Svolta di Fiuggi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gianfranco Fini durante la chiusura del XVIII Congresso del Movimento Sociale Italiano a Fiuggi

Svolta di Fiuggi è la locuzione con la quale viene generalmente indicata la svolta operata dal Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale per abbandonare i riferimenti ideologici al fascismo al fine di qualificarsi come forza politica legittimata a governare[1]. Questa trasformazione, operata dal segretario del partito Gianfranco Fini, portò all'inizio del 1995 allo scioglimento del vecchio partito e alla nascita di Alleanza Nazionale, simbolo e sigla già resi pubblici verso la fine del 1993 ed utilizzati come contrassegno elettorale per la prima volta nelle elezioni politiche del 1994.

Fiuggi è la città dove si svolse il congresso costituente della nuova AN, dove, cioè, venne operata la "svolta" del partito, il 27 gennaio 1995, che si spinse verso la destra conservatrice ed europea.

L'operazione fu ispirata dalla tesi di Domenico Fisichella, che, nel 1992, in un articolo apparso su Il Tempo, suggerì al MSI-DN di farsi promotore di una "alleanza nazionale" per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava.

Il nome "alleanza nazionale" non è casuale: fu scelto per definire il partito o coalizione che avrebbe dovuto contrapporsi all'analoga "Alleanza Democratica", partito o coalizione che si sarebbe formato a sinistra (in previsione di un sistema a soli due partiti di cui tanto si parlava allora) e che appariva incontrastabile senza un'intesa fra i gruppi politici di destra.

Punti cardine della svolta[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbandono dei toni rivoluzionari e in opposizione al Capitalismo liberista, già da tempo largamente in declino.

Questi sono alcuni passaggi della tesi:

«Il patrimonio di Alleanza Nazionale è intessuto di quella cultura nazionale che ci fa essere comunque figli di Dante e di Machiavelli, di Rosmini e di Gioberti, di Mazzini e di Corradini, di Croce, di Gentile e anche di Gramsci

«È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato.»

«La destra politica non è figlia del fascismo. I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti.»

Fini dichiarò anche che era finito il lunghissimo dopoguerra, aggiungendo come occorresse «uscire dal Novecento e liberarsi dalla suggestione della nostalgia e dalle tentazioni dell'ideologia».

Questa svolta, in ogni caso, non fu condivisa da una parte del MSI-DN, guidata dall'ex segretario Pino Rauti, "rivale storico" di Fini all'interno del MSI-DN, da sempre animatore dell'ala "di sinistra", che diede vita ad un nuovo movimento, assolutamente minoritario rispetto ad AN, con il nome di Movimento Sociale - Fiamma Tricolore.

«Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Fini ha semplicemente ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo sempre sostenuto, e cioè che il "fascismo di destra" non è fascismo, e non lo è mai stato.[2]»

Da quel momento in poi, dopo aver già compiuto un'esperienza in tal senso nel 1994, AN sarà fondatrice, insieme a Forza Italia, al CCD e al CDU, della nascita della coalizione del centrodestra italiano, il Polo per le Libertà.

Nel 2008, all'indomani della nascita del Popolo della Libertà, erede di quella coalizione, e in occasione del passaggio di consegne da Fini a Ignazio La Russa a seguito della vittoria nelle elezioni politiche 2008, Fini ha tracciato un bilancio della svolta di Fiuggi:

«Non siamo più figli di un dio minore. È stata ricomposta una frattura. È stato superato un fossato. La nascita del Pdl è l'ultimo anello della strategia di Fiuggi. Alleanza nazionale è nata prima di Forza Italia. Il nucleo fondante di An del 1994 è quello del Pdl del 2008. Oggi l'ultimo atto non è celebrare l'affermazione elettorale, ma camminare perché si compia l'ultimo atto: per avere un grande punto di riferimento maggioritario del Paese. Per dare alla società italiana quei valori di cui ha bisogno [...] Quel che abbiamo fatto è stato giusto ed utile al nostro popolo.»

(Dall'assemblea nazionale di An del maggio 2008)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Ignazi, Il polo escluso: profilo storico del Movimento sociale italiano, Bologna, Il Mulino, 1998, p. 412.
  2. ^ Il Gazzettino, intervista a Pino Rauti in occasione delle elezioni comunali di Venezia, 13 aprile 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]