Memorial (associazione)

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Memorial (Мемориал in russo) è un'associazione per la difesa dei diritti umani che ha sede a Mosca ed opera nelle ex repubbliche dell'Unione Sovietica. È l’unica associazione per i diritti umani, con una collezione di veri documenti storici, presente in Russia[1]

L’associazione ha una sede anche in Italia, aperta il 20 aprile 2004.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Carta dei Gulag (1923-1961) elaborata da «Memorial».
L'evoluzione del numero complessivo dei deportati e dei detenuti nei Gulag sovietici dal 1930 al 1953.

"Memorial" si occupa di tutte le persone che vengono private dei loro diritti, specialmente per motivi politici, e cerca di rendere pubbliche le loro sofferenze tramite libri, articoli, mostre e comunicazione via web.
Il progetto più importante dell’associazione riguarda i gulag. La percezione che si ha in Russia delle vittime della repressione sovietica è distorta: la popolazione è convinta che il numero di vittime sia assolutamente limitato.

In pochi anni gli sforzi dell'associazione sono stati coronati da successo: il 30 ottobre 1990, infatti, è stato inaugurato un monumento alle vittime dei gulag (una semplice pietra proveniente dalle Isole Solovki, dove fu costruito il primo gulag) in piazza Lubjanka, vicino alla sede dell'FSB (i servizi segreti russi, l'ex KGB). Un altro successo dell'associazione è stata la "Legge sulla riabilitazione delle vittime della repressione politica", approvata nel 1991.

Dopo vent'anni di studio, l'associazione è riuscita a documentare la scomparsa di un numero tra i 22 ed i 27 milioni di persone e ha deciso di aiutare i familiari a scoprire le cause della loro morte.
Memorial si occupa tutt'oggi dell'assistenza, legale e finanziaria, delle vittime dei campi di concentramento messi in funzione dal regime sovietico. Aiuta tutti i cittadini che ne fanno richiesta a ritrovare documenti, tombe, ecc. degli ex prigionieri. Alla data del 2005 Memorial ha raccolto un archivio di 1.300.000 nomi.

Negli ultimi anni "Memorial" ha varato un nuovo progetto: il Museo virtuale dei Gulag, che riunisce documenti e inchieste sui campi di concentramento da tutte le ex repubbliche dell'Unione Sovietica, per rammentare alle future generazioni l'esistenza dei Gulag e testimoniare la sofferenza patita dalle vittime della repressione.

Con l'avvento di Vladimir Putin alla Presidenza della Russia (2000), l'atteggiamento delle autorità si è fatto repressivo.
L’attività di Memorial è oggi duramente ostacolata dall’autorità politica.

Sulla scia delle numerose azioni censorie che continuano ad essere perpetrate dal potere politico, nei primi giorni di dicembre 2008 la sede di San Pietroburgo dell'associazione è stata sottoposta ad una lunga perquisizione, ordinata dal Prefetto. I militari hanno sequestrato numerosi documenti cartacei e tutti i dischi rigidi dei computer in uso nella sede, oltre a 10.000 foto d’epoca e diari.
La nuova legge sulla sicurezza nazionale approvata nel novembre 2012 impone a tutte le associazioni russe che ricevono aiuti dall'estero a identificarsi come "straniere". Quindi Memorial è considerata una ONG "straniera", nonostante il suo scopo sia far luce su un periodo ben determinato della storia nazionale.[2]

Tra le altre iniziative per i diritti umani, nel novembre 2008, al Centro Sakharov di Mosca è stato proiettato il documentario Ribellione. Il caso Litvinenko, che è vietato in Russia, sul noto assassinio di Aleksandr Litvinenko, ex agente del KGB.

Inoltre, Memorial segue da vicino la situazione in Cecenia. A tutt'oggi è una delle pochissime ONG a mantenere attivo un ufficio nella capitale Grozny.

Il presidente di Memorial è Arsenij Roginskij, storico russo, che fa parte anche della Commissione internazionale estone per i crimini contro l'umanità. Un'altra figura preminente dell'associazione è lo storico Nikita Petrov, esperto nello studio dei servizi segreti sovietici.

Riconoscimenti ed onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il Parlamento europeo ha assegnato il «Premio Sakharov per la libertà di pensiero» 2009 a Ludmila Alexejeva, Oleg Orlov e Sergej Kovalev in rappresentanza di Memorial.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ fonte: http://www.memo.ru/eng/history/intro.htm.
  2. ^ Marcello Flores, Il Mengele sovietico era un pittore aristocratico in Corriere della Sera-La Lettura (Milano), 17 febbraio 2013. URL consultato il 21/02/2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]