Emmanuel Macron

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Emmanuel Macron
Emmanuel Macron in July 2017.jpg

25° Presidente della Repubblica francese
In carica
Inizio mandato 14 maggio 2017
Capo del governo Édouard Philippe
Predecessore François Hollande

Presidente di En Marche !
Durata mandato 6 aprile 2016 –
8 maggio 2017
Predecessore carica creata
Successore Catherine Barbaroux (ad interim)

Ministro dell'economia, dell'industria e del digitale
Durata mandato 26 agosto 2014 –
30 agosto 2016
Presidente François Hollande
Capo del governo Manuel Valls
Predecessore Arnaud Montebourg
Successore Michel Sapin

Dati generali
Partito politico En Marche ! (dal 2016)
Indipendente (2009-2016)
PS (2006-2009)
Tendenza politica Liberalismo sociale,
Terza via,
Europeismo
Titolo di studio Laurea in filosofia, Master in amministrazione pubblica
Università Università di Parigi-Nanterre
IEP Parigi
ENA
Professione Banchiere, politico
Firma Firma di Emmanuel Macron
Emmanuel Macron d'Andorra
S.E. Coprincipe del
Principato di Andorra
In carica dal 14 maggio 2017 (0 anni)
Incoronazione 14 maggio 2017
Predecessore François Hollande d'Andorra
Altri titoli Presidente della Repubblica francese
Nascita Amiens, 21 dicembre 1977

Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron (Amiens, 21 dicembre 1977) è un funzionario e politico francese che ha ricoperto la carica di ministro dell'economia, dell'industria e del digitale dal 2014 al 2016, nel secondo governo Valls. Il 7 maggio 2017 viene eletto Presidente della Repubblica francese,[1] ruolo che ha assunto il successivo 14 maggio, subentrando a François Hollande.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Amiens nel 1977, Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron è figlio di Françoise Noguès, medico, e di Jean-Michel Macron, professore di neurologia dell'Università della Piccardia. Cresciuto in una famiglia non religiosa, venne battezzato come cattolico romano a propria richiesta all'età di 12 anni[2].

Studiò presso il Lycée de la Providence di Amiens, gestito dai Gesuiti[2], dove ebbe come insegnante di teatro la professoressa di lettere e latino Brigitte Auzière, coniugata con figli, con la quale lui, appena sedicenne, stabilì una relazione sentimentale che, divenuta stabile (malgrado l'opposizione della famiglia di lui, in allarme per la differenza d'età di 24 anni) sarebbe sfociata in un matrimonio. I genitori, nel tentativo, non premiato da successo, di ostacolare quel rapporto, decisero di inviarlo a studiare a Parigi, iscrivendolo al Lycée Henri-IV, celebre liceo della capitale, dove Macron ha completato la scuola superiore[3]. Ha poi studiato Filosofia presso l'Università Paris Ouest Nanterre La Défense, ottenendo un Diplôme d'Études Approfondies.

Nel 1999 lavora come assistente editoriale di Paul Ricœur, filosofo protestante francese impegnato nella redazione della sua ultima opera, "La Mémoire, l'Histoire, l'Oubli". Macron ha lavorato soprattutto sulle note e sulla bibliografia[4].

Dopo la laurea in filosofia conseguita nel 2004[5], ha studiato all'Istituto di studi politici di Parigi (Sciences Po) e all'École nationale d'administration (ENA), per poi lavorare come ispettore delle finanze e, dal 2008, come funzionario presso la banca d'affari Rothschild & Co.

Prima di assumere cariche politiche, ha avuto un ruolo tecnico come consigliere del presidente socialista François Hollande. Da questi, il 26 agosto 2014, ha ricevuto l'incarico politico di ministro dell'Economia, dell'Industria e del Digitale nel secondo governo di Manuel Valls. Ha ricoperto la carica fino al 30 agosto 2016, quando ha rassegnato le dimissioni in previsione di una sua candidatura alle presidenziali in programma per l'anno successivo [6]. Si è candidato alla carica presidenziale alla testa di En Marche !, il movimento politico neo-socialista da lui stesso fondato il 6 aprile 2016. Al primo turno delle presidenziali è risultato primo con il 24,01% dei suffragi, qualificandosi per il ballottaggio contro Marine Le Pen, che ha ricevuto il 21,30% dei voti. Ha poi vinto il secondo turno con il 66,10% dei consensi, contro il il 33,90% dei voti ottenuti dalla sua avversaria[7].

Ispettore delle finanze[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, alla fine dei suoi studi all'ENA, entra a far parte del corpo interministeriale di ispezione generale delle finanze.(Inspection générale des Finances (IGF). Nel 2007 viene nominato relatore per la commissione per la liberalizzazione e la crescita, chiamata anche "Commissione Attali" della quale entra a far parte, nominato per decreto, nel marzo 2014[8]. Il 30 giugno 2008 è co-relatore della commissione per le professioni del diritto[9]. Nel 2016 si dimette dall'IGF. In quanto ex studente dell'ENA sarebbe stato tenuto a prestare 10 anni di servizio per lo stato francese: avendone, però, svolti sei (i due anni da ministro non entrano nel conto), ha dovuto versare allo stato la somma di 54 000 euro a titolo di risarcimento[10][11].

Impiego in banca[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2008 viene assunto presso la banca d'affari Rothschild & Cie Banque[12]. Alla fine del 2010 è promosso ad associato all'interno della banca[13]. In quello stesso anno gli viene affidata la responsabilità di una delle più importanti negoziazioni dell'anno, tra Nestlé e Pfizer. Questa transazione, valutata più di 11,9 miliardi di euro, gli permette di diventare milionario.[14] Dichiara di avere un patrimonio lordo di 610.142 euro e un indebitamento di 300.489 euro, di non possedere immobili e di essere titolare di una decina di conti correnti e di un'assicurazione sulla vita.[15]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Brigitte Trogneux[16], nata ad Amiens il 13 aprile 1953, sua ex-insegnante di lettere e latino al liceo di Amiens con cui aveva intrecciato una relazione quando lui aveva 16 anni. Brigitte è diventata sua moglie dopo aver divorziato dal precedente marito, il banchiere André Louis Auzière, dal quale aveva avuto tre figli, ed è nonna di sette nipoti.[17]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Emmanuel Macron nel 2014

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Inizia militando nel Movimento dei cittadini (MDC) per circa due anni[18]. Vota per Jean-Pierre Chevènement al primo turno delle elezioni presidenziali del 2002[19]. In seguito, il 21 aprile 2002, Macron ritiene che il fallimento di Lionel Jospin e del Partito Socialista (PS) sia dovuto all'incapacità della sinistra nell'essere affidabile sulle questioni di sicurezza[20].

Dal 2006, collabora anche con la fondazione Jean-Jaurès[21]. Sempre nel 2006 diventa membro del PS, fino al 2009[22].

Incontra François Hollande nel 2006 e s'impegna al suo fianco a partire dal 2010. Al momento dell'elezione presidenziale del 2007, fa parte del gruppo "Les Gracques", composto da ex dirigenti e alti funzionari, che chiedono di formare un'alleanza fra Ségolène Royal e François Bayrou. Prova in seguito a candidarsi con il PS per le elezioni legislative in Piccardia. Tuttavia i socialisti della Piccardia non lo scelgono, quindi non si candida. Questa sconfitta, insieme alla vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali del 2007, lo incoraggia a dare un nuovo corso alla sua carriera.

Sostiene François Hollande in occasione delle primarie socialiste del 2011, anche quando Dominique Strauss-Kahn era in testa nei sondaggi, prima del caso del Sofitel. Da luglio a dicembre 2011 anima un gruppo di esperti e di economisti, il cosiddetto, "Gruppo della Rotonde", composto dagli economisti Philippe Aghion[23], Gilbert Cette[24] e Élie Cohen[25], gruppo che faceva rapporto al candidato ogni 15 giorni.

Vice segretario generale della presidenza della repubblica (2012-2014) e ministro dell'economia e delle finanze (2014-2016)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 al 2014 venne nominato vice-segretario generale dell' Elysée, un ruolo di alto livello nel personale del presidente Hollande[26]. Il 26 agosto 2014 fu nominato Ministro dell'Economia e delle Finanze nel secondo Governo di Valls, sostituendo Arnaud Montebourg[27]. Come ministro dell'Economia, Macron era all'avanguardia nel far approvare leggi favorevoli alle imprese. Il 17 febbraio 2015, il primo ministro Manuel Valls spinse il pacchetto di legge di Macron attraverso un parlamento riluttante usando la speciale procedura 49.3, ovvero una scorciatoia normativa che permette all’esecutivo di adottare un testo di legge senza il voto dei deputati. Nell'agosto del 2015, Macron ha dichiarato di non essere più membro del PS dal 2009 e quindi indipendente[22].

Elezioni presidenziali del 2017[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Francia del 2017.
Emmanuel Macron con la moglie Brigitte Trogneux nel 2017

Nel marzo del 2016 esprime l'augurio che François Hollande si presenti alle elezioni presidenziali del 2017 in quanto "candidato legittimo". Nell'aprile del 2016, con la creazione del movimento politico En Marche!, esprime per la prima volta la sua volontà di presentarsi alle elezioni presidenziali[28]. Emmanuel Macron annuncia la sua candidatura il 16 novembre 2016[29].

Macron si rifiuta di partecipare alle primarie della sinistra del 2017[30].

Alla fine del 2016, il responsabile della comunicazione di Macron dichiara di aver già ricevuto 3,7 milioni di euro di donazioni per le presidenziali, cioè due o tre volte il budget di François Fillon o di Alain Juppé per le primarie della destra. Il suo partito politico non beneficia ancora di finanziamenti pubblici quindi il denaro proviene solo da donazioni private.

Il 22 febbraio 2017 François Bayrou annuncia l'intenzione di non candidarsi alle presidenziali e propone a Emmanuel Macron un'alleanza, che viene da questi accettata[31].

L'ufficializzazione della candidatura alle elezioni presidenziali è stata annunciata il 16 novembre 2016.[32] Al primo turno, tenutosi il 23 aprile, Macron supera il 24% dei consensi e si classifica al primo posto, accedendo al ballottaggio contro Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National.[33]

La sua campagna elettorale in vista delle presidenziali si caratterizza per la netta impronta europeista[34]. Distinguendosi da altri leader politici europei, non ha inseguito i populisti sui temi e terreni a loro congeniali, ma ha proposto un rafforzamento e rilancio delle istituzioni europee e della Zona euro, attraverso un processo di "rifondazione" da attuarsi con riforme graduali[34].

Macron ha ottenuto l'appoggio di diversi leader stranieri come Angela Merkel, Barack Obama e Matteo Renzi oltre che di tutti i funzionari di Bruxelles, tra cui il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del consiglio europeo Donald Tusk, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e l'rappresentante della politica estera Federica Mogherini.

Al ballottaggio Macron esce vincitore ottenendo 20.703.631 voti, cioè il 66,06% dei voti validi;[35] la sua vittoria è la seconda per margine dopo quella di Jacques Chirac contro Jean-Marie Le Pen, quando egli vinse con l'82,21% dei voti[36].

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

Il mandato presidenziale di Macron decorre dal 14 maggio 2017, con passaggio di consegne dal capo di stato uscente François Hollande. Con la sua età di 39 anni e 5 mesi, risulta il più giovane vincitore della contesa presidenziale nella storia di Francia. Il 18 giugno, col secondo turno delle elezioni legislative, En Marche !, il suo partito, ottiene la maggioranza assoluta all'assemblea nazionale[37].

Designa il Repubblicano Édouard Philippe come primo ministro e il suo governo viene appoggiato da En Marche !, I Repubblicani, Movimento Democratico, Partito Socialista e Partito Radicale di Sinistra.[38]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Ideologia politica[modifica | modifica wikitesto]

Macron è stato descritto da alcuni osservatori come socialiberale e da altri ancora sostenitore del modello neoliberista. Durante la sua permanenza nel Partito socialista francese ha sostenuto l'ala centrista del partito, la cui posizione politica è stata associata alle politiche della "terza via" avanzate da Bill Clinton, Tony Blair e Gerhard Schröder e il cui portavoce principale è stato l'ex Primo Ministro Manuel Valls[39]. Macron complessivamente è ampiamente visto come un centrista[40].

Ideologia economica[modifica | modifica wikitesto]

Macron ha sostenuto in modo sostanziale il libero mercato e la riduzione del disavanzo pubblico . Ha usato pubblicamente il termine "liberale" per descrivere se stesso in un'intervista di Le Monde del 2015[41]. Ha aggiunto che si considera "né di destra né di sinistra" e che promuove "una solidarietà collettiva". Durante una visita alla Vendée nell'agosto 2016, egli affermò: "L'onestà mi costringe a dire che non sono socialista". Ha spiegato che faceva parte del "governo sinistro" perché voleva "servire l'interesse pubblico" come qualsiasi ministro avrebbe fatto. Nel suo libro Revolution, pubblicato nel novembre 2016, Macron si presenta come un "leftist" e un "liberale". Con il suo movimento En Marche!, lo scopo dichiarato di Macron è di trascendere il divario tra sinistra e destra in un modo simile a François Bayrou o Jacques Chaban-Delmas, affermando che "il vero divario nel nostro paese è tra progressisti e conservatori". Con il lancio della sua candidatura da indipendente e del suo uso di retorica anti-establishment, Macron è stato etichettato come "populista" da alcuni osservatori, in particolare Manuel Valls, ma Macron rifiuta questo termine. Macron è un sostenitore della legge El Khomri. Egli è diventato il più acceso sostenitore della revisione economica del paese.

Ha sostenuto l'accordo globale economico e commerciale (CETA) tra il Canada e l'Unione europea e ha criticato il governo vallone per aver tentato di bloccarlo[42]. Ritiene che il CETA non debba richiedere l'approvazione dei parlamenti nazionali perché "coinvolge l'UE". Per quanto riguarda il partenariato transatlantico in materia di commercio e di investimento (TTIP), Macron ha dichiarato nel giugno 2016 che "le condizioni per firmare il trattato non sono soddisfatte", aggiungendo che "non dobbiamo chiudere completamente la porta" e che c'è "necessità di un forte legame con gli Stati Uniti ".

Nell'aprile del 2017, Macron ha chiesto un "riequilibrio" dell'eccedenza commerciale tedesca, affermando che "la Germania beneficia degli squilibri all'interno della zona euro e raggiunge eccedenze commerciali molto elevate"[43].

Nelle prime fasi della sua attività politica, tuttavia, ha assunto alcuni provvedimenti in contrasto con la presunta vocazione liberista ed europeista del suo mandato. In particolare, Macron ha deciso di bloccare l'acquisizione della francese STX da parte della italiana Fincantieri, nonostante l'azienda in precedenza fosse già passata in mano ad un gruppo sudcoreano, e nonostante un precedente impegno del presidente uscente Hollande.

[1]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Emmanuel Macron con i leader del G7 del 2017 a Taormina, Sicilia

Macron descrive la colonizzazione francese dell'Algeria come "un crimine contro l'umanità". Ha anche detto: "È veramente barbaro e fa parte di un passato che dobbiamo affrontare chiedendo scusa a coloro ai quali abbiamo commesso questi atti". Macron è stato nel 2012 un giovane leader con la Fondazione francese-americana, un'organizzazione pro-americana fondata negli anni '70 da due membri degli Stati Uniti del Consiglio sulle Relazioni Estere.

Nel gennaio 2017 ha affermato che la Francia ha bisogno di una politica più equilibrata verso la Siria, compresi i colloqui con Bashar Assad[44]. Nell'aprile del 2017, dopo l'attacco chimico a Khan Shaykhun, ha proposto un possibile intervento militare contro il regime di Assad, preferibilmente sotto gli auspici delle Nazioni Unite[45].

Sostiene la continuazione delle politiche del presidente Hollande in Israele, si oppone anche al movimento BDS e si è rifiutato di definire una posizione sul riconoscimento dello Stato di Palestina[46].

Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Emmanuel Macron con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni

Un articolo del New York Times ha descritto Emmanuel Macron come "ardentemente pro-Europa" e ha affermato di "aver abbracciato orgogliosamente un'Unione europea impopolare".[47]

Nel giugno 2015 Macron e la sua controparte tedesca Sigmar Gabriel hanno pubblicato una piattaforma che promuove una continuazione dell'integrazione europea[48]. Nella piattaforma sostengono la continuazione delle "riforme strutturali (come i mercati del lavoro), delle riforme istituzionali (inclusa l'area della governance economica)", ma anche una riconciliazione tra i sistemi fiscali e sociali, come un migliore coordinamento o armonizzazione delle imposte sulle imprese, per esempio,e dei salari minimi.

Sostiene inoltre la creazione di un incarico del Commissario europeo responsabile per la zona euro e per il Parlamento europeo e del bilancio comune.

Ha inoltre dichiarato: "Sono favorevole al rafforzamento delle misure antidumping che devono essere più rapide ed efficaci, come quelle approvate negli Stati Uniti, per cui si deve anche stabilire un monitoraggio degli investimenti esteri nei settori strategici a livello dell'UE per proteggere un'industria vitale e per garantire la nostra sovranità e la superiorità europea"[49].

Macron, se eletto presidente, spingerebbe le sanzioni dell'UE contro la Polonia. Ha detto: "Nei tre mesi dopo l'elezione, ci sarà una decisione sulla Polonia. Non si può avere un'Unione europea che affronti ogni singola cifra decimale sulla questione dei bilanci con ciascun paese e che quando si dispone di un membro dell'UE che agisce come la Polonia o l'Ungheria su questioni legate alle università e all'apprendimento o ai rifugiati o ai valori fondamentali, decide di non fare nulla". Il ministro degli Esteri polacco Witold Waszczykowski ha dichiarato che Macron "ha violato gli standard europei ed i principi di amicizia con la Polonia"[50].

Macron ha affermato che, se eletto, cercherà di rinegoziare il Trattato di Le Touquet con il Regno Unito, che ha causato l'aumento di richiedenti asilo a Calais. Quando Macron è stato ministro dell'economia, aveva suggerito che il trattato potrebbe essere eliminato se il Regno Unito abbandonasse l'Unione europea.

Al di là delle affermazioni di facciata, nei primi mesi del suo mandato ha effettuato una serie di scelte di politica estera in aperto contrasto con il presunto europeismo della sua amministrazione. In particolare, nella gestione della crisi libica ha organizzato un incontro insieme al politico libico El Sarraj e al generale Haftar, ha annunciato la creazione di hotspot per l'identificazione degli immigrati in Libia, e insieme alla Germania il nuovo progetto di una caccia da combattimento, senza mai coinvolgere i rappresentanti dell'Unione Europea e degli altri paesi europei (a parte la Germania).

[2][3][4]

Immigrazione[modifica | modifica wikitesto]

A differenza di molti socialisti francesi, incluso l'ex primo ministro Manuel Valls, Macron sostiene la politica delle porte aperte verso i rifugiati (ma non sui i migranti economici) perseguita da Angela Merkel in Germania promuovendo la tolleranza nei confronti degli immigrati e dei musulmani[51]. Macron ha espresso fiducia nella capacità della Francia di assorbire più immigrati e accoglie con favore il loro arrivo in Europa, affermando che l'afflusso avrà un impatto economico positivo[52].

Tuttavia, egli ritiene che il Frontex [53] "non sia un programma sufficientemente ambizioso" richiedendo maggiori investimenti nelle guardie costiere e di frontiera "perché chiunque entri in Europa, a Lampedusa o altrove, viene considerata una preoccupazione per tutti i paesi europei". Per quanto riguarda la politica in materia di asilo, ritiene che "il periodo di revisione dovrebbe essere notevolmente abbreviato" e che "tutti coloro i cui reclami falliscono devono essere deportati immediatamente".

Sicurezza e terrorismo[modifica | modifica wikitesto]

Macron ritiene che la proposta di legge di riforma sulla privazione della cittadinanza per i cittadini francesi e naturalizzati, condannati a fronte di oneri terroristici non sia una "soluzione concreta" e ritiene che "l'infinito prolungamento dello stato di emergenza solleva legittime domande". Egli sostiene un aumento del finanziamento statale delle agenzie di intelligence.

Macron chiede un ripristino della polizia in comunità e ritiene che "la gestione di alcuni importanti rischi deve essere delegata alle associazioni o al settore privato"[54].

Ritiene che la sua proposta di fornire ad ogni giovane adulto un "Passaggio di Cultura" di € 500 possa incoraggiare i giovani a scoprire la cultura della Francia e a dissuadere il terrorismo[55].

Macron si è schierato verso l'approvazione di proposte volte a consentire l'accesso a comunicazioni crittografate da parte del governo, con lo scopo di contrastare il terrorismo.[56]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Davanti alla conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico del 2015, Macron ha chiesto l'accelerazione della transizione ecologica e ha sostenuto un "equilibrio tra imperativi ecologici e requisiti economici", obiettivo che il governo francese cerca di ottenere combattendo su "cinque fronti": "innovazione "," semplificazione "," rafforzamento della nostra efficienza energetica", "riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili ", "competitività dell'energia "e "azione in Europa e nel mondo"[52].

Durante l'estate del 2016, ha difeso l'uso di gasolio per il quale crede che non dovrebbe essere una sorta di "caccia alle streghe" in quanto "rimane al centro della politica industriale francese". Macron ha espresso questo parere a seguito dello scandalo emissioni di Volkswagen[57].

Nel 2016 Macron ha proposto che la Francia "assicuri le proprie forniture nei materiali più strategici usando tre leve: l'economia circolare e il recupero dei materiali contenuti nella fine della vita dei prodotti; la diversificazione delle forniture per superare le politiche geopolitiche e per portare più competitività, la creazione di nuove miniere di dimensioni ragionevoli in Francia, pur rispettando i migliori standard sociali e ambientali".

Anche se è scettico per la costruzione dell'Aeroport du Grand Ouest, Macron ritiene che i lavori dovrebbero partire nel momento in cui la gente si fosse dichiarata favorevole a seguito di un referendum locale del 2016[58].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore
— 14 maggio 2017
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito
— 14 maggio 2017

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Katia Riccardi, Francia, Macron presidente: "Avete scelto di essere audaci. Difenderò le speranze d'Europa", su la Repubblica, 7 maggio 2017. URL consultato l'8 maggio 2017.
  2. ^ a b (IT) Emmanuel Macron: chi è il nuovo presidente francese, in QNM. URL consultato il 13 luglio 2017.
  3. ^ Redazione Web, Brigitte Macron, l'insegnante diventata première dame, su Giornale di Brescia, 8 maggio 2017. URL consultato l'8 maggio 2017.
  4. ^ (FR) Emmanuel Macron à Paul Ricœur : « Je suis comme l’enfant fasciné à la sortie d’un concert », in Le Monde.fr, 15 maggio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  5. ^ (IT) Chi è Emmanuel Macron – TPI, in TPI, 17 febbraio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  6. ^ Paolo Berizzi, Francia, Holland ha accettato le dimissioni di Macron. Al suo posto Sapin, in la Repubblica. URL consultato il 22 gennaio 2017.
  7. ^ Macron eletto presidente: rifondare l'Europa. URL consultato il 13 luglio 2017.
  8. ^ (IT) Il fenomeno Macron in Francia - I Diavoli, in I Diavoli, 20 aprile 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  9. ^ (EN) Francia, Macron è il nuovo presidente - Lookout News. URL consultato il 13 luglio 2017.
  10. ^ (FR) Marine Rabreau, Macron va devoir rembourser 50.000 euros à l'État, in Le Figaro, 03 novembre 2016. URL consultato il 13 luglio 2017.
  11. ^ (FR) Macron a-t-il remboursé sa dette de 54 000 euros à l'Etat ?, in lesriches.info, 03 febbraio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  12. ^ I due possibili inquilini dell'Eliseo: identikit - Economia e Finanza con Bloomberg - Repubblica.it, su finanza.repubblica.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  13. ^ (IT) ... e i banchieri con Emmanuel Macron si prendono la Francia. Si cambia tutto per non cambiare nulla... | TimeSicilia, in TimeSicilia, 24 aprile 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  14. ^ (EN) Philippe Marlière, French presidential candidate Emmanuel Macron’s ‘anti-system’ angle is a sham, in The Guardian, 18 gennaio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  15. ^ Cfr. Francesco De Remigis, Il più ricco candidato all'Eliseo? articolo pubblicato su ilGiornale.it il 26.3.2017, con un'analisi particolareggiata dei patrimoni dei candidati alla presidenza francese: http://www.ilgiornale.it/news/politica/pi-ricco-candidato-alleliseo-pi-sinistra-va-sans-dire-1379202.html
  16. ^ (FR) Vanity Fair, Les images inédites du mariage de Brigitte et Emmanuel Macron, in Vanity Fair. URL consultato il 04 maggio 2017.
  17. ^ Brigitte TROGNEUX - Fraternelle : l'encyclopédie biographique de l'Homo erectus - Geneanet, su gw.geneanet.org. URL consultato il 24 aprile 2017.
  18. ^ (IT) La biografia di Macron: ecco chi è il nuovo presidente francese, su Notizie.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  19. ^ (FR) Arthur Berdah, Macron se confie sur son passé chevènementiste, in Le Figaro, 12 novembre 2015. URL consultato il 13 luglio 2017.
  20. ^ (EN) Kim Willsher, Fear of neofascism keeps Emmanuel Macron ahead of Marine Le Pen, in The Guardian, 29 aprile 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  21. ^ (FR) Le Scan politique, Emmanuel Macron n'est pas à jour de cotisation au PS, in Le Figaro, 29 agosto 2014. URL consultato il 13 luglio 2017.
  22. ^ a b (FR) Macron, militant PS depuis 2006, n'est plus à jour de cotisation depuis 5 ans, in L'Obs. URL consultato il 13 luglio 2017.
  23. ^ Philippe Aghion nella Wikipedia Inglese, wikiwand.com.
  24. ^ Gilber Cette nella Wikipedia Francese, wikiwand.com.
  25. ^ Elie Cohen nella Wikipedia Francese, wikiwand.com.
  26. ^ Macron è partito in quarta, su Il Post, 1° giugno 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  27. ^ Emmanuel Macron si è candidato alle presidenziali francesi, su Il Post, 16 novembre 2016. URL consultato il 13 luglio 2017.
  28. ^ Francia, il ministro dell'Economia Macron fonda il suo movimento "En marche!". "Sarà no partisan", su Il Fatto Quotidiano, 07 aprile 2016. URL consultato il 13 luglio 2017.
  29. ^ Macron annoncera sa candidature ce mercredi, selon plusieurs médias, su Le Huffington Post. URL consultato il 13 luglio 2017.
  30. ^ Francia, le strane primarie a sinistra. Con Macron e Mélenchon che stanno a guardare, in Repubblica.it, 21 gennaio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  31. ^ Bayrou non corre e si allea con Macron. Indagata capo di gabinetto di Marine Le Pen, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 13 luglio 2017.
  32. ^ Emmanuel Macron si è candidato alle presidenziali francesi, in Il Post, 16 novembre 2016. URL consultato il 16 novembre 2016.
  33. ^ Voto in Francia, sarà un ballottaggio tra Macron e Le Pen. La diretta, lastampa.it, url consultato il 24 aprile 2017 alle 0:34.
  34. ^ a b Riccardo Perissich, I falsi alibi degli europeisti nostrani, in Il Sole 24 ORE, 8 maggio 2017. URL consultato l'11 maggio 2017.
  35. ^ Francia, dati definitivi: Macron presidente con il 66,06% dei voti, su TGcom24, 8 maggio 2017. URL consultato l'8 maggio 2017.
  36. ^ (FR) Le clan Chirac raconte son 21 avril 2002, entre sidération et gravité, in Le Monde.fr, 05 maggio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  37. ^ Maggioranza assoluta per le riforme, su L’Huffington Post. URL consultato il 13 luglio 2017.
  38. ^ Macron sceglie il suo primo ministro: è Édouard Philippe, su L’Huffington Post. URL consultato il 1° luglio 2017.
  39. ^ (IT) Redazione online e Stefano Montefiori, Né di destra, né di sinistra: Macron vara il nuovo governo francese. Ecco i ministri (c’è anche la campionessa di scherma), in Corriere della Sera. URL consultato il 13 luglio 2017.
  40. ^ Macron, la destra, la sinistra, il centro, in L’Huffington Post. URL consultato il 13 luglio 2017.
  41. ^ Elezioni Francia, "Macron ultra-liberista, è il degno erede di Hollande", in Affaritaliani.it. URL consultato il 13 luglio 2017.
  42. ^ (FR) Macron prêt à reconsidérer sa position sur l'accord CETA, in Capital.fr, 1° maggio 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
  43. ^ WikiVisually.com, su wikivisually.com. URL consultato il 13 luglio 2017.
  44. ^ (IT) Macron dice che la deposizione di Assad non è una priorità – TPI, in TPI, 22 giugno 2017. URL consultato il 13 luglio 2017.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Jean-Marc Daniel, Valls, Macron: le socialisme de l'excellence à la française, Les nouvelles éditions François Bourin, 2016, ISBN 9791025201701.

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