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Unione europea

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Unione europea
vedi "Nome dell'Unione europea nelle lingue ufficiali"
Flag of Europe.svg
Abbreviazione UE, Ue
Tipo Organizzazione internazionale sui generis
Fondazione
Scopo esercizio di parte della sovranità nazionale degli Stati membri in numerosi campi
Sedi istituzionali Flag Belgium brussels.svg Bruxelles:

Blason ville lu Luxembourg-ville.svg Lussemburgo:

Flag of Strasbourg.svg Strasburgo:

Area di azione Europa
Presidente della Commissione Lussemburgo Jean-Claude Juncker
Presidente del Parlamento Germania Martin Schulz
Presidente del
Consiglio europeo
Polonia Donald Tusk
Alto rappresentante per gli Affari Esteri Italia Federica Mogherini
Presidenza del Consiglio dell'UE[1] Slovacchia Robert Fico
Lingua ufficiale 24[2]
Membri 28 (2013)
Motto Unita nella diversità[3]
Inno Inno alla gioia di Beethoven (ascolta)
Dominio Internet .eu
Festa dell'Unione 9 maggio[4]
Riconoscimenti Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la pace 2012
Sito web 
Paesi membri (2013)
Global European Union.svg
Membri 28: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria
Paesi candidati[5] Ufficiali: Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia
Potenziali: Bosnia ed Erzegovina, Kosovo
Statistiche complessive
Superficie 4 326 253 km²
Popolazione 503 679 730 ab.[6]
Densità 116,6 ab./km²[7]
Fusi orari UTC/+1/+2 (regioni periferiche: -4 e +4)
Valute Euro () (EUR) in 19 Paesi

Altre valute (9): Corona ceca (CZK), Corona danese (DKK), Corona svedese (SEK), Fiorino ungherese (HUF), Kuna croata (HRK), Lev bulgaro (BGN), Leu rumeno (RON), Sterlina inglese (GBP), Złoty polacco (PLN)

PIL 16 242 mld $[8] (2010)
PIL procapite 32 323 $
ISU Green Arrow Up.svg 0,876[9] molto alto (2006)
Gini 30,5[10] (2010)
« Per aver contribuito per oltre sei decenni all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa »
(Motivazione del premio Nobel all'Unione europea)

L'Unione europea (abbreviata in UE o Ue) è un'organizzazione internazionale politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici. La sua formazione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale gli stati aderenti sono giunti dopo un lungo percorso intrapreso dalle Comunità europee precedentemente esistenti e attraverso la stipulazione di numerosi trattati, che hanno contribuito al processo di integrazione europea.

Essa garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali all'interno del suo territorio attraverso un mercato europeo comune e la cittadinanza dell'Unione europea, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro l'esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla stabilità politica, alla crescita economica e alla coesione sociale e territoriale tra gli stati membri[11], cercando di attenuare le differenze socio-economiche tra i vari stati membri e incrementarne il benessere socio-economico.

Le competenze dell'Unione europea spaziano dalle politiche economiche (agricoltura e commercio) agli affari esteri, alla difesa e alla protezione ambientale, con una politica agraria comune, una politica estera comune e la presenza di fondi strutturali per il raggiungimento degli obiettivi socio-economici preposti. In alcuni di questi campi tali funzioni la rendono dunque simile a una federazione di stati (per es. per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali), mentre in altri settori l'Unione è più vicina a una confederazione (mancando di una Costituzione, ordinamento giuridico, politica interna e politica industriale comuni) o a un'organizzazione politica sovranazionale (come per la politica estera).

Le politiche di unione economica e monetaria dell'Unione europea hanno portato nel 1999 all'introduzione di una moneta unica, l'euro, attualmente adottato da 19 stati dell'Unione, che formano la cosiddetta eurozona, con una politica monetaria comune regolata dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Il 12 ottobre 2012 è stata insignita del premio Nobel per la pace, con la seguente motivazione: «per oltre sei decenni ha contribuito all'avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa».[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'integrazione europea.
Il Quai d'Orsay a Parigi, dove Schuman tenne la sua dichiarazione.

La costituzione di entità statali o parastatali che comprendessero l'intero territorio europeo può essere fatta risalire a periodi storici ben antecedenti rispetto alla fondazione dell'Unione europea. Il primo organismo di tale genere fu l'Impero romano, che tuttavia non condivideva la medesima estensione geografica dell'Unione (essendo incentrato sul mar Mediterraneo); inoltre le conquiste territoriali romane dipendevano dalla potenza militare dell'Impero, e le province annesse dovevano sottostare a un'amministrazione statale fortemente centralizzata.

Esempi successivi includono l'Impero dei Franchi di Carlo Magno, il Sacro Romano Impero (una struttura meno omogenea, che era caratterizzata da un'amministrazione decentrata) e l'unione doganale che si venne a creare sotto il dominio di Napoleone dopo l'anno 1800.

Una delle prime proposte di riunificazione pacifica del continente sotto l'egida di un'unica istituzione sovranazionale fu avanzata dal pacifista Victor Hugo; a ogni modo, l'idea cominciò a prendere fortemente piede solamente dopo le due guerre mondiali, guidata dalla determinazione a completare rapidamente la ricostruzione dell'Europa ed eliminare l'eventualità di nuovi, futuri conflitti fra le sue nazioni. Esemplare in tal senso fu il Manifesto di Ventotene, redatto al confino da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli.

Furono fondamentalmente considerazioni di questo tipo a portare, nel 1951, la Germania Ovest, la Francia, l'Italia e gli Stati del Benelux a istituire la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, entrata in vigore nel 1952.

La prima unione doganale fra paesi europei, la cosiddetta Comunità economica europea, fu istituita mediante il Trattato di Roma del 1957 e implementata nel 1958; successivamente rinominata Comunità europea, è stata uno dei "tre pilastri" dell'Unione europea, secondo i dettami del Trattato di Maastricht che ha introdotto l'unione politica, nei campi della giustizia e affari interni e della Politica estera e di sicurezza comune.

Oggi le principali posizioni in merito all'Unione Europea sono divise tra europeisti, euroscettici e antieuropeisti.

Trattati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trattati sull'Unione europea.

Gli anni di seguito riportati sono quelli relativi alle date di firma degli atti: in alcuni casi queste possono differire, anche notevolmente, da quelle di entrata in vigore degli stessi.

Firmati
In vigore
Trattati
1948
1948
Trattato di Bruxelles
1951
1952
Trattato di Parigi
1954
1955
Trattato di Bruxelles modificato
1957
1958
Trattati di Roma
1965
1967
Trattato di fusione
1975
N/A
Conclusione Consiglio europeo
1985
1985
Accordo di Schengen
1986
1987
Atto unico europeo
1992
1993
Trattato di Maastricht
1997
1999
Trattato di Amsterdam
2001
2003
Trattato di Nizza
2007
2009
Trattato di Lisbona
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Tre pilastri dell'Unione europea:  
Comunità europee:  
Comunità europea dell'energia atomica (EURATOM)
Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) Trattato scaduto nel 2002 Unione europea (EU)
    Comunità economica europea (CEE)
        Spazio Schengen   Comunità europea (CE)
    TREVI Giustizia e affari interni (GAI)  
  Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (CGPP)
          Cooperazione politica europea (CPE) Politica estera e di sicurezza comune (PESC)
Istituzioni non consolidate Unione europea occidentale (UEO)    
Trattato scaduto nel 2010  
                       

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cronologia dell'integrazione europea.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Cartina fisica
La vetta del monte Bianco, al confine tra Italia e Francia, con i suoi 4 810 metri è il picco dell'Unione.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Europa.
  • Gli Stati dell'Unione europea coprono una superficie di 4 326 253 km² facendone la settima entità mondiale per estensione. Il Monte Bianco con i suoi 4 810 metri d'altezza è il punto più alto dell'Unione, mentre la zona più bassa è il Zuidplaspolder nei Paesi Bassi, 7 metri sotto il livello del mare. L'estensione costiera dell'Unione è la seconda al mondo, dopo il Canada, con quasi 66 000 chilometri di lunghezza. L'Unione europea confina con 21 entità indipendenti condividendo con questi 12 441[senza fonte] chilometri di frontiere esterne.

La maggior parte del territorio è situata all'interno del continente Europa, ma l'Unione europea possiede Territori speciali degli stati membri dell'Unione europea che si trovano anche su isole e territori al di fuori del continente.

Fanno parte del territorio numerose isole abitate, alcune appartenenti al continente europeo, altre fuori; le più grandi sono:

Posizione Isola Nazione Continente Superficie Popolazione
1
Gran Bretagna Regno Unito Europa 229 850 62 035 570
2
Irlanda Irlanda / Regno Unito Europa 84 079 5 700 000
3
Sicilia Italia Europa 25 711 5 077 487
4
Sardegna Italia Europa 24 090 1 639 942
5
Cipro Cipro Asia 9 250 1 000 000
6
Corsica Francia Europa 8 680 309 693
7
Creta Grecia Europa 8 336 621 340
8
Sjælland Danimarca Europa 7 026 2 300 000
9
Vendsyssel-Thy Danimarca Europa 4 685 302 546
10
Maiorca Spagna Europa 3 640 869 067

Altre isole fuori dal continente europeo con più di 1000 km2 di superficie sono 3 isole dell'arcipelago delle Canarie, Tenerife, Fuerteventura e Gran Canaria in Africa, appartenenti alla Spagna, Guadalupa in America e La Réunion in Africa appartenenti alla Francia.

Stati membri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stati membri dell'Unione europea.

Al 2013 l'Unione europea conta 28 Stati membri: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. L'Unione è cresciuta da un nucleo di sei Paesi fondatori dell'allora Comunità economica europea (segnati in grassetto) e si è espansa includendo progressivamente la maggioranza degli Stati sovrani europei fino ad arrivare all'attuale configurazione.

Posizione Bandiera Stemma Nome Codice ISO 3166-1 alpha-2 Data di
adesione
Abitanti Superficie Valuta PIL pro
capite
Rappresentanti
1 Austria Austria Bundesadler.svg Austria AT 11995-01-011º gennaio 1995 8 219 743
83 871
Euro 42 400
19
2 Belgio Great coat of arms of Belgium.svg Belgio BE 11957-03-2525 marzo 1957 10 438 353
30 528
Euro 38 200
22
3 Bulgaria Coat of arms of Bulgaria.svg Bulgaria BG 12007-01-011º gennaio 2007 7 037 935
110 879
Lev 13 800
18
4 Cipro Coat of Arms of Cyprus.svg Cipro CY 12004-05-011º maggio 2004 1 138 071
9 251
Euro 29 400
6
5 Croazia Coat of arms of Croatia.svg Croazia HR 12013-07-011º luglio 2013 4 290 612
56 542
Kuna croata 12 829
11
6 Danimarca National Coat of arms of Denmark.svg Danimarca DK 11973-01-011º gennaio 1973 5 543 453
43 094
Corona danese 37 600
13
7 Estonia Coat of arms of Estonia.svg Estonia EE 12004-05-011º maggio 2004 1 274 709
45 228
Euro 20 600
6
8 Finlandia Coat of arms of Finland.svg Finlandia FI 11995-01-011º gennaio 1995 5 262 930
338 145
Euro 36 700
13
9 Francia Armoiries république française.svg Francia FR 11957-03-2525 marzo 1957 65 630 692
643 801
Euro 35 600
74
10 Germania Coat of arms of Germany.svg Germania DE 11957-03-2525 marzo 1957 81 305 856
357 022
Euro 38 400
96
11 Grecia Coat of arms of Greece.svg Grecia GR 11981-01-011º gennaio 1981 10 767 827
131 957
Euro 26 600
22
12 Irlanda Coat of arms of Ireland.svg Irlanda IE 11973-01-011º gennaio 1973 4 722 028
70 273
Euro 40 100
12
13 Italia Emblem of Italy.svg Italia IT 11957-03-2525 marzo 1957 61 261 254
301 340
Euro 33 200
73
14 Lettonia Coat of arms of Latvia.svg Lettonia LV 12004-05-011º maggio 2004 2 191 580
64 589
Euro 15 900
9
15 Lituania Coat of arms of Lithuania.svg Lituania LT 12004-05-011º maggio 2004 3 525 761
65 300
Euro 19 100
12
16 Lussemburgo Coat of arms of Luxembourg.svg Lussemburgo LU 11957-03-2525 marzo 1957 509 074
2 586
Euro 81 100
6
17 Malta Coat of arms of Malta.svg Malta MT 12004-05-011º maggio 2004 409 836
316
Euro 25 800
6
18 Paesi Bassi Royal coat of arms of the Netherlands.svg Paesi Bassi NL 11957-03-2525 marzo 1957 16 730 632
41 543
Euro 42 700
26
19 Polonia Herb Polski.svg Polonia PL 12004-05-011º maggio 2004 38 415 284
312 685
Złoty 20 600
51
20 Portogallo Coat of arms of Portugal.svg Portogallo PT 11986-01-011º gennaio 1986 10 781 459
92 090
Euro 23 700
22
21 Regno Unito Royal Coat of Arms of the United Kingdom.svg Regno Unito GB 11973-01-011º gennaio 1973 63 047 162
243 610
Sterlina britannica 36 600
73
22 Rep. Ceca Coat of arms of the Czech Republic.svg Repubblica Ceca CZ 12004-05-011º maggio 2004 10 177 300
78 867
Corona ceca 27 400
22
23 Romania Coat of arms of Romania.svg Romania RO 12007-01-011º gennaio 2007 21 848 504
238 391
Leu rumeno 14 600
33
24 Slovacchia Coat of arms of Slovakia.svg Slovacchia SK 12004-05-011º maggio 2004 5 483 088
49 035
Euro 23 600
13
25 Slovenia Coat of arms of Slovenia.svg Slovenia SI 12004-05-011º maggio 2004 1 996 617
20 273
Euro 29 000
8
26 Spagna Escudo de España (mazonado).svg Spagna ES 11986-01-011º gennaio 1986 47 042 984
505 370
Euro 31 000
54
27 Svezia Great coat of arms of Sweden.svg Svezia SE 11995-01-011º gennaio 1995 9 103 788
450 295
Corona svedese 40 900
20
28 Ungheria Coat of arms of Hungary.svg Ungheria HU 12004-05-011º maggio 2004 9 958 453
93 028
Fiorino ungherese 19 800
22


Solo in tre occasioni vi sono state variazioni territoriali dell'Unione europea senza che ciò corrispondesse all'adesione di nuovo Stato all'Unione:

Allargamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Allargamento dell'Unione europea.

Per l'incorporazione di uno Stato estraneo all'Unione, questo deve rispettare una serie di condizioni economiche e politiche conosciute come criteri di Copenaghen. Nello specifico, i paesi candidati, oltre a dover essere situati geograficamente in Europa, debbono presentare:

  • istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e il rispetto delle minoranze;
  • un'economia di mercato funzionante e la capacità di fronteggiare la competizione e le forze del mercato all'interno dell'Unione;
  • la capacità di sostenere gli obblighi derivanti dall'adesione, inclusi l'adesione all'unione politica, economica e monetaria.

Stati candidati[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti Stati hanno presentato e ottenuto l'approvazione della domanda di adesione all'Unione europea, in grassetto gli stati con i quali è in corso il negoziato di adesione:

I microstati europei, per la loro natura peculiare che ne giustifica l'esistenza, non rispettano i criteri di Copenaghen e con ogni probabilità mai faranno parte dell'Unione europea.

Maggiori città[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comuni dell'Unione europea per popolazione.

L'Unione europea contiene 16 città con più di un milione di abitanti, la più grande delle quali è Londra. Oltre a queste, ci sono agglomerati urbani che pian piano si sono allargati e uniti e che hanno superato per dimensioni molte delle città classiche; il più grande di essi è la Regione metropolitana Reno-Ruhr, che supera i 10 milioni di abitanti. Per quanto concerne solo l'area comunale, i primi dieci comuni dell'Unione europea sono i seguenti:

Posizione Città Stato membro Popolazione Anno
1
City of London logo.svg Londra Regno Unito Regno Unito 8 615 246[18] 2015
2
Coat of arms of Berlin.svg Berlino Germania Germania 3 531 201[19] 2015
3
Escudo de Madrid.svg Madrid Spagna Spagna 3 141 991[20] 2015
4
Roma-Stemma.png Roma Italia Italia 2 868 104[21] 2014
5
Grandes armes de la ville de Paris.svg Parigi Francia Francia 2 273 305[22] 2013
6
Wien 3 Wappen.svg Vienna Austria Austria 1 840 573[23] 2016
7
ROU Bucharest CoA.svg Bucarest Romania Romania 1 803 425[24] 2014
8
Coat of arms of Hamburg.svg Amburgo Germania Germania 1 751 775[25] 2013
9
Coa Hungary Town Budapest big.svg Budapest Ungheria Ungheria 1 744 665[26] 2014
10
POL Warszawa COA.svg Varsavia Polonia Polonia 1 726 581[27] 2014

Status giuridico[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione europea ha gradualmente acquisito numerose prerogative tipiche di una federazione, con il progressivo trasferimento di poteri dagli Stati membri agli organismi dell'UE. Essa si fonda tuttora su trattati internazionali recepiti a livello interno da tutti gli Stati membri, ma ha assunto personalità giuridica propria.

Attualmente essa si basa su due trattati fondativi: il trattato sull'Unione europea (TUE; detto anche "Trattato di Maastricht") e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE; detto anche "Trattato di Roma"). A questi si aggiungono il trattato di Amsterdam del 1997, i "protocolli allegati ai Trattati" e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea il cui valore vincolante è stato deciso dal trattato di Lisbona, equiparandone il contenuto al valore giuridico dei trattati stessi nonché, secondo invece il Titolo VII della stessa Carta di Nizza, ai diritti costituzionali nazionali e a quelli Fondamentali citati nella Convenzione europea del 1950.

Il problema della definizione dell'attuale status giuridico dell'Unione sfociò, il 29 ottobre 2004, nella firma, a Roma, del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, comunemente noto come Costituzione europea. Tale testo ribadiva la possibilità di una cooperazione rafforzata per la promozione di iniziative di integrazione tra gruppi di paesi, già prevista nel trattato di Amsterdam e in quello di Nizza.

Un nuovo trattato era stato richiesto dal Consiglio europeo attraverso la Dichiarazione di Laeken poiché il funzionamento delle istituzioni comuni, era ritenuto inadatto alla coesistenza di ben 28 stati membri, ciascuno dei quali con diritto di veto in aree fondamentali della politica comune.

Il processo di ratifica della Costituzione venne, tuttavia, interrotto il 29 maggio 2005 con un referendum popolare in cui il 54,7% dell'elettorato francese ha scelto di non sottoscrivere il Trattato; pochi giorni dopo, il 1º giugno, anche la popolazione dei Paesi Bassi si dichiarò contraria all'introduzione del Trattato (con il 61,6% dei voti). Sebbene 18 stati membri avessero recepito il documento, prevalentemente per via parlamentare, la c.d. Costituzione europea non entrò in vigore.

Dopo il "periodo di riflessione" durato due anni, il cancelliere tedesco Angela Merkel decise di rilanciare il processo di riforma con la Dichiarazione di Berlino del 25 marzo 2007, in occasione dei 50 anni dell'Europa unita, in cui venne espressa la volontà di sciogliere il nodo entro pochi mesi al fine di consentire l'entrata in vigore di un nuovo trattato nel 2009, anno delle elezioni del nuovo Parlamento europeo.

Si svolse, così, sotto la presidenza tedesca dell'Unione il vertice di Bruxelles tra il 21 e il 23 giugno 2007 nel quale si arrivò a un accordo sul nuovo trattato di riforma. L'accordo recepiva gran parte delle innovazioni contenute nella cosiddetta Costituzione, anche se con alcune modifiche al fine di rendere meno evidente il carattere per così dire "costituzionale" del vecchio testo, pur ribadendo pressoché tutti i meccanismi introdotti con il predetto testo, e in più aggiungendo la facoltà per alcuni paesi di "chiamarsi fuori" da politiche comuni.

Dopo la conclusione della conferenza intergovernativa che finalizzò il nuovo testo, il trattato di Lisbona venne approvato al Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre 2007 proprio in tale città e firmato il 13 dicembre dai capi di Stato e di governo. Il trattato è stato ratificato da quasi tutti gli stati firmatari, prevalentemente per via parlamentare, nel corso del 2008. La mancata ratifica da parte dell'Irlanda in seguito ad apposito referendum confermativo, così come richiesto dalla Costituzione irlandese, non ha permesso di farlo entrare in vigore entro le elezioni europee del 2009. È stato, pertanto, convocato un secondo referendum in Irlanda il 2 ottobre 2009, in cui il trattato è stato approvato con oltre il 67% dei voti[28]. Dal 3 novembre 2009, data del sì definitivo della Repubblica Ceca, tutti gli stati membri hanno ratificato il trattato[29][30], entrato in vigore il 1º dicembre 2009[31].

L'Unione attualmente consiste in una zona di libero mercato, detto mercato comune (unione economica), caratterizzata in parte da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca centrale europea (BCE) e attualmente adottata da 19 dei 28 stati membri (unione economica e monetaria o Eurozona), che dà vita nel suo complesso all'unione economica e monetaria dell'Unione europea; essa presenta inoltre un'unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca. Esistono anche meccanismi di coordinamento dell'UE sulla politica estera e di difesa.

Competenze dell'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato di Lisbona definisce in maniera precisa le competenze dell'Unione distinguendo tra:

  • competenze esclusive (art. 3 TFUE);
  • competenze concorrenti (art. 4 TFUE);
  • competenze di coordinamento (art. 5 TFUE);
  • competenze di sostegno (art. 6 TFUE).

Competenze esclusive[modifica | modifica wikitesto]

« 1. L'Unione ha competenza esclusiva di:

a) unione doganale;
b) definizione delle regole di concorrenza (regolazione dei mercati);
c) politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro;
d) conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca;
e) politica commerciale con gli Stati Internazionali.

2. L'Unione ha inoltre competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali nelle materie oggetto di una Sua competenza legislativa esclusiva, oltre che negli accordi che richiedono che venga applicato il Principio della Sussidiarietà e in quelli di Associazione. »

(TFUE, art. 3)

In tali campi, solo l'Unione ha giurisdizione, gli Stati hanno solo l'obbligo di recepire le direttive e dare applicazione ai regolamenti[32].

Competenze concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

« 1. L'Unione ha competenza concorrente con quella degli Stati membri quando i trattati le attribuiscono una competenza che non rientra nei settori di cui agli articoli 3 e 6.

2. L'Unione ha una competenza concorrente con quella degli Stati membri nei principali seguenti settori:

a) mercato interno;
b) politica sociale, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato;
c) coesione economica, sociale e territoriale;
d) agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare;
e) ambiente;
f) protezione dei consumatori;
g) trasporti;
h) reti transeuropee;
i) energia;
j) spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
k) problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato.

3. Nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione ha competenza per condurre azioni, in particolare la definizione e l'attuazione di programmi, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro.

4. Nei settori della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario, l'Unione ha competenza per condurre azioni e una politica comune, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro. »

(TFUE, art. 4)

Nei settori elencati al comma 2 la competenza primaria è dell'Unione e il ruolo degli Stati è residuale; essi possono legiferare in tali campi solo in conformità a quanto deciso dall'Unione o nel caso quest'ultima abbia deciso di non esercitare la propria giurisdizione. Invece nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e aerospaziale, della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari l'Unione e gli Stati agiscono entrambi con gli strumenti specifici che sono loro propri. L'Unione tutt'al più adotta delle politiche di coordinamento, senza però limitare in alcun modo l'azione statale.[32]

Competenze di coordinamento[modifica | modifica wikitesto]

« 1. Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di massima per dette politiche. Agli Stati membri la cui moneta è l'euro si applicano disposizioni specifiche.

2. L'Unione prende misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, in particolare definendo gli orientamenti per dette politiche.

3. L'Unione può prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri. »

(TFUE, art. 5)

Per le politiche economiche, occupazionali e sociali l'Unione ha un ruolo di coordinamento e detta le linee guida (tramite il solo Consiglio) entro le quali ogni Stato ha la libertà di determinare le proprie peculiari politiche[32].

Competenze di sostegno[modifica | modifica wikitesto]

« L'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri. I settori di tali azioni, nella loro finalità europea, sono i seguenti:

a) tutela e miglioramento della salute umana;
b) industria;
c) cultura;
d) turismo;
e) istruzione, formazione professionale, gioventù e sport;
f) protezione civile;
g) cooperazione amministrativa. »

(TFUE, art. 6)

Nei succitati settori l'Unione non ha alcun potere legislativo, ne può produrre alcun atto vincolante per gli Stati, essa però deve attuare una mediazione politica affinché tali politiche possano essere coordinate.[32]

Diritti umani e democrazia[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione europea ha da sempre assunto il principio dello stato di diritto e la promozione dei diritti umani come propri valori fondanti (basti pensare che requisito fondamentale per farne parte è l'abolizione della pena di morte); essa difende attivamente tali diritti sia all'interno dei suoi confini sia nelle proprie relazioni estere, ponendo talvolta precisi requisiti per la concessione di accordi commerciali o di altro genere. La protezione garantita dall'Unione europea ai suoi cittadini è avanzatissima: in molti casi essa sopravanza le garanzie prescritte dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e dalla Corte suprema degli Stati Uniti d'America[33].

Per quanto riguarda la situazione interna, l'Unione europea ha promosso l'armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia di asilo politico per i rifugiati, e si propone di combattere il razzismo, l'omofobia e la xenofobia attraverso il sostegno a una rete di organizzazioni non governative e una specifica Agenzia. Nonostante la complessità e la criticità della governance per l'estrema frammentazione negli stati membri, questi sforzi hanno conferito all'Unione europea, in materia di diritti umani, la legislazione con la maggiore uniformità[33].

Dal punto di vista delle relazioni internazionali, dal 1992 l'Unione ha introdotto nei propri accordi commerciali o di cooperazione con paesi terzi una clausola che indica il rispetto dei diritti umani come elemento essenziale del rapporto bilaterale (p. es. nella convenzione di Cotonou, che lega la UE a 78 paesi in via di sviluppo ai quali si richiedono precisi impegni nel campo del rispetto dei diritti umani). I principali obiettivi della politica estera europea sono dichiaratamente il progresso e la pacificazione internazionale, ritenuti possibili solo nell'ambito di una struttura democratica.

Per quanto riguarda la libertà di stampa, quasi tutti i paesi che compongono l'Unione europea sono classificati, dall'ONG Freedom House, come "liberi": Fanno eccezione, al 2012, quattro paesi, Bulgaria, Italia, Romania e Ungheria, classificati invece come "parzialmente liberi"[34].

Istituzioni, organismi e agenzie decentrate[modifica | modifica wikitesto]

Le attività dell'Unione europea sono regolate da un certo numero di istituzioni e organismi, supportati da numerose agenzie decentrate. Tali organi espletano i compiti assegnati loro dai vari trattati. La leadership politica dell'Unione è esercitata dal Consiglio europeo, che si occupa anche di compiere un'opera di mediazione nei casi in cui vi siano dispute su alcune politiche da adottare.

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione europea si articola intorno alle istituzioni inizialmente previste nell'ambito delle Comunità europee e dei suoi organi specifici.

Gli organi principali dell'Unione, le cosiddette "sette istituzioni", comprendono il Consiglio (denominazione che ha sostituito quella di "Consiglio dei ministri" da parte del trattato di Maastricht), la Commissione, la Corte di giustizia, il Parlamento, il Consiglio europeo, la Banca centrale europea e la Corte dei Conti europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1952[35] e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni. Oggi l'UE è considerata una potenza leader in un mondo multipolare.

Riorganizzate dal trattato di Lisbona, le istituzioni sono attualmente sette:

  • la Commissione europea rappresenta gli interessi generali dell'UE, è formata da un Commissario per Stato membro, con sede a Bruxelles. Dura in carica cinque anni, compreso il Presidente: i componenti sono nominati dal Consiglio europeo, ma devono avere l'approvazione del Parlamento europeo. Dal 2014, il Presidente è democraticamente eletto dal popolo. Detiene il potere esecutivo;
  • il Parlamento europeo, composto dai rappresentanti dei cittadini degli stati membri eletti a suffragio universale diretto (prima dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona si faceva riferimento ai popoli dell'unione) da tutti i cittadini dell'Unione ogni cinque anni, compreso il presidente che per prassi rimane in carica due anni e mezzo. Ai sensi del Trattato ha sede a Strasburgo, città della Francia, ma svolge i suoi lavori anche a Bruxelles (dove si trova un altro emiciclo) e a Lussemburgo (sede del segretariato). Ogni singolo Stato stabilisce in autonomia le modalità di svolgimento delle elezioni e il metodo di ripartizione dei seggi. Condivide il potere legislativo insieme al Consiglio dell'Unione europea, con funzioni simili a quelle di una "camera bassa";
  • il Consiglio dell'Unione europea (o "Consiglio dei ministri"), formato da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale che si occupa della stessa materia a livello statale (ad esempio al Consiglio dei ministri convocato per urgenza economica parteciperanno tutti i ministri dell'economia, ambientale quelli dell'ambiente ecc.), con sede a Bruxelles. La presidenza è assegnata a uno Stato membro e ruota ogni 6 mesi. Detiene il potere legislativo insieme al Parlamento europeo, con funzioni simili a quelle di una "camera alta";
  • il Consiglio europeo comprende un rappresentante per ogni stato: il Capo di Stato (se si tratta di repubbliche semipresidenziali o presidenziali) o quello di Governo (se si tratta di monarchie o repubbliche parlamentari). I capi di Stato e di governo sono assistiti dai ministri degli esteri e da un membro della Commissione, con sede a Bruxelles. Il Presidente, nominato dal Consiglio europeo stesso, dura in carica due anni e mezzo. Ha la funzione di dare un indirizzo generale alle politiche europee;
  • la Corte di giustizia dell'Unione europea, che vigila sull'applicazione del diritto dell'Unione europea, con sede a Lussemburgo;
  • la Corte dei conti europea, che verifica il finanziamento delle attività dell'UE, con sede a Lussemburgo;
  • La Banca centrale europea, che è responsabile per la politica monetaria europea, con sede a Francoforte sul Meno.

Organismi consultivi[modifica | modifica wikitesto]

Organismi finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Organismi inter-istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Altri organismi[modifica | modifica wikitesto]

Agenzie decentrate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Agenzie dell'Unione europea.

Nel tempo sono state create diverse agenzie che svolgono compiti tecnici, scientifici o di gestione. Tra queste si possono citare:

Cooperazione rafforzata[modifica | modifica wikitesto]

La cooperazione rafforzata è una procedura decisionale istituzionalizzata con il trattato di Amsterdam e poi modificata dal trattato di Nizza. Essa consiste nel realizzare una più forte cooperazione tra alcuni Stati membri dell'Unione europea in determinati temi senza coinvolgere la totalità degli stati membri che possono avere reticenze nell'incrementare l'integrazione in alcune aree; può entrare in vigore, però, solo se partecipa almeno un terzo degli stati membri. Le cooperazioni in vigore sono 6 e vertono sui seguenti temi:

Cartografia della cooperazioni rafforzate:

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Politica estera e di sicurezza comune, Politica europea di sicurezza e difesa e Forze armate dell'Unione europea.

La politica estera e di sicurezza comune è la politica estera dell'Unione europea. Viene gestita e promossa dall'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Servizio europeo per l'azione esterna.

Politiche di vicinato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Politica europea di vicinato, Unione per il Mediterraneo e Partenariato orientale.

La politica europea di vicinato è una delle politiche esterne dell'Unione europea, indirizzata ai paesi collocati in prossimità dell'Unione verso sud e verso est. L'obiettivo è quello di costruire rapporti più stretti con tali stati a livello economico, politico, culturale e strategico.

La collaborazione euromediterranea, o Processo di Barcellona, è stata varata con la conferenza di Barcellona del 27-28 novembre 1995. Vi parteciparono i ministri degli Esteri degli allora 15 stati membri e dodici paesi dell'Africa Mediterranea e del Vicino Oriente: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e l'Autorità Nazionale Palestinese. La Libia era presente come paese osservatore. Attualmente, dopo gli allargamenti dell'Unione europea del 2004, 2007 e 2013, la collaborazione coinvolge i Ventotto e dieci paesi della sponda sud del Mediterraneo. Gli obiettivi dell'accordo sono tre: rafforzare le relazioni in materia politica e di sicurezza, creare una collaborazione economica e finanziaria, e potenziare la cooperazione nei settori sociale, culturale e umano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il PIL procapite (a parità di potere d'acquisto) nell'Unione, secondo i dati Eurostat per il 2012. I valori sono espressi in percentuale della media dell'UE a 28.

L'Unione europea possiede l'economia più grande al mondo, con un prodotto interno lordo nominale complessivo nel 2013 stimato in oltre 13.500 miliardi di euro[36].

Tra le diverse nazioni, in particolare risultano essere trainanti quattro regioni dell'Europa, che per tal motivo vengono definite i Quattro Motori economici: Baden-Württemberg, Catalogna, Rodano-Alpi e Lombardia[37].

Secondo l'ambiziosa strategia di Lisbona, l'Unione europea si era prefissa l'obiettivo di diventare «l'economia più dinamica e competitiva al mondo» entro il 2010.[senza fonte] L'Unione europea detiene il 30% della ricchezza netta mondiale, cioè oltre 65 trilioni di $ dei 223 detenuti nel mondo.[senza fonte]

Segue un prospetto sintetico che mostra la situazione economica dei ventotto Stati dell'Unione, degli Stati in fase di negoziazione per l'accesso e dei rimanenti Stati europei (escluso il Kosovo, per il quale non sono ancora disponibili dati macroeconomici completi a causa della recente indipendenza dalla Serbia).

Gli Stati sono ordinati a seconda del prodotto interno lordo (PIL) pro capite, che può essere usato come indice del grado di benessere in una data nazione.

Dati macroeconomici[modifica | modifica wikitesto]

Stati membri dell'UE
Nazione PIL 2016[38]
(in milioni di $)
PIL 2015
pro-capite[39]
($)
PIL 2015
pro-capite[40]
(in % di EU-28)
Infl.[41]
(2013)
Disoc.[42]
(2013)
Crescita del PIL
(media 2000-09)[43]
Crescita del PIL
(2015)[44][45]
Lussemburgo Lussemburgo 55.730 98.987 271 +1,7% 5,9% +3,2% +4,4%
Irlanda Irlanda 257.417 55.533 145 +0,5% 13,1% +3,7% +7,6%
Paesi Bassi Paesi Bassi 815.646 49.166 129 +2,6% 6,7% +1,6% +1,8%
Austria Austria 404.293 47.250 127 +2,1% 4,9% +1,7% +0,8%
Germania Germania 3.934.664 46.893 125 +1,6% 5,3% +0,9% +1,5%
Danimarca Danimarca 258.702 45.709 124 +0,5% 7,0% +0,8% +1.6%
Belgio Belgio 494.121 43.585 117 +1,2% 8,4% +1,6% +1,3%
Svezia Svezia 473.413 41.188 123 +0,4% 8,0% +2,0% +2,8%
Francia Francia 2.703.378 41.181 106 +1,0% 10,8% +1,3% +1,2%
Regno Unito Regno Unito 2.756.748 41.159 110 +2,6% 7,5% +1,9% +2,5%
Finlandia Finlandia 224.999 41.120 108 +2,2% 8,2% +2,0% +0,4%
Malta Malta 15.382 35.826 89 +1,0% 6,5% +1,6% +3,4%
Italia Italia 2.213.909 35.708 95 +1,3% 11,8% +0,9% +0,8%
Spagna Spagna 1.615.074 34.819 92 +1,5% 26,4% +2,6% +3,1%
Cipro Cipro 28.058 32.785 81 +0,4% 16,0% +3,2% +2,5%
Rep. Ceca Rep. Ceca 332.477 31.549 85 +1,4% 7,0% +3,6% +3,9%
Slovenia Slovenia 63.964 31.007 83 +1,9% 10,2% +3,1% +2,3%
Slovacchia Slovacchia 160.998 29.720 77 +1,5% 14,2% +4,6% +3,2%
Estonia Estonia 37.549 28.592 74 +3,2% 8,6% +4,5% +2%
Lituania Lituania 82.355 28.359 74 +1,2% 11,8% +4,8% +1,8%
Portogallo Portogallo 289.791 27.835 77 +0,4% 16,5% +0,9% +1,6%
Polonia Polonia 1.005.449 26.455 69 +0,8% 10,3% +3,9% +3,5%
Grecia Grecia 285.976 26.449 71 -0,9% 27,3% +3,0% −2,3%
Ungheria Ungheria 258.444 26.222 68 +1,7% 10,2% +2,3% +3%
Lettonia Lettonia 49.081 24.712 64 +0,0% 11,9% +4,7% +2,2%
Croazia Croazia 91.096 21.581 58 +2,3% 17,6% +3,1% +0,8%
Romania Romania 413.846 20.787 57 +3,2% 7,3% +4,6% +3,4%
Bulgaria Bulgaria 136.855 19.097 46 +0,4% 12,9% +4,7% +1,7%
Unione europea Zona euro 13 478 334 - 106 +1,4% 12,0% +1,4% +0,6%
Unione europea Unione europea 19 205 364 - 100 +1,5% 10,8% +1,6% +1,8%
Stati candidati all'adesione UE
Pos. Nazione[5] PIL 2016[38]
(milioni di $)
PIL 2015 pro-capite[39]
($)
% di EU-28 (PPA)
(2015)[40]
Inflazione
(2012)[46]
Disoccupazione
(2012)[46][47]
1 Islanda Islanda 15.154 46.097 124 +4,2% 5,8%
2 Turchia Turchia 1.665.332 20.438 53 +6,2% 9,2%
3 Montenegro Montenegro 7.421 16.123 41 +5,1% 19,1%
4 Macedonia Macedonia 29.037 14.009 37 +4,7% 31,3%
5 Serbia Serbia 97.502 13.671 36 +12,2% 23,1%
6 Albania Albania 32.650 11.301 30 +2,4% 15,0%

Bilancio dell'Unione[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione europea dispone di un bilancio proprio finanziato da:

Tali risorse costituiscono oltre il 98% delle entrate dell'Unione per un budget di circa 142 miliardi di euro, approssimativamente l'1% del Prodotto interno lordo dell'intera Unione.

Le principali voci di spesa sono:

  • La politica agricola comune tramite gli aiuti agricoli diretti (30%) e il fondo per lo sviluppo rurale (11%);
  • Le politiche di coesione, di competitività e occupazionali (46%).

Le altre voci di spesa sono legate alla politica estera dell'Unione e all'amministrazione.[48]

Politica agricola comune[modifica | modifica wikitesto]

La politica agricola comune (PAC) rappresenta una delle più “anziane” e importanti politiche dell'UE. Le motivazioni profonde della centralità di questa politica sono strettamente collegate con la poca competitività del settore agricolo europeo[49]. Essa è un sistema di finanziamenti destinati alle attività di coltivazione all'interno dell'Unione; il suo scopo principale è quello di mantenere livelli adeguati di produzione agricola concedendo sussidi alle aziende e ai lavoratori direttamente impiegati nel settore.

Furono introdotti sussidi e incentivi alla produzione agricola, per aumentarne la quantità e per rendere più stabili i prezzi, a beneficio degli agricoltori. In seguito si sono aggiunti gli obbiettivi di garantire la sicurezza dei prodotti alimentari e il rispetto dell'ambiente rurale.

Una delle misure della politica agricola perseguita in quegli anni consistette nella fissazione di livelli minimi di prezzo per i prodotti agricoli, che generano enormi eccedenze. La procedura usuale dell'Unione europea era pagare gli esportatori perché potessero vendere tali prodotti all'estero.

L'opinione pubblica ha dimostrato chiaramente di rifiutare di finanziare senza limite i surplus, ma tale politica venne presa di mira non tanto dai paesi del terzo mondo esportatori di derrate agricole quanto dai paesi ricchi, in primo luogo gli Stati Uniti, che pretendevano di esportare nel ricco mercato europeo.[50]

Negli ultimi anni gli organi dell'Unione hanno radicalmente cambiato la politica tradizionale. I nuovi regolamenti hanno drasticamente ridotto gli stimoli a produrre. Il risultato di tale inversione di rotta, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno dirottando verso usi non alimentari, ma energetici, le loro eccedenze agricole è stato criticato da chi paventa un acuirsi del problema dell'approvvigionamento di cibo. Questo mentre l'Asia sta mutando radicalmente dieta, e non avendo spazi sufficienti per produrre cereali per l'allevamento li dovrà acquistare[51]. Avere abbandonato la politica della sicurezza potrebbe provocare conseguenze negative per paesi come l'Italia, con una produzione che copre ormai solo una frazione dei cereali consumati e dei panelli proteici per l'allevamento.[52]

La PAC, anche nella versione attuale, è stata peraltro accusata di distribuire fondi in maniera poco equilibrata, favorendo le aziende agricole più grandi e sostenendo la diffusione di metodi di coltivazione invasivi.

La politica agricola è una dei primi accordi comuni europei. Si concentra soprattutto sul settore dei cereali, su quello ortofrutticolo, su quello vinicolo, sul settore delle carni bovine e su quello lattiero-caseario. Oggi, assorbe poco meno della metà delle intere risorse dell'Unione (ossia circa 56 miliardi di euro)[53]; questo dato è in diminuzione, se si pensa che nel 1980 la PAC ne assorbiva circa il 70%[54].

Fondi strutturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fondi strutturali.

I fondi strutturali dell'Unione, per il settennio 2007-2013, vengono ripartiti secondo tre obiettivi:

Fondo europeo per lo sviluppo regionale[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fondo europeo per lo sviluppo regionale.
Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013

Allo scopo di appianare le disomogeneità presenti nel tessuto economico e sociale delle diverse regioni del continente, l'Unione promuove la crescita delle aree meno sviluppate attraverso l'erogazione di ingenti fondi riservati al finanziamento degli investimenti nelle seguenti aree:

  • la creazione di nuovi posti di lavoro;
  • l'investimento nelle infrastrutture, per favorire lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1") e, in generale, per diversificare e rivitalizzare le attività economiche locali;
  • il supporto alle piccole e medie imprese locali, ad esempio favorendo il trasferimento delle tecnologie e promuovendo strumenti finanziari idonei al sostentamento delle aziende, anche tramite aiuti economici diretti;
  • l'investimento nel campo dell'educazione e della sanità (nelle aree coperte dall'"Obiettivo 1");
  • lo sviluppo dell'ambiente produttivo, la promozione della ricerca di nuove tecnologie, lo sviluppo della società dell'informazione, la tutela dell'ambiente, le pari opportunità nell'accesso al lavoro e la cooperazione interregionale e transnazionale.

Complessivamente, i fondi europei per lo sviluppo regionale contribuiscono al sostentamento di aree economicamente e socialmente meno sviluppate, segnatamente negli stati membri di recente ingresso.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue dell'Unione europea.

L'Unione europea contempla 24 lingue ufficiali, lingue parlate in almeno uno degli stati membri (anche se solo l'inglese, il francese e in parte minore il tedesco sono usate come lingue di lavoro all'interno della Commissione europea).

Le lingue dell'Unione europea sono gli idiomi usati dagli abitanti degli Stati membri dell'UE. Attualmente le lingue ufficiali dell'Unione europea sono 24. Sulla pagina iniziale del sito dell'UE si afferma: "Lingue: la ricchezza dell'Europa" titolando una sezione particolare tutta dedicata a questo argomento.

L'UE incoraggia il multilinguismo, cioè incoraggia i propri cittadini a essere in grado di parlare altre lingue oltre la propria lingua madre. Un certo numero di programmi finanziati dall'Unione europea promuovono attivamente l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica (ad esempio la Giornata europea delle lingue).

Educazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto Erasmus.
Studenti ERASMUS sui gradini della Chiesa di Santa Engrácia, a Lisbona

Il progetto Erasmus, nato nel 1987, permette agli studenti universitari europei di svolgere un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università all'interno di un qualsiasi altro ateneo situato all'interno dell'Unione.

Il progetto fu creato per educare le future generazioni di cittadini all'idea di appartenenza europea; dalla sua creazione si è giunti a mobilitare all'interno della Unione europea oltre un milione di studenti. Attualmente 2199 istituzioni universitarie dei 31 paesi che aderiscono al programma Socrates partecipano al progetto Erasmus.

Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus offre l'occasione per vivere all'estero in maniera indipendente per la prima volta. Per questa ragione è diventato una sorta di fenomeno culturale ed è molto popolare fra gli studenti universitari europei. Il programma non incoraggia solamente l'apprendimento e la comprensione della cultura ospitante, ma anche un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi. L'esperienza dell'Erasmus è considerata non solo un momento universitario ma anche un'occasione per imparare a convivere con culture diverse.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia è stata rappresentata come capitale europea della cultura da Firenze nel 1986.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli europei e Bandiera europea.
Bandiere di fronte alla sede della Commissione europea.

La storia della bandiera europea ebbe inizio nel 1955. All'epoca, l'Unione europea esisteva solo sotto forma di Comunità europea del carbone e dell'acciaio, con solo sei Stati membri. Diversi anni prima era stato tuttavia istituito un organismo separato con un numero maggiore di partecipanti - il Consiglio d'Europa - impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della cultura europea. Il Consiglio d'Europa stava valutando all'epoca quale simbolo adottare. Dopo varie discussioni, venne adottato l'attuale disegno: un cerchio di dodici stelle dorate in campo blu. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresentata la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio.

Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità. Si è soliti attribuire il disegno vincente al disegnatore francese Arsène Heitz il quale successivamente ne fornì una spiegazione in chiave biblica, facendo riferimento a un'immagine della devozione alla Madonna propria del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle". Il Consiglio d'Europa incoraggiò in seguito le altre istituzioni europee ad adottare la medesima bandiera e nel 1983 il Parlamento europeo accolse l'invito. Nel 1985 la bandiera venne infine adottata da tutti i capi di Stato e di governo dell'UE come emblema ufficiale dell'Unione europea, denominata all'epoca Comunità europea. Tutte le istituzioni europee utilizzano la bandiera dall'inizio del 1986. La bandiera europea è l'unico emblema della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Le altre istituzioni e organi dell'UE hanno un proprio emblema oltre alla bandiera europea.

La capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale.

Concepito come un mezzo per avvicinare i vari cittadini europei, la "città europea della cultura" venne lanciata il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei ministri su iniziativa di Melina Mercouri. Da allora l'iniziativa ha avuto sempre più successo e un crescente impatto culturale e socio-economico per i numerosi visitatori che ha attratto nelle città scelte.

Le città europee della cultura sono state designate su basi intergovernative fino al 2004; gli stati membri selezionavano unanimemente le città più adatte a ospitare l'evento e la Commissione europea garantiva un sussidio per le città selezionate ogni anno. Dal 2005, le istituzioni europee hanno preso parte alla procedura di selezione delle città che ospiteranno l'evento.

Nel 1990, i ministri della cultura lanciarono il "mese culturale europeo". Questo evento è simile alla città della cultura europea ma dura per un periodo inferiore di tempo ed è indirizzato in particolare alle nazioni dell'Europa centrale e orientale. Anche per questo evento sono previste sovvenzioni da parte della Commissione.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno europeo o festa dell'Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet (cosiddetta Dichiarazione Schuman), che segna l'inizio del processo d'integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La presidenza del Consiglio dell'Unione europea viene assunta dal capo di Stato o di governo di un Paese membro a rotazione semestrale
  2. ^ Europa - L'UE in sintesi - Gergo europeo, europa.eu. URL consultato il 10-5-2010.
  3. ^ I simboli dell'UE, europa.eu. URL consultato il 10-5-2010.
  4. ^ Anniversario della dichiarazione di Robert Schuman
  5. ^ a b Candidati all'adesione all'Unione europea - Commissione europea
  6. ^ Popolazione degli Stati dell'Unione europea - Eurostat
  7. ^ Densità di popolazione negli Stati dell'Unione europea - Eurostat
  8. ^ Fonte: Fondo monetario internazionale, World Economic Outlook Database, edizione settembre 2011 [1]
  9. ^ Calcolato utilizzando i dati del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.
  10. ^ Coefficiente di Gini negli Stati dell'Unione europea - Eurostat
  11. ^ I principi fondatori dell'Unione, europa.eu. URL consultato il 28-11-2014.
  12. ^ (EN) All Nobel Peace Prizes
  13. ^ Informazione tratta dal quotidiano on line ilsole24ore al sito: Ok della Ue all'ingresso della Croazia nel 2013
  14. ^ Informazione tratta dal quotidiano on line ilPost al sito
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eric Cò, Unione Europea. Mito o realtà?, Italian University Press, Genova 2010
  • Nicoletta Di Sotto, Dalla periferia all'Europa. I partiti etnoregionalisti e l'Unione europea, 2009, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ)
  • Timothy Garton Ash, Storia del presente. Dalla caduta del muro alle guerre dei Balcani, Mondadori, Milano 2001
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  • Sabino Cassese, Democrazia e Unione europea, in “Giornale di Storia costituzionale”, 2002, n. 3, pp. 9-16.
  • Sabino Cassese, L’Unione europea come organizzazione pubblica composita, in “Rivista Italiana di Diritto Pubblico Comunitario”, 2000, n. 5, pp. 987-992.
  • Sabino Cassese, Crisi dell'Unione Europea?, Nuova antologia : 613, 2271, 3, 2014, Firenze (FI) : Le Monnier, 2014.

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