Caraibi

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La collocazione dei Caraibi sulle mappe: in blu il Mare Caraibico, in verde le Bahamas

I Caraibi sono una regione delle Americhe che comprende tutti i paesi bagnati dal Mare Caraibico, cioè tutte le isole delle Antille e i litorali di alcuni paesi continentali del centro e sud America che si affacciano su di questo mare. L'area caraibica è costituita dalle numerose isole che separano il Golfo del Messico dal mar dei Caraibi e quest'ultimo dall'Oceano Atlantico.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome, originariamente "Caribe", venne coniato dagli Spagnoli per definire i popoli "caribi" che popolavano sia le Antille sia la parte settentrionale del Sud America prima del contatto europeo. Gli spagnoli presero in prestito il termine karipo, dalle lingue dei Caribi, nelle quali ha il significato di "uomo".

La parola "Caribe" letta in inglese diventava "caraibi", pronuncia che è poi entrata nell'italiano come nome dell'area geografica, come anche nel francese (Caraïbes). In inglese, per indicare la zona geografica, è invece prevalso l'uso dell'aggettivo Caribbean (il "Caraibico").

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Le isole sono raggruppate in arcipelaghi, a loro volta compresi in gruppi più vasti:

Il clima è tropicale, piuttosto piovoso e con temperatura costante su tutto l'arco dell'anno, mitigata dalla presenza del mare, sede di fenomeni atmosferici violenti come tempeste tropicali e uragani a causa anche della presenza di acque calde dovute alla Corrente del Golfo che, proprio dal Golfo del Messico e dal Mar dei Caraibi, prende il suo corso verso nord-est.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Popolate sin dalle antichità dai popoli indigeni dell'America latina, sono la regione delle Americhe scoperte per prima dagli europei per via delle rotte nautiche conosciute all'epoca che sfruttavano gli alisei: vi approdò infatti Cristoforo Colombo nel suo viaggio transoceanico da Palos de la Frontera a San Salvador (Bahamas). Successivamente alla conquista e sottomissione coloniale da parte degli europei (spagnoli, portoghesi e olandesi) fu un luogo di deportazione degli schiavi d'Africa per il lavoro nelle piantagioni nonché luogo dedito alla pirateria.

Dalla fine del XIX secolo in poi, gli Stati Uniti diedero un carattere imperialista alla dottrina Monroe e cominciarono a rafforzare la sua influenza militare, economica e politica nella regione caraibica, anche attraverso interventi militari. L'obiettivo è quello di trasformare il Mar dei Caraibi in un mare nostrum per la sua importanza strategica.[1]Tra il 1891 e il 1912 eseguono una serie di interventi militari: 1891, Haiti; 1895, Nicaragua; 1898, Porto Rico e Cuba; 1899, Nicaragua; 1902, Venezuela; 1903, Repubblica Dominicana e Colombia; 1904, Repubblica Dominicana e Guatemala; 1906-1903, Cuba; 1907, Repubblica Dominicana; 1909-1910, Nicaragua; 1910-1911 Honduras; 1912, Cuba, Nicaragua e Repubblica Dominicana (al di fuori dei Caraibi, nel 1891 vengono intraprese azioni militari contro il Cile).[1]Praticando la "diplomazia del dollaro", realizzano interventi finanziari che portano all'istituzione di controlli americani sulle finanze di diversi stati (Honduras, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Haiti). Hanno acquisito territori come Puerto Rico dopo la guerra contro la Spagna nel 1898, e le Isole Vergini, acquistate dalla Danimarca nel 1917. Alcuni Stati sono posti sotto uno status vicino al protettorato, come Cuba, in virtù dell'emendamento Platt e dell'acquisizione della base navale di Guantanamo, e Panama, in virtù della costituzione panamense (redatta con la partecipazione del console americano) e del dispiegamento permanente delle forze americane nell'area del canale.[1]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingue dei Caraibi.

Le lingue parlate ufficiali ai Caraibi sono lo spagnolo, il francese, l'inglese, il creolo haitiano, l'olandese e il papiamento.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle piantagioni di caffè, cotone, canna da zucchero e tabacco e all'agricoltura di sussistenza, un rilevante apporto economico è rappresentato dal turismo internazionale grazie alla presenza di spiagge lungo le coste con buona ricettività e clima caldo tropicale. Molti piccoli stati dei Caraibi sono anche noti paradisi fiscali. È importante l'esportazione di rum, zucchero di canna e sigari

Paesi dei Caraibi[modifica | modifica wikitesto]

L'area geografica dei Caraibi

Antille[modifica | modifica wikitesto]

Stati indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

Dipendenze[modifica | modifica wikitesto]

Paesi continentali bagnati dal Mar Caraibico[modifica | modifica wikitesto]

Film e videogiochi ambientati ai Caraibi[modifica | modifica wikitesto]

Ai Caraibi sono ambientati diversi film e videogiochi. Tra i film più famosi troviamo la saga Pirati dei Caraibi e Notte ai Caraibi. Tra i videogiochi troviamo alcuni episodi della saga videoludica di Grand Theft Auto, dove esistono alcune gang caraibiche come quella di Haiti, Repubblica Dominicana o Grenada. Uno dei videogiochi Fan-made di GTA più famosi, Grand Theft Auto: United States of America possiede alcune parti in cui si vedono paesi o città dei Caraibi. Oltre le gang sopra citate, tra i posti visitabili sono caraibici il Maurice Bishop International Airport chiamato Point Salinas International Airport (com'era il suo vecchio nome) a Grenada, un quartiere malfamato di Port of Spain (Trinidad e Tobago) e una nave americana nel Passaggio della Martinica. Il videogioco Assassin's Creed IV: Black Flag è ambientato nei Caraibi, durante il periodo d'oro della pirateria. La saga di Monkey Island è ambientata in un improbabile arcipelago nel cuore dei Caraibi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Leslie Manigat, L’Amérique latine au XXe siècle,1889-1929

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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