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Donald Trump

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Donald Trump
Donald Trump official portrait.jpg

45º Presidente degli Stati Uniti d'America
In carica
Inizio mandato 20 gennaio 2017
Vice Mike Pence
Predecessore Barack Obama

Dati generali
Partito politico Repubblicano (1987–1999; 2009–2011; dal 2012)
Indipendente (2011–2012)
Democratico (1964–1987; 2001–2009)
Riformista (1999–2001)
Tendenza politica Conservatorismo liberale
Populismo di destra
Isolazionismo
Titolo di studio Baccelliere in economia[1]
Università Wharton School of the University of Pennsylvania
Professione Imprenditore, politico e personaggio televisivo
Firma Firma di Donald Trump

Donald John Trump (pronuncia americana: [ˈdɑnəɫd ˈʤɑn ˈtʰɹʌmp]; pronuncia italiana: /ˈdɔnal ˈʤɔn ˈtramp/[2]; New York, 14 giugno 1946) è un imprenditore, politico e personaggio televisivo statunitense, 45º presidente degli Stati Uniti d'America.

È figlio di Fred Trump, un facoltoso investitore immobiliare di New York, da cui è stato fortemente influenzato nel proposito di intraprendere una carriera nel medesimo settore. Ha frequentato la Wharton School of the University of Pennsylvania, lavorando allo stesso tempo nell'azienda paterna, la Elizabeth Trump & Son, di cui divenne socio dopo essersi laureato come baccelliere in economia nel 1968; tre anni più tardi rilevò in prima persona la gestione della compagnia, ribattezzandola Trump Organization. Durante la sua carriera imprenditoriale ha fatto costruire torri di uffici e grattacieli (tra cui la Trump Tower), numerosi hotel e casinò, oltre a diversi campi da golf e altro ancora in tutto il mondo, come la Trump International Hotel and Tower e la Trump Model Management.

Le sue strategie aggressive di brand management, il suo stile di vita e i suoi modi diretti hanno contribuito a renderlo un personaggio celebre, status sociale accresciuto anche da camei in film e serie televisive, apparizioni in diversi concorsi di bellezza come Miss Universo, Miss Teen USA e Miss USA (di cui è stato proprietario dal 1996 al 2015), così come dalla popolarità del programma televisivo The Apprentice, da lui stesso prodotto e condotto fra il 2004 e il 2015. Con un patrimonio stimato in 4,1 miliardi di dollari, è inoltre annoverato alla 324ª posizione nella lista delle persone più ricche del mondo stilata da Forbes nel 2016.

Dopo aver concorso senza successo alle primarie del Partito Riformista per le elezioni presidenziali del 2000, aderì dapprima al Partito Democratico e poi al Partito Repubblicano.[3] Nel 2016 ha preso parte alle primarie repubblicane in previsione delle elezioni presidenziali del medesimo anno, ottenendo il maggior numero di delegati e diventando quindi il candidato del partito. Trump ha impostato la sua campagna elettorale su posizioni populiste e conservatrici: in particolare, le sue dichiarazioni in favore del libero utilizzo delle armi da fuoco hanno suscitato aspre polemiche, così come la sua proposta di istituire una moratoria sull'immigrazione delle persone di religione islamica.[4] Smentendo gran parte delle previsioni della vigilia, ha vinto le elezioni presidenziali dell'8 novembre 2016, prevalendo sulla candidata del Partito Democratico Hillary Clinton e conseguendo la maggioranza del collegio elettorale che il 19 dicembre 2016 lo ha nominato formalmente nuovo capo di Stato[5]. Il 20 gennaio 2017, alla scadenza del secondo mandato di Barack Obama, si è insediato alla Casa Bianca come 45º presidente degli Stati Uniti d'America. Nel 2016 Forbes lo ha indicato come seconda persona più potente al mondo[6], mentre il settimanale statunitense TIME lo ha prescelto quale «persona dell'anno».[7]

Biografia

Primi anni, studi e accademia militare

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trump (famiglia).

Trump nacque il 14 giugno 1946 a Jamaica Estates nei Queens, sobborgo di New York.[8] Egli era il figlio maschio e l'ultimo di cinque figli; dei suoi fratelli, tre sopravvivono tutt'oggi, Maryanne, Elizabeth e Robert, mentre il fratello maggiore di Donald, Fred Jr., morì nel 1981 a causa di problemi legati all'alcolismo, fatto che a sua detta spinse lo stesso Trump a rifuggire alcool e sigarette.[9]

Trump è di antenati tedeschi per parte di suo padre e scozzese per parte di madre; tutti e quattro i suoi nonni nacquero in Europa, mentre suo padre Fred (1905–1999) nacque nei Queens da genitori originari di Kallstadt (comune della Renania-Palatinato, in Germania) e divenne uno dei più noti immobiliaristi di New York.[10][11] Sua madre, Mary MacLeod (1912–2000), nacque nel villaggio di Tong, presso Lewis, in Scozia.[12] Fred e Mary si erano incontrati a New York e si sposarono nel 1936, andando insieme a vivere nei Queens.[12][13] Suo zio John G. Trump, professore al Massachusetts Institute of Technology dal 1936 al 1973, venne coinvolto nelle ricerche radar per gli Alleati nella seconda guerra mondiale, aiutando l'esercito a disegnare le prime macchine a raggi-X che consentirono di salvare diverse vite di pazienti affetti da cancro, tanto che nel 1943 il Federal Bureau of Investigation gli chiese di esaminare le carte di Nikola Tesla e l'equipaggiamento ritrovato nella sua stanza quando Tesla morì nella sua stanza al New Yorker Hotel.[14] Lo zio è stato spesso citato da Trump anche durante la sua campagna elettorale.[15]

Il cognome originario della famiglia era Drumpf, che si evolvette in Trump durante la guerra dei trent'anni nel XVII secolo.[16] Trump si è detto più volte orgoglioso delle sue origini tedesche; nel 1999 venne nominato gran maresciallo alla German-American Steuben Parade tenutasi a New York.[17] Nel suo libro del 1987, The Art of the Deal, ha tuttavia indicato erroneamente che suo padre Frederick Trump fosse di origini svedesi.[18] Entrambi i nonni paterni di Trump nacquero in Germania, ma il padre di Donald disse negli anni dopo la seconda guerra mondiale di avere antenati svedesi per allontanare dalla sua famiglia l'onta di essere legati alla Germania nazista; secondo un parente, John Walter, il padre di Trump "aveva diversi tenutari di origine ebraica e per l'epoca non era buona cosa dirsi di parentela tedesca".[19]

Trump all'età di diciotto anni presso la New York Military Academy il 30 giugno 1964

La famiglia di Trump viveva in una villa di stile Tudor Revival a Wareham Place presso Jamaica Estates, dove lo stesso Trump visse frequentando la The Kew-Forest School.[20] Per problemi comportamentali Trump lasciò la scuola a tredici anni e si arruolò presso la New York Military Academy (NYMA), dove concluse tutti gli studi sino alle superiori.[21] Nel 1983 Fred Trump dichiarò in un'intervista che Donald "era una piccola peste da bambino".[22] Crescendo Trump portò spesso la divisa sino a raggiungere il rango di capitano.[23] Nel 2015 ha dichiarato al suo biografo che la NYMA gli diede "ben più di un semplice allenamento militare come conferisce a tanti ragazzi che si buttano nell'esercito".[24]

Trump frequentò quindi la Fordham University nel Bronx per due anni, iniziando gli studi nell'agosto del 1964, per poi trasferirsi alla Wharton School of Finance and Commerce dell'Università di Pennsylvania, dove frequentò uno dei migliori dipartimenti di economia delle università statunitensi.[25][26] Durante questi anni di studio iniziò pure a lavorare nell'industria di famiglia, la Elizabeth Trump & Son, che prendeva il nome da sua nonna paterna.[27] Trump si diplomò a Wharton nel maggio del 1968 col titolo di baccelliere in economia.[26][28][29]

Trump non venne arruolato per la guerra del Vietnam.[30] Mentre era al college dal 1964 al 1968 ottenne di non essere arruolato in quanto stava completando i propri studi.[31] Nel 1966 venne ritenuto idoneo comunque al servizio militare dopo aver passato la visita medica e nel 1968 venne per breve tempo iscritto tra i coscritti, ma ottenne poco dopo una revisione del parere medico nell'ottobre del 1968.[32] In un'intervista rilasciata nel 2015 per una sua biografia attribuì questa revisione medica alla presenza di una «spina calcaneare» di cui ha continuato a soffrire anche in seguito.[24][32][33][34]

Carriera imprenditoriale

Un'analisi della carriera imprenditoriale di Trump è stata fatta da The Economist nel 2016 ed essa ha concluso che i suoi risultati dal 1985 al 2016 sono stati mediocri se paragonata ad altri proprietari di New York, ma nemmeno tanto bassa da portarlo alla bancarotta, quindi un'analisi completa non può essere fatta in maniera compiuta perché, come ha sottolineato la stessa rivista, "le informazioni sugli affari del signor Trump sono appena abbozzate. Egli non è solito farne pubblicità..." e quel che è certo è che i primi successi di Trump furono collegati essenzialmente all'attività già avviata da suo padre, sebbene il giornale di economia ritiene che "il miglior periodo per Trump può essere considerato quello dal 1985 in poi, cioè quando Trump iniziò ad agire senza la figura di suo padre".[35] Una successiva analisi condotta dal Washington Post suggerì come "Trump [sia] un misto di millanteria, fallimenti d'affari e successo reale".[36]

Sin dal 2006 è il più importante testimonial della multinazionale delle telecomunicazioni e dell'energia ACN, Inc.

Inizio della carriera

Prima ancora di diplomarsi al college iniziò la sua carriera lavorativa nell'azienda del padre,[37] la Elizabeth Trump & Son,[38] che era focalizzata sul mondo dell'edilizia borghese a New York e nei sobborghi di Brooklyn, Queens e Staten Island. Uno dei primi progetti di Trump quando era ancora al college era il rilancio del complesso Swifton Village a Cincinnati, dove nel 1962 suo padre aveva investito 5,7 milioni di dollari.[39] Fred e Donald Trump vennero coinvolti nel progetto e con cinquecentomila dollari di investimento, entro due anni riuscì ad azzerare il tasso di sfitto dei 1.200 appartamenti, che inizialmente era pari al 66%. Nel 1972 la Trump Organization vendette Swifton Village per 6,75 milioni di dollari.[40][41] All'età di ventitré anni venne coinvolto in un progetto commerciale per sostenere come produttore una commedia di Brodway, Paris Is Out!, con la spesa di settantamila dollari.[42]

Nel 1971 divenne presidente della compagnia e uno dei suoi primi atti fu di rinominare la compagnia in The Trump Organization.[43][44] In quell'anno si trasferì inoltre a Manhattan, venne coinvolto in un grande progetto di costruzione in cui utilizzò il progetti architettonico per vincere il riconoscimento pubblico. Comprò e valorizzò l'Old Penn Central per sessanta milioni di dollari senza impegno economico.

Dal 1973 Trump divenne presidente della Trump Organization, che gestiva quattordicimila appartamenti tra Brooklyn, Queens e Staten Island.

Il primo grande affare di Trump a Manhattan fu la rivitalizzazione del Grand Hyatt Hotel nel 1978 proprio accanto al Grand Central Terminal.[45] L'ormai antiquata facciata in mattoni del Commodore Hotel venne sostituita con una nuova a vetri, creando anche l'atrio spazioso che tuttora lo contraddistingue.[46] Il Commodore venne riaperto nel settembre del 1980 riscuotendo un notevole successo tra il pubblico.[46][47] Suo fratello Fred fu un partenariato silenzioso in quest'iniziativa, fatto che rese Donald il vero rappresentante dell'intera operazione. Secondo il giornalista Wayne Barrett il ruolo giocato da Fred con la sua pluridecennale amicizia con l'imprenditore Ben Holloway fu uno dei motivi che aiutò lo sviluppo fondamentale del progetto.[45] Donald fu comunque un grado di negoziare un abbattimento delle tasse per quarant'anni per l'hotel con la città di New York, fatto che aiutò a ridurre il rischio del progetto e incentivò gli investitori a partecipare al progetto.[48]

Nel 1981 Trump acquistò e rinnovò la struttura che sarebbe poi divenuta il Trump Plaza, sulla Third Avenue, a New York.[49] Trump rese possibile tutto ciò creando una cooperativa nella quale gli inquilini erano in parte proprietari della struttura dove vivevano.[49]

Trump Tower

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trump Tower.

Nel 1983 Trump completò lo sviluppo della Trump Tower, un grattacielo di cinquantotto piani a Midtown Manhattan: il progetto portò a delle negoziazioni con la Bonwit Teller per la costruzione, per il terreno necessario e per lo spazio aereo sopra la struttura, ma questi negoziati risultarono completati già dal 1978 e il New York Times scrisse che "il signor Trump è stato abile nell'ottenere il luogo [...] Questo testimonia la [sua] persistenza e le sue abilità di negoziatore".[50] La Trump Tower occupa infatti il sito che precedentemente ospitava la fabbrica di bandiere Bonwit Teller, che Trump demolì nel 1980 dopo aver acquistato l'intero complesso.[51][52]

Vi fu una controversia in quanto l'edificio di stile art déco presentava in facciata dei bassorilievi che erano stati promessi al Metropolitan Museum of Art da Trump stesso, ma che vennero invece distrutti per ordine della Trump Organization durante il processo di demolizione.[51][52] Inoltre le operazioni vennero criticate in quanto ai lavori parteciparono duecento lavoratori polacchi irregolari, pagati tra i quattro e cinque dollari all'ora per quattro settimane e dodici ore al giorno.[53][54] Trump testimoniò nel 1990 di aver visitato il sito solo in rare occasioni e di non essere mai stato messo al corrente che vi fossero dei lavoratori illegali sul posto; la situazione venne in seguito sanata.[55]

La Trump Tower venne costruita su disegno dell'architetto Der Scutt dello studio Swanke Hayden Connell.[56] La Trump Tower iniziò anche a ospitare il quartier generale della Trump Organization.[57] La struttura raduna ancora al proprio interno negozi, caffè, uffici e appartamenti di residenza, mentre il suo atrio che occupa lo spazio di cinque piani presenta delle cascate artificiali e ponti sospesi.[58] La Trump Tower fu inoltre il set del programma televisivo della NBC The Apprentice in quanto include anche uno studio televisivo completo.[59] Quando la struttura fu completa divenne in breve tempo anche un'attrazione turistica per l'intera città.[60]

Espansione

Il Trump Plaza aprì ad Atlantic City nel 1984. L'hotel/casinò venne costruito da Trump con finanziamenti da parte dell'Holiday Corp.[61] I risultati mediocri ottenuti dal casinò locale portarono a dei diverbi tra Trump e l'Holiday Corp.[62] Quasi contemporaneamente Trump acquisì e completò parte di una struttura sempre ad Atlantic City dalla Hilton Corporation per trecentoventimila di dollari che venne completata nel 1985 e divenne un hotel/casinò col nome di Trump Castle. La moglie di Trump, Ivana, gestì direttamente la proprietà.[63]

Nel 1985 Trump decise di acquistare la residenza di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida per cinque milioni di dollari più altri tre milioni per il mobilio interno. Sempre a Palm Beach acquisì un condominio con Lee Iacocca che divenne poi il Trump Plaza a Palm Beach.[64]

I lavori di ristrutturazione del Wollman Rink a Central Park, costruito nel 1955, iniziarono nel 1980 grazie a un acquirente non connesso con Trump con un progetto della durata di un paio d'anni massimo, ma la struttura era ancora incompleta al 1986. Trump prese il progetto, acquisendo l'intero complesso e completando i lavori in tre mesi.[65][66]

Trump acquisì quindi il Plaza Hotel di Manhattan nel 1988 per la cifra di 407,5 milioni di dollari e ancora una volta lo affidò a Ivana per ristrutturarlo e poi gestirlo.[67]

Trump Taj Mahal, al numero 1000 di Boardwalk ad Atlantic City, New Jersey

Sul finire del 1988 Trump acquisì il Taj Mahal Casino ad Atlantic City, New Jersey, in una transazione con Merv Griffin e la Resorts International.[68] Il casinò aprì i battenti nell'aprile del 1990 e venne ristrutturato con la spesa di un miliardo di dollari.[69][70]

Le strabilianti spese per questo progetto portarono l'organizzazione quasi sulla bancarotta e il Taj Mahal riuscì a emergervi solo il 5 ottobre 1991, quando Trump cedette il 50% della proprietà alle banche finanziatrici in cambio di un abbassamento dei tassi d'interesse.[71] Egli fu costretto a vendere anche il Trump Shuttle e il suo megayacht di ottantasei metri, la Trump Princess.[72][73][74] La proprietà venne riacquistata nel 1996 e consolidata nella Trump Hotels & Casino Resorts, la quale cadde nuovamente in debito per cinquanta milioni di dollari in assetto e cinquecento milioni di debiti. Trump si ritrovò questa volta con solamente il 10% della proprietà in suo pugno.[74]

Attività in bancarotta

Anche se Trump personalmente non è mai andato in bancarotta, hotel e casinò di sua proprietà sono finiti per sei volte in questo stato tra il 1991 e il 2009,[75] in gran parte a causa dell'incapacità di saldare i debiti contratti o di rinegoziare i debiti con le banche, i proprietari e i piccoli creditori.[76][77] Al settimanale Newsweek nel 2011 Trump dichiarò: "Ho sempre giocato con le leggi sulla bancarotta – vanno molto bene per me".[78][79]

Le sei bancarotte tra Atlantic City e New York furono: Trump Taj Mahal (1991), Trump Plaza Hotel and Casino (1992), Plaza Hotel (1992), Trump Castle Hotel and Casino (1992), Trump Hotels and Casino Resorts (2004) e il Trump Entertainment Resorts (2009).[75][80][81] Trump disse a tal proposito: "Ho utilizzato le leggi di questo paese per pagare i miei debiti... Be', abbiamo una compagnia. Metteremo tutto a bilancio. Negozieremo con le banche. Faremo un grande affare. Sapete, è come al The Apprentice. Non è un affare personale. Sono solo affari".[82]

Ulteriori acquisizioni

Trump acquisì un grattacielo di settanta piani al numero 40 di Wall Street a Manhattan nel 1996. Dopo lavori di completo rinnovamento della struttura, esso divenne il the Trump Building.[83] Dopo la morte di suo padre nel 1999 Trump e i suoi fratelli ricevettero parti eguali dell'eredità del padre stimata in duecentocinquanta-trecento milioni di dollari.[84]

Nel 2001 Trump completò la Trump World Tower, un grattacielo residenziale di settantadue piani nel quartiere delle Nazioni Unite.[85] Trump iniziò inoltre la costruzione del Trump Place nei pressi del fiume Hudson. Continuò inoltre lo sviluppo di un proprio spazio commerciale presso la Trump International Hotel and Tower, un edificio di quarantaquattro piani a uso misto (hotel e condominio) presso il Columbus Circle che acquisì nel 1996,[86]

Acquisì l'Hotel Delmonico di Manhattan nel 2002. Esso venne riaperto con trentacinque piani di condominio di lusso nel 2004 col nome di Trump Park Avenue.[87]

Trump decise a questo punto di registrare il proprio nome e la propria immagine come marchi commerciali per i suoi numerosi progetti e strutture.[88] Il proprietario turco delle Trump Towers Istanbul, che pagava Trump per l'uso del suo nome, dal dicembre del 2015 si è infatti dissociato dalle parole di Trump candidato alle presidenziali contro i musulmani e ha iniziato una controversia con lui.[89]

Marchi e concessioni

Trump ha investito anche sulla propria immagine, concedendo il proprio nome a un gran numero di progetti architettonici, prodotti commerciali e servizi, ottenendo successo anche da questo.[90][91][92] Nel 2011 la rivista Forbes coi suoi esperti di finanzia ha stimato il valore del marchio Trump in duecento milioni di dollari, anche se lo stesso Trump ha ribadito che questo valore è stato di molto ridotto e in realtà sarebbe tre miliardi di dollari.[93]

Molti produttori pagano comunque Trump per commercializzare i loro prodotti con il suo marchio.[94] È per questa ragione, ad esempio, che molte strutture che portano il nome di Trump in realtà non appartengono a lui, ma i veri proprietari ne sfruttano unicamente il nome.[94] Secondo Forbes questa porzione dell'impero di Trump, gestita dai suoi figli, ha un valore di cinquecentosessantadue milioni di dollari.[95]

Patrimonio netto

Il Boeing 757 di Trump, soprannominato "Trump Force One" durante la campagna presidenziale del 2016[96][97]

Nel 2016 Forbes ha stimato il patrimonio netto di Trump in 3,7 miliardi di dollari, mentre Bloomberg lo ha stimato in tre miliardi.[98][99] Queste stime lo rendono comunque uno dei politici più ricchi della storia degli Stati Uniti. Trump ha più volte ribadito di avere un patrimonio di più di dieci miliardi di dollari, ma questo dato è in discrepanza in parte per l'incertezza sul valore di quanto egli possiede e in parte per le variazioni di valore del suo marchio personale.[98][100] Al 2016 Forbes ha indicato Trump come la 156ª personalità più ricca degli Stati Uniti[99] e la 324ª nel mondo.[101]

Il Trump Hotel Las Vegas, le cui finestre esterne sono dorate con un finissimo strato trasparente di oro a ventiquattro carati[102]

Il 16 giugno 2015, poco prima dell'annuncio della sua candidatura alla corsa alla Casa Bianca, Trump ha rilasciato una pagina intera del proprio resoconto finanziario "per trasparenza"[103] attribuendosi un patrimonio netto di 8.737.540.000 dollari.[104] "Sono davvero ricco", ha commentato Trump a proposito.[103] Forbes a tal proposto ha giudicato che i quasi nove miliardi di dollari di patrimonio sarebbero un'esagerazione e che tale patrimonio sarebbe attorno ai 4,1 miliardi di dollari.[105] Nel giugno del 2015 Business Insider ha pubblicato il resoconto finanziario di Trump al giugno 2014, sottolineando come tre miliardi del suo patrimonio derivano proprio dalla propria immagine e dalla sua commercializzazione.[106] Malgrado le sue ricchezze, sulla base del regolamento per le elezioni generali, nel luglio del 2015 è stato reso noto come il patrimonio di Trump possa contare su altri 70 milioni di dollari in depositi, con un debito però di 265 milioni di dollari ancora da sanare.[107]

Trump ha iniziato a essere incluso nella lista di Forbes dal 1982 quando la fortuna di suo padre, stimata in duecento milioni di dollari, passò a lui come patrimonio netto.[108] All'inizio della campagna presidenziale Trump ha più volte ribadito di aver iniziato con un "solo piccolo milione di dollari" ricevuti da suo padre,[109] accompagnando tale affermazione con la frase: "Non è stato facile per me".[110]

Forbes ha ridotto la stima sul patrimonio netto di Trump di centoventicinque milioni di dollari dopo le sue controverse posizioni prese nel 2015 sugli immigrati illegali messicani che hanno portato a chiudere contratti con NBCUniversal, Univision, Macy's, Serta, PVH Corporation e Perfumania.[111]

Il valore del marchio Trump è probabilmente calato anche a causa della sua campagna presidenziale. Molti consumatori hanno infatti smesso di comprare i suoi prodotti come protesta contro Trump e le sue idee politiche.[112] Un calo lo si è ricevuto anche a causa delle sue affermazioni sulle donne proprio durante la stessa campagna presidenziale 2016.[113][114] Il calo totale all'ottobre del 2016 è stato quotato al 13% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.[115][116]

Investimenti nello sport

Trump a una partita di baseball nel 2009

Football

Nel 1983 la squadra New Jersey Generals di Trump divenne membro della United States Football League (USFL). Prima dell'inizio della stagione inaugurale del 1983 Trump vendette la franchigia al magnate petroliere dell'Oklahoma, J. Walter Duncan, e la ricomprò dopo la stagione. Tentò quindi d'ingaggiare l'allenatore dei Miami Dolphins, ossia Don Shula, ma l'accordo fallì in particolare per l'opposizione di Trump a cedere alla richiesta di Shula di ottenere un appartamento nella Trump Tower. Trump finì con l'assumere l'allenatore dei New York Jets, Walt Michaels.[117][118][119] L'USFL giocò le sue prime tre stagioni tra la primavera e l'estate di quell'anno, ma Trump convinse i sostenitori che era necessario fondersi con la National Football League (NFL), fatto che avrebbe potuto far crescere significativamente i loro investimenti.[120]

Prima della stagione 1985 Trump siglò un contratto d'oro con Doug Flutie.[121] Dopo la stagione i Generals si unirono agli Houston Gamblers. Trump era proprietario al 50% della nuova squadra, che si spostò nel New Jersey.

Trump tentò di acquistare i Buffalo Bills nel 2014, tuttavia senza successo, mentre già nel 1983 aveva espresso interesse per acquistare i Cleveland Indians per la cifra di tredici milioni di dollari con una lettera inviata da Kenneth Molloy al presidente della squadra, Gabe Paul.

Trump ha manifestato un certo interesse anche nel golf.[117] Appassionato di wrestling, al Trump Plaza di Atlantic City ha ospitato diversi duelli tra cui quello del 1988 tra Mike Tyson e Michael Spinks.[117][122][123]

Ciclismo

Nel 1989 e nel 1990 Trump concesse il suo nome al Tour de Trump una corsa ciclistica a tappe organizzata negli Stati Uniti per assonanza al Tour de France o al Giro d'Italia, tra le più famose competizioni ciclistiche europee. Il nome gli venne suggerito dal suo socio in affari, il commentatore di pallacanestro Billy Packer, che originariamente aveva pensato anche al nome meno personale di Tour de Jersey. La prima tappa della gara inaugurale terminò al college di New Paltz, New York. La seconda tappa iniziò a New York City, ma il sindaco Ed Koch, che aveva denunciato Trump come "uno dei più grandi imbonitori", boicottò l'evento. L'ultima tappa fu ancora più controversa: giunto all'ultima tappa, il corridore belga Eric Vanderaerden era il favorito alla vittoria finale, ma perse un minuto e venti secondi prendendo una curva sbagliata. La corsa terminò con la vittoria del successivo, ossia Dag-Otto Lauritzen: corridore norvegese della squadra statunitense 7-Eleven.[124][125]

Pugilato

Nel febbraio del 1992 Mike Tyson venne condannato dallo stato dell'Indiana per aver stuprato una diciottenne partecipante a un concorso di bellezza. Prima della sentenza Trump dichiarò che il processo era una "parodia" e che egli aveva visto personalmente molte donne annaspare per Tyson. Trump disse che Tyson doveva essere rilasciato e avrebbe potuto tornare sul ring, proponendosi personalmente di ripagare il maltolto di Tyson a proprie spese (previste tra i quindici e i trenta milioni di dollari). Tyson venne comunque condannato, ma pur rimanendo amici non finanziò alcun'altra esibizione di Tyson dopo il carcere. Durante la campagna elettorale di Trump nel 2016 in Indiana ebbe a dichiarare: "Mike Tyson mi approva. Gli voglio bene. Mi ha mandato anche un tweet. Mike. Mike di ferro. Lo sai, tutti i ragazzi forti mi appoggiano. Mi piace, ok?".[126][127]

Wrestling

Appassionato di wrestling da lungo tempo, Trump è amico del proprietario della WWE Vince McMahon, tanto che nel 1988 e 1989 ospitò due edizioni di WrestleMania al Trump Plaza e partecipò anche a qualche spettacolo in veste di ospite.[128] Nel 1991 apparve tra il pubblico a WrestleMania VII e venne intervistato da Jesse Ventura a bordo ring durante WrestleMania XX nel marzo 2004.[129] In tempi più recenti è stato impegnato per qualche tempo in una rivalità con lo stesso McMahon che è stata ribattezzata «Battle of Billionaires» e culminata a WrestleMania 23 il 1º aprile 2007, quando Bobby Lashley (scelto da Trump come suo rappresentante sul ring) sconfisse Umaga (che rappresentava McMahon) in un «hair vs. hair» match (arbitrato da Stone Cold Steve Austin), poiché il perdente avrebbe dovuto tagliarsi a zero la chioma e infatti McMahon si ritrovò senza capelli.[130] Il 25 febbraio 2013 il sito ufficiale della WWE ha ufficializzato l'ingresso di Trump nella WWE Hall of Fame.[131]

Golf

Vista del Turnberry Hotel, presso Ayrshire, in Scozia

Secondo il settimanale Golfweek la Trump Organization gestisce diversi campi di golf e resort negli Stati Uniti e nel mondo per un totale di diciotto.[132] Il bilancio personale di Trump per le sue attività legate al golf relative all'anno 2015 e presentate nell'ambito della campagna elettorale hanno evidenziato una rendita di trecentoottantadue milioni di dollari.[133]

Nel 2006 Trump comprò la Menie Estate a Balmedie, Aberdeenshire, in Scozia, impiantandovi un campo di golf contro il volere dei residenti locali[134] su un'area designata come Sito di Speciale Interesse Scientifico.[135][136] Il documentario indipendente del 2011 You've Been Trumped, diretto dal egista britannico Anthony Baxter, raccontava proprio la storia della costruzione del resort di golf e delle successive contestazioni tra la popolazione e l'imprenditore.[137] Malgrado la promessa di Trump di dare seimila posti di lavoro, nel 2016 per sua ammissione fino a ora i corsi di golf hanno fruttato solo duecento posti.[138]

Nell'aprile del 2014 Trump ha acquistato il Turnberry hotel e golf resort di Ayrshire, in Scozia, uno degli impianti dell'Open Championship.[139][140]

Concorsi di bellezza

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Miss USA, Miss Universo e Miss Teen USA.

Dal 1996 al 2015[141] Trump fu socio di concorsi di bellezza di rilievo negli Stati Uniti come Miss Universo, Miss USA e Miss Teen USA. Il concorso di Miss Universo è uno dei più prestigiosi al mondo, in quanto fondato nel 1952 dalla compagnia californiana di tessitura Pacific Mills.[142]

Trump si dimostrò insoddisfatto di come la CBS scegliesse le partecipanti e pertanto portò Miss Universo e Miss USA alla NBC nel 2002.[143][144] Nel 2006 la vincitrice di Miss USA Tara Conner venne trovata positiva alla cocaina, ma Trump decise di lasciarle la corona e il titolo, intenzionato a concederle una seconda opportunità.[145] La decisione di Trump venne criticata da Rosie O'Donnell, fatto che portò a una controrisposta di Trump con un attacco personale sulla O'Donnell.[146] Nel 2012 Trump vinse la causa da cinque milioni di dollari contro un contestatore che aveva dichiarato che il concorso era truccato.[147]

Nel 2015 la NBC e la Univision decisero di porre fine alle loro relazioni con l'organizzazione di Miss Universo dopo le controverse dichiarazioni di Trump durante la campagna elettorale presidenziale sugli immigrati clandestini messicani.[148][149] Trump successivamente intentò una causa da cinquecento milioni di dollari con la Univision per diffamazione.[150][151]

L'11 settembre 2015 Trump annunciò di essere rimasto il solo proprietario del concorso di Miss Universo avendo acquisito la parte della NBC,[152][153] Poco dopo vendette i propri diritti sul concorso alle compagnie WME/IMG.[141] La causa con la Univision si è conclusa nel febbraio del 2016, ma senza che fossero resi pubblici i termini della stessa.[154]

Trump University

La Trump University LLC[155] fu una compagnia statunitense per l'educazione che perdurò dal 2005 al 2010 e che risulta chiusa dopo diverse controversie legali: essa venne fondata da Trump e dai suoi consociati, Michael Sexton e Jonathan Spitalny.[156] La compagnia offriva corsi di gestione delle risorse, imprenditoria e gestione del patrimonio dietro la richiesta di prezzi variabili da 1.500 a 35.000 dollari per corso.[157] Nel 2005 l'operazione venne notificata alle autorità dello Stato di New York per il fatto che la compagnia utilizzasse la parola "università" che poteva apparire fuorviante. Dopo una seconda notifica di questo genere nel 2010 il nome dell'operazione venne mutato in Trump Entrepreneurial Institute.[158] Nel 2013 lo Stato di New York iniziò una causa civile da quaranta milioni di dollari, ritenendo che la Trump University avesse defraudato i consumatori; la causa è tuttora in fase di discussione.[158][159]

Trump si è ripetutamente scagliato contro il giudice di questa causa, Gonzalo P. Curiel, definendolo nel corso della campagna presidenziale 2016 un "odiatore di Donald Trump", ritenendo le sue decisioni completamente fantasiose, aggiungendo che Curiel "mi pare che sia, almeno credo, messicano, il che è una gran notizia. E va bene allora...",[160] ponendo una possibile opposizione alle sue azioni motivandola con la proposta di Trump di costruire un muro lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico.[161][162][163] Molti esperti legali sono stati critici nei confronti dell'attacco di Trump a Curiel, vedendovi un solo sfondo razziale e infondato sulla vera indipendenza del sistema giudiziario statunitense.[164][165][166] Il 7 giugno 2016 Trump ha precisato che le critiche al giudice sono state "fraintese" e che egli ha messo in discussione l'imparzialità di Curiel non solo sul principio dell'etnicità, ma anche sul modo di condurre il giudizio sul caso.[167][168]

Donald J. Trump Foundation

La Donald J. Trump Foundation è una fondazione privata con sede negli Stati Uniti,[169] fondata nel 1988 col proposito iniziale di gestire i proventi del libro Trump: The Art of the Deal scritto da Trump stesso con la collaborazione di Tony Schwartz per scopi caritatevoli e umanitari.[170][171] I fondi della fondazione pervengono in gran parte da altri donatori oltre a Trump,[172] che personalmente non ha fatto donazioni caritatevoli a suo nome personale dal 2008.[172] Tra i principali donatori dal 2004 al 2014 vi sono stati anche Vince e Linda McMahon della WWE, che hanno donato cinque milioni di dollari per la fondazione dopo l'apparizione di Trump a WrestleMania nel 2007.[172]

Nel 2009 la fondazione ha raggruppato 926.750 dollari ripartiti in quaranta centri tra cui l'Arnold Palmer Medical Center Foundation (100.000 dollari), il New York Presbyterian Hospital (125.000 dollari), la Police Athletic League (156.000 dollari) e la Clinton Foundation (100.000 dollari).[173][174]

Nel 2016 il Washington Post ha iniziato a riportare come i soldi della fondazione sarebbero potuti provenire da potenziali violazioni legali ed etiche come l'autofinanziamento e l'evasione fiscale.[175] Il New York State Attorney General si è occupato subito di indagare la provenienza dei fondi "per assicurarsi che essi si attengano alle leggi che gestiscono la carità a New York".[176][177] Un portavoce di Trump ha parlato sul caso di "un'operazione da partigiani".[176] Alla fine delle indagini il 3 ottobre 2016 il New York Attorney General ha concluso che la Trump Foundation ha violato alcune leggi sulla carità a New York e ha ordinato alla fondazione di cessare immediatamente la concessione di fondi a New York.[178]

Attività politica

Trump è stato descritto politicamente in modi diversi nel tempo.[179][180][181] Il settimanale Politico lo ha definito "eclettico, improvvisato e spesso contraddittorio".[181] Egli negli anni ha infatti condotto numerose e differenti affiliazioni partitiche[181][182] ed è stato preso in considerazione come candidato anche dal Partito Riformista.[182] Le sue posizioni sono state riviste o rivisitate su un gran numero di argomenti come la tassazione, l'aborto e il coinvolgimento del governo nell'assistenzialità alla salute.[181]

Incontro con il presidente Ronald Reagan alla Casa Bianca nel 1987

L'affiliazione partitica di Trump è cambiata nel corso degli anni. Anche se la sua affiliazione politica prima del 1987 rimane tuttora poco chiara, è certo che Trump fu tra i primi sostenitori del repubblicano Ronald Reagan nella sua corsa alla presidenza della Casa Bianca sul finire degli anni settanta.[183] Dal 1987 si schierò coi repubblicani.[184] Nel 1999 Trump passò al Partito Riformista per tre anni, ma lasciò il partito nel 2001 per scontri con David Duke, Pat Buchanan, Lenora Fulani e col partito.[185]

Dal 2001 al 2008 si dimostrò favorevole ai democratici; tuttavia nel 2008 appoggiò il repubblicano John McCain alla carica di presidente tesserandosi tra i repubblicani nel 2009.[186] Nel dicembre 2011 Trump divenne indipendente per cinque mesi, per poi tornare nelle fila del Partito Repubblicano dove si trova tuttora.[187][188]

Trump ha comunque sempre contribuito alle campagne presidenziali repubblicane o democratiche a seconda dei periodi e delle affiliazioni del momento, appoggiando sei presidenti democratici e quattro repubblicani.[189] Dopo il 2011 i suoi contributi si sono in gran parte orientati ai repubblicani.[190] Nel febbraio 2012 Trump sostenne il repubblicano Mitt Romney nella corsa alla Casa Bianca.[191] Quando nel 2015 gli venne chiesto quali dei presidenti recenti fosse il suo favorito, Trump spiazzò tutti manifestando simpatia per il democratico Bill Clinton.[192][193]

Nel 2000 i mezzi di comunicazione di massa statunitensi ipotizzarono una possibile candidatura di Trump alla presidenza degli Stati Uniti per il Partito della Riforma (che nella tornata elettorale precedente aveva candidato il miliardario texano Ross Perot, già candidato indipendente nel 1992) alle presidenziali del 2000: invece la candidatura del partito andò a Pat Buchanan (in corsa con Ezola B. Foster come suo vice).

Nella puntata del 17 settembre 2008 del Larry King Live Trump ha ufficialmente dato il suo appoggio al senatore repubblicano John McCain in occasione delle presidenziali del 2008.

Il 4 ottobre 2010 Trump dichiarò ad American Morning (trasmissione televisiva mattutina di successo della CNN) che egli stava seriamente considerando la possibilità di candidarsi per la Casa Bianca nel 2012 per i repubblicani.[194][195]

Trump parla alla Conservative Political Action Conference nel 2011

Il 10 febbraio 2011 Trump ha tenuto un discorso presso la Conservative Political Action Conference in cui ha espresso le proprie posizioni politiche[196] e si è principalmente dichiarato come:

Il 16 maggio 2011 Trump ha annunciato che non si sarebbe candidato per la candidatura repubblicana nelle elezioni americane del 2012, "non essendo pronto a lasciare il settore privato", mentre pare che la decisione sia stata presa a seguito di un clamoroso flop nei sondaggi: il 71% dei cittadini statunitensi ritennero Trump "inadeguato come presidente".[198] Agli inizi di febbraio 2012 Trump ha dichiarato il proprio sostegno al candidato ultraconservatore Newt Gingrich contro Mitt Romney nelle primarie repubblicane.[199]

Elezioni presidenziali del 2016

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: elezioni primarie del Partito Repubblicano del 2016 (Stati Uniti d'America) ed elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016.
Trump a Phoenix nell'agosto 2016

Il 16 giugno 2015 Trump ha annunciato formalmente la propria candidatura alle presidenziali del 2016 con un evento a New York nella sua Trump Tower, venendo introdotto dalla figlia Ivanka: ha attaccato il presidente Obama, il pericolo crescente rappresentato dal terrorismo islamico e la forza economica della Cina, affermando che gli Stati Uniti hanno bisogno di un vero leader per ritornare grande (Make America Great Again è appunto il motto della sua campagna elettorale).[200][201] Secondo Trump le amministrazioni Obama e Bush hanno permesso il declino economico della classe media statunitense, imputando inoltre ai dirigenti del partito repubblicano di averla tradita conducendo un'opposizione inefficace al Congresso, dove il Partito Repubblicano detiene la maggioranza assoluta. Trump ha criticato spesso gli accordi commerciali stipulati dagli Stati Uniti con altri Stati, ai quali ascrive in particolare il declino del settore manifatturiero e della perdita di posti di lavoro a vantaggio di paesi a basso costo di manodopera. Trump si è detto contrario alla ratifica del TTIP.

Nei caucus in Iowa del 1º febbraio 2016 Trump si è collocato al secondo posto col 24% di voti; il 9 febbraio nel New Hampshire ha ottenuto la prima vittoria col 35,3% di voti; il 20 febbraio ha conseguito il 32,5% di voti vincendo le primarie della South Carolina, a cui è seguita il 23 febbraio la netta vittoria ai caucus del Nevada col 45,9%. Nel Supermartedì del 1º marzo, dove votano gli Stati, Trump si è aggiudicato sette primarie: Alabama, Georgia, Tennessee, Arkansas, Virginia, Vermont e Massachusetts. Nel secondo Supermartedì dell'8 marzo ha vinto le primarie in Mississippi (47,3%), Michigan (36,5%) e i caucus alle Hawaii (42,4%), mentre è arrivato secondo ai caucus in Idaho (28,1%).

Il Presidente eletto Donald J. Trump con il Presidente uscente Barack Obama

Il 26 maggio Trump si è aggiudicato ufficialmente le primarie repubblicane, conquistando i delegati necessari per la nomination alla Casa Bianca.[202] Trump è il candidato più votato della storia del Partito Repubblicano con tredici milioni e quattrocentoseimila voti, battendo il precedente primato di Bush che nelle primarie del 2000 aveva ottenuto dodici milioni di voti.[203]

Dopo una campagna elettorale segnata da toni molto aspri, smentendo gran parte delle previsioni, il 9 novembre 2016 Donald Trump è diventato presidente eletto ottenendo il voto della maggioranza, e precisamente di 304, dei 538 grandi elettori che compongono il Collegio elettorale (numero inferiore a quelli ottenuti dal predecessore democratico Barack Obama nelle due precedenti elezioni, ma superiore a quelli del repubblicano George W. Bush nel 2000 e nel 2004). Hillary Clinton è stata invece la più votata a livello popolare, con quasi tre milioni di preferenze in più dell'avversario. Per la quinta volta nella storia degli Stati Uniti e per la seconda volta dal 2000 il candidato più votato non ha coinciso con il vincitore delle elezioni.

Quando i cittadini, concedendogli il loro voto, lo hanno eletto presidente in novembre, Trump ha stabilito tre primati, concretizzati il 20 gennaio 2017 all'inizio del mandato:

  • primo presidente a non aver mai ricoperto in precedenza una carica politica, amministrativa o un grado militare;
  • presidente più vecchio, avendo superato i settant'anni di età al momento dell'elezione;
  • presidente più ricco per patrimonio finanziario personale.

Trump come personaggio mediatico

Televisione

Trump con Dennis Rodman durante la partecipazione di Rodman a The Celebrity Apprentice

Dal 2004 Trump si è reso noto al grande pubblico televisivo americano e internazionale, anche per il successo del suo reality show televisivo The Apprentice (da cui è stato ricavato lo spin-off The Celebrity Apprentice): la versione statunitense è trasmessa in Italia dai canali Sky e nel 2012 ha avuto una sua versione italiana trasmessa da Cielo e Sky Uno, dove il capo era Flavio Briatore e nella quale Trump è apparso nelle pubblicità e all'ultima puntata della seconda edizione. Dopo alcune sue affermazioni polemiche sugli immigrati la NBC ha annunciato nel 2015 che il programma sarebbe continuato senza Trump, di cui è diventata famosa la frase: «You're fired!» ("Sei licenziato!").

Cinema

La stella di Donald Trump sulla Hollywood Walk of Fame

Trump ha avuto dei camei nei seguenti film e serie televisive:

Opere letterarie

Trump, come molti altri imprenditori di successo e uomini di spettacolo, ha scritto delle opere letterarie, perlopiù autobiografiche, relative ai suoi affari o più in generale nel campo dell'economia, spesso avvalendosi della collaborazione di scrittori professionisti:

Blog e caso Knox

Il 16 dicembre 2009 Trump ha commentato dal suo popolare blog personale l'avvenuta condanna in primo grado della cittadina statunitense Amanda Knox a ventisei anni di reclusione per il diretto coinvolgimento nel brutale omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher a Perugia. Egli si è proclamato convinto dell'innocenza della ragazza, definendo il processo italiano e il suo esito "un'inquietante ingiustizia". Per tale motivo si è fatto promotore di un'iniziativa presso i suoi connazionali statunitensi affinché boicottino l'Italia fintantoché questa non abbia fatto "la cosa giusta, liberando Amanda", sostenendo inoltre che dovrebbe essere il pubblico ministero del processo a dover essere imprigionato al posto suo.[204]

Birthers

Trump fa parte dei cosiddetti birthers, coloro che sostengono che Barack Obama sarebbe nato in Kenya, malgrado egli sia nato a Honolulu, quindi in territorio statunitense.[205] Essi affermano che Obama non abbia mai presentato pubblicamente il proprio certificato di nascita originale, nonostante l'obbligo previsto dalla legge, di conseguenza la sua elezione alla Casa Bianca sia frutto di una cospirazione anti-americana.

La vicenda, iniziatasi nell'autunno 2007, dopo aver diviso l'opinione pubblica statunitense in due fazioni contrapposte, ovvero i sostenitori dei birthers (tra cui Trump e molti politici del Partito Repubblicano con relativi sostenitori) e i loro oppositori, ha avuto conclusione il 27 aprile 2011 con la pubblicazione sul sito della Casa Bianca di un comunicato ufficiale allegante la scansione del certificato di nascita originale di Obama, che ne ha confermato la nascita in territorio statunitense.[206]

A proposito della teoria esposta dai cosiddetti birthers sulla (presunta) ineleggibilità (per violazione della cosiddetta "clausola costituzionale di nascita")[207] di Obama alla carica di presidente degli Stati Uniti, il 28 marzo 2011 Trump ha dichiarato durante una puntata del David Letterman Show a cui era stato invitato come ospite:

(EN)

« It took me one hour to get my birth certificate. It's inconceivable that, after four years of questioning, the president (Obama) still hasn't produced his birth certificate. »

(IT)

« Ho impiegato un'ora per avere il mio certificato. È inconcepibile che dopo quattro anni di interrogativi il presidente (Obama) non abbia ancora mostrato il suo. »

Nella cultura di massa

Nel film Ritorno al futuro - Parte II il personaggio di Biff Tannen, miliardario del 1985 alternativo, sarebbe ispirato a Trump.[208] La pellicola Gremlins 2 - La nuova stirpe si svolge invece quasi interamente all'interno della Clamp Enterprises, il cui proprietario, il multimiliardario Daniel Clamp, è una trasparente parodia del magnate statunitense, nonché dell'imprenditore Ted Turner.[209]

Trump è stato protagonista di una storia della serie a fumetti, Martin Mystère, in particolare della storia pubblicata nell'Almanacco del Mistero 1990 intitolata Condominium, ovvero come Trump salvò la Terra. In questa storia il protagonista, sfrattato di casa, si rivolge a un'agenzia immobiliare che si rivela essere gestita da extraterrestri che vogliono conquistare la Terra, ma l'intervento del miliardario Trump salva la situazione in quanto diventa loro socio.[210]

Trump compare in un cameo nel ruolo del proprietario del Plaza Hotel (di fatto di sua proprietà dal 1988 al 1995) nella pellicola Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York (1992).[211]

Una parodia di Trump è apparsa nel secondo episodio della diciannovesima stagione della serie animata satirica South Park (andata in onda il 23 settembre 2015), nella quale impersonava il primo ministro canadese.[212]

Visioni religiose

Trump è un presbiteriano.[213] Egli ha più volte dichiarato di aver iniziato a frequentare da piccolo la First Presbyterian Church a Jamaica, nei Queens.[214] Trump frequentò la scuola domenicale e venne cresimato in quella chiesa.[214] In un'intervista nell'aprile del 2011 per The 700 Club ha così commentato la sua visione religiosa: "Sono un protestante, sono un presbiteriano. E sapete che per anni ho avuto buone relazioni con la Chiesa. Penso che la religione sia una gran cosa. Penso che la mia sia una religione bellissima",[215][216] Durante la campagna del 2015 in South Carolina ha voluto tenere un discorso alla Marble Collegiate Church, dove sposò la sua prima moglie Ivana nel 1977.[214][217] Trump ha dichiarato di aver assunto la comunione senza essersi prima confessato adducendo una propria visione sul fatto: "Penso che se io faccio qualcosa di sbagliato, ritengo sia giusto farlo diventare giusto. Parlando di Dio io non mi fermo a una immagine dipinta".[218]

Trump ha dichiarato che il proprio libro Trump: The Art of the Deal (1987) "è il mio secondo libro favorito di sempre e sapete qual è il primo? La Bibbia! Nessuno può battere la Bibbia".[219][220] Tuttavia le sue conoscenze bibliche sono state messe in discussione dopo un discorso tenuto alla Liberty University nel quale fece riferimento alla Seconda lettera ai Corinzi come "i due Corinzi", scatenando sorrisi tra i presenti.[221]

Trump per motivi di lavoro mantiene comunque strette relazioni anche con persone di convinzioni religiose differenti, tra cui protestanti evangelici e cristiani come Tony Perkins e Ralph E. Reed Jr.[222] Durante la campagna presidenziale del 2016 ha ricevuto una benedizione dal sacerdote greco ortodosso Emmanuel Lemelson.[223] Trump ha legami anche con la comunità ebraica statunitense.[224] Durante la cerimonia di concessione dell'Algemeiner Liberty Award dall'Algemeiner Journal a Trump venne chiesto cosa ne pensasse di avere dei nipoti ebrei (il fatto faceva riferimento al fatto che sua figlia Ivanka si era convertita all'ebraismo dal suo matrimonio con Jared Kushner), a cui Trump ha risposto: "Non solo ho dei nipoti ebrei, ma ho una figlia ebrea; e sono molto onorato di tutto ciò... non era stato programmato, ma sono grato a Dio che sia successo".[225]

Polemica con papa Francesco

Nel febbraio del 2016, durante il suo viaggio di ritorno a seguito di una visita in Messico, papa Francesco ha dichiarato quanto segue circa Trump:

« Una persona che pensa solo a costruire muri – di qualsivoglia natura siano – e non ponti, non è un cristiano... Voglio solo dire che quest'uomo [Trump] non è un cristiano se ha detto queste cose. [...] Per ora gli concediamo il beneficio del dubbio, vedremo.[226] »

Trump non tardò a rispondere, dicendo che era "vergognoso" per il papa discutere della sua fede, suggerendo che il governo messicano stesse "usando il papa come proprio paggio" per propositi politici, "perché essi vogliono continuare a fregare gli Stati Uniti".[227][228] Trump aggiunse inoltre:

« Se e quando l'ISIS dovesse attaccare il Vaticano, che come tutti sanno è il massimo trofeo a cui aspirano i jihadisti, posso garantirvi che il papa si augurerebbe soltanto e pregherebbe perché Donald Trump fosse presidente.[229][230] »

Il giorno successivo il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, prese la parola precisando che il papa non stesse lanciando un attacco personale a Trump né stesse tentando di sviare i votanti dichiarando che qualcuno che costruisce muri non è un cristiano.[231][232] Dopo la chiarificazione di Lombardi sminuì la controversia col papa dicendo: "Non penso si tratti di una lotta".[233]

Stato di salute

Secondo un rapporto medico steso dal suo medico, Harold Borstein, lo stato di salute di Trump può essere considerato assolutamente normale.[234][235] Trump ha dichiarato di non aver mai fumato sigarette né marijuana, né tantomeno di aver fatto uso di droghe.[236] Non beve alcool[237][238][239] né caffè.[240] Egli è inoltre germofobico e preferisce non dare la mano in segno di saluto.[241]

Nel settembre 2016, nell'ambito delle discussioni sullo stato di salute dei candidati alle elezioni, Trump portò al The Dr. Oz Show le sue ultime analisi del sangue, esaminandole col pubblico.[242]

Controversie legali

Un'analisi condotta da USA Today, pubblicata nel giugno del 2016, ha evidenziato come Trump e i suoi affari siano stati coinvolti in circa 3.500 cause civili e penali negli Stati Uniti, un numero senza precedenti per un candidato alle presidenziali statunitensi.[243] Di tutti questi processi in 1.900 Trump è stato il querelante, in 1.450 il difensore; in altri centocinquanta si è costituito terza parte.[243] Per quanto contese legali nel mondo dell'industria statunitense di alto livello siano all'ordine del giorno,[244] l'analisi condotta da USA Today ha evidenziato come Trump sia stato coinvolto in dispute legali più di Edward J. DeBartolo Jr., Donald Bren, Stephen M. Ross, Sam Zell e Larry Silverstein combinati insieme. Cinqueceto casi sono stati archiviati, mentre in un altro centinaio di cause le risoluzioni finali non sono state rese pubbliche.[243] Nei casi in cui vi è stata una risoluzione chiara Trump ha riportato 451 vittorie e 38 sconfitte.[245]

1980–1990

Nel 1985 Trump venne accusato di aver forzato dei propri affittuari per permettergli delle demolizioni di stabili e nuove costruzioni più fruttuose.[246] La questione venne risolta e le demolizioni annullate.[247] Nel 1988 Trump pagò settecentocinquantamila dollari per risolvere le sanzioni civili in una causa antitrust derivanti da acquisti di azioni.[248]

1990–2000

Nel 1991 un'analisi di settore predisse l'imminente fallimento del Trump Taj Mahal; l'analista venne tratto in giudizio da Trump, il quale riteneva che egli avesse avuto un ruolo determinante per il crollo dei suoi affari in quella struttura, ma la questione venne alla fine risolta fuori dalle aule del tribunale.[249] Dopo che un elicottero si schiantò a terra, uccidendo tre inservienti del suo hotel casinò nel New Jersey, Trump portò a giudizio l'azienda produttrice del velivolo,[250] ma il caso venne archiviato.[251] Il Trump Plaza venne multato di duecentomila dollari per aver tenuto dei comportamenti razzisti e sessisti nei confronti soprattutto di impiegati afroamericani della struttura, ma Trump preferì non indagare la faccenda e ricusò sempre il comportamento del proprio personale in servizio.[252] Nel 1991 il padre di Trump, Fred, fece un prestito illegale al Trump's Castle per aiutare la struttura a sostenere un mutuo e il locale casinò venne multato di trentamila dollari, ma tale penalità non andò a intaccare Trump stesso.[253]

Nel 1993 Trump trasse in giudizio il suo socio in affari Jay Pritzker per aver calcolato male delle tasse, ma il tutto venne archiviato.[254][255][256] La proprietaria di una pensione, Vera Coking, venne citata in giudizio per danni durante la costruzione di un casinò adiacente, lasciando poi decadere la causa.[257][258][259]

Nel 1997 Trump e il rivale proprietario di un casinò di Atlantic City, Stephen Wynn, iniziarono una controversia legale, ma anche questo caso venne archiviato.[260][261][262]

2000–2010

Nel 2000 Trump venne accusato di lobbying per il rifiuto del governo di proporre casinò in concorrenza col suo e dovette pagare una multa di duecentocinquantamila dollari.[263][264] La causa riguardava in particolare il casinò di Catskills a New York gestito da nativi americani, che avrebbe avuto da competere con tre casinò di Trump.[265]

Quando la Securities and Exchange Commission accusò una delle sue compagnie di poca chiarezza nei report finanziari, l'avvocato di Trump riportò che il colpevole di tale azione era stato licenziato e che lo stesso Trump non era al corrente del fatto.[266][267][268] Dopo un litigio con Leona Helmsley, iniziato negli anni anovanta per il controllo dell'Empire State Building,[269][270] nel 2002 Trump decise di vendere la sua quota dell'edificio al rivale della Helmsley.[271][272]

Nel 2004 Trump trasse in giudizio il suo ex partner in affari Richard Fields per false dichiarazioni di partenariato con Trump, ma Fields controbatté[273][274][275][276] e la causa venne archiviata.[277]

La città in Florida di Palm Beach multò Trump per aver costruito un palo di ventiquattro metri per esporvi la bandiera statunitense nella sua proprietà di Mar-a-Lago senza averne i permessi necessari. Trump venne alla fine multato di centomila dollari e venne obbligato a versare ciò come contributo ai veterani, ma fece richiesta e ottenne il permesso di esporre una bandiera più piccola.[278]

La città californiana di Rancho Palos Verdes citò in giudizio Trump per aver iniziato i lavori per un'abitazione di lusso in un'area a rischio frane, pur essendo questa di sua proprietà.[279]

Nel 2009 Trump venne citato in giudizio dagli investitori dell'oggi chiuso Trump Ocean Resort Baja Mexico;[280] Trump disse di essere stato un mero portavoce nella faccenda[280][281] e la causa venne fissata per una cifra simbolica.[282]

Trump International Hotel and Tower a Chicago

Nel 2004 la Trump Organization concesse il marchio Trump a un hotel a Fort Lauderdale previsto in apertura per il 2007,[90] ma i ritardi nella costruzione portarono Trump a ritirare il suo nome dal contratto nel 2009[90] dopo la definizione del progetto, fatto che spinse gli investitori a citarlo in giudizio,[283] ma Trump venne citato soprattutto in quanto egli aveva compartecipato nella pubblicità col proprio nome.[90][284]

Trump concesse personalmente quaranta milioni di dollari per garantire un prestito di seicentoquaranta milioni di dollari per la Trump International Hotel and Tower a Chicago. Quando la Deutsche Bank tentò di riscuoterli citò in giudizio la banca per aver attentato al progetto e alla sua reputazione,[285] quindi la banca si accordò per estendere i termini del prestito per altri cinque anni.[286]

Dal 2010 a oggi

Nel 2015 Trump disse che il governo scozzese aveva impropriamente approvato un progetto nei pressi del proprio stabilimento golfistico e pertanto un hotel a esso annesso era stato rigettato dalla Corte suprema del Regno Unito, portando così a una battaglia legale.[287]

Nel luglio del 2015 Trump ha citato in giudizio l'ex Miss Pennsylvania Sheena Monnin dopo che questa aveva pubblicamente sostenuto che il concorso di Miss USA 2012 era stato truccato.[288] Un giudice federale diede ragione a Trump e condannò la miss al pagamento di un'indennità di cinque milioni di dollari a Trump.[288][289][290]

Trump trascinò in giudizio la contea di Palm Beach sostenendo che questa aveva permesso alla FAA di dirigere il traffico aereo sopra la sua tenuta di Mar-a-Lago.[291]

Trump ha citato in giudizio la città di Ossining sulla tassazione del suo Trump National Golf Club Westchester presso quella città,[292][293] dopo che egli era stato a sua volta citato per aver modificato un sistema di drenaggio che aveva apportato danni a una biblioteca, a una piscina pubblica e a dei parcheggi.[293]

Connesso alla campagna elettorale di Trump vi è l'episodio nel quale cinque uomini che si trovavano a protestare presso la Trump Tower di New York citarono in giudizio lo stesso Trump, in quanto alcune sue guardie private avevano preso a pugni uno di essi.[294][295]

Nel 2016 il partito dei democratici ha citato in giudizio Trump accusandolo di intimidire i votanti. L'Ohio Democratic Party ha scritto in una nota legale: "Trump ha cercato di portare avanti l'obbiettivo della sua campagna elettorale con l'intimidazione degli elettori".[296]

Matrimoni e figli

Trump con la moglie Melania a un evento della campagna elettorale del 2016

Trump ha avuto in tutto cinque figli e si è sposato tre volte nella sua vita. Sposò la sua prima moglie, la modella ceca Ivana Marie Zelníčková (Trump), il 7 aprile 1977 alla Marble Collegiate Church di Manhattan[297] in una cerimonia officiata da uno dei più famosi sacerdoti statunitensi, il reverendo Norman Vincent Peale.[298] Ivana è stata naturalizzata cittadina statunitense solo nel 1988.[299]

Già dall'inizio del 1990 iniziarono a circolare le prime voci circa un rapporto d'intesa tra Trump e l'attrice Marla Maples, tanto che fu riportato anche dalla stampa.[300][301][302] Ivana ottenne il divorzio l'8 giugno 1992, asserendo che il marito l'aveva trattata "crudelmente e disumanamente".[303][304] A sua volta nel 1992 Trump citò in giudizio Ivana per aver violato una delle clausole del loro divorzio, ovvero il fatto che ella avesse pubblicato un libro nel quale riportava alcuni fatti personali afferenti la loro vita matrimoniale prima del divorzio.[305][306][307] Ciononostante nel 2015 Ivana ha detto che lei e Donald sono "migliori amici" e "insieme abbiamo cresciuto tre figli che amiamo e di cui siamo particolarmente orgogliosi. Non ho nulla contro Donald e gli auguro il meglio per la sua campagna elettorale. Penso che incidentalmente sarebbe un ottimo presidente".[308] Malgrado questo atteggiamento conciliante, Ivana è comunque coinvolta in una battaglia legale con l'ex marito per la possibilità di continuare a sfruttare il cognome Trump per i propri affari.[309] Con Ivana ha avuto in tutto tre figli:

  • Donald John Trump, Jr. (nato il 31 dicembre 1977), sposato dal 12 novembre 2005 con Vanessa Haydon
  • Ivanka Marie Trump (nata il 30 ottobre 1981), sposata dal 25 ottobre 2009 con Jared Kushner
  • Eric Frederic Trump (nato il 6 gennaio 1984), sposato dall'8 novembre 2014 con Lara Yunaska

Con Marla Maples si è sposato il 19 dicembre 1993, rimanendovi sino all'8 giugno 1999. La coppia formalmente si era già separata dal maggio del 1997,[310] ma il divorzio venne finalizzato solo nel giugno del 1999.[311][312] Da questa relazione è nata una figlia:

Tiffany è stata allevata dalla madre in California a Calabasas e ha vissuto con lei sino al diploma presso la Viewpoint School.[313]

Successivamente dal 1998 Trump ha iniziato una relazione con la modella slovena Melania Knauss,[314] con cui si è poi sposato il 22 gennaio del 2005 e che è tuttora la sua consorte,[315] da cui ha avuto l'ultimo figlio:

  • Barron William Trump (nato il 20 marzo 2006).

Onorificenze e riconoscimenti

Onorificenze

Ordine presidenziale della Luce (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine presidenziale della Luce (Georgia)
— 22 aprile 2012
Ellis Island Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Ellis Island Medal of Honor
«For patriotism, tolerance, brotherhood and diversity[316]»
— 1986

Onorificenze accademiche

Laurea honoris causa in amministrazione aziendale - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in amministrazione aziendale
— Robert Gordon University, Aberdeen, 20 novembre 2007[317] (revocata il 9 dicembre 2015 per incompatibilità di vedute)[318]
Laurea honoris causa in affari - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in affari
— Liberty University, Lynchburg (Virginia), 2012[319][320]

Altre onorificenze

Note

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Bibliografia

Voci correlate

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Predecessore Presidente degli Stati Uniti d'America Successore
Barack Obama dal 20 gennaio 2017 in carica
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