Unione europea
| Paesi membri (2013) | |
|---|---|
| Membri | 28: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria |
| Paesi candidati[5] | Ufficiali: Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia Potenziali: Bosnia Erzegovina, Kosovo |
| Statistiche complessive | |
| Superficie | 4 326 253 km² |
| Popolazione | 503 679 730[6] |
| Densità | 116,6 ab./km²[7] |
| Fusi orari | UTC/+1/+2 (regioni periferiche: -4 e +4) |
| Valute | Euro (€) (EUR) in 19 Paesi Altre valute (9): Corona ceca (CZK), Corona danese (DKK), Corona svedese (SEK), Fiorino ungherese (HUF), Kuna croata (HRK), Lev bulgaro (BGN), Leu rumeno (RON), Sterlina inglese (GBP), Złoty polacco (PLN) |
| PIL | 16 242 mld $[8] (2010) |
| PIL procapite | 32 323 $ |
| ISU | |
| Gini | 30,5[10] (2010) |
| « Per aver contribuito per oltre sei decenni all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa » |
| (Motivazione del premio Nobel all'Unione europea) |
L'Unione europea (abbreviata in UE) è un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo. La sua formazione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti[11].
L’Unione europea garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e dei capitali all’interno del suo territorio, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro l’esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla coesione economica, sociale, territoriale e solidale tra gli stati membri[12].
Le competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione europea la rendono simile a una federazione di stati (per esempio, per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, invece, l'Unione è più vicina a una confederazione (per esempio, per quanto riguarda gli affari interni) o a un'organizzazione politica sovranazionale (come per la politica estera).
Il 12 ottobre 2012 è stata insignita del premio Nobel per la pace, con la seguente motivazione: «per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa».[13]
Storia[modifica | modifica wikitesto]
La costituzione di entità statali o parastatali che comprendessero l'intero territorio europeo può essere fatta risalire a periodi storici ben antecedenti rispetto alla fondazione dell'Unione europea. Il primo organismo di tale genere è certamente l'Impero romano, che tuttavia non condivideva la medesima estensione geografica dell'Unione (essendo incentrato sul mar Mediterraneo); inoltre le conquiste territoriali romane dipendevano dalla potenza militare dell'Impero, e le province annesse dovevano sottostare a un'amministrazione statale fortemente centralizzata.
Esempi successivi includono l'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero (una struttura meno omogenea, che era caratterizzata da un'amministrazione decentrata) e l'unione doganale che si venne a creare sotto il dominio di Napoleone dopo l'anno 1800.
Una delle prime proposte di riunificazione pacifica del continente sotto l'egida di un'unica istituzione sovranazionale fu avanzata dal pacifista Victor Hugo; a ogni modo, l'idea cominciò a prendere fortemente piede solamente dopo le due guerre mondiali, guidata dalla determinazione a completare rapidamente la ricostruzione dell'Europa ed eliminare l'eventualità di nuovi, futuri conflitti fra le sue nazioni. Esemplare in tal senso fu il Manifesto di Ventotene, redatto al confino da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.
Furono fondamentalmente considerazioni di questo tipo a portare, nel 1951, la Germania Ovest, la Francia, l'Italia e gli Stati del Benelux a istituire la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, entrata in vigore nel 1952.
La prima unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità economica europea, fu istituita mediante il Trattato di Roma del 1957 e implementata nel 1958; successivamente rinominata Comunità europea, è stata uno dei "tre pilastri" dell'Unione europea, secondo i dettami del Trattato di Maastricht che ha introdotto l'unione politica, nei campi della giustizia e affari interni e della Politica estera e di sicurezza comune.
Trattati[modifica | modifica wikitesto]
Gli anni di seguito riportati sono quelli relativi alle date di firma degli atti: in alcuni casi queste possono differire, anche notevolmente, da quelle di entrata in vigore degli stessi.
- 1950 Dichiarazione Schuman
- 1951 Trattato di Parigi
- 1954 Trattato di Bruxelles modificato sull'UEO
- 1955 Conferenza di Messina
- 1957 Trattati di Roma
- 1965 Trattato di fusione
- 1970 Trattato di Lussemburgo
- 1983 Dichiarazione solenne sull'Unione europea
- 1985 Accordi di Schengen
- 1986 Atto unico europeo
- 1992 Trattato di Maastricht
- 1994 Compromesso di Ioànnina
- 1997 Dichiarazione sull'UEO
- 1997 Trattato di Amsterdam
- 2001 Trattato di Nizza
- 2001 Dichiarazione di Laeken
- 2004 Costituzione europea
- 2007 Dichiarazione di Berlino
- 2009 Trattato di Lisbona
- 2012 Meccanismo europeo di stabilità
Cronologia[modifica | modifica wikitesto]
- 9 maggio 1950: La Dichiarazione Schuman esprime la volontà di un'Europa Unita che porterà all'istituzione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
- 18 aprile 1951: I sei stati fondatori nel 1951 (Germania Ovest, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo) firmano il trattato di Parigi, che istituisce ufficialmente la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA).
- 23 maggio 1952: I sei stati firmano il trattato istitutivo della Comunità europea di difesa.
- 30 agosto 1954: L'Assemblea nazionale francese rigetta la CED, che non entrerà mai in vigore.
- 1º giugno 1955: Dal 1º al 3 giugno si svolge la fondamentale Conferenza di Messina.
- 25 marzo 1957: I Trattati di Roma istituiscono la Comunità economica europea.
- 1º luglio 1968: Entra in vigore l'unione doganale.
- 1º gennaio 1973: Danimarca, Irlanda e Regno Unito aderiscono alla CEE.
- 10 giugno 1979: Prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento europeo.
- 1º gennaio 1981: La Grecia aderisce alla CEE.
- 19 giugno 1983: I dieci paesi aderenti alle Comunità europee adottano la Dichiarazione solenne sull'Unione europea.
- 1º gennaio 1986: Portogallo e Spagna aderiscono alla CEE.
- 3 ottobre 1990: L'unificazione tedesca comporta l'adesione automatica della oramai ex Repubblica Democratica Tedesca alla CEE.
|
- 7 febbraio 1992: I dodici stati CEE firmano il Trattato di Maastricht, che istituisce l'Unione europea.
- 1º novembre 1993: Entra in vigore il Trattato di Maastricht, che istituisce l'Unione europea.
- 1º gennaio 1995: Austria, Finlandia e Svezia aderiscono all'Unione europea.
- 26 marzo 1995: In Francia, Benelux, Germania, Spagna e Portogallo entrano in vigore gli accordi di Schengen.
- 22 luglio 1997: La Dichiarazione sull'UEO istituisce una cooperazione rafforzata fra UE e UEO.
- 2 ottobre 1997: I quindici stati membri dell'Unione firmano il trattato di Amsterdam.
- 26 ottobre 1997: Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l'Italia.
- 1º novembre 1997: Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l'Austria.
- 1º giugno 1998: Entra in attività la Banca centrale europea (BCE).
- 1º gennaio 1999: Entra in vigore l'euro.
- 1º maggio 1999: Entra in vigore il Trattato di Amsterdam.
- 1º gennaio 2000: Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per la Grecia.
- 25 marzo 2000: Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia.
- 19 aprile 2000: Regno Unito e Spagna firmano un accordo che estende la cittadinanza dell'Unione a Gibilterra, che diventa il primo territorio esterno del Regno Unito a entrare nei confini dell'UE.
- 11 dicembre 2000: I quindici stati membri firmano il Trattato di Nizza.
- 15 dicembre 2001: I quindici paesi dell'UE adottano la Dichiarazione di Laeken che prevede la creazione della Convenzione europea.
- 1º gennaio 2002: L'euro diviene la valuta corrente di dodici paesi dell'Unione e anche di San Marino, Vaticano e Monaco, oltre che de facto nei territori del Montenegro e del Kosovo (all'epoca entrambi parte della confederazione di Serbia e Montenegro) e in Andorra.
- 1º gennaio 2003: L'Unione succede all'ONU, in Bosnia ed Erzegovina, alla guida del contingente di pacificazione della regione.
- 1º febbraio 2003: Entra in vigore il Trattato di Nizza.
- 1º maggio 2004: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria aderiscono all'UE.
- 29 ottobre 2004: Viene firmato a Roma il trattato che adotta una costituzione per l'Europa.
- 1º gennaio 2007: Bulgaria e Romania aderiscono all'UE. La Slovenia adotta l'euro.
- 25 marzo 2007: L'UE compie 50 anni: in un vertice informale viene adottata la Dichiarazione di Berlino per cercare di sbloccare l'impasse costituzionale.
- 23 giugno 2007: Il Consiglio europeo trova l'accordo sul Trattato di riforma che sostituirà la Costituzione europea.
- 13 dicembre 2007: I capi di Stato e di governo firmano il trattato di Lisbona.
- 21 dicembre 2007: Gli accordi di Schengen entrano in vigore anche per l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, Malta, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Slovenia e l'Ungheria.
- 1º gennaio 2008: Cipro e Malta adottano l'euro, portando la zona euro a quindici membri.
- 1º gennaio 2009: La Slovacchia adotta l'euro, portando la zona euro a sedici membri.
- 1º dicembre 2009: Entra in vigore il Trattato di Lisbona.
- 1º gennaio 2011: L'Estonia adotta l'euro, portando la zona euro a diciassette membri.
- 1º aprile 2012: Il diritto d'iniziativa dei cittadini europei consente a un milione di cittadini europei di prendere direttamente parte all'elaborazione delle politiche dell'UE, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa.
- 1º luglio 2013: La Croazia entra nell'Unione europea[14].
- 1º gennaio 2014: La Lettonia adotta l'euro, portando la zona euro a diciotto membri[15].
- 1º gennaio 2014: Andorra inizia a coniare monete euro proprie.
- 1º gennaio 2014: Mayotte, dopo aver cambiato il suo status da collettività d'oltremare a dipartimento d'oltremare francese nel 2011, diventa ufficialmente territorio dell'Unione europea[16].
- 1º gennaio 2015: La Lituania adotta l'euro, portando la zona euro a diciannove membri.
Geografia[modifica | modifica wikitesto]
Gli Stati dell'Unione europea coprono una superficie di 4 326 253 km² facendone la settima entità mondiale per estensione. Il Monte Bianco con i suoi 4 810 metri d'altezza è il punto più alto dell'Unione, mentre la zona più bassa è il Zuidplaspolder nei Paesi Bassi, 7 metri sotto il livello del mare. L'estensione costiera dell'Unione è la seconda al mondo, dopo il Canada, con quasi 66 000 chilometri di lunghezza. L'Unione europea confina con 21 entità indipendenti condividendo con questi 12 441[senza fonte] chilometri di frontiere esterne.
La maggior parte del territorio è situata all'interno del continente Europa, ma l'Unione europea possiede Territori speciali degli stati membri dell'Unione europea che si trovano anche su isole e territori al di fuori del continente.
Fanno parte del territorio numerose isole abitate, alcune appartenenti al continente europeo, altre fuori; le più grandi sono:
| Posizione | Isola | Nazione | Continente | Superficie | Popolazione |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Gran Bretagna | Europa | 229 850 | 62 035 570 | |
| 2 | Irlanda | Europa | 84 079 | 5 700 000 | |
| 3 | Sicilia | Europa | 25 711 | 5 000 000 | |
| 4 | Sardegna | Europa | 24 090 | 1 639 942 | |
| 5 | Cipro | Asia | 9 250 | 1 000 000 | |
| 6 | Corsica | Europa | 8 680 | 309 693 | |
| 7 | Creta | Europa | 8 336 | 621 340 | |
| 8 | Sjælland | Europa | 7 026 | 2 300 000 | |
| 9 | Vendsyssel-Thy | Europa | 4 685 | 302 546 | |
| 10 | Maiorca | Europa | 3 640 | 869 067 |
Altre isole fuori dal continente europeo con più di 1000 km2 di superficie sono 3 isole dell'arcipelago delle Canarie, Tenerife, Fuerteventura e Gran Canaria in Africa, appartenenti alla Spagna, Guadalupa in America e La Réunion in Africa appartenenti alla Francia.
Stati membri[modifica | modifica wikitesto]
Al 2013 l'Unione europea conta 28 Stati membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. L'Unione è cresciuta da un nucleo di sei Paesi fondatori dell'allora Comunità economica europea (segnati in grassetto) e si è espansa includendo progressivamente la maggioranza degli Stati sovrani europei fino ad arrivare all'attuale configurazione.
| Band. | Stemma | Nome | Codice | Data di adesione |
Abitanti | Superficie | Valuta | PIL pro capite |
Rappresentanti |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Austria | AT | 1º gennaio 1995 | 8 219 743 | 83 871 | Euro | 42 400 | 19 | ||
| Belgio | BE | 25 marzo 1957 | 10 438 353 | 30 528 | Euro | 38 200 | 22 | ||
| Bulgaria | BG | 1º gennaio 2007 | 7 037 935 | 110 879 | Lev | 13 800 | 18 | ||
| Cipro | CY | 1º maggio 2004 | 1 138 071 | 9 251 | Euro | 29 400 | 6 | ||
| Croazia | HR | 1º luglio 2013 | 4 290 612 | 56 542 | Kuna | 18 100 | 12 | ||
| Danimarca | DK | 1º gennaio 1973 | 5 543 453 | 43 094 | Corona danese | 37 600 | 13 | ||
| Estonia | EE | 1º maggio 2004 | 1 274 709 | 45 228 | Euro | 20 600 | 6 | ||
| Finlandia | FI | 1º gennaio 1995 | 5 262 930 | 338 145 | Euro | 36 700 | 13 | ||
| Francia | FR | 25 marzo 1957 | 65 630 692 | 643 801 | Euro | 35 600 | 74 | ||
| Germania | DE | 25 marzo 1957 | 81 305 856 | 357 022 | Euro | 38 400 | 96 | ||
| Grecia | EL | 1º gennaio 1981 | 10 767 827 | 131 957 | Euro | 26 600 | 22 | ||
| Irlanda | IE | 1º gennaio 1973 | 4 722 028 | 70 273 | Euro | 40 100 | 12 | ||
| Italia | IT | 25 marzo 1957 | 61 261 254 | 301 340 | Euro | 33 200 | 73 | ||
| Lettonia | LV | 1º maggio 2004 | 2 191 580 | 64 589 | Euro | 15 900 | 9 | ||
| Lituania | LT | 1º maggio 2004 | 3 525 761 | 65 300 | Euro | 19 100 | 12 | ||
| Lussemburgo | LU | 25 marzo 1957 | 509 074 | 2 586 | Euro | 81 100 | 6 | ||
| Malta | MT | 1º maggio 2004 | 409 836 | 316 | Euro | 25 800 | 6 | ||
| Paesi Bassi | NL | 25 marzo 1957 | 16 730 632 | 41 543 | Euro | 42 700 | 26 | ||
| Polonia | PL | 1º maggio 2004 | 38 415 284 | 312 685 | Złoty | 20 600 | 51 | ||
| Portogallo | PT | 1º gennaio 1986 | 10 781 459 | 92 090 | Euro | 23 700 | 22 | ||
| Regno Unito | UK | 1º gennaio 1973 | 63 047 162 | 243 610 | Sterlina inglese | 36 600 | 73 | ||
| Repubblica Ceca | CZ | 1º maggio 2004 | 10 177 300 | 78 867 | Corona ceca | 27 400 | 22 | ||
| Romania | RO | 1º gennaio 2007 | 21 848 504 | 238 391 | Leu rumeno | 14 600 | 33 | ||
| Slovacchia | SK | 1º maggio 2004 | 5 483 088 | 49 035 | Euro | 23 600 | 13 | ||
| Slovenia | SI | 1º maggio 2004 | 1 996 617 | 20 273 | Euro | 29 000 | 8 | ||
| Spagna | ES | 1º gennaio 1986 | 47 042 984 | 505 370 | Euro | 31 000 | 54 | ||
| Svezia | SE | 1º gennaio 1995 | 9 103 788 | 450 295 | Corona svedese | 40 900 | 20 | ||
| Ungheria | HU | 1º maggio 2004 | 9 958 453 | 93 028 | Fiorino ungherese | 19 800 | 22 |
![]()
Solo in tre occasioni vi sono state variazioni territoriali dell'Unione europea senza che ciò corrispondesse all'adesione di nuovo Stato all'Unione:
- nel 1973 le Isole Fær Øer, nazione costitutiva del Regno Unito di Danimarca, hanno rifiutato di farne parte
- nel 1985 la Groenlandia, regione autonoma della Danimarca, decide tramite referendum di uscire dalla Comunità economica europea, pur rimanendo parte del Regno Unito di Danimarca;
- nel 1990 con la riunificazione tedesca la Germania est entra a far parte della Comunità economica europea, come parte dello Stato federale della Germania, già membro dal 1957.
Allargamento[modifica | modifica wikitesto]
Per l'incorporazione di uno Stato terzo all'Unione, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen. Nello specifico, i paesi candidati, oltre a dover essere situati geograficamente in Europa, debbono presentare:
- istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze;
- un'economia di mercato funzionante e la capacità di fronteggiare la competizione e le forze del mercato all'interno dell'Unione;
- la capacità di sostenere gli obblighi derivanti dall'adesione, inclusi l'adesione all'unione politica, economica e monetaria.
Stati candidati[modifica | modifica wikitesto]
I seguenti Stati hanno presentato e ottenuto l'approvazione della domanda di adesione all'Unione europea, in grassetto gli stati con i quali è in corso il negoziato di adesione:
Turchia candidata dal 12 dicembre 1995;
Macedonia candidata dall'11 dicembre 2005;
Montenegro candidato dal 17 dicembre 2010;
Serbia candidata dal 1º marzo 2012;
Albania candidata dal 24 giugno 2014[17]
I microstati europei, per la loro natura peculiare che ne giustifica l'esistenza, non rispettano i criteri di Copenaghen e con ogni probabilità mai faranno parte dell'Unione europea.
Maggiori città[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea contiene 16 città con più di un milione di abitanti, la più grande delle quali è Londra. Oltre a queste, ci sono agglomerati urbani che pian piano si sono allargati e uniti e che hanno superato per dimensioni molte delle città classiche; il più grande di essi è la Regione metropolitana Reno-Ruhr, che supera i 10 milioni di abitanti. Per quanto concerne solo l'area comunale, i primi dieci comuni dell'Unione europea sono i seguenti:
| Città | Stato membro | Popolazione | Anno |
|---|---|---|---|
| 8 416 535[18] | 2013 | ||
| 3 517 424[19] | 2013 | ||
| 3 236 344[20] | 2013 | ||
| 2 868 104[21] | 2014 | ||
| 2 273 305[22] | 2013 | ||
| 1 805 681[23] | 2015 | ||
| 1 803 425[24] | 2014 | ||
| 1 751 775[25] | 2013 | ||
| 1 744 665[26] | 2014 | ||
| 1 726 581[27] | 2014 |
Status giuridico[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea ha gradualmente acquisito numerose prerogative tipiche di una federazione, con il progressivo trasferimento di poteri dagli Stati membri agli organismi comunitari. Essa si fonda tuttora su trattati internazionali recepiti a livello interno da tutti gli Stati membri, ma ha assunto personalità giuridica propria.
Attualmente essa si basa su due trattati fondativi: il trattato sull'Unione europea (TUE; detto anche "Trattato di Maastricht") e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE; detto anche "Trattato di Roma"). A questi si aggiungono il trattato di Amsterdam del 1997, i "protocolli allegati ai Trattati" e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea il cui valore vincolante è stato deciso dal trattato di Lisbona, equiparandone il contenuto al valore giuridico dei trattati stessi nonché, secondo invece il Titolo VII della stessa Carta di Nizza, ai diritti costituzionali nazionali e a quelli Fondamentali citati nella Convenzione europea del 1950.
Il problema della definizione dell'attuale status giuridico dell'Unione sfociò, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma, del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, comunemente noto come Costituzione europea. Tale testo ribadiva la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi, già prevista nel trattato di Amsterdam e in quello di Nizza.
Un nuovo trattato era stato richiesto dal Consiglio europeo attraverso la Dichiarazione di Laeken poiché il funzionamento delle istituzioni comuni, era ritenuto inadatto alla coesistenza di ben 28 stati membri, ciascuno dei quali con diritto di veto in aree fondamentali della politica comune.
Il processo di ratifica della Costituzione venne, tuttavia, interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1º giugno, anche la popolazione dei Paesi Bassi si dichiarò contraria all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). Sebbene 18 stati membri avessero recepito il documento, prevalentemente per via parlamentare, la c.d. Costituzione europea non entrò in vigore.
Dopo il "periodo di riflessione" durato due anni, il cancelliere tedesco Angela Merkel decise di rilanciare il processo di riforma con la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, in cui venne espressa la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009, anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo.
Si svolse, così, sotto la presidenza tedesca dell'Unione il vertice di Bruxelles tra il 21 e il 23 giugno 2007 nel quale si arrivò a un accordo sul nuovo trattato di riforma. L'accordo recepiva gran parte delle innovazioni contenute nella cosiddetta Costituzione, anche se con alcune modifiche al fine di rendere meno evidente il carattere per così dire "costituzionale" del vecchio testo, pur ribadendo pressoché tutti i meccanismi introdotti con il predetto testo, e in più aggiungendo la facoltà per alcuni paesi di "chiamarsi fuori" da politiche comuni.
Dopo la conclusione della conferenza intergovernativa che finalizzò il nuovo testo, il trattato di Lisbona venne approvato al Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre 2007 proprio in tale città e firmato il 13 dicembre dai capi di Stato e di governo. Il trattato è stato ratificato da quasi tutti gli stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. La mancata ratifica da parte dell'Irlanda in seguito ad apposito referendum confermativo, così come richiesto dalla Costituzione irlandese, non ha permesso di farlo entrare in vigore entro le elezioni europee del 2009. È stato, pertanto, convocato un secondo referendum in Irlanda il 2 ottobre 2009, in cui il trattato è stato approvato con oltre il 67% dei voti[28]. Dal 3 novembre 2009, data del sì definitivo della Repubblica Ceca, tutti gli stati membri hanno ratificato il trattato[29][30], entrato in vigore il 1º dicembre 2009[31].
L'Unione attualmente consiste in una zona di libero mercato, detto mercato comune (unione economica), caratterizzata in parte da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca centrale europea (BCE) e attualmente adottata da 19 dei 28 stati membri (unione economica e monetaria o Eurozona), che dà vita nel suo complesso all'unione economica e monetaria dell'Unione europea; essa presenta inoltre un'unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca. Esistono anche meccanismi di coordinamento comunitario sulla politica estera e di difesa.
Competenze dell'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]
Il trattato di Lisbona definisce in maniera precisa le competenze dell'Unione distinguendo tra:
- competenze esclusive (art. 3 TFUE);
- competenze concorrenti (art. 4 TFUE);
- competenze di coordinamento (art. 5 TFUE);
- competenze di sostegno (art. 6 TFUE).
Competenze esclusive[modifica | modifica wikitesto]
| « 1. L'Unione ha competenza esclusiva di:
a) unione doganale; 2. L'Unione ha inoltre competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali nelle materie oggetto di una Sua competenza legislativa esclusiva, oltre che negli accordi che richiedono che venga applicato il Principio della Sussidiarietà e in quelli di Associazione. » |
| (TFUE, art. 3) |
In tali campi, solo l'Unione ha giurisdizione, gli Stati hanno solo l'obbligo di recepire le direttive e dare applicazione ai regolamenti[32].
Competenze concorrenti[modifica | modifica wikitesto]
| « 1. L'Unione ha competenza concorrente con quella degli Stati membri quando i trattati le attribuiscono una competenza che non rientra nei settori di cui agli articoli 3 e 6.
2. L'Unione ha una competenza concorrente con quella degli Stati membri nei principali seguenti settori: a) mercato interno; 3. Nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione ha competenza per condurre azioni, in particolare la definizione e l'attuazione di programmi, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro. 4. Nei settori della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario, l'Unione ha competenza per condurre azioni e una politica comune, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro. » |
| (TFUE, art. 4) |
Nei settori elencati al comma 2 la competenza primaria è dell'Unione e il ruolo degli Stati è residuale; essi possono legiferare in tali campi solo in conformità a quanto deciso dall'Unione o nel caso quest'ultima abbia deciso di non esercitare la propria giurisdizione. Invece nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e aerospaziale, della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari l'Unione e gli Stati agiscono entrambi con gli strumenti specifici che sono loro propri. L'Unione tutt'al più adotta delle politiche di coordinamento, senza però limitare in alcun modo l'azione statale.[32]
Competenze di coordinamento[modifica | modifica wikitesto]
| « 1. Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di massima per dette politiche. Agli Stati membri la cui moneta è l'euro si applicano disposizioni specifiche.
2. L'Unione prende misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, in particolare definendo gli orientamenti per dette politiche. 3. L'Unione può prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri. » |
| (TFUE, art. 5) |
Per le politiche economiche, occupazionali e sociali l'Unione ha un ruolo di coordinamento e detta le linee guida (tramite il solo Consiglio) entro le quali ogni Stato ha la libertà di determinare le proprie peculiari politiche[32].
Competenze di sostegno[modifica | modifica wikitesto]
| « L'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri. I settori di tali azioni, nella loro finalità europea, sono i seguenti:
a) tutela e miglioramento della salute umana; |
| (TFUE, art. 6) |
Nei succitati settori l'Unione non ha alcun potere legislativo, ne può produrre alcun atto vincolante per gli Stati, essa però deve attuare una mediazione politica affinché tali politiche possano essere coordinate.[32]
Diritti umani e democrazia[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea ha da sempre assunto il principio dello stato di diritto e la promozione dei diritti umani come propri valori fondanti (basti pensare che requisito fondamentale per farne parte è l'abolizione della pena di morte); essa difende attivamente tali diritti sia all'interno dei suoi confini sia nelle proprie relazioni estere, ponendo talvolta precisi requisiti per la concessione di accordi commerciali o di altro genere. La protezione garantita dall'Unione europea ai suoi cittadini è avanzatissima: in molti casi essa sopravanza le garanzie prescritte dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Corte suprema degli Stati Uniti d'America[33].
Per quanto riguarda la situazione interna, l'Unione europea ha promosso l'armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di asilo politico per i rifugiati, e si propone di combattere il razzismo, l'omofobia e la xenofobia attraverso il sostegno a una rete di organizzazioni non governative e una specifica Agenzia. Nonostante la complessità e la criticità della governance per l'estrema frammentazione negli stati membri, questi sforzi hanno conferito all'Unione europea, in materia di diritti umani, la legislazione con la maggiore uniformità[33].
Dal punto di vista delle relazioni internazionali, dal 1992 l'Unione ha introdotto nei propri accordi commerciali o di cooperazione con paesi terzi una clausola che indica il rispetto dei diritti umani come elemento essenziale del rapporto bilaterale (p. es. nella convenzione di Cotonou, che lega la UE a 78 paesi in via di sviluppo ai quali si richiedono precisi impegni nel campo del rispetto dei diritti umani). I principali obiettivi della politica estera europea sono dichiaratamente il progresso e la pacificazione internazionale, ritenuti possibili solo nell'ambito di una struttura democratica.
Per quanto riguarda la libertà di stampa, quasi tutti i paesi che compongono l'Unione europea sono classificati, dall'ONG Freedom House, come "liberi": Fanno eccezione, al 2012, quattro paesi, Bulgaria, Italia, Romania ed Ungheria, classificati invece come "parzialmente liberi"[34].
Istituzioni, organismi e agenzie decentrate[modifica | modifica wikitesto]
Le attività dell'Unione europea sono regolate da un certo numero di istituzioni e organismi, supportati da numerose agenzie decentrate. Tali organi espletano i compiti assegnati loro dai vari trattati. La leadership politica dell'Unione è esercitata dal Consiglio europeo, che si occupa anche di compiere un'opera di mediazione nei casi in cui vi siano dispute su alcune politiche da adottare.
Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea si articola intorno alle istituzioni inizialmente previste nell'ambito delle Comunità europee e dei suoi organi specifici.
Gli organi principali dell'Unione, le cosiddette "sette istituzioni", comprendono il Consiglio (denominazione che ha sostituito quella di "Consiglio dei ministri" da parte del trattato di Maastricht), la Commissione, la Corte di giustizia, il Parlamento, il Consiglio europeo, la Banca centrale europea e la Corte dei Conti europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1952[35] e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni. Oggi l'UE è considerata una potenza leader in un mondo multipolare.
Riorganizzate dal trattato di Lisbona, le istituzioni sono attualmente sette:
- la Commissione europea rappresenta gli interessi generali dell'UE, è formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles. Dura in carica cinque anni, compreso il Presidente: i componenti sono nominati dal Consiglio europeo, ma devono avere l'approvazione del Parlamento europeo. Dal 2014, il Presidente è democraticamente eletto dal popolo. Detiene il potere esecutivo;
- il Parlamento europeo, composto dai rappresentanti dei cittadini degli stati membri eletti a suffragio universale diretto (prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona si faceva riferimento ai popoli dell'unione) da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni, compreso il presidente che per prassi rimane in carica due anni e mezzo. Ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, città della Francia, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) e a Lussemburgo (sede del segretariato). Ogni singolo Stato stabilisce in autonomia le modalità di svolgimento delle elezioni e il metodo di ripartizione dei seggi. Condivide il potere legislativo insieme al Consiglio dell'Unione europea, con funzioni simili a quelle di una "camera bassa";
- il Consiglio dell'Unione europea (o "Consiglio dei ministri"), formato da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che si occupa della stessa materia a livello statale (ad esempio al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.), con sede a Bruxelles. La presidenza è assegnata a uno Stato membro e ruota ogni 6 mesi. Detiene il potere legislativo insieme al Parlamento europeo, con funzioni simili a quelle di una "camera alta";
- il Consiglio europeo comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). I capi di Stato e di governo sono assistiti dai ministri degli esteri e da un membro della Commissione, con sede a Bruxelles. Il Presidente, nominato dal Consiglio europeo stesso, dura in carica due anni e mezzo. Ha la funzione di dare un indirizzo generale alle politiche europee;
- la Corte di giustizia dell'Unione europea, che vigila sull'applicazione del diritto comunitario, con sede a Lussemburgo;
- la Corte dei conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo;
- La Banca centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea, con sede a Francoforte sul Meno.
Organismi consultivi[modifica | modifica wikitesto]
- Il Comitato economico e sociale europeo, che rappresenta la società civile e le due componenti dell'industria.
- Il Comitato delle regioni, che rappresenta le autorità regionali e locali.
Organismi finanziari[modifica | modifica wikitesto]
- La Banca europea degli investimenti, che finanzia i progetti di investimento dell'UE, con sede in Lussemburgo.
- La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che finanzia o co-finanzia gli investimenti che favoriscono la transizione verso un'economia di mercato nei paesi dell'Europa centrale, orientale ed ex-URSS.
- Il Fondo europeo per gli investimenti, che fornisce garanzie e capitale di rischio per aiutare le piccole e medie imprese, con sede in Lussemburgo.
Organismi inter-istituzionali[modifica | modifica wikitesto]
- Il Servizio europeo per l'azione esterna, creato dal Trattato di Lisbona per governare la politica estera e le sedi estere dell'Unione.
- L'Eurostat, l'ufficio che cura le statistiche ufficiali dell'Unione europea.
- L'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, che pubblica, stampa e distribuisce informazioni sull'Unione e sulle sue attività.
- L'Ufficio europeo per la selezione del personale (EPSO, European Personnel Selection Office), che assume il personale per le istituzioni dell'UE e gli altri organismi.
- La Scuola europea di amministrazione (EAS, European Administrative School), il centro di istruzione per il personale di tutte le istituzioni europee.
Altri organismi[modifica | modifica wikitesto]
- Il Mediatore europeo, che difende i cittadini e le organizzazioni dell'UE dalla cattiva amministrazione, con sede a Strasburgo - Francia;
- Il Garante europeo della protezione dei dati, che assicura che le istituzioni e gli organi dell'UE, nel trattamento dei dati personali, rispettino il diritto alla privacy dei cittadini dell'Unione, con sede a Bruxelles - Belgio.
Agenzie decentrate[modifica | modifica wikitesto]
Nel tempo sono state create diverse agenzie che svolgono compiti tecnici, scientifici o di gestione. Tra queste si possono citare:
- Alcune agenzie tra cui l'Agenzia europea dell'ambiente, l'Agenzia europea delle sostanze chimiche, l'Agenzia europea per i medicinali, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, l'Agenzia ferroviaria europea, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare che lavorano in ambito comunitario (ex "primo pilastro" dell'Unione europea)
- L'Agenzia europea per la difesa, l'Istituto dell'Unione europea per gli studi sulla sicurezza e il Centro satellitare dell'Unione europea, che svolgono compiti specifici connessi alla politica estera e di sicurezza comune (ex "secondo pilastro" dell'Unione europea).
- Europol, Eurojust e Cepol, che aiutano a coordinare le politiche e la cooperazione giudiziaria in materia penale (ex "terzo pilastro" dell'Unione europea).
- Una serie di agenzie e organismi che derivano dal trattato Euratom.
- Esistono inoltre alcune agenzie esecutive, istituite per svolgere determinati compiti relativi alla gestione di uno o più programmi comunitari.
Cooperazione rafforzata[modifica | modifica wikitesto]
La cooperazione rafforzata è una procedura decisionale istituzionalizzata con il trattato di Amsterdam e poi modificata dal trattato di Nizza. Essa consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri dell'Unione europea in determinati temi senza coinvolgere la totalità degli stati membri che possono avere reticenze nell'incrementare l'integrazione in alcune aree; può entrare in vigore, però, solo se partecipa almeno un terzo degli stati membri. Le cooperazioni in vigore sono 6 e vertono sui seguenti temi:
- Legge sul divorzio;
- Brevetti;
- Tassa sulle transazioni finanziarie;
- Euro plus;
- Convenzione di Prüm;
- Patto di bilancio europeo.
Cartografia della cooperazioni rafforzate:
Politica estera[modifica | modifica wikitesto]
La politica estera e di sicurezza comune è la politica estera dell'Unione europea. Viene gestita e promossa dall'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Servizio europeo per l'azione esterna.
Politiche di vicinato[modifica | modifica wikitesto]
La politica europea di vicinato è una delle politiche esterne dell'Unione europea, indirizzata ai paesi collocati in prossimità dell'Unione verso sud e verso est. L'obiettivo è quello di costruire rapporti più stretti con tali stati a livello economico, politico, culturale e strategico.
La collaborazione euromediterranea, o Processo di Barcellona, è stata varata con la conferenza di Barcellona del 27-28 novembre 1995. Vi parteciparono i ministri degli Esteri degli allora 15 stati membri e dodici paesi dell'Africa Mediterranea e del Vicino Oriente: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e l'Autorità Nazionale Palestinese. La Libia era presente come paese osservatore. Attualmente, dopo gli allargamenti dell'Unione europea del 2004, 2007 e 2013, la collaborazione coinvolge i Ventotto e dieci paesi della sponda sud del Mediterraneo. Gli obiettivi dell'accordo sono tre: rafforzare le relazioni in materia politica e di sicurezza, creare una collaborazione economica e finanziaria, e potenziare la cooperazione nei settori sociale, culturale e umano.
Economia[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea possiede l'economia più grande al mondo, con un prodotto interno lordo nominale complessivo nel 2013 stimato in oltre 13,5 mila miliardi di euro[36].
Tra le diverse nazioni, in particolare risultano essere trainanti quattro regioni dell'Europa, che per tal motivo vengono definite i Quattro Motori economici: Baden-Württemberg, Catalogna, Rodano-Alpi e Lombardia[37].
Secondo l'ambiziosa strategia di Lisbona, l'Unione europea si era prefissa l'obiettivo di diventare «l'economia più dinamica e competitiva al mondo» entro il 2010.[senza fonte] L'Unione europea detiene il 30% della ricchezza netta mondiale, cioè oltre 65 trilioni di $ dei 223 detenuti nel mondo.[senza fonte]
Segue un prospetto sintetico che mostra la situazione economica dei ventotto Stati dell'Unione, degli Stati in fase di negoziazione per l'accesso e dei rimanenti Stati europei (compresa la Federazione Russa e fatta eccezione per il Kosovo, per il quale non sono ancora disponibili dati macroeconomici completi a causa della recente indipendenza dalla Serbia).
Gli Stati sono ordinati a seconda del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, che può essere usato come indice del grado di benessere in una data nazione.
Dati macroeconomici[modifica | modifica wikitesto]
- Stati membri dell'UE
| Nazione | PIL 2013[38] (in milioni di $) |
PIL 2013 pro-capite[38] ($) |
PIL 2013 pro-capite[39] (in % di EU-28) |
Infl.[40] (2013) |
Disoc.[41] (2013) |
Crescita del PIL (media 2000-09)[42] |
Crescita del PIL (media 2010-13)[42] |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 42.630 | 78.670 | 264 | +1,7% | 5,9% | +3,2% | +1,6% | |
| 361.402 | 42.597 | 129 | +2,1% | 4,9% | +1,7% | +1,8% | |
| 700.531 | 41.711 | 127 | +2,6% | 6,7% | +1,6% | +0,1% | |
| 396.837 | 41.188 | 127 | +0,4% | 8,0% | +2,0% | +3,0% | |
| 188.877 | 39.547 | 126 | +0,5% | 13,1% | +3,7% | +0,4% | |
| 211.916 | 37.900 | 125 | +0,5% | 7,0% | +0,8% | +0,6% | |
| 3 232 545 | 40.007 | 124 | +1,6% | 5,3% | +0,9% | +2,1% | |
| 422.809 | 37.881 | 119 | +1,2% | 8,4% | +1,6% | +1,1% | |
| 194.161 | 35.617 | 112 | +2,2% | 8,2% | +2,0% | +1,0% | |
| 2 277 995 | 35.784 | 108 | +1,0% | 10,8% | +1,3% | +1,0% | |
| 2 390 873 | 37.307 | 106 | +2,6% | 7,5% | +1,9% | +1,2% | |
| 1 807 831 | 30.289 | 98 | +1,3% | 12,2% | +0,6% | -0,6% | |
| 1 391 349 | 29.851 | 95 | +1,5% | 26,4% | +2,6% | -0,6% | |
| 11.618 | 27.840 | 87 | +1,0% | 6,5% | +1,6% | +2,2% | |
| 22.271 | 25.265 | 86 | +0,4% | 16,0% | +3,2% | -1,5% | |
| 57.441 | 27.900 | 83 | +1,9% | 10,2% | +3,1% | -0,4% | |
| 286.039 | 27.200 | 80 | +1,4% | 7,0% | +3,6% | +0,6% | |
| 133.136 | 24.605 | 76 | +1,5% | 14,2% | +4,6% | +2,5% | |
| 265.632 | 24.012 | 75 | -0,9% | 27,3% | +3,0% | −5,7% | |
| 244.813 | 23.068 | 75 | +0,4% | 16,5% | +0,9% | −1,0% | |
| 67.602 | 22.747 | 74 | +1,2% | 11,8% | +4,8% | +3,7% | |
| 29.774 | 23.144 | 72 | +3,2% | 8,6% | +4,5% | +4,2% | |
| 817.457 | 21.214 | 68 | +0,8% | 10,3% | +3,9% | +3,0% | |
| 198.223 | 20.065 | 67 | +1,7% | 10,2% | +2,3% | +0,5% | |
| 38.920 | 19.120 | 67 | +0,0% | 11,9% | +4,7% | +3,3% | |
| 77.875 | 18.191 | 61 | +2,3% | 17,6% | +3,1% | -1,4% | |
| 285.131 | 13.396 | 54 | +3,2% | 7,3% | +4,6% | +1,3% | |
| 104.950 | 14.499 | 47 | +0,4% | 12,9% | +4,7% | +0,9% | |
| 11 423 735 | - | 108 | +1,4% | 12,0% | +1,4% | +0,6% | |
| 16 260 238 | - | 100 | +1,5% | 10,8% | +1,6% | +0,9% |
- Stati candidati all'adesione UE
| Nazione[5] | PIL 2013[38] (milioni di $) |
PIL 2013 pro-capite[38] ($) |
% di EU-28 (PPA) (2013)[39] |
Inflazione (2012)[43] |
Disoccupazione (2012)[43][44] |
|---|---|---|---|---|---|
| 13.196 | 41.000 | 116 | +4,2% | 5,8% | |
| 1.174.229 | 15.353 | 55 | +6,2% | 9,2% | |
| 7.421 | 11.913 | 42 | +5,1% | 19,1% | |
| 81.125 | 11.269 | 36 | +12,2% | 23,1% | |
| 22.584 | 10.904 | 35 | +4,7% | 31,3% | |
| 26.499 | 9.506 | 30 | +2,4% | 15,0% |
Bilancio dell'Unione[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea dispone di un bilancio proprio finanziato da:
- Una parte dell'Imposta sul valore aggiunto comunitaria
- I contributi nazionali secondo il Reddito nazionale lordo di ogni stato
- I dazi doganali
Tali risorse costituiscono oltre il 98% delle entrate dell'Unione per un budget di circa 142 miliardi di euro, approssimativamente l'1% del Prodotto interno lordo comunitario.
Le principali voci di spesa sono:
- La politica agricola comune tramite gli aiuti agricoli diretti (30%) e il fondo per lo sviluppo rurale (11%);
- Le politiche di coesione, di competitività e occupazionali (46%).
Le altre voci di spesa sono legate alla politica estera dell'Unione e all'amministrazione.[45]
Politica agricola comune[modifica | modifica wikitesto]
La politica agricola comune (PAC) rappresenta una delle più “anziane” e importanti politiche dell’UE. Le motivazioni profonde della centralità di questa politica sono strettamente collegate con la poca competitività del settore agricolo europeo[46]. Essa è un sistema di finanziamenti destinati alle attività di coltivazione all'interno dell'Unione; il suo scopo principale è quello di mantenere livelli adeguati di produzione agricola concedendo sussidi alle aziende e ai lavoratori direttamente impiegati nel settore.
Furono introdotti sussidi e incentivi alla produzione agricola, per aumentarne la quantità e per rendere più stabili i prezzi, a beneficio degli agricoltori. In seguito si sono aggiunti gli obbiettivi di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari e il rispetto dell'ambiente rurale.
Una delle misure della politica agricola perseguita in quegli anni consistette nella fissazione di livelli minimi di prezzo per i prodotti agricoli, che generano enormi eccedenze. La procedura usuale dell'Unione europea era pagare gli esportatori perché potessero vendere tali prodotti all'estero.
L'opinione pubblica ha dimostrato chiaramente di rifiutare di finanziare senza limite i surplus, ma tale politica venne presa di mira non tanto dai paesi del terzo mondo esportatori di derrate agricole quanto dai paesi ricchi, in primo luogo gli Stati Uniti, che pretendevano di esportare nel ricco mercato europeo.[47]
Negli ultimi anni gli organi dell'Unione hanno radicalmente cambiato la politica tradizionale. I nuovi regolamenti hanno drasticamente ridotto gli stimoli a produrre. Il risultato di tale inversione di rotta, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno dirottando verso usi non alimentari, ma energetici, le loro eccedenze agricole è stato criticato da chi paventa un acuirsi del problema dell'approvvigionamento di cibo. Questo mentre l'Asia sta mutando radicalmente dieta, e non avendo spazi sufficienti per produrre cereali per l'allevamento li dovrà acquistare[48]. Avere abbandonato la politica della sicurezza potrebbe provocare conseguenze negative per paesi come l'Italia, con una produzione che copre ormai solo una frazione dei cereali consumati e dei panelli proteici per l'allevamento.[49]
La PAC, anche nella versione attuale, è stata peraltro accusata di distribuire fondi in maniera poco equilibrata, favorendo le aziende agricole più grandi e sostenendo la diffusione di metodi di coltivazione invasivi.
La politica agricola è una dei primi accordi comuni europei. Si concentra soprattutto sul settore dei cereali, su quello ortofrutticolo, su quello vinicolo, sul settore delle carni bovine e su quello lattiero-caseario. Oggi, assorbe poco meno della metà delle intere risorse dell’Unione (ossia circa 56 miliardi di euro)[50]; questo dato è in diminuzione, se si pensa che nel 1980 la PAC ne assorbiva circa il 70%[51].
Fondi strutturali[modifica | modifica wikitesto]
I fondi strutturali dell'Unione, per il settennio 2007-2013, vengono ripartiti secondo tre obiettivi:
- Convergenza, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dal Fondo Sociale Europeo (FSE) e dal Fondo di coesione (FC).
- Competitività regionale e occupazione, finanziato dal FESR e dal FSE.
- Cooperazione territoriale europea, evoluzione del progetto Interreg, finanziata anch'essa dal FESR.
Fondo europeo per lo sviluppo regionale[modifica | modifica wikitesto]
Allo scopo di appianare le disomogeneità presenti nel tessuto economico e sociale delle diverse regioni del continente, l'Unione promuove la crescita delle aree meno sviluppate attraverso l'erogazione di ingenti fondi riservati al finanziamento degli investimenti nelle seguenti aree:
- la creazione di nuovi posti di lavoro;
- l'investimento nelle infrastrutture, per favorire lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1") e, in generale, per diversificare e rivitalizzare le attività economiche locali;
- il supporto alle piccole e medie imprese locali, ad esempio favorendo il trasferimento delle tecnologie e promuovendo strumenti finanziari idonei al sostentamento delle aziende, anche tramite aiuti economici diretti;
- l'investimento nel campo dell'educazione e della sanità (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1");
- lo sviluppo dell'ambiente produttivo, la promozione della ricerca di nuove tecnologie, lo sviluppo della società dell'informazione, la tutela dell'ambiente, le pari opportunità nell'accesso al lavoro e la cooperazione interregionale e transnazionale.
Complessivamente, i fondi europei per lo sviluppo regionale contribuiscono al sostentamento di aree economicamente e socialmente meno sviluppate, segnatamente negli stati membri di recente ingresso.
Popolazione[modifica | modifica wikitesto]
Educazione[modifica | modifica wikitesto]
Il progetto Erasmus, nato nel 1987, permette agli studenti universitari europei di svolgere un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università all'interno di un qualsiasi altro ateneo situato all'interno dell'Unione.
Il progetto fu creato per educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza europea; dalla sua creazione si è giunti a mobilitare all'interno della comunità europea oltre un milione di studenti. Attualmente 2199 istituzioni universitarie dei 31 paesi che aderiscono al programma Socrates partecipano al progetto Erasmus.
Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus offre l'occasione per vivere all'estero in maniera indipendente per la prima volta. Per questa ragione è diventato una sorta di fenomeno culturale ed è molto popolare fra gli studenti universitari europei. Il programma non incoraggia solamente l'apprendimento e la comprensione della cultura ospitante, ma anche un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi. L'esperienza dell'Erasmus è considerata non solo un momento universitario ma anche un'occasione per imparare a convivere con culture diverse.
Lingue[modifica | modifica wikitesto]
L'Unione europea contempla 24 lingue ufficiali, lingue parlate in almeno uno degli stati membri (anche se solo l'inglese, il francese e in parte minore il tedesco sono usate come lingue di lavoro all'interno della Commissione europea).
Le lingue dell'Unione europea sono gli idiomi usati dagli abitanti degli Stati membri dell'UE. Attualmente le lingue ufficiali dell'Unione europea sono 24. Sulla pagina iniziale del sito dell'UE[1] si afferma: "Lingue: la ricchezza dell'Europa" titolando una sezione particolare[2] tutta dedicata a questo argomento.
L'UE incoraggia il multilinguismo, cioè incoraggia i propri cittadini ad essere in grado di parlare altre lingue oltre la propria lingua madre. Un certo numero di programmi finanziati dall'Unione europea promuovono attivamente l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica (ad esempio la Giornata europea delle lingue).
Cultura[modifica | modifica wikitesto]
La capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale.
Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, la "città europea della cultura" venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei ministri su iniziativa di Melina Mercouri. Da allora l'iniziativa ha avuto sempre più successo e un crescente impatto culturale e socio-economico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città scelte.
Le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004; gli stati membri selezionavano unanimemente le città più adatte ad ospitare l'evento e la Commissione europea garantiva un sussidio per le città selezionate ogni anno. Dal 2005, le istituzioni europee hanno preso parte alla procedura di selezione delle città che ospiteranno l'evento.
Nel 1990, i ministri della cultura lanciarono il "mese culturale europeo". Questo evento è simile alla città della cultura europea ma dura per un periodo inferiore di tempo ed è indirizzato in particolare alle nazioni dell'Europa centrale e orientale. Anche per questo evento sono previste sovvenzioni da parte della Commissione.
Festività[modifica | modifica wikitesto]
Il giorno europeo o festa dell'Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l'inizio del processo d'integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale.
Simboli[modifica | modifica wikitesto]
La storia della bandiera europea ebbe inizio nel 1955. All'epoca, l'Unione europea esisteva solo sotto forma di Comunità europea del carbone e dell'acciaio, con solo sei Stati membri. Diversi anni prima era stato tuttavia istituito un organismo separato con un numero maggiore di partecipanti - il Consiglio d'Europa - impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della cultura europea. Il Consiglio d'Europa stava valutando all'epoca quale simbolo adottare. Dopo varie discussioni, venne adottato l'attuale disegno: un cerchio di dodici stelle dorate in campo blu. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresentata la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio.
Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità. Si è soliti attribuire il disegno vincente al disegnatore francese Arsène Heitz il quale successivamente ne fornì una spiegazione in chiave biblica, facendo riferimento ad un'immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle".[19] Il Consiglio d'Europa incoraggiò in seguito le altre istituzioni europee ad adottare la medesima bandiera e nel 1983 il Parlamento europeo accolse l'invito. Nel 1985 la bandiera venne infine adottata da tutti i capi di Stato e di governo dell'UE come emblema ufficiale dell'Unione europea, denominata all'epoca Comunità europea. Tutte le istituzioni europee utilizzano la bandiera dall'inizio del 1986. La bandiera europea è l'unico emblema della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Le altre istituzioni e organi dell'UE hanno un proprio emblema oltre alla bandiera europea.
Note[modifica | modifica wikitesto]
- ^ La presidenza del Consiglio dell'Unione europea viene assunta dal capo di Stato o di governo di un Paese membro a rotazione semestrale
- ^ Europa - L'UE in sintesi - Gergo europeo, europa.eu. URL consultato il 10-5-2010.
- ^ I simboli dell'UE, europa.eu. URL consultato il 10-5-2010.
- ^ Anniversario della dichiarazione di Robert Schuman
- ^ a b Candidati all'adesione all'Unione europea - Commissione europea
- ^ Popolazione degli Stati dell'Unione europea - Eurostat
- ^ Densità di popolazione negli Stati dell'Unione europea - Eurostat
- ^ Fonte: Fondo monetario internazionale, World Economic Outlook Database, edizione settembre 2011 [1]
- ^ Calcolato utilizzando i dati del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.
- ^ Coefficiente di Gini negli Stati dell'Unione europea - Eurostat
- ^ Repubblica del 22 gennaio 2012. URL consultato il 17-11-2012.
- ^ I principi fondatori dell'Unione. URL consultato il 28-11-2014.
- ^ (EN) All Nobel Peace Prizes
- ^ Informazione tratta dal quotidiano on line ilsole24ore al sito: Ok della Ue all'ingresso della Croazia nel 2013
- ^ Informazione tratta dal quotidiano on line ilPost al sito
- ^ (EN) EUROPEAN COUNCIL DECISION of 11 July 2012 amending the status of Mayotte with regard to the European Union
- ^ C’è l’ok dei 28, anche l’Albania candidata all’ingresso nell’Ue in La Stampa, 24 giugno 2014. URL consultato il 24 giugno 2014.
- ^ Popolazione della Contea Grande Londra suddivisa in 33 municipalità ognuna con proprio sindaco. Link con varie domande sulla popolazione esatta: [2]
- ^ Dati al 31 dicembre 2009
- ^ Suddivisa in 21 distretti che hanno valenza di comuni con ognuno un proprio assessore che in Spagna ha la valenza di sindaco. Dati riferiti al 01-01-2010: [3]
- ^ Dato Istat al 30-11-2012 - Popolazione residente al 30 novembre 2012
- ^ La popolazione si riferisce alla città somma di 20+2 arrondissement, ognuno con un proprio sindaco. [4]
- ^ Simile a Roma, la capitale austriaca è suddivisa in 23 distretti ognuno con un proprio presidente. 01-01-2011: [5]
- ^ La capitale rumena è suddivisa in 6 settori che hanno quasi lo stesso valore amministrativo di tutti quanti i comuni dello stato. (RO) Dati al 1º gennaio 2009 forniti dall'Institutul National de Statistica (XLS). URL consultato l'11 giugno 2011.
- ^ 30-11-2011. La città è divisa in 7 municipalità (distretti) ognuna con un proprio sindaco. [6] In: Bevölkerung am Monatsende insgesamt in Hamburg. Statistisches Amt für Hamburg und Schleswig-Holstein, 18. März 2011, abgerufen am 19. März 2011.
- ^ Suddivisa in 23 comuni (circoscrizioni) ognuna con un proprio sindaco. [7] - Magyarország számokban 2009 (magyar nyelven). KSH, 2010. július 16. (Hozzáférés: 2010. július 17.)
- ^ Suddivisa in 18 quartieri aventi lo stesso valore amministrativo di comuni ognuno con un proprio sindaco. Link ufficiale governativo di statistica: [8]
- ^ In Irlanda vince il sì all'Europa con oltre il 67% dei voti in Il Sole 24 Ore, 3 ottobre 2009. URL consultato il 10 maggio 2010.
- ^ Trattato di Lisbona
- ^ Klaus firma il Trattato di Lisbona - Barroso: «In vigore entro gennaio» in Corriere della Sera, 4 novembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2010.
- ^ Ue entra in una nuova era, da oggi in vigore Trattato di Lisbona, apcom.net, 1º dicembre 2009. URL consultato il 10 maggio 2010.
- ^ a b c d Ripartizione delle competenze in seno all’Unione europea - europa.eu
- ^ a b Yves Mény, in «Yves Mény e Andrew Moravcsik discutono di democrazia europea», Rivista il Mulino, n. 3 (2009), p. 460
- ^ Libertà di Stampa: ranking riferiti al 2012, dal sito di Freedom House
- ^ (EN) Sito web ufficiale del Parlamento europeo, p. In the past. URL consultato il 17-11-2012.
- ^ Eurostat
- ^ Quattro Motori per l'Europa, 4motors.eu. URL consultato il 10 maggio 2010.
- ^ a b c d Fondo Monetario Internazionale - Prodotto interno lordo PPP nazionale e procapite - Anno 2013
- ^ a b Eurostat - GDP per capita in purchasing power standards
- ^ Eurostat - Inflazione nei Paesi membri - Anno 2013
- ^ Eurostat - Data Explorer
- ^ a b Eurostat - Tasso di crescita del PIL nei Paesi membri - Anni 1990-2013
- ^ a b IMF World Economic Outlook
- ^ CIA World Factbook
- ^ Il bilancio dell’Unione europea - Commissione europea - Dati 2011
- ^ Eric Cò, "Unione Europea. Mito o realtà?", p. 89.
- ^ Antonio Saltini, Agripower: i futuri signori del grano del Pianeta, in Spazio rurale, LI, n. 2/2006
- ^ Antonio Saltini, L'Asia abbandona il riso. È la più grande rivoluzione alimentare della storia, in Spazio rurale, L, n. 3/2005
- ^ Antonio Saltini, Un deficit confortante, una dipendenza inquietante, in Spazio rurale, XLIX, n. 8-9 2004
- ^ Tale valore corrisponde, a titolo di paragone, a una spesa di circa 10 euro al mese da parte di ogni cittadino dell'Unione.
- ^ Eric Cò, Unione Europea. Mito o realtà?, p. 90.
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
- Eric Cò, Unione Europea. Mito o realtà?, Italian University Press, Genova 2010
- Nicoletta Di Sotto, Dalla periferia all'Europa. I partiti etnoregionalisti e l'Unione europea, 2009, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ)
- Timothy Garton Ash, Storia del presente. Dalla caduta del muro alle guerre dei Balcani, Mondadori, Milano 2001
- Bino Olivi, L'Europa difficile. Storia politica dell'integrazione europea, Il Mulino, Bologna 2001
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
- Accordi di Schengen
- Agenda di Lisbona
- Allargamento dell'Unione europea
- Associazione dei paesi e territori d'oltremare (OCTA)
- Banca centrale europea
- CORDIS
- Consiglio dell'Unione europea
- Commissione europea
- Costituzione europea
- Diritto dell'Unione europea
- Elenco delle organizzazioni europee
- Euro
- Europol
- Eurodicautom
- Forza di gendarmeria europea
- Iniziativa centro europea
- Libero scambio
- Lingue dell'Unione europea
- Maggioranza qualificata nell'Unione europea
- Manifesto di Ventotene
- Mercato comune
- Organizzazioni europee
- Stati confinanti con l'Unione europea
- Padri fondatori dell'Unione europea
- Parlamento Europeo
- Processo di Bologna
- Relazioni tra l'Unione europea e i microstati d'Europa
- Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea
- Simboli europei
- Stati membri dell'Unione europea
- Statua dell'Europa
- Storia dell'integrazione europea
- Sussidiarietà
- Trattato di Amsterdam
- Trattato di Lisbona
- Trattato di Maastricht
- Trattato di Nizza
- Unione per il Mediterraneo
Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]
Wikisource contiene una pagina dedicata a Unione europea
Wikiquote contiene citazioni di o su Unione europea
Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Unione Europea»
Wikinotizie contiene notizie di attualità su Unione europea
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Unione europea
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Unione europea
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
- Unione europea in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Unione europea")
- (EN) Documenti relativi alla storia dell'Unione europea consultabili presso gli Archivi storici dell'UE a Firenze
| Controllo di autorità | VIAF: (EN) 207634635 · LCCN: (EN) n2004153355 · ISNI: (EN) 0000 0001 2375 4495 · GND: (DE) 5098525-5 · BNF: (FR) cb12350708p (data) · NLA: (EN) 35383556 |
|---|
