Domenico Fisichella

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Domenico Fisichella
Domenico Fisichella.jpg

Ministro per i beni culturali e ambientali
Durata mandato 10 maggio 1994 –
22 dicembre 1994
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Alberto Ronchey
Successore Antonio Paolucci

Vicepresidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 16 marzo 1996 –
11 giugno 2001
Presidente Nicola Mancino

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XII, XIII, XIV e XV
Gruppo
parlamentare
Alleanza Nazionale (leg. XII/XIV); L'Ulivo (XV); Misto (dal 2007)
Coalizione Polo del Buon Governo; Polo per le Libertà; Casa delle Libertà; L'Unione; nessuna
Circoscrizione Lazio
Collegio Roma, Trieste
Incarichi parlamentari
vicepresidente del Senato (leg. XIII e XIV)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico AN (1994-2005)
DL (2006-2007)
Professione professore universitario

Domenico Fisichella (Messina, 15 settembre 1935) è un politico e docente italiano, più volte senatore e Ministro per i beni culturali e ambientali del governo Berlusconi I.

Di simpatie monarchiche e di cultura conservatrice, ma non fascista[1], è stato cofondatore di Alleanza Nazionale nel 1995 e presidente dell'Assemblea Nazionale del partito fino al 2005, anno in cui l'ha abbandonato in contrarietà all'approvazione della riforma costituzionale. Nel 2006 è stato eletto al Senato con La Margherita, ma non ha aderito al Partito Democratico.

Già professore ordinario all'Università di Firenze e all'Università di Roma "La Sapienza", è stato eletto per la prima volta in Senato nel 1994 e poi riconfermato per le tre successive legislature. Dal 6 giugno 2001 all'aprile 2006 è stato vicepresidente del Senato.

Biografia e attività accademica[modifica | modifica wikitesto]

Diplomato al liceo Andrea Doria di Genova, si è laureato in Giurisprudenza all'università di Perugia con una tesi discussa con Sergio Cotta in Filosofia del diritto.

Ha cominciato la carriera accademica come assistente universitario presso la cattedra di Sociologia della facoltà di Scienze politiche "Cesare Alfieri" dell'università di Firenze, il cui titolare era Giovanni Sartori. Divenuto professore ordinario di Dottrina dello Stato nel medesimo ateneo, è vincitore del primo concorso a cattedra in Italia per la materia Scienza politica (allora chiamata "scienza della politica"), di cui assume la titolarità nella facoltà di Scienze politiche della prima università di Roma, la Sapienza.
È stato inoltre professore a contratto presso la LUISS di Metodologia delle scienze sociali e, per molti anni, di Scienza della politica.

Le sue opere politologiche hanno avuto vasta eco fra gli specialisti, tanto da essere la fonte principale della voce "Partito politico" del Dizionario di politica della UTET, redatta da Gianfranco Pasquino[2]. Ma è il suo volume sul totalitarismo a procurargi il massimo dei consensi, anche in campo internazionale.[3]

È stato a lungo anche editorialista sulla prima pagina del Tempo.

Sposato, ha due figlie ed è nonno di due nipoti.[4]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, in un articolo apparso su Il Tempo[5], suggerì al Movimento Sociale Italiano di farsi promotore di un’alleanza nazionale per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava. Anche dai suggerimenti di Fisichella, così, scaturì la cosiddetta svolta di Fiuggi i cui punti essenziali, redatti da Gennaro Malgieri con la consulenza di Fisichella, sono riassunti dalle seguenti tesi congressuali:

« Il patrimonio di Alleanza Nazionale è intessuto di quella cultura nazionale che ci fa essere comunque figli di Dante e di Machiavelli, di Rosmini e di Gioberti, di Mazzini e di Corradini, di Croce, di Gentile e anche di Gramsci. (...) È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l'antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato. »

Nel gennaio 1996 lascia AN dicendo:

« Dalle obiezioni che mi sono state fatte ho avuto la preoccupazione che ci fosse da parte degli altri l'aspettativa che io mettessi in piedi l'elezione diretta del primo ministro in chiave non liberal-costituzionale, ma plebiscitaria e, quindi, sostanzialmente illiberale. Io questo non lo potevo fare. »
([6])

Si iscrive così al gruppo misto ma dopo pochi giorni rientra in AN e si ricandida al Senato nelle sue file.

Nel novembre 2005, dopo l'approvazione del disegno di legge costituzionale concernente "Modifiche alla Parte II della Costituzione", decise di abbandonare AN in quanto, a seguito di tale legge, entrava nella Costituzione la parola federale come attributo del Senato (art. 55 e seguenti) e come forma dell'unità della Repubblica (art. 87). Dichiarò, fra l'altro, in Senato:

« C'è una storia nazionale, oltre che familiare e personale, nella quale io mi riconosco e che non contempla il federalismo. »

Nel gennaio 2006, formalizzò il suo cambio di schieramento, aderendo alla Margherita, formazione politica della coalizione di centro-sinistra, L'Unione, che nel suo programma elettorale critica la riforma costituzionale approvata dalla Casa delle Libertà pur prevedendo una nuova riforma federale delle istituzioni repubblicane e l'attuazione del federalismo fiscale.

Nel febbraio 2006 partecipò ad un congresso a Lucca, intitolato "I giovani e la Costituzione del '48", con l'intento di sensibilizzare il pubblico verso i valori della Carta Costituzionale ed i pericoli derivanti dall'apportare cambiamenti non indispensabili.

Alle elezioni politiche del 2006 venne eletto senatore nella regione Lazio con la Margherita. Nel corso della legislatura, si discostò dalla già esigua maggioranza di cui il centro-sinistra disponeva al Senato e, in occasione del voto sulla legge finanziaria del 2008, dichiarò che il suo sarebbe stato l'ultimo voto favorevole sulle questioni di fiducia poste dal Governo Prodi II. Non aderì al Partito Democratico, rimanendo un senatore indipendente.

Il 24 gennaio 2008, votando contro la fiducia al Governo Prodi, uscì dalla coalizione nella quale era stato eletto e contribuì alla caduta dell'esecutivo; si è quindi avvicinato all'Unione di Centro.[7]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Giusnaturalismo e teoria della sovranità in Joseph de Maistre. D'Anna, Messina-Firenze, 1963
  • Il potere nella società industriale. Saint-Simon e Comte. Morano, Napoli, 1965 (ripub. da Laterza, Bari-Roma, 1995)
  • Sviluppo democratico e sistemi elettorali. Sansoni, Firenze, 1970
  • Temi e metodi in scienza politica. Sansoni, Firenze, 1971
  • Partiti e gruppi di pressione. A cura di Domenico Fisichella. Il Mulino, Bologna, 1972
  • L'alternativa rischiosa. Sansoni, Firenze, 1973
  • Condizioni della libertà. Sansoni, Firenze, 1974
  • Analisi del totalitarismo, Messina-Firenze, G. D'Anna, 1976.
  • Scritti di Domenico Fisichella. Circolo Stato e libertà, Roma, 1978
  • Quel Giano bifronte del PCI. Da Togliatti a Berlinguer e oltre. Editoriale Nuova, Milano, 1979
  • La giostra del potere. Partiti e istituzioni nel vortice della crisi. Editoriale Nuova, Milano, 1981
  • Elezioni e democrazia : un'analisi comparata. Il Mulino, Bologna, 1982 (ripub. 2008)
  • Politica e mutamento sociale. D'Anna, Messina-Firenze, 1984
  • Metodo scientifico e ricerca politica (a cura di). La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1985
  • Totalitarismo. Un regime del nostro tempo, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1987.
  • Lineamenti di scienza politica. Concetti, problemi, teorie. La Nuova Italia scientifica, Roma, 1988
  • Il denaro e la democrazia : dall'antica Grecia alle multinazionali. La Nuova Italia scientifica, Roma, 1990
  • Il pensiero politico di De Maistre. Laterza, Roma-Bari, 1993
  • Dilemmi della modernità nel pensiero sociale. Il Mulino, Bologna, 1993
  • Epistemologia e scienza politica. La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1994
  • Il potere nella società industriale. Laterza, Roma-Bari, 1995
  • Elogio della monarchia. Vallecchi, Firenze, 1995
  • La rappresentanza politica. Laterza, Roma-Bari, 1996
  • L'altro potere. Tecnocrazia e gruppi di pressione. Laterza, Roma-Bari, 1997
  • Le ragioni del torto : la critica di destra alla democrazia. Ideazione editrice, Roma, 1997
  • Elogio della monarchia. Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza (CS), 1999
  • Istituzioni politiche. Struttura e pensiero. Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza (CS), 1999
  • Denaro e democrazia. Dall'antica Grecia all'economia globale. Il Mulino, Bologna, 2000
  • Critica di destra alla democrazia, ovvero le ragioni del torto. Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza (CS), 2002
  • Politica e mutamento sociale. Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza (CS), 2002
  • Elezioni e democrazia. Un'analisi comparata. Il Mulino, Bologna, 2003
  • La Destra e l'Italia. Edizioni Città Aperta, Troina (EN), 2003
  • La destra in cammino : alle origini di Alleanza nazionale. Pantheon, Roma, 2003
  • Contro il federalismo. Editoriale Pantheon, Roma, 2004
  • Sfide alla libertà. Costantino Marco Editore, Lungro di Cosenza (CS), 2004
  • Joseph de Maistre pensatore europeo. Laterza, Roma-Bari, 2005
  • La democrazia contro la realtà. Il pensiero politico di Charles Maurras. Carocci Editore, Roma, 2006
  • Crisi della politica e governo dei produttori. Carocci Editore, Roma, 2007
  • La questione nazionale: per una critica del federalismo. Pantheon, Roma, 2008
  • Alla ricerca della sovranità: sicurezza e libertà in Thomas Hobbes. Carocci, Roma, 2008
  • Montesquieu e il governo moderato. Carocci, Roma, 2009
  • Il miracolo del Risorgimento. La formazione dell'Italia unita. Carocci, Roma, 2010
  • Lineamenti di scienza politica. Concetti, problemi, teorie. Carocci, Roma, 2010
  • Il caso Rosmini. Cattolicesimo, nazione, federalismo. Carocci, Roma, 2011
  • Dal Risorgimento al Fascismo. 1861-1922. Carocci, Roma, 2012.
  • Dittatura e Monarchia. L'Italia tra le due guerre. Carrocci editori-Sfere, Roma, gennaio 2014.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 5 settembre 1995
Predecessore Coordinatore Nazionale di Alleanza Nazionale Successore
Maurizio Gasparri 1996 - 1997 Publio Fiori

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola Rao, Neofascisti !: la Destra italiana da Salò a Fiuggi nel ricordo dei protagonisti, Ed. Settimo Sigillo, 1° gennaio 1999. URL consultato il 19 febbraio 2016.
  2. ^ Gianfranco Pasquino, voce Partito politico, in Norberto Bobbio, Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino, Dizionario di politica, UTET, Torino, 2ª edizione 1983.
  3. ^ Totalitarismo. Un regime del nostro tempo (con numerose riedizioni, è la rielaborazione dei concetti espressi per la prima volta in Analisi del totalitarismo).
  4. ^ Sito personale, bio-bibliografia
  5. ^ Sito personale, documento 7
  6. ^ Fisichella: An voleva una riforma illiberale, in Corriere della Sera, 29 gennaio 1996. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  7. ^ Sito personale, documento 366

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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