Jeff Sessions

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Jeff Sessions
Jeff Sessions, official portrait.jpg

84º Procuratore generale degli Stati Uniti d'America
Durata mandato 9 febbraio 2017 –
7 novembre 2018
Presidente Donald Trump
Predecessore Loretta Lynch
Successore William Pelham Barr

Senatore degli Stati Uniti per l'Alabama
Durata mandato 3 gennaio 1997 –
8 febbraio 2017
Predecessore Howell T. Heflin
Successore Luther Strange

44º Procuratore generale dell'Alabama
Durata mandato 16 gennaio 1995 –
3 gennaio 1997
Predecessore Jimmy Evans
Successore Bill Pryor

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Università Università dell'Alabama
Firma Firma di Jeff Sessions

Jefferson Beauregard "Jeff" Sessions III (Selma, 24 dicembre 1946) è un politico statunitense, già procuratore generale degli Stati Uniti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro del Partito Repubblicano, dal 1997 al 2017 è stato il senatore junior dell'Alabama. Nel 2007, il National Journal lo ha valutato come il quinto senatore più conservatore.

Il 28 febbraio 2016, Sessions è stato il primo senatore a esprimere sostegno alla candidatura presidenziale di Donald Trump, ed è stato tra i consiglieri politici della sua campagna elettorale, soprattutto sui temi dell'immigrazione e della sicurezza nazionale.

Il 18 novembre 2016 lo staff per la transizione ha reso nota la nomina di Sessions ad Attorney general (il ministro della giustizia statunitense) nel gabinetto di Donald Trump, nomina approvata dal Senato americano il 9 febbraio 2017 con 52 voti favorevoli e 47 contrari. Durante l'audizione che precedette il voto di approvazione, Sessions negò dinanzi alla Commissione del Senato di aver avuto contatti con i russi durante la campagna elettorale del 2016.

Benché fosse in suo potere la nomina di un procuratore speciale che indagasse sul cosiddetto Russiagate (in una situazione di potenziale conflitto di interesse dell'Amministrazione, spetta al Dipartimento della Giustizia indicare lo special counsel che condurrà l'inchiesta), il 2 marzo 2017 Sessions annunciò di astenersi dall'esercizio di questo potere[1] proprio in ragione della scoperta dei contatti, da lui stesso intrattenuti con cittadini russi nel periodo del 2016 oggetto di indagine[2]. L'Assistant Attorney General Rod Rosenstein nominò, di conseguenza, Robert Mueller nel ruolo di procuratore speciale: la scelta fu oggetto delle critiche del Presidente[3], il quale però rifiutò le dimissioni di Sessions[4]. Riproposte, le dimissioni sono state accolte il 7 novembre 2018[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eric Shear, Michael D. Lichtblau e Charlie Savage, Jeff Sessions Recuses Himself From Russia Inquiry, in The New York Times, 2 marzo 2017 (archiviato il 2 marzo 2017).
  2. ^ Carol E. Lee, Christopher S. Stewart, Rob Barry e Shane Harris, Investigators Probed Jeff Sessions' Contacts With Russian Officials, in The Wall Street Journal, 2 marzo 2017 (archiviato il 2 marzo 2017).
  3. ^ Terri Cullen, President Trump reportedly asked Attorney General Jeff Sessions to reverse his decision to recuse himself from Russia probe, in CNBC, 30 maggio 2018. URL consultato il 1º giugno 2018.
  4. ^ Maggie Haberman e Peter Baker, Sessions Is Said to Have Offered to Resign, in The New York Times, 7 giugno 2017, p. A18. URL consultato il 15 giugno 2017 (archiviato il 14 giugno 2017).
  5. ^ Trump fires Attorney General Jeff Sessions, BBC news, 8 novembre 2018.

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