ferrovie dello Stato si trovano due scali minori: lo scalo merci di via San Paolo e la fermata di Cagliari Santa Gilla. In passato era attiva la stazione di viale Bonaria, a servizio delle Ferrovie Complementari della Sardegna.

Dalla stazione del vicino comune di Monserrato ha inizio la linea ferroviaria a scartamento ridotto per Arbatax e Sorgono dell'ARST; il servizio regolare di trasporto pubblico locale è limitato alla tratta sino a Isili, mentre la restanti tratte sono percorse dai treni turistici più conosciuti come Trenino Verde.

Fino al 1973 nelle adiacenze della stazione ferroviaria era presente il capolinea delle tranvie extraurbane per Quartu Sant'Elena e per le spiagge del Poetto.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Cagliari è servita dal Porto passeggeri, commerciale e terminal crociere di via Roma. Da Cagliari vi sono servizi di linea con navi passeggeri per Civitavecchia, Napoli, Palermo e Trapani, e merci con Genova e Livorno. A Cagliari ha sede anche un Porto Canale, dedicato al traffico containers. Una zona del porto di via Roma è riservata alle imbarcazioni turistiche. Nella città si trovano altri due porti turistici: Su Siccu (Lega Navale) e Marina Piccola.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Aeroporto di Cagliari-Elmas

La città è servita dall'aeroporto internazionale (Cagliari-Elmas, Mario Mameli), che si trova a pochi chilometri dal centro di Cagliari. Lo stesso, raggiungibile in auto tramite la SS 130, risulta collegato con un servizio di autobus dell'ARST e dai treni regionali Trenitalia classificati metropolitani.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Tram Skoda 06T della metrotranvia di Cagliari in sosta a Monserrato Gottardo

La metrotranvia, gestita dall'ARST, collega l'ex stazione ferroviaria di piazza Repubblica con Monserrato, da dove è possibile raggiungere vari centri dell'interno; sono inoltre in corso i lavori per l'estensione verso la Cittadella Universitaria ed il Policlinico Universitario[61]. In futuro nuove linee collegheranno a Cagliari anche gli altri centri dell'hinterland.

Autobus Mercedes-Benz Citaro dell'Azienda Regionale Sarda Trasporti (ARST) in via Roma

Il trasporto pubblico urbano e suburbano è svolto tramite i servizi gestiti dal CTM, che integrano la rete filoviaria, mentre il trasporto regionale è svolto con autoservizi di linea ARST.

Fino al 1973 era inoltre attiva in città un'estesa rete tranviaria che arrivò a comprendere 4 linee urbane e le 2 linee extraurbane.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Cagliari.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

A Cagliari sono presenti i seguenti consolati:

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cagliari è gemellata con:[senza fonte]

Città gemellate con Cagliari

Sport[modifica | modifica sorgente]

Secondo uno studio effettuato da Il Sole 24 ORE nel 2013 la provincia di Cagliari è tra le dieci migliori in Italia per meriti sportivi, classificandosi al 9º posto. Il capoluogo sardo primeggia soprattutto per gli enti di promozione sportiva, per la partecipazione ai campionati e nel tennis.[62]

Calcio per squadre nazionali

Partite da campo neutro. Cagliari ha ospitato, presso lo stadio Sant'Elia, tre partite del Campionato mondiale di calcio 1990, e precisamente quelle del Gruppo F eliminatorio riguardanti l'Inghilterra, sesta testa di serie: contro l'Irlanda l'11 giugno, l'Olanda il 16 e l'Egitto il 21; le altre tre partite del medesimo gruppo si disputarono a Palermo; più che per il gioco, quel breve periodo è ricordato per il timore suscitato dai tifosi hooligan britannici, scongiurato dalle rigide misure di sicurezza.

Partite dell'Italia. La Nazionale italiana a Cagliari ha finora disputato cinque partite. La prima, Italia-Svizzera 4-0 valevole per le qualificazioni alla fase finale dell'Europeo 1968, si disputò allo stadio Amsicora il 23 dicembre 1967. Le altre quattro si giocarono allo stadio Sant'Elia:

  • Italia-Spagna 1-2 il 20 febbraio 1971 (amichevole, ricordata per un lancio di arance sul campo, a protesta contro il C. T. Valcareggi non avendo egli convocato alcun giocatore del Cagliari che pure era la squadra campione d'Italia in carica; questo gesto del pubblico costò alla città oltre 18 anni di attesa prima di poter ospitare un altro incontro in azzurro)
  • Italia-Argentina 0-0 il 21 dicembre 1989 (amichevole)
  • Italia-Svizzera 2-2 il 14 ottobre 1992 (prima, partita di qualificazione ai Mondiali 1994)
  • Italia-Russia 2-0 il 9 febbraio 2005 (amichevole, ricordata per i festeggiamenti, precedenti l'incontro, a Gigi Riva - tuttora massimo goleador della Nazionale con 35 reti - che includevano l'assegnazione della cittadinanza cagliaritana onoraria e la cerimonia di ritiro della maglia n. 11 del Cagliari in onore del suo più illustre possessore).
Ciclismo

Per tre volte Cagliari è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1961, l'ultima nel 2007.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cagliari
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1961 Cagliari 118 Italia Oreste Magni Spagna Miguel Poblet
1991 Sassari 231 Italia Mario Cipollini Italia Franco Chioccioli
2007 Barumini 181 Germania Robert Förster[63] Italia Enrico Gasparotto
Tennis

Il tennis club di Cagliari ha ospitato la finale di Fed Cup 2013 fra l'Italia e la Russia il 2 e 3 novembre.

Altri sport

Ogni anno si tiene in città il meeting Terra Sarda di atletica, al quale partecipano alcuni dei più forti atleti italiani ed internazionali.
La Rari Nantes Cagliari, società di pallanuoto cagliaritana, fondata nel 1909, milita in serie A2 e nel 2006 ha sfiorato la promozione in A1 (perdendo ai play-off).

Principali società sportive[modifica | modifica sorgente]

Atletica
S.G. Amsicora; CUS Cagliari; Esperia
Pallanuoto
Serie A2: Rari Nantes Cagliari
Baseball
Serie B: Cagliari Baseball softball
Pallacanestro
Divisione Nazionale C: Giovanni Russo Cagliari, Olimpia Cagliari
Serie A1 Femminile: Cus Cagliari
Serie A2 Femminile: Virtus Cagliari
Calcio
Serie A: Cagliari Calcio, nel Campionato 1969-1970, conquistò lo scudetto.
Serie D: Progetto Sant'Elia
Promozione: A.S.D. La Palma Cagliari, seconda squadra cagliaritana che vede il campionato di Serie C2 come massimo risultato conseguito.
Promozione: Ferrini Cagliari
Calcio a cinque
Serie A: Sporting Club Cagliari
Canoa polo
Serie A: Società Canottieri Ichnusa
Serie A: Team Kayak Sardegna
Canottaggio
Società Canottieri Ichnusa, che essendo stata fondata nel 1891 è la più antica società sportiva della Sardegna
LNI Cagliari
Ginnastica artistica
S.G. Amsicora
S.G. E.D'Arborea
Hockey su prato
Serie A1: Amsicora Cagliari: ha vinto 21 scudetti nella sezione maschile (primato italiano) e 4 in quella femminile
CUS Cagliari
Lotta
S.G. E.D'Arborea
Wrestling Martial Arts
Pallavolo
Serie B maschile: Volley Cagliari
Serie B femminile: Alfieri Cagliari
Tennistavolo
Serie A1: Marcozzi Cagliari (tennistavolo): ha vinto 4 scudetti.
Rugby
Serie C: Union Rugby Cagliari
Football Americano
Serie A2: Crusaders Cagliari
Softball
Serie A (Maschile): Tiger Softball Cagliari
Serie A2 (Femminile): Cagliari Baseball softball
Judo
Gruppo sportivo Ikioi
Barca a Vela
Yacht Club Cagliari
Lega Navale Italiana
Impianti sportivi

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat. URL consultato l'8 aprile 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 23 marzo 2013.
  4. ^ Forma estesa: Casteddu de Callaris
  5. ^ [1]
  6. ^ Oltre al capoluogo Monserrato, Selargius, Quartucciu, Quartu Sant'Elena, Capoterra, Elmas, Assemini, Sestu, Settimo San Pietro, Maracalagonis, Sinnai, Decimomannu, Sarroch, Villa San Pietro e Pula
  7. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.106
  8. ^ Lo storico Francesco Cesare Casula afferma invece che nei documenti storici e geografici pre-unitari (cioè fino al 1861) viene sempre indicata come capitale del regno di Sardegna (anche nel periodo sabaudo) la città di Cagliari: Francesco Cesare Casula, op. cit., p.396-397. Tuttavia, la maggioranza degli storici e, in generale, della storiografia afferma che la capitale del Regno di Sardegna dal 1720 al 1861 è Torino, come è facile constatare sulla base della gran mole di documenti originali conservati presso l'Archivio di Stato di Torino. La differenza sta ovviamente nell'ambiguità della dizione di capitale: se si considera capitale il luogo di residenza del capo dello stato e del governo (benché sia improprio parlare di governo fino al XVIII secolo abbondante, ed anche se si può discutere per la presenza dell'amministrazione a Cagliari), non c'è dubbio che tale ruolo fu di Torino; se invece si considera capitale la città designata formalmente come tale (come avviene anche oggi in diversi paesi, per esempio i Paesi Bassi dove le istituzioni hanno sede in una città diversa dalla capitale) allora la tesi del Casula è fondata, fino a prova che vi sia stata una designazione formale di Torino.
  9. ^ Vittorio Angius e Goffredo Casalis - Dizionario Angius/Casalis (1833-1856) , La Sardegna paese per paese - Cagliari
  10. ^ Autorità portuale di Cagliari. URL consultato il 18/05/2010.
  11. ^ Plico. Periodico di archeologia, arte e attualità culturale - "L'isola delle fate" di Simonetta Castia. URL consultato il 18-05-2010.
  12. ^ Giovanni Ugas - "L'alba dei Nuraghi" pg. 24-25
  13. ^ Cagliari preistorica
  14. ^ Giovanni Lilliu, La civiltà dei Sardi dal Paleolitico all'età dei Nuraghi "Nuoro" 2003- ISBN 88-86109-73-3
  15. ^ web, op. cit.
  16. ^ Massimo Pittau-Significato e origine del nome di Cagliari
  17. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.86
  18. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.137
  19. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.141
  20. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.148
  21. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.209-210
  22. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.210-212
  23. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.158
  24. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.160
  25. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.428-434
  26. ^ Gli abitanti di Cagliari, di giorno, svolgevano in Castello i lavori più disparati, anche e soprattutto quelli più umili, ma al tramonto dovevano abbandonarlo. Al segnale che veniva dato col suono del corno avevano l'obbligo di uscire immediatamente dalle sue porte principali. Chi non si apprestava subito alle uscite e veniva trovato ancora all'interno della rocca veniva catturato e buttato fuori dalle alte mura, giù negli strapiombi. Risale a quel periodo il detto ancora in uso a Cagliari "Ci d'anti bogau a son'e corru" ("L'hanno cacciato via al suono del corno", cioè veramente in malo modo).
  27. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.186
  28. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.472-475
  29. ^ a b Paolo Fadda - Imprenditori forestieri nella Cagliari sabauda - Il passaggio da una società delle rendite ad un'economia degli affari e dei profitti
  30. ^ L'articolo su wikisource
  31. ^ Manlio Brigaglia, op. cit., p.105
  32. ^ a b Come si può notare, sia Baal che El sono due nomi che indicano una qualsiasi divinità fenicia.
  33. ^ margherita di colore giallo
  34. ^ Il Quinto Moro - Storia di Cagliari. Lo stesso Claudiano, scrisse: tenditur in longum Caralis «Cagliari si distende in lunghezza»
  35. ^ Il nome di Cagliari. URL consultato il 18/05/2010.
  36. ^ Consent. GLK V, pag. 349
  37. ^ Max Leopold Wagner, Winter, Heildelberg, 1964
  38. ^ Mauro Podda, La Sardegna e il faggio- Sardegna Antica n° 30
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  41. ^ Francesco Cesare Casula, op. cit., p.419
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  62. ^ Cagliari nella top ten nazionale per i migliori risultati nello sport in L'Unione Sarda, 26 agosto 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  63. ^ Sul traguardo era giunto primo Alessandro Petacchi, ma la vittoria gli fu revocata a seguito di una squalifica per doping.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Romagnino, Cagliari, Edizioni della Torre, 2007
  • Cenza Thermes, Cagliari amore mio, Edizioni Trois, 1980
  • Francesco Alziator, La città del sole, 1963
  • Francesco Alziator, I giorni della laguna, 1977
  • Francesco Alziator, L'elefante sulla torre, 1979
  • Giovanni Spano, Guida di Cagliari e dei suoi dintorni, 1856
  • Giampaolo Caredda, Le strade di Cagliari, Aipsa, 2005
  • Paolo Fadda, Sergio Orani, Cagliari Memories, Arkadia, 2010
  • Francesco Cesare Casula, La Storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino Editore, 1994.
  • Manlio Brigaglia, Giuseppina Fois, Laura Galoppini, Attilio Mastino, Antonello Mattone, Guido Melis, Piero Sanna, Tanda - a cura di Manlio Brigaglia, Storia della Sardegna, Sassari, Soter Editore, 1995.
  • Marco Cadinu, Cagliari. Forma e progetto dell città storica; Cuec Editore, 2009
  • Giuseppe Pazzona, "Giuseppe Cominotti. Architetto e pittore (1792-1833)", Sassari, Delfino, 2011, ISBN 978-88-7138-590-7
  • Susanna Piga, Cagliari scritta con la luce, Sassari, Delfino, 2011
  • Fondamentale per conoscere vari aspetti della cultura, della società, dell'economia, della storia e della politica della città è la collana dell'Almanacco di Cagliari, libro-rivista che esce ogni anno con interventi dei più valenti studiosi sardi.

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