Repubblica Dominicana

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Repubblica Dominicana
Repubblica Dominicana – Bandiera Repubblica Dominicana - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Dios, Patria, Libertad
(spagnolo: Dio, Patria, Libertà)
Repubblica Dominicana - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Dominicana
Nome ufficiale República Dominicana
Lingue ufficiali spagnolo
Capitale Santo Domingo  (2'850'320 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale
Capo di Stato Danilo Medina
Indipendenza Da Haiti, 27 febbraio 1844
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945 1
Superficie
Totale 48 730 km² (128º)
 % delle acque 1,6 %
Popolazione
Totale 9.927.320 ab. (2012) (85º)
Densità 207 ab./km²
Tasso di crescita 1,305% (2012)[1]
Nome degli abitanti Dominicani
Geografia
Continente America Centrale
Confini Haiti
Fuso orario UTC -4
Economia
Valuta Peso dominicano
PIL (nominale) 58 996[2] milioni di $ (2012) (72º)
PIL pro capite (nominale) 5 766 $ (2012) (91º)
PIL (PPA) 97 684 milioni di $ (2012) (73º)
PIL pro capite (PPA) 9 547 $ (2012) (91º)
ISU (2011) 0,689 (medio) (98º)
Fecondità 2,5 (2011)[3]
Consumo energetico 0,15 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 DO, DOM, 214
TLD .do
Prefisso tel. +1 809, +1 829
Sigla autom. DOM
Inno nazionale Quisqueyanos valientes
Festa nazionale 27 febbraio
Repubblica Dominicana - Mappa
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
 

Coordinate: 19°00′N 70°40′W / 19°N 70.666667°W19; -70.666667

La Repubblica Dominicana è una democrazia rappresentativa situata nei due terzi orientali dell'isola caraibica di Hispaniola, nelle Grandi Antille. Confina a ovest con la repubblica di Haiti, ed è bagnata a nord dall'Oceano Atlantico, a sud dal Mar dei Caraibi e a est dal Canale della Mona, che la separa da Porto Rico. La capitale è Santo Domingo, la lingua ufficiale è lo spagnolo (vedi anche: Lingua spagnola in Repubblica Dominicana).

La Repubblica Dominicana non va confusa con Dominica, un altro paese caraibico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Repubblica Dominicana.

Colonia spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 dicembre 1492 le caravelle di Cristoforo Colombo arrivarono nell'isola, che venne denominata la Española. Colombo vi lasciò un insediamento di 39 marinai, chiamato La Navidad. L'anno successivo, ritornando nel secondo viaggio, lo trovò distrutto e decise di fondare un nuovo insediamento più ad est, nel territorio dell'attuale Repubblica Dominicana, chiamandolo La Isabela, considerato il primo vero insediamento europeo nelle Americhe. L'isola divenne una colonia spagnola.

Dei primi anni di dominazione spagnola si ricorda lo schema delle fattorie: basato sull'esperienza portoghese nella costa occidentale dell'Africa, consisteva nello sfruttamento del lavoro retribuito degli spagnoli, un regime di schiavitù per le popolazioni native, la vendita degli stessi in Spagna e l'imposizione di un tributo in polvere d'oro o cotone. Lo sfruttamento delle ricchezze naturali e della forza lavoro indigena poteva avvenire solo a favore della corona spagnola e non dei privati. Questo provocò molto malcontento tra gli spagnoli e la morte, spesso per tristezza, dei taino durante il viaggio oceanico. I modi con cui vennero trattati gli indigeni (considerati come la ricompensa per la conquista) provocarono un crollo della loro condizione fisica e della speranza di vita. I taino arrivarono a suicidarsi in massa e a realizzare aborti come unica via di salvezza dalla schiavitù; la popolazione scese dalle circa 400 000 persone calcolate nel 1492 a 60.000 nel 1508.

La scarsa manodopera indigena e la concentrazione della stessa in poche famiglie aristocratiche fece sì che i coloni spagnoli emigrassero presso altre terre. Solo con l'introduzione della lavorazione intensiva della canna da zucchero la popolazione incominciò a crescere, e con essa iniziò anche la tratta degli schiavi neri dall'Africa. A metà del secolo XVI si calcola che fossero presenti sull'isola più di 20 000 africani provenienti da tribù differenti, mentre i taino erano praticamente estinti.

All'inizio del 1600 per combattere il contrabbando e gli attacchi dei pirati la casa reale spagnola decise di trasferire tutte le persone che vivevano nelle zone ovest e nord-est dell'isola in zone più controllabili e vicine alla capitale, Santo Domingo. Questo provocò un impoverimento generale dell'economia dell'isola e la possibilità per filibustieri e bucanieri di occupare la parte ovest (La Tortuga) come loro principale sede di partenza per gli attacchi alle navi dirette e provenienti dall'Europa.

Un'indipendenza contrastata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1791 una ribellione di schiavi guidati da Toussaint Louverture segnò l'indipendenza della colonia francese di Haiti dalla madrepatria e la conseguente unificazione dell'isola per mano degli haitiani. La prima misura che venne presa fu l'abolizione della schiavitù. Nel 1801 Napoleone inviò una gigantesca spedizione per la riconquista di quella che doveva essere il centro del suo impero coloniale, ma ciò non impedì che tre anni più tardi Haiti (la parte occidentale dell'isola) dichiarasse l'indipendenza. I francesi rimasero a controllare i territori a est con capitale Santo Domingo grazie all'appoggio degli ex-coloni spagnoli che rifiutarono la dominazione da parte di ex-schiavi non riconoscendosi come neri, ma come spagnoli mulatti.

Dopo un breve ritorno sotto il dominio della Spagna (1808) e un'indipendenza effimera (1821), nel 1822 la Repubblica Dominicana (o Repubblica di Haiti Spagnola, come si chiamò nel 1821) venne invasa da Haiti. Nel periodo successivo (fino al 1844) si registrò l'abolizione della schiavitù, una riforma agraria e la ridistribuzione delle terre, l'istituzione dell'educazione obbligatoria, laica e gratuita e un forte scontro con la chiesa cattolica. La popolazione dominicana mal digerì queste riforme.

Nel 1844 un movimento di sollevazione popolare guidato da Juan Pablo Duarte portò all'indipendenza della Repubblica Dominicana sancita da un manifesto che segnava l'uguaglianza di tutti gli uomini, senza discriminazioni. Il nascente stato si dibatteva tra quelli che volevano l'indipendenza assoluta e quelli che preferivano l'opzione di protettorato di una nazione sviluppata. Nel 1860 il presidente dominicano Santana firmò un trattato di riammissione alla Spagna (1861). Tale trattato provocò la sollevazione di alcuni generali e l'inizio di una guerra definita di Restaurazione e conclusa con una nuova indipendenza (1863).

L'indipendenza definitiva[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1863 è stata retta per alcuni anni da presidenti eletti formalmente in maniera democratica, fra i quali Francisco Gregorio Billini, anche se questi erano probabilmente rappresentativi di una oligarchia.

A causa dell'insolvenza nel debito estero verso gli Stati Uniti d'America, ma soprattutto per difendere gli interessi nordamericani legati alle coltivazioni di canna da zucchero, questi ultimi hanno attuato un'occupazione militare dell'isola nel 1916. Nel momento in cui gli Stati Uniti lasciano il paese insediano il dittatore Rafael Leónidas Trujillo con l'incarico di difendere gli interessi economici americani. La dittatura di Trujillo, osteggiata fra gli altri dalla legione caraibica, è durata fino al 1961. Nel 1937 Trujillo, in cerca di popolarità, ordinò l'uccisione di 18.000 haitiani che vivevano nelle zone di frontiera dominicana e fece passare il massacro come una rivolta del popolo dominicano. Da quel momento iniziò una campagna di "dominicanizzazione" della frontiera promuovendo la ripopolazione della zona con famiglie dominicane, a cui si consegnavano terre, e la creazione di nuove province. Trujillo cambiò nome anche a diverse città, tra le quali la capitale stessa, diventata Ciudad Trujillo, e San Cristóbal, ridenominata Ciudad Benemérita.

Alla morte del dittatore, ucciso da una congiura il 30 maggio 1961, il suo braccio destro Joaquín Balaguer Ricardo tentò di rimanere al potere, anche con un fallito colpo di Stato, ma cedette alle pressioni internazionali e le prime elezioni libere furono vinte da Juan Bosch Gaviño, fondatore del Partido Revolucionario Dominicano (PRD), cresciuto in esilio durante la dittatura. Le sue posizioni, ritenute politicamente inaccettabili dall'amministrazione statunitense - Juan Bosch chiedeva una riforma agraria e una revisione del sistema economico - hanno portato a una seconda invasione militare (1962-1965, Dottrina Johnson), durante la quale fu praticamente annientata la sinistra dominicana. Dopo il ritiro degli Stati Uniti, nel 1966, venne eletto presidente Joaquin Balaguer.

Il primo periodo di governo di Balaguer è durato fino alle elezioni del 1978, che hanno visto l'elezione di Antonio Guzmán Fernández, del Partido Revolucionario Dominicano (PRD) allora all'opposizione. Fu la prima elezione dominicana in cui si effettuò un cambio di governo in modo pacifico. Il mandato si caratterizzò per essere stato uno dei più liberali tra quelli conosciuti dalla Repubblica Dominicana da decenni. Terminò con il suicidio di Guzmán nel 1982 e gli successero due brevi esperienze legate al PRD fino al ritorno di Balaguer nel 1986.

Balaguer governò per dieci anni, venendo rieletto in due elezioni, nel 1990 e nel 1994, svoltesi in un clima di violenza e intimidazione verso l'opposizione; dietro la pressione internazionale, Balaguer acconsentì a organizzare nuove elezioni nel 1996 per le quali non si sarebbe candidato.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Repubblica Dominicana comprende la parte orientale dell'isola di Hispaniola, situata nel Mar dei Caraibi, seconda isola per dimensioni delle Antille (dopo Cuba). La superficie è di 48 442 km². Il paese ha un solo confine terrestre con la repubblica di Haiti ad ovest, ed è bagnata dall'Oceano Atlantico a nord e dal Mar dei Caraibi a sud; il canale della Mona separa la repubblica Dominicana da Porto Rico.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dominicano è prevalentemente montuoso, dominato dalla Cordillera Central, nella quale spicca il Pico Duarte, massima vetta dei Caraibi, di 3 087 metri. Altre catene montuose sono la Cordillera Septentrional o Sierra de Monte Cristi, la Cordillera Oriental, la Sierra de Yamasá, la Sierra de Samaná, la Sierra de Baoruco, la Sierra de Neyba e la Sierra Martín García.

Tra la cordigliera centrale e quella settentrionale si estende la valle del Cibao, un'ampia e fertile pianura che dà il nome all'intera regione settentrionale del paese. Nella zona sud-orientale si estende un'altra ampia pianura costiera.

Il lago più grande nel territorio dominicano è il lago Enriquillo (265 km2), di origine oceanica e con la superficie 46 metri sotto il livello del mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è tropicale caraibico, con piogge abbondanti e ovvie fasce climatiche in relazione all'altitudine . Le temperature medie annuali (tra il valore minimo ed il massimo giornaliero) variano dai 19,5 °C ai 15° delle altitudini uguali o superiori a 1000 mt slm fino a 1500 mt slm , dai 15 °C ai 10 °C dai 1500 mt slm fino ai 2000 mt slm, dai 10 °C ai 5 °C dai 2000 mt slm sino ai 2500 mt slm dai 5 °C gradi agli 0 °C gradi da 2500 a 3000 mt slm, ai 26,5 °C al livello del mare. A 200 mt slm si contemplano circa 25,5 °C gradi di media annuale, per passare a 24 °C a 400 mt slm, 22,5 °C a 600 mt slm e 21 °C di media ad 800 mt slm .Le massime possono di norma raggiungere 40 °C nelle valli protette durante i periodi caldi, mentre è comune che si raggiungano 5 °C in montagna nella stagione meno calda ma sicuramente più umida, la stagione delle piogge (Ottobre Novembre e Dicembre, può essere interessato anche Gennaio).Tuttavia, come intuibile, in quota le precipitazioni nevose sono assai scarse data la penuria di montagne molto elevate (ad eccezione del Pico Duarte che svetta appena sopra i 3000 m slm)

A seconda della stagione (delle piogge o secca) e in relazione all'elevazione massima del Sole nel cielo, per la latitudine media del paese, le giornate tecnicamente durano da 11 ore ad appena meno di 13 ore e 16 minuti.

La stagione delle piogge inizia a maggio e termina a novembre, anche se nella regione settentrionale del paese le piogge continuano anche durante il mese di dicembre. Il carattere torrenziale delle piogge causa numerosi smottamenti, anche se i danni maggiori sono causati dagli uragani e dalle tempeste tropicali, la cui stagione va normalmente da agosto a ottobre.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli studenti provenienti da Repubblica Dominicana.

La popolazione ammonta a 9,9 milioni con un tasso di crescita dell'1,5% (2006, fonte Banca Mondiale), ma si stima circa un milione di immigranti illegali haitiani che sfuggono al normale censimento. Circa la metà della popolazione vive in zone rurali, e buona parte di essa è composta da piccoli proprietari terrieri, ma si sta registrando un fenomeno di abbandono delle campagne a favore delle città.

La maggioranza della popolazione è principalmente di origine africana. Circa il 78% dei dominicani è di discendenza africana. Il 19% dei dominicani è invece composto da bianchi di origine europea, prevalentemente spagnola. Ci sono infine piccole minoranze di cinesi e arabi mediorientali. La cultura è prevalentemente di stampo ispanico, anche se non mancano influenze africane e statunitensi.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione principale è il cattolicesimo: nel 2006 l'Organizzazione Gallup ha stimato che la popolazione fosse per il 39,8% cattolica praticante, 29,1% cattolica non praticante, 18,2% protestante, e 10,6% non religiosa. La Confederazione delle Chiese Evangeliche Riformate sostiene che gli evangelici siano tra il 16 e il 20%.[4].

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua spagnola in Repubblica Dominicana.

La lingua ufficiale della Repubblica Dominicana è lo spagnolo, con molti neologismi derivanti soprattutto dall'inglese. Tale influenza è dovuta in particolare alla pressione culturale ed economica esercitata dagli Stati Uniti d'America nel corso degli ultimi due secoli. Il creolo haitiano è usato dal gran numero di immigrati haitiani presenti nel paese; viene parlato soprattutto nelle zone di confine.

Nella provincia di Samaná si usa una variante particolare di lingua inglese, chiamata inglese di Samaná, usata dai discendenti di immigrati inglesi giunti durante l'occupazione haitiana.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Municipi della Repubblica Dominicana.

La Repubblica Dominicana è suddivisa amministrativamente in 31 province. In aggiunta a queste è stato istituito il Distrito Nacional (Distretto Nazionale), costituito dalla parte centrale della città di Santo Domingo.

Le province si suddividono a loro volta in municipi (municipios). I municipi più grandi contengono uno o più distretti municipali (distritos municipales).

Province della Repubblica Dominicana
  1. Azua
  2. Bahoruco
  3. Barahona
  4. Dajabón
  5. Duarte
  6. Elías Piña
  7. El Seibo
  8. Espaillat
  9. Hato Mayor
  10. Independencia
  11. La Altagracia
  12. La Romana
  13. La Vega
  14. María Trinidad Sánchez
  15. Monseñor Nouel
  16. Monte Cristi
  17. Monte Plata
  18. Pedernales
  19. Peravia
  20. Puerto Plata
  21. Hermanas Mirabal
  22. Samaná
  23. Sánchez Ramírez
  24. San Cristóbal
  25. San José de Ocoa
  26. San Juan
  27. San Pedro de Macorís
  28. Santiago
  29. Santiago Rodríguez
  30. Santo Domingo
  31. Valverde

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

La capitale Santo Domingo è la città più popolosa: includendo i diversi municipi in cui è divisa (in due diverse province) nella sua area metropolitana risiedono circa 3 milioni di abitanti. Altre città importanti sono Santiago de los Caballeros (700.000 abitanti), Los Alcarrizos (273.000), Higüey e La Vega (250.000)[5]

Pos. Città Provincia Abitanti
1 Santo Domingo Distrito Nacional 965.040
2 Santo Domingo Este Provincia di Santo Domingo 948.885
3 Santiago de los Caballeros Santiago 691.262
4 Santo Domingo Norte Provincia di Santo Domingo 529.390
5 Santo Domingo Oeste Provincia di Santo Domingo 363.321
6 Los Alcarrizos Provincia di Santo Domingo 272.776
7 Higüey La Altagracia 251.243
8 Concepción de la Vega La Vega 248.089
9 San Cristóbal San Cristóbal 232.769
10 San Pedro de Macorís San Pedro de Macorís 195.307
11 Moca Espaillat 179.829
12 San Francisco de Macorís Duarte 158.718
13 San Felipe de Puerto Plata Puerto Plata 158.756
14 Baní Peravia 157.316
15 Boca Chica Provincia di Santo Domingo 142.019
16 La Romana La Romana 139.671
17 San Juan de la Maguana San Juan 132.177
18 Bonao Monseñor Nouel 125.338
19 Bajos de Haina San Cristóbal 124.193
20 Azua de Compostela Azua 91.395

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Forma statale[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica Dominicana è una democrazia rappresentativa i cui poteri sono separati in legislativo, esecutivo e giudiziario. Il Presidente, eletto direttamente dal popolo ogni quattro anni, è anche il capo delle forze armate; nomina il Consiglio di Gabinetto e rende esecutive le leggi approvate dal Congresso.

Il potere legislativo risiede nel Congresso Nazionale della Repubblica Dominicana, suddiviso in due camere: il Senato, composto da 32 membri (uno per ogni provincia), e la Camera dei Deputati, composta da 178 membri.

Politica recente[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 viene eletto Leonel Fernández, candidato del PLD, che è il partito che Juan Bosch ha fondato quando si è reso conto che il PRD non corrispondeva ormai più ai suoi ideali. Realizza una politica neoliberista, vendendo le imprese elettriche e modernizzando il paese dal punto di vista tecnologico.

Nel 2000 le elezioni vengono però vinte da Hipólito Mejía Domínguez, del PRD. Viene eletto al primo turno con più del 50% dei voti, e incarna la speranza della gente di un governo che sia dalla loro parte.

Nel 2002 muore l'ex presidente Balaguer.

Le elezioni dell'agosto 2004 vedono nuovamente sconfitto il governo in carica e torna alla presidenza Leonel Fernández.

Nelle elezioni amministrative del 2006 si registra una forte vittoria del PLD del presidente Leonel Fernández.

Alle elezioni presidenziali del 2008 il presidente uscente viene riconfermato con il 53% dei voti, mentre Miguel Vargas (PRD) ha raggiunto quota 40%. Il PRSC con Amable Aristy si è fermato a poco più del 4%.

Alle elezioni presidenziali del 2012 si riconferma il partito di governo, una forte vittoria del candidato del partito ufficiale Partito della Liberazione Dominicana nella persona di Danilo Medina contro l' oppositore del partito (PRD) Hipòlito Mejia.

In agosto 2012 Danilo Medina assunse la presidenza della Repubblica Dominicana.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agricoltura, le colture prevalenti e di maggiore reddito sono quelle orientate alle esportazioni: canna da zucchero, diffusa in particolare nella pianura costiera meridionale e per la cui produzione viene sfruttata la mano d’opera quasi schiavizzata dei braccianti haitiani radunati nei villaggi chiamati batey; caffè, coltivato sui versanti della Sierra de Bahoruco e nella penisola di Samanà; cacao, tabacco, presenti in tutte le pianure interne. Tra le colture destinate all'alimentazione locale, prevalgono il riso, il mais e la manioca. Le foreste forniscono discrete quantità di legname pregiato e di prodotti coloranti, ma il loro sfruttamento intensivo ne ha determinato, nonostante le politiche di tutela degli ultimi governi, un certo impoverimento nel corso degli ultimi decenni. Inoltre viene prodotta una grande quantità di zucchero, estratto sia da canna sia da barbabietole.

In campo minerario è cessata l'estrazione della bauxite, mentre restano: il nichel nei giacimenti di Monsenor Nouel, che concorre in modo significativo alle esportazioni; l'oro e l'argento. Il settore manifatturiero, condizionato da una cronica mancanza di energia elettrica, di capitali e di manodopera qualificata, rimane poco diversificato e sostanzialmente vincolato al comparto agro-alimentare, fatta eccezione per le zone franche[6], dove l'industria mostra una maggiore dinamicità.

La bilancia commerciale è passiva. Le importazioni provengono soprattutto da Stati Uniti, Venezuela, Messico e Giappone e riguardano macchinari, petrolio e suoi prodotti derivati; mentre le esportazioni sono prevalentemente dirette verso gli Stati Uniti. Anche il rhum dominicano, riconosciuto come il più antico dei Caraibi, è un prodotto tipico del paese. I rhum più conosciuti anche all’estero sono Brugal, Barcelo e Bermudez.

Il principale porto è quello della capitale Santo Domingo, attraverso il quale passa tutto il movimento commerciale con l'estero; la capitale è, inoltre, servita dall'aeroporto internazionale di Punta Caucedo. Altri aeroporti di pari importanza si trovano a Puerto Plata e La Romana, al servizio del crescente movimento turistico[7]. Purtroppo la Repubblica Dominicana è celebre anche per altri tipi di servizio, meno meritevoli delle spiagge paradisiache e del rhum, e cioè il turismo sessuale. Non solo donne, ma anche uomini e bambini sono sfruttati da turisti senza scrupoli e senza etica. Anche il traffico illegale di droga ha reso (tristemente) famosa la Repubblica Dominicana. Il paese viene, infatti, considerato il “ponte” di passaggio per il traffico illecito di droghe tra Stati Uniti ed Europa, in particolare per il traffico di ecstasy dall’Olanda e dal Belgio verso gli Stati Uniti e il Canada. Il nuovo governo ha promesso l'impegno per ridurre il male facendo cambi importanti ai vertici della polizia nazionale (policia nacional).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Parchi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la ridotta superficie, la Repubblica Dominicana ospita ben nove parchi nazionali, di cui uno sottomarino. Il Parque Nacional Los Haitises è situato a sud della baia di Samaná; nella Cordillera Central vi sono il Parque Nacional Armándo Bermúdez e il Parque Nacional José del Cármen Ramírez. All'estremo nord-ovest, nei pressi della città di Monte Cristi, si incontra il Parque Nacional Monte Cristi; nella regione sud-ovest, invece, nei pressi del confine con Haiti, il Parque Nacional Isla Cabritos ospita il lago Enriquillo, e si trovano anche il Parque Nacional Sierra de Bahoruco ed il Parque Nacional Jaragua, il più grande di tutte le Antille. Ad est della capitale il Parque Nacional Submarino La Caleta è l'unica riserva interamente sottomarina del paese; ad est di La Romana un'intera penisola è occupata dal Parque Nacional del Este.

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Giorni festivi nella Repubblica Dominicana
Data Nome Nome in spagnolo Note
31 dicembre/1º gennaio Capodanno Año Nuevo
6 gennaio Epifania Día de Reyes Festa mobile
21 gennaio Nostra Signora di Altagrazia Virgen de la Altagracia
26 gennaio Nascita di Juan Pablo Duarte Día de Juan Pablo Duarte Festa mobile
27 febbraio Festa dell'Indipendenza Independencia Nacional
Data mobile Settimana Santa Semana Santa
1º maggio Festa del lavoro Día del Trabajo Festa mobile
27 maggio Festa della mamma Dia de la Madre
Data mobile Corpus Domini Jueves de Corpus 60 giorni dopo il giorno di Pasqua
16 agosto Restaurazione Día de la Restauración
24 settembre Madonna della Mercede Virgen de las Mercedes
6 novembre Prima costituzione dominicana Día de la Constitución Festa mobile
25 dicembre Natale Día de Navidad

Nota: le feste mobili sono commemorate il giorno stesso solo se cadono di sabato, domenica o lunedì. Se il giorno cade di martedì o mercoledì, il giorno festivo viene spostato al lunedì precedente; se cade di giovedì o venerdì, la festa si celebra il lunedì successivo.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate su CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ 2010 Report on International Religious Freedom – Dominican Republic. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  5. ^ Censo 2010, Oficina Nacional de Estadística.
  6. ^ Le zone franche sono concentrate intorno alle grandi città, ma solo il 17 per cento delle donne e il 26 per cento degli uomini sono impiegati nell’industria. Nella periferia di Santo Domingo si trova la zona industriale più ampia del paese.
  7. ^ BESANA Roberto (a cura di), America centrale e Caraibi - L’Enciclopedia Geografica vol. 14, De Agostini, Milano, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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